Opposizione, o no?

C’è un governo che è complice, e a volte anche protagonista, di delitti tremendi.

A questi delitti, dovrebbe opporsi l’opposizione. Lo dice lo stesso nome.

Vediamo cosa fa l’opposizione.

 

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77 Responses to Opposizione, o no?

  1. utente anonimo says:

    Miguel,

    Prodi & c. corrono per diventare il prossimo governo.

    A parte le minoranze folcloristiche, non credo ritengano vantaggioso sposare la causa dei resistenti o dei mezzo-misuristi per vincere le elezioni.

    L’opinione pubblica ha drasticamente mutato le proprio valutazioni dopo i numerosi atti terroristici degli ultimi 4 anni contro bersagli occidentali civili.

    La disponibilità a dar ascolto alle sirene dell’anti-americanismo e dell’anti-occidentalismo è crollata.

    Quindi è vana speranza sperare che abbiano qualcosa da dire. Per inciso, questo vale anche per tutte le altre domande che chiunque volesse fare a Prodi & c.

    Ci vorranno altri anni di sfrenata propaganda di RaiNews e Rai3 perchè certi discorsi tornino ad essere senso comune o almeno accettabile.

    Francesco

  2. talib says:

    io però mi domando: lo avranno calcolato, i politici, tutto questo?

    Sono vittime loro stessi della propaganda annichilista o hanno scientemente deciso di abbandonare all’auto organizzazione una parte della società civile che vuole ragionare sul mondo e con il mondo?

    Possibile che nessuno voglia i nostri voti? Pensano di non averne bisogno? Pensano che siamo meno di quanto siamo?

  3. utente anonimo says:

    >L’opinione pubblica ha drasticamente mutato le proprio valutazioni dopo i numerosi atti terroristici degli ultimi 4 anni contro bersagli occidentali civili.

    La disponibilità a dar ascolto alle sirene dell’anti-americanismo e dell’anti-occidentalismo è crollata. < Non mi pare proprio. Oltretutto non capisco il riferimento ai “i numerosi atti terroristici degli ultimi 4 anni contro bersagli occidentali civili”. Me ne vengono in mente solo 3, ma se anche fossero 5 o 6, continuare questa guerra sarebbe da idioti. Abbiamo i nostri soldati in Iraq, mentre il nostro vero nemico, che ci colpisce e ci ferisce ogni giorno, è la criminalità organizzata. Muore molta più gente per la mafia che per Al Qaeda, ma i vari pagliacci dell’informazione ci vogliono convincere che ci sia un grave rischio terroristico. Ci pigliano solo per i fondelli. Abbiamo ucciso migliaia di civili iracheni per un pericolo sostanzialmente inesistente, e comunque meno grave di quello mafioso. Se non mi credete fatevi i vostri conti: quanta gente nell’ultimo anno in Italia è morta in attacchi terroristici? Quanta a causa di mafia, ‘ndrangheta e camorra? E’ razionale che risorse preziose siano distratte dalla lotta alla mafia per occupare l’Iraq? Ovviamente qualcuno obietterà che ci sono stati gli attentati contro Madrid e Londra. Bene, non vi sfuggirà che questi due paesi erano entrambi coinvolti nell’attacco contro l’Iraq. A qualcuno risultano attentati contro la Germania o contro la Svezia? Per farla breve, i nostri soldi sono serviti: a) ad avallare un crimine internazionale, che comprende l’uccisione di migliaia di civili; b) ad aumentare il rischio di attentati in Italia; c) a distogliere risorse dalla lotta alla criminalità organizzata. Se vi sembrano soldi ben spesi… Filippo Filippo

  4. utente anonimo says:

    Talib, non solo siete meno di quello che pensate ma siete anche voti sicuri.

    Alla fine, piuttosto che Berlusconi o rinunciare a votare, farete finta di votare un verdolino o un comunista, pur sapendo bene di votare Letta e Fassino.

    Non siete disposti a uscire dal gioco fino a quando il gioco non sarà quello che volete. Quindi non conterete.

    Io, modestissimamente, il mio voto al CDX di Follini non lo darei. E pazienza se così faccio vincere Prodi, sono già sopravvissuto una volta.

    Ciao

    Francesco

  5. utente anonimo says:

    Nonostante certe dimostrazioni di assoluta stupidità, e a prescindere da episodi di dubbio e dalle fobia nei confronti dello “straniero nemico”, penso che la maggior parte degli italiani sia ancora contraria alla presenza delle nostre truppe in Iraq: un sacco di soldi vengono buttati via per farci continuare il ruolo di soldatini benefattori in un paese che di noi non ne vuol sapere, il tutto con “miserrimi” risultati, mentre in casa mancano fondi per qualsiasi investimento in infrastrutture e l’economia e la ricchezza della gente vanno a puttane… Anche se non per alto spirito umanitario, penso che l’entusiasmo per questa operazione sia rimasto a bassa quota in questi anni.

    Francesca 31082

  6. utente anonimo says:

    Concordo.

    E’ di un più ampio “spirito del tempo” che parlo, per quel poco che percepisco il gonfalone dell’odio per noi stessi e per l’occidente, del senso di colpa e del Terzomondismo è assai floscio.

    Basta vedere cosa fa il pacifico Zapatero ai confini di Ceuta e Melilla.

    x Filippo: devi però essere ragionevolmente certo che tutti gli attentati sventati siano propaganda dei cattivi.

    Francesco

  7. utente anonimo says:

    >devi però essere ragionevolmente certo che tutti gli attentati sventati siano propaganda dei cattivi< Rispondo io: ne sono certissimo.
    Anche perché è molto semplice sventare o non sventare attentati che ci si fa da soli :-)

    Ale

  8. utente anonimo says:

    Semplice lo sarebbe di certo. E’ sul fatto di identificare con questa certezza i colpevoli che ho qualche dubbio …

    Francesco

  9. utente anonimo says:

    >Se non mi credete fatevi i vostri conti: quanta gente nell’ultimo anno in Italia è morta in attacchi terroristici?< Apri una questione che rischia di trascinare la discussione in argomenti dalla portata “cosmica”.
    In linea teorica sono d’accordo con te. Più paradossale ancora: quando penso che si fanno le leggi speciali per il pericolo del terrorismo e poi vedo le stesse persone che quasi non escono di casa per paura di attentati gettarsi sulla Firenze-Bologna a 150 all’ora nei fine settimana di ponte, mi viene da ridere. Muoiono ogni anno oltre seimila persone in Italia per gli incidenti, e Pisanu espelle Daki…

    Sarebbe forse meglio cominciare a ripensare in modo radicale al mondo e al modo in cui viviamo (e che vogliamo a tutti i costi esportare!), piuttosto che inventarsi emergenze per giustificare aggressioni a vantaggio di pochissimi parassiti.

    Ma, da destra a sinistra, non sento nessuno che abbia il coraggio di denunciare questo vortice, come se vivessimo un’allucinazione collettiva…

    Ale

  10. Ho stroncato un commento di Francesco su un altro thread, per il suo contenuto (riguardo a Mauro Bertini).

    Comunque preciso che non ho assolutamente nulla in contrario ai suoi altri interventi qui, che mi sembrano per ora tutti corretti e pertinenti.

    Vorrei precisare alcune cose. Tra i frequentatori di questo blog, alcuni probabilmente voteranno per il centrosinistra. Altri sicuramente non lo faranno, tra cui il sottoscritto. Non è una posizione di partito preso: se al Comune qui si candidasse Mauro Bertini, correrei a votarlo. Anche se si presentasse in una lista di centrodestra :-)

    Il Comitato Iraq Libero si rivolge al centrosinistra, non in quanto “compagni che sbagliano”, ma semplicemente in quanto costituiscono oggi, ufficialmente, l’unica opposizione. Nel senso più anglosassone, come ente preposto a punzecchiare il governo e riaffermare la legalità.

    In realtà, credo che Francesco abbia ragione sulla probabilità che Prodi faccia qualcosa.

    Seconda correzione: io non sono “antioccidentale” (sono nato più a Occidente di voi tutti, e comunque la mia formazione culturale è occidentale) e non sono “antiamericano” (visto che sono mezzo statunitense e mezzo messicano). Casomai, sono contrario all'”americanismo” come ideologia di missione e di elezione.

    Non ha molto senso vedere la politica internazionale come un gioco di risico geografico.

    Più semplicemente, se devo essere “anti” qualcosa, sono anticapitalista, antirazzista e antimperialista. Capitalismo, razzismo e imperialismo possono ovviamente annidarsi ovunque, perché fanno parte dell’umanità.

    Ma in questo momento, i rapporti di forza sono evidentissimi: il capitale e il dominio sono saldamente in (alcune) mani “occidentali”, ed è da (quelle) mani “occidentali” che parte la forma suprema di razzismo, che è la cultura del presunto “scontro di civiltà”.

    Ovviamente, se gli Stati Uniti fossero occupati da truppe egiziane che bombardano come e dove vogliono, per impossessari del grano del Midwest, se immigrati italiani venissero cacciati a fucilate dalle coste tunisine e se cittadini francesi venissero detenuti e torturati a centinaia in carceri algerine, se ogni giorno si chiedesse ai cristiani europei – pena Guantanamo – di accettare la superiorità della civiltà islamica, sarei dall’altra parte.

    Miguel Martinez

  11. Assolutamente d’accordo con Ale.

    Sarà per quello che non guido la macchina :-)

    Miguel Martinez

  12. talib says:

    Ti assicuro Francesco che non ne faccio una questione di sinistra o di destra. Non so di chi parli, quando dici che sono voti sicuri, e anche quelli, lo saranno magari per una legislazione, poi?

    Questa politica che conta sul consenso di breve periodo e fa e disfa qualsiasi cosa ogni 5 anni non avrà il mio voto.

    L’energia non incanalata alla lunga produce effetti, non so di che tipo però. Mi domando semplicemente se la classe politica se ne rende conto.

  13. utente anonimo says:

    Miguel, mi scuso per l’uso imperialista del termine “americano” e lo sostituirei con “statunitense”. Su “occidentale” mi pare che darne una interpretazione geografica sia truffaldino, anche se ti piace molto :).

