“Ci abiterete voi, nelle case che costruisco”

Immaginatevi il sindaco del più piccolo comune del bacino del Po, con un bilancio di qualche migliaio di Euro, che si trova a dover affrontare da solo il problema dell’alluvione del fiume, dovuto all’effetto serra, agli inquinanti di Milano, al disboscamento delle montagne e al riscaldamento del Mediterraneo.

L’unica soluzione seria sarebbe quella di dimettersi.

Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, si trova di fronte a qualcosa di simile: la questione, il problema, il dramma Rom. Dove a monte ci sono duemila anni di storia di fuoricasta, la caduta del Muro, la Leggenda della Zingara Rapitrice, lo sfascio dei paesi dell’Est, i massacri del Kosovo, il crollo dei servizi sociali, la fame insaziabile di manodopera che ha l’Italia, il panico generale di fronte al futuro, la psicosi fallaciani…

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Che fai? Li butti fuori? Dai una casa fin troppo bella a trenta famiglie e poi distruggi con le ruspe le baracche di altre cento, lasciandole dormire all’aperto, come ha appena fatto il comune di Firenze?

Se Cofferati si fosse dimesso di fronte a tutto questo, avrebbe avuto tutta la mia stima.

Ha scelto invece di mandare le ruspe a demolire le baracche di un gruppo di rom rumeni. Baracche costruite molto vicino alle casette di alcuni italiani. Ora, queste casette sono le ex-baracche abusive di una generazione precedente di sfigati. Tutti tradizionalmente di sinistra, ma prontissimi a votare Lega se "non si fa qualcosa".

Sergio Cofferati ha quindi scelto di "fare qualcosa", in vista delle prossime elezioni. In cui gli italiani manderanno a casa Berlusconi, a condizione che Prodi si dimostri almeno altrettanto di destra.

La domanda sbagliata sarebbe, "linea di rigore o cultura dell’accoglienza?" E non solo per il suono untuoso e falso di entrambe queste frasi fatte.

La domanda sensata invece è, cosa ha risolto effettivamente Cofferati?

Ce lo spiega un bellissimo articolo di Michele Smargiassi, uscito oggi su Repubblica, che riporto per intero.

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Viaggio nella baraccopoli-bis: "Lavoriamo, e voi ci cacciate"

Lui ci ha provato. "Tutti dicono: tornate in Romania. Io questa mattina ho preso il pullman e sono tornato in Romania". Però è ancora qui, con le scarpe nel fango perenne del Lungoreno. E allora?

"Respinto. Frontiera dell’Austria. Niente passaporto". E dov’è il suo passaporto? "Era nella baracca vecchia. Ruspato via".

Riderebbe, se avesse ancora voglia di ridere. Non he ha. Allora impreca: "Adesso cosa faccio? Vado alla polizia? Se mi mettono in pullman e subito in Romania, vado. Ma mi mettono al Cpt, e io non ci vado in galera. Non ci torno in Romania passando dalla galera."

Ha del grottesco la storia delle ruspe democratiche di Bologna. Tutti pensano che Cofferati abbia cacciato via i romeni; invece non riescono ad andarsene neanche se vogliono. Tutti pensano che il sindaco abbia demolito lo slum dei clandestini, e invce rieccolo tale e quale, appena duecento metri più in là. Non cè luce. "Avevamo un generatore, hanno ruspato anche quello".

L’acqua potabile, una fontanella nel parco di via della Birra, è ancora più lontana: ci vuole mezz’ora, con la tanica da venti litri sul carriolino.

A metà pomeriggio, la Bucarest sul Reno è abitata solo da donne e bambini. Seliwara impasta una focaccia: "Mio marito Fanel è al lavoro, torna a casa stasera", risposta di una normalità incongrua in un posto così. Ma è così: lavorano, gli uomini – al nero, a giornata, a chiamata caporalesca, nei cantieri edili della stessa città che li caccia via perché loro sono gli "illegali". Ce n’è perfino uno, Constantin, che ha il permesso di soggiorno. "Busta paga in regola", spiega con orgoglio la moglie Marcela, che sembra un’imponente squaw indiana. E’ lei, però, la clandestina: "Appena prende la paga mi riporta in Romania". Era venuta per farsi operare al cuore, gira con una sportina di plastica piena di pillole, "ma senza documenti il dottore non mi ha voluto".

Con un sorriso ammiccante fa cenno di aspettare, si tuffa nella baracca, fruga, torna con qualcosa in mano: fotografie. Instantanee di una casa lontana, coi divanti e i tappeti. "I miei figli". Sette. Ridono.

Uno ha in braccio una bimba. "Sono nonna. E’ malata, le porto i soldi per la cura".

Tranquilli, bolognesi: prima o poi tornano a casa. "Aspettiamo il 4 novembre, giorno di paga, e partiamo". C’è un pullman tutti i giovedì destinazione Craiova; biglietto 250 euro a testa, va via tutto il salario di un mese.

I due figli piccoli di Saliwara, un anno e ventun mesi, scorrazzano con addosso una felpina e niente mutande. La grande, Jenny, sedici anni, ha il pancione. Maschio o femmina? Ride: "Non lo so…" Domanda scema, mica si fanno ecografie nelle bidonville. "Spero maschio".

Sul materasso, dorme un ragazzo. Gorocil, ventidue anni. Oggi non lavora. ""Cantiere chiuso", si stira, "morto il padre del padrone". Naturalmente, oggi niente paga. "Sono manovale, 30 euro al giorno, i muratori prendono anche 50 euro, ma non c’è lavoro tutti i giorni. Due sì, uno no".

In due anni, due anni e mezzo, pensava di guadagnare abbastanza da tornare nella sua Segarcia e comperarsi una casa, "la mia è venuta giù con l’alluvione". Non ce la farà. Ha da parte millecinquecento euro, e la metà andranno per il viaggio.

Adelina, deliziosa brunetta di due anni, si aggrappa al collo del papà e butta un "Ciao!" allo sconosciuto.

E’ venuta l’assistente sociale, ieri. Li ha rintracciati. Ha offerto alla moglie e alla figlia di Gorocil un ricovero al coperto, ma a lui no: solo donne e bambini è la regola della solidarietà comunale. "Allora no, non ci speriamo." Comincia a far freddo qui all’aperto, Gorocil. "Un italiano ci ha dato questa", una tenda a igloo, quasi nuova. Allora non facciamo tutti i furbi, noi italiani. Annuisce serio: "Non tutti".

Il respinto alla frontiera fuma seduto sui talloni. Anche lui venne qui, trenta mesi fa, "per fare un po’ di soldi, in Romania chi lavora è fortunato e prende 5 euro al giorno". Il suo nome? Sbotta: "Come ti chiami? Come ti chiami? Documenti! Solo questo sapete dire voi italiani?"

Siete irregolari, siete senza permesso, siete "illegali".

"Illegali e clandestini. In due anni e mezzo ho già costruito un paio di palazzi. Per chi? Per voi. Ci abiterete voi, nelle case che costruisco. Io dormo nella baracca. Sono venuto qui per lavorare per voi. Ma dite che sono illegale".

Lo sa cosa pensa di voi, la gente di Borgo Panigale?

"Cosa?"

I romeni sporcano. Rubano.

"Cosa rubo io? Vada a cercare quello che ho rubato", indica il suo pagliericcio, il filo con il bucato, che è davvero bucato, le pentole senza manico.

"Al supermercato le signore stringono la borsetta quando mi vedono. Ma quelli che rubano fanno i soldi e stanno negli appartamenti, non nelle baracche".

Suona un cellulare. Hanno tutti il cellulare qui, e anche questo agli italiani dà fastidio.

"Ma senza cellulare non lavori": è ormai il tramonto, è tornato un altro degli uomini, spiega: "quando c’è lavoro ti chiamano loro, alla mattina presto. Li ricarichiamo al cantiere". Caporalato elettronico: il mondo va avanti, non siamo mica al medioevo.

E questa bici, Gorocil? "Trovata nel bidone". Davvero? Scatta: "non rubata, giuro", si fa il segno della croce, "io non rubo. Voi buttate via tante cose".

Saliwara ha quasi finito di cucinare la cena: carne con l’osso, molto osso, e focaccia. Un’ultima cena, magari penultima.

"E’ venuta qui la polizia. Ha detto: vi lasciamo stare per due settimane, però intanto ve ne andate". Se ne andranno, promettono: "Basta Italia".

Qualcuno prenderà il loro posto.

Per fortuna non piove: il Reno è lì sotto, un po’ di piena e qui è la tragedia: la baraccopoli di prima, quella ruspata via, almeno stava dietro l’argine.

Il respinto alla frontiera spegna la cicca nel fango: "In Romania ho la televisione. Se questo fiume trabocca e l’acqua vi entra in casa, vi vedrò e riderò".  

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54 Responses to “Ci abiterete voi, nelle case che costruisco”

  1. utente anonimo says:

    Il “liberté, egalité, fraternité” è diventato per ogni fazione politica “liberté, LEgalité, fraternité” e la parola centrale è un buco nero che risucchia ogni considerazione umana residua. la storia come quella raccontata qui ci aiuta a vedere meglio la molteplicità umana di quanto è spesso tagliato in bianco e nero da un’accetta repressiva o assistenzialista, speriamo serva a muoverci.

    dorian

  2. rubimasco says:

    Scusatemi tanto, sarà che in questi giorni sono critico…..

    Io capisco il dramma che ci può essere, sono italiano e ho avuto emigranti in famiglia (ormai qualche generazione fa). In america ci chiamavano “white niggers” per le condizioni in cui vivevamo, in germania ci mettevano i piatti di minestra sul davanzale per non farci morire di fame, in svizzera ci era proibito entrare in molti posti pubblici. Però la soluzione adesso qual’ è? Capisco la critica, ma vorrei anche la proposta.

    come sempre complimenti a Miguel, niente di personale, credimi.

  3. Caro Rubimasco, la tua domanda è perfettamente sensata, peccato che non abbia risposta.

    O meglio, un conto è ciò che posso fare io (scriverne e cercare di dare una mano di tanto in tanto a qualche scheggia umana); un altro conto è quello che può fare Cofferati (dimettersi); e un altro ancora, quello che potrebbero fare entità un po’ vaghe come “l’umanità”.

    So che sono considerazioni pessimistiche, ma non mi sembra che si discostino molto dalla realtà.

    Miguel Martinez

  4. utente anonimo says:

    Appunto, la soluzione.

    Ora, sono d’accordo che in situazioni come queste , le ruspe non sono LA soluzione, che si dovrebbe affrontare la cosa anche da un punto di vista politico, va bene : sono d’accordo.

    SE ne può parlare.Facendo anche qualche proposta concreta.

    Però, Cofferati ha deciso di affrontare la situazione e ha scelto una linea legalitaria.

    Dove ha sbagliato ? Che significa si doveva dimettere ?

    Cioè, se un problema non è facilmente risolvibile,perchè molto complesso, ci si deve dimettere e non tentare anche di procedere passo per passo, facendo quello che è possibile ?

