Piume d’Arcangelo, piume di pollo

Caro Dantem,

nei commenti al post di ieri, tu mi chiedi:

Diamine! Ehi Miguel, tu che te n’intendi, allora quel trentatrè di Domenico Margiotta era davvero Leo Taxil??

leo taxil massoneria
Purtroppo, non ti so dire con certezza, perché quella volta non c’ero.

L’inchiesta che stanno preparando Aldo Torchiaro, Magdi Allam e Dimitri Buffa sulle origini del Campo Antimperialista dimostrerà che non potevo seguire il caso Taxil nella maniera che avrei voluto, per una semplice questione di tempo.

Vista la tua curiosità, ti anticipo qualche notizia che i tre giornalisti pubblicheranno domani in un numero speciale dell‘Opinione, con una tiratura straordinaria di ottantacinque copie.

All’epoca, travestiti da monaci buddhisti, percorrevamo le campagne vietnamite diffondendo le profezie di Phat Tay-an, per conto della Società della Farfalla Drago.

A parlarci di Taxil fu Muhammad Abdu-r-Rahmân ibn Ahmad as-Sûdânî at-Tijânî, radiya Allâhu ‘anhu, detto “il Negretto“, lustrascarpe a Saigon, nato sulle rive del Niger che in sogno aveva udito il fruscio delle piume dell’Arcangelo Gabriele al Loto del Limite. Mentre lucidava alla perfezione le scarpe dei suoi clienti, ascoltava missionari e massoni raccontarsi, preoccupati o divertiti, di ciò che stava succedendo a Parigi.

A Saigon, ci presentavamo come venditori baschi di mobili in finto stile impero, che importavamo da Shanghai sulle navi dei pirati del Kalimantan. Una volta venduti comodini tarlati e sedie traballanti agli ingenui amministratori coloniali, riempivamo le stive con un carico ben più consono al nostro stile.

Avevamo dalla nostra gli scaricatori di porto che appartenevano alla nostra confraternita e un paio di legionari di Genova, convertitisi improvvisamente mentre incendiavano un villaggio vietnamita perché avevano visto comparirgli dinnanzi il Dodicesimo Imâm. Devo loro tutto ciò che so sull’addestramento di bande paramilitari.

Con il loro aiuto, rubavamo le armi nei depositi militari francesi, mentre le nostre compagne nei bordelli addormentavano dolcemente le guardie.

E via, poi, attraverso tutto l’Oceano Indiano, sotto un aspro sole, fino alle aride coste della Dancalia, a rifornire l’esercito del Re dei Re. Nella lunga carovana di cammelli carichi, incontrammo anche Monsignor Blondet, che custodiva un piccolo gioiello, i fucili Remington a ripetizione che il Vaticano aveva venduto al Leone d’Etiopia.

Ballammo a lungo sotto il cielo stellato, quella gioiosa notte di marzo, quando, sotto gli aspri picchi di Adua, vedemmo fuggire il Generale Baratieri, detto “Quattrocchi” per il vistoso paio di occhiali che portava sotto un vezzoso fruscio di piume di pollo, dal suono ben diverso di quelle dell’arcangelo Gabriele.

generale baratieri adua
Il Generale Quattrocchi

Anche noi, nel nostro piccolo, avevamo contribuito a rendere questo un mondo un po’ meno sicuro per qualcuno.

E continueremo, ovviamente, a farlo.

Print Friendly
This entry was posted in esperienze di Miguel Martinez, giornalisti cialtroni and tagged , . Bookmark the permalink.

24 Responses to Piume d’Arcangelo, piume di pollo

  1. utente anonimo says:

    Eh, Miguel, al tuo confronto sia io che l’androide di Rutger Hauer facciamo la figura di gente che ha passato la vita in un letto di piume. Di pollo, naturalmente:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  2. talib says:

    manca solo il cargo battente bandiera liberiana!

