La signora Petrache e le ruspe democratiche

Come procede il caso di Diamanta Petrache, la signora e madre rumena, o se preferite, la nomade zingara, arrestata in base a una delle più note fole urbane, la Leggenda della Zingara Rapitrice? Ce ne parla oggi Paniscus, comunque aggiungo qualche notizia utile.

I vigili urbani di Firenze affermano che l’altra signora e madre, quella di Sanremo, sarebbe andata da loro, subito dopo l’evento, sostenendo che due donne rom avevano cercato di rubare un braccialetto d’oro, senza riuscirci.

La signora di Sanremo, Alessia Orlando, dice che non è vero, perché il bambino non portava un braccialetto.

Come dice un amico Rom, se la polizia deve cercare i responsabili di un piccolo furto, possono andare sul computer e scopriranno che una buona percentuale di piccoli furti sono commessi da Rom. Per cui fanno benissmo a cercare collanine sparite nei campi Rom. Per lo stesso motivo, tutti i Rom che conosco conservano ossessivamente gli scontrini di ciò che comprano.

Viceversa, se la polizia deve cercare il responsabile del rapimento di un bambino, possono andare sul computer e scopriranno che non esiste un solo caso di "bambino rapito dagli zingari" nella storia d’Italia. Per cui sarebbe una perdita di tempo prezioso perquisire i campi per tale motivo. Va bene che persino questo può trasformarsi in prova di colpa; ci prova il titolista della Nazione del 26 ottobre. Sopra, piccolo piccolo: "Le forze dell’ordine: mai successo finora che gli zingari tentassero di rapire un bambino tra la folla in pieno centro". E poi sotto, a lettere cubitali: "E’ una novità allarmante".

Comunque, non mi sembrava improbabile che la romnì stesse cercando di rubare il braccialetto. Un fatto riprovevole quanto si vuole, ma che non c’entra niente con la Leggenda della Zingara Rapitrice.

E invece, se la signora mamma (di Sanremo) non mente, è da escludere a questo punto anche il furto.

Come è da escludere il rapimento. Infatti, abbiamo per la prima volta un testimone oculare diverso dalla mamma (di Sanremo). Si tratta di un signore che vende pupazzi che ballano a tempo di musica sui marciapiedi, e che deve quindi tenere gli occhi sempre aperti, sia per i clienti che per i vigili.

"Forse era meglio se non parlavo, se me ne stavo zitto, ma quando ho visto la foto dell’arrestata mi è sembrato giusto andare dai vigili a raccontare che quella non era vicina al bambino. Per me al di là del colore della pelle sono tutti uguali. Bianchi, neri, gialli, rossi, zingari: sono tutti uguali, è un fatto di coscienza. Non è giusto che pagasse quella donna, non ha fatto niente. Scrivetelo. E’ stata quell’altra, ma nessuno ha alzato il passeggino per portare via il bambino. Gli ha solo toccato una gamba" (La Nazione,. 2 novembre 2005).

Ricordiamo i titoli della Nazione il 26 ottobre. In alto, L’INFANZIA FERITA(tutta maiuscola), e sotto "Il tentato rapimento di un bambino in pieno centro – ‘Sì, volevano mio figlio – lo avvano già afferrato e lo strattonavano per portarlo via". I pogrom nei paesi dell’Est, a caccia di giudei infanticidi, sono cominciati per molto meno.

Ma il peggio è venuto dopo. Il 30 ottobre, secondo La Nazione, Gianfranco Fini, non si sa bene in quale ruolo, ha detto:

"Perché la nomade che ha tentato di rapire un neonato a Firenze è tornata libera? Chiederò al ministro Castelli, in piena autonomia ovviamente, di verificare le ragioni della scarcerazione".

Avete letto bene: "la nomade che ha tentato di rapire un neonato a Firenze". Mica, "la cittadina rumena accusata di aver tentato di rapire…"

Esistono leggende metropolitane diffuse, che non fanno male a nessuno, come quella dei coccodrilli nelle fogne.

Ed esistono leggende che possono portare alla distruzione delle vite delle persone, e che colpiscono un’intera etnia, come quella della Zingara Rapitrice.

