Bufale e giochi di prestigio

Nella terra che la Bibbia chiama Canaan, metà della popolazione gode di una splendida e ricca democrazia, il 10% se la cava così e così, e il 40% vive nella totale assenza di diritti e nella quasi totale assenza di altre cose importanti, come l’acqua.

Ci vuole un gigantesco gioco di prestigio, per trasformare una realtà di questo tipo in qualcosa di positivo, capace di suscitare il consenso di milioni di persone nel mondo.

Questo gioco di prestigio si chiama hasbarà, o pubblicità sionista. Ogni anno, l’organizzazione Hasbara Fellowships, assieme al governo israeliano educa oltre mille pubblicitari militanti nei suoi seminari, solo per lavorare nelle università americane.

Tipicamente, la hasbarà, come ogni pubblicità, crea un’immagine o una frase facilmente comprensibile e indirizzata a uno specifico target.

Esistono versioni per gli europei e per gli americani, per i razzisti occidentalisti e per i neri, per i cristiani religiosi e per i gay.

Prendiamo un esempio classico, la frase attribuita a Martin Luther King:

"…Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente ‘antisionista’. E io dico, lascia che la verita’ risuoni alta dalle montagne, lascia che echeggi attraverso le valli della verde terra di Dio: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, questa e’ la verita’ di Dio… Tutti gli uomini di buona volonta’ esulternno nel compimento della promessa di Dio, che il suo Popolo sarebbe ritornato nella gioia per ricostruire la terra di cui era stato depredato. Questo e’ il sionismo, niente di piu’, niente di meno… E che cos’e’ l’antisionismo? E’ negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell’Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. E’ una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, e’ antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo."

Questa frase viene sempre seguita dalla citazione, molto precisa, della fonte:

Martin Luther King, ‘Letter to an Anti-Zionist Friend’, Saturday Review, XLVII (agosto 1967), ristampata in MARTIN LUTHER KING, This I Believe: Selection from the Writings of Dr. Martin Luther King jr., New York 1971, pp.234-235.

La frase compare ovunque. In italiano, si trova ad esempio citata in bella evidenza, come presentazione del libro, L’abbandono. Come l’Occidente ha tradito gli ebrei, di Fiamma Nirenstein. Il 31 luglio del 2001, Michael Salberg dell’Anti-Defamation League (ADL) la citò di fronte a una commissione della camera dei deputati degli Stati Uniti; è comparsa innumerevoli volte in editoriali nella stampa di destra americana.

Un’organizzazione sionista dall’orwelliano nome di "Studiosi per la pace in Medio Oriente" (SPME) cita la frase sul proprio sito, accanto alla dichiarazione del proprio obiettivo, quello di occuparsi della "integrità morale accademica riguardo alla fabbricazione e alla falsificazione dei dati nelle discussioni sul Medio Oriente".

Ora, il bello è che la frase attribuita a Martin Luther King è proprio un esempio di "fabbricazione e di falsificazione dei dati". In altre parole, è una clamorosa bufala.

A scoprirlo fu lo studioso antirazzista Tim Wise che era semplicemente andato a controllare la fonte citata, e aveva scoperto che il testo non era mai uscito sul Saturday Review. L’altra presunta fonte del testo, il libro "This I Believe", invece non esisteva in alcun catalogo librario.

Per limitare i danni, l’organizzazione sionista CAMERA – senza citare Wise, e agendo come se la scoperta fosse stata loro – pubblicò un comunicato in cui sostenevano che si trattava "probabilmente" di una beffa. Ma, assicuravano i propri sostenitori e finanziatori, rispecchierebbe ugualmente il vero pensiero di Martin Luther King, perché lui avrebbe pronunciato parole simili in un "discorso a Harvard nel 1968".

A sostegno dell’esistenza di questo "discorso a Harvard", abbiamo soltanto la parola del sionista militante, Seymour Martin Lipset, e di un deputato, che dicono di aver sentito Martin Luther King pronunciare, non un discorso, ma una battuta del genere durante una cena.

Può essere che sia vero; ma curiosamente, altre fonti indicano che Martin Luther King visitò Cambridge, il comune in cui si trova l’università di Harvard, per l’ultima volta nel 1967.

Insomma, come dicono i nostri amici, un po’ di informazione corretta.  

