Il segreto degli albanesi

E’ sempre affascinante vedere l’effetto allucinogeno della néoconnarderie su menti fragili e indifese.

Prendiamo il caso del signor Luca Italiano Doc, che commenta un post stamattina sul blog di Sherif. Certo, le inchieste sociologiche dimostrano che gli italiani aborigeni sono in media meno studiati degli immigrati, però fa effetto lo stesso sapere che c’è gente in Italia che ancora crede che la voce principale dell’economia albanese sia costituita dalla caccia agli gnu.

Leggere per credere:

questa repressione è uno dei pochi eventi che in questi anni mi fa stimare la Francia: per gli asini sono sempre esistiti 2 metodi educativi: il bastone e la carota… e sarà sempre così… non ho mai visto (e ripeto MAI) un albanese o uno slavo (maschi, non donne) perbene, un marocchino per bene, un tunisino per bene… questa gente ha la delinquenza radicata nella società. Solo i regimi totalitari sono stati in grado di contenerli (vedi Tito e simili).
E questi francesi da 2 generazioni ancora non capiscono che devono essere grati alla Francia se ora fanno parte di una grande nazione e non stanno nella savana ad inseguire li gnu !!!
Luca (ITALIANO DOC)

Il bello è che gente come Luca deve esistere realmente, da qualche parte. Ve lo immaginate, che so, a fare la fila accanto a te alla posta, oppure come compagno di viaggio su un treno?

 

Un commercialista di Valona va a fare la spesa alla bancarella di uno slavo maschio

 
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42 Responses to Il segreto degli albanesi

  1. talib says:

    io mi siedo qui comoda e aspetto Ritvan, che i marocchini cacciavano LI gnu, e gli albanesi? diccelo!

  2. utente anonimo says:

    Io dopo aver visto attecchire Forza Nuova e le teorie Evoliane persino in Sicilia (sfido a trovare siciliani che non abbiano progenitori arabi!!!) non mi stupisco più di niente. L’ignoranza è il più grande male che può affliggere l’uomo, se non si cura quella prima di tutto si perde solo tempo.

    Ingmar

  3. utente anonimo says:

    Miguel,

    tu ti diverti troppo a sparare sulla Croce Rossa, sei peggio degli ianchis!

    Vabbè, la mia solidarietà ai Maschi dei popoli, soprattutto quelli che dovessero fare davvero i cacciatori di gnu, che sono bestie grosse e pericolose.

    Francesco

  4. utente anonimo says:

    Mah, che ti devo dire Talib mio, come osservi tu “LI gnu” parlano da soli, non ti pare?:-). Però, proprio per non scendere al suo livello, all’ineffabile “italiano DOC” un merito nel campo dell’erudizione glielo devo riconoscere: egli sa distinguere fra albanesi e slavi, cosa che la stragrande maggioranza dei giornalisti italici non sa fare (proprio 4-5 giorni fa “Libero” ha pubblicato una mia lettera in cui mi lamentavo della confusione in un articolo di quel giornale, ma anche di altri giornali in generale).

    L’italico DOC evidentemente non legge le statistiche diffuse dal Governo (di destra) del suo paese e crede che solo ciò che lui vede e comprende sia la Verità; se l’ intera Umanità avesse addottato il suo “sistema” saremmo ancora qui a credere che la Terra sia piatta come una padella e che sia il Sole a girarle intorno.

    Le statistiche dicono sì che circa il 30% della popolazione carceraria italica è costituita da extracomunitari e questo, a prima vista, sembrerebbe dare ragione al nostro amico razzistoide. Però, se vai a paragonare il tasso di galeotti della popolazione italica con quello degli extracomunitari REGOLARI…Sorpresa! Il secondo risulta nettamente più basso. Ergo, è la clandestinità imposta principalmente dalle inique e stupide leggi sull’immigrazione che produce delinquenza.Con buona pace delle cattive frequentazioni extracomunitarie del nostro amico.

    Che poi un cittadino del paese di cosa nostra, camorra, ndrangheta e sacra corona unita (4 mafie, una in più delle Triadi cinesi:-) ) accusi altre società di avere “la delinquenza radicata” mi pare proprio il classico bue che da del cornuto all’asino:-).

    Quelli che si pavoneggiano con la gloria (presente o passata) dei propri compatrioti, in un’aberrante ottica “da branco” mi ricordano il ramarro che esclamava tronfio d’orgoglio:”Mio cugino di primo grado è un coccodrillo”. Peccato che nella sua filippica razzistoide il nostro si sia scordato degli egiziani, perché uno di questi avrebbe potuto rispondergli, rendendo pan per focaccia (come fece il grande Disraeli al Parlamento britannico):”Quando i miei antenati costruivano l’ottava meraviglia del mondo, i tuoi pascolavano le pecore in riva al fiume Tevere”.