Qualcuno ha urlato subito alla colpa, come Gianfranco Fini; qualcuno ha tergiversato borbottando frase come "la giustizia deve fare il suo corso". Ma quello che è tragico è che finora ho sentito una sola voce dignitosa, che ha attaccato alla radice la mistificazione. Si tratta del giornale virtuale Nove da Firenze, con il bel titolo "L’informazione locale rapisce due nomadi e le sbatte in prima pagina."

Parlando sempre di Rom (in questo caso quelli di Bologna), Giuliano Ferrara, ex-funzionario del PCI, ha riscoperto un suo vecchio amore: Sergio Cofferati. Scrivendo sul Foglio di ieri, Ferrara dice alcune cose menzognere (chiamare "multichic" il rispetto per i lavoratori che stanno costruendo case in nero per i bolognesi è da segnarsi nel libro nero) e alcune cose criminali (per lui la "carità" deve essere una "virtù privata" e non un "obbligo di stato").

Ma dice anche un paio di cose verissime su quello che fa il centrocentrosinistra per rubare voti alla destra:

"Dalla cultura del piagnisteo alla ruspa democratica.

Dalla legittimazione di ogni abuso, in nome della marginalità come valore, alla legalità che spazza via la baraccopoli dell’ideologia migrante, multichic, e i suoi abitanti in carne e ossa, così poco presentabili per il ceto medio bononiense.

Dai titoli infami dell’Unità di Furio Colombo («Bossi-Fini, un’altra strage») alla santa corale pro Sergio Cofferati, il giustiziere della città grassa cantato nella nuova messa gregoriana di quella sinistra che digerisce anche i sassi. Il tutto senza battere ciglio. Il tutto senza una riflessione adeguata, responsabile, seria. Il tutto con molta presunzione, e in vista della banalità del governo.

Domando alla Repubblica, che con Khaled Fouad Allam ha scoperto finalmente l’esportabilità della democrazia e con Francesco Merlo ha finalmente consacrato la legge e l’ordine: volete spiegare un po’ meglio perché ora state con gli americani morti per una costituzione e con il Rudy Giuliani delle Due torri? Io a Bologna sto con Cofferati perché il sindaco Giancarlo Gentilini di Treviso, quello che su tre che ne dice due sono frescacce, faceva ordinaria amministrazione e buongoverno quando sbaraccava dalle piazze storiche le minoranze pittoresche e squinternate della marea immigrata della sua città.

Sto con Cofferati perché la penso come Tony Blair quando non fa la star del multiculturalismo impazzito, quando ricorda che non si può disporre dei diritti degli altri, il diritto alla sicurezza fra questi, in nome dei propri fantasmi culturali, in nome della vaga idea di una società universale buona in cui la carità diventa vizio e obbligo di stato invece che virtù privata."

 

 

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22 Responses to La signora Petrache e le ruspe democratiche

  1. utente anonimo says:

    Che Ferrara cerchi di farsi propaganda ” annettendosi ” Cofferati non è una novità, per me.

    Che lo faccia in modo strumentale , pure.

    Vedi il fatto che strumentalmente chiede a Repubblica ( quindi tutta la Redazione ?), perchè ha cambiato idea sull’Iraq e l’esportazione della democrazia.

    Solo perchè c’è UN articolo che dice che adesso un processo democratico è in atto.

    Come se su Repubblica non ci siano ANCORA voci molto critiche sulla guerra in Iraq e le sue conseguenze.

    No, lui per ” portare avanti le sue tesi compie queste ” astuzie ” che venendo da una persona che tutti dicono intelligentissima , a me sembrano miseri trucchetti.

    Insomma, sbaraccare delle costruzioni abusive situate in un posto pericoloso è di ” destra “, prendo atto.

    ( lasciamo stare le polemiche sull’aplicazione dell’ordinanza, perchè c’è anche qualcuno che dice che erano statte offerte abitazioni alternative a tutti )

    Come se poi, per valutare se davvero un governo agisce da ” destra ” non si dovesse valutarlo nell’insieme delle sue inziative.

    Se una piena avesse travolto la gente che abitava le baracche sul fiume , cosa si sarebbe detto?

    Ma basta, questa storia mi sta stancando.

    Ok, Cofferati è un fascista, punta solo ai voti della destra, e l’emergenza sono gli affitti abusivi.

    Su cui lui non interviene perchè è un falso.