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42 Responses to Bufale e giochi di prestigio

  1. utente anonimo says:

    Non ci sono solo le bufale, ma anche l’opera di intimidazione verso le voci pubbliche ritenute pericolose. Esemplare, ma non unica, la storia del prof. Joseph Massad della Columbia University, qui raccontata per Salon dal prof Juan Cole:

    http://www.salon.com/opinion/feature/2005/04/22/mccarthy/index_np.html

  2. utente anonimo says:

    Un’organizzazione sionista dall’orwelliano nome di “Studiosi per la pace in Medio Oriente” …

    Citate spesso Orwell come anti-ameriKano ….peccato che criticasse il comunismo.

    Davide

  3. utente anonimo says:

    “Citate spesso Orwell come anti-ameriKano ….peccato che criticasse il comunismo.”

    Sì, ma chi se ne frega. È il meccanismo che conta.

    Ah, ma tra l’altro Ke c’entrano ameriKani e anti-ameriKani? Kua si parla di sionisti, hanno sempre a Ke fare Kon l’AmeriKa, ma penso siano KomunKue due Kose separate.

    Ehi, è divertente usare le Kappa (=

    Gia Lam

  4. kelebek says:

    Caro Davide, una delle differenze tra me e te è che io sono americano e tu no.

    Io Orwell me lo leggo in inglese, tu te lo leggi in italiano.

    Miguel Martinez

  5. rubimasco says:

    Ma sei americano americano con tutti i documenti e tutte le robe….?

    certo che se fosse così sarebbe preoccupante: non solo dall’ Italia i cervelli buoni scappano, addirittura ci stanno alla larga!

    :-)

    ovviamente è una battuta, buon giorno a tutti!

    Rubimasco

  6. utente anonimo says:

    Chi è costretto a inventarsi le notizie e le fonti di sana pianta evidentemente non ha proprio altri argomenti a cui aggrapparsi.

    Riguardo alle false informazioni: purtroppo notiamo anche chel’accusa di antisemitismo viene sventolata come un’arma impropria contro persone che non si sognano neanche di discriminare gli Ebrei o la loro cultura (una volta hanno accusato di antisemitismo anche Bertinotti) solo per ridurli al silenzio.

    Bisogna stare attenti, ce n’è tanta di gente scorretta, e nessun arbitro a squalificarli.

    Barbarella

  7. utente anonimo says:

    Ancora una volta grazie Miguel, anche questa la metto da parte.

    Davide, visto che di primo acchitto il tuo intervento potrebbe dar modo ai maligni di pensare che tu di Orwell abbia capito una cippa di minchia (anzi, scusa, di “minKia”), ci fai la cortesia di spiegarci dove hai visto alcunché di anti-americano in quella citazione, quali fossero in effetti le idee politiche di G. Orwell e se comprendi perché una denominazione tanto antifrastica possa suonare “orwelliana”?

    Grazie

    Andrea

  8. utente anonimo says:

    Io, più che un gioco di prestigio o delle vergognose bufale, mi permetterei di suggerire delle visite guidate alle terre che circondano la biblica Canaan.

    Dove il conto delle percentuali sarebbe un pochino diverso. E il mirabile effetto di far apparire l’entità sionista come qualcosa di positivo verrebbe parimenti raggiunto.

    Francesco

    PS bruttina la retorica del falso MLK, era così anche quello vero?

  9. utente anonimo says:

    Davide, non te la prendere con me:-) ma stavolta i kompagni hanno ragione (a volte succede:-) ). Nessuno ha citato Orwell come antiamerikano. Oddio, magari lo era pure, poiché era “de sinistra”. Come lo può essere un britannico, ovviamente, niente a che vedere coi sinistrorsi italici o francesi. E i suo vero cognome era …Blair!:-). Sta di fatto che se “La fattoria degli animali” è una feroce satira della Gloriosa Rivoluzione d’Ottobre, il successivo “1984”, meglio conosciuto come “Grande Fratello” è una parabola che si può applicare a qualsiasi ente che cerchi di condizionare e controllare la mente umana. Sionisti ed antisionisti inclusi, of course.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Se Miguel una tantum perde il suo aplomb messico-amerikano:-) e ti accusa di non essere capace di leggere un libro in inglese, vuol dire che gliel’hai propro scassati:-)

  10. kelebek says:

    Per Francesco,

    la retorica di MLK temo sia stata la retorica classica di praticamente tutta la teopolitica americana: se leggi i due discorsi inaugurali di Clinton – ancora più di quelli di Bush – il linguaggio è sempre quello, una sorta di rielaborazione cinematografica della Bibbia.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    Peggio per loro, caro Miguel, peggio per loro.