    E quindi non faccio del Risiko geografico ma politico: io sto con il capitalismo, la democrazia e i diritti universali dell’uomo. Quindi con gli USA contro l’Iran (per fare un esempio). So di pagare il prezzo dell’accusa di imperialismo (molto leggera) e di razzismo (molto più pesante ma credo sopportabile; se l’azzardo iracheno riesce si scioglierà come neve al sole, sennò pazienza).

    Francesco

  14. utente anonimo says:

    Talib, mi scuso preventivamente per il tono paternalistico ma la mia speranza è che nel lungo periodo quel tipo di energie riescano a venire a patti con al realtà e a far qualcosa di utile.

    Di analisi superficiali ed estremistiche è pieno il mondo, negli anni ’70 hanno avuto come sbocco il terrorismo, spero non succeda di nuovo.

    Ma il mondo non si adeguerà mai a quelle analisi e quindi chi ci crede dovrà ad un certo punto scegliere se stare con le proprie idee o con i fatti. E questo precede di molto la distinzione tra destra e sinistra, in cui infatti non si riconoscono quasi più i radicali (nel senso USA, non pannelliano)

    Francesco

  15. talib says:

    Fammi capire: essere antimperialisti e mantenere lucidità nell’analizzare gli eventi mondiali è qualcosa di superficiale? Un altro mondo non solo è possibile, sicuramente altri mondi ci sono, ancora, oltre al nostro.

  16. utente anonimo says:

    Essere antimperialisti è futile, l’imperialismo è il rapporto obbligato tra civiltà forti e civiltà deboli, che dalle prime assorbono gli elementi di forza e divengono in grado di competere. Oppure sono assorbite.

    Altri rapporti improntati ad un superficiale buonismo non sono possibili.

    Roma (o Cartagine) domineranno il Mediterraneo e gli altri popoli che vi si affacciano. Impedirlo non è possibile.

    Francesco

  17. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    il tuo problema è che chiudi gli occhi per i paesi che non fanno notizia in cui sono i cristiani fisicamente vittime dei mussulmani…

    ….poi ovviamente se questi paesi (di cui parla quasi solo Socci…che sta sulle balle pure a me: troppo bigotto….) non fanno notizia c’ è anche (!!!) una colpa USA-Occidente di silenzio indifferente … se saltasse fuori che nel Mindanao Filippino o in Sudan, ad esempio, ci son tonnellate di petrolio….forse le cose cambierebbero….forse.

    Davide, cittadino in borghese (nel senso del non in divisa….)

  18. utente anonimo says:

    La questione dell’imperialismo non è così futile come tanta fuffa di parole accumulate può far sembrare, francesco, anche se tu fai bene a metterla sul crudo piano del potere più forte, di contro a posizioni troppo moralististiche, che girano anche tra comunisti (il che non vuol dire che tutti quelli che abbiano tali posizioni siano da considerare comunisti, anche nel senso amplissimo del termine). C’è un punto preliminare che è stato dibattuto da giganti, rispetto ai nanerottoli che oggi siamo, che non va mai dimenticato: è l’imperialismo anzitutto un fatto di politica particolare d’alcuni stati (kautsky) o di generale sistema economico (lenin)? Le implicazioni della scelta sono enormi: nel primo caso è legittimo usare gli strumenti politici legali per cambiare la politica di quei certi stati (posizione dei socialdemocratici classici), nel secondo caso solo la rivoluzione che cambia in toto il sistema economico può mettere fine alla cosa (posizione dei marxisti rivoluzionari). La confusione di molte polemiche odierne nasce dal fatto che non si tiene conto di ciò che ha già chiarito il dibattito storico che ci precede, dividendo chiaramente in linea teorica tra lo schieramento riformista e lo schieramento rivoluzionario. Ma oggi si è terribilmente superficiali e si mischiano posizioni e teorie già dimostrate dalla storia inconciliabili tra loro. Di più e peggio, politici abilissimi nel gioco dei due piedi in una scarpa fanno di questa confuzione e mescolanza la base delle loro fortune politiche. Si dicano pure, e siano alcuni di essi sinceri nel dirsi comunisti, non ci interessano le “psicologie” degli individui, ma sono per noi i più pericolosi tra i personaggi politici. p

  19. utente anonimo says:

    Per Francesco, il tuo commento numero 16.

    Queste sono le basi su cui è possibile un vero dialogo: tu fai scelte opposte alle mie, ma in base a dati reali simili. E solo quando si condividono i dati reali, è possibile comunicare.

    Il tuo ragionamento spazza via contemporaneamente la fuffa di “destra” (missione civilizzatrice, diritti umani, ecc.) e quella di sinistra (imperialismo come cattiveria di alcuni, a cui si deve rispondere con la “nonviolenza”).

    Quello che tu dici legittima in un certo senso l’imperialismo: non è più “colpa della follia di Bush”, come dicono i pacifisti, ma l’esito necessario di un sistema e di certi rapporti di forza.

    Però se io ti “concedo” questa legittimazione di Bush, tu dovrai “concedere” la legittimazione di chi in un simile rapporto di forza, fa resistenza. La storia sarà pure un rullo compressore in cui “vince il più forte”, ma ciò si capisce nello scontro; non vietando lo scontro, in nome della “ineluttabilità”.

    Da questa considerazione ne discende un’altra: le legittimazioni e delegittimazioni non sono solo questioni morali. Fanno parte degli stessi rapporti di forza.

    Così la negazione della legittimità della resistenza irachena è anch’essa un’arma in mano agli occupanti.

    Rimane però un elemento etico, che non consiste nella condanna astratta e comoda della “violenza”, in stile Bertinotti.

    L’elemento etico, a mio avviso, consiste anche (non solo) nella scelta tra dominanti e ribelli.

    Possiamo anche credere entrambi che i ribelli dovranno soccombere.

    Ma da questo, tu trai la lezione, “voglio stare con i dominanti”.

    Altri traggono la lezione, “voglio stare con i ribelli”.

    Questo, peraltro, è il senso del post che avevo messo su Maryam.

    Miguel Martinez

  20. utente anonimo says:

    Sia per Francesco che per Miguel.

    Permettetemi di dissentire, leggermente, sull’ineluttabilità dell’esito egemonico dei rapporti di forza.

    La teoria dei differenziali di potenza, ben nota agli storici politici, è un modello meccancistico che non regge nel confronto con la complessità dei dati storici.

    Ci sono due elemnti che vorrei rilevare: il primo, è che non è detto che una posizione di forza debba tradursi necessariamente in una prevaricazione. La diplomazia dovrebbe servire a questo.

    Il secondo è che storicamente c’è, io credo, chi ha torto e chi ha ragione (il criterio per stabilirlo è, ovviamente, variabile).

    Oltre a ciò, entrambi converrete che quella cui assistiamo oggi è un’accelerazione, un balzo in avanti nella “normale” prassi egemonica dei più forti. Alimentato in modo consapevole a livello teorico e intollerante di qualsiasi dissenso (parlo di entità statuali, per il momento. Tra qualche tempo, forse, chiunque potrà far la fine di Daki, che – non so se lo sapete – è scomparso appena atterrato a Casablanca… che Dio lo assista), foss’anche isolato.

    Il punto, secondo me, è il seguente: lo scontro frontale o la ricerca di un modus vivendi? Io ho naturalmnte solo una risposta per me stesso.

    Ale

  21. Per Ale,

    è giusto quello che dici.

    Ma consideriamo che la politica è un sistema feroce di selezione, per cui al potere (che poi può significare, anche a capo di un piccolo sindacato) arrivano in massima parte le persone che sanno camminare sui cadaveri di amici e nemici.

    Meglio ancora quando riescono a farlo, conservando un’immagine gradevole: mi vengono in mente in particolare Fini e Bertinotti, due dei politici più spietati che io conosca, ma anche persone che quando uccidono, sanno sorridere e sanno anche nascondere le tracce.

    Per questo motivo, anche il ricorso alla diplomazia e ai diritti è una questione, non di “buon comportamento”, ma di rapporti di forza.

    Non è il “governo italiano” che deve rispettare i diritti; ma siamo noi che dobbiamo costringere il governo a rispettarli.

    Poi, nel gioco delicato della democrazia, “costringere” può significare denunciare in tribunale, può significare minacciare di togliere voti, o mille altre cose: ma si tratta pur sempre di un’azione di forza.

    Miguel Martinez

  22. utente anonimo says:

    >Ma consideriamo che la politica è un sistema feroce di selezione, per cui al potere (che poi può significare, anche a capo di un piccolo sindacato) arrivano in massima parte le persone che sanno camminare sui cadaveri di amici e nemici< Sono d’accordo con te. Aggiungo e rilancio dicendo che – essendo sciita – personalmente non posso che considerare qualsiasi potere come illegittimo “de jure” (so che qualcuno rabbrividirà…). Ma nell’illegittimità riconosco delle “gradazioni”. Ci sono, credo poteri illegittimi inumani, con i quali non si può scendere a patti; altri, più ragionevoli, sui quali è possibile influire positivamente. Ale

  23. utente anonimo says:

    Miguel,

    mi ricadi nel moralismo quando poni una assurda scelta tra “dominanti” e “ribelli”.

    L’imperialismo esiste nel momento in cui da “concorrenti” o almeno “indipendenti” i nostri dirimpettai si riducono a “barbari”, cioè quando la disparità di livello di civiltà, che produce la disparità di forza (che non nasce a caso).

    Noi pensiamo gli altri come barbari quando lo sono, prima ne abbiamo rispetto. Loro si pensano come ribelli, come parte del nostro sistema cui si oppongono vanamente e di cui assorbono elementi ogni giorno (pensa quanta tecnologia occidentale usano i combattenti islamici). I tuoi ribelli iracheni sono più anacronistici di Nasser e hanno meno speranze, la loro vittoria militare sarebbe un disastro politico per come gestirebbero poi il loro paese.

    Gli imperi, per loro natura, adducono come giustificazione di portare la civiltà ai propri sudditi, già barbari. Il fatto è che questo è vero, più per osmosi che per buona volontà.

    Quindi io mi tengo stretta tutta la fuffa giustificazionista della guerra USA-UK in Iraq, perchè è un dato di fatto.