    Perchè qui io direi che Cofferati ha agito male se mi si dimostra che in una situazione analoga , con gente italiana e non rumena, lui avrebbe agito diversamente.

    DEl resto, nell’articolo citato da Miguel si parla di lavoro in nero.

    E lavoro in nero significa sfruttamento in nero,affitti esosi pagati in nero, condizioni mortificanti accentuati dal ” nero “.

    Vogliamo fare finta che non ci siano ?

    Maria José

  5. utente anonimo says:

    Magari Cofferati non avrebbe agito con qualsiasi italiano come ha agito con i rumeni. In compenso, come la storia dell’Italia del ‘900 ci insegna, per non voler andare ancora più indietro, avrebbe agito allo stesso modo con degli italiani morti di fame, come hanno fatto tantissimi suoi colleghi sindaci nelle grandi città industriali quando i “terroni sporchi, maleducati e ladri” venivano a morire in fabbrica e nei cantieri! Ed erano trattati come i rumeni in questione! O forse sono diventati sindaci fino ad ora solo fascisti e democristiani? E lo dico da comunista, per chiarire che chi agisce come “il cinese” non sa neanche dove stia la sinistra, che sia stato iscritto al PCI o a DP o a LC.

    Ingmar

  6. utente anonimo says:

    Ingmar, non capisco, davvero.

    Ho letto nell’articolo riportato da Marinez che il nucleo abitativo si è spostato e questo sì, mi sembra strano.

    Insomma, non mi sembra tutto chiaro.

    Però non capisco questa allergia e il bollare a priori come ” fascista ” un uomo che applica la legge.Ma scherziamo?

    Lasciare degenerare una situazione è democratico? Ignorare le proteste degli abitanti della zona è democratico ?

    Se avesse fatto qualcosa contro la legge potrei capirlo, ma qui quale sarebbe il problema?

    Maria José

  7. kelebek says:

    Cara Maria José,

    non prendere per aggressività la mia schematicità; io apprezzo molto i tuoi interventi. Ma ecco, schematizzo appunto:

    1) La legge dice che non si devono costruire case abusive, né dormire sui marciapiedi. Per cui, o non dormono, o pagano un affitto, o se ne vanno altrove.

    2) Il mercato dice che c’è bisogno di gente che non ha lontanamente i mezzi per pagarsi un affitto.

    3) Quello che Cofferati cerca di fare è qualcosa che viola le leggi della fisica: far applicare la legge sulle case abusive, senza interferire sul lavoro nero, sullo sviluppo edilizio o su tutto il resto (Cofferati ha appena aperto il centro di Bologna al traffico privato per accontentare la lobby dei commercianti).

    4) A questo punto, sempre per leggi fisiche, quelle persone andranno a farsi le baracche abusive duecento metri in là. Oppure in un altro comune. E quando l’altro comune userà le ruspe, quelle persone torneranno al luogo di partenza.

    5) Adesso prova a disegnare una mappa dei campi rom nei principali comuni d’Italia. Vedrai che sono tutti situati all’estrema periferia, in modo da consegnare tutti i problemi relativi al comune confinante.

    Anche questa, a modo suo, è una soluzione, o un “tentare di procedere passo per passo” :-)

    Quando parlo di dimissioni, ovviamente uso un concetto provocatorio. Ma concorderai che un amministratore locale che si fa bello facendo finta di aver “trovato la soluzione”, o il “primo passo verso la soluzione”, è necessariamente un millantatore in malafede preelettorale.

    Miguel Martinez

  8. kelebek says:

    Per quanto riguarda la questione di dare del “fascista” a Cofferati… io preferisco usare un termine meno retorico, quello di malafede pre-elettorale.

    I sindaci fascisti erano più tolleranti e meno assistenzialisti verso i Rom, rispetto ai sindaci di oggi.

    Semplicemente perché i Rom erano relativamente pochi, quasi tutti di nazionalità italiana e svolgevano ancora qualche mestiere utile, di quelli che il mercato globale ha spazzato via da tempo.

    Non è tanto questione di schemi ideologici in cui inserire le persone, quanto di scelte obbligate dalla storia.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    Cara Maria Josè, non v’è alcun dubbio che Coffy er Cinese ha agito secondo la legge. Dura lex sed lex. E su questo non ci piove. Ma ti ricordo che anche Berlusconi agisce secondo la legge quando fa fare leggi per se e per i propri amici. C’è forse una legge che proibisce di fare leggi ANCHE per se e per i propri amici? Non mi pare proprio. Anche i celerini che hanno manganellato i partecipanti alle manifestazioni illegali al G8 di Genova hanno applicato la legge. Ma oltre la legge c’è pure una morale e un’etica per ognuno. E per un politico – e Coffy lo è, poiché non è stato candidato a quella poltrona dai marziani – c’è pure un’etica e una morale politica. Vedi cara Maria, io non credo che a Bologna non esista nemmeno una costruzione abusiva appartenente a cittadini italici; sarebbe un’utopia, in un paese che ha fatto dell’abusivismo – seguito dalle sanatorie edilizie – un modus vivendi protrattosi fino ai giorni nostri. Ebbene, mi sapresti dire quante di queste ha abbattuto finora a suon di ruspe il buon Coffy? Io credo nessuna e aspetto smentite. E sai perché? Perché gli abusivisti italici votano, mentre quelli rumeni no. Due pesi e due misure, in omaggio al detto giolittiano:”La legge si interpreta per gli amici e si applica semplicemente agli altri”. E questo è immorale, anche se purtroppo non illegale. Ecco perché sono parzialmente d’accordo con Miguel che Cofferati DOVREBBE ESSER COSTRETTO A DIMETTERSI, poiché a dimettersi di sua spontanea volontà non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello al compagno che, come ogni compagno che si rispetti, non ha mai dubbi, solo granitiche certezze di essere SEMPRE nel giusto.

    Ciao

    Ritvan

  10. piccolacocco says:

    Dimissioni?

    Una denuncia, Maria Josè!

    E invece nessuno ha il coraggio o addirittura pensa ci sia qualcosa da denunciare.

    Il mio non è un intervento a favore dei Rom o almeno non nasce come tale.

    Nasce dal ricordo di questa situazione:

    La padrona di casa affitta i suoi numerosi appartamenti ad un prezzo che per alcune famiglie è esorbitante.

    Ma il prezzo è quello! Prendere o lasciare.

    Un giorno un locatario va da lei a pagare l’affitto e mentre avviene il passaggio di denaro compreso il resto, cadono per terra 5 centesimi che sarebbero stati all’attivo del locatario.

    La padrona, gentile, poiché per terra i cinque centesimi non si vedevano, si affanna a cercarli.

    Il locatario che aveva anche fretta di andare e di smettere di pensare che dopo aver pagato l’affitto di casa dovrà fare i conti con molte altre spese obbligatorie, dice: “Non si preoccupi di cercarli. Cosa vuole che siano 5 centesimi!”.

    Lei tutta convinta e sempre gentile risponde: “Ma no!! Quei soldi sono suoi! Quel che è giusto è giusto!”.

    Ora, capisco che una persona non si voglia sempre arrabbiare ma determinate parole, “giusto” ad esempio, perché non si bandiscono dai vocabolari! Da fastidio sentirle pronunciare.

    “Perchè qui io direi che Cofferati ha agito male se mi si dimostra che in una situazione analoga , con gente italiana e non rumena, lui avrebbe agito diversamente.”

    Cofferati agisce quindi da “giusto” (O “fa giustizia”. Mettetela come volete.).

    “…..un altro ancora, quello che potrebbero fare entità un po’ vaghe come “l’umanità”.

    Queste “entità un po’ vaghe” nelle grandi democrazie, pure. Non esiste che una democrazia non sia “giusta”.

    Cocco

  11. rubimasco says:

    Insomma io ancora non capisco. Mi si dice che una soluzione non c’è ma si critica la soluzione degli altri. Se non c’è soluzione migliore da proporre la soluzione adottata (che sia in malafede o no) è sempre quella giusta. Può far schifo ma è così. E’ un pò come nell’ articolo: il rumeno che ha perso il passaporto NON può evitare di passare dalla guardina. E’ la legge. Una persona senza documenti e per di più straniera non può, se segnalata alla polizia, evitare di essere trattenuta per accertamenti. Non è dignitoso? Cavolacci suoi se non è dignitoso. Non ha documenti quindi potrebbe essere chiunque dalla fata turchina alla reincarnazione di Hitler, e dobbiamo accertarcene. E non possiamo metterlo su un pullmann prima di esserci accertati che sia tutto a posto.

    Scusate, io non so se mi spiego bene, a me dispiace per queste persone e molte leggi e molti modi di applicarle non sono giuste qui da noi. Ma la critica diventa sterile se non si propone niente come soluzione.

  12. Rubimasco, hai ragione sul fatto che l’Austria abbia fatto bene a respingere l’operaio rumeno.

    Il problema è quando si applica la legge a metà: infatti, mentre gli austriaci lo respingono, legalmente, nessuno denuncerà Cofferati, o il ruspista, o l’assessore di turno, per aver distrutto il passaporto del rumeno.

    Questo crimine impunito crea l’illegalità di una persona che magari sta in questo momento costruendo la futura casa di qualche tuo parente a Bologna.

    Miguel Martinez

  13. rubimasco says:

    E su questo sono d’ accordo al cento per cento, Miguel.

  14. utente anonimo says:

    Caro Miguel,non prendo per schematico il tuo modo di ragionare, anzi.

    Io stessa, tendo a non essere troppo lunga , nei miei interventi e di farli più semplici possibili, ritengo una tortura costringere una persona a leggere un ” romanzo ” come risposta, su Internet.

    Anzi, forse a volte sono fin troppo essenziale , al limite del semplicismo :).

    ” Quello che Cofferati cerca di fare è qualcosa che viola le leggi della fisica: far applicare la legge sulle case abusive, senza interferire sul lavoro nero, sullo sviluppo edilizio o su tutto il resto (Cofferati ha appena aperto il centro di Bologna al traffico privato per accontentare la lobby dei commercianti). ”

    Sono d’accordo con te, si deve affrontare il problema in modo completo, non solo nel suo aspetto più evidente.

    Ora, concordo che se le situazioni da te descritte sono egualmente illegali, però hanno un grado diverso di ” pericolosità ” :ovvero, nel caso dei romeni c’è il problema dell’igiene, del vivere sul greto di un fiume, di produrre disagio ( a torto o a ragione )…insomma, dal punto di vista legale sono uguali, ma dal punto di vista pratico, la situazione di gente che dorme in baracche abusive e fatiscenti su un fiume necessita di un emergenza che l’altro aspetto non ha.

    Bisogna trovare una sistemazione per questa gente? Certo, ma tenendo bene in mente quello che è possibile fare, compatibilmente con i mezzi .