    Ciao

    Ritvan

  5. bioro76 says:

    Sarei curiosa di sapere dov’è la savana in Albania. O in Marocco e in Tunisia, ma vabbhè.

    Io due tipetti del genere ce li avevo ieri accanto proprio in treno. Ma erano anziani e ho taciuto per “rispetto”. Un anno fa avrei risposto, ma mio marito tunisino e quindi delinquente congenito mi ha sempre spinto a rispettare gli anziani. Quanto spreco.

  6. utente anonimo says:

    Avrei una diversa ipotesi: è gente che finge di essere ignorante, in realtà il loro unico scopo è alzare un “fuoco di sbarramento” e deviare i commenti verso fatti secondari e stranoti.

    Cosa che ben si spiega, con l’anonimato generale che c’è in internet, e anche con i tempi di lettura veloci.

    Ma anche fuori dai blog, c’è gente simile: Leggo (a proposito di allucinogeni) “… Tante segnalazioni che hanno fatto imboccare agli inquirenti la pista di uno dei numerosi rapimenti di bambini compiuti da zingari. …” e mi chiedo quali, quanti siano i “numerosi rapimenti”. Vi risultano?

    PS: la IADL solo di musulmani si occupa? Così, tanto per sapere da dove iniziare…

    Fabrizio

  7. kelebek says:

    x bioro76

    Mia cara, noi albanesi, delinquenti altrettanto incalliti:-) abbiamo un detto che fa al caso tuo:”Anche la grande quercia ha 100 anni, ma non per questo è saggia”.

    Suppongo che tu sia donna e di pura stirpe italica e, pertanto, non potresti seguire il mio esempio goliardico, ma te lo dico lo stesso. Io, quando viaggio sui mezzi pubblici e ho la “fortuna” d’imbattermi in tipi del genere do loro spago. Anzi, rilancio – spacciandomi spudoratamente per italiano DOC, grazie anche alla mia buona padronanza della lingua – con frasi tipo “ma questi zoticoni che vengono qui a rubarci il lavoro, a delinquere… e che per di più puzzano. Ecco, p.es., lei pottrebbe sopportare la puzza di un extracomunitario albanese, se venisse a sedersi vicino a lei?”. E piacevolezze del genere. Poi, verso la fine del viaggio, tiro fuori dal cilindro:-) il mio passaporto e il permesso di soggiorno e me la godo un mondo a guardare la faccia di m…che fa il tizio:-) :-). Eh, lo so son cose che non si dovrebbero fare, specie coi vecchietti (potrebbero avere un infarto:-) ) ma io sono un gran burlone.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ho visitato per la prima volta il blog di Sherif per dare una risposta all’ “italiano DOC” e ho notato che Sherif usa la “censura preventiva” di tutti i post. Non mi piace.

  8. utente anonimo says:

    Per Francesco,

    ovviamente esistono destri e destri, e non intendo metterli tutti sullo stesso piano.

    Per Ritvan,

    Simpatico il gioco che fai con i razzisti nostrani…

    le statistiche cambiano in modo notevole se si considera un gruppo di italiani omogeneo a quello dei migranti, proporzionalmente più giovani, scapoli e maschi degli aborigeni.

    Per Fabrizio,

    l’IADL segue anche il caso della romnì di Firenze.

    Non è giusto ridere sulle disgrazie, ma dall’articolo della Padania che linki mi viene un sospetto:

    “Ecco la nuova foto di Angela Celentano in una ricostruzione a 9 anni dalla scomparsa: le fattezze sono quelle di una fanciulla meridionale dai capelli lunghi e corvini, occhi grandi e scuri.”

    Non è che, più che rapita dai Rom, è Rom?

    Comunque non tutte le mamme sono come Alessia Orlandi, se la madre di Angela Celentano dice:

    «Noi non crediamo sia tra i Rom. Chiediamo di vedere piuttosto tra le persone normali»

    Poi ognuno ha la propria idea di cosa significhi “normale”…

  9. talib says:

    Mi basta essere italiano per essere imbarazzato, non ho bisogno della coloritura politica.

    A dire il vero, già essere umani crea un legame inestirpabile.

    Forse è per quello che mi arrabbio con te, sei duro a sangue freddo. Senza essere fuori come un balcone come Dacia, che trovo solo folkloristica.

    Vabbè, saluti a tutti gli gnù e see you at the far side ….

    Francesco

  10. talib says:

    Ritvan, secondo me dovrebbero darti dei contributi pubblici, per fare quello scherzetto!

    Davvero, non mi viene in mente niente di più efficace, perchè la gente che parla così, non ha mai relazionato con nessuno dei cacciatori di gnu di cui parla!

  11. utente anonimo says:

    scusate, oggi ho manie di protagonismo.

    Volevo aggiungere che il problema rappresentato da questa tipologia di “italiani DOC” è duplice.

