Premi e contropremi

Il blog, come vedete, è rimasto in sospeso per diverse settimane.

Intanto però se vivete a Firenze e dintorni, domani siete precettati: ci sono due eventi importanti.

Come probabilmente saprete, domani a Milano verranno premiati con l’Ambrogino d’Oro Oriana Fallaci e Magdi Allam, i massimi promotori dell’odio e della paranoia nel nostro paese.

Una risposta ci voleva, e infatti lo stesso giorno e alla stessa ora – 7 dicembre, ore 15.30 – , la Lega Islamica Anti-diffamazione, con il sostegno di Legittima Difesa, ha messo in programma una cerimonia che ha avuto un grande risalto sui media (solo oggi ne parlavano, nelle edizioni locali, La Repubblica, Il Giornale, L’Unità, La Nazione, Libero e La Padania).

Si premierà tra l’altro il sindaco di Firenze che a suo tempo si rifiutò di premiare la Fallaci con il Fiorino D’Oro. Nella stessa cerimonia, verrà premiata un’altra Oriana, che sentiamo ben più vicina della miliardaria di Manhattan. Si tratta di Oriana Napoli, una ragazza di tredici anni sfregiata sul braccio, perché metà marocchina.

Mentre Il Giornale titola "Il giorno della vergogna", la Lega ha già avvisato che organizzerà un presidio di protesta davanti al Comune, per cui la giornata promette brio e sano divertimento.

Seguirà, alcune ore dopo, un incontro in altra sede: il titolo, "Allarme! Arabo in ascensore con marsupio" la dice tutta sulle psicosi dei nostri tempi.

Di seguito tutti i dati sui due appuntamenti.

******** LA MEZZALUNA D’ORO ********

Il 7 dicembre alle ore 15.30 presso la Sala Incontri del Comune di Firenze verranno premiati personaggi rappresentativi del dialogo fra culture diverse.

Il premio, una mezzaluna d’oro, sarà concesso da Legittima Difesa e dalla Lega Islamica Anti Diffamazione a:

Leonardo Domenici, sindaco di Firenze

Clementina Forleo, giudice della sentenza di Milano

Sherif el-Sebaie, giornalista del Manifesto

Oriana Napoli, la bambina sfregiata con una svastica a Biella

******** ALLARME! ARABO IN ASCENSORE CON MARSUPIO ********

In collaborazione con il Circolo "San Quirico" per i festeggiamenti del CENTENARIO della Casa del Popolo.

Alle ore 18.30 si terrà un incontro presso il Circolo S. Quirico sul tema "Allarme! Arabo in ascensore con marsupio"

- on Dacia Valent della Lega Islamica Anti-Diffamazione

- Miguel Martinez del sito web Kelebek

- Sherif el-Sebaie, opinionista del Manifesto.

Organizzano: Islamic Anti-Defamation League, Legittima Difesa, Casa Del Popolo di San Quirico, Movimento Laico delle Donne Arabe, Donne Iraniane in Italia.

SEDE:

Teatro del Circolo S.M.S. "San Quirico"
Ingressi da: Via Pisana, 576 e Via Baccio da Montelupo, 35 -50142 Firenze, zona Isolotto

Per informazioni: 333 69 65 773 – 349 15 75 238 – 334 97 08 049 

Print Friendly
This entry was posted in Uncategorized and tagged . Bookmark the permalink.

50 Responses to Premi e contropremi

  1. AndreaYGHPSA says:

    Bentornato Miguel!!! Ci sei mancato! ;-)

    Andrea

  2. utente anonimo says:

    Caro Miguel, te lo dico spassionatamente:

    dici _ e suonerebbe ragionevole_ che è da aborrire il pensiero di una Guerra del Bene contro il Male

    in termini assoluti e categorici…

    ..ma poi non ti sembra di “predicare bene e razzolare male”

    ……..limitandoti a invertire i ruoli dei cattivi e dei buoni ma lasciando invartiata la sostanza ….. guarda che in tantissimi paesi africani e asiatici “che non fanno notizia” i mussulmani sono i

    c a r n e f i c i ….non le virttime !!!

    …..e anche gli zingari ( ma parlate come mangiate giornalistucoli potically correct a senso unico !!!)

    non rapiranno i bambini (cosa da “terroni”, tanto per caprsi al volo statistiche alla mano) ma non trovi che se tantissima gente li odia……forse gli zingari non fanno proprio il massimo per farsi amare ????

  3. utente anonimo says:

    scordai la firma:

    Davide, Re Nudo ma non certo senza fida frombola ….

  4. Ben tornato, Miguel

    Domani – cioè oggi – sarò con voi tutti in pensiero: non riesco a venire a Firenze, purtroppo. Cavolo, mi rincresce tanto – in particolare di perdermi “Allarme! Arabo in ascensore con marsupio”.

    quanto a bestiario (1): nei commenti al blog di Sherif, qualcuno suggeriva un dromedario d’oro. I dromadori sono utili, ma purtroppo dei produttori di sigarette lo hanno già preso come emblema, scambiandolo per un cammello.

    Auguri e congratulazioni

    Claude

    (1) o intendete marsupio come zaino panciale?

  5. utente anonimo says:

    King David!!

    santo cielo, che piovra! lasciagli almeno il tempo di ricevere i saluti di bentornato..

    Felice di risentirti, Miguel, e auguri per domani.

    l’Archivio

  6. utente anonimo says:

    Finalmente, Miguel, bentornato!

    Adesso, però, sei obbligato a leggerti i quattrocentonove commenti al post precedente :-)

    Ale

  7. utente anonimo says:

    Ciao, Miguel! Inutile dirti che ci sei mancato un sacco!

    Filippo

  8. utente anonimo says:

    Era ora che ricomparissi, qui per un po’ ci si e’ chiesti cosa ti era successo… :o)

    Ad averlo saputo prima mi sarei organizzata un viaggetto a Firenze, mi dispiace perdere l’occasione di sentire in un colpo solo te, Sherif e Dacia. Peccato, mi leggero’ i resoconti.

    Buon incontro e buona giornata,

    upuaut

  9. Finalmente di ritorno, Miguel

    L’ iniziativa è più che degna. Dispiace non essere fiorentino per potervi partecipare.

    Finora, in Italia, molti segnali di intolleranza e molte ingiustizie, sono cadute sulle spalle della comunità mussulmana italiana, senza che questa, per fortuna, abbia fatto niente per alimentarle.

    Dunque, viene da chiedersi da dove traggano forza e pesupposti, le ideologie corrotte di OrianaF. e soci ex collaboratori della Cia, se non da una propaganda politica senza senso, completamente dissociata dalla realtà. Invece, in Italia, più che di minaccia islamica, bisognerebbe parlare di minaccia anti-islamica, anche se i media se ne guardano bene dal farlo.

    Perciò mi auguro che questa iniziativa abbia successo. A dispetto dei goffi tentativi di scontri di inciviltà da operetta.