    In questo quadro, ci sono imperi in grado di assorbire con violenza relativa i barbari (gli Arabi, gli USA) e altri più brutali (i Sovietici, i Nazisti, gli Aztechi).

    Ciao

    Francesco

    x Ale: la diplomazia serve per far valere i rapporti di forza senza bisogno di fare una guerra, se vuoi per fingere che non ci siano, di certo non per far girare il mondo a prescindere da essi

  24. utente anonimo says:

    >x Ale: la diplomazia serve per far valere i rapporti di forza senza bisogno di fare una guerra, se vuoi per fingere che non ci siano, di certo non per far girare il mondo a prescindere da essi< Te lo concedo. Però la diplomazia opera in un contesto giuridico ben preciso, costituito dal diritto internazionale che, quello sì, serve a fare in modo che i rapporti di forza diseguali non si traducano in prevaricazioni unilaterali. Il diritto internazionale, purtroppo, ha funzionato imperfettamente e non dappertutto solo per qualche decennio. Oggi – di fatto – non esiste quasi più. Purtroppo, aggiungo io. Esso, come il diritto pubblico e privato, avrebbe precisamente la meritoria funzione di permettere qualsiasi stato, per piccolo e materialmente debole che sia, di continuare farsi gli affari propri, senza essere spazzato via perché considerato “barbaro”. Se il diritto internazionale funzionasse davvero, il Tibet non avrebbe fatto la fine che ha fatto. Barbari, i Tibetani? In base a quale criterio? Ale

  25. utente anonimo says:

    x Ale

    io sospetto che abbiamo chiamato “diritto internazionale” la fase di confronto tra due Imperi e la diplomazia che hanno (di solito) preferito usare invece di farsi la guerra (grazie alla MAD).

    La diplomazia è flessibile proprio per permettere ai rapporti di forza di essere fatti valere senza dirlo apertamente.

    Un diritto internazionale che prescinde dai rapporti di forza (oggi dal predominio USA e da quello emergente cinese) è morto, perchè il diritto richiede qualcuno che lo faccia applicare in maniera coercitiva (come extrema ratio).

    Dovrebbe esistere un diritto internazionale che tenga conto che il Tibet non è la Cina e forse potremmo condannare anche giuridicamente quell’invasione, occupazione, genocidio culturale.

    Sul tema dei barbari, ho trovato su Internet dei bravi difensori dell’invasione cinese …

    Ciao

    Francesco

  26. utente anonimo says:

    >Sul tema dei barbari, ho trovato su Internet dei bravi difensori dell’invasione cinese< A parte il fatto che su internet si trovano anche i difensori della Repubblica Naoniana dall’imperialismo di Cordenons :-), se c’è chi difende la carneficina degli iracheni, non vedo perché non ci possa essere qualcuno che difende altri massacri. Ale

  27. utente anonimo says:

    >…io sto con il capitalismo, la democrazia e i diritti universali dell’uomo. Quindi con gli USA contro l’Iran (per fare un esempio). So di pagare il prezzo dell’accusa di imperialismo (molto leggera) e di razzismo (molto più pesante ma credo sopportabile; se l’azzardo iracheno riesce si scioglierà come neve al sole, sennò pazienza). Francesco<
    Mi associo. In più, come albanese, non posso sputare sui kattivi amerikani che misero fine al genocidio serbo (e non solo di Milosevic, che divenne l’unico caprio espiatorio) in Kosovo.

    Ritvan

  28. utente anonimo says:

    >…o in Sudan, ad esempio, ci son tonnellate di petrolio….<
    Caro Davide, in Sudan CI SONO TONNELLATE DI PETROLIO. Non fare anche tu l’agitprop del “Gli Usa intervengono solo dove c’è il petrolio”. Ti ricordo, inoltre che né in Afghanistan, né in Kosovo c’è il petrolio.

    Ciao

    Ritvan

  29. utente anonimo says:

    In Afghanistan non c’e petrolio, ma il paese era ed è un importante crocevia per un oleodotto mooolto importante.

    http://digilander.libero.it/falcemar/Usa/guerra/sotto.htm

    Cmq, basta fare qualche ricerca su Internet.

    Io non sto dicendo che sicuramente la guerra in Afghanistan per l’oleodotto, ma che l’oleodotto poteva considerarsi un importante obiettivo.

    Maria José

  30. utente anonimo says:

    x Ritvan…

    ,,,ma qual è il criterio per cui, tanto per intendersi….”lo Zio Sam si fa sceriffo in alcuni paesi e non in altri ?”….Perché gli USA non si accaparrano tutti i paesi petroliferi che gli fan comodo…..stando alla vulgata che vuole il petrolio in cima agli interessi loro ?

    Davide

  31. utente anonimo says:

    >se c’è chi difende la carneficina degli iracheni, non vedo perché non ci possa essere qualcuno che difende altri massacri. Ale<
    Ci sono due piccolissime:-) differenze fra Iraq e Tibet, caro Ale. La prima è che i bonzi tibetani si danno fuoco pubblicamente per protesta e non usano kalashnikov e autobombe, nascosti fra i civili. E la seconda è che i biechi amerikani, dopo aver deposto Saddam, non hanno proclamato l’Iraq “parte integrante ed inscindibile degli USA” e non stanno mandando centinaia di migliaia di coloni bianchi anglosassoni e protestanti a colonizzare l’Iraq. Ma, ovviamente, per gli antiamericani queste sono insignificanti quisquilie…..

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    >,,,ma qual è il criterio per cui, tanto per intendersi….”lo Zio Sam si fa sceriffo in alcuni paesi e non in altri ?”….Perché gli USA non si accaparrano tutti i paesi petroliferi che gli fan comodo…..stando alla vulgata che vuole il petrolio in cima agli interessi loro ? Davide <
    Caro Davide, la tua è una battaglia persa in partenza e sai perché? Perché anche il più merdoso, schifoso, povero e derelitto paese del mondo, appena i marines vi mettono piede improvvisamente si scopre che c’ha “quel non so che” che fa gola agli amerikani. E se proprio non c’è un beneamato c..zo, allora sicuramente sarà buono per farci passare un oleodotto, un gasdotto o un Coca-coladotto:-), oppure rientra nei piani amerikani a lungo termine per impiantarvi una base militare supersegreta, da cui spiare i ricchi paesi “canaglia” che stanno nelle vicinanze. Contro argomenti così poderosi ed infallibili, credimi, è inutile lottare…

    Ciao

    Ritvan

  33. utente anonimo says:

    x Maria Josè

    credo che quel oleodotto esista solo sulla carta per ora e che i talebani avrebbero garantito più sicurezza alla Shell ..

    francesco

  34. utente anonimo says:

    Ma basta…..!! Basta di chiacchierare del niente…

    L’opposizione cosa volete che faccia per queste “sciocchezze”… tra l’altro lontanissime dalla nostra opinione pubblica… basta…!

    Guardatevi il film documentario “Viva Zapatero” di Sabina Guzzanti… La nostra opposizione non esiste più… anzi non è mai esistita…. in tale film c’è una confessione di Violante (DS) alla camera agghiacciante… Violante svela confessa un patto (una promessa fatta) di “non aggressione” a Berlusconi, in cui l’opposizione gli garantiva di non fare la legge sul conflitto di interesse… Invece noi discutiamo di comitati iraq libero… Ma quale comitato… dovremmo parlare del potere politico mafioso del nostro sistema…. e farlo addirittura ininterrottamente da ora fino alla prossima rivoluzione armata che spero arrivi presto… altrochè….

  35. utente anonimo says:

    >Ci sono due piccolissime:-) differenze fra Iraq e Tibet, caro Ale. La prima è che i bonzi tibetani si danno fuoco pubblicamente per protesta e non usano kalashnikov e autobombe, nascosti fra i civili. < Quindi, fammi capire, i Tibetani sono Buoni e gli Arabi cattivi, e quindi i primi si meritano solidarietà e compassione mentre i secondi solo pedate nel sedere? Perchè mi sembra che tu voglias dire questo.
    Ognuno sceglie la resistenza che ritiene, caro Ritvan. Te li immagini i partigiani italiani che si dànno fuoco per convincere i tedeschi ad andarsene? Sai che contenti sarebbero stati gli uffuciali delle SS…

    >E la seconda è che i biechi amerikani, dopo aver deposto Saddam, non hanno proclamato l’Iraq “parte integrante ed inscindibile degli USA” e non stanno mandando centinaia di migliaia di coloni bianchi anglosassoni e protestanti a colonizzare l’Iraq.< Allora è vero che gli Americani sono i Buoni, Rambo aveva ragione! Ma perché mai l’ingrata internazionale islamo-fascio-noglobal-comunista-antisemaita non li capisce!
    No, no, caro Ritvan, non sono mica del tutto scemi gli strateghi USA, sanno che è molto più comodo controllare i governi e riempire il territorio di basi (si chiama “indirect rule” nel gergo coloniale) militari che non “annettere” sic et simpliciter.

    Ale

  36. utente anonimo says:

    Certo che per gli americani sarebbe stato meglio avere a che fare con i talebani.

    Ed è per questo che li hanno appoggiati e finanziati, all’inizio.

    Per simpatia?

    Dico questo anche a Ritvan, che dovrebbe farsi qualche domanda sul perchè gli americani appoggino determinati regimi e poi ne ” scoprono ” la ” malvagità”.

    Ma, ovvio, non è per interesse, no.

    Ritvan , invece di fare lo spiritoso, leggiti il link che ho segnalato prima.

    Non parla di cocadotto, ma di altri più corposi interessi.

    Però, immagino che quando gli Usa decidono di muovere guerra NON pensino a questi interessi, no.

    Si preparano recitando dei mantra :” Liberta, e democrazia, libertà e democrazia ..” E pensano solo a quello.

    Maria José

  37. utente anonimo says:

    Ale,

    il motivo non è che non li capisce, è che li capisce benissimo e li odia proprio per le loro caratteristiche positive.

    Tutti i gruppi che citi hanno in odio sia la democrazia sia la libertà, dove hanno (o hanno avuto il potere) hanno schiacciato ogni loro concittadino/correligionario che fosse sospettabile di dissenso.

