“Abbiamo paura solo di Dio”

Nel post precedente, raccontavo di come siamo stati contestati durante la consegna della Mezzaluna d’Oro. E dicevo che si trattava di un modo di riconoscerci.

A essere onesti, i forzitalioti e leghisti non erano lì per noi, ma solo per rimarcare, davanti ai media, che il loro avversario politico, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, era un "amico dei musulmani", cosa che in Italia oggi equivale per molti a una sicura condanna.

Insomma, trattandosi di persone stupide (infatti, perderanno le prossime elezioni), erano appena in grado di fare  una piccola polemica partitica. Ma la cosa preoccupante è che quella polemica si basava, implicitamente, su un luogo comune che funziona benissimo, a prescindere dall’intelligenza di chi lo sfrutta: i musulmani sono colpevoli, quindi lo è anche chi si associa a loro.

Qualche anno fa, mi trovavo in una stazione ferroviaria. Lungo i marciapiedi, una schiera di precari, affittati per un giorno e rivestiti con una divisa che sembrava quella degli spazzini. Erano lì per spacciare il numero più speciale della storia di Panorama: un’intervista con quella grande distillatrice automatica di luoghi comuni che si chiama Oriana Fallaci.

E’ bastato guardare le facce dei disgraziati immigrati, pagati per spargere veleno contro se stessi, per cogliere l’immensa, feroce, potenza che si è scatenata addosso al mondo, esattamente da quando l’industria cultural-militare ha deciso che c’era bisogno di un nemico.

A guardare le facce di quei venditori innocenti di odio e menzogne, mi veniva lo stesso senso di orrore e di impotenza che provo ogni volta che Magdi Allam pubblica un articolo – sul quotidiano da un milione di copie – che marchia a fuoco qualche sfortunato operaio straniero come terrorista. Un operaio che fa fatica a cavarsela con l’italiano, che non ha soldi per pagarsi un avvocato e che solo dopo mesi passati in carcere sarà assolto.

L’altro giorno siamo stati, incredibilmente, alla pari.

A Milano, il Comune concedeva proprio a Oriana Fallaci e a Magdi Allam l’Ambrogino d’Oro. Lo stesso giorno, presso la sede del Comune di Firenze, la Lega islamica anti-diffamazione (Iadl), assieme a Legittima Difesa, sceglieva chi premiare.

Un gesto piccolo, che sa molto di politicamente corretto, ma in realtà di enorme importanza simbolica. Perché i musulmani che vivono in Italia, qualunque siano le loro opinioni o i loro comportamenti, sono tutti sotto giudizio, sono colpevoli fino a prova contraria. Tutti tenuti a "integrarsi", a "prendere le distanze", a scusarsi del fatto di esistere. Sappiamo quali sono le pene per questa colpa: c’è l’alunno marocchino di scuola media che deve sorridere e tacere quando in classe si accenna alla guerra contro l’Iraq. E c’è chi viene svegliato alle quattro di mattina per venire deportato, senza accuse e senza prove.

Parlando durante la premiazione, Hamza Piccardo, segretario nazionale dell’UCOII (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), ha detto qualcosa di molto importante:

"Alla comunità islamica in Italia non vengono riconosciuti gli stessi diritti che agli altri, dobbiamo difenderci in continuazione da infamie, bugie e falsificazioni. Sembra di essere in un un paese dittatoriale, dove quando si incontra un poliziotto le persone abbassano lo sguardo, ma noi non abbasseremo gli occhi, e a chi ci diffama risponderemo con gli strumenti delle leggi.

Non saranno più accettati insulti né dalla nostra associazione, né dagli altri musulmani in Italia. Non è una minaccia, ma la base di ogni convivenza.

Abbiamo paura solo di Dio, solo a Dio risponderemo".

Non è necessario essere musulmani per condividere questo atteggiamento.

Dal sette dicembre, impegnamoci tutti a non chinare più la testa di fronte alla canea urlante, alla néoconnarderie, ai commissari telematici e ai giornalisti cialtroni.

Sono loro che devono rendere conto, non certo noi.  

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49 Responses to “Abbiamo paura solo di Dio”

  1. utente anonimo says:

    Scusate, non voglio fare il guastafeste, ma per mettere a tacere una volta per tutte chi vede nei mussilmani sottocasa il Male Assoluto ….

    … che ci vuole_o “islamici de noantri” a fare 10 100 1000 Manifestazioni Anti-Alqaeda in “stile giordano” come ad Amman dopo l’ attentato ai “traditori servi del Grande Satana” USA – Occidente” secondo Alqaeda ?!?!

    ….. Cacchio, giochiamo d’ anticipo: non aspettiamo che la “frittata” di vittime innocenti sia fatta !!!!!

    Mystic Knight David

    Padre: che ti chiamino Jahvé, Allah o Dio poco, anzi nulla, mi cale … perché mi hai lasciato solo ????

    Perché io e io solo io riesco a vedere che l’ Antirazzismo del Terzomondismo degenera subito (o quasi !) in un’ inversione di ruoli lasciando l’ odio viscerale per l’ altro da sé invariato ?

    Perché in Tuo Nome questo Eterno Derby dell’ Odio fra filo-Bovarazzi Yankee e filo-Barbazzoni dal Pannolone sulla … Testa ???

    Un momento, no: forse non sono solo !!! C’ è qualcunaltro che con occhi adulti dall’ innocenza di bambino riesce a vedere se il Re è nudo …

    Il mondo è malato, ma è si è sempre sbagliato medico: non è un mondo umano, è un mondo bestiale.

    Macché Medico e Medico …

    Qua ci vuole un Veterinario, altro che balle !!! ….invoco il parere del Medico delle Bestie:

    Per i Tuoi Imperscrutabili Disegni

    è un ex comunista forzato convertito all’ Islam ma non a-criticamente vittimista:

    Ritvaaaan !!!!