    A questo proposito, leggevo nell’articolo scritto da Sofri su Repubblica qualche cifra :” Gli alloggi pubblici assegnati nel primo anno dell’amministrazione Cofferati sono 620 contro i 249 dell’amministarzione Guazzaloca. Il 20 per cento ad immigrati . Il comune ha azzerato l’ Ici per gli alloggi affittato a canone concertato tar piccoli propietari e associazioni di inquilini , finanziandolo con più di 2 milioni di euro all’anno. I contratti già stipulati sono 4 mil , a un canone medio di 500 euro , contro una media di mercato dai 750 ai 1.000 euro e più . Il piano commerciale prevede la cosrtuzione di 3.000 alloggi di edilizia sociale nel decennio . ”

    Bene, a me questo sembra intervenire da più parti.

    Ed è per questo che non capisco la richiesta, pur provocatoria di dimissioni.

    NOn esiste LA soluzione, ma si deve cercare la migliore soluzione possibile, e finora nessuno mi ha detto cosa si potrebbe fare di meglio.

    Hai ragione, Miguel, a ricordare che le cose sono cambiate, durante gli anni, ma è proprio perchè le cose sono cambiate, e che si parla di numeri più alti che nel passato che ci sono problemi.

    E , ripeto, NON esiste la soluzione.

    Nei prossimi anni si andrà verso il peggioramento di diverse situazioni, la fame, la povertà faranno eslpodere diversi conflitti, quali noi non siamo forse nemmeno capaci di immaginare.

    Però, a fronte del “male ” di una soluzione necessariamente lacunosa, imperfetta, dobbiamo lasciare le cose esplodere ?

    Sul carattere di Cofferati, boh, non contesto il diritto di Miguel di valutarlo diversamente da me, ma a me sembra un amministratore che ha capito che non può permettersi di tergiversare.

    E si sta prendendo il rischio di apparire decisionista.

    D’altra parte, tu sapari che quando si tratta di prendere decisioni nell’amministrazione di una città, è facile farsi bloccare da tutte le pretese di chi vuole avere voce in capitolo.

    Mediare tra la necessità di ascoltare tutti e poi, cmq, dovere prendere una decisione, può non essere facile.

    Miguel, vivo in una città del Sud, dove per molto tempo ha imperversato l’iimobilismo.

    Da due elezioni abbiamo un sindaco che è un furbone, direi ” figlio di buona donna “, ha inserito i suoi parenti o sodali in molti settori, perchè, dice, è gente di cui si fida.

    Bene, questo sindaco ha letteralmente messo a soqquadro la mia città, ha rifatto strade, pavimentazioni, creato spazi pubblici, proposto e attutato progetti, praticamente restaurato tutte le piazze, insomma, ha realizzato molto.La mia città è irriconoscibile.

    Nel fare questo, s’ è creata la fama di accentratore e despota, ed è vero che lo è .

    ( Cmq non ha agito contro legge )

    Ma se guardo i risultati io sono dalla sua parte .

    Maria José

  15. utente anonimo says:

    Ritvan , non vedo il nesso tra le leggi che si è fatto Berlusconi e ciò che si contesta a Cofferati.

    Ciò che si contestava a Berlusconi era di avere fatto leggi che danneggiavano l’interesse nazionale.

    ( e anche immorali, ma non era questa la questione più importante )

    Qui, invece ( e l’accusa potrebbe essere giusta ) è che Cofferati ha agito senza umanità, in modo ” ingiusto “.

    E anche questo potrebbe essere opinabile, perchè per valutare il ” giusto ” si deve considerare la situazione degli immigrati, ma ANCHE le proteste di chi si è lamentato per fare intervenire il Comune.

    Sarebbe stato ” giusto ” ignorare le proteste dei residenti vicini?

    Tutti prevenuti , o razzisti ?

    Ma anche se fosse ( e io non credo ), non dovrebbero essere ascoltati ?

    Un sindaco dovrebbe mediare fra gli interessi di tutti i suoi cittadini.

    A Genova , i celerini hanno SBAGLIATO, non perchè hanno manganellato, facendo ciò che è previsto dalla legge, ma perchè hanno manganellato persone senza motivo ( secondo le testimonianza ) E poi hanno sbagliato perchè hanno ” menato ” in caserma, DOPO il corteo.

    SE avessero manganellato i black block , non avrebbero sbagliato.

    Che c’entra la ” morale “?

    Per quanto riguarda i due pesi e due misure, ho già risposto a Miguel : nel caso degli affitti abusivi non c’è l’emergenza di intervenire.

    Gli emigranti non votano? Incoraggiamo quei progetti di legge che lo prevedano.

    Però, ti ricordo che votano molti di quelli che occupavano le case in città a Bologna e che Cofferati ha fatto sloggiare, perchè le case erano destinate ad altri.

    Non condivido il tuo giudizio sui ” compagni “.

    Non schematizziamo.

    Ho conosciuto compagni dalla notevole elasticità mentale , sotto l’apparenza di ” rigido ” uomo di partito.

    E sedicenti liberali , o liberaldemocratici, che sotto l’apparenza di persone liberali nascondono una chiusura mentale e ottusità paragonabili a quella del peggior bolscevico :).

    Maria José

  16. utente anonimo says:

    La “giustizia” da 5 centesimi di cui scrive Cocco mi ha fatto venire in mente un episodio più o meno analogo accaduto in Albania subito dopo la caduta del regime “pseudocomunista”.

    Credo sappiate che tale evento fu accompagnato dal saccheggio dei depositi di armi e che buona parte della popolazione ne approffittò per armarsi fino ai denti. Ebbene, un pacifico ometto che aborriva le armi torna dal lavoro, entra in camera da letto e…vede un grosso buco nella parete che divideva la sua camera da letto dall’appartamento del vicino di pianerottolo, nonché il suddetto vicino seduto sul suo letto con una mitragliatrice leggera in grembo, minacciosamente puntata verso la porta della stanza.

    “Mmmmaaa…che ci fai tu qui?” chiede il pacifico omino al vicino.”Senti, caro vicino, a me non sembra giusto che tu e tua moglie, due persone senza figli, disponiate di 2 camere e cucina, mentre io, mia moglie e i nostri 3 figli disponiamo ugualmente di 2 camere e cucina. Pertanto, io mi prendo una delle tue camere, muro la tua porta e la sposto qui dove ho aperto il buco da cui sono entrato”. Difficile discutere con uno che tiene una mitragliatrice in grembo. L’omino dice solo: “Almeno lascia che prenda il mobilio e la nostra roba che c’è in questa stanza”. “Ma certo che sì”, replica lievemente irritato il mitragliere “per chi mi prendi, per un ladro, forse? L’arredamento è tuo, ti spetta di diritto”:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  17. utente anonimo says:

    Scusate, farò un commento idiota, ma veramente mi spazientisco a leggere certi commenti. Dove sarebbe la “complessità” del problema?

    Basterebbe 1. Indagare sui cantieri edili al nero 2. Dare subito un permesso di soggiorno al lavoratore impegnato al nero che denucia l’impresa, essa sì illegale 3. Dare un’abitazione con procedura d’urgenza come si faceva con i petiti di mafia, visto che il lavoro nero é mafia.

    Anzi, se fossi un magistrato denuncerei tutti quanti, anche le autorità, per concorso di riduzione in schiavitù… ecc.

    Il resto è solo ipocrisia razzista e filo-mafiosa. Del resto, il paese è sempre nella mani della mafia, nord o sud non cambia un bel niente (e lo stesso vale fra destra e sinistra, temo).

    Rita.

  18. utente anonimo says:

    Altro che idiota, cara Rita, quando non scrivi di amerikani:-) dici delle cose perfettamente condivisibili e logiche. Però, tu non sai che – come nella “Fattoria degli animali” di orwelliana memoria, – qualcuno, di notte, armato di secchiello e pennello si è avvicinato al testo della Costituzione democratica, antifascista, nata dalla Resistenza, ecc., ecc. e all’articolo che recita “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” ha subdolamente aggiunto due brevi paroline:”IN NERO”.

    Evviva l’ipocrisia!

    Ritvan

  19. utente anonimo says:

    >Ritvan , non vedo il nesso tra le leggi che si è fatto Berlusconi e ciò che si contesta a Cofferati.<
    Il nesso c’è, cara Maria Josè, anche se tu non lo vedi. Probabilmente è trasparente:-).

    >Ciò che si contestava a Berlusconi era di avere fatto leggi che danneggiavano l’interesse nazionale.<
    Perché, secondo te, aver salvato Rete4 di Emilio Fido mediante la legge Gasparri danneggiava così irreparabilmente “l’interesse nazionale”?:-)

    >Qui, invece ( e l’accusa potrebbe essere giusta ) è che Cofferati ha agito senza umanità, in modo ” ingiusto “. <
    Io preferisco “immorale”.

    >E anche questo potrebbe essere opinabile, perchè per valutare il ” giusto ” si deve considerare la situazione degli immigrati, ma ANCHE le proteste di chi si è lamentato per fare intervenire il Comune.<
    Bisogna vedere di che si lamentavano i cari “residenti”. Del deturpamento del paesaggo che solevano godersi dalle loro terrazze? Delle condizioni igieniche in cui vivevano i “sans papiers”? (ma che strano, sempre l’igiene fra i piedi, come per la scuola di Milano! Certo che ci tengono alla pulizia i nostri cari “ospiti”; peccato che abbiano treni pieni di zecche, pulci e ultimamente anche pantegane:-)).

    >Sarebbe stato ” giusto ” ignorare le proteste dei residenti vicini?<
    Fra “ignorare” e “mandare le ruspe ipso facto” c’è un mare di cose intermedie che si possono fare.

    >Tutti prevenuti , o razzisti ? <
    Ma no, non esageriamo, io credo che i cari “residenti” avrebbero fatto lo stesso il diavolo a quattro anche se i baraccati fossero stati tutti alti, biondi e dagli occhi azzurri:-). Diciamo intolleranti, egoisti e menefreghisti nei riguardi degli altri. Non a caso Bologna veniva definita “la grassa”:-)

    >Ma anche se fosse ( e io non credo ), non dovrebbero essere ascoltati ?<
    Come dicevo sopra, fra “ascoltare” e “ruspare” c’è una bella differenza.

    >Un sindaco dovrebbe mediare fra gli interessi di tutti i suoi cittadini.<
    Beh, se tu la “mediazione” la intendi solo a suon di ruspe, allora è inutile proseguire.

    >A Genova , i celerini hanno SBAGLIATO, non perchè hanno manganellato, facendo ciò che è previsto dalla legge, ma perchè hanno manganellato persone senza motivo ( secondo le testimonianza )<
    E quale sarebbe secondo il tuo “manuale del celerino gentile” il solo motivo che consenta di manganellare? la legge e le circolari ministeriali non dicono nulla al riguardo; quando si carica una manifestazione illegale si manganella chiunque ti si pari davanti e che non indossi la tua stessa uniforme. Chi non vuole assaggiare il manganello, evita di partecipare a manifestazioni illegali. Semplice. Ciononostante, nel comportamento di ALCUNI celerini ci si potrebbero ravvisare alcuni episodi “immorali”, seppur non formalmente illegali.

    >E poi hanno sbagliato perchè hanno ” menato ” in caserma, DOPO il corteo.<
    No, cara, quelli – sempre se rispondenti al vero – non erano “camerati che sbagliano”:-), bensi comportamenti ILLEGALI. Non mi riferivo certo a quelli io.