    P.S:

    Non so se hai avuto il tempo di leggere i commenti precedenti ( sono diventati oltre 400 ed a me FireFoX crasha nel solo tentativo di caricarli ) perciò ribadisco una domanda posta in precedenza: saresti disposto ad aderire ad un progetto di creazione di uno spazio comune per i blogger che fanno riferimento a idee di centrosinistra? Per adesso siamo una trentina, e ovviamente nessuno ha ne l’ esperienza ne la autorevolezza che hai meritato tu, ed i lavori ed il dibattito sono tuttora in corso. Sarebbe prezioso qualche tuo intervento, anche sottoforma di articoli per il blog una volta che il progetto sia decollato ( ma potresti anche darci il consenso per pubblicare gli articoli che tu posti qui ad esempio, insomma le modalità di adesione sono del tutto libere ). Ovviamente se tu volessi potresti partecipare anche al dibattito attuale di pre-apertura del blog stesso, anche se suppongo che la cosa sia difficilmente compatibile con iniziative ed impegni più importanti.

    Chiedo scusa per la ripetizione dell’ OT

    Ciao

    Munchhausen

  10. utente anonimo says:

    Bentornato Miguel!

    Ritvan

    P.S. Se ti sobbarcassi l’immane fatica di leggere i 400 e passa commenti al precedente post, troveresti abbondante materiale per fare – Codice Penale Kelebek alla mano – una di quelle purghe, di fronte a cui Stalin impallidirebbe d’invidia:-) :-). Ma io so che tu sei Buono e per questa volta farai una bella amnistia generalizzata per tutti i reprobi (me compreso):-)

  11. utente anonimo says:

    P.S. Caro Miguel, in tua assenza sono stato chiamato a più riprese “giurista proletario”. Come passa il tempo, eh? Se lo sentissero Venturi, Senia e compagnia bella… :-)

    Filippo

  12. utente anonimo says:

    Non è vero. Ai stretto rigore paraviesco un “giurista proletario” potrebbe significare anche un giurista in bolletta:-) o un giurista proveniente da una famiglia di metalmeccanici:-). Non avendo io amici in comune con Filippo, né disponendo del suo numero di telefonino, non mi sarei mai azzardato a fare ipotesi sulle sue finanze o le sue origini famigliari. Io dicevo solo che certi principi di diritto (come quello che il giudice sia legittimato a fottersene allegramente delle regole procedurali, anche se queste sono chiaramente obbligatorie per legge) enunciati da Filippo come frutto inconfutabile della sua Scienza Giuridica, per me erano semplicemente “Giustizia Proletaria” (rigorosamente con iniziale maiuscola). Ovviamente, escludendo a priori uno strafalcione da parte di un esimio SPECIALISTA come Filippo, non rimane altra spiegazione. Non so che tessera abbia Filippo, né per chi voti (e francamente me ne infischio) ma facendo 2+2 (antiamericanismo viscerale+difesa ad oltranza dei gay+ la propugnazione del sullodato principio di giudice che se ne strafotte leggittimamente delle leggi che approva quel bieco Parlamento borghese) la “collocazione” politica del personaggio portatore di simili idee va cercata logicamente nell’estrema sinistra. L’estrema destra non mi pare si batta strenuamente per i gay, mentre i radicali non sono certo antiamerikanisti (e rispondo qui anche a p.). Del centro, neanche a parlarne! Che poi si chiami “proletario” o “sol dell’avvenir” “dissobediente-pacifista-antiimperialista-terzomondista” e simili nun me ne po’ fregà de meno. Anche se io penso che se lui ci spiegasse succintamente – invece di invocare nomi sconosciuti a nosotros popolo bue – i fondamenti teorici (ammesso che ci siano) del suo eclettico punto di vista politico forse la cosa gioverebbe alla chiarezza dei suoi discorsi.

    Ritvan

  13. utente anonimo says:

    “Io dicevo solo che certi principi di diritto (come quello che il giudice sia legittimato a fottersene allegramente delle regole procedurali, anche se queste sono chiaramente obbligatorie per legge) enunciati da Filippo come frutto inconfutabile della sua Scienza Giuridica”

    Ritvan, interrompo il promesso silenzio per un tuo eccesso di menzogne. Non ho mai scritto una cosa simile, e sarei da internare se l’avessi fatto! Puoi finirla, cortesemente, di imputare agli altri le tue fantasie? Grazie.

    Filippo

  14. utente anonimo says:

    “Anche se io penso che se lui ci spiegasse succintamente – invece di invocare nomi sconosciuti a nosotros popolo bue – i fondamenti teorici (ammesso che ci siano) del suo eclettico punto di vista politico forse la cosa gioverebbe alla chiarezza dei suoi discorsi.”

    Ogni volta che ci ho provato, hai completamente distorto e volutamente frainteso tutto ciò che scrivevo, arrivando a formulare la tua assurda teoria del “giurista proletario”.

    Se ti interessa ho scritto ieri una risposta piuttosto estesa ad un commento di p. Tieni comunque presente che NON si tratta di un punto di vista “politico” (a meno che tu non lo intenda in un senso molto ampio), come insisti a chiamarlo tu, ma di risultati ormai acquisiti dalla scienza giuridica comparatistica, che per sua natura non è nè di destra nè di sinistra.

    Filippo

  15. utente anonimo says:

    Alla buon’ora, miguel. Tornando a una già discussa questione, hai visto anche tu l’interessante intervista su mirumir all’intellettuale palestinese che spiega la necessità dello stato unico democratico? La mia domanda è se esiste o può sorgere un movimento/partito trasversale, per quanto minoritario, che sostenga unitariamente questa posizione contro la follia delle altre. Esiste nei due campi una classe dirigente borghese capace di accollarsi questo compito? Qualcuno sa ancora giocare allo spariglio in quello schifo di situazione, o seguono tutti ciecamente il peggio? E in italia e fuori da quelle terre, esistono gruppi o singoli più o meno sinistrorsi che abbiano un minimo di sale “borghese” in zucca da capire l’importanza di assecondare la nascita d’un simile movimento sparigliatore? Mi rendo conto che le domande sono tutt’altro che semplici. p

  16. utente anonimo says:

    Kel tutti ti danno il bentornato, io penso ad Alice della Settimana Enigmistica che attendeva in grembiule, pantofole, bigodini, braccia conserte e mattarello a lato, le giustificazioni di Carlo.

    Qui mi hanno quasi esaurita, tu assente, si è scatenato il putiferio: io non è che non “vado” d’accordo con nessuno, semplicemente non “sono” d’accordo con nessuno, di volta in volta con uno o con l’altro.

    Ora, per esempio, non sono d’accordo nell’attribuire alla Fallaci e Magdi Allam ( mi ricorda l’amigdala) la responsabilità dei mali del razzismo e dell’odio.