    ………. ” Trop de zèle ! ”

    Merde ! Vachement trop de zèle, bon sang ! …..Pourquoi ?

    ….POURQUOIOIOIOIOIOIOIOIOIOI ???????

  2. utente anonimo says:

    Stasera ho deciso che mi guarderò quel poco più di mezza luna che si staglia in cielo, finalmente senza nuvole. La luna in cielo è uguale per tutti, ma qualcuno ne raffigura un quarto e dice che è mezza, qualcuno non la guarda, qualcuno non ci vede, per taluni è tre quarti per altri un bel plenilunio.

    C’è qualche uomo lupetto in giro pronto a succhiar succo di rapa, ma io ci tengo al mio amaro qualunque, non è amaro Monte..negro.

    Aurora.

  3. utente anonimo says:

    :-)

    Quindi mi ascoltavi nonostante abbia detto tremila cose tutte in una volta!

    Cocco

  4. kelebek says:

    A mali estremi…

    Ho scritto tre volte, credo, di chiudere il thread giuridico-litigioso.

    Questa volta ho semplicemente cancellato tutti i commenti dei sordi in questione.

    Miguel Martinez

  5. Ste65 says:

    Il sordo ero io, temo.

    Spiacente. Non credevo che il tuo “discussione chiusa” si riferisse anche a questo.

  6. Per Ste65, non ti preoccupare. Non mi ricordo assolutamente quale fosse il primo dei post che ho cancellato. Ho semplicemente visto che riprendeva la vecchia litigata, e ho tagliato. Spero in modo abbastanza imparziale.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    “Perché i musulmani che vivono in Italia, qualunque siano le loro opinioni o i loro comportamenti, sono tutti sotto giudizio, sono colpevoli fino a prova contraria. Tutti tenuti a “integrarsi”, a “prendere le distanze”, a scusarsi del fatto di esistere. Sappiamo quali sono le pene per questa colpa: c’è l’alunno marocchino di scuola media che deve sorridere e tacere quando in classe si accenna alla guerra contro l’Iraq. E c’è chi viene svegliato alle quattro di mattina per venire deportato, senza accuse e senza prove.”

    Caro Miguel, leggendo questo passo mi è venuto in mente il parere di Lord Hoffman (giudice della House of Lords inglese) in merito al vergognoso “anti-terrorism act” del governo britannico:

    “The real threat to the life of the nation, in the sense of a people living in accordance with its traditional laws and political values, comes not from terrorism but from laws such as these. That is the true measure of what terrorism may achieve. It is for Parliament to decide whether to give the terrorists such a victory.”

    Traduzione: “La vera minaccia alla vita della nazione, nel senso di un popolo che vive in conformità alle proprie tradizioni giuridiche e politiche, non viene dal terrorismo, ma da leggi come queste. Questa è la vera misura di quello che il terrorismo può ottenere. E’ compito del Parlamento decidere se concedere ai terroristi una simile vittoria”.

    Credo che un discorso analogo possa farsi per l’intero mondo occidentale. Questa fetta del pianeta, troppo spesso colpevole di crimini orrendi, qualcosa di degno lo ha prodotto: il rispetto, almeno formale, per l’identità religiosa ed etnica di ciascuno. Questo patrimonio culturale, che dovrebbe rappresentare l’identità occidentale molto meglio di un crocefisso, viene quotidianamente eroso dalla barbarie di ciarlatani come Magdi Allam e Oriana Fallaci. E’ questo il più evidente paradosso del nostro tempo: la nostra civiltà viene fatta a pezzi proprio da chi, con enorme disonestà intellettuale, pretenderebbe di difenderla. Chi oggi in occidente è genuinamente innamorato del proprio paese, deve lottare energicamente perché nessuno possa anche solo sognarsi di vietare la costruzione di una moschea.

    Filippo

  8. utente anonimo says:

    Oh Filippo ….

    Che palle ‘sto irenismo masochista avulso dalla realtà….

    “Chi oggi in occidente è genuinamente innamorato del proprio paese, deve lottare energicamente perché nessuno possa anche solo sognarsi di vietare la costruzione di una moschea.”

    Caro Filippuzzo, vai in un moderatissimo paese islamico a chiedere che costruiscano una chiesa…..SE torni vivo racconta com’ è andata !!!

    NakedKingDavid

  9. utente anonimo says:

    >Caro Filippuzzo, vai in un moderatissimo paese islamico a chiedere che costruiscano una chiesa…..SE torni vivo racconta com’ è andata !!! < Naked, i paesi musulmani pullulano di Chiese, che di domenica sono molto più piene delle nostre, senza bisogno di preti fricchettoni che cerchino di parlare il “linguaggio dei giovani” per attirarli… Se ti riferisci all’Arabia Saudita, governata dal materialismo wahhabita (lo ricordo per l’ennesima volta, i wahhabiti sono per loro stessa ammissione NON sunniti, cioè non legati ad alcuna delle scuole giuridiche, che rifiutano), allora è un’eltro discorso…
    Ale

  10. utente anonimo says:

    Sempre per Naked: mi sono dimenticato di aggiungere che in Medio Oriente esistono chiese di confessioni che di cui non immagineresti nemmeno l’esistenza. Pensa che esistono ancora i Nestoriani. O addirittura comunità precristiane, come i Mandei, cioè i seguaci di Giovanni Battista. E tante altre curiosità simili…

    Insomma, se ti facessi un giretto in qualche paese musulmano portesti divertirti parecchio

    Ale

  11. utente anonimo says:

    Per Ale

    il problema dei “musulmani buoni”

    non è che non ci sono …ma che non si fanno sentire (Ottima megamanifestazione ad Amman a parte !!!——ma son così rare !!!)