    Quanti Noam Chomsky (o Piero Fassino) arabi conosci? E da dove scrivono?

    Poi, in Italia, cascare nel trucchetto del nemico esterno (e.g. l’Invasore Americano” o l’Intruso Sionista”) la cui presenza giustifica la repressione interna: non ti sembra inopportuno per i compatrioti di Benito Mussolini?

    Ciao

    Francesco

  38. utente anonimo says:

    >e li odia proprio per le loro caratteristiche positive< sono barbari, come dicevi un po’ di tempo fa, o paranoici? >Tutti i gruppi che citi hanno in odio sia la democrazia sia la libertà, dove hanno (o hanno avuto il potere) hanno schiacciato ogni loro concittadino/correligionario che fosse sospettabile di dissenso< ??? quali “gruppi”???? >Quanti Noam Chomsky (o Piero Fassino) arabi conosci? E da dove scrivono< :-( ti giuro che non ti capisco…

    >Poi, in Italia, cascare nel trucchetto del nemico esterno (e.g. l’Invasore Americano” o l’Intruso Sionista”) la cui presenza giustifica la repressione interna< Se ti spiegassi un po’ meglio magari potrei tentare di risponderti… Ale

  39. utente anonimo says:

    “islamo-fascio-noglobal-comunista-antisemaita”: questi sono i gruppi che citi e a cui mi riferisco. Non capisco cosa c’entrino gli antisemiti ma li ho lasciati nel mazzo.

    Gli oppositori dei governi (e dei movimenti) “islamo-fascio-noglobal-comunista-antisemaita” o sono morti o sono all’estero. Da noi, gli oppositori dei governi capitalistico-democratici hanno spesso cattedre universitarie e belle riviste. Alla peggio un blog e un sito, che nessuno censura.

    Poi, detta tutta, o io mi sono rincoglionito del tutto o tu non vuoi proprio capire.

    Ciao

    Francesco

  40. utente anonimo says:

    >…e farlo addirittura ininterrottamente da ora fino alla prossima rivoluzione armata che spero arrivi presto…<
    Caro Anonimo Zapatista, un detto popolare recita: “Chi vive sperando muore c…ndo”. A buon intenditor poche parole!

    Hasta la victoria, siempre!

    Ritvan

    P.S. Ad esclusivo uso e consumo dei gentili agenti Digos che (si dice)monitorano questo blog e altri simili: questo mio post è del tutto ironico. Mi raccomando, ci tengo al permesso di soggiorno, io.

  41. utente anonimo says:

    >Certo che per gli americani sarebbe stato meglio avere a che fare con i talebani.<
    Sì, finché questi ultimi non cominciarono a ca..re fuori dal vasetto, prima alienandosi le simpatie anche di ogni buon terzomondista che apprezzi minimamente l’arte e la cultura con la barbara distruzione delle statue rupestri di Bamyian e poi proteggendo quel gran galantuomo di Osama Bin Laden. A quel punto, gli amerikani giudicarono che la misura fosse colma ed attaccarono. Fine.

    >Ed è per questo che li hanno appoggiati e finanziati, all’inizio.<
    No, all’inizio li hanno finanziati ed appoggiati in funzione antisovietica.

    >Per simpatia?<
    Sì, gli amerikani vanno pazzi per le donne in burqua e per gli uomini barbuti:-)

    >Dico questo anche a Ritvan, che dovrebbe farsi qualche domanda sul perchè gli americani appoggino determinati regimi e poi ne ” scoprono ” la ” malvagità”.

    Ma, ovvio, non è per interesse, no.<
    Ma quando mai!:-)

    >Ritvan , invece di fare lo spiritoso, leggiti il link che ho segnalato prima.<
    Ecco, freudianamente parlando:-), come vien fuori la mentalità “totalitaria”:-). Ma cara maria Josè, in un mondo libero, civile e democratico, non potrei fare entrambe le cose, ossia far lo spiritoso e nel contempo leggere i preziosissimi papiri da te gentilmente e caldamente raccomandati?

    >Non parla di cocadotto, ma di altri più corposi interessi.

    Però, immagino che quando gli Usa decidono di muovere guerra NON pensino a questi interessi, no.<
    Pensano ANCHE a questi interessi. Nessuno fa la guerra solo per rimetterci dei soldi. Sarebbe da imbecilli. Ma una persona saggia ed imparziale (per quanto si possa essere imparziali da esseri umani che vivono in questo mondo) dovrebbe valutare anche le ricadute POSITIVE che hanno sull’area e sul mondo intero le bieche azioni degli avidi amerikani. E questo non l’ho visto fare da nessuno dei presenti, Francesco escluso, beninteso.

    >Si preparano recitando dei mantra :” Liberta, e democrazia, libertà e democrazia ..” E pensano solo a quello.<
    Adesso sei tu che fai la spiritosa, eh?! ma c’è del vero in quello che dici. Quella sorta di “training autogeno” lo fanno, in molti modi. Si chiama “riunire l’utile all’…onorevole”.

    Ciao

    Ritvan

  42. utente anonimo says:

    >Poi, detta tutta, o io mi sono rincoglionito del tutto o tu non vuoi proprio capire.

    Ciao Francesco<
    Mmmm…io propenderei per una “terza via”:-). Secondo me, non è che Ale non vuole capire, ma, dato che le sue fonti d’informazione sono molto probabilmente di esclusiva derivazione “islamo-fascio-noglobal-comunista-antisemita”:-) è ovvio che in quella pregevole letteratura non si parli di “dissidenti”. Insomma, non è che non vuole, secondo me non può.

    Ciao

    Ritvan

  43. utente anonimo says:

    Caro Ritvan,

    una piccola nota. Contrariamente a quanto si crede comunemente, i talebano non hanno partecipato alla guerra contro l’occupazione sovietica. All’epoca, come movimento, non esistevano.

    Sono stati inventati successivamente, in Pakistan, e si sono imposti in Afganistan anche perchè garantivano ordine, a differenza dei signori della guerra che avevano portato il paese nel caos, dopo aver sconfitto sovietici e Najibullahisti.

    Ho letto che furono un’idea di Benazir Bhutto, che era troppo debole sul fronte religioso; poi hanno imparato a far da soli, immagino.

    Ciao

    Francesco

  44. utente anonimo says:

    >dato che le sue fonti d’informazione sono molto probabilmente di esclusiva derivazione “islamo-fascio-noglobal-comunista-antisemita”:-)< No, Ritvan, non te la cavi con la faccina sorridente, stavolta. Non ti rispondo nemmeno. Ale

  45. utente anonimo says:

    Ritvan, vedi, ti ha risposto Francesco.

    I talebani facevano comodo, perchè dopo la ” resistenza ” ai sovietici la guerriglia era frammentata e i vari gruppi non garantivano stabilità e sicurezza.

    Per questo sono stati appoggiati.

    E fino all’11 Settembre non c’era nessuna voce negli Usa che denunciasse la situazione delle donnein Afhanistan

    Ricordo, leggevo articoli in cui se ne parlava , e leggevo di Massud , poi ucciso, che denunciava la situazione, ,leggevo della sua disperazione nel lottare contro i talebani.

    Senza ottenere nè aiuti nè bah da nessuno.

    VEro, gli americano sono mossi ANCHE da interesse.

    Solo che io penso che sono guidati soprattutto da questi e POI, molto poi, vengano le istanze democratiche.Eventualmente.

    Esempio , tu dici

    ” Sì, finché questi ultimi non cominciarono a ca..re fuori dal vasetto, prima alienandosi le simpatie anche di ogni buon terzomondista che apprezzi minimamente l’arte e la cultura con la barbara distruzione delle statue rupestri di Bamyian e poi proteggendo quel gran galantuomo di Osama Bin Laden. A quel punto, gli amerikani giudicarono che la misura fosse colma ed attaccarono.

    Ma che misura colma. Non c’era nessun vaso che si stesse rimpiendo.

    Fino al giorno prima dell’attacco alle torri gemelle gli Usa avevano rapporti più che amichevevoli con i talebani.

    Anzi, se non ricordo male, poche ore prima dell’attacco c’era una delegazione di talebani alla Casa Bianca, e non era una discussione riguardanti i diritti civili, no.

    Mi pare riguardasse proprio quel’oleodotto.

    Dunque affari, affari e poi affari.

    Forse era la via ” economica ” alla DEmocrazia, certo.

    Del resto, ho già detto che le critiche alla situazione dei talebani non avevano nessun ascolto, in America.

    POI, dopo gli attacchi alle torri hanno cambiato atteggiamento.

    Ma Bin Laden era una ragione. I diritti delle donne e l’atteggiamento dei talebani assolutamente no.

    . Beh, però , io non ero nelle loro menti e può darsi che mentre stipulavano contratti multi-multi-multi -multi milionari con i talebani avvessero il cuore che sanguinava di tristezza e dolore per le donne afghane.

    Chi sa.

    Poi .

    Ovvio che l’azione degli americani possa avere dei risultati positivi, a volte.

    A volte, però , non sempre.

    Il Centroamerica è pieno di situazioni in cui l’intervento americano ha peggiorato situazioni esistenti, e certo non portato libertà

    E non mi riferisco al Cile, ma anche Ad Haiti, Honduras…

    Non dubito che tu puoi leggere e anche fare lo spiritoso.

    Ma se tu ironizzi sull’oleodotto , allora mi domando se hai letto le cifre e l’importanza di quel progetto.

    Evidentemente, per me possono diventare ragione sufficiente per decidere una guerra, tu credi che siano solo il ” contorno ” di generosi impeti democratici.

    Bene, si era capito, questione di punti di vista.

    MJ

  46. utente anonimo says:

    Caro Francesco, ti incollo quello che scrive Wikipedia a proposito dei talebanI:

    “I più noti e temuti tra i mujaheddin (i combattenti islamici contro i sovietici-n.d.r) furono quelli appartenenti a diversi gruppi d’opposizione, non strettamente legati tra loro, che combatterono contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan tra il 1979 e il 1989, e che si combatterono l’un l’altro nella successiva guerra civile. Questi mujaheddin furono finanziati, armati ed addestrati in modo significativo da Stati Uniti (durante le presidenze di Jimmy Carter e Ronald Reagan), Pakistan, e Arabia Saudita. Reagan fece riferimento a questi mujaheddin come a “combattenti per la libertà … che difendono i principi di indipendenza e libertà che formano le basi della sicurezza e della stabilità globali.” Dopo la ritirata sovietica, i mujaheddin si suddivisero in due fazioni, l’Alleanza del Nord e i Talebani, che si impegnarono in una guerra civile per il controllo dell’Afghanistan.”