    >SE avessero manganellato i black block , non avrebbero sbagliato.<
    Beh, sarò un feroce e barbaro albanese, o sarà perché anche nosotros liberaldemocratici nel nostro piccolo alla fine c’inkazziamo anche noi, ma io ai black block sparerei ad altezza d’uomo. A mali estremi estremi rimedi. Il manganello (anche se non capisco perché non gli preferiscono gli idranti) è per dimostranti PACIFICI ma ILLEGALI.

    >Che c’entra la ” morale “? <
    Picchiare selvaggiamente col manganello una donna, anche se partecipa ad una manifestazione illegale ed oppone resistenza, io la ritengo “immorale”, seppur sia perfettamente legale. Ovviamente, secondo la MIA morale. evidentemente certi celerini hanno una morale del tutto diversa dalla mia.

    >Per quanto riguarda i due pesi e due misure, ho già risposto a Miguel : nel caso degli affitti abusivi non c’è l’emergenza di intervenire.<
    Eh, si, per quelli ci si può muovere con comodo, magari alle calende greche:-). Comunque, la risposta a Miguel non vale per me. Se leggi bene, io non mi riferivo ad “affitti illegali”, bensì a “costruzioni abusive”, fatte però dagli “indigeni”. Hai visto qualche ruspa all’opera? Mai, solo sanatoria dopo sanatoria. Eh, sì, gli indigeni votano….

    >Gli emigranti non votano? Incoraggiamo quei progetti di legge che lo prevedano.<
    Campa cavallo che l’erba crescerà!:-)

    >Però, ti ricordo che votano molti di quelli che occupavano le case in città a Bologna e che Cofferati ha fatto sloggiare, perchè le case erano destinate ad altri.<
    Beh, che c’è di strano? Come minimo è andato in pari coi voti, poiché sia gli sgomberati che i “beneficiati” votano. In più sì è fatto la fama di “giusto”. Bilancio positivo personale, dunque:-). Ma com’è furbetto il compagnuccio!

    >Non condivido il tuo giudizio sui ” compagni “.<
    Non avevo il minimo dubbio:-).

    >Non schematizziamo.<
    La “schematizzazione” non sarà perfettamente rispondente alla verità, ma gli si avvicina molto.

    >Ho conosciuto compagni dalla notevole elasticità mentale , sotto l’apparenza di ” rigido ” uomo di partito.<
    E’ la classica eccezione che conferma la regola. Quando “l’elasticità mentale” non si applica esclusivamente al proprio tornaconto e la “rigidità da uomo di partito” al tornaconto degli altri. La doppia morale “pseudocomunista”, insomma, per cui il cuore si tiene a sinistra, mentre il portafogli saldamente a destra.:-).

    >E sedicenti liberali , o liberaldemocratici, che sotto l’apparenza di persone liberali nascondono una chiusura mentale e ottusità paragonabili a quella del peggior bolscevico :).<
    I liberali e ancor di più i liberaldemocratici in Italia sono più rari del panda gigante; si dice che il WWF li ha presi sotto la sua protezione:-). Strano che tu ne abbia incontrato più di uno in vita tua. Sei sicura che non fossero degli ex-sessantottini (tipo Sofri, Ferrara, ecc.) o ex missini sotto mentite spoglie?:-)

    Ciao

    Ritvan

  20. Per Rita,

    Credo di esserti schifosamente in debito di una traduzione, mi sono perso con il lavoro, il blog, il sito e una serie di altre cose.

    Capisco la tua proposta “semplice”, e in parte la condivido. Ma temo che lì subentrino anche le “due paroline” che secondo Ritvan sarebbe state inserite di nascosto nella Costituzione. In questo senso la tua proposta implica una rivoluzione totale dell’economia e della società italiana, peraltro in una direzione opposta a quella attuale.

    Il problema poi è che non esiste un meccanismo per mettere d’accordo la richiesta e l’offerta di lavoro. Quando si cerca di farlo, si cade nella follia: alcuni anni fa, cercavo di legalizzare alcuni cittadini jugoslavi. Bene, ogni provincia aveva delle “quote”, tipo “tre elettricisti albanesi, quindici cuochi serbi e quattro taglialegna slovacchi”. Quindi l’elettricista serbo o il cuoco albanese devono restare clandestini…

    Per Maria José… ti ringrazio dei dati sull’amministrazione Cofferati.

    Infatti, la mia non è una critica a lui come sindaco, né propongo qualche politica alternativa.

    Mi riferisco solo al ruspamento della baraccopoli dei lavoratori rom rumeni.

    Il punto non è se è giusto o sbagliato, “democratico o razzista”, se ci vuole “rigore oppure solidarietà”.

    Il punto è che Cofferati ha fatto una cosa molto precisa. Ha spostato la stessa gente di duecento metri, dopo aver loro distrutto il generatore (nonché tetti e passaporti) e averli privati dell’acqua corrente.

    Questo è il risultato concreto, ed era perfettamente prevedibile. E’ una scelta come un’altra, ma non capisco bene a cosa serva. Certamente non agli italiani che abitano in quel quartiere.

    A questo punto rimande da ipotizzare che tutto sia stato fatto solo per rubare qualche voto alla destra, ma questo è un problema suo e non mio.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    Caro Ritvan.

    Quasi in breve :

    ” >Ritvan , non vedo il nesso tra le leggi che si è fatto Berlusconi e ciò che si contesta a Cofferati.<
    Il nesso c’è, cara Maria Josè, anche se tu non lo vedi .< No, caro Ritvam non basta dire che c’è : me ne dovresti dare esempio .
    Finchè non me lo indichi io continuo a non vederlo.

    > Probabilmente è trasparente:-). < Beh, prendi anche in considerazione l’idea che non si veda perchè NON c’è:). Perché, secondo te, aver salvato Rete4 di Emilio Fido mediante la legge Gasparri danneggiava così irreparabilmente “l’interesse nazionale”?:-)< Ritvan, quesione di punti di vista.
    Secondo me la pluralità E’ di interesse nazionale, ma anche se così non fosse ( e sarebbe da dimostrare ) lì si trattava di ottemperare ad una sentenza della Corte Costituzionale, bellamente ignorata.

    E .Anche fosse, NON è certo l’unica legge per cui Berlusconi sia stato accusato di farsi le leggi pro domo sua.

    > FRancamente, non so che dire a gran parte del tuo commento, ovvero l’immoralità del comportamento di Cofferati, tutti i tuoi giudizi sugli abitanti…

    In breve, il comportamento di Cofferati non mi sembra immorale, solo molto pratico.

    I residenti dei dintorni hanno espresso delle lamentele, in più c’era una situazione illegale, e sono intervenute le ruspe.

    Scusa, tutto il resto è fuffa, non conosciamo gli abitanti e non sappiamo i problemi ( eventuali ) che hanno dovuto affrontare .

    E, ti sembrerà strano, ma questa gente paga le tasse , ha piena cittadinanza, e ha diritto a protestare, senza che io e te ci mettiamo a giudicarli, prima di conoscere la loro realtà.

    E’ importante che anche gli immigrati possano votare,per avere appunto voce in capitolo, ma QUANDO questo avverrà, ciò renderà loro detentori di diritti, più diritti di una persona che non paga le tasse.

    E quindi mi sembra ovvio che ADESSO si abbia maggiore attenzione per i residenti.

    Questo ovvviamente solo per quanto riguarda l’aspetto pratico.

    Poi, c’è l’aspetto umano, e qui dò ragione a chi dice bisognerebbe trovare una sistemazione a questa gente per una questione di umanità, e a tutti, non solo le donne e i bambini.

    GUarda, io non intendo la mediazione a suon di ruspe, dico solo che , in quella situazione, l’unica era usare le ruspe.

    Avrei aspettato che avessero trovato tutti un posto, magari, non so le procedure, ma le avrei usate anch’io.

    Certe situazioni sono illegali e ANCHE pericolose.Punto.

    Caro Ritvan, a Genova il problema è che i celerini hanno menato pacifici dimostranti in una manifestazione AUTORIZZATA.

    Ripeto, pacifici dimostranti in una manifestazione autorizzata, che non stavano facendo nulla.

    IL resto del tuo commento, sparare ai black block, o picchiare una donna, sono tuoi opinioni che io non contesto anche se non condivido.

    Maria José

  22. utente anonimo says:

    Miguel,, leggo il tuo commento.

    Guarda, proprio oggi sono arrivati nella mia città dei parenti che abitano a Bologna, che all’inizio erano molto critici con Cofferati, per la sua inazione ( dicevano loro, e non si riferivano alle ruspe :).

    Ma dicevano che era spesso assente , e non si era dato molto da fare.

    Sono proprio curiosa di parlare con loro e chiedergli cosa ne pensano adesso.

    Chiederò loro anche della questione delle ruspe.

    Ciao

    Maria José

  23. utente anonimo says:

    Oh, a proposito del lavoro in nero, concordo con MIguel.

    Qui al Sud è quasi la regola, lavoro in nero, affitti in nero, guadagni in nero.

    Rita, potresti anche avere ragione, ma per molti la fonte di reddito di in nero dà la possibilità di andare avanti.

    Non tutti. Molti.

    Maria José

  24. utente anonimo says:

    >Rita, potresti anche avere ragione, ma per molti la fonte di reddito di in nero dà la possibilità di andare avanti. Non tutti. Molti.

    Maria José< Berlusconi 2 – Il Ritorno:-)
    Ritvan

  25. utente anonimo says:

    “>Rita, potresti anche avere ragione, ma per molti la fonte di reddito di in nero dà la possibilità di andare avanti. Non tutti. Molti.

    Maria José< Berlusconi 2 – Il Ritorno:-)
    Ritvan”

    Oh, Ritvan, finalmente una volta che siamo d’accordo! E con una sonora risata, per di più…)

    In effetti, leggendo commenti come questo sul lavoro nero, mi spazientisco ancora di più…

    Ma possibile che la gente giustifichi un trattamento che equivale in pratica alla riduzione in schiavitù (niente mutui, niente credito, in pratica non esisti come contribuente, sei un fantasma, un morto che cammina, che non mangia, per il fisco…)?

    Gratta gratta, ti rispunta il vecchio berlusca sotto la vernice, dove meno te lo aspetti.

    Ma questo mi fa davvero imbestialire, altro che spazientire… Tra l’altro, le imprese che lavorano in nero guastano il mercato di quelle corrette e oneste. Ma lo sapete che in realtà ci vorrebbe quasi nulla, a cambiare lo stato delle cose? Per es., in una provincia del profondo Nord, molto benestante e “perbene”, so che in una settimana la Finanza (evidentemente diretta da qualche ufficiale appena incaricato e “puro”, mi piacerebbe pensare) mesi fa ha scoperto una cinquantina di imprese non in regola, e ha previsto il recupero di non so quanti milioni di euro di imposte. E questo solo in pochi giorni, in normalissime operazioni di controllo di routine!!