    !!!!!!!

    Davide

  12. Per King David o come ti chiami.

    Io cerco di tenere la discussione su questo blog a un certo livello, perché ritengo che i commenti siano interessanti.

    Non accetto i luoghi comuni tipo quello sulla “costruzione di chiese nei paesi islamici”.

    Tu puoi pensare tutto il male che vuoi dell’Islam come religione, ma non puoi barare in modo così basso.

    Il tuo discorso costituisce una fuga dialettica (la questione riguarda la libertà in Europa, non in altri paesi); un falso reale (come dimostra chi ti ha risposto); si basa su un’ipotesi assolutamente assurda (perché mai un laico come Filippo dovrebbe girare il mondo costruendo chiese?).

    E per questo motivo non costituisce un elemento di discussione, ma una provocazione.

    Sei avvisato.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    “il problema dei “musulmani buoni”

    non è che non ci sono …ma che non si fanno sentire ”

    I cosiddetti “musulmani buoni” (ma è un termine che proprio non mi piace) non hanno alcun dovere nè di “farsi sentire” nè di dissociarsi. Mio padre è siciliano e non mi ricordo che sia mai sceso in piazza qui a Firenze per dissociarsi da quello che facevano Riina e compagnia in Sicilia. Al limite, come essere umano, potrà manifestare per esprimere solidarietà nei confronti delle vittime.

    Se un terrorista di religione musulmana decide di uccidere dei civili, questo non riguarda in nessun modo gli altri musulmani. Mi pare un discorso elementare. Eppure sentiamo spesso richiami all’Islam cosiddetto “moderato” (altro termine che non mi è molto chiaro: un musulmano potrà pur ardere di fede senza essere un terrorista, o no?) che, secondo questo o quel editorialista, dovrebbe mostrare pubblicamente il proprio sdegno. Si è affermata una regola curiosa ed inquietante: se un musulmano non si percuote il petto ad ogni attentato terrorista è un fiancheggiatore, il probabile membro di una cellula di Al Qaeda.

    Filippo

  14. utente anonimo says:

    Per Filippo e Miguel

    Filippo:

    Be’, invece io quando mi capita di sentitre una persona straniera che racconta la propria sofferenza di qualunque tipo a causa di soprusi a causa anche un solo europeo, italiano o di un solo emiliano, io mi scuso in quanto europeo, italiano, emiliano…

    Per Miguel

    …Per te la reciprocità è un valore ?

    ….A me non può fregar di meno della provenienza e “razza” (?!?!) della gente …..può pure venire da Marte e avere la pelle verde, ma il rispetto delle regole dev’ essere universale, senza 2 pesi e 2 misure ….

    Davide

  15. utente anonimo says:

    Sempre per Filippo:

    Anche a una donna violentata mi sentirei in dovere di dissociarmi in quanto uomo da una simile violenza.

    ….Potessi parlare agli animali come il Dr Doolittle farei anche tante scuse agli animali in quanto essere umano….

    ….spero che tu mi riconosca questo “diritto”, anche se per me è un “dovere” !!!

    Davide

  16. utente anonimo says:

    “Be’, invece io quando mi capita di sentitre una persona straniera che racconta la propria sofferenza di qualunque tipo a causa di soprusi a causa anche un solo europeo, italiano o di un solo emiliano, io mi scuso in quanto europeo, italiano, emiliano…”

    Sarà per deformazione professionale, ma ritengo che la responsabilità sia sempre e comunque individuale.

    “…Per te la reciprocità è un valore ?”

    Mi permetto di rispondere anche io. No, la reciprocità non è un valore, al massimo è uno strumento.

    “….A me non può fregar di meno della provenienza e “razza” (?!?!) della gente …..può pure venire da Marte e avere la pelle verde, ma il rispetto delle regole dev’ essere universale, senza 2 pesi e 2 misure ….”

    Quali regole? Stabilite da chi? Le regole, come la lingua e l’arte, sono l’espressione culturale di un popolo, o di un gruppo di popoli.

    Una regola che caratterizza la cultura occidentale è il divieto di discriminazione su base religiosa e la libertà di culto (o di non culto). Chi pretende di negare ai musulmani la costruzione delle moschee lede gravemente il nostro patrimonio culturale e la nostra identità politica e nazionale. A tutti gli effetti i veri nemici dell’occidente sono Oriana Fallaci e Magdi Allam.

    Filippo

  17. utente anonimo says:

    “….spero che tu mi riconosca questo “diritto”, anche se per me è un “dovere” !!!

    Certo che ti riconosco il diritto, ma non penserò mai che sia un dovere. Ti faccio osservare che tu, rispetto ai musulmani in Italia parti da una situazione di indubbio vantaggio. Se anche tu non ti scusassi con ogni donna stuprata (e sono sicuro che non lo fai, visto che in Italia ci sono, se non erro, circa 1000 stupri l’anno) nessuno ti rimproverebbe. Non ho mai letto editoriali di donne inferocite che pretendevano che i maschi si dissociassero dagli stupratori. I musulmani invece subiscono una pressione psicologica enorme e totalmente illecita. Perché dovrebbero scusarsi di ciò che non hanno fatto? Se tu abitassi negli Stati Uniti passeresti le tue giornate a prendere le distanze da Al Capone e John Gotti?

    Filippo

  18. utente anonimo says:

    x Filippo:

    Io,non essendo una personalità pubblica, mi riferisco a gente che conosco e a cui posso parlare direttamente…ad esempio quando ho visto i documentari dei profughi italiani del Carso _x lo + donne e bambini_ in fuga dagli infoibatori i cui treni non potevano fermarsi alle stazioni emiliane perché accolti al bercio di “Viva Tito, viva la Jugoslavia…dovrebbero ammazzarvi tutti !” [sic] mi sono sentito chiamato in causa e resto col cruccio se i miei nonni [che non possono + rispondermi per ovvi motivi…:-( ] non fossero fra gli infami

    Ovvio ke se conoscessi qualche profugo o suo discendente prenderei ufficialmente le distanze……se ti par poco !

