Néoconnarderie genocida

Ieri, sul blog di Dacia si commentavano i buffi sistemi che Destra per Israele suggerisce per truccare i sondaggi in rete. Dal nulla, compare un certo John Zorn, néoconnard assai noto in rete, che scrive:
Unica cosa intelligente che si potrebbe fare con l’Iran (e non solo con lui) è cancellarlo con qualche bomba all’Idrogeno

Che ci sta a fare al mondo un simile merdaio?

hiroshima

Hiroshima, 1945

Non riporto questo commento per invitare la polizia a perquisire la casa di John Zorn alla ricerca di bombe all’idrogeno, perché sono sicuro che non ne troverà. Lo si capisce dal soggetto impersonale del verbo, caratteristico di tutta la néoconnarderie genocida.

Non è casuale.

Da una parte, infatti, il néoconnard si identifica in qualcuno molto grosso e cattivo, preferibilmente dotato di missili intercontinentali, bombe atomiche e altre amenità che lo fanno sentire forte. Quindi, gli verrebbe da dire "noi" quando parla del Pentagono.

Però il néoconnard si aspetta che sia il Pentagono a fare tutto; lui si limita a fare la ragazza pon pon da tastiera. E quindi, se fosse onesto, dovrebbe dire "loro" quando parla del Pentagono.

E’ il perfetto spettatore, insomma, che vuole vedere il sangue che schizza da tutte le parti, tranne che sui suoi vestiti.

E quindi non potendo dire "noi", e non volendo sminuirsi dicendo "loro", ripiega sulle forme impersonali.

Il post è interessante anche per un altro motivo. John Zorn non è il più con dei néoconnard; ma quando poi viene invitato a giustificare le sue affermazioni, cade dal pero. Bofonchia qualcosa sul tipo, lui critica l’Iran, ci sono altri che criticano Israele…

Una spiegazione così infantile svela il vero problema: i media hanno creato proprio la situazione descritta da Orwell, in cui l’idea di cancellare settanta milioni di esseri umani diventa non solo auspicabile, ma anche banale.

Il genocidio degli iraniani oggi è una vaga fantasia nella testa di un uomo probabilmente innocuo. Ma se avvenisse davvero, quell’uomo e milioni come lui ne sarebbero contenti per almeno una settimana. Prima che i media li facciano odiare qualcun altro.

Sono importanti queste piccole cose, perché ci ricordano il motivo per cui dobbiamo continuare a combattere. 

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61 Responses to Néoconnarderie genocida

  1. utente anonimo says:

    per quanto poco valga, è pure triste che costui si nasconda dietro il nome di un grande musicista di cui infanga l’immagine..

    sam

  2. utente anonimo says:

    Un passo d’un’analisi che anni fa il nostro gruppo fece sui mezzi dell’invasione Afghana e un passo d’uno psicologo/filosofo statunitense di scuola junghiana, james hillman.

    “In questa situazione [di distruzione delle guerre precedenti] era piombata sul paese la guerra ultratecnologica dell’altro mondo, degli abitanti di un pianeta alieno che non avevano nessuna intenzione di perdere tempo per civilizzare i primitivi. Da un cielo solcato da macchine volanti scendevano bombe, razioni liofilizzate, soldati. Scese anche una polvere sperimentale di microchip (microcircuiti in granuli da spargere sulle superfici rendendole “intelligenti” cioè reattive ai segnali elettronici). STRUMENTI SOFISTICATI SCRUTAVANO DALL’ALTO I MOVIMENTI DI MILIONI DI PUNTOLINI CALDI, INDIFFERENTEMENTE UOMINI, CAPRE, MOTORI A SCOPPIO, FORNI PER IL PANE, CHE PER UN COMPUTER SONO SOLO POTENZIALI TARGET, BERSAGLI CHE EMETTONO RAGGI INFRAROSSI. Vale la pena, tanto per avere un’idea, di dare un’occhiata a tre degli strumenti che la civiltà aliena ha utilizzato per incrementare il tasso di primitivismo esistente nel mondo.

    - Il Predator è un piccolo aereo senza pilota, silenzioso, dotato di occhi elettronici, un illuminatore laser e due missili; non è solo un velivolo da ricognizione, come si dice spesso, ma serve soprattutto per il combattimento, essendo in grado di coordinare altri tipi d’arma e di lanciare i due ordigni di bordo contro edifici, carri armati, convogli.

    - Il B52 era un vecchio aereo per bombardamenti a “saturazione”, o a “tappeto”; più volte ristrutturato, oggi oltre ad adempiere al suo vecchio compito è soprattutto utilizzato per lanciare bombe più o meno intelligenti, oppure triturare uomini con bombe a frammentazione, oppure ancora lanciare le daisy cutter, enormi bombe “convenzionali” che hanno l’effetto di piccole atomiche.

    - Ogni unità delle forze speciali americane è una macchina da guerra autosufficiente e nello stesso tempo parte di un sistema, in grado di scatenare su di una piccola area una incredibile potenza di fuoco mirato; è formata da pochi uomini e si sposta in elicottero o con aerei da trasporto, più raramente è paracadutata o trasportata con veicoli.

    In tutti e tre i casi macchine e uomini sono guidati a distanza, tramite un sistema informativo remoto, sulla base di dati accumulati nel passato o raccolti man mano si dispiega una missione. Il centro operativo è oggi situato a Tampa, Florida, Stati Uniti, ma potrebbe essere ovunque, perché la catena di comunicazione è in orbita nello spazio.”

    “Non sono solo il cancro e le malattie cardiache le “principali cause di morte”.. La morte è in agguato nelle cose: nell’amianto e negli additivi alimentari, nelle pioggie acide e negli assorbenti interni, negli insetticidi e nei farmaci, nei gas di scarico e nei dolcificanti, negli schermi televisivi e negli ioni. Nemmeno ai tempi della peste la materia è stata demonizzata come oggi. Leggiamo etichette che avvisano: “nuoce gravemente alla salute”, avvertiamo mali invisibili aleggiare nell’aria, infiltrarsi nelle acque, permeare le nostre risorse vegetali. IL MONDO MATERIALE È DI NUOVO ABITATO; IL RIMOSSO HA FATTO RITORNO DALLA MATERIA DICHIARATA MORTA DA TOMMASO D’AQUINO E DA CARTESIO, E HA FATTO RITORNO NELLE SEMBIANZE DELLA MORTE STESSA. E a causa appunto di questo spettro risorto nella materia, finalmente torniamo ad accorgerci dell’anima mundi. La coscienza psicologica progredisce sempre attraverso rivelazioni patologizzate, attraverso il mondo infero dell’angoscia. Le nostre paure ecologiche segnalano che è nelle cose che l’anima reclama ogni attenzione psicologica. Le cose sono fatte di sostanze velenose e infiammabili, fabbricate in serie con lo stampo e attaccate insieme alla bell’e meglio, velocemente, senza cura, e senza che la mano dell’uomo le tocchi. Non potendo logorarsi né invecchiare, la loro esistenza è accelerata dall’incalzare dell’obsolescenza, una generazione che subentra all’altra nel giro di pochi mesi. Decantate da imbonitori, come gli schiavi, e messe in vendita sul “mercato”, in concorrenza solo per il prezzo e non per dignità e insita bellezza, le cose portano la sofferenza scritte in faccia. Nelle forme strane dei loro corpi, nelle posture grottesche di dannati all’inferno, esse portano il marchio maledetto del materialismo a immagine del quale sono state fatte, senza possibilità di epistrofe, di ritorno agli dei.”