    Forse, dopo tanto, ma molto molto molto, impareremo a conoscere i difetti e ad apprezzare le qualità di ognuno,a sorridere dell’altrui movimentata irruenza , a dare per scontato che dobbiamo essere sempre fraintesi, ci accetteremo reciprocamente per come siamo. Forse. Al momento non ci credo.

    Certo è un bello stimolo : sono stata costretta ad andare a cercare cosa significasse “australopiteco lucy” e mi sono ritrovata a quattro milioni di anni fa.

    Aurora.

  17. utente anonimo says:

    RISPOSTA AL POST. N.13 DI FILIPPO

    Mio caro Filippo, devo proprio dire che, alla luce del sunto da me fatto di certi post della passata sessione-fiume (che ti allego qui sotto), le tue menzogne farebbero impallidire Pinocchio e il Barone di Munchausen messi insieme.

    Nel post 233 scrivevo, in commento ad un “dialogo” precedente fra Aurora e Filippo:

    >Aurora: “Quindi in teoria si insegna che il Giudice tenta la conciliazione fra coniugi che intendono separarsi ( lo prevede la “LEEEGGEEE”!!!), di fatto molto spesso ( sempre?) si sorvola. “< >Filippo: Da quanto dici mi viene da pensare che a) hai frequentato una pessima facoltà o b) non eri molto ben presente a lezione. La scissione tra dettato legislativo e regola operazionale è un dato acquisito nella moderna scienza giuridica. Ti stupirà inoltre sapere che coloro che più hanno contribuito alla compiuta analisi di questa distinzione non facevano gli avvocati (penso, per esempio, a Rodolfo Sacco). L’esempio che fai tu sembra preso da un Bignami, o da un corso serale.< >Ritvan: Non condivido il tono offensivo di Filippo (…) verso la professionalità altrui (anche se non sono esattamente il pulpito migliore per fare prediche di questo tipo:-) ). Parlando in merito e con tutto il rispetto per gli arzigogoli bizantini con cui gli illustri luminari accademici del Diritto inzeppano i loro pregevoli tomi, io, come uomo della strada preferirei che il giudice facesse ESATTAMENTE quello che prescrive la legge, qualora tale prescrizione fosse tassativa. Per esser chiari: se nella legge sta scritto nero su bianco che “il giudice deve tentare la conciliazione” o anche semplicemente “il giudice tenta la conciliazione” non è affatto la stessa cosa come nel caso fosse scritto “il giudice ha facoltà (o “può”) tentare la conciliazione”. Ci mancherebbe altro che i giudici si mettessero a fare come Nasreddin con l’uva e “scegliere” quali disposizioni di legge TASSATIVE ed INEQUIVOCABILI applicare e quali no! Se questa è la “moderna scienza giuridica”, francamente preferisco “l’antica”!< Nel suo post 235, così mi risponde Filippo l’Onnisciente, dal basso della sua immensa Sapienza Scientifica: >Filippo: Ritvan, purtroppo di diritto non capisci nulla. Non è colpa tua, sei un veterinario (se non ho capito male). I tuoi discorsi in campo giuridico mi fanno lo stesso effetto di un bambino di sei anni che parla di fisica nucleare. Spiegarti i mille motivi per cui hai torto marcio richiederebbe tempo che non ho. Se sei interessato posso suggerirti qualche lettura. …< Un certo Paolino, – su cui tutto si può dire tranne che non sia stato nell’occasione chiaro, limpido e cristallino, a differenza del nostro bel tenebroso, arzigogoloso ed emulo del Marchese del Grillo che diceva ai tempi del Papa Re: “Io so’ io e voi nun siete un c..zo” – scrive, tra l’altro, nel post 225 sempre a proposito dell’esempio riportato da Aurora: >Paolino:La legge che dice che il giudice deve tentare la riconciliazione è famosa per essere un’idiozia del nostro legislatore, il quale ha voluto dare il solito contentino a questi ficcanaso cattolici: lo sappiamo tutti che quando due arrivano dal giudice per chiedere il divorzio HANNO GIA’ DECISO; hanno alle spalle prove e riprove di convivenza, anni di separazione, di litigi, di riappacificazioni, e di nuovo di rotture. Ma che cos’è il giudice, il parroco del paese? Uno psicologo, il “papà”? Basta con questo voler dare al diritto il ruolo di “aggiustatore” delle coscienze, non solo è sbagliato perché così ci si prende gioco della libertà di decidere delle proprie cose che è propria di tutte le persone adulte, ma anche perché è PERFETTAMENTE INUTILE! La gente non “pecca” di meno se glielo impone il codice civile, sù, andiamo! Come si fa a credere a queste cose? Che ognuno la propria morale se la costruisca da sé e che lasci in santa pace gli altri, per favore!< Ecco, Filippo il Bugiardo, adesso in quale amena località vorresti essere internato? Preferisci la Siberia (modello Stalin) o Santo Stefano, (stile Mussolini?):-). Io credo che ti convenga Santo Stefano, non solo per il clima, ma perché così potresti soddisfare laggiù un tuo probabile antico desiderio: visto che i sommergibili USA se ne andranno fra poco, credo sarebbe una goduria per te fare una pisciatina ogni tanto sui loro biechi ed imperialistici ex- moli d’attracco.
    Hasta la vista compagnero Filippo!

    Ritvan il Compilatore di Antologie di Post

  18. utente anonimo says:

    Senti, Ritvan, mica sono un giurista vero io! Per me è ‘na strxxxata sta storia della riappacificazione fatta dal giudice, anche perché se c’hanno provato è stata del tutto inefficace, e (pure io lo so!) nei miei pochi esami di diritto ho studiato i principi di “efficacia” e “inefficacia” della legge, che vanno molto al di là della promulgazione effettiva di essa. Se non ti riesce di capirlo in nessun modo, ma perché non te rassegni?

    Paolino

  19. utente anonimo says:

    Paolino mio, non sarai un giurista “vero”, ma sei un parlatore molto “verace”, ripeto, rispetto a Filippo. Con tutto il rispetto per i principi di “efficacia” e di “inefficacia” delle leggi che hai studiato, anche se una determinata procedura giuridica IMPOSTA PER LEGGE si fosse rivelata “inefficace” in 999 casi su 999, questo NON DOVREBBE AUTORIZZARE IL GIUDICE a fregarsene e non applicarla. Anche perché la 1000-esima potrebbe essere quella “buona” intesa dal LEGISLATORE. In termini giuridici PENALI questa strafottenza del giudice si chiamerebbe “reato d’omissione d’atti d’ufficio”. Ovviamente in uno Stato serio, non nella Repubblica dei Gudici o nella Repubblica di Pulcinella che dir si voglia.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Poi, sui biechi pretacci, sulla morale borghese sporka e retrograda e tutto il cucuzzaro simile, per me sei libero di pensarla come ti pare. Ma ti prego, non me la spacciare per “scienza”. I veri scienziati morti girerebbero in eterno come trottole nelle loro tombe, abbi petà (laicissima, ovviamente:-) ) di loro!

