“Bene, allora, eliminate il popolo…”

Forse avrete letto come lo scrittore Orhan Pamuk sia attualmente sotto processo nel suo paese per aver "offeso l’identità turca", ricordando l’uccisione di un numero molto elevato di armeni da parte del governo dei Jön Türk durante la prima guerra mondiale.

Già il nome dei "Jön Türk" dice tutto: "Jön" non è altro che la scrittura fonetica turca del francese "Jeune", e la strage, per quanto avesse motivazioni contingenti complesse, era anche motivata dal proposito di smantellare l’antico mondo ottomano, con la sua ricca e complessa multiculturalità, in nome del mito occidentale (e tipicamente francese) dello "stato etnico". È in quel massacro che nasce lo "stato laico" turco che i neocon indicano spesso come soluzione finale al recalcitrante mondo mediorientale, accanto a quell’altro stato etnico che risponde al nome di Israele.

Dimenticando che Kemal Atatürk non avrebbe potuto coronare il progetto dei Jön Türk se non fosse stato comunque un grande combattente contro gli imperialismi dei suoi tempi.

Conosco Orhan Pamuk come autore di un libro di rara bellezza, Kar o "Neve", che ho letto due volte in italiano (e che mi diverto con fatica a leggere in turco, con il dizionario da una parte e il testo in italiano dall’altra, una pagina o due alla volta…).

Da una parte, un delicatissimo racconto senza fini politici. Dall’altra, uno strumento che ci permette di capire il terrificante sistema militare-ideologico laicista che controlla la Turchia. E ancora, e semplicemente, il migliore libro mai scritto sul cosiddetto "fondamentalismo islamico".

E poi, ancora e ancora, una riflessione importante su tutto il tema di "occidente e oriente".

Aggiungerei che il libro è di particolare interesse per me in quanto messicano, perché ci sono profonde analogie tra Turchia e Messico.

Alla prima pagina del libro, Orhan Pamuk ha voluto inserire una frase di Dostoevskij, tratta dai Fratelli Karamazov, che riassume il senso del kemalismo:

"Bene, allora, eliminate il popolo, toglietegli ogni potere, fatelo tacere. Perché l’illuminismo europeo è più importante del popolo".

Leggetelo tutti, per quello che dice, per come è scritto.

E anche, perché no, per solidarietà con l’autore.  

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22 Responses to “Bene, allora, eliminate il popolo…”

  1. utente anonimo says:

    Devo proprio tornare a leggerlo, Dosto.

    Se solo trovassi il tempo e la forza.

    Ciao

    Francesco

  2. utente anonimo says:

    Caro Miguel, parecchio tempo fa, quando ancora mi divertivo a polemizzare con Billo Ben (non so se ricordi …) venne sollevato il problema se il genocidio degli Armeni dovesse essere imputato all’islam oppure no.

    Billo Ben, da buon militante islamico (se non islamista), negava decisamente questa imputazione, attribuendo l’intera colpa della cosa alla cricca massonica e ai dunmeh (ebrei falsamente convertiti all’islam) di cui faceva parte Kemal Atatürk.

    Io facevo notare come le prime stragi di Armeni fossero cominciate già a fine XIX secolo, ben prima della presa del potere dei Giovani Turchi, e che comunque, se anche gli altri gradi dell’esercito turco fossero stati infiltrati dalla massoneria, il grosso della truppa, la “manovalanza del terrore” che fedelmente eseguiva gli ordini ricevuti dall’alto, era costituito da semplici musulmani, che la massoneria non sapevano neanche cosa fosse.

    Insomma, a piantare materialmente la baionetta nel ventre delle donne armene non era di sicuro Atatürk ma il contadino/pastore anatolico, che nella sua semplice fede islamica non trovava evidentemente alcun deterrente o scrupolo di coscienza nell’eseguire ordini disumani.

    Mi piace ricordare ora che tu, gentilmente, concordasti allora con le mie considerazioni :-)

    C.

    P.S. Leggerò il libro di Pamuk durante le vacanzae di Natale.

  3. Per C, non sono in disaccordo con quello che dici.

    Gli armeni certamente costituivano un “popolo classe” (per usare un vecchio termine), sgradito a masse di contadini anatolici affamati, indebitati e rabbiosi

    Ricordiamo che all’epoca oltre la metà della forza lavoro industriale, e probabilmente molto più della metà delle ricchezze private, era in mano a non musulmani.

    E il regime turco (lasciamo perdere adesso la questione massonica) ha saputo manipolare perfettamente gli identitarismi religiosi di contadini analfabeti.

    Non poteva essere diversamente: oggi la differenza tra un turco e un armeno starebbe nella scuola che frequenta; allora stava nel luogo di culto in cui andava.

    Tanto che la Grecia è oggi piena di discendenti di famiglia di lingua turca che furono cacciate da Ataturk solo perché “chi non è musulmano deve essere greco”.