    Quindi, basterebbe agire. Certo ci scommetto che tornerebbero le bombe di mafia, come nel ’93 … ma chi se ne frega, basterebbe andare avanti e metterli tutti in galera, e per il sud, aspettare un paio di ricambi generazionali perché la mentalità mafiosa sia almeno un pochino estirpata.

    Cioè, fantascienza (fantapolitica).

    Hai ragione, Ritvan, per una volta: Berlusconi 2: il ritorno è già pronto. :)

    Rita.

    P.S.: per Miguel, se ti procuri la famosa relazione di Imposimato, per me va bene lo stesso… :)

  26. piccolacocco says:

    Ciò che indica Rita mi sembra si potrebbe definire “un primo passo” anche rimanendo nell’ambito della legalità riconosciuta e senza voler sovvertire nessun ordine.

    Capisco che, pur volendoli compiere, si tratti di passi molto difficili data la complessità del mercato del lavoro e delle condizioni sociali che garantiscono il lavoro nero, l’affitto in nero, e tutte le cose in nero…(meno che le donne in nero :-)).

    E’ Cofferati che ha sbagliato? Solitamente evito di pormi interrogativi sul singolo individuo per questioni che coinvolgono la collettività e l’insieme delle regole che la governano…..e quella di cui si discute, secondo me lo è.

    Certo che se anche avesse agito per avere più voti, lo avrebbe fatto su esplicita o tacita richiesta da parte dei cittadini bolognesi.

    A sentire le opinioni diffuse tra i Bolognesi non credo si tratti però solo di quelli del quartiere che ospitava la baraccopoli buttata giù dalle ruspe.

    Ho come l’impressione che si tratti degli stessi cittadini desiderosi di legalità che hanno votato Guazzaloca l’altra volta, lui stavolta, e che se non è sufficientemente bravo a circoscrivere l’isola del benessere economico, cercheranno di eleggere qualcuno che lo sappia fare meglio di lui.

    A scanso di equivoci, vengo dal sud ma ho passato in Emilia tanti anni e ad essa sono molto legata.

    La maggioranza a Bologna è benestante e gran parte della minoranza punta a diventarlo attraverso discutibili individuali strategie. E poi ci sono sempre, e sempre di più, quelli che nell’impossibilità di combattere la vera causa del proprio malessere concentrano la propria rabbia su chi sta un gradino più in basso (e i Rom occupano l’ultima posizione!)….e vanno avanti così, con tutti i conflitti sociali che ne conseguono.

    Tentare di ridurre lo sfruttamento è ritenuto difficile anche da chi lo ritiene sbagliato (a parole, quasi tutti) e quindi non si fa. Precarizzare la vita delle persone che già vivono in condizioni precarie è molto più semplice, e quindi si fa.

    Cofferati è uno che quello che si può fare, lo fa. Ha solo scelto da che parte è più facile cominciare per ottenere risultati a breve scadenza.

    Fosse stato sindaco di una città ad alta densità mafiosa, alle richieste di legalità nel territorio da lui amministrato non avrebbe dato lo stesso peso che ha potuto dare a Bologna. Non credo che avrebbe mandato le ruspe ad abbattere le roccaforti abusive dei mafiosi….e non si può certo dire che la cittadinanza che la mafia la subisce non desideri da sempre che lo Stato faccia qualcosa per poter vivere in pace.

    Sentire quindi che chi amministra fa determinate scelte in risposta ad una richiesta di legalità, mi fa venire l’orticaria.

  27. Però non mi sembra che nessuno abbia ancora risposto alla domanda fondamentale.

    A cosa serve spostare di duecento metri un gruppo di gente, dopo averli privati di tetto, acqua corrente, argini, generatore e passaporti?

    Se fare così serve a qualcosa, che si faccia in tutta Italia.

    Ma prima mi si deve dimostrare, non che è giusto o ingiusto, razzista o democratico, fascista o comunista, ma che serve a qualcosa.

    D’accordo che è un “piccolo passo”. Nel senso che la gente si è spostata.

    Francamente mi sembra che i “piccoli passi” qui consistano semplicemente nel risalire il Reno alla velocità di duecento metri al mese.

    Vuol dire che ad aprile, quando si vota, questi qui si troveranno a 1200 metri dal punto di partenza.

    Sempre che non siano già ritornati al punto di partenza.

    Miguel Martinez

  28. utente anonimo says:

    Fondamentalmente serve come risposta molto circoscritta, quindi eseguibile, e di grande carica simbolica d’un problema molto più vasto e irrisolvibile. Su di essa verterà tutta la lotta politica, come esempio d’un modo (in realtà illusorio) di risolvere o no il problema, e su di essa gli schieramenti contrapposti chiederanno un inutile voto. È per questo che noi chiamiamo i dibattiti in parlamento “cretinismo parlamentare”. p

  29. Negli stessi giorni, la stampa riportava anche di uno sgombeo di una casa abusiva a Cusago (MI).

    Ci sono alcune differenze tra i due casi, e alcune somiglianze.

    Qui elenco le differenze. Le similitudini: che Cofferati, al pari di Albertini, giustifichi la sua personale svolta politica come una richiesta al bisogno di sicurezza dei votanti, anche quando ciò non permetta altro che azioni di facciata.

    Un’altra similitudine, sul lavoro nero: nelle aree di recente sgombero negli anni si sono creati veri e propri poli industriali basati sul lavoro nero e sul caporalato, come nel meridione di 30/40 anni fa.

    Fabrizio

  30. talib says:

    il fatto è che dovrebbero avere il coraggio delle loro idee e farlo, quello che dicono.

    Non spostarli di 200 metri, ma rimandarli tutti i casa. Perchè non fermano tutti questi extracomunitari clandestini e non li rimandano a casa?

    Perchè ne hanno bisogno, è manodopera silenziosa e sottocosto. Sono degli ipocriti criminali, e Cofferati non meno degli altri.

  31. utente anonimo says:

    ” >Rita, potresti anche avere ragione, ma per molti la fonte di reddito di in nero dà la possibilità di andare avanti. Non tutti. Molti.

    Maria José< Berlusconi 2 – Il Ritorno:-)
    Ritvan”

    Oh, Ritvan, finalmente una volta che siamo d’accordo! E con una sonora risata, per di più…)

    In effetti, leggendo commenti come questo sul lavoro nero, mi spazientisco ancora di più… ”

    Rita, sono contenta che tu ti sia fatta una risata.

    C’è solo un piccolo problema:hai capito male .Io parlavo di situazione di illegalità in generale in generale e POI come della ” fonte di reddito ” in nero: Solo che per ” fonte di reddito in nero ” io non mi riferivo al lavoro in nero, ma, per esempio, agli affitti in nero.E’ sempre illegale,concordo, ma NOn è lavoro nero.

    E nelle mie parole non c’era giustificazione, ma denuncia della realtà di una situazione. Molto estesa, perciò grave.

    Rileggi, se vuoi .

    Spero che avere corretto quello che hai capito non ti rovini il divertimento della risata che ti sei fatta.

    Tu e anche Ritvan.

    Che per essere uno che comprende gli altri prima ancora che parlino fraintende niente male :).

    Maria José

  32. utente anonimo says:

    Miguel, sono d’accordo con te, lo sgombero serve a poco se alla fine si traduce in uno spostamento di qualche metro.

    Però, leggevo sul blog di Fabrizio che era pronta una sistemazione alternativa per gli sfollati ( anche se Cofferati non si è consultato con la persona addetta ).

    La distruzione del passaporto è grave, e non so se riparabile, ma la distruzione del generatore, etc..potrebbe essere un modo per assicurarsi che non si riformino più questi nuclei.

    Maria José

  33. utente anonimo says:

    Maria Josè, perdonami se ti rispondo dopo ben tre giorni, ma mi pare che tu abbia frainteso il mio post: io non ho bollato nessuno, ho detto semmai che in tutti i campi politici nell’arco dei decenni, moltissimi amministratori locali si sono contraddistinti per i metodi violenti e razzisti, anzi, a giudicare da quanto è sempre stato esteso il fenomeno della ghettizzazione e sfruttamento dei migranti di qualsiasi provenienza, niente di strano che tra i suddetti sindaci ci fosse anche qualche “comunista”. Quello che mi turba poi nel leggere tutti insieme i post degli ultimi giorni è vederne la deriva: possibile che si possa affermare che non si vede altra soluzione alla situazione dei rumeni “ruspati” via? Possibile che pochi abbiano colto il senso del discorso di Miguel quando dice che Cofferati dovrebbe dimettersi? E poi anche, ma questo mi pare off topic, che le manganellate ai manifestanti siano cosa buona e giusta, però se in un preciso contesto? Ammesso che siano legali, ma a quanto mi sembra le manganellate sono legali per autodifesa (esistono dei diritti umani, che persino le forze dell’ordine devono rispettare, magari a qualcuno qui dispiace, ma purtroppo…) e quindi dovrebbero essere limitate al massimo anche dai poliziotti, possibile che chi ha scritto qui mostri orgogliosamente una tale cultura di violenza e di repressione? Ma Ritvan non si definisce un liberaldemocratico, un VERO democratico? Cos’hanno di democratico le manganellate o gli spari ad altezza d’uomo? In democrazia prima di tutto si dovrebbe parlare e cercare di farlo in tutti i modi, soprattutto se il tuo interlocutore è restio a farlo, ma sparare o picchiare mi pare proprio di no. Guarda che così ti contraddici, ma sarà colpa dei comunisti che ti hanno fatto vivere in una società di sopraffazione…

    Ingmar

  34. utente anonimo says:

    ” possibile che si possa affermare che non si vede altra soluzione alla situazione dei rumeni “ruspati” via?”

    Ingamr, per me, in una situazione come quella, sì, la demolizione E’ l’unica soluzione.

    Ovvero, situazioni illegali, pericolose e degradate come quelle non dovrebbero esistere, e basta.

    Poi, sono non d’accordo, ma d’accordissimo che si dovesse trovare una sistemazione per questa gente, o per chiunque si trovi in un posto del genere.

    Per finire, io posso capire il senso del post di Miguel sulle dimissioni, ma il fatto è che trovo più coraggioso, invece, andare avanti, e FARE.

    E prendersi il rischio di sbagliare, e di offrire soluzioni imperfette, perchè un problema così grave trascurato può avere effetti devastanti, a tutti i livelli.

    Sulle manganellate, se la tua critica era diretta anche a me, sono d’accordo con te : la reazione della polizia è giusta SOLO in presenza di assalto e di necessità di difesa.

    Ci sono molti modi di disperdere manifestanti non autorizzati, non è necessario ricorrere alle manganellate.