    ——

    Non ho mai letto editoriali di donne inferocite che pretendevano che i maschi si dissociassero dagli stupratori.

    ————-

    …Io sì invece, magari non espressamente, però ci son sempre vetero-femministe di turno che demonizzano i consumatori di pornografia peggio che i preti ….. come potenziali stupratori con il culto della donna-oggetto ..

    ..ma a me risulta che le pornostar siano imprenditrici volontarie del proprio corpo…..i cui “no” , come quelli della collega di livello superiore detta “puttana”, devon valere come quelli della comune cittadina e della suora …………….non giustificherei neppure che degli schiavi si ribellassero comprendendo nella rivolta lo stupro della figlia del padrone …

    ..non mi dirai che una ragazza da sola è in vantaggio rispetto a 10 omacci solo perché è ricca e loro poveri ……. spero !!!!

    ——

    I musulmani invece subiscono una pressione psicologica enorme e totalmente illecita. Perché dovrebbero scusarsi di ciò che non hanno fatto?

    °°°°°°°

    ….ti rispondo rispondendo alla seconda …

    °°°

    Se tu abitassi negli Stati Uniti passeresti le tue giornate a prendere le distanze da Al Capone e John Gotti?

    — Veramente, se ne avevo l’ occasione, e l’ ho avuta …. lo facevo pure da turista !!!! ____

    Davide

    PS

    “Generalizzare” è un meccanismo di difesa psicologica, solo il “paradosso” del “buono che invece dovrebbe essere cattivo” è un’ ottima via di salvezza da guerre civili, razziali o sessuali ……

  19. utente anonimo says:

    Sempre per Filippo,

    anni orsono ho conosciuto un tedesco prevenutissimo contro gli “italiani-tutti-mafiosi” ….gli ho detto che per avere le mie scuse doveva sostituire il “tutti” col “molti”…e le ha avute..

    poi quando mi ha chiesto le parole tedesche + conosciute in Italia, anche dagli anziani…..non potevo non rispondergli con la triste triade:

    “Schnell, raus, kaputt ”

    ….Be’ non ci crederai … ma ha detto che ciò lo fa vergognare di essere tedesco

    Davide

  20. utente anonimo says:

    Utima cosa per Filippo…e vale anche per Miguel

    :

    Si fa una gran “colpa colpevolizzante” ai meridionali “omertosi”

    con la Mafia ….

    Se ritieni illecito che il mussulmano è cellula di Alqaeda fino a prova contraria devi applicare lo stesso peso e la stessa misura al meridionale al nord o all’ italiano all’ estero rispetto aslla Mafia……lo fai ?????????

    Davide

  21. utente anonimo says:

    “Si fa una gran “colpa colpevolizzante” ai meridionali “omertosi””

    Non ti confondere. L’omertà presuppone la conoscenza del fatto. Un cittadino che per solidarietà o paura omette di rivelare notizie su un crimine di mafia è omertoso. Non era di questo fenomeno che stavamo parlando, mi pare, ma della pretesa che un qualsiasi musulmano, per il solo fatto di essere musulmano, si debba dissociare da attentati terroristici.

    “anni orsono ho conosciuto un tedesco prevenutissimo contro gli “italiani-tutti-mafiosi” ….gli ho detto che per avere le mie scuse doveva sostituire il “tutti” col “molti”…e le ha avute..”

    Immagina ora di vivere in Germania ed immagina che gran parte della popolazione e stampa tedesca ogni santo giorno si lamentino degli “italiani buoni” che non prendono le distanze dalla mafia. Che cosa faresti? Ti attaccheresti addosso un cartello con sopra scritto “sono un italiano buono e tanto gentile”? Immagina poi che ci sia una signora, dal prestigioso passato giornalistico, che a gran voce invoca la guerra contro tutti gli italiani, colpevoli sempre e comunque di contiguità con la mafia. Come ti sentiresti se questa persona fosse premiata con tutti gli onori dal sindaco di Amburgo?

    “Ovvio ke se conoscessi qualche profugo o suo discendente prenderei ufficialmente le distanze……se ti par poco !”

    Fai come credi, ma ti devi rendere conto che tra te e i musulmani c’è una bella differenza. Da te nessuno *pretende* una presa di distanza, dai musulmani sì, tutti i santi giorni.

    Mi sconcerta molto che i sedicenti paladini della cultura occidentale siano gli ultimi a capirne il senso ed i veri valori, come la libertà di religione, la responsabilità penale individuale, conquiste molto più importanti e qualificanti di una croce su una parete. Se vogliamo veramente difendere l’Occidente, con la O maiuscola, dobbiamo isolare personaggi come Magdi Allam e Oriana Fallaci, altro che premiarli!

    Filippo

  22. utente anonimo says:

    Filippo, verifico che si continua a parlare di obbligo morale o meno, di dissociazione da ciò che non si è fatto.

    Concordo con te che tale obbligo non dovrebbe esistere per nessuno ma se il problema si limitasse a questo staremmo già a discutere di un mondo in cui la libertà di espressione è libera.

    E invece non è così: né per i musulmani e neanche per tutti gli altri.

    Mi sembra che stiate tralasciano un particolare che condiziona tutto: il lavoro. E con esso il condizionamento di azioni qualsiasi pur di mantenerlo.

    Per gli stranieri il problema è, molto spesso, molto più stringente, essendo il loro impiego subordinato anche alla loro permanenza in terra d’altri laddove si sono recati, per lavorare, appunto.