    D’altronde, come segnala William Dalrymple, lo stesso regime che ha sterminato le confraternite sufi, che vieta l’uso dell’arabo nel Corano e che proibisce il hijab alle studentesse, è prontissimo a sfruttare gli identitarismi islamici contro i residui di cultura armena e greca in Turchia.

    Inoltre ho sorvolato su tutta la questione dell’indipendentismo e del nazionalismo armeno, anche armato.

    Né ho parlato dei movimenti che hanno visto lottare uniti musulmani, greci, ebrei e armeni, movimenti che hanno paradossalmente segnato anche l’inizio del movimento dei Jon Turk (da qui la polemica che coinvolge ancora oggi i donme).

    Miguel Martinez

  4. AndreaYGHPSA says:

    Miguel, approfondiscimi in una/due righe come Pamuk tratta il tema del “fondamentalismo islamico”.. ;-)

    Andrea

  5. Per Andrea,

    Temo che dovrai spendere 19 euro per sapere la risposta.

    Li vale comunque, e credo che concorderai con me.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Ho letto il commento numero tre, e volevo approfittarne per chiedere al signor Martinez qualche informazione e magari qualche libro sull’argomento dei gruppi etnici non turchi nei Jon Turk.

    Grazie in anticipo

  7. utente anonimo says:

    Rassegnato a ricevere per l’occasione l’appellativo di “sporko nazionalista”:-) informo l’onorevole consesso che Mustafà Qemal Ataturk era di “pura razza”:-) albanese, anche se lui stesso, in più di una occasione si è autodefinito “turco” e ha formalmente smentito ogni legame con l’etnia albanese.

    Ritvan

  8. utente anonimo says:

    >Tanto che la Grecia è oggi piena di discendenti di famiglia di lingua turca che furono cacciate da Ataturk solo perché “chi non è musulmano deve essere greco”.<
    Per par condicio devo dire che anche la Turchia è piena di gente musulmana che parla in famiglia l’albanese e che fu spedita in Turchia dai governi di Serbia e Grecia in base al sullodato:-) principio del c..zo. La cosa avvenne, però, più o meno pacificamente nell’ambito di accordi intergovernativi per lo scambio di popolazioni.

    Ritvan

  9. Per chi chiede informazioni sui gruppi etnici non turchi, mi viene in mente al volo un libro che è citato anche sulla colonna a destra, Cem Uzun, Making the Turkish Revolution, reperibile tramite il sito web http://www.antikapitalist.net.

    Come si vede dall’URL, si tratta di un sito assai politico, ma il libro è be documentato ed è uno dei pochi testi della sinistra turca a vedere criticamente il kemalismo.

    Un altro testo assai gradevole e curioso racconta la laicizzazione forzata della Turchia attraverso la storia del fez: Jeremy Seal, “A Fez of the Heart. Travels Around Turkey in Search of a Hat, Harcourt & Brace, 1995.

    Ci sono ovviamente anche molti altri testi; sebbene riguardi i tempi nostri (1996 circa) e non l’epoca dei Jon Turk, non mi stancherò mai di propagandare William Dalrymple, “Dalla montagna sacra”.

    Per chi è convinto che io sia un terrorista islamofilo, preciso che William Dalrymple è un autore cattolico che documenta la situazione delle comunità cristiane d’Oriente.

    Scoprendo che le situazioni peggiori sono quelle dei cristiani in Turchia e in Israele.

    Miguel Martinez

  10. Concordo con Ritvan su tutti e due i punti (però la “Q” per Kemal è un piccolo trucco, visto che l’attuale alfabeto albanese mi sembra che non fosse stato ancora inventato quando Kemal Ataturk è nato).

    Il fenomeno è anche anteriore, e non sempre altrettanto pacifico: durante e dopo la guerra russo-ottomana del 1877-1878, quasi trecentomila musulmani furono sterminati, mentre tra lì e il 1900, circa 5 milioni di musulmani dei Balcani dovettero rifugiarsi in Anatolia (si veda ad esempio See Kemal H. Karpat, “Ottoman Population 1830-1914: Demographics and Social Characteristics”, Madison University of Wisconsin Press, 1985).

    Mentre degli armeni qualcosa si dice (e per fortuna), dubito che abbiate sentito di questo altro genocidio dimenticato.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    x Ritvan

    A proposito di “pura razza albanese”

    (ironicamente virgolettata) vorrei chiederti come mai fino a 40 anni fa NON si parlava di lingua “Albanese” (?) unificata ma di “Ghego” e “Tosco” …(?)…è un argomento pochissimo noto e ancor meno dibattuto…..ma te “ci sei dentro” …

    ;-)

    x TUTTI

    ……Ataturk a me risulta che fosse NON laico, né islamico ” occidentalizzato ” ma ….”laicista”

    come i sovietici e i giacobini …

    Davide

  12. Aggiunta al messaggio 9.

    Controllando sul sito antikapitalist.net, vedo che è interamente in turco e si pubblicizza solo la versione in lingua turca del libro che ho citato (“Kemalizm sol deg’il”, vuol dire “Il kemalismo non è sinistra” ma il libro è lo stesso), mentre le altre pagine del sito sembrano godere di bug del tutto originali.