    Da una parte, come dice Ritvan “crede che solo ciò che lui vede e comprende sia la Verità”, che collegato alla mancanza di curiosità (e quindi alla mancanza di contatti diretti) è già un robusto muro per la comprensione. In più, questa gente non legge, degli altri.

    Cosa resta? quello che scrivono i giornali, ma la cronaca non può supplire alla quotidianità e – anzi – se non ne è complemento, diventa pericolosissima.

  12. talib says:

    Non sono d’accordo.

    Basterebbe un articolo ogni tanto su “veterinario albanese si getta nel Po e salva bambina mantovana che stava annegando”, “operaio serbo trova portafoglio e lo restituisce”, insomma la cronaca spicciola della vita normale che, credo proprio, la gran parte degli immigrati vive per scalfire i pregiudizi.

    Io scommetterei che il nostro amico DOC di maschi stranieri non ne conosce neppure uno abbastanza bene da dire se sono onesti o meno.

    Francesco

  13. utente anonimo says:

    Il fatto è che la quotidianità di un extracomunitario non è salvare bambine che annegano e restituire portafogli, come non lo è quella degli italiani. Non credo che uno straniero per avere diritto ad essere considerato una persona normale debba essere un eroe.

    Quotidianità è tutto quello che non fa notizia, il resto è eccezione. Per conoscere la quotidianità degli altri ci sono tanti modi, mangiarci un panino insieme o leggere un romanzo hanno pari dignità, per me, ma ci deve essere curiosità, voglia di conoscere, altrimenti resta solo la cronaca dei giornali.

  14. Sono d’accordo con Talib. Sennò mi dovrei rassegnare a combinare un’altro tipo di scherzetto: fare lo sgambetto ad una bambina mantovana sul ponte del Po, per poi tuffarmi a salvarla:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. x Francesco. Guarda che non ti devi sentire in imbarazzo. Io sfotto italiani perché mi trovo in Italia, ma se andassi in un altro paese toccato dall’immigrazione sarebbe lo stesso. E anche se fosse l’inverso, ossia che gli italiani approdassero laceri ed affamati in un’Albania opulenta, i miei compatrioti farebbero le stesse castronerie. Il “razzismo” o meglio la xenofobia è un complesso che la selezione naturale (o il Diavolo, per te che probabilmente non credi in Darwin:-) ) ha inculcato in ognuno di noi. Solo il saggio riesce a superarlo. E di gente saggia in giro ne vedo poca, in qualsiasi paese si vada.

  15. utente anonimo says:

    Riprendo da Ritvan: Il “razzismo” o meglio la xenofobia è un complesso che la selezione naturale […] ha inculcato in ognuno di noi. Solo il saggio riesce a superarlo.

    Ora, non saprei classificare Luca Italiano Doc, ma ne vedo troppi in giro – per un paese tendenzialmente bastardo come l’Italia, per non credere che + che convinzione, il loro sia un atteggiamento di chiusura, o teso a deviare le discussioni che ci sono.

    Quanto ai tram e ai vecchietti, non saprei dire quanto siano rappresentativi, se non dello stesso atteggiamento di chi di fronte a qualcosa che non sa spiegarsi, fa gli scongiuri con vecchie litanie.

    Per finire, sono dell’idea che la presa di fondelli di Ritvan sia l’atteggiamento migliore, ma di fronte a chi invece si nasconde dietro uno pseudonimo (e credo nasconda i suoi veri pensieri e paure), non so come prenderlo per il culto.

    Fabrizio

  16. utente anonimo says:

    Ma non per questo rinuncio a vergognarmi per le esibizioni di stupidità che vedo: se è possibile la saggezza diventa anche dovuta.

    Francesco

    Hai quasi ragione. Nel senso che conosco troppo poco Darwin per avere un’opinione (ma il mio laicissimo professore di scienze del liceo diceva che il calcolo delle probabilità smentiva il modus operandi della selezione naturale previsto dal darwinismo).

  17. kelebek says:

    Desolante, non c’è dubbio. Tuttavia -considerata la fonte cognitiva- c’è sempre il dubbio di avere a che fare con nickname e commenti inventati ad arte da chi ha interesse a dimostrare le proprie tesi.

    Sia chiaro, Miguel, che non sto parlando di Te. Hai visto un commento particolarmente folklorisitico lasciato su un blog altrui e hai tratto le conclusioni del caso.

    Tuttavia, considerato che stiamo parlando di un blog gestito da un blogger/pubblicista che vanta tra i suoi titoli un’intervista ad un soggetto inesistente (halina barre), qualche dubbio sull’esistenza di quel “Luca (italiano vero)” al di fuori dell’universo immaginario di quel blog mi sembra doveroso.

    In ogni caso il blogger in questione potrà chiedere l’assistenza tecnica della sua mente pensante di riferimento e comunicare all’universo mondo ip e dati anagrafici effettivi di “luca (italiano vero)”.