    :D

    (comunque non ho capito una cippa, non posso aprire il link al taxil sicchè mi manca il taxil fondamental)

  3. kelebek says:

    Il link alla pagina su Taxil mi si apre, comunque eccolo:

    http://altreligion.about.com/library/texts/bl_confessiontaxil.htm

    Miguel Martinez

  4. kelebek says:

    Caro Ritvan, la mia vita sarebbe noiosa quanto la tua, anzi di più, se non avessi avuto la fortuna di incontrare Magdi Allam & Co.

    Miguel Martinez

  5. rubimasco says:

    oeh, che ci fa un bafometto sul blog di kelebek? Miguel, quello lì è terreno mio, sai?

    saluti

    Rubimasco

  6. utente anonimo says:

    Cosaaa ?!?!

    Blondet che agita complottismo senza tirare in ballo il Talmud….

    Radice-di-Ogni-Male ?!?!

    Ma … che gli è preso ?!

    Davide

  7. dantem says:

    Se solo questo articolo girasse in rete come la vera e unica copia tra quelle 85…

    Comunque sia, quei tre bonzi sono davvero folli, e con le allucinazioni, perfino. :-)

    Cmq, con quel libro “Ricordi di un Trentatrè”, il Margiotta o Taxil che fosse, ci dice oggi che non ha senso scavare negli archivi del GOI per cercare di capire come è nata la P2, ché la tela della massoneria è tutto fumo, e l’arrosto è sempre altrove.

  8. utente anonimo says:

    Tra le tante bufale taxil mi sembra una delle più innoque e divertenti.

    Barbarella

  9. kelebek says:

    Nella pagina che ho linkato, c’è una splendida immagine di Taxil che si gode la propria beffa.

    Ah, la storia degli etiopi che ammazzano gli invasori con le Remington vaticane è vera. Poi accusano me di essere anticlericale :-(

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    >Tra le tante bufale taxil mi sembra una delle più innoque e divertenti.

    Barbarella<
    Tu innoque fili mi?:-)

    Ciao

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    >Ah, la storia degli etiopi che ammazzano gli invasori con le Remington vaticane è vera…MM<
    Embè, che c’è di strano, Miguel. Non disse forse il “principale” del Vaticano “Non sono venuto a portare la pace ma la spada”? E allora, chi di moschetto 91 ferisce, di Remington perisca!:-) :-).

    Ciao

    Ritvan il Bieco Vaticanista

  12. utente anonimo says:

    >Salviamo quelle di Ritvan piuttosto !

    …Mi fa sentire come Lucrezio con Epicuro…….come Confucio che dopo aver incontrato Lao Tze sentenziò che un uomo di simile saggezza e serenità gli apparve simile al drago del tuono !

    Davide< Grazie o mio generoso discepolo! Ma mi sembra che tu pretenda troppo da Miguel. Già devi essere contento che ci ospita e che ogni tanto ci fa qualche complimento:-). “Mo nun t’allargà”, come si dice qui a Roma:-).
    Ciao, simpaticone

    Ritvan

    P.S. Ecco, io p.es. sarei già appagato se MM, nella sua immensa clemenza e misericordia facesse per l’occasione una piccola deroga al CPK e non cancellasse questo mio post, riferito ad un messaggio postato altrove, ma che solo oggi ho visto:-).

  13. utente anonimo says:

    Sono i miei browser che sono tutti impazziti o i link interni di quel sito sono tutti balordi? Intendo quelli a fondo pagina per passare alla parte successiva del racconto: i suffissi “htm” sono tutti trasformati in “htn” e l’errore rimanda alla home page del sito. Bisogna correggere a mano.

    Andrea

  14. kelebek says:

    Per Andrea, “quel sito” sarebbe il link su Taxil?

    io uso Mozilla, e lo vedo perfettamente.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    Kel, una strepitosa tuffata nei nastri d’Archivio, non si potrà più dire che non sei un surrealista : deformi l’ora come Dalì, metti tante lancette : Cadorna, Baratieri, Pedro de Valdivia, Quattrocchi; scacchiere accanto ai Narcisi, caneli e loti accanto ad aspri picchi.

