“Loro sono una malattia, un disastro, un diavolo”

Shalom fratello arabo. La voce di un’ebrea che ha scelto di vivere in pace tra gli arabi di Susan Nathan (Sperling & Kupfer) è un libro assolutamente fondamentale per capire quello che chiamano il "conflitto israelo-palestinese".

Racconta l’esperienza diretta di una sionista maturata interiormente (termine infinitamente migliore dello sciocco termine "pentita" che tanto piace ai giornalisti) che ha deciso di andare a vivere a Tamra, uno dei "villaggi arabi riconosciuti": una di quelle isole invisibili in cui vive la parte di popolazione palestinese che gode della cittadinanza israeliana. Una scelta che ha portato alla rottura di quasi tutte le amicizie con gli israeliani sedicenti di sinistra.

Il progetto di "due stati per due popoli" s’illude di esorcizzare la questione dei nativi palestinesi, rinchiudendoli in piccoli ghetti cui un giorno si darà, forse, il titolo umoristico di "stato".

Ma questo progetto non può esorcizzare l’esistenza degli "arabi con passaporto israeliano", cioè delle persone che godono precariamente di alcuni diritti fondamentali, ma sono costrette a vivere in soffocanti comunità chiuse, con una popolazione in continuo aumento che si scontra quotidianamente con il divieto per gli arabi di acquistare terre appartenenti al "Fondo nazionale ebraico", cioè nel 93% del paese, e che anzi subisce quotidiani espropri negli stessii "villaggi riconosciuti" e una quantità innumerevole di vessazioni burocratiche e lavorative.

Cruciale è la questione dell’educazione, che – come nel sud degli Stati Uniti fino agli anni Sessanta – è segregata su basi razziali. La motivazione ufficiale è di preservare la cultura nazionale dei nativi palestinesi, e la loro lingua. In realtà, i curriculum stabiliti dallo stato d’Israele, nonché gli insegnanti scelti o rimossi su segnalazione dello Shin Bet, i servizi di sicurezza interni, vietano di parlare delle stesse fondamenta dell’identità dei nativi palestinesi: la perdita della patria nel 1948 e i "legami esistenti con gli altri palestinesi che vivono a Gaza e in Cisgiordania o nei campi profughi sparsi per il Medio Oriente; se infrangono questa regola hanno la certezza di venire licenziati" (Nathan, p. 110).

Mary Rizzo di Peacepalestine ci presenta un articolo uscito su Ha’aretz che indica il tipo di ostacoli che incontrano i rari tentativi di integrazione razziale tra cittadini israeliani; lo abbiamo tradotto in italiano perché crediamo sia piuttosto significativo.

Ovviamente, ogni paese ha i suoi estremisti. Ma Israele è per definizione ufficiale lo stato di una sola etnia, in cui l’altra etnia è quindi necessariamente separate but not equal. Il razzismo quindi non è un accidente, ma fa parte dell’essenza di quello stato.

I rabbini citati nell’articolo rappresentano una minoranza della popolazione, le cui idee hanno un affascinante fondo antropologico e culturale che risale in gran parte allo gnosticismo tardo-ellenistico, incomprensibile a molti israeliani moderni.

Ma su questo fondo, si innestano profonde pulsioni biologiche, familiari a generazioni di bianchi del sud – they mustn’t touch our precious white girls. La retorica religiosa e le pulsioni biologiche si fondono con la concreta esigenza di conservazione dello stato etnico; e così discorsi apparentemente estremi finiscono per specchiare e far emergere un male molto più profondo, come fanno i discorsi di Oriana Fallaci nella nostra società.

Questi rabbini hanno una mentalità che non è lontanissima da quella di certi estremisti islamici, se non per due elementi: la fissazione razziale, assente nel contesto islamico, e la risonanza assolutamente diversa che i loro discorsi hanno da noi. Ormai ogni rancoroso sussurro islamista, dal Pakistan al Marocco, viene registrato, amplificato e trasformato in titoli terrorizzanti sui media occidentali.

Immaginiamo che il cabalista David Bazri non sarà oggetto di rabbiosi editoriali del Corriere della Sera.

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Walla.co.il ("Haaretz"), 10/01/2006

Una conferenza svoltasi ieri contro la costituzione di una scuola mista arabo-israeliana nel quartiere di Pat, a Gerusalemme, ha visto duri attacchi da parte di rabbini molto noti.

Il rabbino cabalista (ha-mekubal) David Bazri ha detto: "La costituzione di una simile scuola è un’azione sporca e vergognosa. Non si possono mescolare il puro e lo sporco. Loro sono una malattia, un disastro, un diavolo. Gli arabi sono asini, e ci dobbiamo chiedere, perché Dio quando li ha creati non li ha fatti camminare su quattro zampe? La risposta è, che dovevano costruire e lavarsi. Non hanno alcun posto nella nostra scuola".