    E per dimostrare questo si cita pure un esempio di logica e disinteresse come Ferrara.

    Bon.

    Maria José

  2. talib says:

    per me, al di là di quello che ha fatto, bisogna considerare “come” lo ha fatto, e non per ultimo capire “perchè” lo ha fatto così.

    A me non va bene quello che ha fatto (e di questo si può discutere), molto meno bene mi va il “come” (con tutta la sua giunta balbettante, praticamente all’oscuro di tutto. I container ci sono, sì. Non sono ancora pronti. Quando hanno chiesto all’assessore preposto il perchè Cofferati non abbia aspettato i 15 giorni necessari all’approntare sti container, questo ha risposto “ehm, bisognerebbe chiederlo a lui” – bel servizio su La7, qualche giorno fa)

    Il “perchè”, poi. Perchè la parte bene della città (di destra e di sinistra) è dalla sua parte?

    Per delegittimare Rifondazione Comunista come forza in grado di stare al governo?

    A me vengono in mente questi due “perchè”, e non mi vanno bene nemmeno questi. In tutti i casi, la preoccupazione che sti poveracci se li portasse via una piena mi sembra molto, molto, molto in basso nella lista delle preoccupazioni di Cofferati.

  3. kelebek says:

    Maria José,

    mi sembra che il luogo dove sono scappati i lavoratori rumeni sia messo peggio e non meglio di come fosse il luogo distrutto.

    Hai ragione sul fatto che su Repubblica ci sono voci ragionevoli sulla guerra.

    Poi né io né Ferrara dice che Cofferati è un “fascista”, altrimenti avrebbe risolto la questione degli immigrati rumeni in qualche maniera ancora più radicale, che so, vietando il loro ingresso sul territorio del comune, oppure chiudendo tutti i cantieri non in regola della città.

    Che poi Prodi abbia detto che si ritirerà dall’Iraq… non appena glielo chiede il “governo” iracheno (!!), non lo dice forse Ferrara, ma mi sembra un dato di fatto.

    Miguel Martinez

  4. rubimasco says:

    1-L’ esistenza di una maggioranza implica logicamente una minoranza corrispondente (legge di Philip k. Dick).

    2-legge del rapporto tra gruppi

    due o più gruppi saranno diffidenti gli uni verso gli altri per l’ apparente non uguaglianza di intenti dei due gruppi.

    3-gestione dell’ informazione della maggioranza:

    La minoranza deve apparire bizzarra il più possibile, altrimenti si dovrebbero riportare notizie simili a quelle sulla maggioranza ( Legge della cancellazione della monotonia informativa).

    3-legge d’ inerzia dell’ ignoranza

    Non si possono riportare fatti nuovi, che la maggioranza non sa, altrimenti nessuno li vorrebbe ascoltare .

    ne consegue che:

    Un buon giornale deve riportare quello che la maggioranza si immagina di sapere già.

    c’è qualche cosa che non torna….ma solo nella forma, perchè il tutto mi sembra logico…..beh, anche stupido…

    saluti

  5. utente anonimo says:

    Miguel, non ho detto che tu hai definito ” fascista ” Cofferati, ma devo dire che il mio commento era scritto in modo tale che si poteva capire così.

    Io ho cercato notizie univoche riguardo allo sgombero, e non sono riuscita a trovarle.

    In pratica, mi sembra che quello che Cofferati abbia FATTO, davvero, sia lo sgombero di qualche decina di persone e qualche multa a qualche lavavetro.

    Insomma, ci sono numeri differenti , a seconda della fonte, ma non si va troppo oltre questi numeri.

    Ci sono alcune cose che non mi tornano.

    L’assessore ai servizi sociali dice che Cofferati non l’ha avvisata dello sgombero, lamentando che così non ha potuto approntare l’alloggio alternativo che lei dice c’era.

    Bene, lo sgombero ora è stato attuato e lei giocoforza informata e quindi, perchè ci sono ancora delle persone sul lungoreno?

    Perchè montare una polemica contro Cofferati ” sceriffo ” se l’azione contro i lavavetri si riduce a qualche multa ?

    Perchè protestare se la polizia reagisce ad un tentativo di sfondamento ?

    Queste sono cose che non mi convincono a sinistra.

    Poi interviene Ferrara.

    Che “appoggia ” Cofferati ma lo fa in modo capzioso.

