Certo che è una svolta…

Abbiamo percepito un effimero fruscio di vittoria nel mondo dei blog della neoconnarderie riguardo alla notevole partecipazione alle ultime elezioni irachene.

Evidentemente, si aspettano che uno spari subito un "viva!" o un "abbasso!", senza cercare di capire cosa stia succedendo. Io invece preferisco prendere tempo per sentire in giro e documentarmi.

Ora, la partecipazione merita l’aggettivo "notevole", non per il numero, ma per un piccolo particolare che la néoconnarderie trascura.

Sono andati a votare diversi milioni di iracheni che vivono in villaggi e città in cui comanda la resistenza armata, in cui gli americani non mettono piede da settimane o da mesi, in cui a gennaio nessuno ha votato. E adesso, nessuno ha torto un capello ai votanti.

Per capire cosa è successo, dobbiamo guardare alla situazione dell’Iraq. Ci sono alcune basi isolate, più o meno lontane dalle zone abitate, più due o tre strade di Baghdad, in cui sta rinchiuso il più potente esercito della storia umana, che esce di tanto in tanto solo per sparare o bombardare.

Per il resto, l’intero paese è in mano a gruppi armati di vario tipo. Alcuni di questi, come le bande di ‘Allâwi, le diverse – e concorrenti – bande curde e quelle di al-Hakîm, sono ufficialmente schierati a fianco degli invasori.

Le bande sciite che costituiscono il nucleo di quello che viene pomposamente definito "l’esercito iracheno", sono in ultima analisi però leali al governo iraniano e non agli Stati Uniti.

Poi c’è il gruppo armato di Moqtadâ al-Sadr, che controlla le principali città del centro sud, dai quartieri sciiti di Baghdad fino a Nassiriya e Bassora, che non è filoiraniano, è radicalmente ostile all’occupazione, ma capisce che giovani volenterosi possono poco contro una potenza nucleare. Intanto occupa il territorio, cacciandone baathisti e gruppi sciiti rivali.

Al centro-nord, il territorio è invece in mano a gruppi che combattono l’occupazione con le armi da oltre due anni, con sostanziale successo. Una resistenza quasi senza pari nella storia, per la sproporzione di forze e per l’impossibilità di stabilire uffici all’estero. Il prezzo che hanno dovuto pagare è spaventoso; e in quelle circostanze non hanno mai potuto elaborare chi sa quale complesso pensiero politico.

Ma i protagonisti non sono stupidi.

Questi gruppi non fanno capo né ad al-Zarqâwî né ai baathisti, ma fanno parte della società reale. Che è alla fine una società islamica; e quindi il loro riferimento sono gli imam dei villaggi e dei quartieri. D’altronde, tredici anni di embargo e due anni e mezzo di guerra hanno distrutto ogni altra forma di riferimento, dalle scuole al partito Baath.

In questo contesto, gli Stati Uniti stanno preparando una qualche forma di offensiva contro l’Iran. Forse con un attacco diretto, forse con un’offensiva per mano israeliana, forse cercando di scatenare quel terzo della popolazione dell’Iran che non è di madrelingua farsi, in modo che quel paese faccia la stessa fine della Jugoslavia. Intanto, demonizzano come possono il governo iraniano.

Ma c’è un problema.

Sono due anni che gli Stati Uniti cercano di sottomettere gli iracheni, e il massimo che sono riusciti a fare è consegnare la maggior parte del paese, più un simulacro di governo, in mano agli alleati di Tehran, pronti a ribellarsi dietro le spalle dell’esercito americano in caso di attacco all’Iran.

La néoconnarderie da blog ragiona in termini di fantasie astratte, come la "democrazia" o la "lotta contro l’Islam." I neocon, che appunto non sono – per dirla in francese – dei con, come i loro seguaci, sono invece dei pragmatici.

Hanno predicato i "valori occidentali" e poi hanno trasformato una dittatura laica in un coacervo di bande armate a direzione religiosa; hanno criticato il nazionalismo e hanno frammentato il paese tra etnie e minoranze religiose; hanno inveito contro l’Iran e hanno consegnato l’Iraq, in larga parte, in mano agli iraniani.

Hanno equiparato Saddam Hussein a Hitler, e adesso meditano di recuperare i vecchi baathisti e i sunniti per combattere contro gli sciiti. Per cui, dopo aver raso al suolo l’intera città di Fall&ucir;ja, offrono una sorta di tregua.

Allo stesso tempo, gli imam sunniti hanno deciso che la resistenza può anche entrare nelle istituzioni. E’ successo anche in Irlanda del Nord con lo Sinn Fein che rappresentava ufficiosamente l’IRA, o nei Paesi Baschi con Herri Batasuna che rappresentava l’ETA. Chiaramente in Iraq, tutto sarà molto più fluido e difficile da definire, comunque i candidati dell’area sunnita hanno già dichiarato di sostenere la "legittimità" della resistenza armata.

Così, se i risultati non saranno truccati, i gruppi armati che dominano tutte le zone sunnite avranno anche i loro deputati. Senza deporre le armi.

A questa scelta si sono opposti i laici, cioè la maggior parte dei baathisti e dei nazionalisti arabi. Per cui possiamo immaginare che scompariranno dalla storia. Ora, il solco di odio tra le forze laiche e progressisti da una parte, e gli sciiti dall’altra, è troppo grande per essere colmato. Possiamo sperare che sarà più facile per gli imam sunniti ritrovarsi con i loro colleghi sciiti e formare una resistenza finalmente congiunta.

D’altra parte, l’attacco americano al mondo islamico ha provocato ovunque l’islamizzazione dei movimenti di opposizione. Dall’Egitto, dove i Fratelli Musulmani hanno dovuto limitarsi a contestare solo una parte dei seggi in parlamento, per non trovarsi con una vittoria travolgente e pericolosa, nonostante brogli, sparatorie, omicidi e arresti per mano dei governativi. Alla Palestina, dove Hamâs si avvia a diventare la forza principale.

Le elezioni irachene rappresentano certamente una svolta.

Bisogna vedere però quale svolta.  

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70 Responses to Certo che è una svolta…

  1. utente anonimo says:

    “Attacco americano al mondo islamico”: diciamo che questa frase ha dato un senso allo straniamento che provavo nel leggere il post.

    Se fossi competente, parlerei di delirio paranoide. O di marchetta Alpitour: come te la immagini un’offensiva israeliana contro l’Iran? Tutti giù di teletrasporto a lungo raggio?

    In ogni caso mi pare che semplifichi il ruolo dell’Iran e che il buon Ahminejad stia ponendo le basi per una ampia coalizione anti-iraniana. Forse mancheranno i cinesi ma non sono certo che abbiano già deliri da onnipotenza.

    Ciao

    Francesco

  2. talib says:

    non mi pare ci sia tanto da scavare in quella frase, Afghanistan e Iraq sono mondo islamico, e attacco c’è stato. La politicizzazione dell’Islam a seguito di interventi armati esterni non è cosa nuova, per l’Algeria se ne discute a mente fredda.

    Io cerco di non immaginarmelo un attacco Israeliano all’Iran, però un’alleanza Iran-Iraq in chiave difensiva mi sembra si avvicini a grandi falcate..

  3. C’è stato un violento attacco americano a paesi islamici diversi come l’Afghanistan e l’Iraq, e un tentativo mondiale di smantellare le organizzazioni di riferimento di milioni di musulmani, nonché un incessante riferimento all’Islam come nemico, che lo capisce pure un Borghezio qualunque.

    In Italia, a risentire dell’onda d’urto di questa guerra, non sono stati i peruviani, ma i musulmani.

    Se questo è delirio paranoico…

    So benissmo delle immense complicità che esistono tra “Occidente” e il ceto dirigente del mondo arabo, sceicchi, militari o capitalisti.

    So benissimo che anche un Islam sterile e innocuo sarebbe accolto in Occidente con la stessa serenità con cui si accoglie la chiesa anglicana.

    Quello che è in corso è semplicemente un attacco contingente, che mira a eliminare possibili focolai di resistenza.

    Per quanto riguarda l’attacco israeliano all’Iran, non sono io ma la stampa britannica a parlarne, suggerendo anche una data verso marzo, in modo da offrire alla lista elettorale di Sharon una sorta di vittoria militare.

    Per quanto riguarda il teletrasporto, sappi che hanno inventato da tempo aerei e missili a lungo raggio.

    Se vuoi, chiamali pure teletrasporto, in effetti trasportano e vanno lontano.

    Miguel Martinez

  4. rubimasco says:

    Forse mancheranno i cinesi ma non sono certo che abbiano già deliri da onnipotenza.

    —da fonti ufficiose posso dire che i cinesi ci son già, nel calderone, e ci sono dall’ Afghanistan…..forse in maniera meno manifesta, visto che sono abituati a parlare sottovoce, ma ci sono e come…… ora on vi sto a raccontare tutta la storia, ma…..perchè all’ indomani della presa di Kabul da parte dei mujaidin Bush fece visita al nemico comunista (cinese)? Diciamo che i cinesi avevano “fornito le uniformi” dei mujaidin…..o per lo meno questo mi si racconta…..

    saluti ed auguri di buon Yule, che il nuovo giro di sole porti a tutti la salute e un paio di buone scarpe.

    un brindisi a chi ci vuol male: che si arroti i denti.

    Rubimasco

  5. utente anonimo says:

    Miguel, ma secondo te, le liste cd ” laiche ” di Allawi che ruolo avranno?

    E Chalabi potrà entrare in gioco?

    MJ

  6. utente anonimo says:

    >Per quanto riguarda l’attacco israeliano all’Iran, non sono io ma la stampa britannica a parlarne< Ho sentito anch’io questa notizia. Naturalmente, il solo fatto che lo riportino i giornali è una buona ragione per essere sicuri che a marzo nessuno attaccherà l’Iran, così gli iraniani potranno passare un capodanno tranquillo. Dopo (o prima, chissà…), è un altro discorso. Le altre feste comandate forse saranno più complicate. Ale

  7. utente anonimo says:

    Poi, Francesco, non capisco il tuo scetticismo. Israele è grande come la Puglia, ma non è la Puglia. E’ la terza potenza militare del pianeta (come se Nichi Vendola potesse fosse in grado di radere al suolo la Cina, per intenderci), e arriva dove vuole, con il “teletrasporto”.