    Viviamo immersi nel riconoscimento della materia elevata a vita, seppure nella forma d’incubo del “revenant”, dello spettro che ritorna dal mondo dei morti dove l’avevamo illusoriamente relegato; e nello stesso tempo nell’atteggiamento, giunto al parossismo con le nuove tecnologie, di trattare gli uomini stessi come materia indifferente e inerte, irriconoscibile e indistinguibile ormai da qualunque altra materia, che è, in modo perverso e rovesciato, lo stesso riconoscimento di prima.

    Certo noglobalismo e cieco ecologismo è la deriva ideologica del primo polo, di cui l’angoscia stessa di fronte alla grande minaccia è la sua più “lucida” manifestazione; mentre l’ideologia sottesa ai jz (la sua tastiera, tecnicamente, potrebbe benissimo diventare un luogo di comando delle operazioni di guerra) è la deriva ideologica del secondo polo, col suo più tipico prodotto: l’orgoglioso senso di potenza, invece che d’angoscia, per esorcizzare il pericolo avvertito. p

  3. utente anonimo says:

    Miguel, John Zorn non e’ un neocon, a mio parere.

    Sicuramente ti detesta oltre ogni misura, questo e’ vero ma non e’ un neocon.

    Questa e’ la mia opinione, derivata da alcuni scambi avuti con lui e dalla lettura dei suoi interventi.

    E’ sicuramente sanguigno come me, ma io mi prendo a martellate le dita, quando mi prudono, piu’ spesso di lui

    Evito cosi’ di scrivere cose che possono essere fraintese.

    Stefano Calzetti

  4. utente anonimo says:

    Lo spirito di costui è Neoconard, Neocon oppure …. NeoconF ???

    ….Eccone il Manifesto dalla vivace

    testimonianza del Fondatore…

    http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/887615101X/Neo-conf__(Auto)ritratto_del_nuovo_conformista.htm

    Davide

    [il Ronin della Bassa]

    ….PS —-

    Non ho alcuna provvigione

    è solo uno spunto di riflessione…

    Miguelito _forse_ apprezzerà la curiosa segnalazione !!!

  5. calmansi says:

    Sam: ho scoperto sul blog di Suzuki che il vero John Zorn è musicista. Ero convinta che quello blogosferico fosse un germanofilo incazzato (Zorn=rabbia).

    “neoconf” sembra quasi giusto, Davide – però dalla descrizione data nella pagina linkata, “neoconf” mi sa tanto dell’ibernazione intellettuale degli anni 80-90, con le stronzate sulle nuove tribù di Alberoni &Co in sociologia e dei minimalisti in letteratura. Zorn mi suona più giovane.

    Scrive – e probabilmente pensa – a moduli raccattati un po’ quà un po’ là. “Porco assassino”, ad es., che ricorda i cortei di estrema sinistra degli anni ’70. In lui, a differenza di molti neocon che li sparano soltanto a raffica, questi moduli vengono articolati dalla rabbia.

    Però quando uno reagisce abbastanza forte – come ha fatto Suzuki sul suo blog – si ammansisce, diventa tutto smilies verso chi l’ha sgridato. Cos’accadrebbe se avvenisse anche con tu e Dacia, Miguel? Zorn andrebbe a pezzi?

    Strano personaggio.

    Claude

  6. calmansi says:

    .. con te e Dacia, intendevo

  7. utente anonimo says:

    Ciò detto, nessuno può auspicare di cancellare dalla faccia della Terra un intero Stato-Nazione con relativo popolo: …….né Zorn né Ahmadinejad !

    Davide

  8. paniscus says:

    OT: Stefano Calzetti, ma sei quello dei tempi gloriosi della lista LUMI? :)

    Lisa

  9. utente anonimo says:

    Ci son diversi stili di condurre un blog e di esprimersi e di attirare i commentatori . E’ un po’ come dirigere un film, mettiamo Indiana Jones ne ” I Predatori dell’Arca Perduta” :nel duello il scimitarrante in costume arabeggiante roteava la sua arma, perdendo tempo a esibire, in un trionfo di orgoglio , la sua abilità, il protagonista con semplice click di pistola lo ha fatto fuori, tra le risate degli spettatori.

    Se il click fosse arrivato prima della sceneggiata mediorentale, troppo presto, o troppo tardi, il risultato non sarebbe stato così spettacolare.

    JZ , fa parte del teatro, del film, della sceneggiata virtuale.

    Aurora.

  10. utente anonimo says:

    Ho il sospetto che la scena ti piaccia solo perchè fa fare una brutta figura all’arabo (la scena mi sembra alquanto trasparente in fatto di stereotipi, ancora di più, scusami, il tuo commento), comunque quale dei due sarebbe John Zorn?

  11. utente anonimo says:

    Sono Paolo.

  12. utente anonimo says:

    OT: Si’, Lisa; sono io.

    Stefano Calzetti

  13. Caleb9675 says:

    Il sig. John Zorn non è esemplificativo di nessuna fazione (“néoconnarderie” o altro). Egli, come del resto Martinez, rappresenta solo se stesso.

    Cavar fuori da chissà quale scantinato di Internet un cialtrone per farne l’emblema di coloro che non sono d’accordo con le opinioni di Gino Strada & C. la dice lunga sui metodi di propaganda di chi compie operazioni di questo tipo.

    A dirla lunga è anche il fatto che si dedichi un intero entry alle farneticazioni d’un cialtroncello senza potere alcuno cui ben poche conseguenze possono far seguito, quando farneticazioni similari sono state proferite solo alcune settimane fa da chi invece di potere ne ha, il presidente di uno stato non molto distante dal dotarsi di arsenale atomico.

    Questo è l’ennesimo entry in cui il redattore di questo blog si spertica a rotta di collo in complesse esegesi su quanto elucubrato da una qualche nullità su un qualche sito o da un qualche sfigato su una qualche mailing-list. Peggio per lui: il blog era più interessante quando vi si raccontava il Mondo e i suoi abitanti invece che Internet e i suoi troll.

    Leggendo questo entry mi è sorto un dubbio inerente la questione delle fonti: e se John Zorn il “genocida” fosse un ginostradista che, nascondendo le proprie vere idee politiche e fingendo di avere idee politiche di altro tipo, va in giro per la Rete a scrivere minchiate enormi per dare occasione a Martinez o altri blogger con del tempo da perdere di postare entry come questo? Magdi Allam viene accusato dai suoi detrattori più acerrimi di inventarsi i documenti sui quali a volte basa le sue notizie. Si dice che si tende a finire per assomigliare a quello che si odia. Che i ginostradisti si siano ridotti ad essere come Magdi Allam o l’idea che essi hanno di Magdi Allam?