    Detto in parole povere, quale lavoratore esprimerebbe liberamente il proprio parere senza sentirsi addosso il ricatto di continuare a lavorare, o peggio di non essere sbattuto fuori dai confini del luogo in cui vive?

    Te lo dico da Italiana: fin a qualche anno fa occupavo un posto di lavoro da precaria e dio solo sa J (detto da un’atea) quante volte mi sono dovuta mordere la lingua per paura (concreta) che la mia espressione potesse portare il dirigente di turno a non assumermi più.

    Oggi che occupo un posto di lavoro a tempo indeterminato le cose sono per me molto migliorate da questo punto di vista. So che la mia assunzione o meno non dipenderà dai capricci o dalle rivalse del dirigente e quindi tutte le volte che abusa del suo ruolo lo faccio presente ed utilizzo leggi che ci sono oggi come c’erano prima, ma che prima, per me, era come se non esistessero.

    Capirai che intorno a tale ricatto ruotano molti comportamenti e che le responsabilità individuali di partecipazione non sono incondizionate come in linea teorica direbbe la legge.

    Cocco

    Filippo, verifico che si continua a parlare di obbligo morale o meno, di dissociazione da ciò che non si è fatto.

    Concordo con te che tale obbligo non dovrebbe esistere per nessuno ma se il problema si limitasse a questo staremmo già a discutere di un mondo in cui la libertà di espressione è un fatto concreto.

    E invece non è così: né per i musulmani e neanche per tutti gli altri.

    Mi sembra che stiate tralasciano un particolare che condiziona tutto: il lavoro. E con esso il condizionamento di azioni qualsiasi pur di mantenerlo.

    Per gli stranieri il problema è, molto spesso, molto più stringente, essendo il loro impiego subordinato anche alla loro permanenza in terra d’altri laddove si sono recati, per lavorare, appunto.

    Detto in parole povere, quale lavoratore esprimerebbe liberamente il proprio parere senza sentirsi addosso il ricatto di continuare a lavorare, o peggio di non essere sbattuto fuori dai confini del luogo in cui vive?

    Te lo dico da Italiana: fin a qualche anno fa occupavo un posto di lavoro da precaria ed io sola so quante volte mi sono dovuta mordere la lingua per paura (concreta) che la mia espressione potesse portare il dirigente di turno a non assumermi più.

    Oggi che occupo un posto di lavoro a tempo indeterminato le cose sono per me molto migliorate da questo punto di vista. So che la mia assunzione o meno non dipenderà dai capricci o dalle rivalse del dirigente, e quindi tutte le volte che abusa del suo ruolo lo faccio presente, ed utilizzo leggi che ci sono oggi come c’erano prima, ma che prima, per me, era come se non esistessero.

    Capirai che intorno a tale ricatto ruotano molti comportamenti e che le responsabilità individuali di partecipazione non sono incondizionate come in linea teorica direbbe la legge.

    Senza contare che più si consolidano simili sistemi più si genera una mentalità da entrambe le parti, indirizzata alla subalternità del debole inteso come colui che ha minori strumenti per difendersi.

    Per questo, dio o non dio, mi è piaciuto molto il discorso di Hansa Piccardo:

    “Alla comunità islamica in Italia non vengono riconosciuti gli stessi diritti che agli altri, dobbiamo difenderci in continuazione da infamie, bugie e falsificazioni. Sembra di essere in un un paese dittatoriale, dove quando si incontra un poliziotto le persone abbassano lo sguardo, ma noi non abbasseremo gli occhi, e a chi ci diffama risponderemo con gli strumenti delle leggi.

    Non saranno più accettati insulti né dalla nostra associazione, né dagli altri musulmani in Italia. Non è una minaccia, ma la base di ogni convivenza”.

    Cocco

  23. utente anonimo says:

    x Filippo…

    …ti spiacerebbe ” complertare il quadro ” col discorso stupri-femministe-porno eccetera ?

    Davide

  24. utente anonimo says:

    Scusate il quasi totale doppione.

    E’ successo un casino nell’invio e ho dovuto riavviare tutto il sistema.

    Cocco

  25. utente anonimo says:

    “ti spiacerebbe ” complertare il quadro ” col discorso stupri-femministe-porno eccetera ?”

    Non ti ho risposto perché faccio fatica comprendere l’attinenza con quello di cui stavamo parlando.

    Filippo

  26. utente anonimo says:

    “Per gli stranieri il problema è, molto spesso, molto più stringente, essendo il loro impiego subordinato anche alla loro permanenza in terra d’altri laddove si sono recati, per lavorare, appunto.”

    Certamente, Cocco. Proprio per questo è ancora più vile pretendere a gran voce che si “dissocino”, imponendo loro una pressione ancora più energica. Non solo non possono esprimere liberamente la propria opinione, ma sono perfino costretti a giustificarsi, a qualificarsi come “musulmani buoni”. E’ un’umiliazione che non deve essere imposta a nessuno.

    Filippo

  27. utente anonimo says:

    Per Filippo,

    Vedrò allora di spiegarmi meglio….

    il principio rimane sempre lo stesso: lo stupro è un’ infame violenza a danno di persone innocenti in cui le parti sono ben definite: maschile e femnminile…lo stesso si può applicare all’ attentato:Occidente/Islam …. quando ci sente colpiti così duramente e così ingiustamente va da sé che si risvegliano gli istinti primari di auto-conservazione…..per la donna stuprata ogni uomo può essere stupratore “potenziale” …e in maniera analoga può essere il discorso “attentato islamico” / vicino di casa mussulmano ….

    NON è “eticamente” giusto, ma è un brutale istinto di sopravvivenza ….