    Ale

  8. talib says:

    L’Iran sotto il tiro dei missili israeliani c’è già e da mò, oltretutto non più tardi di 2 giorni fa (subito prima di stramazzare?) Sharon ha detto bello chiaro che per fortuna Israele i mezzi per mettere a tacere Ahmadinejad ce li ha (e non credo intendesse a livello di dialettica).

    Sul lato USA invece, io do credito a questo articolo di Al Jazira

    http://talib.splinder.com/post/5337742

  9. utente anonimo says:

    Talib, l’estensore del pregevole pezzullo da te raccomandato non sarà un mullah o un ayatollah ma questo passaggio:” “Liberazione” e “democrazia” sono diventate le parole d’ordine in nome delle quali la cricca neoconservatrice Americana formula ed esegue una politica estera di militarizzazione e guerra” contiene ula deliziosa parolina, ossia “cricca” che la dice lunga a proposito della “parrocchia” in cui milita il sullodato:-).

    Ciao

    Ritvan

  10. talib says:

    E’ un ex ufficiale dei marines che per sette anni (dal 1991 al 1998) ha partecipato alla missione di disarmo in Iraq come ispettore Onu

  11. utente anonimo says:

    Miguel, nel tuo posto ho apprezzato soprattutto la deliziosa distinzione filologica fra “gruppi” e “bande” in Iraq:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Solo l’ipotesi che Israele possa attaccare l’Iran la trovo ridicola. Scusate, ma avete dimenticato che durante la prima guerra del golfo, mentre Saddam faceva piovere missili Scud su israele quest’ultimo non reagì? Le stesse ragioni perdurano anche oggi, mi pare. ma d’altro canto – sempre facendo anch’io delle analogie storiche – non è da escludersi una ripetizione di quello che certi aerei “fantasma” fecero all’inizio degli anni ’80 sulla bella centralina nucleare che i “pacifisti” francesi avevano costruito in Iraq per Saddam.

  12. talib says:

    tra l’altro appena ho letto questo articolo ho chiesto informazioni a Fandorin, del blog Poganka (http://poganka.splinder.com/), riguardo all’Azerbaijan e mi ha dato delle conferme su quanto sta succedendo su quel confine.

    Fandorin non credo sia un islamonazicomunista, è anche associato a Toqueville, la città dei liberi

  13. utente anonimo says:

    >E’ un ex ufficiale dei marines che per sette anni (dal 1991 al 1998) ha partecipato alla missione di disarmo in Iraq come ispettore Onu. Talib< Sì, cara, lo sapevo, l’avevo letto sul tuo blog e non lo metto in dubbio, ma, come ti dicevo, la parola “cricca” la usava solo Peppone (quello di Guareschi, in “Peppone e don Camillo”). Del resto, Mc Carthy è morto da tempo e nessuno controlla più se ci sono comunisti infiltrati fra i marines o fra gli ispettori ONU:-).
    Ciao

    Ritvan

  14. utente anonimo says:

    Ritvan,

    anch’io penso che Israele non attaccherà l’Iran. Spero di non sbagliarmi. Ma dire che non è in grado di attaccarlo significa non riconoscerne il potenziale bellico. E questo potrebbe valerti un’accusa ufficiale di antisemitismo :-), in base al noto principio secondo cui chiunque dica qualsiasi cosa su Israele è antisemita.

    Però un blitz come quello dell’80 esporrebbe Israele a un rischio di un secondo colpo iraniano, cosa che Sharon non può permettersi. Credo quindi, nella malaugurata ipotesi che attacco ci sia, che sarà su vasta scala e senza l’intervento attivo di Israele.

    Le cose, dalla prima guerra del golfo, sono un po’ cambiate, non so se te l’hanno detto :-)

    Ale

  15. utente anonimo says:

    Scusate la pedanteria militaresca ma per me il termine offensiva è ben diverso da quello bombardamento.

    Inoltre l’Iran è più lontano, più grande e meglio organizzato dell’Iraq e ho qualche dubbio tecnico sull’efficacia di un bombardamento mirato nel ritardare di molti anni il programma militare iraniano. Ci vorrebbe una vera guerra (o un vero embargo-assedio del resto del mondo contro l’Iran).

    L’attacco USA non è stato a paesi islamici in quanto tali ma al paese protettore di Osama e al paese cardine del disordine medio-orientale (o strategico per controllare il petrolio che dir si voglia). Dove è finito il laicissimo Saddam nei vostri discorsi?

    In ogni caso è pura paranoia pensare che gli USA ce l’abbiano con i musulmani o con gli arabi (Bush non è Borghezio).

    Certo che, nel contesto di terrorismo islamico su scala globale e di guerra in territorio arabo i problemi in Italia ce li hanno islamici e arabi: non tutti gli arabi e islamici sono nemici ma tutti i nemici sono arabi o islamici (all’incirca). Se ce la prendessimo con i peruviani saremmo dei razzisti.

    Cosa intendi per smantellare le organizzazioni di riferimento di milioni di musulmani?

    Francesco

  16. utente anonimo says:

    “Scusate la pedanteria militaresca ma per me il termine offensiva è ben diverso da quello bombardamento.”

    Beh, di sicuro un bombaramento è un’offensiva. Che un’offensiva militare debba poi coincidere con un bombardamento, non lo so, ma mi è molto difficile pensare che gli USA o Israele mandino i loro soldatini a fare attacchi di terra soli soletti, senza la copertura di quel po-pò di aereonautica che si ritrovano.

    Paolino

  17. Che Israele possa attaccare l’Iran è una delle ipotesi che gira nei media, io non so cosa succederà.

    Certamente, succederà una delle cose che ho detto, a meno che tutti i centri neocon si limitino a millanterie.

    Per quanto riguarda la questione delle “organizzazioni di riferimento” dei musulmani, non esiste associazione islamica seria in Occidente che non sia stata colpita in qualche modo, che va dagli arresti alle perquisizioni, alle espulsioni, al sequestro dei beni.

    In particolare, sono state annientate tutte le associazioni che permettono le rimesse degli emigrati, dove il monopolio ormai è della Western Union e di poche altre aziende americane.

    Un minuscolo esempio tra chi sa quante altre: l’avvocato Corbucci sta seguendo il caso di un anziano signore libico, cittadino italiano, arrestato in base alla solita “informativa estera”. Gli hanno sequestrato diecimila dollari in contanti, e lo hanno rimesso in libertà solo quando hanno scoperto che il signore in questione aveva… un figlio carabiniere.

    Nel frattempo, però, si sono rifiutati di restituire i diecimila dollari, nonostante numerose richieste. Informalmente, l’avvocato è stato informato che tutti i fondi sequestrati a presunti “terroristi” vengono consegnati agli americani, “per controllarne la provenienza”, e non ritornano.

    Moltiplichiamo questo caso, uno dei pochi che sia stato seguito da un avvocato e documentato, per migliaia in tutto il mondo…

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    MM

    questo ripropone il problema: cosa è una associazione islamica seria? una che si sente in dovere di sostenere Hezbollah o Hamas o la Resistenza irachena o Al Qaeda?

    una che contribuisce al “pacifico” espandersi della Fede in Africa?

    insomma, questa volta sono io che sento puzza di bruciato.

    non parliamo del fatto che tra sequestri ai “poveri arabi” e fondi spariti da Baghdad il governo Bush dovrebbe avere il bilancio in pareggio, e questo gli farebbe molto piacere, al texano dagli occhi di topo.

    a me mi pare una classica Internet-leggenda.

    Francesco

    PS secondo me non attaccano l’Iran, per mancanza di capitale politico da spendere. Se avessero agito nel 1991 in Iraq (o in Arabia Saudita nel 2001) oggi saremmo in un’altro mondo.

  19. utente anonimo says:

    >Ritvan, anch’io penso che Israele non attaccherà l’Iran. Spero di non sbagliarmi. <
    Meno male che almeno una volta:-) siamo d’accordo, Ale.

    >Ma dire che non è in grado di attaccarlo significa non riconoscerne il potenziale bellico.<
    E chi è quel bieco antisemita:-) che ha detto che Israele “non è in grado”?

    >E questo potrebbe valerti un’accusa ufficiale di antisemitismo :-), in base al noto principio secondo cui chiunque dica qualsiasi cosa su Israele è antisemita.<
    Ma no, non se ne dice bene:-).

    >Però un blitz come quello dell’80 esporrebbe Israele a un rischio di un secondo colpo iraniano, cosa che Sharon non può permettersi.<
    Il blitz sugli impianti atomici di Saddam fu eseguito da aerei non identificabili, né identificati, anche se ormai lo sanno anche i sassi che erano aerei israeliani. Se l’attacco viene fatto in questo modo e prima che l’Iran abbia l’atomica o l’Iran incassa e tace (come fece Saddam) o attacca con missili convenzionali, diventando ipso facto “aggressore” e giustificando inn tal modo un massiccio attacco ONU (ossia amerikano) contro di esso. Con esiti facilmente prevedibili (Iraq2-Il ritorno:-) ).

    >Credo quindi, nella malaugurata ipotesi che attacco ci sia, che sarà su vasta scala e senza l’intervento attivo di Israele.<
    Le cose, dalla prima guerra del golfo, sono un po’ cambiate, non so se te l’hanno detto :-)<
    Sì, l’ho sentito dire al bar sotto casa:-). Lo dicevo per dire la stessa cosa che hai detto tu, ossia che si preferisce tenere Israele fuori dai conflitti amerikani in medioriente.