    Come vedi, è solo questione di “etichette”. Anche se ancora non avevano “registrato” il “marchio” “taliban”, hanno combattuto lo stesso – finanziati tra l’altro dagli USA – contro i sovietici. P.es. il famigerato mullah Omar era un esponente del movimento armato antisovietico “Harakat-i-Inqilab-i-Islami”, poi confluito nei talebani.

    Ciao

    Ritvan

  47. utente anonimo says:

    >Ritvan, vedi, ti ha risposto Francesco. <
    Vedo. E io ho puntualmente ribattuto:-)

    >I talebani facevano comodo, perchè dopo la ” resistenza ” ai sovietici la guerriglia era frammentata e i vari gruppi non garantivano stabilità e sicurezza.

    Per questo sono stati appoggiati.<
    Eh, sì, bisognava sterminarli prima a suon di “Cruise”:-) e appoggiare, invece, l’Alleanza del Nord di Massud. Ma quanto siamo bravi tutti col senno del poi!

    >E fino all’11 Settembre non c’era nessuna voce negli Usa che denunciasse la situazione delle donnein Afhanistan<
    Voce “ufficiale”, vorrai dire, poiché certi movimenti sinistrorsi hanno sempre fatto un baccano del diavolo in questo senso.

    >Ricordo, leggevo articoli in cui se ne parlava , e leggevo di Massud , poi ucciso, che denunciava la situazione, ,leggevo della sua disperazione nel lottare contro i talebani.Senza ottenere nè aiuti nè bah da nessuno<
    Si, è vero, ma non potete fare con Massud come col Papa (che è buono e caro quando parla di pace in Iraq e diventa “bieco oscurantista” quando parla di sesso). Mi spiego. Prima di morire Massud avvisò pubblicamente gli amerikani che – secondo le sue fonti d’intelligence in seno ai taliban legati ad al Qaeda – negli ambienti taliban si stava preparando un grande attentato in territorio USA. Cosa che avvene puntualmente e Massud stesso fu ucciso pochi giorni prima dell’11 settembre, molto probabilmente per evitare altre rivelazioni. Allora, come la mettiamo con l’11 settembre “cucinato” dalla bieca CIA+Mossad+Spectre?:-)

    .

    >VEro, gli americano sono mossi ANCHE da interesse.

    Solo che io penso che sono guidati soprattutto da questi e POI, molto poi, vengano le istanze democratiche.Eventualmente.<
    Come ho già detto, riuniscono l’utile all’…onorevole. Quando possono. Non ho mai detto che sono dei Santi.

    >Esempio , tu dici

    ” Sì, finché questi ultimi non cominciarono a ca..re fuori dal vasetto, prima alienandosi le simpatie anche di ogni buon terzomondista che apprezzi minimamente l’arte e la cultura con la barbara distruzione delle statue rupestri di Bamyian e poi proteggendo quel gran galantuomo di Osama Bin Laden. A quel punto, gli amerikani giudicarono che la misura fosse colma ed attaccarono.”

    Ma che misura colma.<
    La “misura colma” era la protezione offerta a Bin Laden DOPO L’11 SETTEMBRE, ovviamente.

    >Non c’era nessun vaso che si stesse rimpiendo.

    Fino al giorno prima dell’attacco alle torri gemelle gli Usa avevano rapporti più che amichevevoli con i talebani.

    Anzi, se non ricordo male, poche ore prima dell’attacco c’era una delegazione di talebani alla Casa Bianca, e non era una discussione riguardanti i diritti civili, no.

    Mi pare riguardasse proprio quel’oleodotto.

    Dunque affari, affari e poi affari.

    Forse era la via ” economica ” alla DEmocrazia, certo.

    Del resto, ho già detto che le critiche alla situazione dei talebani non avevano nessun ascolto, in America.

    POI, dopo gli attacchi alle torri hanno cambiato atteggiamento.

    Ma Bin Laden era una ragione.<
    Appunto, vedi sopra.

    >I diritti delle donne e l’atteggiamento dei talebani assolutamente no.<
    Però, facevano un bel contorno. E poi, vuoi mettere la soddisfazione di dire ai sullodati sinistrorsi antibarbuti:”Vedete, adesso spazziamo via quei barbari fanatici che maltrattano le donne e opprimono il popolo” e sentirsi rispondere:”Eh, no, noi siamo per la Pace, adesso che si tengano il burqua e i barbuti fanatici, non se ne parla nemmeno!”:-). Evviva la coerenza, sì, ma da entrambe la parti!

    >Beh, però , io non ero nelle loro menti e può darsi che mentre stipulavano contratti multi-multi-multi -multi milionari con i talebani avvessero il cuore che sanguinava di tristezza e dolore per le donne afghane. Chi sa.<
    Appunto.

    >Poi . Ovvio che l’azione degli americani possa avere dei risultati positivi, a volte.<
    Ecco, basta dirlo, ogni tanto.

    >A volte, però , non sempre.<
    Mai detto “sempre”.

    >Il Centroamerica è pieno di situazioni in cui l’intervento americano ha peggiorato situazioni esistenti, e certo non portato libertà<
    Ohibò, “peggiorato”, che parolone! Diciamo piuttosto che la situazione è rimasta nella m…di sempre che perdura fin dalla colonizzazione spagnola.

    >E non mi riferisco al Cile, ma anche Ad Haiti, Honduras…<
    Quell’ “anche” m’induce a pensare che tu ritenga che l’intervento indiretto (tramite CIA) in Cile abbia “peggiorato” la situazione di quel paese? A me non risulta. Alla vigilia del golpe di Pinochet il Cile era un paese allo sfascio e il democraticissimo Allende aveva chiesto proprio a Pinochet(!!) e ad altri militari di fare un putsch “democratico” per fare del Cile una fotocopia della Cuba di Castro. Ora, il Cile è un paese democratico e prospero, il più stabile e prospero dell’America Latina. Grazie alla CIA. Vabbé, lo so, mi parlerai di “desaparecidos”, torture e tutto il resto. Ebbene, ci sarebbero state lo stesso – sebbene sulla pelle di altro tipo di persone – nel Cile rosso di Allende.

    >Non dubito che tu puoi leggere e anche fare lo spiritoso.

    Ma se tu ironizzi sull’oleodotto , allora mi domando se hai letto le cifre e l’importanza di quel progetto.<
    Mi riferivo ad altre situazioni, come p.es. il Kosovo, dove non mi pare sia previsto che passi un qualsiasicosadotto.

    >Evidentemente, per me possono diventare ragione sufficiente per decidere una guerra, tu credi che siano solo il ” contorno ” di generosi impeti democratici.<
    Allora, mettiti d’accordo con te stessa! Se avevano già l’accordo in tasca coi talebani per l’oleodotto, perché cacciarli? L’oleodotto non c’entra una mazza con la guerra in Afghanistan. Il fatto è che quel paese era diventato la base operativa di al Qaeda che aveva dichiarato guerra agli USA. La guerra all’Afghanistan, a ‘sto punto era inevitabile, oleodotto o non oleodotto.

    >Bene, si era capito, questione di punti di vista.<
    Appunto, il mondo è bello perché è vario:-).

    >MJ<
    Ciao

    Ritvan

  48. utente anonimo says:

    >No, Ritvan, non te la cavi con la faccina sorridente, stavolta. Non ti rispondo nemmeno.

    Ale<
    Me ne farò una ragione Ale:-), ma allora – proprio per smentire la mia “terza via” – rispondi almeno a Francesco sul trattamento riservato ai dissidenti nei paesi islamici.

    Ciao

    Ritvan

  49. utente anonimo says:

    >rispondi almeno a Francesco sul trattamento riservato ai dissidenti nei paesi islamici.< Non so esattametne quanti siano i paesi islamici nel mondo. In molti la figura del “dissidente” non esiste. Se mi dici, di grazia, di quali paesi esattamente dovrei parlarti, se ne so qualcosa, sarò lieto di rispondere a Franceso. Ale

  50. utente anonimo says:

    ” >Ritvan, vedi, ti ha risposto Francesco. <
    Vedo. E io ho puntualmente ribattuto:-) ”

    Non mi pare.

    Dal brano su Wikipedia da te riportato, si dice che DOPO la ritirata sovietica alcuni combattenti si divisero in due fazioni.

    Dopo.

    Quindi la tua affermazione non è esatta, se vogliamo parlare di talebani così come conosciuti da noi .

    Qunato al fatto che gli americani li finaziassero in funzione anti-sovietica, è vero.

    Ma quei guerriglieri erano già fanatici integralisti, e quando sono andati al potere ci si poteva aspettare che si comportassero da illuminati democratici?

    Perchè il problema è quello :” che è accaduto spesso che i ” mostri ” siano frutto delle scelte degli Usa.

    Cmq, il fatto è che fino all’attacco di BIn Laden non c’erano contestazioni ai talebani da parte del governo degli Stati Uniti.

    E SE i talebani avessero continuato ad essere buoni alleati per gli affari americani, gli USa avrebbero continuato a tacere sui diritti umani, la situazione delle donne etcc.

    Certo che ci sono gruppi di sostenitori di diritti civili che invece denunciavano la situazione.

    Come sempre.

    Anche adesso ci sono gruppi contrari alla politica di Bush.

    Il problema è la politica del governo, no?

    Perchè è il governo che decide.

    E SE i talebani si fossero dimostrati dei buoni alleati per fare affari , gli Usa avrebbero continuato a tacere sulle violazioni dei diritti umani.

    Come aveva fatto fino ad allora.

    Quanto a Bin Laden, non svicolare.

    Tu hai parlato di ” misura colma ” mettendo in mezzo l’abbattimento delle statue , come se Bin Laden fosse stato il punto di una tensione massima tra i talebani e gli Usa.