    Accade quindi il paradosso per cui delle vetero-femministe possano demonizzare la pornografia peggio dei preti, così come i pochissimi veri atei (come l’ Oriana Furiosa) possono finire col demonizzaare l’ Islam ben peggio di un Ruini di turno …. vedendo nel Cristianesimo non + una “banale” religione ma un simbolo-feticcio identitario …

    MA in entrambi i casi si dimentica la banale trasversalità del Male …. i sessi o le religioni di appartenenza scendono a livelli di “tifo da stadio” ….ogni sforzo di obietività diventa tradimento …. La retorica del “non tutti quelli della stessa categoria del tuo assalitore sono come lui”…..forse perché abusata, si fa sempre + debole se non supportata da “messaggi forti”

    …con questo NON intendo dire che il musulano che si dissocia da Alqaeda

    o l’ uomo non stupratore debbano implorare 24 ore su 24 7 giorni su 7 il perdono di tutti i cirstiani o di tutte le donne……..

    ….ma almeno il dire “Non siamo tutti così, isoleremo e recupereremo le nostre mele marce perché offendono enormemente anche noialtri” ………non è forse un gesto auspicabile e bellissimo ????

    …Certo, i paesi cristiani che perseguitano fisicamente (!!!) i musulmani son tenuti a fare altrettanto….

    …. ma non mi risulta che ce ne siano, anche se i mussulmani d’ Italia hanno imparato sin troppo bene da noi il nostro vizio italico del vittimismo……….paradossalmente solo Socci e Pannella_strana coppia_ si preoccupano del martirio dei cristiani in 3/4 del pianeta in Paesi che non fanno notizia !!!!

    Ciò varrebbe pure ovviamente da parte delle donne nel caso di presunte “brigate femministe”

    che mettessero bombe in tutti i luoghi frequentati da soli maschi (perché bisogna dir “maschi” ed è diventato “strano” dire “uomini”….?!…).

    Spero d’ esser stato + chiaro,

    Davide

    Davide

  28. utente anonimo says:

    x Filippo

    —-

    E così come certe vetero-femministe dimenticano, o fingono di dimenticare per comodo ideologico,

    che le pornostar o le prostitute per scelta (…..e basta col Dogma Catto-Comunista che non scelgono mai…..vai su Google ricerca avanzata, ometti “ford” e scrivi “escort” se non mi credi !!!!!!)

    decidono quella strada …….una come la Fallaci può parimenti ignorare quel che ha subito un Paese Islamico dagli USA…..ma giustificare i suoi attentati sui civili

    USA / OCCIDENTALI sarebbe come giustificare che 10 omacci tenuti schiavi stuprino la figlia del padrone pretendendo che, siccome lei è ricca e loro poveri, la ragazza da sola è “in vantaggio” rispetto agli omacci …

    Davide

    PS

    Non pretendo di fare un’ analogia perfetta, ma non puoi negare che esistano analogie stupro/attentato

  29. Ringrazio Dav per aver trasferito qui la discussione.

    Che comunque è del tutto campata in aria: ci sono migliaia di “dissociazioni” da parte di praticamente tutte le comunità islamiche d’Europa.

    Per tutti i motivi già spiegati da Filippo, non mi sembrano per nulla dovute. Però prima di dire che non ci sono, sarebbe bene informarsi.

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    Ah, sì ???

    ….a me non risulta che nessun tg o talk show nazionale ne dia notizia, come di culti non musulmani tollerati in medio oriente ….ma da dove attingereste tutto ciò, di grazia ?!?!

    Io vi ho detto da dove attingo le sanguinose repressioni anticristiane nei Paesi che non fanno notizia: Socci, Messori….in misura minore Pannella.

    DAVIDE

  31. utente anonimo says:

    Spero che Hamza Piccardo resti nei ranghi (che se restano invalicabili sono ben accetti) e non si allarghi a fare come quel famigerato ….

    Imam di “Londonistan” un paio d’ anni prima degli attentati…incontro “ecumenico” , dichiarò:

    “Con le vostre leggi democratiche vi conquisteremo, con le nostre leggi islamiche vi domineremo !”

    Davide

  32. utente anonimo says:

    >….a me non risulta che nessun tg o talk show nazionale ne dia notizia, come di culti non musulmani tollerati in medio oriente< Abbi pazienza, Davide, ma la tua fonte privilegiata di informazione sono ancora i tg nazionali e i talk show (in buona sostanza Emilio Fede e Bruno Vespa)? Ma non ti accorgi che le notizie sono filtrate? Hai a disposizione uno strumento molto più affidabile e potente di un tg diretto da qualche ruffiano: la rete. Filippo

  33. utente anonimo says:

    Non sono d’accordo con Picardo.

    Quando la mafia italo-americana ha iniziato ad “esercitare” al di fuori della sua comunità, gli italio-americani onesti si saranno trovati nella difficile situazione di doversi distinguere da quello mafiosi. Non credo che mettersi a frignare e basta, senza rivendicare la propria appartenenza alla comunità statunitense, il proprio contributo e la propria ostilità alla mafia avrebbero sortito effetti positivi.

    Visto che i pochi terroristi islamici si qualificano come tali, rivolgono appelli ai correligionari e usano istituzioni religiose come basi di addestramento e fonti di finanziamento, credo che chiedere agli islamici in generale da che parte stanno sia perfettamente legittimo. Come si esige una pubblica dichiarazione di antinazismo ai dirigenti politici tedeschi (se poi mentono è altra cosa).