    Ciao

    Ritvan

  20. utente anonimo says:

    Forse qualcosa si muove. Se questo vuol dire che possa uscire allo scoperto una classe dirigente irakena che, senza rinunciare alle armi, realisticamente voglia anche percorrere la via della trattativa, non sarebbe male per quel paese. C’è sicuramente settori americani che vedono questa soluzione come la via più percorribile del “pantano” irakeno. Sulla questione petrolifera, vorrei essere più chiaro. Non è solo il fatto che un comunista, oggi, non possa sostenere il diritto di proprietà di chicchessia; è che il dominio è anzitutto economico, ed esula dal titolo formale dello stato “proprietario”. Sotto saddam, il petrolio era irakeno. Sono bastate le sanzioni economiche, e quel diritto di proprietà è stata cosa solo formale. Oggi, chiunque voglia rivendicare un diritto di proprietà deve scendere a patti con questa realtà. Per questi per l’irak è migliore una soluzione negoziata con gli stati uniti, invece che una resistenza a oltranza. Ma, e la rivoluzione? Non sono fissati i “bordighisti” (il termine non ci piace) con la rivoluzione? Certo, ma la vediamo a un livello superiore. Se i combattenti irakeni hanno la nostra simpatia, e poco c’interessano che gli americani vadano a esportare là una merce avariata coma la democrazia, noi non chiediamo loro di farla al posto nostro. p

  21. utente anonimo says:

    >In particolare, sono state annientate tutte le associazioni che permettono le rimesse degli emigrati, dove il monopolio ormai è della Western Union e di poche altre aziende americane.<
    Beh, “annientate” mi sembra una parola un po’ grossa, visto che si trattava di un fenomeno “sommerso” (e in parte anche un po’ elusivo, fiscalmente parlando) le cui reali dimensioni non le sa nessuno. Diciamo pure che sono state notevolmente ridimensionate. Però non credo che lo abbiano fatto per favorire la Western Union, ma questo ci riporta al discorso della guerra in Iraq per ciucciarsi il petrolio e il serpente si morde di nuovo la coda:-).

    Ritvan

  22. utente anonimo says:

    >Nel frattempo, però, si sono rifiutati di restituire i diecimila dollari, nonostante numerose richieste. Informalmente, l’avvocato è stato informato che tutti i fondi sequestrati a presunti “terroristi” vengono consegnati agli americani, “per controllarne la provenienza”, e non ritornano.<
    Controllare la provenienza di soldi “cash”? Bella scusa per un “esproprio borghese/imperialista”:-). Nel caso molto improbabile che si potesse dimostrare a posteriori la provenienza “terroristica” delle banconote, a fotocopiare le banconote (per controllare con calma) e restituirgliele, no, eh? Forse i tagli del bieco governo Berlusconi hanno lasciato le fotocopiatrici della polizia senza toner?:-).

    Ritvan

  23. AndreaYGHPSA says:

    Miguel, visto che l’argomento è più o meno lo stesso, che ne pensi di quello che ho detto riguardo l'”attentato” ad Allawi a Najaf? Sei – complessivamente – d’accordo?

    Andrea

  24. utente anonimo says:

    Il celeberrimo scrittore americano Gore Vidal usa la parola “junta” invece della parola “cricca”. Forse vi suona meglio?

  25. utente anonimo says:

    >non parliamo del fatto che tra sequestri ai “poveri arabi” e fondi spariti da Baghdad il governo Bush dovrebbe avere il bilancio in pareggio< Beh, caro Francesco, non mi pare che Miguel si riferisse a informazioni pescate a casaccio su internet. In ogni caso, tutto fa brodo. Anche i politici nostrani della prima repubblica avevano l’abitudine di prelevare obtorto collo una percentuale, che fosse la riparazione di un marciapiedi alla costruzione di uno stadio. Mica quei soldi finivano a risanare il bilancio, no? Anche gli integerrimi investigatori dell’FBI avranno una moglie “dalle molte vogle esperta di anticaglie” cui regalare “scatole d’argento” e figli da mandare al College :-). Ale

  26. utente anonimo says:

    Incredibile Ritvan! Per una volta hai risoposto davvero alle obiezioni :-) :-)… e, tra l’altro, siamo quasi d’accordo… meglio non prendere il vizio, va’.

    Ale

  27. utente anonimo says:

    Io non ci trovo niente di male nell’usare la parola cricca, quando di cricca si tratta. E’ un vocabolo utilizzato anche da Edward Said, e io credo con ragione.

    Ale

  28. utente anonimo says:

    Celeberrimo un par di palle.

    Scommetto che negli USA Lucio Manisco viene citato come “rispettato giornalista” e Toni Negri come “importante studioso”.

    In questo la sinistra radicale è al livello di capacità pubblicitaria di Berlusconi [NpL: è un complimento].

    Francesco

    PS dire junta fa molto meno fascista di dire cricca ma la sostanza antidemocratica non cambia. Nonostante la contrarietà di Miguel, le parole sono cariche di portati storici e sottintesi.

  29. utente anonimo says:

    Credo che siano della CIA, se sequestrano i soldi al di fuori degli USA …

    E Ritvan ha razionalizzato bene la mia reazione “di pancia”. Grazie

    Francesco

  30. utente anonimo says:

    >Io non ci trovo niente di male nell’usare la parola cricca, quando di cricca si tratta. E’ un vocabolo utilizzato anche da Edward Said, e io credo con ragione.

    Ale<
    Embè, se lo utilizza un amico (ed ideologicamente affine) di Noam Chomsky allora siamo a posto:-)

    Ciao

    Ritvan

  31. utente anonimo says:

    >Embè, se lo utilizza un amico (ed ideologicamente affine) di Noam Chomsky allora siamo a posto:-) < Che c’entra, anche tu sei amico di Miguel Martinez :-)

    Sai, dipende da come vuoi vedere le cose: io, prima di vedere in Said un amico di Noam Chomsky – che non mi dispiace – vedo in lui quel palestinese anglicano che ha scritto quel libro geniale che è Orientalismo.

    Ale

  32. talib says:

    “Liberation” and the spread of “democracy” have become none-too-subtle code words within the neo-conservative cabal that formulates and executes American foreign policy today for militarism and war.

    Se non bastasse che usando la parola “cricca” s’è inficiata la validità di tutto l’articolo, se non bastasse che questo figuro ex ufficiale dei Marines potrebbe essere un comunista.. l’ho tradotto io l’articolo, sicchè Ritvy, diventa fantascienza, no? :D

  33. utente anonimo says:

    talib ma quel testo non è del 1942, scritto da qualcuno che voleva impedire a FDR di precipitare il paese nella guerra tra impero inglese, bolscevichi e fascismi?

    Francesco

  34. utente anonimo says:

    Mia cara Talib, mi pare che dal punto di vista tecnico tu hai correttamente tradotto “cabal” con “cricca” (e francese: “clique”). In albanese il vocabolo l’hanno introdotto i comunisti (klik) e lo affibbiavano praticamente a tutti i governi che non garbavano loro (ossia il 99,9% dei governi del pianeta:-) ). I giornali del regime tracimavano di “klika e Uashingtonit”, “klika e Moskes”, “klika e Beogradit”, ecc., ecc. Pertanto, cara Talib, comprenderai la mia idiosincrasia verso gente tanto faziosa e biliosa(comunista o meno che sia) da non scrivere in modo civile e dignitoso “gruppo dirigente”, sostituendola con “cricca” che ha una valenza molto negativa, di gente che si fa di nascosto (ovviamente anche in modo poco pulito) i c..zi propri, a danno della collettività; una specie di cosca mafiosa, insomma.

    Ciao

    Ritvan

  35. utente anonimo says:

    Queste sono davvero seghe mentali, Ritvan…

    Cosimo Nardi

  36. utente anonimo says:

    Se permetti, seghe mentali sono quelle che fan chiamare “cricca” i legittimi governanti di uno Stato sovrano e pure democratico. Personalmente – con tutte le obiezioni che ho sui soggetti di seguito menzionatii – non ho mai parlato, né intendo farlo in futuro di “cricca di Arafat”, “cricca di Fidel”, “cricca di ayatollah”, “cricca di Chavez” e simili. Evidentemento non son buono a fare il kompagno…..

    Ritvan

  37. Sull’uso di termini come “cricca”, “regime”, “dittatore”, ecc., concordo con Ritvan.

    A volte ci casco anch’io, ma cerco di evitarlo.

    Miguel Martinez

  38. utente anonimo says:

    ” Vice-President Dick Cheney and a handful of others had hijacked the government’s foreign policy apparatus, deciding in secret to carry out policies that had left the US weaker and more isolated in the world, the top aide to former Secretary of State Colin Powell claimed on Wednesday.

    In a scathing attack on the record of President George W. Bush, Colonel Lawrence Wilkerson, chief of staff to Mr Powell until last January, said: “What I saw was a CABAL between the vice-president of the United States, Richard Cheney, and the secretary of defense, Donald Rumsfeld, on critical issues that made decisions that the bureaucracy did not know were being made.”

    Ora, per sminuire il significato andremo a vedere di chi è amico questo qui ?

    Maria José

  39. utente anonimo says:

    No, non è vero, quelle sono caso mai cose sbagliate, ma non seghe mentali.

    Domenico Nardi

  40. utente anonimo says:

    Il #39 era in risposta al #36

  41. utente anonimo says:

    Si, può essere scorretto utilizzare quel termine.

    Però, non mi sembra nemmeno giusto che per contestarne il merito si facciano delle critiche su CHI l’ha usato.

    Ricordo, in una discussione sulle armi chimiche in iraq, io riportavo le dichiarazioni dell’ipettore Ritter che aveva affermato che in Iraq non c’erano più, perchè distrutte.

    E il mio interlocutore, invece di contestare il MERITO delle dichiarazioni di Ritter mi rispose con osservazioni sulla persona di Ritter che non c’entravvano niente.

    Qualcosa tipo :” eh, ma Ritter parla così perchè è vendicativo”

    MJ

  42. utente anonimo says:

    Mia cara MJ, la credibilità di un testimone dipende in gran parte anche dal fatto se abbia o meno motivi di rancore personale nei confronti delle persone che accusa. Qualsiasi studente di giurisprudenza te lo potrebbe confermare. Il fatto che persone cacciate a calci in culo (anche il colonnello che tu citi mi pare dal testo che sia un “ex” di qualcosa) accusino i “calciatori”, usando per di più un linguaggio triviale, li squalifica. Che siano o meno comunisti o amici di chiunque altro…

    Ritvan

  43. utente anonimo says:

    >No, non è vero, quelle sono caso mai cose sbagliate, ma non seghe mentali.