  20. utente anonimo says:

    >Ora, per esempio, non sono d’accordo nell’attribuire alla Fallaci e Magdi Allam ( mi ricorda l’amigdala) la responsabilità dei mali del razzismo e dell’odio…Aurora< Tutta la responsabilità magari no, ma probabilmente – come diceva un grazioso calembour ai tempi delle razzie di Napoleone in Italia- Buonaparte sì.
    Ciao

    Ritvan

  21. utente anonimo says:

    Paolino, credo che tu debba apprendere ancora parecchio : la legge non produce i suoi effetti giuridici con la promulgazione, ma con la sua entrata in vigore, il 15mo giorno successivo alla sua pubblicazione ,salvo il diverso termine previsto dalla legge.

    Si parla anche di efficacia della legge nel tempo, o nello spazio, o limitata ad alcuni destinatari.

    La disapplicazione di fatto di una norma di legge in vigore, quindi non c’entra con l’efficacia in senso stretto della legge, successiva alla sua promulgazione.

    Inoltre, e questo è l’ultimo chiarimento che faccio, io, nel mio vecchio post, mi riferivo al tentativo di conciliazione in sede di separazione, tu, nel commento che fu, di tentativo di conciliazione in sede di divorzio.

    Aurora.

  22. utente anonimo says:

    Ah, il mio amico Ale probabilmente ci rimarrebbe male:-) se io non dicessi la mia sulla giudicessa (si dice anche così, eh, non ci provate a contraddirmi che vi sbatto in faccia il Paravia!:-) ) Forleo. Intanto è una bella donna:-). E poi, secondo il mio umile parere, la sullodata neopremiata con la Mezzaluna d’Oro ha giudicato in modo ineccepibile. Infatti, in quella bolgia di Iraq, nessuno è in grado di distinguere (o almeno gli investigatori non hanno saputo fornire prove certe in questo senso) se l’imputato reclutava per conto della “resistenza” o di Al Qaeda, centrale di terrorismo internazionale. Garantismo ineccepibile e perfettamente compatibile con i principi della Giustizia LiberalDemocratica, contrapposta alla Giustizia Forcaiola (Proletaria o all’Olio di Ricino che sia). E con i principi SCRITTI SUI CODICI (e non nelle fanfalucche rivistaiole di certa gente) della Repubblica Italiana.

    Ritvan

    P.S. Vorrei vedere se qualcuno dei frequentatori abituali di questo blog (tranne, in questo caso, Naked King, ovviamente:-)) avrà il coraggio di dirmi che anche in questo caso non ci capisco un c..zo di Giurisprudenza.

  23. utente anonimo says:

    A me risulta “Bonaparte” non “Buonaparte”.

    E poi, buttiamolo via il Paravia !

    Ciao. Aurora.

  24. utente anonimo says:

    Clementina (nomen omen ….o in cerca di facili prime pagine ?) Forleo….

    ” Infatti, in quella bolgia di Iraq, nessuno è in grado di distinguere (o almeno gli investigatori non hanno saputo fornire prove certe in questo senso) se l’imputato reclutava per conto della “resistenza” o di Al Qaeda, centrale di terrorismo internazionale.”

    ……..dal punto di vista garantismo-senza-limitismo non fa una piega…

    ….Ma mi chiedo quanto possa aver contribuito al chaos l’ orfanello dell’ URSS adottato dal Fondamentalismo Islamico

    ……TA-DAA: OlivieroOOO DilibertoOOOO !!!

    [e con che non-chalance dimentica che i genitori adottivi combattevano con tanto di aiuto di Stallone-Rambo :-) contro i genitori naturali tanto amati….un altro che se gli Alieni invadono la Terra sta con gli Alieni pur di non stare cogli USA !!!…..e dire che gli USA a sostenere ed armare i Talibani contro l ‘ URSS han fatto davvero come quello che si castrò per far dispetto alla moglie !!! ]

    Naked King David

  25. utente anonimo says:

    Ritvan, Aurora affermava che nelle facoltà universitarie non si insegna che vi è una scissione tra teoria e pratica. Questo è falso, come credo di aver dimostrato. Tu replicavi scandalizzandoti nel constatare che il giudice non segue ogni singola disposizione voluta dal legislatore. Come ho tentato di spiegarti in decine di commenti, il diritto non è un minerale, freddo e rigido, che può essere incastrato perfettamente in ogni singola parola del legislatore. Il diritto vive, muta e si evolve come la società, o come la lingua se vuoi. Lo dimostra l’esperienza storica, non la mia personale “ideologia”. Ed è opportuno che sia così, perchè i testi legislativi non durano lo spazio di un giorno, ma spesso rimangono in vigore per decenni, talvolta secoli. La Costituzione degli Stati Uniti è rimasta praticamente invariata dal 1797. Ti immagini che cosa succederebbe se i giudici americani la interpretassero ancora come i redattori originari? Lo stesso vale per il Code civil francese del 1804, per il Rikes Lag svedese del 1734, per il BGB tedesco del 1900, e ovviamente vale anche per le nostre leggi. Il giudice applica ciò che deve applicare, ma tende naturalmente (e opportunamente) a trascurare ciò che nel tempo diventa inutile e obsoleto. L’idea di un giudice che sia meramente una “bocca della legge”, benchè apparentemente logica alla luce del principio della divisione dei poteri, è stata, lo ripeto, un completo fallimento storico. Se vogliamo che un sistema giuridico assomigli alla società che deve governare, è necessario che i giudici adeguino la legge in sede interpretativa. Nel caso particolare della separazione personale dei coniugi, in tutti i casi che ho visto, il giudice, come previsto dall’art. 708 del codice di procedura civile, sente i coniugi separatamente, ma raramente si sforza di conciliarli (normalmente si limita a chiedere “sei sicuro/a di volerti separare?”). Infatti, la norma era stata prevista solo per fornire un piccolo contentino alle forze antidivorziste di 30 anni fa. In 30 anni la società si è evoluta ed è mutata. Non solo non è visto con disapprovazione chi si separa dal coniuge, ma addirittura si è diffuso il fenomeno delle coppie di fatto. Si ritiene quindi, e a ragione, che non sia più molto sensato che un giudiche si sforzi di conciliare chi si è ormai procurato un avvocato e ha evidentemente già preso una decisione adulta. Chi ha realmente interesse al famigerato “tentativo di conciliazione”? Proprio nessuno. Non il giudice, che perde semplicemente tempo, non le parti, che sono liberissime di riconciliarsi se lo desiderano, non la società, che accetta ormai serenamente che il matrimonio abbia un termine. Non posso invece riconoscermi nella rozza affermazione che mi attribuisci. Il giudice non è affatto libero di “fottersene” di qualsiasi regola processuale. Non può decidere a piacimento quali prove sono ammissibili e quali no, nè può a sua discrezione stabilire che un atto nullo è invece valido. Queste sono regole poste nell’interesse delle parti e della società e una loro violazione sarebbe motivo di appello o di ricorso in Cassazione.