    Giuseppe

  18. piccolacocco says:

    Per Giuseppe,

    certo che il post citato potrebbe essere un falso.

    Il problema è, come chiamare un falso perfettamente identico a migliaia di opere simili autentiche? Tipo una “falsa bottiglia di Coca Cola”, insomma.

    Infatti, è praticamente impossibile satireggiare lo stile neoconnard, perché la satira consiste (Claude mi corregga se sbaglio) nell’enfatizzare ed esagerare certe caratteristiche di un discorso; ma lo stile neoconnard consiste esso stesso nell’esagerazione.

    Miguel Martinez

  19. Non è mia intenzione ragionare sulla validità o meno delle tesi dell’Italiano doc, bensì sulla frase iniziale del post d’avvio: “effetti…..su menti fragili e indifese”.

    La mente indifesa è tipicamente quella del bambino, anche se ha numerose potenzialità.

    Nell’adulto, essa, se non ha avuto la possibilità di strutturarsi, diventa anche fragile.

    Nel frattempo ha pure perso gran parte delle potenzialità, nel senso che è meno versatile di un tempo.

    A questo punto il gioco è fatto: è possibile guidare l’individuo a piacimento.

    Non ho elementi per poter dire che L’italiano doc possa essere ciò che ipotizza possibile Giuseppe.

    E’ innegabile però che pensieri del tipo quelli da lui espressi, esistono, sono frequenti e, a mio avviso, facilmente determinabili.

    Provate ad esempio a fare ad una platea di studenti l’affermazione “gli asini possono volare”.

    Tutti ridono.

    Poi chiedete perché ridono.

    Risponderanno che “Non si è mai visto un asino volare”.

    Aggiungete: “Questo lo dici tu! Io ne ho visto uno che volava. Quindi possono”.

    Reazione: prima panico perché quella strana cosa la sta dicendo un’autorità, poi, ancora un po’ increduli, cominciano a chiedere i particolari, e se sai essere convincente, finiscono col crederci pure.

    Fin ora mi è capitato che un solo ragazzo mi guardasse come si guarda un incompetente e mi dicesse seccato: “Lei può raccontare tutto quello che vuole ma gli asini sono grossi, non hanno le ossa cave come gli uccelli per diminuire il peso specifico e non hanno le ali per opporsi alla forza di gravità”.

    L’ignoranza, come pure (discorso ulteriore) la ricerca di un’evasione mentale che dia l’illusione di alleggerire il peso della vita, credo renda le persone facile ricettacolo di tutto ciò che l’imbroglione o chiunque altro intende trasmettere.

    Come dicevo, penso che le affermazioni dell’Italiano doc non siano affatto sporadiche.

    Inoltre, se l’istruzione, l’informazione e la precarietà delle menti sovraccariche di problematiche imminenti da affrontare, viaggeranno come stanno viaggiando verso la distruzione della capacità di analisi e la necessaria riduzione della complessità dei sistemi a pochi raccordi di rete, sporadiche penso lo saranno sempre meno.

    Cocco

    Ps. Ho conosciuto un Tunisino – bellissima persona – il quale una notte, ha chiamato l’ospedale perché la figlia aveva le convulsioni. I vicini, al sentire la sirena dell’ambulanza, si sono comportati come fosse quella della polizia che va a fare una retata.

    Lo so perché mi sono fermata a parlare con lui e me lo ha raccontato quasi in lacrime, aggiungendo pure che era inutile parlarne poiché anni di vita dignitosa e lavorando sodo non avevano spostato di un millimetro la prevenzione che i vicini avevano fin da quando era arrivato in Italia.

  20. Ste65 says:

    Beh,

    Al di là del fatto che Luca esiste e che la pensa esattamente cosi come scrive e – come dice Miguel – come scrivono centinaia di altri neocon, dire che ho intervistato una persona inesistente è una falsità. Ho intervistato via email una persona che fa uso dello pseudonimo Halima Barre, cosa perfettamente legittima: è un espediente usato spesso dagli intervistatori specie quando trattano temariche sensibili e chi risponde non vuole, per qualche motivo, far conoscere la propria identità. Non esiste come “Halima Barre”, con buona pace del giullare di Via del Corso che l’ha perfino definita figlia di Siad Barre, ma esiste come persona. Tutto qua.

    Sherif

  21. utente anonimo says:

    L’unica cosa che mi fa sorridere di “Luca Italiano DOC” è la sua pretesa d’esser di “origine controllata”.

    Credo che non abbia la minima idea di quale miscuglio genetico sia in realtà la “razza” (sic!) italiana.