    Domenico Nardi<
    Sì, i famosi “compagni che sbagliano” di brigaterossiana memoria:-). Ma per favore!

    Ritvan

  44. utente anonimo says:

    >Sull’uso di termini come “cricca”, “regime”, “dittatore”, ecc., concordo con Ritvan.

    A volte ci casco anch’io, ma cerco di evitarlo.

    Miguel Martinez<
    Miguel, non vorrei fare il solito criticista:-), specie quando concordi con me:-), ma io avevo parlato solo sull’uso di “cricca”, vocabolo dal significato altamente infamante che ho spiegato sotto (Paravia alla mano:-)). Su “regime” e “dittatore” io c’andrei più cauto. Un regime può essere qualsiasi legittima forma di governo, mentre per quanto riguarda “dittatore” ricordo che anche l’Eroe dei Due Mondi fù chiamato così!

    Ciao

    Ritvan

  45. Vedo che l’ottimo Ritvan è cascato nel piccolo tranello che gli avevo teso…

    :-)

    Infatti, “cricca” è una tipica (e odiosa) espressione di sinistra.

    “Regime” e “dittatore”, almeno oggi, sono tipiche (e odiose) espressioni di destra…

    Miguel Martinez

  46. utente anonimo says:

    Ritvan, certo che bisogna riportare qualcosa della ” biografia ” dell’accusatore.

    Il problema nasce quando l’unica eccezione che gli si oppone è la sua posizione.

    Per tornare all’esempio da me riportato, era consentito esprimere un giudizio personale su Ritter.

    Cioè, in quel caso era scorretto perchè la ” vendicatività ” era solo un ‘opinione , e non certo un fatto.

    Cmq, poteva essere scorretto , ma consentito.

    Però, Ritter non aveva lanciato generiche accuse, ma aveva riportato fatti, i fatti che gli risultavano.

    E allora, limitarsi a riportare giudizi sulla personalità di Ritter SENZA confutare nel merito le sue affermazioni era solo un modo per eludere il merito delle sue dichiarazioni.

    Anche perchè, se tu non confuti nel merito ciò che la persona da te pregiudizialmente valutata ha detto, posso pensare che il TUO sia pregiudizio.

    E una scappatoia.

    MJ

  47. utente anonimo says:

    MM

    regime oggi è tipica e odiosa espressione della sinistra politica salottiera italiana nei confronti del Presidente del Consiglio Cavalier Silvio Berlusconi ;))))))

    Aurora: il commento che citi mostra che Powell e i suoi erano isolati politicamente all’interno del governo Bush. E la politica la decide il Presidente (e il suo Vice) eletti dal popolo, non i segretari. Questo in punto di diritto costituzionale for dummies (come me).

    E tra il suo uso del termine cricca e quello di Vidal (junta) corre tutto il riconoscimento del carattere democratico o meno di tale governo.

    Francesco

  48. utente anonimo says:

    >”Regime” e “dittatore”, almeno oggi, sono tipiche (e odiose) espressioni di destra…

    Miguel Martinez<
    Almeno oggi? Ma perché, quando la sinistra (e anche la destra) parla OGGI del Cile di Pinochet, Spagna di Franco, Portogallo di Salazar, non usa forse il termine “regime”? E non mi pare che autori di sinistra, parlando della storia del Portogallo scrivano “la cricca di Salazar”, bensì “la dittatura di Salazar”. Il fatto che la sinistra non li usi quei due termini per regimi ATTUALI vuole solo dire che quel tipo di regime di destra non c’è più (o quando c’è si trova in paesi che non è politically correct sfruculiare) e gli unici “regimi dittatoriali” in circolazione sono di matrice sinistrorsa. Non pretenderai mica che i sinistrorsi nostrani se la prendano con i regimi dittatoriali dei kompagni, vero?:-).

    Ciao

    Ritvan

  49. utente anonimo says:

    >Ritvan, certo che bisogna riportare qualcosa della ” biografia ” dell’accusatore.

    Il problema nasce quando l’unica eccezione che gli si oppone è la sua posizione.<
    Mi pare che ci fosse anche un uso eccessivamente disinvolto del vocabolo “kabal” per designare il governo democraticamente eletto del proprio paese. Non mi pare una buona credenziale di imparzialità.

    >Per tornare all’esempio da me riportato, era consentito esprimere un giudizio personale su Ritter.<
    Bontà tua:-).

    >Cioè, in quel caso era scorretto<
    Ah, ecco te pareva:-).

    >perchè la ” vendicatività ” era solo un ‘opinione , e non certo un fatto.<
    Era una presunzione, semmai, ma basata su un dato certo, ossia la cacciata del soggetto dal lucroso e prestigioso scranno che occupava, cosa che – come ti ho già detto e tu non hai recepito – rende un testimone inaffidabile in tribunale.

    >Cmq, poteva essere scorretto , ma consentito.<
    Aribontà tua:-)

    >Però, Ritter non aveva lanciato generiche accuse, ma aveva riportato fatti, i fatti che gli risultavano.<
    Che, in assenza di inoppugnabili documenti o riscontri oggettivi, POTREBBERO essere semplicemente delle invenzioni del sullodato, per vendicarsi dei suoi ex-datori di lavoro.

    >E allora, limitarsi a riportare giudizi sulla personalità di Ritter SENZA confutare nel merito le sue affermazioni era solo un modo per eludere il merito delle sue dichiarazioni.<
    Scusa, ma se Ritter dice che non c’erano armi proibite nell’Iraq di Saddam, come si fa a dimostrare il contrario? Tu mi dirai:”Trovandole”. E se fossero state nascoste? Ci pensi tu?:-)

    >Anche perchè, se tu non confuti nel merito ciò che la persona da te pregiudizialmente valutata ha detto, posso pensare che il TUO sia pregiudizio. E una scappatoia.<
    Ci sono cose e affermazioni che non possono essere confutate nel merito (per un’analisi più dettagliata ti rimando a Popper e all’impossibilità di dimostrare l’inesistenza degli elefanti color rosa:-) ) ma la logica umana insegna che una persona licenziata in tronco solitamente farebbe carte false pur di inchiappettare chi lo ha licenziato. A meno che la persona in questione non sia un Santo, ma non mi risulta ci sia in Vaticano una causa di beatificazione per un certo Ritter.

    >MJ < Ciao
    Ritvan

  50. utente anonimo says:

    Ritvan, non ho capito la tua risposta. Me la spieghi?

    Domenico Nardi

  51. utente anonimo says:

    >Ritvan, non ho capito la tua risposta. Me la spieghi?

    Domenico Nardi<
    A me sembrava chiara per chi avesse vissuto i cosiddetti “anni di piombo”. Non so che età hai, ma in ogni modo ti faccio un sintetico riassunto.

    Dunque, negli anni ’70 c’era in giro gente che predicava la Lotta Armata (mi pare che la volesse pure Continua, combattuta tramite Brigate Rosse, al fine di raggiungere il Potere Operaio ecc., ecc.) contro lo Stato Borghese, di cui si negava la leggittimità (un po’ come implicitamente la negano quelli che oggi vaneggiano di “cricche”). Il PCI inizialmente definì questa gente “compagni che sbagliano” (con sussegguente “buffetto” sulla guancia e il ditino agitato nell’apostrofarli “birichini, birichini!”:-) ), salvo poi correre ai ripari quando al piombo tipografico si aggiunse quello uscito dalle P38. Specie dopo che i compagni piombaroli fecero fuori un coraggioso operaio comunista che li aveva denunciati. Ecco perché ti dico di non indulgere col “compagni che sbagliano”, quando questi contestano la leggitimità delle istituzioni democratiche, chiamandole “cricca”. E’ vero che se la storia si può ripetere – come diceva Marx – la seconda volta è come farsa e non come tragedia, ma non si sa mai…..

    Ciao

    Ritvan

  52. utente anonimo says:

    Grazie, ora ho capito. Io però dicevo che ti facevi delle seghe mentali sul significato di “cricca” perché credo che chi l’ha usato stavolta intendesse quello che ha attualmente quella parola in italiano, ovvero di (al massimo) “gruppo ristretto di gente un po’… stronza”. Penso che c’entrasse poco con l’uso sinistrorso del termine, gli anni di piombo, la p38 e la legittimità o meno del governo USA. Io ho sempre usato il termine “cricca di amici”, spesso in modo non dispregiativo, non ho mai pensato che fosse di destra o di sinstra.

    Domenico Nardi

  53. utente anonimo says:

    Ritvan, certe volte mi pare che rispondi per puro spirito polemico, perchè non si capisce cosa vuoi significare.

    Ovvio che può essere un mio limite-.

    ” Era una presunzione, semmai, ma basata su un dato certo, ossia la cacciata del soggetto dal lucroso e prestigioso scranno che occupava, cosa che – come ti ho già detto e tu non hai recepito – rende un testimone inaffidabile in tribunale.

    Ritvan , ma che paragoni fai? il testimone?Stiamo parlando di un processo? Ritter testimoniava in tribunale?

    Ma per piacere.

    A parte che, poi, anche in tribunale , non è detto che , se un testimone viene ” squalificato ” sul piano personale , poi vengono automaticamente distrutte tutte le sue dichiarazioni.

    E qui, ripeto, su Ritter si sono riversate critiche di tipo personale, non sul suo lavoro.

    Ma che dici?

    Sul fatto di Ritter, mi dispiace, ma ancora una volta per provare le tue affermazioni dai per scontate cose che scontate non sono.

    Ovvero, Ritter è stato licenziato.

    E il motivo delle sue critiche POTEVA essere addebitato a rancore.

    Ipotesi , NON fatto provato.

    Come è un’ipotesi che abbia detto le cose che ha detto per amore di verità, e non per vendicatività.