Suo figlio, il rabbino Itzhak Bazri, ha fatto anche riferimento all’interpretazione degli ismaeliti, gente simile agli asini, e ha detto, "gli arabi sono inferiori. Cosa vogliono? Ci vogliono prendere le nostre figlie. Dicono che noi siamo razzisti. Bene, loro sono malvagi, sono crudeli, hanno l’impurità dei serpenti. Esiste l’impuro e il puro, e loro sono impuri".

In risposta alle domande poste da "Walla!", il rabbino Bazri ha detto che voleva "sottolineare la differenza tra la cultura araba e quella ebraica, e il fatto che non esiste alcun denominatore comune in grado di unirci. Bazri ha proseguito dicendo che "la nostra esperienza ci porta a prevenire situazioni in cui le nostre ragazze ebree possono essere danneggiate dagli arabi, e di impedire che si mettano in pericolo vite ebraiche. Intendiamo manifestare davanti al Comune per impedire questa iniziativa".

Il rabbino Yehuda Der’i, il fratello di Arie Deri e del Capo Rabbino di Ber Sheva, ha partecipato anche lui alla conferenza, dicendo "questa è una cosa che la mente, la logica e l’anima ebraica non possono tollerare. Dobbiamo andare di casa in casa e raccogliere sostenitori nel vicinato perché si impedisca questa orrenda punizione."

La scuola oggi funziona in un edificio temporaneo, e sta cercando una sede permanente nel quartiere di Pat a Gerusalemme. Il comune ha assegnato un terreno alla scuola, ma a causa dei ripetuti appelli ai tribunali, il processo sta tardando. La questione sarà discussa oggi davanti alla Corte Suprema.

Fonte: Walla!News (Haaretz), 10/01/2006
Traduzione di Dimi Reider 

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46 Responses to “Loro sono una malattia, un disastro, un diavolo”

  1. utente anonimo says:

    Senz’ altro il Sionismo è una forma di razzismo….

    ….sul fatto che l’ Islam non predichi il razzismo ho trovato in Google poche sparute voci fuori dal coro:

    http://www.ilcannocchiale.it/blogs/style/orange/dettaglio.asp?id_blog=8476&id_blogdoc=590087

    ….tipo questa !

    Davide

  2. utente anonimo says:

    …..Io i punti di vista cerco di leggerli tutti

    Davide

  3. daciavalent says:

    sai Miguel, non riesce davvero a spiegarmi perché esistano persone che convinte – quando parlano con te – che tu debba essere equidistante, super partes.

    facciamo l’esempio di Davide: ora, a parte la citazione un po’ così (insomma, noj so cosa sia peggio, se essere il Sartori o citarlo…), vorrei davvero che si attardasse a leggere quel blog e che vi cercasse, trovandola, una parvenza di imparzialità, o di riferimenti ad eventuali bêtises commesse da qualcun altro che non siano i “musulcattivi”.

    la questione è che gli individui appartenenti a questo gruppo umano sono convinti di vivere in un immenso asilo, dove sono parte di un gruppo di bambini che vengono “ramanzinati” dalla “maestra” in maniera equanime, perché se ciò non accadesse, allora la maestra dimostrerebbe “preferenze” intollerabili per “l’altro bambino”.

    e quindi, invece di commentare un post che da notizie interessanti, che di solito ci sono precluse, considerato lo stato della nostra informazione, e visto che si sentono completamente smarriti di fronte ad un rovesciamento dei termini ai quali sono abituati quando approcciano questa questione, cercano un appiglio che li riporti alla “loro” realtà, quella alla quale sono stati addestrati.

    quella dove l’israeliano è ebreo ed israele è lo stato ebraico. sono abituati a questo, e a nulla varranno – ad esempio – giornali locali ed autorevoli che narrano il contrario di quello che vogliono “non” pensare e “non” analizzare”.

    preferiscono cambiare argomento, disperati. perché sì, si sente la disperazione nella digitazione, il tremolio delle mani, il respiro pesante ed ansante di chi – pur di evitare di mettere in discussione i suoi totem – è disposto a fare la figura del pirla.

    riuscendoci benissimo, tra l’altro.

    bah… pessimismo e fastidio

    dacia valent

  4. kelebek says:

    Per Dacia, strano, stamattina ho aperto i commenti al tuo blog, e ho trovato un appello dello stesso tenore all’equidistanza.

    E mi sono detto, devo scrivere qualcosa su questo, perché è pazzesco che chiedano a noi di essere super partes.

    E poi leggo il tuo commento. Ottimo.

    Miguel Martinez

  5. Credo che purtroppo Davide sia affetto da quella turpe malattia che, un pò improriamente, chiamerò “pensiero infantilistico di proiezione” inteso come un vero e proprio stato della mente nell’ambito del quale il pensiero si richiude e muore adialetticamente su stesso. Di fronte ad un male assoluto che ha determinato la segregazione ed il genocidio di un popolo (questo male assoluto ha un nome ed un aggettivo: Sionismo estremista) si cerca la giustificazione dello stesso in un comportamento altrui uguale e contrario. In Storia, si parva licet, questo si chiama giustificazionismo (o peggio ancora revisionismo) e siccome per ora la storia la scrivono i vincitori ebrei-americani, Israele è il bene che diviene violento per reazione, la Palestina è, invece, il male islamico che attenta al “nostro” way of life. Un pò come dire: siccome ci sono le BR hanno senso anche i NAR.