  22. piccolacocco says:

    >I vicini, al sentire la sirena dell’ambulanza, si sono comportati come fosse quella della polizia che va a fare una retata.<
    E vabbè, ma oltre ad essere xenofobi, i cari vicini erano pure daltonici ed analfabeti? Da quando in qua la polizia va a fare retate con furgoni bianchi con una croce dipinta sopra e con suscritto AMBULANZA? Ah, forse li ha confuso il fatto che – per facilitare la lettura sugli specchi retrovisori -la scritta spesso è AZNALUBMA e hanno creduto che quella era una scritta in arabo che significava “veicolo adibito al trasporto in galera di tunisini cattivissimi”:-).

    Ci sarebbe da ridere, se non fosse da piangere….

    Ritvan

  23. PLAYAGIRON says:

    Certo Ritvan! Meno male che ci sei tu che sai scherzare anche sui fatti pesanti. Sul serio. Non sto ironizzando.

    Non impota che avessero visto che era un’ambulanza.

    La prevenzione va al di là del fatto….altrimenti sarebbe più facile combatterla.

    Prima si sono precipitati a verificare che la porta di casa fosse serrata aggiungendo qualche mandata di sicurezza, poi hanno visto che si trattava di un’ambulanza ma non sono tornati sui loro passi, nè l’indomani, incrociando per le scale quel signore gli hanno chiesto cosa fosse successo. Soprattutto di quest’ultima cosa lui era molto amareggiato.

    Un appunto.

    Ritvan, è vero che all’inizio ho imparato a riconoscere i tuoi post dai ps più lunghi dello “scriptum” e dal contenuto spesso più importante….. però i miei no! :-(

    Cocco

  24. utente anonimo says:

    Di DOC in Italia, riconosco solo alcuni vini… Non ho nulla da spartire con un connazionale che si esprime in questi termini…

  25. Devo essere proprio GNUcca, perchè non riesco a capire quali siano ” le tematiche sensibili” di cui tratterebbe il/la sedicente Halima Barre e che le impedirebbero di presentarsi con nome e cognome o i motivi che le hanno impedito di dire SUBITO che il suo era uno pseudonimo.

    Comunque ognuno ha i suoi parametri di presentazione : c’è chi si inaugura con una frottola.

    Aurora.

  26. kelebek says:

    Giustissimo quel che dici della satira, Miguel. In America, Bush ha messo i satiristi in crisi per lo stesso motivo: gli rubava il pane.

    Cocco, durante la guerra del Kosovo, una domenica ho ricevuto una telefonata della polizia. “Tutto tranquillo a casa sua?” “Beh sì, sono da sola, e non ho l’abitudine di litigare con me stessa.” “No, intendevo nel palazzo.” “A me pare, ma venga al dunque, per favore”

    Il dunque era che una mia vicina kosovar aveva fatto una crisi di ansia respiratoria guardando la televisione albanese che trasmetteva nomi di vittime in Kosovo. Quando il marito aveva chiamato l’ambulanza, il centralinista aveva sentito un uomo reso incoerente dalla preoccupazione, una donna che sembrava rantolare e bambini che piangevano, terrorizzati. Quindi aveva mandato l’ambulanza e avvertito la polizia, nel caso che fosse stato un delitto passionale.

    Questo stronzo di un poliziotto ha perso tempo a chiamare tutte le famiglie dai cognomi svizzeri o italiani del palazzo per raccogliere “informazioni” sulla famiglia I. (abbiamo tutti detto che era una famiglia molto simpatica, con 5 figli ben educati).

    Per fortuna gli ambulanzieri non hanno aspettato la pula. Quando sono andata dagli I., stavano dando l’ossigeno alla signora, la custode aveva portato i figli a casa sua a giocare con i suoi.

    Tutto a posto. Salvo che quando gli ambulanzieri stavano portando la signora I. in ospedale per accertamenti, è arrivata la macchina della polizia con lampeggiante e sirena che urlava. Eravamo tutti indignati, e glielo abbiamo detto in modo più o meno diplomatico.

    Erano 12 anni che gli I. vivevano qui, benvoluti da tutti nel palazzo e dove lavoravano. I figli andavano benissimo a scuola.

    Ma la signora I. è rimasta così offesa che appena la guerra è finita, è voluta tornare in Kosovo ad ogni costo: hanno campeggiato per mesi in una casa semidistrutta.