    A parte che dimentica tranquillamente tutti i suoi trascorsi di difensore dei peggiori corrotti , altro che difesa della legalità.

    E solo questo basterebbe a non prenderlo nemmeno in considerazione, per me .

    Cmq, la premessa di Ferrara è che la legalità e il rispetto delle regole siano di destra, o che sia strano vederle ” a sinistra “.

    E qui non sono d’accordo.

    A me sembra perfino banale dover sottolineare che chi amministra ( intendo l’amministrazione periferica, non lo Stato )deve rispondere ai bisogni dei suoi cittadini, cercando di soddisfarne le necessità.

    E se Cofferati , o chi come lui, dovesse trovarsi davanti al dilemma di seguire la sua coscienza o operare per il bene comune, deve senz’altro scegliere la seconda possibilità.

    In un’intervista al poeta Roberto Roversi , proprio riguardo Bologna, Roversi ha tenuto a specificare che lui intendeva riferirsi a Cofferati come ” Il Sindaco ” e non come Cofferati, proprio per operare questa importante distinzione.

    Ora, quello che dovrebbe distinguere un’amministrazione di destra da una di sinistra, dovrebbe essere poi, il risultato politico FINALE di una gestione, non un singolo episodio.C’è un singolo episodio, pur condannabile ( ma per me ancora non chiaro )? Ma nel programa attuato, magari, c’è una forte politica di integrazione e di politiche sociali, o di servizi per i poveri e disagiati.

    Quindi, oltre le polemiche sulle modalità dello sgombero, è tendenzioso da parte di Ferrara affermare che Cofferati agisce da “destrorso “, mantre semmai agisce secondo il bagaglio minimo del buon amministratore.

    La distinzione non esiste, per me.

    Per qunato riguarda la guerra e il centrosinistra, Miguel, ti dò ragione.

    Temo che il centrosinistra si comporterebbe come si è comportato in occasione della guerra in Kosovo.

    Non sono per niente sicura che avrebbe un atteggiamento diverso da Berlusconi, anzi

    Oddio, magari Prodi non avrebbe quel comportamento da tappetino , e felice di farlo, pure, ci sarebbe qualche dubbio in più, qualche tentativo diplomatico in più.

    Questione di forme, essenzialmente, ma non di sostanza.

    Maria José

  6. kelebek says:

    Cara Maria José,

    Tu mi dai ragione sulla guerra, io ti do ragione sulla capziosità di Ferrara e sul fatto che non si può chiamare Cofferati “sceriffo” solo per quello che ha fatto.

    Quello che mi sembra ci distingue è il punto di vista (correggimi se sbaglio, è solo un’ipotesi).

    Da una parte, tu parli di Cofferati, di come deve essere gestita una città, ecc.; dall’altra io parlo dei Rom e tendo a vedere le cose attraverso i loro occhi.

    Chiaramente i Rom vivono in una città, e viceversa, la città deve fare i conti anche con i Rom.

    Ma il punto di vista cambia parecchio.

    Significa ad esempio che, se sono molto arrabbiato per quello che è successo con la distruzione del campo dei lavoratori rumeni, non mi sento affatto di giudicare complessivamente il comportamento di Cofferati come sindaco.

    Anche perché non saprei bene che metro usare: potrei usare come criterio il mio odio i ristoranti rumorosi e i locali notturni, e sono sempre felice quando qualcuno mette loro i bastoni tra le ruote, ma questo è un mio punto di vista :-))

    Sono comunque convinto che nello specifico, questa campagna sia stata lanciata per fini elettorali e per raccogliere voti a destra. Il che non significa che tutte le politiche di Cofferati siano così.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    Caro Miguel, se ho iniziato e leggere prima il tuo sito e poi il tuo blog è proprio per questo sguardo su realtà che non conosco e che grazie anche a te guardo con più curiosità che diffidenza.

    Però, se la discussione va su un piano politico, come era l’articolo di Ferrara, rispondo su un piano politico.

    La verità è che la discussione su Bologna e la legalità coinvolge la sinistra e il ” che fare ” una volta che dalla teoria si passerà alla partica dell’ amministrazione.

    Sì, è possibile che Cofferati abbia agito per fini elettorali, i modi e la tempistica lo fanno credere.

    Vedremo.