    O come può essere un’ipotesi che sia stato licenziato perchè non docile e non pronto ad appoggiare la versione voluta dai suoi superiori.

    Al momento, nessuna delle cose dette è provata, e quindi valgono entrambe allo stesso modo.

    Cioè, zero.

    Riguardo al MERITO di ciò che ha detto Ritter, non c’è bisogno di scomodare Popper.

    VEdiamo, abbiamo degli ispettori che sono stati mandati per controllare.

    E tu mi dici :” ma tanto non potrebbero provare che Saddam le armi ce le ha?”

    SCusa, ti rendi conto ?

    Ma a che servono gli ispettori,e le agenzie di controllo ?

    Tanto abbiamo il governo Usa ( e gli inglesi ) che hanno la ” sensazione ” che Saddam ha le armi chimiche , e quindi che importa la parola di Blix, di Ritter, di Baradei?

    Caro Ritvan, ho letto qualcosa delle dichiarazioni di Ritter, e lui riporta situazioni, casi in cui hanno trovato siti distrutti, etcc..

    Ed un esperto sa che certe armi per poter essere stoccate hanno bisogno di determinate condizioni.

    Riguardo alle armi possibilmente dislocate e nascoste, ti chiedo solo di parlare con qualche esperto di laboratorio,

    E farti dire da lui se è possibile dislocare certi siti.

    Curioso, però.

    Si dice che Saddam aveva le armi.

    C’è chi dice che non ce le aveva ( Ritter, Blix, Baradei che smentisce che SAddam potesse stare sviluppando un programma nucleare )

    Ma a questi gli si risponde che loro sono mossi da motivi personali.

    E quando le armi non si trovano, si dice che magari le aveva nascoste.

    Non solo, si dice anche che tanto non c’era modo di provare che effettivamente Saddm non avesse armi.

    Eh, lo dice Popper.

    Davvero curioso.

    Insomma, gli usa e gli inglesi avevano ragione perchè avevavno ragione perchè avevano ragione…

    ” Il fatto che persone cacciate a calci in culo (anche il colonnello che tu citi mi pare dal testo che sia un “ex” di qualcosa) accusino i “calciatori”, usando per di più un linguaggio triviale, li squalifica.”

    IN genere è così.

    Solo che qui come protagonisti non ci sono solo loro.

    Ma anche questioni di interesse nazionali.

    Mettiamo che siano in buona fede.

    Fai uno sforzo e concedigli il beneficio del dubbio che siano in buona fede.

    CHe non parlino per rancore.

    In questo caso, cosa sarebbe importante, che loro dicano alla nazione le cose che sono importanti per la nazione, o che stiano in silenzio?

    Ripeto, Ritter ha fatto delle affermazioni precise, e anche circostanziate e tecniche.

    Ed io non ho letto in giro confutazioni nel merito di quello che ha scritto, ma solo attacchi personali.

    Che per me , valgono meno di niente.

    MJ

  54. utente anonimo says:

    >Io ho sempre usato il termine “cricca di amici”, spesso in modo non dispregiativo, non ho mai pensato che fosse di destra o di sinstra.

    Domenico Nardi<
    Mio caro, non facciamo giochini inutili di parole. Se è vero che le parole son pietre, dipende anche in che “muro” vengono collocate. La “cricca di amici” sta alla “cricca di governo” un po’ come “compagno di scuola” sta a “compagno di lotte”:-).

    Ciao

    Ritvan

  55. utente anonimo says:

    Sì, e anche a compagno di merende …

    Francesco

    PS MJ ma sei sicura? io le dichiarazioni dei vari ispettori internazionali me le ricordo un pò diverse, non garantivano la pulizia di Saddam ma dichiaravano che insomma un pochino collaborava e quindi ci voleva più tempo … cosa che hanno fatto per circa un decennio, che è un sacco di tempo per mettere la testa a posto. Però non sono un esperto.

  56. utente anonimo says:

    Allora ero radicale, e “compagni che sbagliano” fu una geniale definizione di pannella. Non neghiamogli questi merito. Per i tartufi del pci le br erano dei falsi comunisti, se non tout court dei fascisti. p

  57. utente anonimo says:

    Francesco, non sono un’esperta neanch’io, anche se cerco di capire.

    Ti linko questo, soprattutto perchè fornisce delle informazioni sulla proprietà di alcune armi chimiche.

    Cmq, questa è una dichiarazione di Ritter, in cui si parla del suo libro.

    “nel libro-intervista racconta decine e decine di ispezioni, di indagini campione di sarin, di scoperte poi dimostratesi di scarso rilievo, delle menzogne degli iracheni smascherate, del lavoro delle ispezioni a sorpresa della biologa Diane Seaman e l’affare del codice segreto che parlava di «Attività biologiche speciali», documento che poi si rivelò come il testo dei servizi segreti iracheni per la sicurezza personale del dittatore iracheno, e il mondo fu perfino sull’orlo di una nuova guerra che poi fu evitata e su cui, mentendo, soffiava – denuncia Scott Ritter – l’ex capo ispettore Richard Butler pur informato sulla realtà e inconsistenza dell’affare; e ancora di tensioni per le ispezioni nelle sedi istituzionali, di approfondimenti in laboratorio, dell’impianto di fermentazione chimica di Al Hakum fatto esplodere dagli ispettori, del monitoraggio capillare dal 1994 al 1998 della totalità degli impianti chimici iracheni. Ispezione dopo ispezione per arrivare alla conclusione che i bombardamenti e il lavoro di distruzione ha praticamente portato a zero il grado di pericolosità dell’Iraq quanto ad armi di distruzione di massa.

    «Ritengo a questo punto fondamentale un problema di cifre – risponde Scott Ritter nel libro -. L’Iraq ha distrutto il 90-95% delle sue armi di distruzione di massa. Dobbiamo ricordare che il restante 5-10% non costituisce necessariamente una minaccia né un programma di armamento, se non siamo in grado di dire quella percentuale minima che fine ha fatto, non significa che l’Iraq ne sia ancora in possesso», dopo il massiccio embargo e il passaggio degli ispettori.

    Armi chimiche, secondo Ritter:

    ” L’Irak produceva tre tipi di agenti nervini: il sarin, il tabun e il xv. Alcune persone favorevoli alla guerra contro l’Irak parlano di ventimila munizioni cariche di agenti nervini… questo però non è supportato dai fatti… il sarin e il tabun hanno un tempo di conservazione di cinque anni… anche se l’irak fosse riuscito in qualche modo a nascondere una tale grande quantità di armi, ora in magazzino non avrebbe altro che un inutile, inoffensiva melma… abbiamo mantenuto una stretta osservazione, tramite il satellite e altri mezzi, e non abbiamo visto niente. Se l’Irak stesse producendo armi oggi, ne avremmo delle prove inconfutabili, non c’è il minimo dubbio… oggi, parlare delle armi chimiche dell’Irak non ha più senso.”

    Armi biologiche:”

    L’Irak era in grado di produrre antrace liquido… l’antrace liquido anche in condizioni di conservazione ideali germina nell’arco di tre anni e diventa inutilizzabile. Quindi anche se l’irak ci avesse mentito e avesse ancora riserve di antrace- e non ne abbiamo le prove- si tratta di una pura speculazione teorica… e la ricerca e la produzione biologica hanno costituito gli obiettivi maggiormente perseguiti dalle indagini dei nostri ispettori agli armamenti. Abbiamo perlustrato ogni singola struttura di ricerca e di produzione, ogni università, ogni ospedale, ogni fabbrica di birra: abbiamo ispezionato ogni struttura in cui potesse avvenire la fermentazione e non abbiamo mai trovato prova alcuna che dimostrasse ricerca o produzione o conservazione.”

    Capacità balistica dell’Iraq.”

    E’ stato vietato all’Irak di possedere missili di gittata superiore ai centocinquanta km… [ma ] l’Irak non ha neanche la capacità di costruire missili balistici a corto raggio, l’idea che l’Irak possa improvvisamente saltar fuori con un missile ad ampio raggio è ridicola. Dovrebbero fare moltissimi test e questi devono essere compiuti all’aperto. Non riuscirebbero a sfuggire ai rilevamenti.”

    Bon senza prendere per oro colato a priori quello che dice, direi che perlomeno il tizio fornisce mole informazioni.

    E quello che riporta sono fatti.

    La cosa importante che si evince dalle sue dichiarazioni, per me, è sulla natura estremamente volatile degli agenti chimici, che necessitano di condizioni molto particolari per essere conservate.

    E quindi non si possono semplicemente nascondere , non so, sotto la sabbia.

    O anche spostare di nascosto, è molto difficile, almeno.

    MJ

    MJ

  58. utente anonimo says:

    Ma no, non è vero, io sto dicendo sul serio: io ignoravo del tutto che “cricca” fosse un parola di sinistra, e io ho avuto compagni di scuola, mai di “lotta”. Ma davvero tutti voi pensate a “cricca” come un termine comunista? Bah, sarà che siete vecchi… ma che cos’è, gli anni Settanta hanno riscritto il vocabolario della lingua italiana? E poi, anche tutto questo prendersene a male se uno da di “cricca” (inteso come “gruppo ristretto di stronzi”) al governo ameticano.. non l’ha detto lo stesso detentore del blog che lo ha stufato il politically correct?

    Domenico Nardi

  59. utente anonimo says:

    >Ritvan, certe volte mi pare che rispondi per puro spirito polemico,<
    Solo “certe volte”? Come sei buona!:-)

    >perchè non si capisce cosa vuoi significare. Ovvio che può essere un mio limite-. <
    Dai che lo capisci benissimo!

    ” Era una presunzione, semmai, ma basata su un dato certo, ossia la cacciata del soggetto dal lucroso e prestigioso scranno che occupava, cosa che – come ti ho già detto e tu non hai recepito – rende un testimone inaffidabile in tribunale.”

    Ritvan , ma che paragoni fai? il testimone?Stiamo parlando di un processo? Ritter testimoniava in tribunale? Ma per piacere.<
    Il piacere è tutto tuo!:-). Se non ti piacciono le regole del tribunale per giudicare nel modo più equilibrato possibile le vicende, allora scegli tu se preferisci le “regole” del KGB o quelle della CIA:-).