    Claude

  27. utente anonimo says:

    Interessantissimi i post di Cocco e di Claude

    Miguel Martinez

  28. utente anonimo says:

    “Basterebbe un articolo ogni tanto su “veterinario albanese si getta nel Po e salva bambina mantovana che stava annegando”, “operaio serbo trova portafoglio e lo restituisce”, insomma la cronaca spicciola della vita normale che, credo proprio, la gran parte degli immigrati vive per scalfire i pregiudizi”

    Condivido il commento successivo di talib e poi inoltre mi sembra che si possa correre ancora il rischio di giustificare il fatto che un “veterinario albanese” sia qualcosa di diverso da un “veterinario” di non nazionalità non meglio specificata, ossia che qualcuno perché è “albanese” sia per forza da considerare (nel bene e nel male) particolare, diverso in tutto, anche nell’essere veterinario. che è appunto ciò che occorrerebbe evitare. non vedo perché il mio compagno di appartamento di tirana che studi medicina debba essere definito – per forza – “un medico albanese” e non “un medico”

    dorian

  29. utente anonimo says:

    Scusate, è del tutto evidente che un veterinario albanese è doverso da un veterinario bergamasco e da uno filippino e da uno mongolo e da uno bavarese eccetera eccetera.

    Forse è utile ricordare che NON ESISTONO gli esseri umani e basta. Tutti abbiamo una storia, una cultura, una tradizione (magari più di una) a cui apparteniamo e che contribuisce a definirci.

    “L’unico problema” del razzismo è che inferisce dalla tradizione un giudizio: il veterinario albanese è di sicuro cattivo, mentre quello bavarese è bravo. O viceversa, il combattente arabo è bravo e quello statunitense è cattivo.

    E’ tipico della stupidità progressista fingere che i popoli non esistano, e poi cadere dal pero quando Parigi brucia (e anche quando Quarto Oggiaro diventa invivibile).

    Io sono mezzo milanese e mezzo bergamasco e mezzo ligure (sì, è un pelino complicato, non preoccupatevi) e non pemetterei a nessuno di cancellare questa mia identità per farmi uguale ad un altro che è metà messicano e metà spagnolo.

    Certo, io so che siamo diversi e pari in dignità. Questo va insegnato perchè si possa vivere insieme.

    Francesco

  30. utente anonimo says:

    Sempre sul tema degli eroismi di Ritvan:

    ma chi se lo legge un giornale con scritto che anche oggi il veterinario albanese non ha stuprato dicei donne italiane DOC e l’operaio senegalese e islamico non ha bruciato la casa del parroco?

    due palle da suicidio, un tentativo di educazione smaccato e controproducente.

    cerchiamo di essere realisti.

    diciamo che basterebbe un benzinaio cinese inserito nella storia di Nonno coso (quello di Lino Banfi)?

    Francesco

  31. utente anonimo says:

    Tanto ‘ste cose sono destinate a finire.

    Bisogna che vi mettiate avanti, pensateci per tempo.

    mezzo, questo e mezzo quest’altro, tre quarti de questo…

    una mai amica è mazza spagnola, suo marito olandese, il figlio che è? e se il figlio si sposa con una mezzo marocchina e mezzo turca?

    Scusa Francesco, sei mezzo milanese, va bene.

    Ma che vuol dire?

    Ognuno di noi è il frutto di infinti incroci d iidentità (sia genetiche- le meno importanti- che culturali), tu vedi il mlanese solo perchè l’identità milanese la prendi come un unicum e non l’hai scomposta nelle sue diecimila componenti storiche.

    Conosci le “castas” del colonialismo spagnolo?

    Ognuna col suo nome… tantissime..

    “da un mezzo indiano e mezzo spagnolo e da una tre quarti nera e un quatro mezza-pagnola mezza-indiana nasce un…”

    ognuna col suo nome, io te le scrivo così per semplicità.

    Poi hanno smesso quando le cose diventavano troppo complicate.

    Noi siamo già così.

    Questo nonè (solo) il nostro futuro, ma anche il nostro passato, basta guardare sufficientemente indietro.

    Firmato, un etrusco-siriaco-greco-romano-azteca-armeno.

  32. utente anonimo says:

    Francesco, penso tu mi abbia frainteso. Non voglio assolutamente dire che esistono gli esseri umani e basta. Sto facendo una tesi nel campo dell’intercultura, a Padova, e penso scriverò la dedica della tesi in sardo, lungi da me de-identificare.

    E’ ovvio che un veterinario che arriva dall’albania è diverso da uno che arriva dall’italia, probabilmente in misura maggiore (ma non diversa) rispetto al fatto che un veterinario che arriva da Nuoro è diverso da uno che arriva da Mamoiada (mi pare siano a 10 chilometri), se non altro per il fatto che quello che arriva da Mamoiada magari sa fare anche il mamuthone, e con una influenza dallo spirito del Mamuthone ci mette una grinta diversa rispetto al veterinario nuorese.

    Non sto a discutere questo.

    Dico semplicemente che non è necessario ricordarcelo ogni volta, nella misura in cui (e su questo ti invito a smentirmi) di solito sento robe tipo:

    “Margarita, veterinaria albanese, etc etc etc”

    e invece per il veterinario di nuoro sento (e vedo scritte):

    “Giuseppe etc etc etc”. Nessuno sente il bisogno di sottolineare di solito che “è italiano” o “nuorese” o simili. Perché rimarcarlo, di fatto creando una configurazione (“Veterinario albanese”) che si staglia su uno sfondo (“Tutti gli altri veterinari”) quando potrebbe non essere rilevante per il fatto di essere veterinario l’essere albanese?