    I bolognesi sono sempre stati pratici e SE Cofferati non dovesse incontrare le aspettative dei bolognesi, secondo me non ci sarà ragione di appartenenza politica che tenga, verrà sostituito con un altro.

    Peggio per lui.

    Maria José

  8. kelebek says:

    Per Maria José,

    Grazie dell’apprezzamento.

    Credo che Cofferati sarà apprezzato, e forse per i motivi peggiori. Come dice Ferrara (non ho l’articolo sotto mano, quindi cito per approssimazione), Bologna (ma ci potremmo mettere qualunque altra città italiana) “si vuole stradivertire e vuole stramangiare”, senza rotture di scatole.

    E questo ci pone un problema molto serio. Cioè che l’Italia, per il fatto di trovarsi dalla parte giusta della Grande Muraglia tra ricchi e poveri, è a grande maggioranza di destra; e cerca qualcuno che non sia il cialtrone e delinquente di Berlusconi per realizzare questo suo bisogno.

    Poiché Berlusconi non ha alcuna intenzione di cedere il posto a qualcuno più serio di lui, è inevitabile che la maggioranza degli italiani cerchi questa destra “seria” nello schieramento opposto.

    E, visto che siamo in un sistema bipartitico (e la sinistra, pur di fare dispetto allo strumentale proporzionalismo berlusconiano, difende questo sistema), l’altro schieramento non può che adattarsi.

    Non è colpa di qualche gene italico: trent’anni fa, la DC faceva discorsi che per molti versi erano socialmente a sinistra di Bertinotti oggi (altro è il discorso dei diritti individuali).

    Non è “colpa” nemmeno di Cofferati o di Bertinotti o di Prodi.

    E’ la legge di mercato, amica mia.

    Per questo, pur amando follemente tante cose dell’Italia, preferisco conservare il mio sguardo antimperialista e beceramente terzomondista su quello che vedo.

    Miguel Martinez

  9. Più che la disputa politica, mi interessa la ricaduta mediatica. Non discuto qui l’antiimperialismo contrapposto al riformismo (o i 100 altri …ismi), ma che la disputa in cui entra Ferrara con la solita grazia, tutto risolve tranne i casini di Rom e residenti.

    Se Cofferati si fosse dimesso di fronte a tutto questo, avrebbe avuto tutta la mia stima, ma a questo punto, per onestà, chiederei anche le dimissioni degli altri assessori coinvolti, o hanno fatto qualcosa di più?

    Fabrizio

  10. kelebek says:

    Per Fabrizio,

    hai ragione.

    “Antimperialismo” è un termine ambiguo.

    Tagliando con l’accetta (cosa che non bisogna mai fare con quella delicata forma di teologia che è il marxismo), dovrebbe significare questo:

    secondo il marxismo del tardo Ottocento, la rivoluzione doveva partire dalle classi operaie dei paesi più ricchi (cosa che giustificava felicemente le scelte quasi sempre pro-imperialiste dei laburisti inglesi, ad esempio).

    Secondo l’antimperialismo, la rivoluzione dovrebbe partire invece dalla periferia sfruttata del mondo.

    Per me significa, più semplicemente, guardare le cose dal punto di vista di chi in quella periferia ci sta. Per quanto riguarda le rivoluzioni, beh, solo il tempo ci dirà…