    Io, al contrario, vivo sempre con un paragone nella testa che non mi abbandona mai: se la Germania nazista avesse vinto la seconda guerra mondiale oggi saremmo un pò tutti più nazisti e antisionisti. Mi direte, ma come si sarebbe potuto dimenticare l’olocausto? Con la stessa ignavia e codardia con la quale abbiamo dimenticato il genocidio degli autoctoni americani. Con la stessa ignoranza con la quale noi italiani facciamo finta di non avere sterminato più 250.000, tra etiopi ed eritrei, per la costruzione dell’impero.

  6. Dimenticavo! con la stessa noncuranza con la quale permettiamo agli amricani di sganciare atomiche e di rimpinguare (assieme agli israeliani) il proprio arsenale atomico. Accusando (e bombardando) gli altri per il solo tentativo di voler fare lo stesso.

  7. rubimasco says:

    “La noncuranza” c’è perchè ci conviene che ci sia. Come ci conviene andare ad attaccare Afghanistan e Iraq, come ci conviene affamare la Nigeria e sfruttare sessualmente la Thailandia. E mi conviene a me come conviene a Dacia e a Miguel e a tutta la controcultura e la “cultura ufficiale”. Le cose accadono perchè c’è convenienza a farle, non perchè la gente “è cattiva”. Il sistema va cambiato e sono daccordo, ma non facciamo finta che ne siamo fuori.

    Il mondo funziona per convenienza, ripeto, non per cultura o per pietà o per buona volontà. Il giorno che diventerà conveniente salvare la vita ad un palestinese la gente ci farà la fila.

    E se si vogliono cambiare le cose è inutile stare a criticare, bisogna far diventare conveniente il cambiamento che vogliamo attuare.

    E’ vero, siete un bel pò di parte. Oh, nulla da dire, ognuno c’ ha le sue idee.

    A me la cosa che mi da più il prurito è che qui leggo bellissimi articoli che parlano di tanti problemi. Però non ci leggo mai una proposta di soluzione.

    Rubimasco

  8. Credo che non si tratti di convenienza. A me non conviene andare in thailanadia, a me non conviene sfruttare sessualmente nessuno. A me conviene essere con i palestinesi perchè la mia libertà è in pericolo se quella loro non si concretizza. Vorrei fare il filosofo parlando di giustizia e di percorso veritativo ma mi manterrò basso e umorale: la mia libertà si completa con la libertà di ogni essere umano. Non sono un neoclassico ed, anzi, ritengo odiosa quell’affermazione per cui si dice che la libertà di ciascuno finisce dove inizia quella dell’altro. “Robinsonate monadistiche”

  9. rubimasco says:

    No, a te non conviene “essere con i palestinesi perchè la mia libertà è in pericolo se quella loro non si concretizza” a te conviene avere qualch’ uno che tenga sotto la Nigeria o l’ Iraq per fregargli il petrolio a basso prezzo. Petrolio che fa funzionare la tua auto (se ne hai una) e le centrali elettriche che fanno funzionare il tuo computer (perchè la maggior parte NON è idroelettrica).

    Senza volertene, per carità, è quello che attualmente facciamo tutti.

    La giustizia non esiste e la verità neppure. Sono due cose che si comportano come la storia: le scrivono i vincitori.

    Io non posso fare il filosofo perchè discorsi elevati non ne so fare.

    So solo che:

    -si filosofeggia meglio a pancia piena.

    -non c’è una persona al mondo che non abbia la coscienza sporca per qualche cosa.

    -se conviene si vende anche il letto

    -non bisogna mai stare insieme a chi ha i denti più lunghi dei tuoi, perchè penserai che ti voglia mordere anche quando sorride.

    -a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca.

    -non bisogna fidarsi dell’ animale che striscia, dell’ uomo che sussurra e della donna che ti promette fedeltà prima che tu gliel’ abbia chiesta.

    E questa è la mia visione del mondo. Per carità, è roba semplice, però guarda, c’è da dire che ha sempre funzionato, anche per le cose complesse come la politica.

    Rubimasco

    P.S.:e ripeto, me la date una soluzione?

  10. Anche le soluzioni sono percorsi (o fai la strada o le soluzioni non le troverai mai).

    La mia macchina va a gpl.

    Sono un lavoratore precario e pertanto direttamente interessato della sorte di chi stenta, (sicuramente privilegiato rispetto a chi non riesce nemmeno a riempirsi la pancia).

  11. rubimasco says:

    Anche le soluzioni sono percorsi (o fai la strada o le soluzioni non le troverai mai).