    Maria José

  35. utente anonimo says:

    >Ammesso che siano legali, ma a quanto mi sembra le manganellate sono legali per autodifesa (esistono dei diritti umani, che persino le forze dell’ordine devono rispettare, magari a qualcuno qui dispiace, ma purtroppo…) e quindi dovrebbero essere limitate al massimo anche dai poliziotti, possibile che chi ha scritto qui mostri orgogliosamente una tale cultura di violenza e di repressione? Ma Ritvan non si definisce un liberaldemocratico, un VERO democratico? Cos’hanno di democratico le manganellate o gli spari ad altezza d’uomo? In democrazia prima di tutto si dovrebbe parlare e cercare di farlo in tutti i modi, soprattutto se il tuo interlocutore è restio a farlo, ma sparare o picchiare mi pare proprio di no. Guarda che così ti contraddici, ma sarà colpa dei comunisti che ti hanno fatto vivere in una società di sopraffazione…

    Ingmar< Vedi Ingmar, liberaldemocratico non è sinonimo di “cretino”, né di “calabraghe”. Se qualcuno – come i black block a cui si riferiva il verbo “sparare addosso” – vengono avanti incappucciati come un’orda di selvaggi, brandendo mazze, tubi di ferro, ESTINTORI, bruciano, spaccano e fanno altre piacevolezze del genere, secondo il mio modesto avviso l’unica soluzione è SPARARE AD ALTEZZA D’UOMO. Oddio, aggiungo che magari si potrebbero usare proiettili di gomma, un pochino più “democratici” e compatibili coi tuoi beneamati “Diritti dell’Uomo Incappucciato che Brucia e Saccheggia”:-). Tu liberissimo di fare tutti i dibattiti e i tavoli di concertazione con gente simile. Ciao
    Ritvan

    P.S. Stavolta i comunisti albanesi non c’entrano ‘na mazza. Io sono così di natura e, per di più, ai tempi dei sullodati comunisti non s’è mai vista una manifestazione ostile. Quelli ti ammazzavano prima che scendessi in strada, anzi, appena lo spione di turno riferiva loro che avevi l’intenzione di protestare.

  36. utente anonimo says:

    In un’intervista di Fazio il sindaco ha affermato di aver agito a seguito di una segnalazione della ASL circa la pericolosità della situazione. Per proteggerli quindi. Per il momento sono state sgomberate solo alcune baracche ma il resto dello sgombero -“quello vero” – diceva Cofferati, sarà fatto dopo.

    Si stanno allestendo dei prefabbricati non ricordo dove.

    In giunta gli è stato chiesto, per questa situazione ma anche per altre che ha ereditato dalla precedente amministrazione, di intervenire dopo aver fatto costruire o trovato alloggi alternativi. Lui però era del parere che occorresse intervenire subito…..per le eventuali piene del Reno o crolli delle abitazioni occupate.

    Pare che nelle baracche a ridosso del Reno ci fossero i regolari e gli irregolari ….Ma vah!

    Poi c’erano quelli con “atteggiamento positivo” e quelli con “atteggiamento negativo” .

    Lo dice anche Salvini.

    Poi il sindaco ha scoperto l’acqua calda: affermava infatti che qualora avesse ricevuto una precisa denuncia sull’irregolarità di un rapporto di lavoro sarebbe intervenuto personalmente ma I LAVORATORI IN NERO HANNO PAURA. L’urlo è mio. Lui diceva questa cosa con lo stesso tranquillo tono monotono (che a mio avviso nasconde un’emotività repressa molto forte …ma questo è un altro discorso) con cui ha detto tutto il resto.

    Gli è stato chiesto di esprimersi riguardo alla situazione dei lavavetri sulla quale è pure intervenuto.

    Diceva che vecchi e bambini si spaventano….. che i lavavetri sono gestiti dai racket…… e che lui sta rispondendo ad una richiesta che gli viene dalle persone.

    Tutto vero ma, come gli ha fatto notare chi lo intervistava, il sindaco ha deciso di essere legale partendo dai più deboli.

    Cocco

    Ps (breve :-))

    Sono entrata in questo spazio senza salutare. Forse avrei dovuto farlo. Vi chiedo scusa e lo faccio adesso. Ciao

  37. utente anonimo says:

    Sono un “girablog”

  38. utente anonimo says:

    Sono un “gira-blog”…lo faccio per farmi un’idea delle opinioni altrui e testare le mie.

    Conosco i problemi di cui state parlando e come rimedio inizierei con il chiudere le frontiere.

    Abbiamo ricevuto abbastanza…sistemiamo questi e poi vediamo.E su questo punto non possiamo fare tutto da soli visto e considerato che siamo la “porta” d’ingresso degli irregolari che entrano in Europa.Quindi,Europa,datti una mossa.

    Concordo sullo sfruttamento a tutti i livelli degli immigrati,sulla loro paura a denunciare,sul fatto che comunque sono al margine della società anche se regolari.

    Una proposta l’avrei.

    La produzione di beni ormai si sposta tutta nei paesi asiatici o est-europei.

    Le ditte investono fior di quattrini,credetemi molti,ma veramente molti,per rendere competitivi i loro prezzi e continuare a vivere(non sopravvivere,si vuole vivere bene come ai vecchi tempi quando la Cina non era una concorrente.Ma questo è un altro discorso).

    Ebbene che queste ditte assumano regolarmente lavoratori,diano loro un minimo di professionalità per continuare in patria il lavoro nelle fabbriche di chi ha insegnato loro un mestiere.Oppure diano loro anche un massimo di professionalità a coloro che vengono giudicati capaci ad assumersi responsabilità.Del resto è sempre successo così nel mondo del lavoro.

    Ciao

  39. utente anonimo says:

    E infatti, Ritvan, tu la lezione dei “comunisti” l’hai imparata: se non ti piace un altro ammazzalo! Nessuno dice di essere cretini o calabraghe, piuttosto vediamo la realtà dei fatti: a Genova le forze di polizia hanno avuto braccio fermo e violento con persone che andavano da appartenti alla rete Lilliput (guidati da parrocci, sempre viso scoperto e mani vuote bene in vista), a gruppi di persone esagitate, a gruppi di esasperati dalle violenze gratutite cominciate dal primo giorno. Come mostrano eloquentemente i filmati questi sono stati picchiati a sangue, anche di punto in bianco, senza provocazioni, mentre i “black block” (dalla composizione quanto mai dubbia, molti parlano di neonazisti e infiltrati) agivano liberamente, guardati a distanza. Ma è sempre la solita storia: gli studenti che urlano slogan li manganelliamo, i tifosi negli stadi (gente che spesso va lì solo per potere menare le mani!) li lasciamo fare, gli lasciamo devastare tutto dentro e fuori e quando si sono sfogati li accompagnamo educatamente ai pullman. Chiaramente tranne quelli (di solito gente normale, 5 o 6 persone) che dobbiamo far vedere alla telecamere che abbiamo “duramente represso”. E non scendiamo sulla storia dell’estintore per cortesia, che si va veramente nel ridicolo, oltre che all’offesa verso una persona uccisa ingiustamente.

  40. utente anonimo says:

    Ah, scusate, ho scodato di firmare.

    Ingmar

  41. utente anonimo says:

    Invece, tu, Ingmar, da certi comunisti (i quali pare lo abbiano imparato da un certo Goebbels, ma fra i ricercatori non c’è unità di vedute sulla primogenitura) pare abbia imparato molto bene l’imperativo:”Travisa, falsifica le parole altrui e se lo ripeti spesso, prima o poi ci crederanno tutti!”. Peccato che poi vai a contraddirti con le tue stesse parole! Io dicevo di sparare non “a chi non mi piace”, bensì a chi DEVASTA E METTE A FERRO E FUOCO! Infatti, il mio era anche un rimprovero nei confronti della polizia “dura” e “spietata” nei confronti di manifestanti pacifici (fra cui anche donne), benché ILLEGALI (poiché avevano violato la cosiddetta “linea rossa”) e “teneri” verso i black-block (che se erano fascisti, comunisti, alqaedisti, infiltrati della polizia o Testimoni di Geova non m’importa ‘na sega) che stavano seminando distruzione in città. Il tutto l’ho scritto in buon italiano, mi pare. Problemi con la lingua, forse?

    Beh, se poi il mio atteggiamento nei confronti della vicenda Placanica-Giuliani ti sembra ridicolo, avrei un metodo infallibile per farti passare la voglia di ridere. Definitivamente. Prima tu mi firmi dal notaio una liberatoria che mi scagioni da ogni possibile ed immaginabile conseguenza penale e civile e poi si da il via all’ “esperimento”. Io ti infilo – ovviamente disarmato – in una macchina scassata e dalle portiere bloccate, poi prendo un estintore bello grosso, dal peso di una decina di chili e te lo scaravento in testa. Vediamo se dopo avrai tanta voglia di ridere!

    Ritvan

  42. utente anonimo says:

    Ho seguito anch’io l’intervista di Fabio Fazio a Coffy er Cinese e la ricostruzione di Cocco mi sembra corretta. Vorerei, però aggiungervi alcune cose:

    Coffy ha parlato di “uomini con precedenti penali” non meglio precisati, i quali – lasciava ad intendere – erano stati segnalati alla polizia, mentre donne e bambini erano stati ospitati dal Comune. Io credo sulla parola a Coffy quando lascia intendere che nessuna donna di quel posto avesse precedenti penali, ma perché non parla anche degli uomini senza precedenti penali (e anche con permesso di soggiorno!) che ha lasciato senza uno straccio di tetto di lamiera sopra la testa e senza offrirgli “l’ospitalità” del Comune? E poi, da quando in qua avere dei precedenti penali costituisce di per se stesso un crimine? Uno si fa i suoi bei (si fa per dire:-) ) giorni di galera, salda il suo debito con la giustizia e diventa un cittadino come gli altri, perché deve sentire sul collo pure il fiato di Coffy il Comunista convertito al Law & Order ai turtlen?

    Condivido – repetita iuvant – l’affermazione finale di Coco: Coffy ha deciso di essere legale partendo dai più deboli. E aggiungo – sempre repetita iuvant – che per paraculaggine sceglie pure i deboli senza diritto di voto.