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    Sull’imperialismo meglio lasciar stare. Piuttosto mi va di commentare il riduzionismo delle parole nell’ultima frase citata in grassetto da ferrara. Carità in senso cristiano ha un significato profondo, e basterebbe leggersi il canto xv del purgatorio, invece di citare dante a sproposito in nome delle neocrociate. Ma pensare che un ferrara possa interessarsi a questa accezione di carità, è stupido. Carità ha però anche un significato classico, ed è tutt’altro che “privata”. La carità della patria (Poi che la carità del natìo loco/mi strinse, raunai le fronde sparte/e rende’le a colui ch’era già fioco. Inf, xiv, 1-3), ancora dante, che si sente in dovere ti compiere un gesto amico verso un dannato perché di firenze. E taccio dell’uso, tutt’altro che “privato” che i politici fanno del termine “patria”. Un solo obbligo che li assomma tutti: la sua difesa. Ma la carità verso i genitori, anch’essa forma d’amore che comportava doveri ben precisi. La carità, classicamente, è una forma d’affetto che comporta dei doveri, i più duri, come abbiamo visto, verso la parte amata, altro che concessione “privata”, come nel significato di ferrara. E qui veniamo all’accezione che piace a giulianone. È evidente che qui carità ha il solo meschino e strumentale significato di “charity”, cioè di “beneficienza”, di accordare a qualcuno dall’alto della propria potenza cibo invece che ferro. Complementare strumento del potere. E qui “virtù” riprende tutto il suo significato di “forza”, “potenza” (deriva da “vir”, come “virile”), capicità di fare. Alcuni, insomma, è questa la visione di ferrara, possono nella loro libera volontà, (e concreta possibilità dei mezzi) possono accordarci cibo (charity) oppure bombe. A noi non resta che comportarci in modo di disporli a darci una cosa piuttosto che l’altra. Come dire, a loro la charity, se vogliono concederci qualcosa; a noi la carità come obbligo (di difendere in armi la patria in pericolo, per esempio). E ritorniamo, in fin dei conti, alla sostanza dell’imperialismo, e alla divisione in classi. Ma parlando della forma mentis di ferrara, era persino scontato. p

  12. utente anonimo says:

    E una bella fiaccolata davanti all’ambasciata americana per questo, no eh?

    http://raedinthemiddle.blogspot.com/2005/11/saadoun-al-dulaimi-women-and-children.html

    “The brand new US supported minister, Saadoun al-Dulaimi, announced today that the Iraqi forces are planning to launch a new attack on the west of Iraq. The minister added that the Iraqi forces will “demolish the homes of people sheltering terrorists and kill all owners of the houses inside them including women and children”

  13. utente anonimo says:

    >Ok, Cofferati è un fascista, punta solo ai voti della destra, e l’emergenza sono gli affitti abusivi.

    Su cui lui non interviene perchè è un falso.

    E per dimostrare questo si cita pure un esempio di logica e disinteresse come Ferrara.

    Bon.

    Maria José<
    Un vecchio saggio mi disse una volta:”Ritvan, se vuoi sapere vita, morte e miracoli di due…ehm..allegre donnine, fai in modo che litighino forte fra di loro. Quello che ognuna dirà dell’altra – visto che si conoscono molto bene – sarà con tutta probabilità la verità. Non ti resta che prendere nota”.

    Eh, non ci sono più i vecchi saggi di una volta….

    Ciao

    Ritvan

  14. utente anonimo says:

    >Perchè montare una polemica contro Cofferati ” sceriffo ” se l’azione contro i lavavetri si riduce a qualche multa ? < Perché, mia cara Maria José, in quel caso Cofferati sarebbe da rinchiudere per manifesta insanità mentale:-). Hai mai sentito di un lavavetri o simili che abbia pagato una multa che sia una? Spreco di carta e penna, pagate dal contribuente, altro che buon amministratore!
    Ciao

    Ritvan

  15. utente anonimo says:

    >Temo che il centrosinistra si comporterebbe come si è comportato in occasione della guerra in Kosovo.<
    Eh, sì, biechi post-neo-comunisti, servi degli amerikani (porca miseria, ma allora a Casa Bianca mica c’era il guerrafondaio Bush, c’era invece Bill Bocchino Clinton, il fondatore dell’ “Ulivo Mondiale”!!!) dovevano invece andare tutti a Belgrado – come fece il bon Cossutta, mi pare – a fungere da scudi umani a quel galantuomo di Milosevic e alla sua pulizia etnica!

    Eh, non ci sono più i comunisti di una volta!…

    Ciao

    Ritvan

  16. utente anonimo says:

    Anch’io, come p., – anche se da un altro punto di vista, ovviamente:-) – penso che Giulianone abbai detto una grossa corbelleria, parlando di “carità” (nel senso di “charity”) solo privata e non esercitabile anche dallo Stato. Ma quando mai! Quello che lo Stato, qualsiasi Stato, ti concede automaticamente come TUO DIRITTO è solo una parte di quello che si riceve. Il resto, se lo ricevi, è appunto “carità”. Perché lo Stato non ha alcun obbligo giuridico di concedertela per il semplice fatto che esisti. L’amnistia, l’indulto, i condoni, le case popolari miserabilmente insufficienti (e per non uscire fuori tema non parlo di quelle assegnate ad amici degli amici con la Porsche sotto casa) e altro ancora, che altro sono se non “elemosina di Stato”?