    La mia macchina va a gpl.

    —è Gas di Petrolio Liquefatto, non cambia mica nulla. Sempre da lì viene.

    Sono un lavoratore precario e pertanto direttamente interessato della sorte di chi stenta.

    —io invece sono imprenditore e pertanto interessato alla sorte di diverse famiglie (che se vanno a gambe all’ aria loro ci vado anch’ io); oltretutto, non ti sto a raccontare il perchè, ma a me conviene anche pagarli bene, i miei lavoratori.

    ora: se ci devo pensare bene pure io, nella situazione dei palestinesi, qualche calcio nei denti a qualch’ uno lo darei.

    però stare a discutere di quanto sono cattivi gli israeliani non la vedo una soluzione.

    quando si deve trovare una soluzione ad una situazione che è già protratta nel tempo non si possono fare cose radicali, bisogna trovare un compromesso conveniente per tutti.

    Ora il problema è che una delle parti in causa ( i palestinesi) non hanno praticamente nessun potere contrattuale (anche perchè sembra che tutti li vogliano aiutare ma nessuno li voglia tra i piedi).

    Quindi alla fine chi se la piglia, con rispetto parlando , nella fessura interglutea?

    Allora la cosa da fare sarebbe riuscire a trovare qualche cosa che dia potere di contrattazione ai palestinesi e non impliche le bombe.

    Però questo qualche cosa non si sa cosa sia. O almeno nessuno lo dice, e tutti si appellano alla giustizia e alla verità.

    Saluti

    Rubimasco

  12. utente anonimo says:

    Un piccolo appunto: gli ebrei non sono “una” etnia. Sono un popolo unito da una fede identica, ma, “etnicamente”, sono assai diversi tra di loro.

    Gli ebrei sono ARABI (tutti quelli emigrati in Israele dal Nordafrica e dal Medioriente), cioè semiti, e CAUCASICI, di ceppo asiatico-europeo (quelli di provenienza russa ed est-europea). Le razze, quindi, sono almeno due, 3 aggiungendo anche la sparuta comunità nera dei falascià etiopici.

    Dunque, lo Stato di Israele non è propriamente parlando a base “razziale”, ma a base “confessionale” (e dunque, è confessionalmente razzista): in ogni caso, sicuramente NON è una democrazia (che prevede l’uguaglianza di tutti i cittadini).

    Un bell’articolo qui:

    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=901&parametro=esteri

    Rita.

  13. Onestamente, dal punto di vista psicologico, se venissi nelle tua azienda la occupassi e ti invitassi a riprenderti solo un piccolo ramo di ciò che ti ho, precedentemente, tolto per intero, che faresti?

  14. kelebek says:

    Cara Rita, giuste le tue note. Solo qualche appunto:

    1) non esistono entità scientificamente note che corrispondano a ciò che chiamiamo comunemente “razze”

    2) razze, pertanto, sono quelle che noi decidiamo di chiamare tali: gruppi che si ritengono uniti da qualcosa di vero o di immaginario o di confuso, che evitano di mescolarsi con altri gruppi definiti dai loro ideologi.

    3) Il termine “razza” è stato di moda, oggi non lo è più; ma quell’atteggiamento che chiamiamo “razzismo” (perché si è manifestato in modo conclamato all’epoca in cui andava modo di parlare di razze) esiste esattamente come prima.

    4) Quindi non è molto importante la discendenza reale dei gruppi umani in questione, purché i suoi membri siano più o meno convinti di essere “diversi e migliori” degli “altri”.

    5) Conosco le tesi sulle presunte origini “caucasiche” degli ashkenaziti, lanciate dal sionista Arthur Koestler e accolte con entusiasmo dai palestinesi. E’ una tesi storicamente interessante, ma su cui ho parecchi dubbi che non è il caso di riassumere qui.

    6) Per quanto riguarda i Falashà, credo che discendano da quella vasta fascia di arabi meridionali che si convertirono al giudaismo in maniera piuttosto misterioso in periodo postcristiano – ricordiamo che lo Yemen ebbe re ebrei, ricordati ancora oggi nella tradizione araba per i massacri che fecero dei cristiani locali, e che l’Etiopia in realtà nasce come un’estensione del mondo yemenita.

    Ma su questo penso che ci siano anche tesi diverse e non sono affatto un esperto.

    Miguel Martinez

  15. rubimasco says:

    Onestamente, dal punto di vista psicologico, se venissi nelle tua azienda la occupassi e ti invitassi a riprenderti solo un piccolo ramo di ciò che ti ho, precedentemente, tolto per intero, che faresti?

    —ti ripeto che su questo sono anche daccordo. Diverso però sarebbe se:

    occupi la mia azienda, per anni nessuno ti dice nulla nonostante che io protesti, inizi a formare lì la tua azienda e molte famiglie, col tempo, iniziano a dipendere dalla tua azienda. Allora ho veramente il diritto di farti chiudere e mandare a spasso quelle famiglie?

    in sostanza: non dovevano andare lì, nessuno gliene doveva dare l’ autorizzazione, non dovevano (cosa più grave delle altre a mio avviso) dichiarare un loro stato. Però ormai ci sono , hanno lavorato, hanno costruito e non possiamo tornare indietro.