    Filippo

    P.S. Nota che a differenza di te non mi spreco in insulti. Se potessi usarmi la stessa cortesia te ne sarei grato; altrimenti sarò costretto a penare che hai imparato le buone maniere dai tuoi pazienti.

  26. utente anonimo says:

    “A me risulta “Bonaparte” non “Buonaparte”.”

    Se non ricordo male (ma non ho verificato), Napoleone originariamente di cognome faceva Buonaparte, ma lo cambiò durante la Campagna d’Italia per farlo sembrare meno… italiano.

    Filippo

  27. utente anonimo says:

    Filippo, tu dici che io avrei affermato che nelle università non si insegna che vi è una scissione tra teoria è pratica.

    Sappimi leggere nel contesto dei miei commenti : ho affermato che spesso si insegna una teoria non corrispondente ad una pratica, non che , con discorsi di principio, generali, astratti, non si faccia il minimo riferimento alla possibilità della scissione.

    Ho poi portato l’esempio del tentativo di conciliazione in sede di separazione, di fatto disapplicato seppur previsto dalla norma, e tu mi hai risposto che era un esempio di chi non aveva frequentato le lezioni universitarie, o aveva fatto corsi serali, o aveva letto il Bignami.

    Io ti ho fatto presente il tuo implicito sprezzo per i lavoratori che nel contempo studiano e il fatto che il Bignami probabilmente lo avevi letto tu, dato che sapevi, a differenza di me, che conteneva anche questo riferimento.

    Dici poi che credi di aver dimostrato che io abbia detto il falso. Come?

    Hai riproposto il mio esempio , da te prima disprezzato, nei punti già sviscerati con il contributo di Ritvan e Paolino, tutti, tu compreso, d’accordo sul fatto che non viene quasi mai applicata la norma . Cosa c’entra con il tuo asserito aver provato che nelle università si insegna la scissione tra teoria e pratica ? Qual’è la logica connessione ?

    Per dimostrarlo, dovresti essere il responsabile di tutti i programmi di corso di tutte le università italiane e/o portarmi i risultati di interviste effettuate sul punto ai neo-laureati praticanti e ad avvocati e magistrati.

    Non so se i tempi siano cambiati, ma all’epoca, se durante l’esame ti dimenticavi , a domanda sulla procedura, che è previsto il tentativo di conciliazione, il punteggio diminuiva, non ti venivano a dire, chi se ne frega, ha fatto bene ad ometterlo, tanto non si applica.

    Aggiungo che trovo le tue modalità espressive oscillanti tra il liscio mattonico ed il contorto, quest’ultimo conseguenza forse di prolungate immersioni nel Sacco e di recinzione mentali col filo spinato delle regole operazioni crittotipe scisse dal dettato legislativo.

    Sei anche troppo brusco. Non è bello, non è fine, non è gentile tra colleghi , pur su fronti contrapposti, pur nel conflitto di interessi, esprimersi con frasi “Questo (che hai detto) è falso”. Si dice, ” Collega, ritengo che quanto da te affermato non corrisponda al vero, non sia esattamente così, e ti spiego il perchè..” Questa è una “regola operazionale” che forse ti potrà essere utile nella pratica.

    Sempre sulle tue modalità espressive mi soffermo per dirti che ci son voluti circa dieci tuoi commenti per capire il contenuto del manuale, risultato poi un manualetto ( chiarito da Francesca), che non tratta di storia, ma che comunque risale alle origini individuando le fonti dei principi processuali albanesi, ecc.ecc.. Non facevi prima a dire il titolo ?

    Aurora.

  28. utente anonimo says:

    “Sappimi leggere nel contesto dei miei commenti : ho affermato che spesso si insegna una teoria non corrispondente ad una pratica”

    Questo dipende ovviamente dalla qualità del docente. Nella mia esperienza i professori non mancano mai di confrontare la regola codicistica all’interpretazione giurisprudenziale.

    “Io ti ho fatto presente il tuo implicito sprezzo per i lavoratori che nel contempo studiano”

    Il senso che volevo attribuire alla frase non era quello. Se mi sono espresso male e ti sei offesa ti chiedo ovviamente scusa. Dovresti però riconoscere di esserti espressa in modo altrettanto offensivo nei confronti dei giuristi accademici.

    “Cosa c’entra con il tuo asserito aver provato che nelle università si insegna la scissione tra teoria e pratica ? Qual’è la logica connessione ?”

    Semplice, tu affermavi che nelle università non si insegna che il giudice raramente tenta veramente la riconciliazione. E’ falso. E’ talmente falso che la scissione tra dettato legislativo e regola operazionale è un pilastro della moderna scienza giuridica. Con ciò non intendo dire che tu sia consapevole della falsità della cosa; non sto dicendo che sei una bugiarda.

    “Per dimostrarlo, dovresti essere il responsabile di tutti i programmi di corso di tutte le università italiane e/o portarmi i risultati di interviste effettuate sul punto ai neo-laureati praticanti e ad avvocati e magistrati.”

    La comunità scientifica è talmente ristretta che conosco, di fama o di persona, praticamente tutti i docenti di diritto civile e di diritto comparato. Può essere che la tua università faccia eccezione, ma ho ben chiara quale è la regola.

    “Non so se i tempi siano cambiati, ma all’epoca, se durante l’esame ti dimenticavi , a domanda sulla procedura, che è previsto il tentativo di conciliazione, il punteggio diminuiva, non ti venivano a dire, chi se ne frega, ha fatto bene ad ometterlo, tanto non si applica.”

    Questo è un altro paio di maniche. Per sapere che esiste una scissione tra dettato legislativo e prassi è necessario che lo studente sappia che cosa dice il codice. Se lo studente afferma che il codice prevede il tentativo di riconciliazione, ma che questo raramente si applica, farà una bella figura, te lo assicuro.

    “Aggiungo che trovo le tue modalità espressive oscillanti tra il liscio mattonico ed il contorto, quest’ultimo conseguenza forse di prolungate immersioni nel Sacco e di recinzione mentali col filo spinato delle regole operazioni crittotipe scisse dal dettato legislativo.”

    Ogni frase può essere un insulto o un complimento a seconda di chi la pronuncia.

    “Si dice, ” Collega, ritengo che quanto da te affermato non corrisponda al vero, non sia esattamente così, e ti spiego il perchè..” Questa è una “regola operazionale” che forse ti potrà essere utile nella pratica.”

    Magari potresti ripassarla prima di esprimerti in termini sprezzanti nei confronti del mondo universitario. Sai, la gentilezza non è a senso unico e se ho reagito come ho reagito è perché sei stata tu ad essere offensiva verso una categoria che non conosci. Ti propongo di chiudere qui questa trita discussione.

    “che comunque risale alle origini individuando le fonti dei principi processuali albanesi, ecc.ecc..”