    Caleb

  14. kelebek says:

    Caro Caleb, nessuno ti obbliga a frequentare questo blog, se lo trovi poco interessante: la vita è breve, e abbiamo tutti di meglio da fare che frequentare chi non ci interessa.

    John Zorn è assai attivo in rete, chiedi a lui se è un fake di Gino Strada.

    Io ho precisato che non credo che lui nasconda bombe all’idrogeno in casa :-)

    E’ semplicemente sintomatico del modo di ragionare di alcuni milioni di persone, se ti fai un giro per qualche bar, oppure per qualunque blog o forum di destra, vedrai che le sue parole sono soltanto l’ennesima variazione su un tema che sentiamo incessantemente da cinque anni a questa parte.

    A me non interessa lui – al limite non mi sta nemmeno antipatico, e comunque l’ho invitato a commentare su questo blog se vorrà.

    A me interessa il tema, l’archetipo se vogliamo (scusami, Archivio!) che lui manifesta e i fattori sociali che creano questo determinato tipo di commentatore (non dico di “persona” perché non lo conosco sotto altri aspetti).

    Io sono fatto così: la cosa che mi interessa di più è capire, attraverso aneddoti ed esempi significativi, qualcosa del mistero che è l’uomo.

    Miguel Martinez

  15. kelebek says:

    Per Caleb,

    e poi, scusa, chi ha detto che sono d’accordo con Gino Strada?

    Miguel Martinez

  16. utente anonimo says:

    Scusa Miguel per l’intromissione nell’altro post… questo mi sembra più indicato. Mi puoi allora spiegare il significato di quelle parole cioè neocon e teocon? Grazie

    Curioso

  17. Caleb9675 says:

    Le parole di John Zorn sarebbero “l’ennesima variazione su un tema che sentiamo incessantemente da cinque anni a questa parte”? E il tema quale sarebbe, il genocidio degli Arabi e degli Iraniani? Verrò da un altro pianeta, ma mi sembra un’opinione la cui diffusione è pressoché inesistente. Baristi, cubiste, bloggers… John Zorn è il primo che sento inneggiare allo sterminio via bombe H.

    Si è mai visto un fake precisare di essere un fake?

    Per quanto riguarda Gino Strada… Dal momento che tu accorpi milioni di persone ognuna con la sua particolare concezione del mondo sotto un unico, arbitrario “termine-ombrello”, néoconnarderie, credo di avere anch’io il diritto di utilizzare un’unica espressione per indicare un numeroso e composito gruppo di individui. Provvisoriamente, finchè non trovo qualcosa di più calzante, quell’espressione è ginostradismo. Nessuno dice tu ti ci debba riconoscere, come del resto nessuno pretende che coloro da te additati come néoconnarderie debbano accettare una tale definizione.

    Concludendo, ti leggo con lo stesso spirito con cui tu leggi Mark Twain. Qualcosa mi piace, qualcos’altro no. Mi permetto di usufruire della funzione “Commenti” per… commentare.

    Ciao,

    Caleb

  18. kelebek says:

    Per Curioso, eccomi qui.

    “Neocon” significa un movimento, relativamente piccolo, di intellettuali e altri, provenienti dal partito democratico negli Stati Uniti, che oggi sono i più accaniti sostenitori del dominio mondiale americano, con ogni mezzo possibile.

    Gente lucida, che sa il fatto suo, e che ha tutto da guadagnare dal proprio progetto.

    “Neoconnarderie” è un termine un po’ ironico, inventato da Dacia Valent, che descrive invece una gran massa di italiani che bevono qualunque cosa raccontino nei media, che – seduti comodamente davanti alla tastiera e protetti da strati di anonimato – istigano alla guerra, alla caccia al musulmano e a una serie di altre cose, tutte piuttosto confuse e rumorose.

    Gente che, a parte sfogarsi, non ci guadagna alla fine un gran che, ma alimentano gli interessi di chi è più furbo di loro.

    Miguel Martinez

  19. Caleb9675 says:

    Vorrei porre una (triplice) domanda a Martinez.

    Secondo te, è vero che i neocon sono (quasi tutti) Ebrei? Se sì, come mai? E ancora, se sì, da questo fatto si può far discendere nessuna considerazione-corollario?

    Grazie,

    Caleb

  20. utente anonimo says:

    Paolo, il mio era un esempio, sia di come si faccia “spettacolo”, sia dell’efficacia maggiore che gesti semplici possono avere rispetto a manovre acrobatiche. Lo stesso vale per le parole, a volte più sono semplici e mirate , più sono efficaci, più sorprendono.

    Adotto modelli di comportamento convenzionali ? Puo’ darsi…sono chi sono, e non sento radio popolare.

    Puoi dare tu, se vuoi, a JZ un ruolo che vada oltre quello, da me attribuitogli, di ” attiratore di attenzione” con la declamazione di una frase provocatoria e il conseguente spettacolino attira pubblico.

    Basta che ti vedi il film, che certo per te sarà tutto uno “stereotipo”, sin dagli esordi, con la corsa del protagonista nella jungla.

    Per me l’uomo che corre è, in generale, una bellissima immagine, anche quando lo fa in città perchè ha visto e vuole occupare, presto presto, un bel parcheggio dove riposizionare l’auto , figurati nella natura.

    Adesso faccio un po’ di click, sulla tastiera.

    Aurora.

  21. kelebek says:

    Per Caleb, non credo che la maggioranza dei neocon sia composta da ebrei credenti, che è l’unica definizione pienamente legittima, mi sembra, del termine “ebreo”.

    Storicamente, molti intellettuali della sinistra americana furono di origine ebraica, per una congiuntura di motivi:

    - l’importanza che le comunità ebraiche hanno sempre attribuito a lavori intellettuali

    - la coincidenza tra zone “intellettuali” degli Stati Uniti e zone ad alta immigrazione ebraica

    - la tendenza originariamente di “sinistra” (a volte anche oltre i confini del partito democratico) della grande maggioranza degli ebrei americani, almeno fino agli anni Settanta.

    Quindi non c’è nulla di sconvolgente nel fatto che un gruppo di intellettuali che “passano da sinistra a destra” (virgolette, perché il concetto è assai più complesso) conti un discreto numero di “ebrei” (e anche qui, ho già spiegato l’uso delle virgolette).

    Miguel Martinez

  22. Caleb9675 says:

    Risposta chiarissima, ti ringrazio.

    Alcuni osservatori ritengono che i neocon siano caratterizzati da una ideologia israelofila “più scrupolosa del normale”, smodata insomma. E che questo sia in qualche modo riconducibile al loro essere, più o meno, Ebrei.

    Che ne pensi?