    Francesco

  34. utente anonimo says:

    >Visto che i pochi terroristi islamici si qualificano come tali, rivolgono appelli ai correligionari e usano istituzioni religiose come basi di addestramento e fonti di finanziamento, credo che chiedere agli islamici in generale da che parte stanno sia perfettamente legittimo.< Non è legittimo perché è una domanda che parte dal presupposto che i musulmani in Italia siano sospetti di terrorismo e che debbano chiarire la propria posizione. I musulmani, esattamente come i cristiani, gli ebrei, gli atei e gli agnostici possono essere sospettati, indagati e condannati solo individualmente. Non lo dico io, ma la Costituzione. Chi pretende che i musulmani prendano le distanze da fatti di cui non sono colpevoli, si pone fuori dai principii dello stato di diritto. Filippo

  35. utente anonimo says:

    Cari Filippo,

    il tuo Stato di diritto è costruito troppo sul presupposto dell’individualismo metodologico.

    Che è stato già abbandonato per combattere terrorismo e mafia.

    Francesco

  36. utente anonimo says:

    >il tuo Stato di diritto è costruito troppo sul presupposto dell’individualismo metodologico.< Di grazia, che cosa sarebbe l’individualismo metodologico? Filippo

  37. utente anonimo says:

    Il fatto di ignorare che esistono comunità di esseri umane (dalle famiglie alle etnie ai credenti in una religione) e non i soli individui. E che queste comunità hanno molto a che fare con quello che gli individui faranno.

    Nessun negro o ebreo parteciperà ai linciaggi del KKK e quindi le indagini dovranno indirizzarsi verso i bianchi, per esempio.

    In senso stretto l’IM è una premessa dell’analisi economica neoclassica ma credo di averne fatto un uso legittimo.

    Ciao

    Francesco

    PS Miguel, perchè mi hai stroncato? Non ero stato offensivo nè, tantomeno, gratuitamente provocatorio. Ho scritto una cosa in cui credo profondamente, anche se da cattolico mi mette in qualche difficoltà.

  38. utente anonimo says:

    >Il fatto di ignorare che esistono comunità di esseri umane (dalle famiglie alle etnie ai credenti in una religione) e non i soli individui. E che queste comunità hanno molto a che fare con quello che gli individui faranno.

    Nessun negro o ebreo parteciperà ai linciaggi del KKK e quindi le indagini dovranno indirizzarsi verso i bianchi, per esempio. < Questo esempio non c’incastra molto. Quello che descrivi tu è un’ovvia e razionale esigenza investigativa. La responsabilità morale e penale deve comunque restare individuale. Sappiamo tutti che i terroristi islamici sono…islamici, nessuno sarebbe tanto cretino da contestarlo. Non per questo possiamo pretendere dissociazioni e giustificazioni da tutti i musulmani. Usando il tuo esempio, non si può pretendere che tutti gli americani bianchi si dissocino dal KKK, è sufficiente che non ne facciano parte. Filippo

  39. utente anonimo says:

    >Di grazia, che cosa sarebbe l’individualismo metodologico?

    Filippo<
    Non lo saaaai? Di fatto, Francesco ti ha fatto un gran complimento, associandoti a pensatori liberali come Hayek, Von Mises e Popper, in contrapposizione con i cosiddetti “collettivisti” come Hegel e Marx. Secondo me, sociologicamente e storicamente parlando, “in medio stat virtus”, ossia una società dovrebbe trovare il giusto equilibrio fra individualismo e collettivismo, evitando gli eccessi dall’una o dall’altra parte. Nel campo giuridico penale, invece, è ovvio che deve prevalere l’individualismo metodologico, altrimenti la giustizia diverrebbe una tragica farsa.

    Ritvan

  40. utente anonimo says:

    Caro Naked King David

    Ho trovato su “Libero” (che spero troverai fonte altrettanto attendibile di Socci, Messori, Pannella&Co) la notizia che un marocchino è stato di recente costretto da una “signora” (le virgolette mi sembrano d’obbligo) ad avere un rapporto sessuale con lei, sotto la minaccia della pistola dell’accompagnatore della suddetta “signora”. Una specie di “stupro” al femminile, insomma. Che ne dici, vogliamo intimare a tutte le appartenenti al gentilsesso italico di scendere in istrada e manifestare con cartelli del tipo:”Ci dissociamo dagli stupri ai danni di maschi extracomunitari”, “Il c..zo del marocchino è suo e se lo deve gestire lui” e simili?

    Ciao

    Ritvan

  41. utente anonimo says:

    Filippo,

    sei sicuro che nel Sud degli USA degli anni ’50 sarebbe stato sufficiente un approccio così morbido? E se la mia sezione del KKK era solo un circolo culturale inoffensivo (come certi gruppi di baschi o nord-irlandesi), perchè mai chiuderla?

    E perchè contro la mafia si è finiti ad usare leggi speciale e speciosi reati associativi? Ci sono responsabilità criminali collettive, quando ci sono gruppi di criminali. In questo caso l’individualismo giuridico mi pare un eccesso di ingenuità (anche se riconosco che è nato per esigenze sacrosante).

    Francesco

  42. utente anonimo says:

    > Ci sono responsabilità criminali collettive, quando ci sono gruppi di criminali.< Non dire castronerie, nessuna delle solzioni normative a cui ti riferisci ha mai derogato, o tanto meno messo in dubbio, il principio della personalità della responsabilità penale. Di associazione mafiosa sei responsabile “personalmente”, non collettivamente.
    Il concetto di “reato” è una cosa, quello di “responsabilità” un’altra, e quella penale è sempre personale, anche quando si tratta di reati d’associazione. Figuriamoci!

    Francesca 31082

  43. utente anonimo says:

    OK avvocato,

    come si affronta il problema del collateralismo? Esiste il reato di partecipazione esterna alla resistenza?

    E da quando in qua nelle guerre vigono i principi della giurisdizione comune?

    Francesco

  44. utente anonimo says:

    Premessa: Grazie, ma non sono ancora un avvocato. Ricordati però che se mi pronuncio su un argomento con un certo tono lo faccio solo quando so che posso ritenermi sicura di quello che dico(come a proposito del concetto di personalità delle resp. pen.).