    Veramente non individua le fonti di un bel niente, nè credo di avere mai affermato una cosa simile. Il manualetto ha (e lo dico per la ventesima volta) la funzione di illustrare i principi processuali nei paesi di tradizione romano-germanica, rapportandoli al codice di procedura civile albanese. Nulla più, nulla meno. Non capisco neanche perché abbiamo dovuto sprecare così tanti commenti su quel manuale. Io l’avevo usato solo come esempio dell’isolamento culturale albanese.

    Filippo

  29. kelebek says:

    Io non ho alcuna intenzione di seguire la disputa giuridica, per semplice mancanza di tempo.

    Non ho idea su cosa si basi, né chi abbia torto o ragione.

    Vi invito solo a chiuderla qui. Se proprio ci tenete a continuarla, potete riprenderla nei commenti al post precedente.

    Per Filippo… ho sempre pensato che eri una spanna al di sopra di certi vecchi amici :-)

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    Per Miguel

    1]

    ….Domandina-ina-ina-ina al commento 2 per te ….Ripeto: non è una polemica, bensì un invito alla riflessione …..

    2]

    Stavo anch’ io per suggerire che la disputa giuridica fra Ritvan e Filippo nata sul vecchio thread ….ivi “muoia” anche….ma essa potrebbe andare avanti all’ infinito….. Sappi solo che il primo contendente giurista lo è stato una volta per il suo Pase, il secondo contendente invece giurista lo è stato lo è e sempre lo sarà per i suoi studenti….

    ….”Salomonicamente” dirò che Ritvan per me è stato un po’ troppo suscettibile, ma Filippo è un po’ troppo invidioso dell’ incarico che ricevette Ritvan a suo tempo e …. vuol far vedere a tutti i costi che “la sa + lunga di tutti” ….

    ciao, ciao

    Davide (per una volta vestito e “in borghese” …)

  31. utente anonimo says:

    Be’, visto che sei riapparso, miguel, ci potresti dire com’è andato l’incontro di ieri. Ma magari ci vuoi fare un post, più che uno sbrigativo commento. M’è venuta un po’ di curiosità anche perché qualche cretinetti sul blog di sherif, sapendo che c’eri, esprimeva l’intenzione di chiederti conto dei tuoi vecchi trascorsi, tanto per cambiare. Non mi stupirò mai abbastanza della buaggine di certuni. Si dicono defensores occidentis, libertatis et democratiae contro gli accecati dall’ideologie contrarie, e neppure si rendono conto che non si chiede mai per quali vie il singolo giunge alle sue posizioni politiche. Non si sa, né si può sapere perché una scelta invece d’un’altra. Alle volte, nel gruppo, ce lo chiediamo perché siamo proprio noi, con le nostre diversissime storie personali, a difendere l’immenso patrimonio del comunismo “carsico”, e, nella nostra piccola presunzione, a cercare di continuarlo come si può. La risposta è sempre quella: boh, è così, e andiamo avanti finché ci sentiremo di farlo. Si fa scienza solo dei grandi numeri: si può cercare di determinare il “campo di forze” entro il quale le molecole umane si muovono, mai le impalpabili spinte individuali che le muovono in questa o quella direzione, tanto più in periodi di scarsa polarizzazione sociale. E costoro chee danno a noi dei negatori della loro decantata libera volontà, poi pretendono di stabilire le scelte di ciascuno, quando addirittura negano che si possa stabilire lo schema generale delle forze sociali e il loro andamento complessivo. E sustituiscono gli strumenti scientifici adatti a questo scopo generale con stupidi psicologismi ad personam. Se noi siamo orbi d’un occhio, e lo ammettiamo, non avendo strumenti così affinati d’indagine a disposizione, costoro sono ciechi d’entrambi. p

    p.s. Naturalmente non ti chiedo di rispondere a quelle difficili domande sullo situazione israelo-palestinese, ma tu, di quell’intervista, se l’hai letta, come credo, che idea ti sei fatto?

  32. calmansi says:

    Eh sì, dai, come è andata a Firenze?

    :-)

    Claude

  33. utente anonimo says:

    Per P

    …guarda che Marx quando parlava di religione oppio di popoli mica diceva di disintossicarsi di cristianesimo per poi farsi delle overdosi di islam…

    ….la scienza dei movimenti delle molecole applicata alle persone…..

    di’ la verità: sei per caso un allievo di Comte giunto qui a un secolo e mezzo nel ” futuro ” con una macchina del tempo a carbone che sviluppa “etere” e “flogisto” ?!?!?!?

    NakedKingDavid

  34. utente anonimo says:

    Guarda che sarà la tua idea, ma io non credo affatto che sotto i nostri occhi ci sia una guerra di civiltà sotto la bandiera di religioni diverse. Quand’anche fosse, e non è, i comunisti sono per il ritorno alla barbarie e la distruzione della civiltà, cristiana o islamica che sia, sottomesse entrambe alla civiltà del capitale. Ciò detto, nello scontro tra la cristianissima russia e gli ottomani musulmani marx faceva un tifo sfegatato per questi ultimi. Comte era un classico “progressista” borghese, niente di più lontano da una visione rivoluzionaria della storia e della scienza. Per lui la scienza doveva occuparsi dei “fatti”, participio passato; per noi, anzitutto di ciò che si farà. Spero per una volta di esserti stato chiaro. p

  35. utente anonimo says:

    “Io non ho alcuna intenzione di seguire la disputa giuridica, per semplice mancanza di tempo.”

    Non ti perdi nulla, anzi. Si tratta di una polemica ormai stantia e per quanto mi riguarda qui finisce. Mi astengo, anche dal rispondere a Naked King e alle sue considerazioni “salomoniche” (ma certo che Salomone doveva essere un gran pezzo di str… :-))

    Filippo

  36. utente anonimo says:

    Anche io interrompo qui la disputa che fa emergere cosa significhi la superbia : mere affermazioni assurgono a dimostrazioni, l’asserita offesa altrui al mondo accademico/scientifico (?) la giustificazione per reagire ( lesa vanità ! ) con insulti a casaccio : Mister, ho studiato il famoso Sacco, ho superato sin dalla prima volta brillantemente l’esame, non ho frequentato per mia libera scelta le lezioni( non era obbligatorio) tutto quello che sapevo era scritto nei testi o succo della mia rapa, non conoscevo nessun professore, non avevo raccomandazioni, ho fatto sempre la “bella figura” riportando non gli “optionals” o il superfluo o il sovrappiù ma quello che necessariamente si doveva sapere per superare l’esame, non ricordo se con voto 26 o 30/30. Ho fatto bella figura anche perchè usavo termini appropriati, davo valore e significato alle parole, non avrei confuso con il professore, il diverso “peso” di un manuale o manualetto , specie se da lui scritto.

    E qui ho chiuso veramente con l’altrui vizio capitale che sta contaminando anche me.

    Mi scuso con ” i terzi”.

    Aurora.