    Così non è, perchè , ripeto , Bin Laden è stata una ragione, ma i diritti civili, no.

    E se all’inizio l’appoggio ai talebani era stato attivo, in seguito è stato passivo, nel senso che non c’erano state prese aperte prese di posizioni CONTRO i talebani.

    In attesa di eventi.

    Ma eventi nel senso di possibili convenienze, non di politica più ” liberale ” da parte dei Talebani.

    ” Eh, sì, bisognava sterminarli prima a suon di “Cruise”:-) e appoggiare, invece, l’Alleanza del Nord di Massud. Ma quanto siamo bravi tutti col senno del poi! ”

    Senno di poi ? C’è bisogno di senno di poi per capire che se appoggi dei fanatici integralisti , i guai sono inevitabili?

    No, facevano comodo, e avrebbero continuato a fare comodo anche dopo l’andata al,potere, pur feroci, sanguinari etc…

    ” Si, è vero, ma non potete fare con Massud come col Papa (che è buono e caro quando parla di pace in Iraq e diventa “bieco oscurantista” quando parla di sesso). Mi spiego. …”

    Che spieghi? Cos’è quel ” potete “?

    Voi chi?

    stai rispondendo a me e a chi altri?

    E poi, tu che ne sai di cosa penso delle parole del papa, di Massud etc…?

    Questo è il tuo solito difetto, Ritvan.

    Ti costruisci l’interlocutore che credi.E questo interlocutore poi deve rispondere di cose che hai in mente tu.

    Ma a me non piace questo modo di ribattere e quindi non ti rispondo.

    Dico solo che ho citato Massud per dimostrare che c’era chi denunciava la situazione in Afghanistan e veniva IGNORATO.

    Poi, quando faceva comodo, sono venute fuori le storie delle prevaricazioni sulle donne, del comportamento dei talebani …etc.

    Quello che intendevo, è che perciò non posso credere che l’America agisca per i dritti e la liberà, etc…

    PRIMA c’è la convenienza.

    e DOPO il resto.

    In Tv ho sentito un’intervista al segretario di Stato americano che alla domanda perchè dopo la prima guerra nel golfo gli USa non avessero appoggiato gli sciiti in rivolta, ha risposto .” Perchè avremmo dovuto ? NON ERA NOSTRO INTERESSE”

    Eppure, SAddam era già quel ” piccolo Hitler ” che veniva descritto dagli americani.

    ” Vedete, adesso spazziamo via quei barbari fanatici che maltrattano le donne e opprimono il popolo” e sentirsi rispondere:”Eh, no, noi siamo per la Pace, adesso che si tengano il burqua e i barbuti fanatici, non se ne parla nemmeno!”:-). Evviva la coerenza, sì, ma da entrambe la parti! ”

    Ritvan, scusa, ma che scemenza.

    Prima di tutto i fanatici si combattono non finanziandoli.

    E poi, ci sono diversi modi per cambiare un regime totalitario.

    IL fatto che tu non lo creda possibile non vuol dire che non ci sia.

    E non possa funizionare.

    Ma questa è solo una mia considerazione, per quanto mi riguarda rivendico la coerenza di combattere per i diritti delle donne e di essere eventualmente contro la guerra.

    Eventualmente, dico.

    Perchè non ero totalmente contraria all’intervento in Afghanistan.

    Perchè gli Usa avevano un motivo.

    Bin Laden poteva essere considerato un motivo.

    SE non sono del tutto convinta è perchè da quello che ho letto i Talebani potevano pure essere disponibili a ” concedere ” Bin Laden, ma volevano le prove del suo coivolgimento.

    Ma questa è un’altra questione.

    E io loso che adesso tu farai tutta una serie di affermazioni più o meno sarcastiche al riguardo.

    ” avvessero il cuore che sanguinava di tristezza e dolore per le donne afghane. Chi sa.<
    Appunto. ”

    E come no.

    ” Ohibò, “peggiorato”, che parolone! Diciamo piuttosto che la situazione è rimasta nella m…di sempre che perdura fin dalla colonizzazione spagnola.

    >E non mi riferisco al Cile, ma anche Ad Haiti, Honduras…<
    Quell’ “anche” m’induce a pensare che tu ritenga che l’intervento indiretto (tramite CIA) in Cile abbia “peggiorato” la situazione di quel paese? A me non risulta…”etc..

    Bon , prima di tutto , devo ricordare che per quanto riguarda la situazione economica entrò in gioco anche il boicottaggio, a suo tempo.

    CHe non sarà stata la causa dei problemi economici ma una parte importante, sì.

    Secondo, ancora una volta allarghi il discorso.

    Si parlava di intervento americano atto a portare miglioramenti democratici.

    E io ti ho portato dei casi in cui ciò non è avvenuto, anzi.

    Che poi Allende avesse potuto fare lo stesso è una tua supposizione.

    DEl tutto gratuita pure.

    SE non sbaglio, devo avere letto che fu offerto ad Allende di salvarsi e scappare , però avrebbe dovuto lasciare dei suoi sostenitori ad ” immolarsi” per lui.

    O forse, i sovietici gli offrirono di aiutarlo…

    Non ricordo bene, ma non lo fece.

    Difficile credere che potesse fare le stesse cose di Pinochet.

    Ma tu forse hai voglia di crederlo.

    Nel dubbio, potresti almeno scrivere ” forse ”

    Eh, un garantista come te.

    ” Se avevano già l’accordo in tasca coi talebani per l’oleodotto, perché cacciarli? L’oleodotto non c’entra una mazza con la guerra in Afghanistan. Il fatto è che quel paese era diventato la base operativa di al Qaeda che aveva dichiarato guerra agli USA.”

    CHi ha detto che l’affare fosse concluso?

    Dico che gli Usa avevavo interesse a costruirlo, e che perciò fino ad allora non hanno ” denunciato ” la situazione Afghana.

    MJ

  51. utente anonimo says:

    MJ

    ripeto quello che tui ha detto Ritvan: col senno di poi è facile giudicare.

    Negli anni ’80 i combattenti antisovietci in Afganistan erano MOLTO utili agli USA e sottilizzare sulle loro motivazioni sarebbe stato quanomeno strano. Forse la Fallaci già lo faceva, che a lei i musulmani proprio non piacciono.

    E i talebani portarono la pace in un paese che era rimasto in preda alla guerra civile e alle fazioni dopo la ritirata sovietica e la caduta del governo di Najibullah. Una pace barbuta ma pur sempre la pace.

    La tendenza “realista” della politica USA è quella che appoggia Saddam contro Khomeini, stipula accordi con i Talebani per l’oloeodotto, non aiuta sciti e curdi contro Saddam nel 1991:la tendenza imperialista è quella che porta la democrazia con le baionette in Afganistan e in Iraq.

    Forse dovresti sceglierne una, o auspicare che gli USA sprofondino

    come Atlantide(posizione alla MM).

    Francesco

  52. utente anonimo says:

    Francesco, sono d’accordo con te.

    Io non sono entrata nel merito della legittimità ” imperialista ” degli Usa, mi sono limitata ad obiettare a Ritvan che diceva che gli Usa in alcune circostanze si sono mossi senza interessi ” particolari specifici “.

    E ha citato il Kosovo e l’Afghnaistan

    Ora, gli ho obiettato che per quanto riguarda l’Afghanistan l’interesse c’era, ed era molto importante.

    In Kosovo la cosa è più opinabile, visto che non c’erano interessi pratici concreti, ma forse si può fare il discorso che c’era interesse a mantenere il controllo della zona, molto importante.

    Forse.

    Non apriamo questo capitolo:).

    Come hai detto tu, gli Usa seguono la propria naturale tendenza imperialista, che anche altri seguirebbero, nella sua posizione.

    Ma ammettere questo significa che poi non sono più permesse critiche?

    Scusa, non so tu.

    Ma partendo dall’assunto che Saddam fosse un sanguinario dittatore,e che non si può essere dalla sua parte , devo poi prendere perciò per ” buono ” tutto quello che fa la parte a cui dovrei essere più vicina?

    DEvo passare sopra che per avere l’appoggio abbiano fatto passare SAddam per il nuovo Hitler, che gli abbiano accreditato il 4° esercito del mondo quando abbiamo visto una banda di straccioni che si consegnava al primo che passava, devo passare sopra il fatto che per meglio vendere la guerra abbiano voluto farmi credere che in 45 minuti Saddam potesse lanciare un attacco chimico, e la pagliacciata di Powell alle nazioni unite, e la balla della armi chimiche, etcc.,

    Devo credere che la banda di affaristi attualmente al potere in America abbia a cuore i diritti umani, mentre c’ è quella bella fotografia di Rumsfeld che stringe gaudente e giulivo la mano a Saddam, DOPO che erano già noti i fatti di Halabja?

    Francesco, secondo alcuni osservatori , questo non sarà ” un nuovo secolo americano “, l’impero USa sta finendo.Secondo questi, le scelte dell’ultimo governo statunitense accellereranno questo processo di inevitabile declino.

    Non so, è possibile , io lo credo possibile.

    E devo ammettere che da occidentale cresciuta in questo sistema di vita , guardo con un certo timore a questa eventualità.

    Forse siamo talmente abituati ad essere al centro del mondo che ci sembra impossibile che altri possano prendere il ruolo principale.

    Cmq, tutto questo per dire che anche se sono NATURALMENTE da ” questa ” parte, voglio mantenere il mio diritto di essere critica.

    Per qunato riguarda il senno di poi, vero che non si può prevedere lo sviluppo che prenderanno certe scelte che magari sono state compiute con le migliori intenzioni.

    Ma in Cile se non sbaglio c’è stata ANCHE un certo sostegno attivo anche DOPO che si è manifestata la natura violenta e sanguinaria del regime di Pinochet.

    E in altre situazioni lo stesso.

    MJ

  53. Io non mi auguro che sprofondi nessun paese. Solo che smetta di essere un impero.

    Un’idea con cui concordo con quel grande, simpatico (anche se a volte insopportabile) americano che fu Mark Twain.

    Miguel Martinez

  54. utente anonimo says:

    Miguel,

    la natura aborre il vuoto.