    >A parte che, poi, anche in tribunale , non è detto che , se un testimone viene ” squalificato ” sul piano personale , poi vengono automaticamente distrutte tutte le sue dichiarazioni.<
    Si, è così. Si invita la giuria a non tenerne conto (nel sistema anglosassone) oppure i giudici definiscono il teste “non credibile” e non usano le sue dichiarazioni nelle motivazioni della sentenza (nel sistema “latino”). A meno che tali dichiarazioni non portino direttamente alla scoperta di altre prove, nel qual caso la faccenda cambia.

    >E qui, ripeto, su Ritter si sono riversate critiche di tipo personale, non sul suo lavoro.<
    Evidentemente perché nessuno dei critici era presente mentre Ritter controllava (o faceva finta di controllare, per par condicio:-) ) i siti di Saddam. Ma tutti possono avere accesso alla biografia del suddetto e valutare il linguaggio che eventualmente usa per definire i suoi ex datori di lavoro.

    >Ma che dici?<
    Quello che ho detto sopra:-).

    >Sul fatto di Ritter, mi dispiace, ma ancora una volta per provare le tue affermazioni dai per scontate cose che scontate non sono.<
    Io non devo provare nulla. semmai è Ritter a dover provare quel che dice e per cui è stato pagato. Io qui scrivo gratis:-).

    >Ovvero, Ritter è stato licenziato.

    E il motivo delle sue critiche POTEVA essere addebitato a rancore.

    Ipotesi , NON fatto provato.<
    Non ho mai detto che fosse il Vangelo, bensì un’ipotesi moooolto plausibile, nonché verosimile (come direbbe il mio buon amico Ale:-) ).

    >Come è un’ipotesi che abbia detto le cose che ha detto per amore di verità, e non per vendicatività.<
    Un’ipotesi moooolto poco plausibile/verosimile.

    >O come può essere un’ipotesi che sia stato licenziato perchè non docile e non pronto ad appoggiare la versione voluta dai suoi superiori.<
    Questa potrebbe essere un’ipotesi molto più plausibile. Anzi, io credo fermamente che sia stato licenziato perché troppo credulone nei confronti di Saddam.

    >Al momento, nessuna delle cose dette è provata, e quindi valgono entrambe allo stesso modo.

    Cioè, zero.<
    Ma, come hai detto tu poco più su, mica stiamo in un tribunale e dobbiamo emettere sentenza. E’ solo una chiaccherata fra amici di opposte fazioni:-).

    >Riguardo al MERITO di ciò che ha detto Ritter, non c’è bisogno di scomodare Popper.<
    Popper va sempre scomodato, invece, anche se, poveretto, è morto.

    >VEdiamo, abbiamo degli ispettori che sono stati mandati per controllare.<
    Sì, ma sempre preavvisando saddam dei controlli e, comunque, controllati a loro volta dall’intelligence di Saddam.

    >E tu mi dici :” ma tanto non potrebbero provare che Saddam le armi ce le ha?”<
    Veramente e popperianamente parlando io dicevo un’altra cosa. Dicevo che non potevano provare che Saddam le armi non ce le aveva, come non è possibile provare che non esistono gli elefanti rosa. Si può solo dire di non averli mai visti, che è una cosa ben diversa.

    >SCusa, ti rendi conto ?<
    De che?:-)

    >Ma a che servono gli ispettori,e le agenzie di controllo ?<
    Purtroppo a poco, se operano in un paese dittatoriale e ancor meno se sospettati di connivenza ideologica o pecuniaria. Dico “pecuniaria” perché, sai, Saddam disponeva di centinaia di milioni di dollari cash, roba che anche il più pagato burocrate internazionale dovrebbe lavorare duro per almeno 1000 anni per guadagnarseli. Kojo Anan (il figluolo del grande Kofi) docet!:-).

    >Tanto abbiamo il governo Usa ( e gli inglesi ) che hanno la ” sensazione ” che Saddam ha le armi chimiche<
    Beh, i curdi gasati da Saddam credo ne abbiano avuto più di una generica “sensazione”.

    >e quindi che importa la parola di Blix, di Ritter, di Baradei?<
    Beh “basta la parola” funziona solo col confetto Falqui (arma chimica impropria:-) ).

    >Caro Ritvan, ho letto qualcosa delle dichiarazioni di Ritter, e lui riporta situazioni, casi in cui hanno trovato siti distrutti, etcc..<
    “Siti distrutti” vuol dire che poco prima c’erano. E la distruzione del sito non vuole neccessariamente dire che è stato distrutto anche ciò che conteneva.

    >Ed un esperto sa che certe armi per poter essere stoccate hanno bisogno di determinate condizioni.<
    Condizioni che potrebbero esser state create altrove, prima di distruggere il sito “specchietto per le allodole”.

    >Riguardo alle armi possibilmente dislocate e nascoste, ti chiedo solo di parlare con qualche esperto di laboratorio,

    E farti dire da lui se è possibile dislocare certi siti.<
    Io stesso sono un esperto di laboratorio e – non è mia abitudine vantarmi ma visto che mi ci trascini per i capelli – nel mio campo (la veterinaria) sono fra i migliori di quelli che lavorano nel settore privato. E ti posso assicurare che sia le armi chimiche che quelle batteriologiche possono essere stoccate senza particolari problemi a qualche metro sotto terra in contenitori stagni.

    >Curioso, però.

    Si dice che Saddam aveva le armi.<
    Alcune le aveva e altre le stava sviluppando. Il soprannome “dottoressa Antrace” ti dice qualcosa?

    >C’è chi dice che non ce le aveva<
    Sì, quello che nega l’esistenza degli elefanti rosa:-).

    >Ritter, Blix, Baradei che smentisce che SAddam potesse stare sviluppando un programma nucleare<
    Chi ha parlato di nucleare? Sicuramente non aveva attrezzature per arricchire uranio e produrre plutonio (dopo che il raid aereo israeliano gli distrusse il reattore comprato dai francesi), ma lo poteva comprare e costruirci la cosiddetta “bomba sporca”, capace di contaminare con isotopi radioattivi un’intera città.

    >Ma a questi gli si risponde che loro sono mossi da motivi personali.<
    Perché- diversamente dal caso del caro Kojo Anan – non è stata provata la corruzione.

    >E quando le armi non si trovano, si dice che magari le aveva nascoste.<
    Io, che non ho certo l’intelligenza e la spregiudicatezza di Saddam (sennò sarei il dittatore dell’Albania:-) sicuramente l’avrei fatto. O avrei “unto” gli ispettori. O entrambe le cose.

    >Non solo, si dice anche che tanto non c’era modo di provare che effettivamente Saddm non avesse armi.<
    Infatti, come mi sto sgolando di dirti, trascinandomi dietro il povero Popper, è una cosa metodologicamente impossibile.

    >Eh, lo dice Popper.<
    Si, e lui non credo possa essere comprato coi petrodollari di Saddam, visto che è morto da anni.< >Davvero curioso.<
    Eh, si, era una personcina molto curiosa. Ti consiglio di leggere qualche suo papiro. L’intero impianto epistemologico della ricerca scientifica attuale si basa sui lavori di Popper.

    >Insomma, gli usa e gli inglesi avevano ragione perchè avevavno ragione perchè avevano ragione…<
    Ma se vuoi possiamo rovesciare i termini e dire che Saddam aveva torto perché aveva torto perché aveva torto marcio:-)

    ” Il fatto che persone cacciate a calci in culo (anche il colonnello che tu citi mi pare dal testo che sia un “ex” di qualcosa) accusino i “calciatori”, usando per di più un linguaggio triviale, li squalifica.”

    IN genere è così.

    Solo che qui come protagonisti non ci sono solo loro.

    Ma anche questioni di interesse nazionali.

    Mettiamo che siano in buona fede.

    Fai uno sforzo e concedigli il beneficio del dubbio che siano in buona fede.<
    Cerco di fare lo sforzo, ma temo che mi venga un’ernia meningeale da sforzo:-).

    >CHe non parlino per rancore.

    In questo caso, cosa sarebbe importante, che loro dicano alla nazione le cose che sono importanti per la nazione, o che stiano in silenzio?<
    Sempre supponendo che siano in buona fede (e sto rischiando l’ernia meningeale, davvero:-) ) dovrebbero dire alla Nazione la verità, ossia: “Noi non abbiamo visto nulla, non sappiamo nulla, ma questo non vuol dire che non ci possano essere quelle armi, magari nascoste”. Ecco cosa dovrebbe dire uno in buonafede, invece di dire “non c’erano armi” e vaneggiare di “cricca di Washington”.

    >Ripeto, Ritter ha fatto delle affermazioni precise, e anche circostanziate e tecniche.<
    Una di quelle, contenuta nel suo libro è:

    “«Ritengo a questo punto fondamentale un problema di cifre. L’Iraq ha distrutto il 90-95% delle sue armi di distruzione di massa. Dobbiamo ricordare che il restante 5-10% non costituisce necessariamente una minaccia né un programma di armamento, se non siamo in grado di dire quella percentuale minima che fine ha fatto, non significa che l’Iraq ne sia ancora in possesso», dopo il massiccio embargo e il passaggio degli ispettori.”

    Ora, visto che Ritter è stato uno di quegli ispettori, non ti pare che parli un po’ come “Cicero pro domo sua”, cercando – fra l’altro – di giustificare lo stipendio percepito come “cacciatore delle armi di Saddam”? Lui dice – non io – che SOLO il 5-10 % dell’arsenale di sterminio di Saddam è sfuggito alla distruzione e alla caccia spietata che Ritter e i suoi colleghi hanno fatto. ma per favore, sembra chiedere all’oste se il suo vino sia buono!:-).

    >Ed io non ho letto in giro confutazioni nel merito di quello che ha scritto, ma solo attacchi personali.<
    Ecco, una confutazione è la mia:-). Cuntent?