    Però il resto del mio post lo ignori: e sì che se devi stroncarmi (giustamente) non ti tiri indietro … ;)

    Ciao

    Francesco

  12. Miguel

    Grazie per quell’esempio divertentissimo. Forse potresti creare anche una nuova categoria. In francese la chiamerei “intox”; in italiano forse “disinformazione”?

    Davide,

    Più precisamente, con “Orweliano” sembra che Miguel si riferiva allo “Newspeak” (“neolingua”) descritto in 1984. Vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Neolingua.

    Ciao

    Claude

  13. utente anonimo says:

    Io amo l’appendice sulla neolingua di quel libro.

    Ma ho sempre trovato tirata per i capelli l’equiparazione tra l’URSS di Stali, la Cina di Mao o comunque l’Asia e l’Occidente. Nel 1948 ce ne voleva di fantasia per vedere dei paralleli.

    Come la storia ha poi mostrato.

    Ciao

    Francesco

  14. Orwell aveva assistito al massacro degli anarchisti catalani da parte dei comunisti durante la guerra civile spagnola e ne era rimasto sconvolto, Francesco. Questo spiega in parte come abbia potuto vedere somiglianze tra ideologie totalitarie di ogni bordo prima di altri.

  15. utente anonimo says:

    Confermo la veridicità di quanto scritto dal precedente anonimo orwelliano:-).

    Ritvan

  16. utente anonimo says:

    ” la retorica di MLK temo sia stata la retorica classica di praticamente tutta la teopolitica americana “.

    Non ne sarei così sicura.

    Forse è vero da un punto di vista formale e stilistico. Ma non dal punto di vista della sostanza delle cose dette.

    MLK era un uomo che cercava di educare le coscienze. Era un’autorità morale. Da uomo di Chiesa cercava di scuotere le coscienze .Non di cambiare le leggi.E se a volte poteva usare la retorica della ” teopolitica americana di forse tutti i tempi “, era la sua autorità morale che ne veicolava e rafforzava il messaggio.Non il suo linguaggio .

    Proprio oggi ho letto questo post su un blog.

    http://www.samefacts.com/archives/religion_and_politics_/2006/01/moral_reform_movements_led_by_ministers_rip.php

    Dove si parla di MLK e della differenza tra i suoi ( di MLK ) e i nostri tempi.

    L’autore dice che adesso non ci sono autorità morali che possono fare politiche sociali.. CI sono figure pubbliche che parlano ( e straparlano ) di DIo in ogni dove .

    Che impongono leggi, che hanno potere, ma NON hanno autorità morale per poter raggiungere le coscienze:

    “…We don’t respect clergy like ( MLK , nota mia )that anymore. As “mainline” denominations have weakened, and polarized politically, and free-lance evangelicals gained strength, a public statement by a preacher has come to convince those of the same religion and politics–but not the rest of society.

    Mentre MLK …”He rarely claimed that God gave him authority to make public policy on racial matters. He preached to his congregations, but mostly he used his social authority as a minister to make secular arguments on racial matters.



    The Civil Rights Act would probably have happened with or without religion, but real changes in the acceptability of personal racial prejudice required–as King stressed constantly–a change in conscience, not just in law. ”

    Quindi, il massimo che possono fare gli attuali leaders è di cambiare le leggi.Cosa che, tra l’altro, purtroppo riescono pure a fare.In peggio, spesso

    Scusate l’ OT, ma giusto per offrire un contributo alla questione dello stile linguistico:).

    Maria J

  17. utente anonimo says:

    C’è bisogno che una frase abbia l’imprimatur di un leader indiscusso perchè abbia una sua fondatezza ?

    Se anche fosse una bufala l’averla attribuita a M.L.K, avrebbe, nella sostanza, nel significato, in realtà, meno valore, pronunciata o pensata da milioni di persone anonime ?

    Aurora.

  18. utente anonimo says:

    Scusate se vi fo crollare la Dunya addosso….cmq ank’ io ho letto Orwell in Inglese….

    O si cita facendo dei distinguo o si cade nella autoreferenzialità !!!

    I sionisti agiscono come i nazisti ???