    Ritvan

  43. utente anonimo says:

    >E quale sarebbe secondo il tuo “manuale del celerino gentile” il solo motivo che consenta di manganellare? la legge e le circolari ministeriali non dicono nulla al riguardo; quando si carica una manifestazione illegale si manganella chiunque ti si pari davanti e che non indossi la tua stessa uniforme. Chi non vuole assaggiare il manganello, evita di partecipare a manifestazioni illegali. Semplice. Ciononostante, nel comportamento di ALCUNI celerini ci si potrebbero ravvisare alcuni episodi “immorali”, seppur non formalmente illegali.< >No, cara, quelli – sempre se rispondenti al vero – non erano “camerati che sbagliano”:-), bensi comportamenti ILLEGALI. Non mi riferivo certo a quelli io.< >Beh, sarò un feroce e barbaro albanese, o sarà perché anche nosotros liberaldemocratici nel nostro piccolo alla fine c’inkazziamo anche noi, ma io ai black block sparerei ad altezza d’uomo. A mali estremi estremi rimedi. Il manganello (anche se non capisco perché non gli preferiscono gli idranti) è per dimostranti PACIFICI ma ILLEGALI.< >Picchiare selvaggiamente col manganello una donna, anche se partecipa ad una manifestazione illegale ed oppone resistenza, io la ritengo “immorale”, seppur sia perfettamente legale. Ovviamente, secondo la MIA morale. evidentemente certi celerini hanno una morale del tutto diversa dalla mia.< Vedi Ritvan, io credo di saper leggere, magari ho la mia lente personale di lettura, come tutti, ma mi pare chiaro che mentre io ho fatto notare comportamenti ILLEGALI, tu li hai definiti SOGGETTIVAMENTE IMMORALI, parlando di donne manganellate immoralmente (solo in quanto donne, per i ragazzini e i vecchi cazzi loro, oltre che per uomini pacifici), ma che partecipavano a manifestazioni illegali, quindi giustamente a rischio. Peccato che non mi pare affatto che la rete Lilliput, per fare un esempio, fosse intenta a violare la zona rossa, eppure le legnate le hanno prese lo stesso! Il fatto è che tutto questo non è legale, non lo è affatto: i manganelli sono armi di difesa, non di offesa (nel codice, non certo nella pratica), se proprio li devi usare, disperdi la folla e basta. Su Giuliani hai una visione tremendamente distorta, a partire dal fatto che l’estintore proveniva proprio dalla jeep, da cui era stato lanciato poco prima, e la stessa jeep era perfettamente funzionante, solo utilizzata da incompetenti, fatto sta che poi se n’è andata velocemente (passando sul cadavere, ma questi sono particolari…). Posso compredere la paura provata da quei carabinieri, ma un linciaggio in piazza non si vede in Italia da decenni, non si sarebbe visto neanche in quel caso. In ultimo: gli spari sono, come ultima spiaggia, ritenuti ancora ancora legali, in situazioni disperate, ma in aria, sempre per il principio che l’omicidio è un crimine, chiunque lo faccia, a meno che non possa fare altro. Se hai avuto il dispiacere di sentire da poca distanza uno sparo, due-tre metri, capirai benissimo che ottimo deterrente sia, a prescindere da dove si stia mirando. Sarò un codardo, ma devo dire che l’esplosione di un colpo mette una gran paura di per sè. Ingmar P.S.: ah, non sono riuscito a cogliere bene dove fosse il tuo rimprovero alle forze dell’ordine, in effetti, a parte quello di avere sparato troppo poco… E quello che è successo nelle caserme non si può scindere da tutto il resto come fossero fatti distinti e separati: erano le stesse persone, nelle stesse ore, nella stessa zona, in un clima ben preciso, non episodi casuali decontestualizzabili.

  44. utente anonimo says:

    Cara Maria Josè

    Il nesso è chiarissimo per chi lo VUOLE vedere. L’esempio di Berlusconi che si fa leggi che – toh, guardacaso, – lo favoriscono in qualche modo, lui stesso o i suoi amici ed avvocati era messo per farti capire la differenza che passa fra un’azione ILLEGALE ed una solo IMMORALE di un pubblico amministratore. Le leggi fatte da Berlusconi sono perfettamente “LEGALI”, ossia hanno passato il vaglio della Corte Costituzionale. Ciononostante sono ritenute – anche da una buona fetta della destra e io concordo – IMMORALI. Se a te continuerà a non starti bene il paragone con Coffy er Cinese che – per mero cinico calcolo elettorale – lascia di punto in bianco senza un pur misero tetto di lamiera gente che non si può permettere un’abitazione decente e vive da barbone, me ne farò una ragione. Se invece ti secca che io abbia tirato in ballo solo il Berlusca come paragone delle sconcezze di Coffy, ti accontento subito, ristabilendo la “par condicio”. Er Mortadella, quando era boiardo dell’IRI, colosso pubblico – ossia sostenuto dai soldi delle nostre sudate tasse – decise (ovviamente dietro “consiglio che non si può rifiutare”:-) del suo referente politico che pare fosse De Mita) di vendere a De Benedetti (quello di “La Repubblica”) le aziende alimentari del gruppo IRI. A De Benedetti e a nessun altro. E al prezzo “consigliato” dal sullodato De Benedetti. Tu capisci che un privato anche quando vende un vecchio mobile mette un annuncio pubblico e vaglia le offerte di più compratori, per venderlo al più alto prezzo possibile ed offerto no? Invece, pare che la legge dello Stato italico consentisse che er Mortadella vendesse i “NOSTRI” beni “sottobanco” al privato cittadino De Benedetti e al prezzo che voleva quest’ultimo. L’operazione del Mortadella fu perfettamente LEGALE, dunque, mia cara, ma non mi dirai che tu la trovi anche MORALE, vero?

    A proposito di Coffy, hai poi parlato coi tuoi amici bolognesi? Mi sa che non ti abbiano confortata molto nelle tue granitiche certezze sul comportamento solo “pratico” del “Cinese”, altrimenti ci avresti resi edotti, no?:-).

    Cara mia, se ci limitassimo a giudicare solo quello che vediamo ed inquisiamo in prima persona, mi sa che questo blog dovrebbe chiudere o tutti noi avremmo poco da dire, se non riferire beghe di quart’ordine di quartiere o d’ufficio dove lavoriamo, non ti pare? Invece, oltre che di Bologna parliamo anche di Firenze (vedi rom), Iraq, New Orleans et similia. Pertanto, il tuo zelo savonarolesco/evangelico nell’imporci di “non giudicare” lo trovo un po’ eccessivo, nonché oppressivo.

    Tu confondi la cittadinanza con il pagamento delle tasse. Guarda che le tasse le paghiamo anche nosotros NON CITTADINI, che ti credi. Anzi, le paghiamo di più, poiché se non paghi le tasse non ti rinnovano il permesso di soggiorno e ti danno un bel calcio in culo, spedendoti da dove sei venuto. Ecco perché un italiano può permettersi il lusso di lavorare in nero, ossia RUBARE alla collettività, mentre uno come me no. E, per ammissione stessa di Coffy, nelle baracche distrutte c’era anche un bel po’ di gente “in regola”, ossia provvista di permesso di soggiorno, ossia GENTE CHE PAGAVA LE TASSE. Chiaro?

    Non è vero, come dici tu, che “in quella situazione l’unica era usare le ruspe”. No, in “quella situazione” un amministratore meno cinico e spregiudicato del comunista Cofferati, prima trovava un edificio dimesso (ce ne sono tante di fabbriche, capannoni e simili), sistemarlo e poi metterci TUTTI quelli che secondo te erano in pericolo di essere travolti dalla piena del fiume, dal cortocircuito del generatore e altre preziose indicazioni simili provenienti dalle benemerite ASL (come quella di via Quaranta a Milano, toh!). Poi, semmai le ruspe. Come del resto lo stesso buon Coffy ha confessato – quando i buoi erano ormai scappati – che farà in futuro. E se lo dice lui, bisogna credergli, senza fare l’avvocato – non chiamato- suo!

    Last but not least, se tu avessi letto anche qualche altro giornale oltre a “Manifesto”, “Liberazione”, “l’Unità” e magari anche “La Voce della Disobbedienza”:-), avresti scoperto che la manifestazione era LEGALE e AUTORIZZATA a patto che NON SI VARCASSE la cosiddetta “linea rossa”. Siccome i tuoi pacifici, buoni, cari e democratici manifestanti quella linea L’HANNO VARCATA, la manifestazione divenne ipso facto ILLEGALE. Dunque, soggetta ad essere dispersa, anche con la forza se fosse stato necessario.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ovviamente:-) non avevo alcun dubbio che tu non avresti condiviso il mio auspicio di sparare ai blackblock, però, non capisco cosa intendi quando scrivi che non condividi neanche la mia opinione secondo cui una donna non va manganellata neanche se fa resistenza. Vabbè, se, come pare logico, tu auspichi le “pari opportunità” anche in fatto di manganellate e rivendichi orgogliosamente la tua dose di botte, chi sono io per impedirtelo?:-).

    P.S.2. Sul “nero” dici che sei stata fraintesa, che ti riferivi agli affitti in nero e non al lavoro nero e che non giustificavi tale pratica. Beh, rileggendo il tuo precedente scritto non si direbbe. Parli di “nero” e basta e – comunque – entrambi i fenomeni sono ugualmente ILLEGALI ed IMMORALI, equiparabili ad un FURTO ai danni della collettività. Tu dici che non giustificavi tale comportamento, ma la tua frase “per molti la fonte di reddito di in nero dà la possibilità di andare avanti” da che mondo è mondo ha tutto l’aspetto di una giustificazione bella e buona. Vabbè, anche qui sei stata fraintesa, colpa di nosotros:-). Solo che ti faccio osservare due cose: in Italia, chi ha un’altra casa, oltre quella in cui abita, non è – nella stragrande maggioranza dei casi – un poveraccio che stenta ad arrivare a fine mese. E quelli che di casse da affittare ne hanno più d’una, fanno sì fatica ad andare avanti, ma solo perché i loro mostruosi fuoristrada sono poco manovrabili nelle strade anguste delle città italiche:-).

    P.S.3. Armati della maggior quantità di senso dell’umorismo che riesci a raccogliere:-), non t’inkazzare con me, ma non posso fare a meno di osservare che anche Berlusconi protesta sempre di essere stato frainteso (l’ultima proprio due giorni fa quando dichiarò che Bush temeva la vittoria dell’Unione in Italia). Salvo poi far finta di niente quando i giornalisti gli fanno risentire le sue parole registrate al miniregistratore:-) :-).

  45. Su Genova:

    1) non c’ero, il che toglie il 90% della mia autorevolezza

    2) mi sembra che il piano di ipersicurezza, con relativi pestaggi, fosse stato preparato dal centrosinistra, che era al governo fino a pochi mesi prima; e sarebbe stato applicato con la stessa ferocia con cui fu applicato a Napoli

    3) mi sembra accertata la complicità tra Fini e la polizia che ha eseguito cariche tremende su persone decisamente pacifiche, e poi ha compiuto le note violenze dopo gli scontri

    4) non ho un grande amore per la mentalità da black bloc (si scrive così?), però un meccanismo di sinistra che non mi piace per niente è quella di parlare di “infiltrazioni” ogni volta che succede qualcosa che non piace.

    L’ambiente di sinistra è molto vario (e per questo non accetto nemmeno le condanne in blocco di certa destra), e come tutti gli ambienti del mondo, contiene una certa percentuale di gente manesca.

    5) Negli ambienti “maneschi”, c’era comunque la convinzione che “se non fai qualcosa di grosso, nessuno ti ascolterà”, e a modo loro non avevano tutti i torti

    6) Per quanto riguarda l’omicidio di Giuliani, credo che da condannare non sia tanto il carabiniere Placanica (io non so cosa avrei fatto al posto suo, ma al posto suo non ci saprei stare, come dice De André), quanto chi ha ordinato certe cariche, mandando giovani inesperti in prima fila.

    7) Pur condannando la violenza della polizia (una violenza coordinata dallo Stato e fatta non per ideali, ma per la paga), non credo che abbia molto senso il vittimismo di certa sinistra estrema (premesso che non si è trattato certamente di violenza coordinata o fatta per la paga), dove da una parte si teorizza la violenza, dall’altra ci si lamenta perché la polizia ti picchia… Ripeto, mi riferisco all’estremissima sinistra, non alla grande massa di gente pacifista, cattolica, scoutista che ha preso manganellate del tutto immeritate.