    Caleb

  23. utente anonimo says:

    Mi pare che recentemente anche Monsù Chirac abbia espresso – ricorrendo a contorte perifrasi, ça va sans dire- l’intenzione di buttare qualche bombetta atomica da qualche parte in caso ci fosse un attentato di matrice alqaedista in Francia. Neoconnard pure isso?

    Ritvan

  24. utente anonimo says:

    più che neoconnard, vieux connard tres vieux connard. p

  25. utente anonimo says:

    x Caleb

    …..se cerchi di arrivare al Talmud devi andare da Blondet…figurati se non ha un sito o un blog….

    Davide

  26. Caleb9675 says:

    Per Davide,

    Non penso al Talmud. Sollecito semplicemente Martinez a condividere le sue vedute su alcune questioni che, quando si discute di neocon, vengono fuori molto spesso. Visto che nei suoi scritti sul tema Martinez ha analizzato molti aspetti dei “nuovi rivoluzionari” ma non quello della loro reale o presunta ebraicità/israelofilia, mi sembra legittimo e utile fargli domande in questa sede. Tutto qui.

    Ciao,

    Caleb

  27. kelebek says:

    Preciso una cosa, perché non pretendo che Caleb perda il suo tempo leggendo tutto quello che ho scritto in materia – ho sempre considerato i neocon una variante dei “tecnici del dominio”.

    I tecnici del dominio sono un’immensa massa di persone che vanno dai piccoli traduttori della CIA fino ai dirigenti dei grandi think tank, che lavorano per creare l’impero americano.

    Questo vuol dire che la penso in modo radicalmente diverso da chi invece considera i neocon qualcosa di estraneo, dei “golpisti” come sostengono Toni Negri o Blondet.

    In due parole, il loro nemico sono i neocon; il mio nemico è l’impero americano.

    Miguel Martinez

  28. utente anonimo says:

    Miguel, ammetterai che i neocon hanno determinato un salto di qualità, in aggressività e spregiudicatezza, nell’attuazione delle strategie imperialiste…

    Anch’io non credo all’ipotesi del “golpe interno”, anche perché vedo una sostanziale continuità nella direzione strategica dell’imperialismo americano da quasi settant’anni.

    Ale

  29. utente anonimo says:

    Vedo che anche tu ti svegli presto, Miguel :-)

    Ale

  30. calmansi says:

    Caleb

    Mi sono ritrovata brevemente, da goya, a moderare una mailing list sull’ebraismo qualche mese fa. mi ci ero iscritta per interesse. Poi quando sono cominciato beghe a causa di accuse tra liste “per Israele” (accuse di lurking, ecc), l’owner mi ha chiesto di dargli una mano. La lista non era prevalentemente neocon, ma c’erano dei neocon, che mandavano lo stesso e-mail a tutte le liste pro-Israel. Che soprattutto inoltrava e-mail dei moderati della lista a liste più aggressive, con commenti villani.

    Quei sostenitori di Israele seminatori di zizzania, più falchi di Sharon, erano quasi sempre goyim e goyot che abbracciavano acriticamente la causa di Israele per dare un’aura di rispettabilità all’odio che spargevano contro gli arabi e i musulmani.

    È a causa di uno di loro, che avea inoltrato delle accuse farneticanti di una signora, che allora scriveva sul blog multi-autori Shock And Awe, contro Sherif El Sebaie, che sono arrivata Salam(e)lik, poi ai blog di Dacia, Miguel e Lia.

    Sono goya anch’io, però sono stata sposata per un quarto di secolo con un ebreo, e ho tradotto vari saggi di autori ebrei. Nella mia esperienza, riprendendo le definizioni di Miguel, ci possono essere ebrei neocon – ma è più difficile che aderiscano alla néoconnarderie: non perché gli ebrei sono geneticamente più intelligenti degli altri, però a causa della tradizione di analisi attenta dei testi.

    Di conseguenza, tatticamente, potranno anche accettare l’alleanza con i goyim musulmanofobi che si spacciano per pro-Israel, però difficilmente berrano acriticamente il discorso basato su slogan preconfezionati, tipo “eurabia” o altre fallacità, di quei goyim.

    Quella che Dacia e Miguel chiamano néoconnarderie (1) mi sembra di stampo culturale cristiano/cattolico, nel senso che accetta la sottomissione a un’autorità morale.

    Ciao

    Claude

    (1) Non prendo le distanze dal concetto di “néoconnarderie” con “quella che Dacia e Miguel chiamano…” – è solo che avrei forse preferito “néoconnerie” per motivi filologici :-P

  31. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    se l’impero americano è il tuo nemico, è colpa del fatto che sia un impero (e allora potremmo essere d’accordo!!!) o perchè è americano/usano (cioè lo vedi più brutto di altri imperi)?

    E chi è tuo amico, chi ti ispira fiducia e affetto?

    Ciao

    Francesco

    PS bella la domandina di Ritvan, cosa rispondi?

  32. kelebek says:

    Per Francesco, riguardo alla tua domanda, non ho capito se è seria o no. La risposta difficilmente potrebbe essere seria.

    Per quanto riguarda Ritvan, non capisco dove voglia parare.

    Personalmente ritengo il governo francese uno dei più pericolosi d’Europa.

    Se volete il mio parere su Chirac, dirò che mi dispiace i rivoltosi delle periferie non abbiano bruciato la sua di macchina. Dopo aver fatto scendere l’autista, ovviamente. Il passeggero, sono certo, sarebbe stato abbastanza scaltro da cavarsela.

    Miguel Martinez

  33. utente anonimo says:

    X Miguel.

    Come ripromesso sul Blog di Dacia Valent ti rispondo qui… Anzi prima ti chiedo: perchè mi hai definito “Personaggio assai attivo in Rete?” penso di non esserlo proprio, ho scritto qualche post qua e là.

    Vuol dire essere “assai attivo”?.

    Detto questo, puoi chiedermi quello che vuoi.

    Desideravi un commento al tuo post a me dedicato o cos’altro?

    Di mio ti dico subito che da una mia “sparata” si è aperto un dibattito e uno scambio d’opinioni a 360°, da una parte e dall’altra.

    A prescindere dalle differenze d’opinione non posso che esserne compiaciuto.

    John Zorn

  34. utente anonimo says:

    >Per quanto riguarda Ritvan, non capisco dove voglia parare.

    Personalmente ritengo il governo francese uno dei più pericolosi d’Europa.

    Se volete il mio parere su Chirac, dirò che mi dispiace i rivoltosi delle periferie non abbiano bruciato la sua di macchina. Dopo aver fatto scendere l’autista, ovviamente. Il passeggero, sono certo, sarebbe stato abbastanza scaltro da cavarsela.

    Miguel Martinez< Ecco, qui volevo parare:-). Molto chiaro, Miguel.
    Ciao

    Ritvan

  35. kelebek says:

    Salve John Zorn, benvenuto sul forum più affollato di destri, usa-fili e anticomunisti dopo quello di Dacia Valent.