    >Che per me , valgono meno di niente. <
    Non ho alcun dubbio (e con questo ti fornisco l’occasione di accusarmi di pregiudizio verso di te. Vedi come sono buono?:-) ) che anche quel che ho scritto sopra per te varrà meno di niente:-)

    >MJ< Ciao
    Ritvan

  60. utente anonimo says:

    Francesco,( commento 47) io qui non ho fatto nessun commento, quindi ti risponderei volentieri ma non ho sufficiente fantasia.

    Se vuoi ti parlo delle uova che si rompono, che a volte si spiaccicano in padella in maniera scomposta, così che è meglio farle a frittata anzichè al tegamino. Se poi uno la rivoluzione non la vuole , si può fare un buchino nell’uovo fresco, ad avere la gallina, e ingurgitarselo così com’è, con il guscio ancora quasi intatto.

    ( Ma poi Preve, ha mai cucinato ?)

    Aurora.

  61. utente anonimo says:

    ” perchè non si capisce cosa vuoi significare. Ovvio che può essere un mio limite-. <
    Dai che lo capisci benissimo! ”

    No, capisco lo spirito polemico, anche perchè ne possideo anch’io in buona quantità,:) ma in questa discussione mi sembra che le tue repliche siano vuote di significato.

    ” Se non ti piacciono le regole del tribunale per giudicare nel modo più equilibrato possibile le vicende, allora scegli tu se preferisci le “regole” del KGB o quelle della CIA:-).”

    Ritavn, ripeto che nè Ritter nè noi siamo in tribunale, e le regole del tribunale c’entrano come i cavoli a merenda.

    Tu vuoi usare questo ” metodo” e fai come vuoi, ma non è che sia una regola generale.

    Per me, si possono usare le regole che si usano tra bambini , il metodo del tiro alla monetina, se Ritter mente o ha ragione.

    Ti sta bene?

    ” A meno che tali dichiarazioni non portino direttamente alla scoperta di altre prove, nel qual caso la faccenda cambia. ”

    Appunto.

    E Ritter ha riportato fatti.

    Anche ammesso ( e non ancora concesso ) che parlasse per risentimento sono i fatti da lui dichiarati che dovrebbero essere confutati.

    ” Ma tutti possono avere accesso alla biografia del suddetto e valutare il linguaggio che eventualmente usa per definire i suoi ex datori di lavoro. ”

    Ancora, e allora?

    Sono sempre le sue affermazioni che devono essere confutate, e non ( o non solo ) i suoi eventuali motivi personali.

    ” Non ho mai detto che fosse il Vangelo, bensì un’ipotesi moooolto plausibile, nonché verosimile (come direbbe il mio buon amico Ale:-) ). ”

    Per me è molto verosimile anche che sia stato licenziato perchè non voleva prestarsi ad adeguarsi alla volontà dei suoi superiori.

    E da come sono andate certe cose dopo la caduta di Saddam , è molto più verosimile questa ipotesi.

    Ancora, le tue affermazioni non sono provate.

    ” Sul fatto di Ritter, mi dispiace, ma ancora una volta per provare le tue affermazioni dai per scontate cose che scontate non sono.<
    Io non devo provare nulla. semmai è Ritter a dover provare quel che dice e per cui è stato pagato. Io qui scrivo gratis:-). ”

    Nel momento in cui Ritter fa delle dichiarazioni e tu dici che parla per spirito vendicativo lo devi provare.

    E al momento la cosa non è provata.

    Rimane ipotesi, altrettanto valida della interpretazione che Ritter parlasse in buona fede e sia stato licenziato perchè poco malleabile.

    ” Anzi, io credo fermamente che sia stato licenziato perché troppo credulone nei confronti di Saddam. ”

    Non doveva credere alle parole di Saddam.

    Doveva credere a quello che trovava nei siti che visitava.

    E se Saddam era avvertito delle viste dimentichi che era anche controllato via satellite, e certi movimenti sono perfettamente controllabili.

    Movimenti tipo spostamenti di laboratori, di sostanze, test balistici…

    ” Ora, visto che Ritter è stato uno di quegli ispettori, non ti pare che parli un po’ come “Cicero pro domo sua”, cercando – fra l’altro – di giustificare lo stipendio percepito come “cacciatore delle armi di Saddam”? Lui dice – non io – che SOLO il 5-10 % dell’arsenale di sterminio di Saddam è sfuggito alla distruzione e alla caccia spietata che Ritter e i suoi colleghi hanno fatto. ma per favore, sembra chiedere all’oste se il suo vino sia buono!:-).

    ” Ed io non ho letto in giro confutazioni nel merito di quello che ha scritto, ma solo attacchi personali.<
    Ecco, una confutazione è la mia:-). Cuntent?

    Non mi pare proprio.

    E’ come se tu dicessi il tale dice una cosa, io dico che il tale si è solo fidato di chi gli ha riferito le cose e allora la cosa non è vera.

    Non solo, fai ancora una volta una osservazione che deriva da un’opinione, e cioè che Ritter parlli tanto per guadagnarsi lo stipendio.

    NOn hai confutato niente.

    I siti distrutti lui e gli altri li hanno visti, potevano essere ricreati, ma si dimentica che l’Iraq era spiato, monitorato in ogni momento e i suoi siti sospetti pure.

    Qui mi pare ci sia ” scontro di vedute ” fra te che credi che certe cose potessero sfuggire e me che credo che non potessero assolutamente.

    Poi, tu mi dici che sei stato tecnico di laboratorio e sai che certe sostanze invece si possono mantenere.

    Però, e qui , davvero, entriamo nel merito, Ritter afferma delle cose su Antrace, Sarin, etcc..e della loro estrema deperibilità.

    Non mi pare che tu abbia confutato nessuna di queste affermazioni.

    La dottoressa ” antrace” ?

    Per te prova che Saddam producesse Antrace, ma non c’è bisogno di provare niente.

    Lo afferma anche Ritter che Saddam poteva avere antrace, solo che aggiunge che l’antrace ” germina ” dopo tre anni, diventando inutilizzabile.

    Quindi, aggiunge che se anche Saddam avesse mentito, quell’antrace sarebbe inutilizzabile.

    E la sua capcità di riprodurlo molto ridotta.

    Ed è per questo che Ritter, ( e altri ) possono dire che Saddam alcune sostanze non le avevva, perchè avendo distrutto alcuni laboratori , e potendo controllare la eventuale costruzione di altri,con la necessità di procurarsi il materiale e le sostanze per fabbricarle, la produzione di certe sostanze non è più possibile.

    Allora laboratori segreti? Forse, ma anche qui, se pensiamo a GRANDI quantità di sostanze, si deve parlare della impossibilità che si possano costruire senza che vengano notati.

    Perchè, caro Ritvan, le affermazioni di Ritter non si basano solo su sue deduzioni, che potrebbero essere sbagliate, o dovute a credulità, o chissà quale altra tua interpretazione, ma si basano anche sulle informazioni basate sulle osservazioni del satellite.

    Devo ricordare la capacità visiva di certi satelliti?

    O lo spionaggio?

    Quindi, se certi laboratori e certe strutture sono state distrutte, si può dedurre che la capacità produttiva è un tot, arrivando anche a stimare quanto è questo tot.

    Non solo.

    La pericolosità di Saddam non veniva addebitata solo al POSSESO di certe sostanze, ma anche alla capacità di lanciare queste sostanze fuori dei confini nazionali, o anche solo nei paesi vicini.

    E qui era accertato che Saddam non avesse il tipo di armi adatti a lanciare questo tipo di offensiva, non avendo armi così potenti.

    E ancora Ritter spiega che SE Saddam avesse costruito di nascosto questo tipo di armi, avrebbe cmq avuto bisogno di testarle , provarle all’aperto, venendo in questo modo visto.

    Ora, riguardo al fatto che Saddam avesse sicuramente certe sostanze, certo che le aveva già usate contro i curdi.

    Ma qui si parlava del fatto che dopo la prima guerra del golfo sono stati distrutti molti siti, che l’embargo ha reso difficile che Saddam potesse procurarsi certe sostanze, che essendo spiatissimo lui e l’iraq era possibile controllarlo.

    Tutto questo fa sì che si possa arrivare ad affermare che Saddam NON possedeva le WMAD.

    Popper lasciamolo a riposare,poverino, qui non c’entra, direi:)

    Riguardo alla capacità offensiva di Saddam con eventuali bombe, ho letto da un libro di Massimo Fini che durante la guerra Iran-Iraq, lui si trovava in una zona di confine , e ad un certo punto una certa zona era stata colpita da un missile di Saddam.

    UN missile che aveva centrato un muro, e lo avava fatto cadere.

    La gente del posto commentava la cosa con ilarità,( qualcosa tipo :” è arrivato il botto di Saddm “, non ricordo ) perchè i missili di Saddam che potevano arrivare così lontano dai confini erano di potenza risibile.

    E i missili perdono potenza in modo inversamente proporzionale alla loro capcità di distanza.

    DEl resto, ci ricordiamo i missili lanciati contro Israele durate la prima guerra del golfo?

    Sono mai stati una vera minaccia, se non circoscritta?

    E questo vale anche per la capacità di lanciare una ” bomba sporca”.

    NOn poteva mica spedirla fuori dalla zona con una cartolina.

    Quindi, caro Ritvan, se ho detto che le affermazioni sui motivi che muovono Ritter per me valgono zero, non è perchè per partito preso ho deciso che non valgono, ma perchè poi Ritter, e Blix, etcc…riferiscono fatti molto precisi, ed è su questi che voglio ragionare, i motivi per cui allora fa certe affermazioni a quel punto valgono zero, per me.

    E’ vero o no che i missili perdono potenza man mano che li si rende capaci di maggiore distanza?

    E’ vero o no che le sostanze chimiche sono molto deperibili e che quindi necessitano di condizioni e siti particolari? Etc..

    SE qualcuno mi confuta queste cose, allora io posso dire che Ritter dice fesserie , e che dice quelle fesserie per vendicatività.

    E, anzi,mi piacerebbe sapere che cosa dicono gli altri ispettori riguardo alle dichiarazioni di Ritter.