    A questo punto posso solo consigliare di mandare una mail a posta@antikapitalist.net, chiedendo dell’edizione in lingua inglese.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    >La cosa avvenne, però, più o meno pacificamente nell’ambito di accordi intergovernativi per lo scambio di popolazioni< Pacificamente tra i governi, ovviamente. Credo sia stato fatto un film, di recente, sull’argomento, ma ora non mi ricordo né titolo né regista. Ale

  14. utente anonimo says:

    Grazie ancora per le indicazioni.

    Seguo il suo sito da quando ancora non aveva un blog, e non la ritengo un “terrorista islamofilo”, semplicemente mi interessa l’argomento, e non conoscevo trattazioni tematiche a riguardo, so che è esperto del mondo islamico e ne ho approfittato.

    Suerte!

  15. Per l’autore del messaggio n. 14,

    non ti preoccupare, la frecciata sul “terrorista islamofilo” non era rivolta a te.

    Ricordo però a tutti che è meglio firmare i propri post, anche con un nick di fantasia.

    Miguel Martinez

  16. utente anonimo says:

    >Pacificamente tra i governi, ovviamente.<
    Ale, c’hai sempre il vizietto di citarmi in modo incompleto. Quel mio “PIU’ O MENO pacificamente” qualcosa vorrà pur dire, no?

    Ciao

    Ritvan

  17. utente anonimo says:

    Evabbè, non t’arrabbiare, ognuno ha i vizietti che si merita :-). Tu hai quello di citare precisamente e affrontare dialetticamente il contrario di quello che io voglio dire :-)

    Ale

  18. utente anonimo says:

    >Concordo con Ritvan su tutti e due i punti (però la “Q” per Kemal è un piccolo trucco, visto che l’attuale alfabeto albanese mi sembra che non fosse stato ancora inventato quando Kemal Ataturk è nato).<
    Nessun “trucco”, Miguel, solo ho scritto il nome “Qemal” come si scrive in albanese. E’ vero che l’alfabeto unificato dell’albanese fu approvato nel 1908, ma anche prima – quando esistevano diversi alfabeti, ridottisi a soli due alla fine del XIX secolo – il nome “Qemal” , nella pronuncia albanese, iniziava con un fonema diverso dal “K”. E’ lo stesso fonema che si trova nel nome degli albanesi “shqiptar” ed è presumibilmente mutuato dal greco (vedi p.es. come pronunciano i greci qir=signore).

    Ciao

    Ritvan

  19. utente anonimo says:

    >Evabbè, non t’arrabbiare, ognuno ha i vizietti che si merita :-). Tu hai quello di citare precisamente e affrontare dialetticamente il contrario di quello che io voglio dire :-) Ale< In giurisprudenza, quello mio si chiama “interpretazione”:-).
    Ciao

    Ritvan

  20. utente anonimo says:

    >x Ritvan

    A proposito di “pura razza albanese”

    (ironicamente virgolettata) vorrei chiederti come mai fino a 40 anni fa NON si parlava di lingua “Albanese” (?) unificata ma di “Ghego” e “Tosco” …(?)…è un argomento pochissimo noto e ancor meno dibattuto…..ma te “ci sei dentro” … ;-)<
    Eh, mio caro Naked King, vittima pure tu della bieca interpretazione montanelliana, tanto cara al fascismo, che voleva “dimostrare” che l’Albania era un’entità artificiale e, pertanto, era “doveroso”:-) invaderla.

    Il “tosco” e il “ghego” erano (e lo sono tuttora) i due principali dialetti della LINGUA ALBANESE. Fra di loro c’è meno differenza che p.es. fra il bergamasco e il piemontese (e non scendo mica in “terronia”:-) ). E credo di aver detto tutto.

    >x TUTTI

    ……Ataturk a me risulta che fosse NON laico, né islamico ” occidentalizzato ” ma ….”laicista”

    come i sovietici e i giacobini … <
    Sì, era “laicista”, non semplicemente laico, ma la situazione turca era tale per cui a mali estremi si doveva ricorrere a estremi rimedi. Ma l’accostamento con sovietici e giacobini mi sembra eccessivo: quelli erano ATEI (anzi, io ho coniato il neologismo “antitei” che rende meglio l’idea di uno che vuole “sradicare” Dio, non che semplicemente non crede personalmente alla Sua esistenza), mica laici o laicisti

    Ciao

    Ritvan

  21. Un po’ di ragione ce l’ha Ritvan sulla “Q” in “Qemal”.

    Infatti, è palatalizzato anche in turco, una via di mezzo (per scriverla alla italiana) tra “Chemal” e “Chiemal”.

    :-)

    Miguel Martinez

  22. falecius says:

    Lo so che dopo una anno e rotti (i coglioni) è anche maleducazione, ma questo è un post favoloso (come disse a suo tempo Miguel di un post mio) e i commenti sono stupendi. :)

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