    Ritvan

  17. utente anonimo says:

    >Secondo l’antimperialismo, la rivoluzione dovrebbe partire invece dalla periferia sfruttata del mondo.<
    Ma allora…. io sarei una “quinta colonna” di quella “periferia sfruttata”, subdolamente infiltrato fra l’opulenta borghesia italica? Mannaggia!:-)

    >Per me significa, più semplicemente, guardare le cose dal punto di vista di chi in quella periferia ci sta.<
    Aggiungere un piccolo “anche” fra le due parole “cose” e “dal”, no, eh?:-)

    >Per quanto riguarda le rivoluzioni, beh, solo il tempo ci dirà… <
    Aspetta e spera…:-)

    >Miguel Martinez<
    Ciao

    Ritvan

  18. utente anonimo says:

    ” Un vecchio saggio mi disse una volta:”Ritvan, se vuoi sapere vita, morte e miracoli di due…ehm..allegre donnine, fai in modo che litighino forte fra di loro. Quello che ognuna dirà dell’altra – visto che si conoscono molto bene – sarà con tutta probabilità la verità. Non ti resta che prendere nota”.

    Eh, non ci sono più i vecchi saggi di una volta….”

    Ritvan , se ti riferisci a Ferrara che parla di Cofferati, ho già detto che le parole di Ferrara mi sembrano molto strumentali.

    Ferrara segue solo il suo interesse.

    E il fatto che per corroborare le sue tesi , usi in modo capzioso le parole e i gesti degli altri , mi fa solo pensare che in Italia si dà forse troppo credito alle capacità della sua ” intelligenza “.

    ” >Perchè montare una polemica contro Cofferati ” sceriffo ” se l’azione contro i lavavetri si riduce a qualche multa ? < Perché, mia cara Maria José, in quel caso Cofferati sarebbe da rinchiudere per manifesta insanità mentale:-). Hai mai sentito di un lavavetri o simili che abbia pagato una multa che sia una? Spreco di carta e penna, pagate dal contribuente, altro che buon amministratore! ” Qui il punto non era questo.
    A parte che non credo sia compito di Cofferati fare il vigile.

    Forse ti confondi sul fatto che Cofferati ha parlato dell’inopportunità di certi comportamenti ( l’invasività di alcuni lavavetri ), con l’effettivo potere che ha il sindaco .

    Effettivo potere e VOGLIA di applicare sanzioni.

    Cmq, se Cofferati non dovesse essere rieletto ritengo improbabile che sia per lo spreco di carta .

    Ho paura che siano motivi un tantinello più importanti a guidare la scelta di voto.



    >Temo che il centrosinistra si comporterebbe come si è comportato in occasione della guerra in Kosovo.<
    Eh, sì, biechi post-neo-comunisti, servi degli amerikani )

    Ritvan, non ho capito se stai rispondendo a me o stai indirizzando il tuo sarcasmo contro una generica ” sinistra “.

    Nel dubbio, non rispondo.

    >(porca miseria, ma allora a Casa Bianca mica c’era il guerrafondaio Bush, c’era invece Bill Bocchino Clinton, il fondatore dell’ “Ulivo Mondiale”!!!< Certo, c’era Clinton, e allora?
    Mi limito ad osservare che dovrebbe essere considerato autonomia di pensiero il fatto di pensarla diversamente dai propri ” referenti ” politici e dovrebbe significare ANCHE che magari si contesta Bush per il MERITO delle sue scelte, e non perchè sia repubblicano.

    Così come a suo tempo si contestava Clinton per il MERITO della guerra in Kosovo.

    Io, per me, perchè devo rispondere per me e non per i Kompagni, o per Cossutta, o per Braccio di Ferro :) non condividevo la scelta di quella guerra, perchè ritengo che abbia fatto più danni della situazione che voleva sanare.

    Non mi chiedere ora cosa avrei fatto allora.

    SE Miguel farà mai un post sul Kosovo, allora magari ne riparliamo.

    Giorni fa, ho sentito Cicchitto in televisione affermare tranquillamente che i morti dei bombardamenti in Kosovo sono stati molti di più delle vittime di Milosevic.