    Miguel Martinez

  46. utente anonimo says:

    Sul punto 4, nonostante sia stato un mio argomento, di solito sono d’accordo, ma si parla in questo caso di dinamiche ben strane e particolari, di alcune testimonianze e purtroppo anche di dicerie.

    Per il resto pienamente d’accordo, soprattutto nel condannare il centrosinistra, artefice in prima persona di quella organizzazione! Per questo (e tanti altri motivi) non trovo sollievo alcuno dal probabile cambio di fronte al governo, anzi! Si cambia la faccia, non la sostanza, in parecchi campi.

    Ingmar

  47. utente anonimo says:

    Ma come, Miguel, non c’eri a Genova a protestare contro quei schifosissimi riccastri del G8 che vogliono comandare il Mondo a bacchetta? E non ti vergogni?!:-) :-) :-).

    Sono pienamente d’accordo sul punto 2. E totalmente in disaccordo sul punto 1:-). Per il resto:

    La polizia non ha certo bisogno delle “raccomandazioni” di Fini per fare quello che ha sempre fatto. Ossia manganellare senza guardare in faccia a nessuno quando la manifestazione diventa ILLEGALE. Nello specifico, quando si sorpassa la “linea rossa”. E se i Lillipuziani non l’avevano ancora sorpassata (x Ingmar) è totalmente ininfluente. Una volta che la carica parte, va fino in fondo, finché l’intera manifestazione non si è dispersa.

    Sulle violenze DOPO, non a caso c’è un processo e mi sembra superfluo parlare fra gente civile cosa sia – nel caso – la violenza verso una persona ammanettata e portata in caserma.

    Una volta tanto mi sento di condividere – seppur parzialmente – l’ipotesi di Ingmar, secondo cui c’erano degli infiltrati fra i blackblock. Ho visto in TV il filmato di un tale energumeno incappucciato che si avvicinava ad una camionetta della polizia e confabulava con gli occupanti. Ecco perché, allora, nessuno ha sparato a loro. Che schifo!

    Pienamente d’accordo sull’osservazione che la gestione di tali situazioni non andava lasciata a carabinieri freschi di leva. Ma a proposito di Placanica, qualcuno di voi ha visto il filmato dello sparo? Io sì. Pare che abbia sparato in aria (come gentilmente raccomandava Ingmar) e che il proiettile sia stato deviato in aria da un sasso. Improbabile ma possibile. A meno che il filmato non fosse stato “taroccato” dalla solita CIA:-), forse che in quelle situazioni non basta solo sparare in aria, ma bisognerebbe pure sparare solo a salve?:-).

    Ciao

    Ritvan

  48. utente anonimo says:

    Insisto su un punto Ritvan, i “Lillipuziani” non erano neanche vicini agli scontri al confine della zona rossa. Ti dico un’altra cosa invece: proprio la gente più pacifica e meno abituata a frequentare manifestazioni ha subito i trattamenti peggiori, così che capissero che era meglio non lo rifacessero, ci siamo capiti, no? In fondo dei soliti noti frequentatori di cortei non frega niente alla polizia e poco alla società civile, “sono i soliti comunisti”. Il problema per il sistema è quando anche i tranquilli cattolici, le famiglie, le nonnette (e ce n’erano), scendono in piazza e si “ribellano”. Vuol dire che qualcosa potrebbe cambiare sul serio.

    Sullo sparo io ho visto diverse volte i filmati, ho visto le sequenze delle fotografie e ti dirò che è palese che la pistola fosse puntata verso il basso e che i colpi sparati siano stati due e non uno. Niente quindi impedisce di pensare che un colpo abbia preso il famoso sasso (che non mi pare sia stato pienamente dimostrato, ma potrei sbagliare) e un altro Giuliani in pieno viso da distanza ravvicinata. Pistole caricate a salve? Perchè no? Ribadisco che già il solo rumore è un eccellente deterrente. Magari però non tutte, perchè nessuno vuole lasciare le forze dell’ordine disarmate di fronte a veri criminali tipo, che so, quelli della Uno bianca? Oh, scusate, erano poliziotti anche quelli, ma fa niente. Poi potrei dire che i poliziotti in divisa in Inghilterra non portano le pistole, non mi pare che sia un paese di comunisti e smidollati.

    Ah, le colpe di quel crimine assurdo ricadono certamente molto sui superiori di Placanica, che mandano dei ragazzetti molto armati e poco addestrati in quelle situazioni, che certo possono generare paura.

    Ingmar

  49. utente anonimo says:

    Visto quello che è successo a Napoli e a Genova, da bravo borghese che non bazzica per nulla le manifestazioni, insomma non sapendone nulla.

    Non è che nelle nostre beneamate forze dell’ordine ci sono un gran numero di pazzi furiosi? Picchiatori fanatici e vili, forse? E poi che cosa vorrebbe dire accordarsi coi black block (gente che c’era a molte manifestazioni in giro per il mondo, mica solo a Genova): per sputtanare la manifestazione? Ma scherziamo, quando già ci pensavano Caruso e Casarini?

    Non vedo alcun senso nel poco che so.

    Francesco

  50. utente anonimo says:

    Francesco, fai così tante domande che è difficile risponderti, mi permetto di provare a darti dei pareri. Sulle forze dell’ordine ci sarebbe tanto da dire, tanto per cominciare il fatto che non siano mai state “defascistizzate”, anzi che il “buon” Scelba, dopo la guerra, fece tutto il possibile per estromettere da forze di polizia e dell’esercito i partigiani che vi erano entrati perchè “pericolosi” a suo dire. Gli stessi Ministri competenti e ufficiali, come i prefetti, del secondo dopo guerra erano quasi esclusivamente gli stessi del periodo fascista, proprio le stesse persone! La provenienza politica non c’entra, l’importante è vedere i metodi di questi corpi nel ventennio e che chiaramente addestramenti e dottrine non sono stati cambiati affatto: chi avrebbe dovuto farlo non era mica cambiato. Per andare in altro campo posso suggerirti “Arancia meccanica” di Stanley Kubrick (scusate, ma non riesco mai a ricordare l’autore del libro), in cui gli ex teppisti diventano poliziotti, mantenendo usi e metodi, e ne spiegano in maniera stupendamente lucida il motivo. In tutto questo non penso affatto che tutti i poliziotti siano dei selvaggi e picchiatori, c’è però la seria possibilità che una buona percentuale di loro non sia proprio sul genere agnellino, anzi, e magari non si tratta solo della “truppa”.

    Ingmar

    P.S.: ti vorrei dire qualcosa anche sui Black block, lo farò dopo.

  51. Probabilmente c’è confusione tra agenti in borghese, più o meno travestiti da “sovversivi”, e i black bloc. Inoltre in quelle situazioni, nascono le voci più incredibili e incontrollate (quante volte, in situazioni di massa, si è sentito dire, “sparano!” quando non è vero).

    Credo che in qualunque gruppo di giovani maschi – inclusi i rappresentanti delle case farmaceutiche in libera uscita – ci sia una percentuale impressionante di potenziali sfasciateste e stupratori.

    Basta dargliene l’occasione, e il fatto di girare più o meno armati, con la copertura implicita dei propri superiori e addirittura l’ordine di menare le mani, toglie il 90% dei freni.

    Non credo, invece, che il governo volesse gli scontri. L’ideale per Berlusconi sarebbe stato se a Genova non si fosse mossa una mosca, oppure se i genovesi fossero scesi per strada ad applaudirlo mentre si pavoneggiava con i grandi.

    Casomai, il problema nasce quando si dice a qualcuno che sa solo ordinare cariche che “non deve succedere niente”. Un ordine che viene interpretato come, “li stronco da piccoli”.

    Miguel Martinez

  52. utente anonimo says:

    Il fatto è che a Genova sapevano tutti da tempo che sarebbe successo molto, ricordo che si parlava già da settimane della paura che potesse “scapparci il morto”. Credo che come sempre sia importante non decontestualizzare: c’è di mezzo il tema della sicurezza, della demonizzazione dei no-global (che termine stupido), della politica dello scontro aperto al fine di mostrare la mano ferma delle istituzioni. E non parlo solo dell’Italia, ma a livello internazionale tutto questo era già partito, poi l’Italia come sempre si è contraddistinta. E anche bisogna vedere quanto è utile che in occasioni del genere si attragga l’attenzione, l’indignazione, sugli scontri di piazza, piuttosto che sulle atrocità che si ratificano con tanta semplicità negli incontri che vengono contestati.

    Per Francesco in particolare, dico che spesso i disobbedienti con le loro azioni, e le distorsioni che i media ne danno normalmente, fanno più che altro il “gioco del nemico” secondo me, ma non sto qui a pensare se lo facciano volutamente o meno, non mi interessa. I black block sono qualcosa di strano di per sè: intanto è facile vestirsi di nero a volto coperto e fare quel che si vuole in situazioni simili, può farlo chiunque, anche la casalinga di Voghera che si è stressata di marito e figli e si vuole sfogare un po'; a parte gli scherzi, la composizione teorizzata di queste frange parla di “punkabbestia”, squatter, girovaghi vari, che si vorrebbero politicizzati, di norma anarchici, ma con questa definizione semplicistica, per come la si intende di norma, è facile inglobare chiunque abbia due piercing, una maglietta stracciata o un taglio di capelli inusuale; il fatto è che i “punkabbestia” ad esempio sono le persone più disinteressate alla società che si possano trovare, rifiutano la convivenza secondo qualsiasi regola altrui, fondamentalmente sono degli egoisti disadattati, spesso violenti. Da ciò credo si evinca intanto la mistificazione che esiste al riguardo, cioè dare significati politici al vandalismo fine a se stesso, poi la facilità con cui si può creare un gruppo di black block a proprio uso e consumo, o pagando queste stesse persone o interpretandole direttamente.

    Ingmar

  53. utente anonimo says:

    Eh, mio caro Ingmar, come si vede che non c’è più il PCI di una volta. Quello che nelle manifestazioni da esso organizzate metteva un robusto servizio d’ordine costituito da certi marcantoni che non lasciavano nemmeno una mosca infiltrarsi nel corteo, figuriamoci blackblock, “agenti provocatori della borghesia” e schifezze varie! Ma perché diavolo i kompagni d’oggi insieme all’acqua sporca (ammesso e non concesso:-) ) hanno buttato via anche il “bambino”?

    In un altro post ti lamenti perché Scelba abbia “epurato” i partigiani dalla polizia. Probabilmente il buon ministro, data la posizione in cui si trovava, aveva letto in anticipo quello che Giampaolo Pansa (e altri, meno famosi, nonché meno “sinistri” di lui) stanno scrivendo negli ultimi tempi sugli efferati massacri commessi (nel famigerato “Triangolo Rosso”, ma anche un po’ in tutto il Nord Italia) su innocenti, donne e preti da bande di partigiani “rossi” alla fine della guerra. E si sa che una volta che la tigre abbia assaggiato il sangue unmano non ne può fare a meno….

    Ciao

    Ritvan

  54. cui i rom rumeni fano i morti di fame pero in romania ano le vile piu bele e le machine piu lussose.alora coi soldi di dove vengano si loro dicano che non rubano.

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