    …..All’ atto pratico può essere….I nazisti a Norimberga dichiarandosi allievi degli USA contro “negroes”

    e “redskins” erano in buona fede ?

    ….Penso di sì !!!

    Dove sta allora la differenza ?

    Semplice : il voto dei cittadini….non si può parlare di dittatura finché questa prassi è rispettata !

    Orwell critica i regimi non-votanti…

    Certo…. modello di totalitarismo per eccellenza è sempre stato quello bolscevico…. “il primo, il più amato” !

    :-)

    [che guardacaso c’ era ancora sia nel 1948 che nel 1984….Su Animal Farm non v’ è dubbio alcuno che parliamo dell’ URSS]

    Certo, i totalitarismi sono tutti uguali all’ atto pratico, sono diversi solo dal punto di vista della Lana Caprina dinanzi a caterve di morti per persecuzione che fa chi critica stando all’ estero, facendo il rivoluzionario da salotto….

    ….Chiediamo un po’ a Ritvan se le vittime di Hoxha andavano a morte serenamente pensando che sulla carta il comunismo è meno peggio del nazismo….

    Un esempio di Orwelliano ?…. Una S in + o in – in una certa parola _ divenuta sacra e inviolabile….chissà quale parola eh !_ che, su base lingiuistico-demiurgica*, dà per scontato che chi non scrive così è perché non legge mai nulla….

    la Neolingua di oggi è il Politically Correct a Senso Unico del Terzomondismo Manicheo

    Sulla Guerra Civile Spagnola_che come documenta Messori fucilava in piazza crocifissi e le statue dei santi….ma ora si guardano bene i comunisti spagnoli dal fucilare i corani per coerenza marxista contro ogni religione…_ han già detto altri…

    Del resto sul sionismo come totalitarismo posso esser d’ accordo (anche se ritengo che sia un colpevole eccesso di difesa)

    ….Ma autoreferenziarsi Orwell senza fare dei distinguo lo trovo discutibile !!

    …………….E’ un haram tanto grave ?

    Davide

    PS

    * Da quando in qua pochi intelletuali si erigono a demiurghi delle lingue nazionali in piena democrazia ?

    Per quale motivo gli studiosi tanto credibili dagli Anni ’60 in poi si sono permessi di cambiare la fonetica italiana a proprio tiramento ?

  19. utente anonimo says:

    Cosa accomuna Integralisti islamici e cattolici ?

    ….l’ antiUSAismo: il ” Grande Satana” è storia nota…. il Talmud un po’ meno [anche se a differenza dei Protocolli dei Savi di Sion pare che NON sia un fake !!!…..e i] ma suoi adepti sarebbero tutti capitalisti ebrei statunitensi…

    Davide

  20. utente anonimo says:

    Diciamola tutta:

    Chi può dirsi mediorentale “puro” ?

    ….nessuno !

    Ho letto del presunto Segreto di Mosé, ve lo linko quanto prima ….l’ autore che lo riporta è un Kompagno di primissima categoria !!!

    Davide

  21. utente anonimo says:

    Gli attuali palestinesi arabofoni e muSulmani ?

    :-)

    ….Discendono dai beduini di Mohamed, un personaggio paragonabile nella Storia solo a Gengiz Khan….solo che fu + furbo: Gengiz Khan fondava tutto sul culto della propria personalità…ovvio che il suo impero sarebbe morto con lui … Mohamed invece fu + furbo: ri-ravanò le dottrine monoteistiche

    facendo una religione coinvolgentissima perché prometteva le Hurì…..e il suo impero non crollerà mai !

    SE l’ impero di Gengiz Khan fosse durato oltre lui….ora attribuiremmo ai Mongoli tutte le cose delle culture Cinese e Induana……un po’ come oggi attribuiamo ai beduini arabi quelle Persiane, Egiziane, Nordafricane…..fiorenti allorché pagane !

    Davide

  22. utente anonimo says:

    http://www.jacopofo.it/libri/estratti/ges2.html

    Costui è la “kompagnità” fatta uomo ….l

    :-)

    Davide

  23. utente anonimo says:

    Jacopo Fo qui sottolinkato spiega che gli Ebrei di fatto…..sono un popolo inventato….

    Davide

  24. Davide, calma: se leggi attentamente la pagina che tu stesso hai linkato, vedrai che Fo sta riassumendo un libro che ha letto, e lo riassume un po’ goffamente.