    Però sono selezionati, nel senso che se rompono li butto fuori; ma quelli che restano sono di qualità discreta.

    In realtà, lasciavo a te il diritto di commentare il mio post, se volevi.

    Comunque, due domande:

    1) Mi sembra di capire che ci tieni a non essere definito neocon, mi incuriosisce sapere perché

    2) E’ vero, come insinua Caleb, che sei un fake di Gino Strada (commento n. 13 a questo post)?

    Miguel Martinez

  36. Caleb9675 says:

    Nel commento #13 non insinuavo. Avanzavo semplicemente un’ipotesi.

    La quale, giusto per essere precisi fino in fondo, era (ed è) che John Zorn possa essere un *ginostradista*, non Gino Strada in persona. Questi avrà certamente cose più importanti da fare in questo momento che intervenire qui. Magari prepararsi per un’intervista da concedere a Fabio Fazio…

    Per quel che riguarda John Zorn, o meglio, *il John Zorn intervenuto qui*, la mia sensazione è proprio che sia un fake. Anche e soprattutto perchè ho l’intima convinzione d’avere individuato, da come scrive, di chi si tratta. Ma questo, anche perchè prove non ne ho, preferisco tenermelo per me.

    Di maggior interesse è forse il crudele destino riservato a chi su questo spazio non la pensa come Martinez. Rompere (??) e venire buttati fuori (sic) o essere “discreti”. Tertium non datur, a quanto sembra. Un bivio allucinante in cui non si può nemmeno scegliere in maniera completamente autonoma quale delle due strade imboccare.

    Comuque non mancherò di seguire quel che ha di dire il sig. Zorn.

    Caleb

  37. Caleb9675 says:

    Nel frattempo ringrazio Claude per l’interessante intervento e per aver condiviso le sue personali esperienze. Mi permetto però di ricordare che laddove i neocon sono stati favorevoli all’intervento militare in Iraq, la Fallaci non lo era. Quindi la tua analisi – Fallaci rappresentativa della “néoconnarderie” più dei neocon – scricchiola un po’.

    Riguardo all’etichetta di tecnici del dominio appioppata da Martinez a un’immensa massa di persone, mi sembra difficile farvi rientrare i neocon. Il termine tecnico implica un modo di pensare e operare profondamente realista. Più che tecnici essi sono degli idealisti (uso questo termine senza le sfumature positive che di solito lo accompagnano). Fossero dei tecnici, infatti, l’avventura in Iraq sarebbe stata gestita in modo molto differente. Con più efficienza, più pianificazione, più competenza. Con meno “wishful thinking”. Meno idealismo, insomma.

    Leggendo alcuni degli ultimi interventi di Martinez, dove parla degli Americani, mi è tornata alla mente un’analisi* in cui diceva che gli islamici della Fallaci sono come i nazisti dei film di Hollywood, costantemente e operosamente in azione per far del male agli altri, quasi un altruismo all’incontrario, senza posa. Ecco, quando leggo gli Americani di Martinez, ritrovo un po’ gli islamici della Fallaci (secondo l’analisi di Martinez).

    Caleb

    *Non sono riuscito a recuperarla, quindi mi scuso se non fosse effettivamente sua. Forse era su UseNet, non ricordo.

  38. kelebek says:

    Per Caleb,

    Tra gli americani di Martinez, ci metti anche l’americano Martinez?

    Miguel Martinez

  39. kelebek says:

    Caleb si preoccupa del destino di chi dissente da me su questo blog.

    Io ho un’idea borgheziana del blog come casa mia.

    Ci ho messo molto tempo prima di decidermi ad aprire un blog, perché avevo già un sito e non mi interessa entrare nel loop dei forum e delle chiacchiere infinite.

    Il blog esprime sostanzialmente quello che io ho voglia di dire, e raccoglie le persone con cui voglio comunicare.

    E sul mio blog, faccio esattamente le discriminazioni che desidero io.

    Ci vogliono circa dieci minuti per aprire un blog per conto proprio e trovarsi perfettamente alla pari con me, e quindi in questo caso discriminazione non è per niente sinonimo di ingiustizia o di disparità.

    Sarebbe antidemocratico, repressivo e discriminatorio cercare di chiudere i blog di altri.

    Ovviamente, come dicono i fallaciani, a casa loro faccio il bravo ospite e mi comporto bene.

    In genere non vado sui blog di destra, o se ci vado, ci vado con il massimo rispetto possibile, per qualche motivo specifico: correggere un errore fattuale che mi riguarda personalmente (come all’epoca dei demenziali scritti di Torchiaro e dell’Opinione), ad esempio, o intervenire su questioni non propriamente politiche (vedi un interessante scambio sulle funzioni del dialetto).

    Se io scelgo quindi di ammettere tra i commenti le persone di destra, lo faccio per mia libera decisione.

    In un caso, perché si tratta di una persona che stimo personalmente molto, e che quindi gode di libertà che non concedo ad altri.

    In altri casi, perché – sapendo di trovarsi in un ambiente controllato – misurano le parole e i ragionamenti, e occorre sempre rispondere a ragionamenti ben fatti, da chiunque provengano.

    E in qualche caso, non so bene perché li lascio scrivere, ma è sempre una concessione e non un dovere mio.

    Miguel Martinez

  40. utente anonimo says:

    Bene ti ringrazio per lo spazio concesso e rispondo subito

    X Caleb:

    Dubito tu possa avermi letto altrove se non sui blog di Lia, Dacia e Suzuki Maruti.

    Gli unici su cui abbia scritto, e sempre firmandomi John Zorn

    Fake?

    Controllando gli IP sarà facile intuire quando sono io a scrivere oppure no, ma mi par fuori luogo…

    Miguel

    Veniamo alle domande:

    riguardo Gino Strada ti avevo indirettamente risposto di là da Dacia. Comunque riporto qui.

    Non lo sono, per quanto possa valere la risposta neh?

    Non posso rispondere riguardo il Gino Stradismo perché non so cosa sia.

    Un po’ più complesso il tuo discorso sull’essere Neo-Con (BTW, Teo-Con è la stesso vero?)

    Per prima cosa hai intuito bene (anche se il post a Stefano aiutava molto) e non lo sono affatto.

    Beninteso: non mi pongo eccessivi problemi riguardo le etichette da parte degli altri, a meno nn siano “pericolose”, però siccome quello dell’essere Neo-Con (che, tra parentesi, è termine con un significato a me poco chiaro) è tema particolarmente sentito qui dentro ci tenevo a precisare.

    Del resto tu stesso, a prescindere, avevi notato “l’anomalia” del John Zorn, per cui ti sei affrettato a dire “non è il più con”, e giustamente, aggiungerei.

    Non so se sia il caso qui (nel senso: nn so a chi possa interessare :) ) raccontare la mia visione del mondo politico/ideologica/religiosa/filosofica , ma posso ad esempio dirvi che le mie prese di posizione si basano su un modello che di “Con” ha davvero poco…

    Probabilmente ti stupirà assai veder rifiutata anche l’etichetta di néoconnard, così come la intede Dacia (e anche tu credo).