    Dove non ci sono imperi, di solito ci sono guerre tra grandi (o medie) potenze. I periodi come la pace post-napoleonica sono rarissimi (e se ricordo la pace ci fu in Europa, non nel resto del mondo sottoposto a colinizzazione).

    Quindi a me mi piace (!) l’impero che abbiamo, con tutti i diritti concessi(o riconosciuti agli individui).

    In tutti i paesi rivali dell’Impero quello che adesso noi stiamo facendo è proibito. Per me questo conta molto.

    MJ

    mi deludi. Possiamo aggiungere al Kosovo la Bosnia e la Somalia, se vuoi. Ma non è questo il punto.

    Tu confondi bellamente le ineludibili necessità della politica estera (stringere la mano a noti criminali, produrre oscena propaganda, sorvolare sui propri principi) con l’essere una banda di criminali affaristi.

    Su Pinochet, Ritvan sembra saperne più di me sulle intenzioni di Allende. Ti ricordo comunque che si era nella guerra fredda e che probabilmente era meglio un assassino alleato di un suo avversario forse (probabilmente) ostile. Poi, cribbio, che Pinochet se ne sia andato “relativamente” in fretta e che Castro sia ancora al potere è un fatto significativo solo per me? Sarò fissato.

    Francesco

  55. utente anonimo says:

    Beh, Francesco, Ritvan ha parlato di Kosovo e Afghanistan come di esempi in cui gli Usa si sono mossi senza che gliene potesse venire un interesse concreto.

    E io mi sono fermata a quelli che ha citato lui.

    CE ne saranno altre di situazioni in cui gli Usa sono intervenuti senza averne interesse pratico.

    Ma credo fossero piccoli conflitti.

    Del resto, nessun paese mette in gioco ingenti risorse economiche e umane solo per il bene altrui.

    MI sembra ovvio.

    Ma non digerisco allora ammantare il tutto di parole come ” esportazione della liberà e democrazia “.

    Quello semmai viene DOPO.

    E non sempre.

    E capirai che allora la retorica di un Bush risulti molto indigesta.

    Sono d’accordo con te sul fatto che se c’è un impero è perchè c’è necessità che ci sia.

    NOn credo ci si possa comportare diversamente.

    Il ” vuoto ” tende ad essere occupato.

    Però , non è l’atteggiamento imperiale che rende gli imperi criminali, ma come esercitano il loro potere.

    E l’ultima amministrazione Bush è piena di espisodi di prevaricazioni, di abuso di potere e condotta illegale.

    Come dire, oltre il ” consentito “.

    MJ

  56. utente anonimo says:

    Sarei d’accordo con te sulla conclusione, cara MJ, ma poi mi sovvengono le alternative esistenti e divengo meno perentorio.

    Non capisco il tuo voler scindere esportazione della democrazia e impero USA: i due concetti sono le facce di una stessa medaglia, così come l’opposizione all’imperialismo USA ha come altra faccia una grande tolleranza (absit iniuria verbo) verso dittature di ogni tipo.

    Come dici tu “non è l’atteggiamento imperiale che rende gli imperi criminali, ma come esercitano il loro potere”. Qui credo che i miei amici a stelle e strisce abbiano ben pochi rivali nel corso della storia universale.

    Saluti

    Francesco

  57. utente anonimo says:

    >In molti (paesi islamici-n.d.r.) la figura del “dissidente” non esiste.<
    Ecco, Ale, parlami di quelli, credo sarà sufficiente. Dall’esperienza albanese so che quando non esistono ufficialmente dissidenti, vuol dire che li mettono in galera (buttando via la chiave) o direttamente sotto terra.

    Ciao

    Ritvan

  58. utente anonimo says:

    Ma no Ritvan, vuol dire che sono tutti d’accordo con il Grande Timoniere che li guida ad un futuro radioso attraverso un presente radioso, per quello indossa sempre occhiali da sole!

    Sei un malfidente!

    Francesco

  59. utente anonimo says:

    >Ecco, Ale, parlami di quelli, credo sarà sufficiente< Pur non cadendo nel tranello assolutista della Democrazia Universale, nel quale tu e Francesco volete attirarmi :-),alcuni nomi te li posso fare (e bada di non cambiare come al tuo solito i termini della questione, qunado mi risponderai): Indonesia (il paese musulmano più popoloso), Bangladesh, Malesia, Azerbaijan. L’Egitto, che sta controvoglia riabilitando i Fratelli Mus., sta lentamente muovendosi in quella direzione. E anche le istituzioni iraniane si stanno muovendo verso il pluralismo e la partecipazione (aspetto già una battuta su Ahmadinejad, conoscendoti…) A parte l’Iran, sai da dove ho tratto i dati, per farti contento? Dal Factbook della CIA-belzebù :-)

    Ale

  60. utente anonimo says:

    >Su Pinochet, Ritvan sembra saperne più di me sulle intenzioni di Allende.<
    Si, Fra, molto di più. Ma non voglio provocare un travaso di bile ai nostri amici di “El pueblo unido jamas serà vencido”:-) (mi son già fatto odiare parecchio, non vorrei finire come Borghezio:-) ) incollando qui dal mio archivio. Per loro Allende è ormai un “santo laico” e tu lo sai che io non uso sfruculiare le credenze religiose altrui:-). Se vuoi saperne di più, leggiti il libro dello storico di destra Mario spataro “Pinochet, le scomode verità”, 2003, ed Settimo Sigillo. In circa 600 pagine una ricostruzione storica minuziosa e documentata. Se vuoi materiali online (fra cui recensioni del suddetto libro), dimmelo e ti metto i link.

    Ciao

    Ritvan

  61. utente anonimo says:

    Ale,

    a parte le tue fonti molto poco credibili …

    sia in Malesia sia in Azeirbajan l’oppressione degli oppositori, ancorchè pacifici e democratici, del governo è un fatto ben noto e documentato.

    Per l’Indonesia stiamo tutti intrecciando le dita, quello che è successo a Timor Est è un bem memento delle tendenze radicali esistenti nel paese.

    Per Egitto e Iran siamo alla barzelletta: la crescita del poter dei Fratelli Musulmani significa più oppressione per tutti gli altri egiziani, musulmani laici e cristiani copti in testa. Per l’Iran le belle speranze di Kathami sono già acqua passata e le ultime decisioni del Presidente Incorruttibile e Agente di Viaggio dei Sionisti sono indicative.

    Non fidarti mai della CIA!

    Francesco

  62. utente anonimo says:

    Francesco,

    mi avete chiesto dei “dissidenti” nei paesi islamici (e lo virgoletto perché è un termine che ha un significato preciso), e io vi ho risposto.

    Tu replichi con luoghi comuni e pensieri contraddittori, tipo il presidente fanatico i fratelli musulmani cattivi etc… evitando accuratamente il merito del discorso.

    Se poi mi dici che stiamo “incrociando le dita” per l’indonesia, io ti rispondo che le incrocio per una lista di paesi molto lunga, che comprende anche quello in cui vivo.

    Di Azerbaigan e Malesia non so niente, è per questo che cito fonti di tuo gradimento.

    Ale

  63. utente anonimo says:

    Scusa Ale ma io non evito un bel niente.

    I dissidenti sono quelli che la pensano diversamente da chi ha il potere e sono per questo perseguitati, pur non avendo violato leggi.

    Nei paesi da te citati chi la pensa in modo diverso da chi ha il potere si trova sistematicamente nella situazione del dissidente.

    Quindi in quei paesi non c’è libertà.

    Così si capisce meglio?

    Francesco

  64. utente anonimo says:

    >A parte l’Iran, sai da dove ho tratto i dati, per farti contento? Dal Factbook della CIA-belzebù :-)

    Ale<
    Sper che tu ti riferisco all’onorevole Confederazione Italiana Agricoltori:-) (strenua oppositrice della Federazione Italiana Coltivatori Agricoli, il cui acronimo ometto per decenza:-) ), caro Ale e non alla bieca combriccola che fece venir giù il WTC, metà Pentagono, la metropolitana di Londra e quella di Madrid! Inoltre, chiedere alla Central Intelligency Agency statunitense di documentare accuratamente la violazione dei diritti umani nel mondo è un po’ come nominare Erode a capo dell’UNICEF:-).

    Ciao

    Ritvan

  65. utente anonimo says:

    >chiedere alla Central Intelligency Agency statunitense di documentare accuratamente la violazione dei diritti umani nel mondo è un po’ come nominare Erode a capo dell’UNICEF:-). < Sono perfettamente d’accordo con te (comincia ad accadere troppo di frequente :-)). Infatti l’ho fatto deliberatamente, per cercare di far capire a Francesco (che continua a far finta di non capire), quanto in questi casi ragionare per luoghi comuni sia pericoloso. Ad esempio, la sua definizione di “dissidenti”: >quelli che la pensano diversamente da chi ha il potere e sono per questo perseguitati, pur non avendo violato leggiNei paesi da te citati chi la pensa in modo diverso da chi ha il potere si trova sistematicamente nella situazione del dissidente< Allora, per ordine: io ho citato l’Iran (che è il paese mediorientale che conosceo meglio) e dove la sitazione che descrive non è semplicemente vera, poiché il dibattito interno è di una vivacità sorprendente e gli eccessi giacobini postrivoluzionari e postbellici, aparte qualche colpo di coda, sono acqua passata; Poi ho citato l’Egitto, ma lui mi dice che il fatto che stia diventando un po’ più aperto al dissenso è dannoso perché i cattivi diventano più forti. A questo punto non so più cosa voglia, anche se mi sembra che sostenga apertamente la repressione di “dissidenti”. Poi ho citato Indonesia, Azerbaijan e Malesia, delle cui situazioni politiche contemporanee non so una sega, ragion per cui mi sono documentato dal sito dei servizi segreti dei Buoni, che mi informa che trattasi di repubbliche democratiche. Ma anche questo a francesco non va bene: per la prima, dobbiamo “incrociare le dita”, perché anche se è democratica, siccome sono musulmani, non può durare a lungo (la democrazia autarchicha non funziona e ha date di scadenza ravvicinate, meglio quella d’importazione, che ha garanzia illimitata e ti danno pure gli ecoincentivi :-)). Quanto ad Azerbaijan e Malesia, i superanalisti della CIA si sbagliano. Alla luce di questo, non posso che prendere atto dell’inutilità di continuare il dialogo. Ale

  66. utente anonimo says:

    Il mio messaggio precedente ha perso un pezzo:

    Ad esempio, la sua definizione di “dissidenti”: >quelli che la pensano diversamente da chi ha il potere e sono per questo perseguitati, pur non avendo violato leggiNei paesi da te citati chi la pensa in modo diverso da chi ha il potere si trova sistematicamente nella situazione del dissidente< oltre che palesemente errata sul paino tecnico (nei paesi dove esiste la dissidenza pensarla diversamente da chi detiene il potere è un reato e costituisce ipso facto una violazione della legge. Ritvan ne sa qualcosa), è anche controproducente sul piano dell’argomentazione delle sue tesi: In Austria, secondo questo criterio, esiste la dissidenza, visto che David Irving si trova in carcere per aver rivisto al ribasso i numeri della Shoah. Quindi, fammi capire, in Austria non c’è la democrazia? E’ uno stato canaglia? La bombardiamo? Dimmelo tu. Ale

  67. utente anonimo says:

    Ale, la tua capacità di raggiungere conclusioni logiche e corrette e trovarle del tutto assurde è pari solo a quella di non vedere i fatti se ti dispiacciono (e mi riferisco alla situazione iraniana, che descrivi con toni bucolici indegni di questo sito critico e smaliziato).