    Inoltre il testo a disposizione in quella pagina è soltanto un estratto di una prefazione: hai comprato il libro di Fo? Sai cosa segue? Io no e quindi non emetto giudizi in base a un estratto di una prefazione.

    Però siccome il signor Fo non sembra aver ereditato il talento del papà, il suo libro probabilmente non lo comprerò.

    Ciao

    Claude

    PS il post 14 su Orwell e la Catalonia era mio, scusate, ho dimenticato di firmare

  25. utente anonimo says:

    : hai comprato il libro di Fo? Sai cosa segue?

    ……Ebbene sì !!!.

    :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

    ….Cmq concordo che se non fosse figlio di suo padre…

    Davide

  26. utente anonimo says:

    Mi pare che la prima bufala della propaganda sionista nasca insieme al sionismo stesso. Il motto di Herzl e compagni non fu forse : “una terra senza popolo x un popolo senza terra” ?. Gli ebrei erano certamente un popolo senza terra,ma la Palestina,con altrettanta certezza, non era una terra senza popolo. Discutere di questi argomenti, comunque ,è divenuto davvero arduo,perchè le equazioni “antisionismo=antisemitismo” e “palestinesi=terrorismo” ànno ormai fatto presa.Così, ad esempio sottolineare il fatto che Israele deve la sua esistenza anche a gruppi terroristici come lo Stern e l’Irgun , che compirono azioni anche peggiori di quelle compiute da analoghi gruppi palestinesi (su tutte il massacro di Deir Yassin,che fu un’ autentica operazione di pulizia etnica in stile “cetnico”),può far scattare reazioni di rabbia e ostilità .Il fatto poi che sia quasi impossibile parlare d’ Israele in maniera “equilibrata” , cioè trattandone sia i pregi che i difetti (chè la propaganda esige che si trattino solo i pregi) , potrebbe favorire realmente posizioni estremiste, come x un rigetto all’attuale corrente di pensiero, posizioni che potrebbero trasformarsi in un nuovo,stavolta reale , antisemitismo . Mi domando se gli stateghi della propaganda sionista + militante abbiano valutato questo rischio . Ho sentito dire che un noto (non a me) storico francese , x aver sostenuto posizioni antisioniste , sia stato aggredito da militanti pro-Israele.Mi sapreste dire (se è vero) di chi si tratta? Franz

  27. utente anonimo says:

    La somiglianza tra fascismo e stalinismo, e non solo, fu già vista da reich in quello straordinario testo del ’33, La psicologia di massa del fascismo. Si fa la solita cosa. Non si sa vedere le posizioni marxiste “aberranti”, e di marx si capirà sempre una mazza. Esilarante anche la posizione che la differenza tra i paesi “dittatoriali” e “liberali” sia il votare. Il liberalismo classico sette-ottocentesco, che conosceva il voto solo per pochissimi strati di popolazione cosa sarebbe stato, allora? Buttate a mare quella sottospecie di panacea di tutti i mali che sarebbe il suffragio universale, se volete capire un po’ di storia. p

  28. utente anonimo says:

    Caro Claude,

    cosa c’entra il massacro degli anarchici catalani da parte dei comunisti con l’immaginare che anche il governo dell'”occidente” (mi sembra fosse poi il mondo anglosassone) si trasformasse in una dittatura simil-staliniana?

    Mi pare proprio niente.

    Carissimo p.

    credo che per eccesso di ortodossia marxiana tu sottovaluti il suffragio, limitato o universale che sia. Tutte le dittature hanno provveduto ad eliminarlo o neutralizzarlo (come hanno fatto con la libertà di stampa e di parola), questo è indicativo del suo potere. Direi che ha cambiato la storia (ma non che l’ha fatta finire!)

    Ciao

    Francesco

  29. utente anonimo says:

    >….Chiediamo un po’ a Ritvan se le vittime di Hoxha andavano a morte serenamente pensando che sulla carta il comunismo è meno peggio del nazismo…. Davide<
    Agli ordini!

    Dunque, c’erano due categorie di vittime. Gli anticomunisti (o presunti tali) e “i kompagni che tradivano” ;questi ultimi divisi a loro volta e col passare del tempo in “titoisti”, “krusceviani”, “maoisti” e anche “poliagenti”, ossia contemporaneamente agenti dell’UDB jugoslava, KGB sovietica, CIA amerikana (mentre il servizio segreto cinese stranamente non è stato mai tirato in ballo!).