    MJ

  62. utente anonimo says:

    >Poi, tu mi dici che sei stato tecnico di laboratorio e sai che certe sostanze invece si possono mantenere.<
    No, cara MJ, io non “sono stato tecnico di laboratorio”. Io sono stato Professore di Diagnostica di Laboratorio Veterinario all’Univeristà di Tirana e sono tuttora specialista (il tecnico è quello che riempie e svuota le provette!:-) ) di tale materia. E in tale veste ti dico che Ritter almeno per quanto riguarda l’antrace dice una solenne e megagalattica sciocchezza. Non c’è niente di più facile che conservare le spore di antrace (una volta liofilizzato il contenuto della coltura descritta da Ritter). Se non mi credi, digita “antrace” e “spore” su qualsiasi motore di ricerca (o leggi un testo di medicina per dummies!) e constaterai che le spore di antrace SOTTO TERRA possono sopravvivere per DECINE D’ANNI senza perdere virulenza e patogenicita e senza “germogliare”.

    Allora, Ritter o è un emerito ignorante in materia o è in evidente malafede vendicativa/giustificativa. Scegli tu, magari gettando la monetina:-)…

    Ciao e Buon Natale

    Ritvan

    Però, e qui , davvero, entriamo nel merito, Ritter afferma delle cose su Antrace, Sarin, etcc..e della loro estrema deperibilità.

    Non mi pare che tu abbia confutato nessuna di queste affermazioni.

    La dottoressa ” antrace” ?

    Per te prova che Saddam producesse Antrace, ma non c’è bisogno di provare niente.

    Lo afferma anche Ritter che Saddam poteva avere antrace, solo che aggiunge che l’antrace ” germina ” dopo tre anni, diventando inutilizzabile.

    Quindi, aggiunge che se anche Saddam avesse mentito, quell’antrace sarebbe inutilizzabile.

    E la sua capcità di riprodurlo molto ridotta.

  63. utente anonimo says:

    >Poi, tu mi dici che sei stato tecnico di laboratorio e sai che certe sostanze invece si possono mantenere.<
    No, cara MJ, io non “sono stato tecnico di laboratorio”. Io sono stato Professore di Diagnostica di Laboratorio Veterinario all’Univeristà di Tirana e sono tuttora specialista (il tecnico è quello che riempie e svuota le provette!:-) ) di tale materia. E in tale veste ti dico che Ritter almeno per quanto riguarda l’antrace dice una solenne e megagalattica sciocchezza. Non c’è niente di più facile che conservare le spore di antrace (una volta liofilizzato il contenuto della coltura descritta da Ritter). Se non mi credi, digita “antrace” e “spore” su qualsiasi motore di ricerca (o leggi un testo di medicina per dummies!) e constaterai che le spore di antrace SOTTO TERRA possono sopravvivere per DECINE D’ANNI senza perdere virulenza e patogenicita e senza “germogliare”.

    Allora, Ritter o è un emerito ignorante in materia o è in evidente malafede vendicativa/giustificativa. Scegli tu, magari gettando la monetina:-)…

    Ciao e Buon Natale

    Ritvan

  64. utente anonimo says:

    Bene, Ritvan, tu parli di ” liofilizzazzazione ” dell’antrace, quindi immagino che parli di ” antrace secco”

    ( volgarmente )

    Ecco cosa ho trovato

    “È indubbio che a quanto sappiamo l’Iraq ha prodotto solo antrace liquido, che ha una durata di conservazione di appena tre anni. L’ultimo lotto di cui si ha notizia è stato prodotto nel 1991 in una fabbrica statale. Essa fu poi distrutta nel 1996. Ogni rimanenza di antrace è quindi ormai fanghiglia. Di nuovo, Blair ne deve sicuramente essere a conoscenza”.

    Il professor Anthony H. Cordesman del Centro studi strategici e internazionali (CSIS) declina la possibilità che antrace prodotto in massa prima del 1991 possa essere ancora un’arma efficace:

    “Le spore di antrace sono estremamente resistenti, per anni possono causare la morte del 65-80% dei pazienti non curati. Fortunatamente, non sembra che l’Iraq abbia prodotto antrace secco e immagazzinabile, pare abbia usato solo antrace in forme liquide, che hanno una vita relativamente breve”. (‘Iraq’s Past and Future Biological Weapons Capabilities’, 1998, p.13 http://www.csis.org/stratassessment/reports/iraq_bios.pdf)

    I lettori ricorderanno che Colin Powell durante la relazione all’ONU mostrò una fiala di antrace secco, accennando agli attacchi all’antrace negli Stati Uniti. Questo è l’antrace che l’Iraq “Non sembra abbia prodotto” secondo il CSIS. Powell è costantenmente descritto dai media come “colomba”.

    CHe ne dici ? Mi confermi che l’antrace può essere prodotto sotto queste due forme?

    E allora forse Ritter non ha detto questa gran fesseria? E ti risultava che l’antrace potesse essere prodotto in queste due forme?

    MJ

  65. utente anonimo says:

    >..non sembra che l’Iraq abbia prodotto antrace secco e immagazzinabile, pare abbia usato solo antrace in forme liquide<
    Pare/sembra che anche che la statua della Madonna di Civitavecchia abbia versato lacrime di sangue:-). Vabbè, cara MJ, lasciamo perdere, forse avrei più successo se tentassi di convincere Antonio Socci che le statue non piangono:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  66. utente anonimo says:

    Ritvan carissimo:)

    Lasciamo perdere adesso la questione della provabilità delle cose.

    Ma, almeno dimmi, è vero o non è vero che c’è differenza tra antrace liquido e antrace secco?

    Perchè potremmo dire che, perlomeno limitatamente alla questione della inutilizzabilità dell’antrace liquido dopo qualche tempo, Ritter non ha detto fesserie e falsità, giusto?

    E quindi saremmo punto e capo sulla sua credibilità

    Poi, riguardo a Socci, non hai idea di quanto io mi ritenga lontana da lui.

    Per dire, sono molto più scettica di lui, ma lo sono anche riguardo alla pretesa persicolosità dell’Iraq verso l’Occidente, come si proclamava.

    Diciamo che non hanno fornito prove.

    E Saddam era un fetente, ma se qualcuno per ottenere il mio appoggio vuole terrorizzarmi dicendomi che Saddam ha TERRIBILI armi con cui mi può colpire, allora oltre che scettica, divento anche leggermente incavolata verso chi vorrebbe farmelo credere.

    Cmq, prima era troppo tardi per contraccambiatre il tuo augurio di buon Natale, quindi ne approfitterei

    per farti gli auguri di Buon Anno

    A te e a tutti

    In fondo, con gli auguri di buon anno non si rischia il politically uncorretness :)

    MJ

  67. utente anonimo says:

    Political, pardon

    MJ

  68. utente anonimo says:

    O mia leggiadra MJ, grazie degli auguri. Risponderò alle tue domande, ma prima avrei bisogno di sapere una cosa: sei favorevole o contraria all’uso dei cibi OGM e perché?

    Ciao

    Ritvan

  69. utente anonimo says:

    I cibi OGM?

    Ritvan, non ho le idee chiarissime, al riguardo.

    Diciamo, in modo molto grossolano che al momento ne ho un’opinione insieme favorevole e sfavorevole.

    I motivi a sfavore potrebbero essere una certa idea romantica della tradizione, la paura del nuovo e del salto troppo in avanti.

    D’ altra parte mi dico che in fondo cosa si faceva nel passato con il metodo degli innesti, se non una specie di creazione di specie bvarietà nuove ?

    Ancora, a favore la possibilità di poter FORSE rispondere in futuro alla domanda di cibo che verrà dai paesi poveri.

    A sfavore il fatto che col metodo del brevetto , le multinazionali potrebbero trovarsi in mano la proprietà delle piante così create, col rischio di creare monopoli di mercato che metterebbero fuori gioco i piccoli coltivatori.

    E l’invasività delle piante OGM, etcc..

    Perchè mi fai questa domanda ?

    Vuoi forse portarmi sul terreno del ” principio di precauzione”?:)

    MJ

  70. utente anonimo says:

    Cara MJ, sarei tentato di insorgere nel tuo stile:-), apostrofandoti con: “Ma come ti permetti di ipotizzare che io volessi tirare in ballo il principio di precauzione?”. E invece confesso candidamente che mi riferivo proprio a quello:-) .-).

    Ho apprezzato molto il tuo triplo salto carpiato all’indietro con scappellamento a destra:-) a proposito degli OGM. I tuoi dubbi in proposito li trovo leciti, ma visto che manca qualsiasi accenno su possibili e temibili danni alla salute, non posso usare il paragone con l’antrace di Saddam. Vabbè, non si può avere tutto dalla vita:-). passo alla risposta da te tanto agognata:-).

    La differenza fra antrace “liquido” (ossia brodo di coltura di bacilli dell’ antrace, in stadio vegetativo, senza spore o con poche spore – la definizione tecnica) e antrace “secco” (ossia la suddetta liofilizzata e contenente solo spore) c’è tutta. Il primo ha bisogno di continua “manutenzione”, il secondo no. Il primo non si usa così com’è, ma serve solo come una sorta di “incubatrice” per crescere e moltiplicare la “materia prima” che serve a fabbricare il secondo.

    Non è affatto vero che l’antrace “liquido” diventa inutilizzabile col tempo. L’unico mezzo per renderlo tale è…il fuoco! Pertanto Ritter ha detto – a questo proposito – una enorme fesseria. Basta una piccola goccia di quell’infame brodaglia, anche dopo 10 o 15 anni – quando nel frattempo, per mancanza di nutrimento, TUTTI i bacilli si sono tramutati in spore, ma NON SONO AFFATTO MORTI – per innescare un nuovo ciclo di produzione. Basta anche un miniappartamento attrezzato, con tanti saluti all’Occhio satellitare del Grande Fratello Amerikano:-).

    Spero di essere stato chiaro.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. In virtù del sullodato “principio di precauzione” io non mi fido sempre e comunque di un tiranno che alleva-va antrace. Prima lo abbattono e meglio è. Con buona pace di tutti i Ritter di questo mondo.

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