    Però potrei essere ignorante e disinformato: a me risulta che in occasione dele ultime elezioni parlamentari i candidati POLITICAMENTE sgraditi alla fazione più conservatrice del potere siano stati ESCLUSI dalle liste elettorali. A casa mia questa non è democrazia.

    Ciao

    Francesco

  68. utente anonimo says:

    No, Francesco, non descrivo con toni bucolici alcunché, è questo che non riesci a capire. Rovesciare la vulgata secondo cui l’Iran sarebe l’inferno non significa dire che là “c’è la libertà” o “la democrazia”. Intendo solo sottolineare che sono nel mezzo di un processo autonomo (ciò che fa incazzare tremendamente i neocon) di cammino verso un modello partecipativo e pluralista.

    Rimane un paese con mille problemi, dove la maggior parte della popolazione giovane se ne vuole andare (e molti ci riescono, mettendo a frutto con successo in molti paesi del mondo l’ottima scolarizzazione ricevuta in patria) e dove l’uso massiccio di psicofarmaci segnala un drammatico incremento di patologie depressive (molto simile agli USA in questo).

    Come vedi, non è che “non veda” gli aspetti negativi. E che ovviamente non li uso a schiovere, nell’argomentazione.

    >Però potrei essere ignorante e disinformato: a me risulta che in occasione dele ultime elezioni parlamentari i candidati POLITICAMENTE sgraditi alla fazione più conservatrice del potere siano stati ESCLUSI dalle liste elettorali< Sei sicuramente ignorante (in fatto d’Iran, almeno), e male informato (più che disinformato). E’ vero che “alcuni” candidati sgraditi sono stati esclusi, ma è altrettanto vero che la cosa ha provocato un moto di proteste popolari, una pioggia di articoli critici sui giornali e le proteste ufficiali di membri del clero, dei partiti e delle ONG iraniane, il che ti dimostra che il dissenso non è punito con la morte, la galera o l’esilio come ci vorrebbe far credere Ferrara e come tu mi pare ritenga. >A casa mia questa non è democrazia. < Anche a casa mia, e soprattutto a casa degli Iraniani. Ma tu continui a rispondere, maldestramente, a idee che non ho mai espresso. Ho mai detto che “in Iran c’è la democrazia”? No. Allora, cosa vuoi dimostrare con la tua epigrafe, se non la tua fede indissolubile nel luogo comune? Ale

  69. utente anonimo says:

    Ale, tu mi descrivi bellamente una nazione in cui l’opposizione politica viene esclusa dalle elezioni, protesta, rimane fuori e si vota come se niente fosse, e poi mi parli di “processo autonomo … verso un modello partecipativo e pluralista”?

    Stai scherzando, spero. Diciamo che per ora i colpi di coda stanno vigorosamente vincendo su ogni istanza di libertà (che senza libertà, che me ne faccio della partecipazione plurale?).

    Poi dimmi una cosa, per te l’unico dissidente è quello morto o un bel gulag? Per meno di questo non ti commuovi?

    Francesco

  70. utente anonimo says:

    >In Austria, secondo questo criterio, esiste la dissidenza, visto che David Irving si trova in carcere per aver rivisto al ribasso i numeri della Shoah. Quindi, fammi capire, in Austria non c’è la democrazia? E’ uno stato canaglia? La bombardiamo? Dimmelo tu.<
    Beh…bombardamento…adesso non esageriamo…:-). Se dipendesse da me, però, un bell’embargo all’Austria gliel’avrei messo e non gliel’avrei tolto finché non abrogava quella legge stronza ad personam! La Storia (Shoah compresa) è materia di storici, non di sentenze tribunalizie. Già, ma siccome non c’è più al potere il bieco fascista Haider i kompagni di Bruxelles dormono sonni tranquilli e l’Austria diventa un modello di democrazia. Che schifo!

    Ritvan

  71. utente anonimo says:

    >E’ vero che “alcuni” candidati sgraditi sono stati esclusi,<
    Mica c’era bisogno di escluderli TUTTI, caro Ale. Gli ayatollah saranno anche fanatici, ma mica fessi:-). E’ perfettamente inutile escludere il candidato “sgradito” che si sa che prenderebbe solo i voti dei suoi familiari:-).

    >ma è altrettanto vero che la cosa ha provocato un moto di proteste popolari, una pioggia di articoli critici sui giornali e le proteste ufficiali di membri del clero, dei partiti e delle ONG iraniane,<
    “Mamma mia che paura” dissero gli ayatollah del Comitato per la Repressione del Vizio e la Promozione della Virtù:-)

    >il che ti dimostra che il dissenso non è punito con la morte, la galera o l’esilio come ci vorrebbe far credere Ferrara e come tu mi pare ritenga.<
    Beh, io non equiparo assolutamente l’Iran di oggi all’Albania di Hoxha, ci mancherebbe altro. Cio non toglie che ALCUNI dissidenti ci lascino le penne (do you remember una certa giornalista iraniano-canadese?). Io lo definirei un regime “autoritario”, piuttosto che “dittatoriale”. E condivido la tua analisi secondo cui sta “in mezzo al guado”. Ma c’è un forte rischio di “ritorno all’indietro”. L’annuncio recente del divieto della “musica decadente occidentale”, p.es. mi ricorda – anche nell’uso dei termini – in tutto e per tutto il regime di Hoxha. Un bell’embargo forse li aiuterebbe a rinsavire e passare definitivamente al di qua del guado…

    Ciao

    Ritvan

  72. utente anonimo says:

    In realtà, Ritvan, il divieto riguarda solo le emittenti pubbliche. E mi sembra siano c***i suoi. Non è che alla RAI facciano diversamente, anche se le motivazioni non sono “morali”.

    Considerando poi gli autori interessati dal bando (Elthon John, Jeorge Michael etc… almeno secondo i media), io proporrei di estendere il divieto anche in Italia :-)

    Ale

  73. utente anonimo says:

    Ovviamente è George Michael, non Jeorge.

    Ale

  74. utente anonimo says:

    >In realtà, Ritvan, il divieto riguarda solo le emittenti pubbliche. E mi sembra siano c***i suoi. Non è che alla RAI facciano diversamente, anche se le motivazioni non sono “morali”.<
    Ah, ‘mbè, se riguarda solo le emittenti pubbliche allora devo rivedere le mie considerazioni Ale. Alla luce di questo fatto nuovo, Ahmadinejad potrebbe essere benissimo un antistatalista criptoliberale:-), poiché in tal modo sospinge i giovani iraniani (la stragrande maggioranza della popolazione) a sintonizzarsi sulle emittenti private, a scapito di quelle statali. Però mi viene un atroce dubbio: non è che quei cari ragazzi di Guardiani della Rivoluzione entreranno nelle sedi delle radio private, sfasciando tutto e giustificandosi poi che – siccome non sanno leggere – non avevano capito che il divieto riguardava solo le emittenti di Stato?:-)

    >Considerando poi gli autori interessati dal bando (Elthon John, Jeorge Michael etc… almeno secondo i media), io proporrei di estendere il divieto anche in Italia :-)<
    Interessante, c’è una vera e propria dettagliata “lista di proscrizione” allora? Ma come sono precisi e non disposti a fare di ogni erba un fascio i cari ayatollah! Ma Elton John perché, solo perché è gay o hanno scoperto anche sue radici ebraiche?:-)

    Ciao

    Ritvan

  75. utente anonimo says:

    …..tutti cantanti gay…………sorry 3°mondisti:

    OMOFOBIA ISLAMICA !!!!!!!!!

    NakedKingDavidVsGoliath

  76. utente anonimo says:

    x Ritvan Albanese Buono

    ……..Elton John Ebreo ?!

    ….Gli Ebrei sono buoni solo se ad avercela con loro sono i nazisti….ma diventano cattivi quando i loro nemici sono mussulmani !!!

    NKD….MI CRIPTO, NON SI SA MAI

    :-)

    PS

    Re Simba ti aspetta d’ urgenza sul post che linka a qui ,,,, non farlo aspettareeeeeee un paziente così nobileeeee !!!!

  77. utente anonimo says:

    Giorni fa ho scritto, a proposito del fatwa:-) antimusica occidentale emesso recentemente dal buon Ahmadinejad:

    “…Ahmadinejad potrebbe essere benissimo un antistatalista criptoliberale:-), poiché in tal modo sospinge i giovani iraniani (la stragrande maggioranza della popolazione) a sintonizzarsi sulle emittenti private, a scapito di quelle statali.”

    La stampa riporta in questi giorni la presa d’assalto – coi soldi in bocca, eh, mica “esproprio islamico”:-) – da parte dei giovani iraniani di negozi che vendono dischi di musica occidentale. Che Ahmadinejad abbia preso tangenti dalla lobby dei negozi di dischi?:-) :-).

    Ritvan l’Andreottiano

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