  37. utente anonimo says:

    >A me risulta “Bonaparte” non “Buonaparte”.

    E poi, buttiamolo via il Paravia !

    Ciao. Aurora.<
    Si, stavolta:-) è come dice Filippo; lo cambiò per “francesizzarlo”. Chi parlava di lui in termini spregiativi, invece,(la nobiltà legittimista e i repubblicani) continuavano a chiamarlo “Buonaparte”. La storiella a cui facevo riferimento era questa:

    Un italiano si chiedeva (dopo le razzie compiute da Napoleone in Italia): “Ma i francesi son tutti ladri?” e un altro gli rispondeva “Tutti no, ma Buona parte sì”. Ovviamente, nel gioco di parole, la versione con “buona” era grammaticamente più corretta di quella con “bona”. Anche se implicitamente ricordava che il “ladro” era d’inequivocabili origini italiane:-)

    Ritvan

    P.S. Hasta el Paravia siempre!

  38. utente anonimo says:

    >Nota che a differenza di te non mi spreco in insulti. Se potessi usarmi la stessa cortesia te ne sarei grato; altrimenti sarò costretto a penare che hai imparato le buone maniere dai tuoi pazienti. Filippo<
    In questo post non ti sprechi, è vero, ma negli altri sì. Oltre agli insulti per così dire “espliciti” che hai usato a gogò (se vuoi te ne faccio di nuovo un’antologia) ti ricordo che anche il tuo sprezzante invito in stile marchesedelgrillesco di studiare prima di parlare rivolto a me e a Aurora è da considerarsi un insulto, alla luce della corrente Giurisprudenza. Da eccelso studioso del diritto quale ti ritieni saprai che recentemente la Cassazione ha confermato la condanna per ingiurie inflitta dal giudice di pace ad una imprenditrice per aver detto ad una sua dipendente di origini straniere “Impara l’italiano prima di parlare”.

    Ritvan

    P.S.I miei pazienti non insultano, al massimo graffiano e mordono se qualche imbecille rompe loro le scatole. A insultare (ma sempre in risposta a insulti altrui, io) ho imparato da certi pseudogiuristi da strapazzo.

  39. Ritvan, per favore… hai avuto l’ultima parola, non pretendere pure la postultima :-)

    Discussione chiusa.

    Miguel Martinez

  40. utente anonimo says:

    SUBLIMEEEEE:

    “Ti ricordo che anche il tuo sprezzante invito in stile marchesedelgrillesco di studiare prima di parlare rivolto a me e a Aurora è da considerarsi un insulto, alla luce della corrente Giurisprudenza. Da eccelso studioso del diritto quale ti ritieni saprai che recentemente la Cassazione ha confermato la condanna per ingiurie inflitta dal giudice di pace ad una imprenditrice per aver detto ad una sua dipendente di origini straniere “Impara l’italiano prima di parlare”.

    Ritvan…..

    Semplicemente sublime… ricacciare in faccia a certi ipocriti proletaristo-terzomndisti saccenti le loro stesse

    “Armi d’ istruzione [:-)] di massa”

    ——-

    Ritvan 10 – Filippo 0

    Fine del Match

    N.K.D.

    :-)

  41. utente anonimo says:

    Grazie, Naked King! Ma anche quel tuo “Armi d’ istruzione [:-)] di massa” lo trovo SUBLIME. Se permetti, me lo segno. E’ altamente “paradigmatico” (come dicono loro:-) ) di certa “intelligentsia”.

    Ciao

    Ritvan

  42. utente anonimo says:

    >nello scontro tra la cristianissima russia e gli ottomani musulmani marx faceva un tifo sfegatato per questi ultimi.<
    Ma non credo che lo facesse per amore dell’Islam:-). L’Impero Ottomano a quel tempo veniva già chiamato “il malato del Bosforo”, era prossimo alla disfatta. Una vittoria della Russia zarista avrebbe rafforzato di molto quest’ultima che era una delle potenze europee più “reazionarie” e “antimarxiste”(se non la più “reazionaria” ed “antimarxista”), mentre una vittoria turca avrebbe al massimo conservato lo statu quo, che corrispondeva ad un peso nullo della Turchia nei disegni “rivoluzionar-proletari” di Marx . Per motivi analoghi (ossia temendo il rafforzamento della potenza russa, con conseguente “rottura” degli equilibri europei) le altre potenze europee diedero manforte alla Turchia. Una volta tanto Marx e i biechi borghesi guerrafondai europei furono perfettamente d’accordo:-).

    Ciao

    Ritvan

  43. utente anonimo says:

    Ooh, finalmente, caro Filippo, torniamo a ragionare con la dovuta calma e chiarezza. Difatti, io non la facevo una questione personale con te, bensì una questione di principio. Dal tuo ultimo post riporto due paragrafi che mi consentono – finalmente! – di fare il mio ragionamento.

    >Si ritiene quindi, e a ragione, che non sia più molto sensato che un giudiche si sforzi di conciliare chi si è ormai procurato un avvocato e ha evidentemente già preso una decisione adulta<
    Si ritiene? CHI lo ritiene? L’illustrissima congrega dei prof universitari di Diritto che si conoscono fra di loro per frequentazione o di fama? Ma chi si credono di essere? La Terza Camera del Parlamento, per dire che tale norma OBBLIGATORIA PER LEGGE può, anzi DEVE essere tranquillamente ignorata? Qui non si tratta di una o più interpretazioni diverse di una norma giuridica, -cosa perfettamente lecita -qui si tratta – detto in azzeccagarbugliese -di “istigazione all’omissione d’atti d’ufficio”!

    Io non contesto il buonsenso di chi dice che tale norma sia obsoleta, inefficace, inutile e chi più ne ha più ne metta. IO CONTESTO IL DIRITTO ARROGATOSI DA IMPIEGATI DELLO STATO DI “ABOLIRE” DE FACTO – per qualsivoglia motivo, anche il più nobile e non mi pare che qui di nobiltà ci sia traccia – UNA NORMA FIGURANTE NEL CORPUS GIURIDICO DELLA REPUBBLICA. Per me è e rimane una aberrazione giuridica, anche se TUTTI i prof di TUTTE le facoltà italiche di giurisprudenza si mettessero d’accordo per dire il contrario. Poi, vorrei che mi fosse spiegata una cosa che tu saprai senza dubbio meglio di me: sono stati i giudici che motu proprio e per “passaparola” si son messi a fregarsene del “rito riconciliatorio”, oppure sono stati i prof del Diritto a teorizzare tale “facoltà”? Perché, mio caro, un conto è prendere atto di una deplorevole realta in un Paese dove ognuno si fa un po’ i c..zi suoi fottendosene allegramente di quel che dice la legge e un altro è propugnare la neccessità di fottersene della legge. Per farti un esempio banale: ormai tutti sappiamo che nelle strade di Napoli nessun vigile multa – per comprensibili motivi – i baldi giovinastri (che sono spesso e volentieri parenti di potenti boss cammorristi) scorrazzanti in tre sul motorino, rigorosamente senza casco. Nessun PM napoletano – dato che anche i PM non è che vanno da casa al lavoro tramite teletrasporto:-) – ha mai fermato una tale congrega di giovanotti e nessun PM ha mai incriminato il vigile strafottente che, anche al suo passaggio, guarda benevolo il caravanserraglio dei baldi giovinotti coi capelli al vento. Ma non c’è l’obbligatorietà dell’azione penale?! Fammi indovinare, secondo me si son messi attorno ad un tavolo di concertazione vigili, polstrada, PM e chi più ne ha più ne metta e hanno concluso che quegli articoli del codice della strada che impongono l’uso del casco e vietano di salire in due sul motorino siano una grossissima stronzata, fatta per compiacere quei biechi e retrivi cattolici che cianciano del valore della vita umana e della neccessità di proteggerla mediante tali norme!:-). Oppure è stata una serie di articoli pubblicati dalle maggiori Autorità Scientifiche del Diritto Italico a “suggerire” alle autorità napoletane quel comportamento?