    L’ unica cosa da fare è trovare un’ accordo soddisfacente per entrambi. Ma quando si cerca un’ accordo è il potere contrattuale che conta, purtroppo non la giustizia.

    saluti

    Rubimasco

  16. utente anonimo says:

    che dire: mi chiedo semplicemente se ora – in qualche blog israeliano – c’è gente che sta lì a commentare dichiarazioni di calderoli (l’uomo che disinfetta i vagoni dove ci sono gli extracomunitari prima di entrarci, ) traendone conclusioni amare sugli italiani tutti.

    Chissà perchè, penso di no.

    Fenomeno curioso, no?

    Chissà da cosa dipende.

  17. utente anonimo says:

    Allora è un’abitudine di quella parte di umanità che vive tra la Libia e la Persia, quella di dare degli animali agli avversari politici …

    Saranno dei barbari oppure è l’aria ;)

    Neppure la Fallaci usa esplicitamente questi termini.

    Per p.

    non è bello dire bugie. Il Sionismo non ha genocidato (si neologisma licet) nessuno. Ha fatto un sacco di cose deplorevoli e poi le ha nascoste benino, benchè oggi vengano tirate fuori da storici ebrei. Ma inventarsi genocidi è un insulto alla memoria dei popoli sterminati per davvero.

    x MM:

    Più che un problema di equidistanza parlerei di correttezza: non posso denunciare Tizio che va in giro con l’AK-47 se mi dimentico casualmente di dire che Caio va a spasso con l’UZI. Sennò ci faccio una figura di palta.

    sempre x p.

    se HH avesse vinto, credo staremmo tutti a studiare la Graned Impresa di aver liberato l’Europa dai giudei, altro che ignorare il tutto. Per essere un marxista scientifico, trovo i tuoi post di oggi molto umorali …

    Francesco

  18. utente anonimo says:

    Beh, ovviamente ho messo le virgolette proprio per il fatto che il concetto di “razza” è ormai, scientificamente, solo un concetto vuoto, che esprime tutt’al più dei fenotipi, dei caratteri esterni.

    Il mio commento voleva appunto semplicemente sottolineare l’assurdità di una contrapposizione tra ebrei ed “arabi”: visto che questi ultimi sono sia musulmani che ebrei che cristiani, come in Palestina.

    Credo che sia importante fare attenzione a queste sfumature, oggi, quando c’è una campagna mediatica mondiale, in Occidente, tesa a presentare l’arabo come “l’Altro” per eccellenza, come l’eterogeneo irriducibile per eccellenza.

    In realtà “l’arabo” è “l’ebreo”, l’arabo è il “siciliano”, il “calabrese”, ecc. ecc.

    L’arabo siamo noi, anche, così come un cattolico è per molti aspetti più vicino per cultura alla cultura islamica che a quella protestante o giudaica.

    Quindi, basta con tutte quelle sfumature linguistiche che fanno passare un’idea inesatta, l’idea della totale eterogenità tra i gruppi o i popoli, soprattutto nel nostro caso, di quel Meditarraneo che ha da sempre mescolato popolazioni e culture.

    P.S.: i falascià sono una popolazione di ceppo camitico, ossia africana, non araba.., mi pare.

    Rita.

  19. utente anonimo says:

    chiedo scusa in anticipo per mia ignoranza, ma che voi sappiate quali sono attualmente tra gli israeliti i gruppi politici con un atteggiamento conciliante?

    il concetto di “elezione” è poi molto strano. leggevo qualche mese fa un saggio su “difficile libertà” di lévinas (filosofo ebreo) e se non ho capito male il concetto di elezione era inteso in quanto il popolo di Israele è quello scelto ad essere depositario del messaggio di D., relazione preminentemente ed assolutamente etica. il concetto di elezione era quindi un (banalizzo) “essere eletti a servizio di” chi è destinatario del messaggio di D., che è considerato universale. nessuna relazione con un universalismo armato.

    grazie

    dorian

  20. utente anonimo says:

    Guarda, francesco, che hai letto ripensaremarx. La mia visione sul caso israelo/palestinese qui l’avevo già espressa. Il sionismo è stato un movimento nazionalista, e ha fatto una rivoluzione borghese in quella terra. Perché lì si può discutere fino a domani. La realtà è che in quell’area del mondo, per motivi coloniali, non c’è un solo confine di stato che sia sensato. La migliore soluzione, dato il fatto compiuto, era (e rimane per me) in ambito capitalista, uno stato unico, in cui, al limite come cittadini di serie b, i palestinesi avessero quel minimo di regole che uno stato liberale permette. Ciò avrebbe innestato una dialettica sociale, invece che nazionalista tra le due parti. La scelta di volere annullare lo stato più forte esistente nell’area, o di fare un secondo stato a fianco di quello, è stato un tragico errore della dirigenza palestinese. Ciò nulla toglie agli errori e orrori sionisti. Ma io non mi scandalizzo mai di fronte alla violenza, della mia, o dell’altrui parte. In questo, continuo a ritenere vitale la lezione di quel tal segretario fiorentino.