    Ordunque, per tornare alla domanda, i primi generalmente morivano sputando in faccia ai loro carnefici l’urlo:”Abbasso il comunismo, viva l’Albania”, mentre i secondi generalmente morivano al grido di:”Viva il Partito, viva il compagno Enver Hoxha”. No, non sfottevano, né gli facevano fumare roba guasta prima di macellarli. Alcuni lo facevano nella vana speranza che il satrapo avrebbe risparmiato almeno le loro famiglie, altri nella sincera convinzione (imperante anche presso il popolino a proposito di ogni schifezza del regime) che qualche vero “nemico del popolo” aveva ingannato il kompagno Hoxha, inducendolo a firmare la loro condanna a morte. Roba da ridere se non fosse da piangere!

    Ciao

    Ritvan

    P.S. E, per favore, non mi sfruculiate i ricordi, che mi fanno ancora male. Per dirla con l’androide interpretato da Rutger Hauer in “Blade Runner”: “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”……

  30. utente anonimo says:

    >Ho sentito dire che un noto (non a me) storico francese , x aver sostenuto posizioni antisioniste , sia stato aggredito da militanti pro-Israele.Mi sapreste dire (se è vero) di chi si tratta? Franz<
    Uno si chiamava François Duprat, storico negazionista e dirigente del Front National ed è stato fatto saltare in aria nel 1978. Non si sa con certezza, però, se a farlo saltare siano stati proprio gli ebrei/israeliani. E se fosse stata la solita CIA?:-).

    Ciao

    Ritvan

  31. kelebek says:

    Per Francesco,

    “Cara Claude”, non “caro Claude” (per tua informazione, ammetto che il nome è suscettibile di diverse interpretazioni).

    Per Ritvan,

    mentre le tue granitiche certezze sulle sinistre del resto del mondo a volte lasciano a desiderare, abbiamo tutto da imparare dalla tua esperienza con quella albanese, e credo che interessi tutti. Per cui, tua sensibilità permettendo, sfruculiamo volentieri i tuoi ricordi.

    Miguel Martinez

  32. utente anonimo says:

    >carO Claude<
    Come si vede che Francesco non frequenta il più pazzerello (absit iniuria verbo, detto affettuosamente) blog del Quadrilatero Antiimperialista, dove lA Claude, che di cognome fa Almansì è seconda solo a Dacia per produzione letteraria:-).

    Ciao

    Ritvan

  33. utente anonimo says:

    >Per Ritvan,

    mentre le tue granitiche certezze sulle sinistre del resto del mondo a volte lasciano a desiderare,…< Ti riferisci alle presunte voglie lubrico-marxiste dei braccianti agricoli emiliani di 200 anni fa, vero?:-). Beh, mio caro Miguel, si racconta che un signore feudale, uno di quei biechi individui che solevano sfruttare il proletariato:-) volle sbarazzarsi delle anime che popolavano un suo feudo, per potervi insediare delle nuove anime, forse più produttive o che avessero femmine più appetibili:-), chissà. Fatto sta che – diversamente dalle granitiche certezze di qualcuno – i signorotti feudali non potevano sempre fare quel che c..zo gli pareva, c’erano delle regole da rispettare. E una di queste permetteva “lo sfratto” se i villici si dimostravano incapaci/renitenti ad eseguire i lavori di manutenzione del castello chiesti dal signore. Ebbene, il signore in questione mandò a dire ai villici che in capo a 15 giorni gli dovevano consegnare – per le neccessità difensive del castello – 150 braccia di robusta corda, ma non corda qualsiasi, bensì corda fatta di…sabbia. I poveri villici capirono l’antifona, ma non sapevano come evitare la punizione. Alla fine, il più giovane del villaggio trovò la soluzione. Mandò a dire al signore:”Illustrissimo signore. Noi siamo e saremo sempre dispostissimi ad ubbidire ai comandi di Vossignoria. Però, da villici, siamo ignoranti e non possediamo la scienza di Vossignoria. Nessuno qui, neanche il più anziano, ha mai visto come è fatta una corda di sabbia, non ne abbiamo mai fatte di simili. pertanto, se Vossignoria – che senza dubbio ne deve possedere o gli è facile procurarsela – ci manda un campione di siffatta corda, anche piccolo, noi ci impegnamo a consegnargli nel termine stabilito le 150 braccia di corda, perfettamente uguali al campione. baciamo le mani a Vossignoria”. Ecco, Miguel mio, se “le sinistre del resto del mondo” mi mandano un “campione” di come intendono risolvere i problemi di “alienazione” collegati alla passera, io abbandonerò volentieri le mie “granitiche certezze” da bracciante agricolo emiliano di 200 anni fa:-)
    Baciamo le mani