    >Non posso invece riconoscermi nella rozza affermazione che mi attribuisci.<
    Rozza? Perché rozza? Scusa, ma se il giudice se ne fotte della “riconciliazione” imposta per legge e il PM napoletano se ne fotte dei vigili “ciechi” e dei centauri senza casco, il “rozzo” sarei io?

    >Il giudice non è affatto libero di “fottersene” di qualsiasi regola processuale.<
    Ah, no? E chi lo decide di quale regola IMPOSTA PER LEGGE può fottersene e di quale no? C’è una “Spectre” del Codice che glielo sussurra nell’orecchio, senza pubblicarlo nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica? Bene, complimenti vivissimi! Questo sì che si chiama Stato di Diritto!

    >Non può decidere a piacimento quali prove sono ammissibili e quali no, nè può a sua discrezione stabilire che un atto nullo è invece valido. Queste sono regole poste nell’interesse delle parti e della società<
    Ah, sì, queste sono regole “nell’interesse delle parti e della società”, mentre quella di tentare la riconciliazione o di mettersi il casco in moto sono messe per compiacere il Papa, vero? E chi lo ha decisa questa divisione alla Nasreddin:-), la “Spectre” Invisibile di cui sopra?

    >e una loro violazione sarebbe motivo di appello o di ricorso in Cassazione.<
    Ooooh! E qui ci siamo. Mio caro, tu lo sai meglio di me che TUTTO può essere motivo di appello o ricorso in Cassazione. Teoricamente anche una sentenza di divorzio, se il giudice non ha fatto il “rito riconciliatorio”. E se risultasse vero, la sentenza di divorzio sarebbe sicuramente annullata per “vizio procedurale”. Però, siccome nessuno degli ormai ex-coniugi sarebbe tanto pazzo e autolesionista di appellarsi, la cosa muore lì. Ecco perché il malvezzo di fottersene di una regola procedurale IMPOSTA PER LEGGE impera. “Una rottura di palle in meno” dice il giudice, sicuro che NESSUNO appellerà. Infatti, concordo con te che le ricadute negative sui singoli o sulla società in questo caso siano pressocché nulle. Ma sulla CERTEZZA DEL DIRITTO sono enormi, poiché si LEGITTIMA un precedente pericolosissimo. E non a caso in tutti i sondaggi fatti sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni la Giustizia occupa SEMPRE gli ultimi posti!

    Ciao

    Ritvan

  44. utente anonimo says:

    >E non a caso in tutti i sondaggi fatti sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni la Giustizia occupa SEMPRE gli ultimi posti< Ceeerto,immaginati come aumenterebbe, la fiducia, se i giudici cominciassero a rompere le palle cercando di fare riconciliare due che sono arrivati a sbrabarsi in tribunale… sei un genio Ritvan, hai risolto i problemi del sistema giudiziario italiano ;-)! Ale

  45. utente anonimo says:

    Ritvan, per non dare troppo fastidio agli altri, ti ho risposto sotto “le virtù private di Margherita Boniver”.

    Filippo

  46. utente anonimo says:

    Bentornato MM, certo che stare via tutto questo tempo per organizzare ‘sta bella pensata …

    Non ti viene il dubbio che l’unica cosa in grado di rafforzare le posizioni della Fallaci (che trovo una fanatica estremista anti-islamica e una pericolosa amica per i cattolici) sia far parlare in pubblico persone come la Valent o lo Sceriffo? Che confermano i peggiori pregiudizi sulla cattiveria e ostilità degli islamici nei nostri confronti? Tu sei un Gran Nemico dell’Occidente ma sei garbato e spiritoso, se questi due parlano come scrivono sul blog mi aspetto pessimi frutti.

    Francesco

  47. utente anonimo says:

    >Tu sei un Gran Nemico dell’Occidente ma sei garbato e spiritoso, se questi due parlano come scrivono sul blog mi aspetto pessimi frutti.< Come ho scritto altrove, i veri nemici dell’occidente sono quei poveri di spirito, come Oriana Fallaci e Magdi Allam, che non ne capiscono i valori e le conquiste culturali: la pari dignità di ogni soggetto a prescindere dall’origine etnica e religiosa, la responsabilità penale individuale, il diritto di ogni persona a difendere i propri diritti in sede giurisdizionale. Filippo

  48. utente anonimo says:

    Caro Filippo,

    i nemici non hanno il diritto ad una difesa in sede giurisdizionale ma ad una guerra, dove gli si spara come li si vede.

    Se fossimo così fessi da dargli la difesa mentre loro (giustamente) ci combattono, il rapporto di forze necessario per vincere sarebbe spropositato. E dubito che lo abbiamo.

    Questo con le conquiste culturali dell’occidente non c’entra nulla.

    Francesco

  49. utente anonimo says:

    >i nemici non hanno il diritto ad una difesa in sede giurisdizionale ma ad una guerra, dove gli si spara come li si vede.< Se parli del nemico armato sul campo sono perfettamente d’accordo. Infatti ritengo che gli iracheni abbiano tutto il diritto di sparare addosso alle truppe di occupazione. Io però mi riferivo alla squallida propensione di buona parte dei nostri opinion makers ad attaccare indiscriminatamente tutto ciò che è musulmano, compresa una buona fetta della popolazione italiana. >Questo con le conquiste culturali dell’occidente non c’entra nulla. < C’entra tutto invece. Se non garantiamo un trattamento costituzionalmente corretto ai musulmani d’Italia tradiamo i migliori frutti della nostra cultura. Filippo

  50. utente anonimo says:

    >Ritvan, per non dare troppo fastidio agli altri, ti ho risposto sotto “le virtù private di Margherita Boniver”.

    Filippo<
    E mi pare (ma non sono sicuro, le cose sono diventate un po’ confuse:-) ) che io ti abbia ri-risposto nello stesso post.

    Ciao

    ritvan

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>