    Quando parli di “collateralismo” credo che tu ti voglia riferire a casi di favoreggiamento, oppure ai reati di associazione. Il favoreggiamento è punito così com’è, non c’è nessuna dimensione “collettiva” in ballo. I reati di associazione, come accade per il “concorso di persone” (che è pur sempre cosa diversa), si hanno quando più soggetti insieme commettono un reato. Ma anche se il reato è lo stesso, ognuno ha la sua propria e separata responsabilità. Ogni ordinamento democratico (“occidentale”, di quelli che piacciono a te e a me, tanto per intenderci) rifiuta nel modo più completo il concetto di responsabilità penale “non” personale; ma è logico, prova un po’ a pensare che razza di barbarie si scatenerebbe!

    Stabilire ed escogitare il metodo migliore per combattere le associazioni a delinquere et similia, non è certo compito nostro, ma delle squadre investigative delle forze dell’ordine e della magistratura indagante, che si dovranno attenere, prima di tutto, a quanto disposto dal legislatore; legislatore che, ovviamente, dovrà GIA’ aver configurato in modo tassativo i fatti che intende perseguire come reati (e ripeto, lo deve fare PRIMA di iniziare a perseguirli).

    Nel caso tu venissi condannato per concorso in associazione mafiosa, la responsabilità penale che ne deriverebbe sarebbe nient’altro che “tua”, nata dalle “tue” azioni, non estesa da quelle di altri. E questo vale per tutti mafiosi e presunti mafiosi attualmente sotto torchio.

    Non credo che esista un reato di “partecipazione esterna alla resistenza”. Sì, esiste? (Te lo chiedo sinceramente) Bè, se “non” esiste, ovvero se non sta scritto in nessuna legge dello stato, sarà impossibile che un giudice dello stesso stato ci possa condannare qualcuno.

    “E da quando in qua nelle guerre vigono i principi della giurisdizione comune?”

    Ah, siamo in guerra? No, davvero, qualcuno ha dichiarato lo stato di guerra? Mi dev’essere sfuggito… E’ vero che hanno voluto in tutti i modi estenderlo alle missioni di pace, ma non mi risulta che attualmente anche sul territorio italiano viga il Codice Militare di Guerra.

    Perché non dovremmo seguire le normali leggi dello Stato?

    Francesca 31082

  45. utente anonimo says:

    Carissima avvocato (in senso lato ad augurale),

    per vincere questa guerra non dichiarata, che ha reso obsoleto lo sforzo di civilizzare la guerra dei secoli europei scorsi.

    A me fa schifo pensare in termini di responsabilità collettiva ma devo trovare un modo di pensare a come sconfiggere questi simpatici tizi. Esiste un reato di “raccogliere fondi per il nemico”? E di “propaganda per il nemico”? E deve essere il parlamento a dichiarare chi è il nemico?

    Non so darmi una risposta.

    Ciao

    Francesco

  46. Credo che l’errore sia nel concetto di “nemico”.

    Presuppone l’idea che un governo che decide di lanciarsi in un’avventura bellica possa coinvolgere, per sua arbitraria decisione, anche la popolazione che a quell’avventura è contraria. In particolare in una democrazia in cui teoricamente la sovranità finale risiede nel popolo e non nei governi.

    Non sono complici della guerra, e quindi non hanno “nemici”, i due terzi degli italiani, compresa la metà di quelli che votavano a destra, che si opposero all’invasione dell’Iraq; la grande maggioranza degli spagnoli e una netta maggioranza degli inglesi.

    Il tutto nei sondaggi, perché sulle cose fondamentali, come la scelta di andare in guerra, non è semplicemente permesso votare.

    E’ ovvio che le sciagurate scelte dei governi di coinvolgere contro la loro volontà le popolazioni europee possano avere ricadute tremende, come a Madrid o a Londra.

    Ma questo fatto rende casomai chi ha voluto metterci in questa situazione il vero nemico.

    Odio i paragoni strumentali con il fascismo, che vanno di moda a destra e a sinistra.

    Ma il parallelo con le guerre italiane del passato è sin troppo ovvio.

    La grande maggioranza degli italiani, anche politicamente conservatori, dopo un’iniziale ebbrezza, ha pensato che il vero “nemico” nella guerra non fossero gli sloveni o i greci o i francesi, ma il governo. E che aiutare gli sloveni, i greci o i francesi fosse un delitto assai meno grave che attaccarli.

    Miguel Martinez

  47. utente anonimo says:

    >Esiste un reato di “raccogliere fondi per il nemico”? E di “propaganda per il nemico”? E deve essere il parlamento a dichiarare chi è il nemico?

    Non so darmi una risposta.

    Ciao

    Francesco<
    La risposta sta nella tua ultima domanda, togliendo il punto interrogativo. Per avere un “nemico” esterno (con tutto il cucuzzaro dei reati connessi alla raccolta fondi, la propaganda, lo spionaggio, ecc. sul territorio nazionale) si deve proclamare lo stato di guerra con quel “nemico”. Così è se vi pare.

    Ciao

    Ritvan

  48. utente anonimo says:

    Però quelli in Iraq sparano sui nostri soldati, formalmente in missione di pace su richiesta del governo iracheno riconosciuto dall’ONU.

    Se questo non li qualifica come nemici IPSO FACTO io sono molto perplesso.

    Francesco

  49. utente anonimo says:

    Diciamo che sono nemici DE FACTO ma non DE JURE, caro Francesco. E finché non lo sono DE JURE, il giudice che giudica in base al DE JURE ha le mani legate. Sempre così è se ti pare:-).

    Ciao

    Ritvan

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