    Ritvan Il Villico Ignorante

    P.S. Per dare inizio alla “campionatura” presento un campione in materia, dovuto nentepopodimeno che a Vladimir Ilic Ulianov, in arte Lenin:

    “Inessa (l’amante francese di Lenin, la quale con Lenin e Nadjezda Krupskaja, la legittima consorte di quest’ultimo formavano un singolare “menage a trois” n.d.Ritvan) si interessava soprattutto alla questione dei diritti femminili. Nel gennaio del 1915 andò in montagna da sola, buttò giù la scaletta per un opuscolo e la mandò a Lenin. Lui reagì soltanto su un argomento, la difesa del “libero amore” e di rimando brontolò che si trattava di rivendicazione “borghese” e non “proletaria”. Inoltre, le chiedeva di tenere conto della “logica oggettiva dei rapporti di classe in materia d’amore” (sic!)….” (tratto da “Lenin-l’uomo, il leader, il mito” di Robert Service, Mondadori, 2001)

  34. utente anonimo says:

    X Ritvan. Lo storico francese in questione è Robert Faurisson (in effetti bastava cercare con google) ,revisionista,+ che antisionista ,come sostenni ,erroneamente, nel mio primo commento.Subì 10 aggressioni tra il ’78 e il ’93 ,

    particolarmente grave quella dell’89 compiuta dai sedicenti “figli della memoria ebraica” ,che gli spezzarono la mascella causandogli gravi problemi di favella.In quegli anni in Francia furono decine le aggressioni di questo genere,che colpirono in effetti assai + revisionisti o negazionisti che non antisionisti (che subirono comunque qualche aggressione) .Quanto all’attentato a François Duprat,in cui rimase gravemente ferita anche la moglie, fu rivendicato da un non meglio specificato “commando della memoria”,che fu comunque collegato ad elementi ebraici. Franz

  35. utente anonimo says:

    x Franz

    Ci sono anche altri casi di aggressioni a danno di negazionisti/antisemiti perpetrate da gruppi ebraici. Gli ebrei, come tutti nosotros, non sono né angeli né demoni. Hanno anche loro la loro “estrema destra” manganellatrice e probabilmente avranno anche un’estrema sinistra altrettanto violenta.

    Ciao

    Ritvan

  36. Caleb9675 says:

    D’accordo con Davide sull’abuso di Orwell ad opera di estremisti vari.

    Ecco alcuni illuminanti passi orwelliani che ci danno un’idea del grande scrittore molto diversa da quella smerciata dai Martinez e i Blondet:

    “The majority of pacifists either belong to obscure religious sects or are simply humanitarians who object to taking life and prefer not to follow their thoughts beyond that point. But there is a minority of intellectual pacifists, whose real though unacknowledged motive appears to be hatred of western democracy and admiration for totalitarianism. Pacifist propaganda usually boils down to saying that one side is as bad as the other, but if one looks closely at the writing of the younger intellectual pacifists, one finds that they do not by any means express impartial disapproval but are directed almost entirely against Britain and the United States.”

    “Since pacifists have more freedom of action in countries where traces of democracy survive, pacifism can act more effectively against democracy than for it. Objectively the pacifist is pro-Nazi.”

    Speriamo Martinez non s’arrabbi troppo anche se le citazioni sono in inglese. Non sarò madrelingua, ma Orwell l’ho sempre letto in originale lo stesso.

    Caleb

  37. kelebek says:

    Per Caleb,

    Non ho mai sostenuto di essere un pacifista, quindi non so quanto mi possa riguardare la citazione di Orwell.

    Per quanto riguarda Blondet, non saprei, l’unica cosa che ho pubblicato su di lui è una critica a un suo articolo, scritta da Helena Velena:

    http://kelebek.splinder.com/1129445340#6016534

    Per quanto riguarda la questione della lingua, io l’ho tirata fuori solo perché sono veramente stanco delle persone che per automatismo mi accusano di “odiare gli americani”.