    p.s. Non davo a te del socialdemocratico, ma alla posizione di chi ritiene migliorabile il capitalismo intervenendo, appunto, sul suo meccanismo distributivo. E magari, posizione della socialdemocrazia classica, arrivare per tale via al socialismo. p

  21. kelebek says:

    D’accordo con p. sulla questione cananea…

    Per Rita: “camita” è un bizzarro termine inventato nell’Ottocento per definire gruppi linguistici africani che avevano in comune (a) il fatto di non essere semitici e (b) il fatto di avere comunque “qualcosa” di semitico.

    I gruppi dominanti dell’Eritrea/Etiopia, come i falascià stessi, parlano varie lingue semitiche (non camitiche) imparentate con il sudarabico antico. Nella penisola araba, del sudarabico antico sopravvive soltanto l’hadramautico, parlato da un numero limitato di persone nel Yemen meridionale.

    Per chi ama le genealogie, ricordiamo che i palestinesi sono, in massima parte, a quanto pare, i discendenti di quei giudaiti e israeliti che non aderirono alle varie trasformazioni del giudaismo, e che si convertirono al cristianesimo e poi all’islam.

    Miguel Martinez

  22. utente anonimo says:

    “pensiero infantilistico di proiezione”

    Caro Ripensaremarx…

    …. c’ è un piccolo particolare: tu denigri [parola della cui etimologia si può discutere…ma non mi risulta ancora bannata dal Politically Correct… ] la schiettezza istintiva dei bambini..

    ..però stando al bellissimo racconto di Saggeza Popolare, che il Re dalle vesti invisibili agli stolti in realtà è nudo solo i bambini _che ragionano come me_ osano dirlo ridendo, mentre gli “adulti” , plagiati, simulano di vedere vesti che non ci sono…..

    Quelli come te invece sono quelli che propongono al Re le famose stoffe di cui sopra …

    Davide

  23. utente anonimo says:

    Infatti, Miguel… ecco perchè ritengo importante non accreditare un visione che impiega una distinzione concettuale su base “etnica”. La discriminazione in Israele non è “etnica”, bensì confessionale, cioè quanto di più integralista ci sia.

    L’arabo non è di un’altra etnia o “razza”: è una categoria non riconosciuta come cittadino, è discriminato, invaso, spogliato e derubato di tutto.

    L’articolo di Domenico Savino (http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=901&parametro=esteri) dice una cosa molto giusta: la sinistra italiana è cieca, fa finta di non vedere che i palestinesi stanno subendo una colossale ingiustizia che si risolverà con la loro totale cacciata da israele.

    P.S.: i concetti o le parole come “razza” sembrano desueti, ma non lo sono, anzi, sono tornati in gran pompa dopo un periodo di quarantena (diciamo dal dopoguerra agli anni 90).

    Solo che oggi la razza = è cultura, è l'”Occidente” contro “l’Islam”, sono le falsificazioni storiche come la mitica, inventata, civiltà “giudaico-cristiana”.

    Rita.

  24. utente anonimo says:

    Sempre per Ripensaremarx:

    Vedi di ripensarlo davvero bene, perché per colpa sua non ho mai avuto la consolazione per la morte delle persone care che hanno sempre avuto invece i miei compagni di scuola con i nonni democristiani …

    ….Sarà che all’ epoca ero bambino anche fisicamente

    [anche se stavo in un quartiere-kolkhoz emiliano… immaginavo che i comunisti fossero tanti piccoli Robin Hood vestiti di rosso che derubavano Agnelli per redistruibuire agli operai….e il nonno ex-partigiano che odiava i preti ma mi diceva di portare il massimo rispetto per Gesù Cristo….ritenuto con certezza granitica un “compagno che i democristiani ci hanno rubato” (sic)…]

    …..ma l’ URSS non mi è mai sembrata un bel mondo…perché mi dicevano che non c’ erano le Feste dell’ Unità !………E io che credevoche le avessero migliori delle nostre !!!”

    Davide

  25. utente anonimo says:

    ops

    chiedo scusa a p. e a ripensare marx

    Francesco

  26. utente anonimo says:

    Davide, non ti Krucciare. Io almeno ti Kapisco, hai ragione.

    Contentati dell’equidistanza di immagini in duplice copia e non pretendere l’impossibile. Motivi di opportunità richiedono che

    tu, qui ospitato, adotti il silenzio e la prudenza dei ninja.

    Kampai.

    Aurora.

  27. utente anonimo says:

    >Senz’ altro il Sionismo è una forma di razzismo…. Davide<
    No, Davide, è solo una forma di NAZIONALISMO.