    Non foss’altro che le mie considerazioni nascono da una formazione più legata alla vita di tutti i giorni che a quel che dicono i media e, vade retro satana, i guru della politica, ufficiale e non.

    In tal senso (spero il paragone non t’offenda) per me vale lo stesso discorso “formativo” che affronti nella tua “scheda introduttiva” del tuo sito, quando parli di te stesso.

    Ora manca solo un mio commento al tuo post.

    Però prima dovresti, per cortesia, rispondere tu ad alcune mie domande:

    Rispondendo sopra (a Caleb se nn erro) hai parlato di ammettere nel tuo Blog gente di destra o meno.

    Premetto che hai diritto a fare quel che vuoi, per cui lungi da me ramanzine su democrazia,etc…

    Però pareva che parlassi di me come “destrorso” ammesso nel Blog.

    Volevo sapere: su quale principio ti basi per questa “classificazione”?

    E ancora: si qui che nel Blog di Dacia (se hai letto) sono stato oggetto di “attenzioni”, chiamiamole così, “Particolari”, almeno rispetto a molti altri di opinione “diversa” su certi temi.

    Molti al posto mio sarebbero stati “liquidati”, con me invece non è successo.

    Tu stesso hai appunto parlato della mia “atipicità”.

    Beh volevo sapere il perchè di tanto interesse.

    Il commento alla prossima,

    Buona serata

    John Zorn

  41. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    se l’impero americano è il tuo nemico, è colpa del fatto che sia un impero (e allora potremmo essere d’accordo!!!) o perchè è americano/usano (cioè lo vedi più brutto di altri imperi)?

    E chi è tuo amico, chi ti ispira fiducia e affetto?

    Ciao

    Francesco< Le domande di Francesco erano due e nessuna ha avuto l’onore di una risposta di Miguel. Peccato…
    La seconda mi sembra particolarmente interessante. Recentemente, in un dibattito da Lerner su “La7″, uno dei partecipanti (di cui non ricordo il nome) faceva più o meno quest’analisi:

    “Gli USA, nel XX secolo si sono sempre proposti come . Prima nei confronti del Reich nazista (II GM) e poi dell’ Impero Sovietico. Ora si propongono come alternativa ad un perseguito dai terroristi di matrice islamica.”

    Se fosse davvero così, personalmente non avrei alcun problema a preferire fra due “mali” quello minore. Ossia l’Impero di Bush invece che quello di Bin Laden. E ci metto di mio pure la Cina fasciocomunista o la resurrezione della Russia in veste neozarista.

    Il villaggio globale che è diventato il nostro pianeta, così come la natura, rifugge il vuoto. Qualcuno deve comandare. Sempre. L’UE è una specie di mollusco e non si prevedono miglioramenti, l’ONU è quella che è. E la Storia ci ha insegnato per ben due volte che è meglio che comandino gli USA…

    Ciao

    Ritvan

    Bieco Servo dell’Imperialismo Amerikano

  42. utente anonimo says:

    Il Bieco Programma Informatico mi ha cancellato di nuovo le parole fra parentesi nel post precedente:

    >Gli USA, nel XX secolo si sono sempre proposti come “l’alternativa migliore” . Prima nei confronti del Reich nazista (II GM) e poi dell’ Impero Sovietico. Ora si propongono come alternativa ad un “nuovo ordine mondiale” perseguito dai terroristi di matrice islamica.<
    Ritvan (sempre Bieco Servo..ecc, ecc.)

  43. utente anonimo says:

    Per John Zorn

    ,,,,Dicce a verità: té voi fà l’ Ammadineggiadde de noantri e dajje pan pe’ focaccia a queli che o stanno minimizzà a ‘ sto fijo de ‘na odalisca ! ,,,,

    :-)

    [Non sono di madre linguistico-dialettale romanesca …

    _ lingua franca del popolo cosciente di sé così com’ è e non come gli idealisti vorrebbero che esso fosse, basti ripercorrersi la Storia del cinema e della tv in Italia _

    … scusate perciò eventuali errori !]

  44. utente anonimo says:

    Sò Davide …

  45. utente anonimo says:

    Non lo sono e aspetto risp di Miguel :)

  46. utente anonimo says:

    Caro colui che non è me:

    sappi che il “Codex Kelebekikus”

    :-) impone al- uno straccio di pseudonimo nonché di riferimento a qualcosa di concreto per esser degnati eventualmente di risposta dal Padrone di Casa borghezianamente inteso…

    Dvra Lex sed Lex

    David Judex Nudus ;-)

  47. utente anonimo says:

    sono sempre Zorn… :)

  48. kelebek says:

    Per John Zorn,

    scusami la fretta…

    1) esprimi pure le tue opinioni, visione filosofica, ecc.

    2) in genere, mentre molti accettano volentieri l’etichetta di “sinistra”, anche quando è veramente discutibile che siano di sinistra, pochissimi accettano l’etichetta di “destra” anche quando lo sono in modo conclamato.

    In genere sono quelli di “sinistra” a definire di “destra” altri, spesso in modo molto generico.

    Comunque i criteri che uso io (ce ne sono altri, ugualmente validi, vista la natura sfuggente di certi termini) hanno a che fare con i concetti di capitalismo, razzismo e imperialismo.

    Nella mia definizione, una persona è di “destra” più è a favore del capitalismo, più si pone contro l’immigrazione e più è a favore delle azioni dell’unico impero oggi rimasto.

    3) Tua “atipicità” – in realtà, ti ho scelto come esemplare tipicissimo :-)

    Però, se la tua battuta sull’Iran è in effetti il massimo del conformismo di massa, mi sembra di percepire anche qualcos’altro nelle cose che scrivi, e questo mi interessa.

    Miguel Martinez

  49. utente anonimo says:

    Comodo comodo, che fretta c’è?

    1) Un po’ lunga. Innanzitutto non ho mai votato a destra ma questo vuol dir poco…Il resto a rate, è lunga e ora son di fretta.

    Ti annuncio che sarà una noia… :)

    2) Molti mi definiscono anarchico di Destra, ma anche questo secondo me è improprio se per “Destra” e “Sinistra” usiamo il tuo parametro…

    Per anticiparti dell’altro (vedi punto 1) ti dico che il “Waldganger” di Junger può essere per me un riferimento, non unico però…

    3) Cos’è? La butti sullo sfottò? ;) Pensavo fosse un po’ + costruttivo il dialogo qui… ;)

    Scherzi a parte X “Atipicità” intendevo proprio quel “dell’altro ” di cui scrivi sopra…

    Solo che c’è quell “altro” è un po’ tanto e ancora non ho capito a cosa ti riferisci, sinceramente.