    Ovviamente, così come non ritengo che sia spregevole essere statunitensi, non ritengo nemmeno che sia qualcosa di cui vantarsi: nessuno si sceglie la propria nascita.

    Credo che Orwell sia uno di quegli scrittori in cui i concetti contano più dello stile, e quindi non perde in traduzione come altri.

    Miguel Martinez

  38. Caleb9675 says:

    Alcune precisazioni per Martinez (ma ovviamente anche per chiunque ci legga):

    Le mie citazioni orwelliane miravano a mettere in luce come l’autore della “Fattoria degli animali” aveva idee tali da renderlo ideologicamente distante da molti opinionisti che, per un motivo o per l’altro, lo tirano frequentemente in ballo dando quindi l’impressione (non necessariamente ad arte) che in qualche modo il grande scrittore inglese fosse dalla loro parte delle barricate.

    Ho menzionato Blondet perchè il controverso giornalista fa sovente di Orwell un faziosissimo uso strumentale atto a corroborare le sue teorie su Grande Fratello e affini, rientrando perciò in quelli di cui sopra. Tutto qui.

    Ma veniamo al piatto forte.

    Va da sè che essere statunitensi non sia “di default” un fatto positivo o negativo. Tuttavia, ritengo che tu debba rispettare il fatto che ci sia chi ti considera anti-americano per le tue idee; che tu poi sia americano, mi pare completamente ininfluente. Indro Montanelli può essere esemplificativo di questa facoltà di possedere una certa nazionalità essendone al tempo stesso antagonista: era italiano, eppure si definiva anti-italiano. Mutatis mutandis, si può benissimo essere anti-americani da americani.

    Il prefisso “anti-“, almeno in questo caso, indica antagonismo, non una sorta di negazione pura ed assoluta, ontologica. Il contrario di americano, se esiste, non è anti-americano, bensì non-americano.

    Pretendere di non essere anti-americani in quanto americani mi sembra un modo per far prevalere, nel classificare gli individui, una forma di “nativismo” rispetto al ben più sano principio di prendere in considerazione le loro idee e basta. Che diritto abbiamo di smentire Montanelli quando si definiva anti-italiano (una sua idea) solo perchè era italiano (la sua nascita)?

    Chi ti definisce anti-americano lo fa in base alle tue idee. E non solo le tue idee potrebbero eventualmente cambiare, ma l’idea stessa che tu sia anti-americano potrebbe tranquillamente essere sbagliata. Un dinamico trionfo della speculazione intellettuale. La pretesa di non essere anti-americano in quanto americano, invece, è tutta basata su una questione di nascita. Un monolitico spadroneggiare di un fattore genealogico del tutto casuale.

    Caleb

  39. Caleb9675 says:

    Un’ulteriore postilla. L’attributo “anti-americano” non implica odio verso gli Americani, ma soltanto l’essere contro di essi. Si può anche essere contro qualcuno senza lasciarsi trasportare da odio o sentimenti simili ma seguendo piuttosto una glaciale, robotica strategia di confronto e propaganda del tutto priva di qualunque tipo d’emozione.

    Caleb

  40. kelebek says:

    Per Caleb,

    Io non capisco questa visione manichea delle cose.

    Per me, gli autori non rappresentano una “parte”, ma sono fonte di ispirazione e di idee.

    Tra le cose che ha scritto Orwell, alcune mi ispirano nuove riflessioni e quindi le faccio mie, su altre non sono d’accordo.

    Credo che si possa leggere con piacere e interesse Mark Twain, pur essendo, ad esempio, un cattolico filo-imperialista.

    Miguel Martinez

  41. Caleb9675 says:

    Sono d’accordo.

    Il mio intento era completista, ovvero quello di far conoscere anche l’Orwell meno noto, cioè l’Orwell differente da quello così di moda raffigurato dagli oppositori del “Nuovo Ordine Mondiale”.

    Caleb

  42. utente anonimo says:

    mark twain cattolico non so bene cosa c’entri, ma va bene… mi chiedo però come si possa affermare che fu un imperialista… se c’è un anti-imperialista quello è proprio mark twain… negli ultimi dieci anni della sua vita fu persino vice-presidente della “american anti-imperialist league”… bah…

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