    Io riposo beata all’ombra del faggio, tu fuggi la patria. (classica/copiata).

    Aurora.

  16. utente anonimo says:

    Ma cos’ è , dov’ è ‘sto sito/blog del Gran Maestro detto l’ Archivio ???

    …..Davide

  17. utente anonimo says:

    Oh.

    A proposito Di Magdi Allam.

    Ho letto su Dagospia che nel settimanale ” Terra ” ci saranno tre reportage firmati da Fiamma Nierenstein, Toni Capuozzo e Magdi Allam.

    Per tre ” diversi ” punti di vista?

    Ah, capisco, la ” pluralità”.

    ( ah, Toni Capuozzo. I suoi servizi da Baghdad dopo guerra erano così commoventi. Tutto andava bene, gli iracheni ci volevano bene, Baghdad era ” tranquilla …”

    MJ

  18. kelebek says:

    Per Davide,

    Secondo te l’Archivio è tipo da blog?

    L’Archivio sussurra nel vento ed è un lampo di sole nell’acqua, sono parole dette d’inverno che si scongelano a primavera.

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    Per Davide:

    l’Archivio è troppo pigro e aereo per aprire blog. Se ti interessa posso affiliarti tra i miei schiavi-adepti. Il prezzo è alto, ma con la concorrenza creata dai teo-con, è ormai trattabile…

    Per Miguel:

    difficile sussurrare se tutti urlano…

    Ho appena letto l’articolo su di te sul blog di Lisistrata. Devo dire che l’uniforme (con tanto di gesto massonico) ti dona.

    Ho letto anche l’incredibile link di “misteri.it”, sto ancora ridendo:

    CHE CASPITA E’ IL KIKI CULT???

    saluti cari

    l’Archivio

  20. kelebek says:

    Per l’Archivio

    1) Ho visto anch’io. Dell’articolo di Lisistrata non ho capito assolutamente niente (ma noi siamo rozzi uomini d’azione); i fotomontaggi invece sono stupendi, e mi hanno fatto ridere a lungo: i miei complimenti all’ignoto grafico. Devo dire che sono le prime foto della storia dove si vede un Martinez elegante.

    2) Il Kiki Cult è una satira, scritta nel corso di una mia polemica con Massimo Introvigne, che prende in giro tutte le forme di complottismo, e anche lo stile del cesnurino più simpatico, PierLuigi Zoccatelli.

    Per capirci, è un gemello del post sulle piume dell’Arcangelo, ma scritto meglio.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    Sì Miguel, mi riferivo al link su Taxil. E quello funziona, visualizzo la prima pagina perfettamente (io uso Firefox ma ho provato anche su IE). Il problema nasce quando sono lì e cerco di usare il link a fondo pagina per passare alla parte successiva (per capirci, sull’indirizzo che hai linkato succede se faccio click su “Next: The origins of a prankster”)

    Ho dato anche un occhiata al codice html originale e c’è proprio scritto “.htn”

    Quindi invece di portarmi alla pagina successiva genera un errore che il sito gestisce autonomamente reindirizzando alla sua home page.

    Lo so, è una fesseria. È solo che mi scoccia non riuscire a capire come facciano gli altri ad usare quei link. :-)

    Ciao

    Andrea

  22. kelebek says:

    Per Andrea

    hai assolutamente ragione. Ovviamente basta scrivere a mano “htm” al posto di “htn”. Comunque adesso mando loro un messaggio.

    Miguel Martinez

  23. utente anonimo says:

    Grazie Miguel, hai salvato qualcuno dei miei neuroni superstiti dall’apoptosi-harakiri.

    Andrea

  24. utente anonimo says:

    Kel, stai benone vestito elegante e appari più che un comandante, con quella mano nella giubba, sei Napoleone in Egitto.

    Aurora.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>