    Uno spunto di riflessione è appunto quel tuo notare non essere io “Con” ,sebbene a pelle molti mi scambino per “Neo Con”…

    Chiedi pure esplicitamente e ti rispondo, magari più tardi quando torno… :)

    N.B: dicendo “è tanto” non lo dico X vanteria per chissà quali conoscenze e culture in mio possesso. Ma come tutti gli esseri umani ho molte sfumature e ritengo che la chiave per capire perchè (a differenza di altri 100 che potrebbero fare la stessa Battuta sull’Iran) il sottoscritto risulta molto più interessante…

  50. utente anonimo says:

    S’è mozzata la firma, comunque son sempre John Zorn :)

  51. utente anonimo says:

    Miguel,

    il bello di venire qui è essere costretto a rivedere e raffinare le mie pensate.

    Però, se, quando arrivo al nocciolo della questione, mi chiedi se sto scherzando, mi cascano le braccia.

    Le mie due domande sono serissime. La prima vorrebbe porre in prospettiva storica e morale il giudizio sul comportamento del governo degli Stati Uniti oggi (e siamo tutti periferia degli USA, oggi, volenti o nolenti).

    La seconda affronta il tema ineludibile delle alternative, senza di cui si frigge l’aria e si finge che sia nutriente.

    Ho amici cattolici che sono molto più ostili di me agli USA e al capitalismo, cercano alternative al di fuori dell’economia di mercato e in sistemi di regole internazionali. Ad oggi sono più concreti di te.

    Ciao

    Francesco

  52. kelebek says:

    Caro Francesco,

    trovo difficile rispondere alla tua domanda perché l’alternativa che poni mi sembra assurda.

    1) Sono contrario all’impero americano perché (per dirla molto in breve) saccheggia e muove guerra al resto del mondo, che viene ridotto – come giustamente dici – a “periferia”.

    2) Sono contrario all’impero americano perché gli Stati Uniti si trovano tra latitudine x latitudine y e hanno alcuni grandi fiumi, nonché degli splendidi aceri che d’autunno diventano rossi.

    Posto di fronte a un’alternativa del genere, mi sembra di offendere la tua e la mia intelligenza scegliendo.

    Non capisco nemmeno l’obbligo di “alternative”.

    Io non sono né Dio, né il presidente della Banca Mondiale. Non sono nemmeno riuscito a impedire che un rumoroso ristorante mi si piazzasse sotto casa, occupando anche il poco spazio per il parcheggio dei residenti con i suoi tavolini all’aperto.

    Io posso analizzare e riflettere, per quelle che sono le mie (limitate) competenze.

    Posso usare le mie (altrettanto limitate) energie per fare qualcosa di giusto, sapendo che “giusto” e “perfetto” non sono sinonimi.

    Mi consolo pensando che non è mai esistito nella storia, credo, un progetto che abbia raggiunto i fini che si era prefisso; e quindi chi crede di avere la soluzione ai problemi dell’umanità in tasca non è poi così diverso da chi non crede di averla.

    Rispetto pienamente chi crede al comunismo, cioè alla possibilità di risolvere i principali conflitti umani in uno spirito di collaborazione piuttosto che di ferocia; ma temo di avere poca fede, e troppa esperienza.

    Miguel Martinez

  53. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    le vie dell’incomprensione sono davvero infinite!

    Io ti volevo chiedere:

    1) hai un giudizio sulla Storia tale per cui gli Imperi sono un male TERRIBILE? e questo giudizio comprende anche l’Impero Persiano, quello Romano, quello Spagnolo, quello Inglese, ecc. ecc.? Per te combattere gli imperi è il primo imperativo della coscienza umana nella sfera politica?

    oppure

    2) gli USA sono un caso particolare di Impero, molto più nocivo del normale, e vanno fermati in quanto eccezione negativa nel corso della Storia?

    Così mi pare difficile che continuiamo a non capirci. Poi un uomo ha un cervello e – per sua natura – cerca una soluzione ad un problema. Tu ne hai una per la questione israelo-palestinese!

    Figurati se non hai qualche idea su come affrontare l’Impero e in quale direzione contribuire a spostare il mondo. Per esempio con un sito ed un blog in cui denunciare le mistificazioni dell’Impero e organizzando incontri con le sue vittime, la cui testimonianza sbugiarda i professionisti della verità ufficiale.

    Ciao

    Francesco

  54. utente anonimo says:

    Più a fondo, trovo difficile che tu possa combattere un male (l’imperialismo) senza avere una prospettiva positiva (un mondo in cui il denaro occupi una posizione secondaria e non sia il feticcio che distrugge le vite, sarà vago ma è un baluginare di proposta).

    Francesco

  55. kelebek says:

    Per Francesco, come sempre, tiri fuori il meglio di te in seconda battuta.

    Quindi, prima risposta.

    Quindi, la tua domanda in realtà è un approfondimento della prima alternativa che avevo proposto (“contro l’impero USA perché – secondo Miguel – saccheggia e sfrutta”).

    E’ molto difficile dire dove porteranno le cose, a lungo andare: sicuramente mi piace Asterix (e in questo senso sono “contro” l’impero romano), ma leggo le sue avventure in francese [1] e il francese deriva dalla parlata dei romani.

    Il segno che lasciano gli imperi è spesso imprevedibile ai loro stessi costruttori: ad esempio, i babilonesi hanno lasciato il hijab, i romani hanno lasciato l’architettura delle basiliche cristiane.

    Io oggi, nel breve arco della mia vita, di cui la maggior parte è già passata, mi trovo davanti un impero specifico, e uno solo. Può essere interessante per me confrontarlo con altri, trovando somiglianze e differenze; ma solo questo impero mi pone l’alternativa di subirlo o di combatterlo.

    Miguel Martinez

    [1] Baro, le ho sempre lette in italiano.

  56. kelebek says:

    per Francesco,

    seconda risposta

    E’ evidente, che dietro l’onnipotente postazione del mio computer, potrei predicare alcune cose.

    Ad esempio, che la proprietà ultima delle cose non può essere individuale, ma deve essere sociale, oppure della terra, oppure di Dio, se ci crediamo (la terra o Dio sono importanti, perché presentano un’alternativa all’idea del semplice contratto sociale).

    Che l’economia deve essere sotto il controllo della politica e non viceversa.

    Che lo sfruttamento illimitato delle risorse costituisce a lungo andare, o forse non a tanto lungo andare, un suicidio.

    Che giustizia è, da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni.

    Che esiste una profonda varietà culturale nel mondo, e che questa è anche una risorsa.

    Detto questo, mi rendo conto di aver espresso (1) non pochi luoghi comuni e (2) di aver detto cose troppo condivisibili, tanto da risultare difficili da contestare e quindi anche da mettere alla prova.

    A questo punto subentra comunque la questione strategica. Cioè come si fa a realizzare qualcosa di simile?

    Ed è lì che non basta sperare in determinate cose, ma bisogna procedere con metodo scientifico.

    Ora, io ho forti dubbi che si possa seriamente applicare un metodo scientifico ai rapporti umani, per l’immensa quantità di variabili che implica.