    E’ come certi miei amici e colleghi psicologi che magari fanno ricerca sulla propensione a delinquere dei migranti albanesi del sud di scutari e non sulla propensione a delinquere degli abitanti italiani del quartiere arcella di padova.

    dorian

  33. utente anonimo says:

    >E’ come certi miei amici e colleghi psicologi che magari fanno ricerca sulla propensione a delinquere dei migranti albanesi del sud di scutari e non sulla propensione a delinquere degli abitanti italiani del quartiere arcella di padova.<
    Dorian (a proposito, visto che è un nome assai comune in Albania, sei per caso anche tu albanese?) forse c’è una spiegazione semplice e banale al fatto. Ed è che sui delinquenti arcellesi ormai si sanno vita morte e miracoli, mentre di quelli provenienti dalla regione di Laç (Albania) si sa pochissimo, psicologicamente ed antropologicamente parlando.

    Io non credo che gridare “al lupo!” ossia “al razzista!” ogniqualvolta ci sia un’apparente disparità di trattamento sia un comportamento razionale, anzi, spesso rischia di diventare pure controproducente (come nel caso del pastore di “al lupo”).

    Faccio un piccolo esempio. Quando la Bossi Fini introdusse il rilevamento dattiloscopico (la registrazione delle impronte digitali)obbligatorio anche per gli extracomunitari regolari ci fu una levata di scudi da certi ambienti “progressisti”. Ricordo un intellettuale extracomunitario che annunciava sulla stampa disobbedienza civile alla misura che secondo lui “equiparava gli extracomunitari onesti ai delinquenti schedati”. Viceversa, nessun “progressista” fiatò al riguardo dell’immotivata e del tutto irragionevole misura che spostava il traguardo per avere la carta di soggiorno da 5 a 6 anni, prolungando inutilmente di un anno il calvario del rinnovo del permesso di soggiorno. E neanche dello schifo bossiano che escludeva dal ricongiungimento familiare – oltre ai cugini di terzo grado, cosa comprensibile e condivisibile – anche i casi di diretto ascendente (nonno/nonna) che non avendo al mondo altri parenti che i nipoti residenti in Italia era destinato a morire solo come un cane al paese di provenienza. Oh, si, gli anziani soli ed abbandonati vanno amati e coccolati, “adotta un nonno”, certo, purche italico DOC!

    Ebbene, i cari progressisti dimenticavano che le impronte digitali venivano prese anche ad ogni maschio italico incensurato sottoposto al servizio militare di leva. Inoltre, se un suddito italico sostiene di essere il sig. Mario Rossi, nato a Canicattì ed ivi residente, è molto facile verificare la veridicità delle sue asserzioni: si manda via fax la sua foto alla stazione dei carabinieri di Canicattì e in tempo reale di arriva la conferma o la smentita. Ma chi ti dice che il sig. Ritvan Shehi di Valona sia veramente quel che dice di essere? Il passaporto? Ma non mi fate ridere. Si sa che in certi paesi del terzo mondo, pagando molto meno di quel che si paga per il viaggio sul gommone, puoi avere un passaporto – perfettamente autentico – con la tua foto e col nome di Silvio Berlusconi:-). Voi dite che la stessa cosa si può verificare anche in Italia (ci sono molti casi di carte d’identità rubate nei Comuni)? Si, ma in quel caso, come detto sopra, basta un fax o una telefonata alla stazione locale dei carabinieri.

    Ecco perché ritengo i rilievi dattiloscopici non solo non offensivi, ma addirittura una misura di protezione per gli extracomunitari onesti, nel caso un delinquente de noantri ci “cloni” l’identità nel paese di provenienza e venga poi a delinquere in Italia. E non è un’ipotesi astratta questa. Due anni fa, un mio amico, funzionario della Consob albanese e docente all’università di Tirana venne tenuto in stato di fermo per diverse ore all’aeroporto di Fiumicino poiché il suo passaporto (inequivocabilmente clonato) era stato segnalato alla Questura come usato da un sospettato di loschi traffici in quel di Bari. Per fortuna, l’organizzazione che aveva invitato il mio amico come relatore era abbastanza potente e i questurini si fidarono della garanzia che questa offrì al povero prof (la solita cosa all’italiana, insomma), sennò probabilmente l’avrebbero gettato in galera per chissà quanto tempo:-(

    Ritvan

  34. utente anonimo says:

    >…diciamo che basterebbe un benzinaio cinese inserito nella storia di Nonno coso (quello di Lino Banfi)?