    Ciao

    Ritvan

  28. utente anonimo says:

    Miguel, quei due rabbini lì, se potessi, li metterei nella stessa cella con un paio di mullah, di quelli che sbraitano per la cancellazione di Israele e paragonano gli ebrei a maiali e scimmie (che bello zoo, fra asini, scimmie e maiali! Ci sarà un posto di lavoro per un medico veterinario?:-) ) e aspetterei con pazienza….Sarebbe un bell’inizio!:-).

    Ciao

    Ritvan l’Equidistante

  29. utente anonimo says:

    >con la stessa noncuranza con la quale permettiamo agli amricani di sganciare atomiche. RipensareMarx<
    Non so te, caro RM, ma nel 1945, anno in cui i kattivi amerikani hanno sganciato le due prime (e ultime, finora) bombe atomiche, io non ero ancora nato, perciò, ti prego non mi associare ai kattivi “permissivisti”!:-).

    Ciao

    Ritvan

  30. utente anonimo says:

    >A me la cosa che mi da più il prurito è che qui leggo bellissimi articoli che parlano di tanti problemi. Però non ci leggo mai una proposta di soluzione. Rubimasco<
    Allora non leggi con attenzione fra le righe, caro Rubimasco. Hai voglia, quante proposte: per cominciare via subito le truppe straniere dall’Iraq (e anche dall’Afghanistan, of course), Stato Unico Democratico in Palestina, previa abrogazione dello Stato d’Israele e infine – ciliegina sulla torta – la Gloriosa Rivoluzione Proletaria Planetare che risolverà tutti i problemi causati da quei sporki kapitalisti-imperialisti. Che vuoi di più dalla vita?:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ecco, per abbondare, ti avanzo anch’io una modesta proposta: quando il mandato di quel “servo degli amerikani” di Kofi Annan sarà in scadenza, cosa c’è di meglio che proporre per la successione un ballottaggio fra Ahmadinejad e Bin Laden?:-)

  31. utente anonimo says:

    RM: La mia macchina va a gpl.

    Rubimasco—è Gas di Petrolio Liquefatto

    Beh, veramente a me Gpl risulta essere l’acronimo di Gas propano liquido.

    Ovviamente, è un derivato del petrolio e pertanto frutto di bieco sfruttamento kapitalistiko delle popolazioni che il petrolio se lo sono inventato e prodotto con grande fatica e immane sforzo intellettuale:-).

    Ritvan il Pignolo

  32. utente anonimo says:

    >Onestamente, dal punto di vista psicologico, se venissi nelle tua azienda la occupassi e ti invitassi a riprenderti solo un piccolo ramo di ciò che ti ho, precedentemente, tolto per intero, che faresti?RM<
    Mmmm…chi credeva che lo Stato fosse come un’azienda…fammi pensare…oh no, non può essere…mio Dio! Era Berlusconi!:-)

    Quando si dice l’eterogenesi dei fini…

    Ritvan

  33. utente anonimo says:

    ….

    Certo che Ritvan-LaoTze non ha bisogno di “andare contro”….semplicemente perché

    “è oltre” !

    Davide-Confucio

    ….

  34. utente anonimo says:

    ioavrei una proposta alternativa. Eliminiamo l’onu. Totalmente. p

  35. utente anonimo says:

    Ehm,

    p. non vorrei sembrare complottista ma è la stessa tesi dei più estremisti tra i neo-con. Abolire l’ONU in quanto Assemblea degli Stati esistenti, comprese un sacco di dittature, per sostituirlo con un club più esclusivo di soli stati democratici. E riconoscere a questi uno status moral-giuridico superiore!

    Non credo siano le tue motivazioni …

    Francesco

  36. utente anonimo says:

    Che l’ONU vada riformata radicalmente lo dicono un po’ tutti. Però, una tale riforma nell’ambito esistente pare impossibile. Allora, forse bisognerebbe partire da dove dice p. (anche se con tutta probabilità lui intende fermarsi qui:-) ), ossia sciogliere l’organismo e rifondarlo su altre basi. A cominciare dall’esclusione degli stati totalitari, certo, ma anche dall’abolizione dell’ ormai assurdo diritto di veto per chi vinse una guerra 60 anni fa. Ovviamente, riconoscendo un diverso peso decisionale agli stati più grandi e, magari, l’introduzione di maggioranza qualificata (2/3) per ogni decisione. Cose simili, insomma. Ma temo che ai biechi amerikani così non convenga, purtroppo, sennò l’avrebbero già fatto.