    Miguel Martinez

  57. utente anonimo says:

    In attesa di risposta da parte tua Miguel cerco di spiegarti (a grandi linee, è un discorso troppo personale) un po’ quel che ti avevo promesso riguardo politica, religione, etc…

    Riguardo la religione penso di avere la formazione più standard e comune al mondo e a tutte le religioni (almeno le 3 grandi monoteiste).

    Rituale di famiglia trasmesso di generazione in generazione, ma col tempo sempre meno sentito…

    Oggi come oggi, dubbioso e titubante, mi piace classificarmi come agnostico: penso sia la definizione migliore.

    Ora non mi dilungherò ad entrare nei dettagli, non è Topic adatto e, soprattutto, non cambia granchè nel soddisfare le curiosità qui dentro… Si potrà sempre tornarci sopra in un’altro frangente e/o Topic. Lo farò più che volentieri…

    Le religioni da un punto di vista “teologico” sono da me tutte rispettate. Lo stesso dicasi dele loro “ritualità” e nel loro essere momento “collettivo” (nei limiti e nel rispetto di chi non crede, ovvio).

    Il punto critico emerge quando le religioni diventano “manifesto”, “bandiera”, “Simbolo di diversità”, “ribellione”…

    Da questo punto di vista mi ritengo la persona più antireligiosa di questo mondo, piaccia o meno agli altri.

    Personalmente quando sento integralisti cattolici e musulmani che si puntano il dito l’un l’altro mi sento disturbato e alla fine rido, ma solo per non mettermi a piangere.

    Di qui (così mi ricollego al punto più “Politico/Filosofico”) un elemento che mi distingue totalmente dai Neo-Con. Ovvero non potrei mai schierarmi con un integralismo per affrontarne un altro. E’ una profonda contraddizione, almeno dal mio Punto di Vista.

    Ora, già che lo abbiamo introdotto, torniamo al Politico…

    Se vuoi accettare la classificazione di “Anarchico di Destra” può anche andarmi bene.

    Ma tieni presente che Destra e sinistra per me sono parametri ancora più labili.

    Ad esempio per me il “Laissez Faire” migratorio non è diverso da quello delle merci e dell’economia, e di certo non potrei mai dire “l’una è sinistra l’altra destra”, dal mio punto di vista. Negativi entrambi.

    Ho sempre votato a sinistra ed ora non lo faccio più, ho smesso di votare del tutto.

    Non credo (come te del resto) ad un sistema politico perfetto e senza difetti, ma so che ne esistono diversi. Dopo anni di riflessioni non me ne viene in mente uno preferibile ad un altro.

    Non sono Neo Con sia per i motivi che ho citato sopra ma anche perché non credo nelle esportazioni “forzate” di ideologie etc.

    Ero contro la guerra all’Iraq e, udite udite, pure quella in Afghanistan.

    Men che mai a favore di quella in Serbia.

    Può sembrarti in contraddizione alla boutade sull’Iran, invece in parte non lo è, se rileggi bene il tutto.

    Non credo nelle “rifondazioni Comuniste” perché, piaccia o meno, mi par più sensato con tutte le sue storture sognare una serie di Unioni Sovietiche che non una “rivoluzione democratica” (che è un bell’ossimoro), cosa che mi piace un tantino di più… Strange but true.

    Non credo alle destre che gufano contro l’immigrazione per poi modellarsi su un sistema economico che di quell’immigrazione fa la sua “greppia”.

    Beh un assaggio ce l’hai. Non ho ancora avuto feedback perché penso tu sia preso, in attesa ti saluto alla prossima puntanta.

    Se devo proseguire certo…

    John Zorn

  58. utente anonimo says:

    “Io oggi, nel breve arco della mia vita … mi trovo davanti un impero specifico, e uno solo. … ma solo questo impero mi pone l’alternativa di subirlo o di combatterlo.”

    Caro Miguel, non eludere il fondo della questione.

    Perchè scegliere di combattere l’Impero invece di subirlo o addirittura di esserne parte volenterosa?

    Non esiste un’immediata evidenza del male che l’Impero è nè, tantomeno, ma sarebbe altrettanto necessaria, delle alternative.

    Le cose, condivisibili, che dici non possono essere imputate come colpe all’impero (farebbero lo stesso mille staterelli indipendenti).

    Dovresti almeno andare al livello del modo di produzione (se fossi marxista), ma dovresti pur sempre dire che fare in alternativa.

    OT Ti faccio notare che Chavez è una nullità gonfiata dall’alto corso del barile di petrolio, che dipende dalla domanda cinese, cioè dallo sviluppo dell’economia capitalistica cinese. Nel suo mondo, Chavez sarebbe solo una nullità. Nel caso tu fossi abbastanza ingenuo da abboccare alle promesse di questo piccolo Mussolini (noto estimatore delle antichità romane, come il Morales lo è di quelle andine, peraltro).

    Francesco

  59. kelebek says:

    Per John Zorn,

    vedo adesso il tuo contributo, ti ringrazio.

    Vai pure avanti, se vuoi.

    Miguel Martinez

  60. utente anonimo says:

    Che vuoi farmi l’analisi? ;)

    JZ

  61. Caleb9675 says:

    Ciao, riesco a rileggervi solo ora.

    Martinez ha quindi un’idea borgheziana del suo blog. Mi sa che è proprio vero si finisce, talvolta, per somigliare a chi si combatte.

    Scherzi a parte (ma quel che ho appena detto qui sopra non è uno scherzo), credo che Martinez abbia perfettamente il diritto di utilizzare questo blog come un qualcosa di non dissimile da un sito Web, dove ciò che viene pubblicato lo decide l’impaginatore e basta.

    Francamente non mi piace come idea, è uno snaturamento della “blogosfera”, di cui una caratteristica saliente è proprio la possibilità di commentare, dissentire, etc. direttamente su ogni blog, invece che starsene ognuno arroccato all’interno del proprio.

    Ma se il proprietario di questo, poiché non vuole entrare nella spirale delle discussioni (a dire il vero nessuno lo obbliga…), preferisce ridurre la sezione Commenti a poco più di un guestbook, ne ha pienamente il diritto. E giustamente, come ha notato, chiunque può sempre dire la sua aprendo direttamente il proprio blog.

    Ergo, risparmierò discorsi su mentalità libertaria e mentalità censoria, o su come il potere tende ad espandersi naturalmente, e mi accomiato. Diciamo che, al di là del fatto che preferisco Borges ai borghezi, non vorrei in futuro ritrovarmi a perdere magari mezz’ora per scrivere un post pieno di analisi per vedermelo poi cancellato.

    Certamente continuerò a leggere il blog ed il sito con lo stesso interesse di sempre, sia quando sono d’accordo (spesso) sia quando non lo sono (altrettanto spesso); Martinez mi è utile in entrambi i casi (non è ironia).

    Eventualmente, dovessi aprire un mio sito (o blog), penserò se segnalarvelo. :-)

    Saluti,

    Caleb

    Al que cría cuervos, le sacarán lo ojos.

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