    Francesco<
    No, ti prego, il benzinaio cinese no! Dopo il nonno buono (si chiama Libero) che legge solo ed esclusivamente “L’Unità”, mentre il cattivissimo pedofilo legge il tuo amato “Il Giornale”, anche il benzinaio cinese farebbe proprio traboccare il vaso della “politically correctness”:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  35. utente anonimo says:

    Bellissmo. Propongo Ritvan come sindaco di Roma, presidente del Tar del Lazio (fa sempre bene) ed editore del dizionario De Mauro Paravia. Cambiamo subito ‘ste leggi sul voto ai migranti e via… Ritvan, cominci con le primarie anche tu?

    dorian

  36. Io proporrei Ritvan prima di tutto per la cittadinanza italiana (se necessario gli diamo quella di Follini e lui lo spediamo a Valona …).

    Poi tutto il resto va bene (tanto io sto a Milano).

    Francesco

  37. utente anonimo says:

    Stralusingata della tua visita e ti ringrazio per il msg. Sei linkato da me, perchè ti seguo da un po’ (grazie alla mitica Lia) e mi sn già sciroppata gran parte del tuo meraviglioso kelebekler.

    Uno come il sig. Luca d.o.c. devo sorbirmelo tutti i gg, per motivi di lavoro, ma ogni tanto anche la mia mente ha bisogno di respirare ;-) !!

    Khadi

  38. utente anonimo says:

    >In ogni caso il blogger in questione potrà chiedere l’assistenza tecnica della sua mente pensante di riferimento e comunicare all’universo mondo ip e dati anagrafici effettivi di “luca (italiano vero)”.

    Giuseppe< Ammesso e non concesso che questo sia lecito (ma non essendo io un tuo collega non ci posso mettere la mano sul fuoco, legalmente parlando) non sarebbe senza dubbio etico. Ma poi, una volta in possesso di IP e dati anagrafici dell’ “italiano DOC” che ci facciamo? Li imbottigliamo e li spediamo alla Fallaci?:-). Dalle mie parti ci sono un paio di detti che credo facciano al caso:”Non si può sempre stare a gridare “Chut” ad ogni cane che abbaia” e “I buchi delle siepi e le bocche della gente non si possono chiudere”. Insomma, il caro “Luca” o Luca ha detto la sua, è stato spernacchiato a dovere come si meritava, basta, finisce qui.
    Non credo che Sherif avrebbe bisogno di inventarsi un “Luca italiano DOC”. Basta fare un giro su certi siti e blog (uno per tutti, quello dei Blood & Honour) per trovare cose infinitamente più orripilanti, scritte da “italici DOC” con tanto di nome e cognome. E poi fare semplicemente “copia-incolla”.

    Ciao

    Ritvan

  39. utente anonimo says:

    >Scusate, è del tutto evidente che un veterinario albanese è doverso da un veterinario bergamasco…<
    Beh, Francesco, lasciamo stare per un momento i veterinari e parliamo di dentisti. Non mi vorrai mica dire che TUTTI i dentisti bergamaschi siano equiparabili a Calderoli, vero?:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

    Autonominatosi “Cittadino italiano Onorario”

  40. utente anonimo says:

    >Propongo Ritvan come sindaco di Roma, presidente del Tar del Lazio (fa sempre bene) ed editore del dizionario De Mauro Paravia. Cambiamo subito ‘ste leggi sul voto ai migranti e via… Ritvan, cominci con le primarie anche tu?

    dorian<
    M…mi piacerebbe, ma temo che incapperei in quel che sempre più spesso viene definito “conflitto d’interessi”. Dovrò per forza scegliere solo un incarico. Sfidare Veltroni il Buonista Africano, quello-che-non-è-mai-stato-comunista? Impossibile per chiunque, Veltroni ha più personalità di uno Zelig e per dipiù pare abbia il dono dell’ubiquità, lo trovi dappertutto. Pensandoci bene, visto che la sinistra pare candidi a sindaco di Milano un “prefetto di ferro”, anzi di Ferrante:-), potrei chiedere a Berlusconi di candidargli contro me, un albanese, per la CdL. La mia arma vincente? Ricorderei ai meneghini anelanti di “law&order” che il grande Bonaparte mise a capo della propria Polizia Vidocq, un ex ladro, mica un imbrattacarte! Io, proprio perché ex-albanese:-) sarei più indicato di un topo di prefettura (per di più benvisto a sinistra) per far rigar dritti i perfidi extracomunitari:-). Trema Francesco, sto arrivando!:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Anche il Paravia può attendere:-).

  41. utente anonimo says:

    Caro Ritvan,

    piuttosto che Ferrante … mi prendo un periodo di congedo per patenrità e ti faccio da autista durante la campagna elettorale!

    Ciao

    Francesco

  42. Anonymous says:

    :-) :-) :-) :-)

    Ritvan

    P.S. Nonostante il tuo tono scherzoso, mi sento molto lusingato. Grazie.

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