    Era Cicchitto, non Cossutta.

    Maria José

  19. utente anonimo says:

    >Io, per me, perchè devo rispondere per me e non per i Kompagni, o per Cossutta, o per Braccio di Ferro :) non condividevo la scelta di quella guerra, perchè ritengo che abbia fatto più danni della situazione che voleva sanare.

    Non mi chiedere ora cosa avrei fatto allora. SE Miguel farà mai un post sul Kosovo, allora magari ne riparliamo.

    Giorni fa, ho sentito Cicchitto in televisione affermare tranquillamente che i morti dei bombardamenti in Kosovo sono stati molti di più delle vittime di Milosevic.

    Era Cicchitto, non Cossutta.

    Maria José<
    Ah, sì, solo perché non era Cossutta è Depositario della Verità? Beh, credo ti farà piacere sapere che il tuo Testimone dei morti in Kosovo aveva la tessera n.2232 della loggia massonica P2, quella di Licio Gelli, per intenderci.

    Come ti ho già detto, a me ripugna la contabilità mortuaria. Mi ricorda quello che gridavano i pseudopacifisti inglesi e francesi nel 1938 “Non vale la pena morire per Danzica”. Si muore e si uccide anche per un ideale, per un diritto, per giustizia e non solo per pareggiare il conto dei morti in un dato momento. Altrimenti sarebbe pura e semplice legge del taglione:occhio per occhio, dente per dente e così sia.

    Tornando al Kosovo, Cicchitto non sa di cosa parla. Ci sono – come ho già scritto su questo blog – testimonianze inoppugnabili di serbi onesti e coraggiosi che raccontano di camion frigoriferi pieni di corpi di kosovari che andavano alle fonderie della Serbia per gettarvi i suddetti corpi e farli sparire senza lasciare traccia. Attualmente in Kosovo, secondo le ricerche eseguite dalle autorità kosovare (e dunque tacciabili di parzialità, ci mancherebbe) mancano all’appello circa 50 000 persone di etnia albanese, ossia da 10 a 20 volte più dei morti serbi per i bombardamenti amerikani. Scomparsi. Oddio, qualcuno potrebbe dire che se ne stanno beatamente a fare i vuccumprà in Italia o in Germania:-). Ma quei camion frigoriferi mi fanno sospettare altro….

    Ecco perché Cicchitto farebbe meglio a occuparsi del suo partito di cui è uno dei coordinatori, invece di sparar ca..te su cose che non conosce.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Spero anch’io che Miguel faccia un post sul Kosovo, in cui, però, non si parli solo dei rom perseguitati da quei brutti e kattivi kosovari. Se ci sarò, ne riparlemo.

  20. utente anonimo says:

    Ah, Maria Josè, dimenticavo. Come facevi a “non condividere” a suo tempo la scelta della guerra contro la Serbia, se la contabilità dei morti era ancora da stabilire?:-)

    Ritvan

  21. utente anonimo says:

    Maria: >Perchè montare una polemica contro Cofferati ” sceriffo ” se l’azione contro i lavavetri si riduce a qualche multa?<
    Ritvan: Qui il punto non era questo.

    A parte che non credo sia compito di Cofferati fare il vigile.

    Forse ti confondi sul fatto che Cofferati ha parlato dell’inopportunità di certi comportamenti ( l’invasività di alcuni lavavetri ), con l’effettivo potere che ha il sindaco .

    Effettivo potere e VOGLIA di applicare sanzioni.<
    No, cara, non mi confondo affatto. Primo, il sindaco ha potere sui vigili. Se lui dice loro di multare i lavavetri (il pretesto lo devono trovare loro, “intralcio al traffico”, “esercizio abusivo di professione” e c..te simili) loro DEVONO obbedire. E Cofferati lo ha fatto. Ossia ha dato disposizioni ai vigili di multare i lavavetri. Questo è un fatto. Che poi le multe si tramutino – come detto sopra in tono scherzoso – in carta straccia, questo rende la vicenda ancora più squallida e demagogica.

    Ciao

    Ritvan

  22. utente anonimo says:

    Il maledetto “splinder” mi ha cancellato le citazioni mie e di Maria Josè messe fra parentesi, ma spero che il post precedente risulti ugualmente comprensibile.

    Ritvan

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