    Ritvan

  37. utente anonimo says:

    Beh, magari qualche neocon non ha dimenticato del tutto certi trascorsi… Ma davvero, chiudere quell’indegno mulino a chiacchiere detto onu sarebbe qualcosa di un minimo paragonabile, dato che si parla, spesso a vanvera, d’impero, a ciò che osò fare cesare contro la fogna del senato romano. C’è bisogno d’un vero governo mondiale, e qualcuno, con tutti i suoi limiti, magari se ne rende conto. Due soli nodi, così tanto per dire. La questione ecologica: si può uscire dalle chiacchiere del kiotismo e obbligare tutti ad alcune inderogabili misure ambientali? L’africa: quanto ancora si lascerà vergognosamente alla deriva un’intera zona della terra e tutti i suoi abitanti? Ma la questione diventerebbe interessante perché non si tratterebbe tanto di scalzare qualche dittatorello, su cui io non sprecherei, sia chiaro, alcuna lacrima, per portare le “delizie” della democrazia, quanto di esercitare, almeno in parte, una sorta di dittatura sui capitali mondiali perché si adeguassero a piani così ambiziosi, se messi veramente in opera. Qualcosa, in piccolo, che, per dire, dal giorno stesso, si dovrebbe accollare una dittatura comunista. Insomma, c’è nella borghesia una classe dirigente che senta, per quanto confusamente, di dover far passare in secondo piano la nobile e assai stupida conta delle sacre opinioni degli omuncoli, e di mettersi sul serio ad amministrare le cose del pianeta? p

  38. utente anonimo says:

    Sono d’accordo, caro p. Anche secondo me va superato (cosa che si è iniziato timidamente a fare) il concetto di “sovranità assoluta ed intoccabile” degli stati nazionali, ossia la pretesa di questi ultimi di fare TUTTO quel che c..zo pare loro entro i loro confini. Una sorta di Confederazione Planetaria, insomma, con regole certe e obbligatorie per tutti e con relative punizioni altrettanto certe per chi sgarra.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Poi, se questo dovesse facilitare il trionfo della GRP Mondiale prevista ed auspicata da Marx, pazienza. Anche se io credo fermamente che al cosidetto “paradiso dei lavoratori” ci si arriverà un giorno, ma solo quando le condizioni MONDIALI tecnologiche ed economiche lo permetteranno e ci si arriverà in modo evolutivo ed incruento. Sarà la stessa borghesia “illuminata” che promuoverà tale processo, proprio come la nobiltà colta ed illuminata – e non i bottegai – promossero ed auspicarono le cosiddette “rivoluzioni borghesi”, indispensabili per superare le stagnanti condizioni dei rispettivi paesi.

  39. utente anonimo says:

    Ah, dimenticavo, p. Lo so che tu sei ferocemente antidemocratico, ma la futura società non potrà fare a meno di regole democratiche, ossia condivise liberamente dalla maggioranza dei cittadini del Mondo. Ricordati il detto, confermato dall’intera Storia dell’Umanità:”Con le baionette si possono fare tantissime cose, tranne che starci seduti sopra a lungo”.

    Ciao

    Ritvan

  40. utente anonimo says:

    Ritvan

    ti sei dimenticato di 1984? E delle tue esercitazioni contro un attacco nato-pattodivarsavia-juogoslavia?

    Il giorno in cui non esistesse un “di fuori” in cui sperare (magari solo per sognare di fuggirci), le baionette tornerebbero comodissime.

    tanto un allarme ecologico si trova sempre, per rimandare tutti i cittadini nei campi e far cessare i mormorii dei tiepidi

    ciao

    Francesco

  41. utente anonimo says:

    Francesco, leggi anche quell’altro che ho scritto:”l..a futura società non potrà fare a meno di regole democratiche, ossia condivise liberamente dalla maggioranza dei cittadini del Mondo”. Ovvero, le “baionette” – e solo quando servono veramente – devono essere l’eccezione, non la regola, come invece era ed è nei sistemi totalitari.

    Ciao

    Ritvan

  42. utente anonimo says:

    mi pari troppo ottimista, caro Ritvan.

    elimina l’Occidente dalla cartina geografica e psicologica del mondo e le baionette potranno diventare la normalità della vita. temo

    F

  43. kelebek says:

    Le baionette, infatti, le inventarono gli aztechi.

    Miguel Martinez

  44. utente anonimo says:

    Gli Aztechi non avevano baionette ma facevan scarifici umani religiosi a iosa dei popoli sottomessi …Insomma: la specie sedicente (!!!) “homo sapiens sapiens”

    _ fuorviantemente spessissimo concepita in razze, per me per enucleare il “meno peggio”, sono molto + indicative le “culture religiose” siano con Dio o con Stato_

    l’ umanità, dicevo… riesce sempre a dare il peggio di sé !

    Davide

  45. utente anonimo says:

    >mi pari troppo ottimista, caro Ritvan.

    elimina l’Occidente dalla cartina geografica e psicologica del mondo e le baionette potranno diventare la normalità della vita. temo. F< Ma per chi mi prendi, caro Francesco, per Ahmadinejad?:-). Io non elimino proprio nessuno dalla carta geografica!
    Ciao

    Ritvan

  46. utente anonimo says:

    x MM

    vedi alla voce metafore, carissimo,

    F

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