“Rivestire subito il David di Michelangelo!”

I giornali di oggi – La Repubblica, La Nazione, Metropoli – ci offrono qualche notizia in più sul caso di Diamanta Petrache, una signora Rom accusata, nientemeno, di voler "rapire un bambino" in pieno centro a Firenze. Sì, signora, perché alla sua ormai veneranda età di 34 anni sarà certamente sposata e madre. E se possiamo dire la signora Santanché, possiamo anche dire, la signora Petrache, no?

Intanto, i titoli, che danno un bel quadro dell’obiettività dei media: Ladri di bambini urla La Nazione. Metropoli strilla, Tentato rapimento, oggi l’interrogatorio. Repubblica è un po’ più tranquilla, con "Nomade, il pm prende tempo". Comunque, nomade. Chissà se i giornalisti aostani, ai tempi della mamma di Cogne, scrivevano, "Emiliana, il pm prende tempo".

Tutti i giornali confermano che l’unica testimone è sempre la madre del bambino, la signora Alessia Orlando, la cui età rimane oggi fissa a 22 anni. Curiosamente, non viene citato nemmeno il marito, mentre dal "fiume di gente" (La Nazione) che a quell’ora percorreva Via Calzaiuoli, non è uscito per ora un solo testimone. Comunque il solito Amadore Agostini ci assicura che Alessia dice il vero perché è "senza una macchia sul passato" (lo è anche la signora Petrache, che risulta incensurata).

La signora Orlando, che rispetto come rispetto tutte le vittime di Bruno Vespa, è già stata coinvolta nel circo mediatico: i giornali raccontano che è già apparsa su Studio Aperto e sul Tg di Italia Uno.

La Repubblica ci presenta una foto di Diamanta Petrache, scattata il 15 ottobre, mentre chiede l’elemosina con un bicchierino di plastica a pochi passi dal luogo del presunto "rapimento". Insomma, erano almeno dieci giorni che la "sequestratrice" si faceva notare, nel modo più ostentato (per non dire fastidioso), sul luogo del futuro delitto.

La polizia ha scoperto anche il covo in cui la Banda dei Rom avrebbe preparato l’Operazione Leggenda Urbana: Diamanta Petrache, fino all’altro ieri, dormiva per terra in un angolo della stazione di Santa Maria Novella. Aveva intenzione, possiamo essere certi, di nascondere il bambino rapito dentro la McDonalds della stazione.

Gli avvoltoi, invece, si scatenano.

In base al puro nulla, Achille Totaro di Alleanza Nazionale parla di "questa gente", e dice che "come ti sfilano il portafogli dalla borsa perché questo porta denaro nell’immediato, con la stessa faccia tosta ti scippano il neonato perché anche lui ti porterà denaro nel lungo periodo".

Paolo Amato, capogruppo di Forza Italia, accusa il comune di "spendere e spandere i soldi del contribuente" sui Rom, "con la scusa del buonismo". Non è chiaro cosa voglia il fondatore del circolo fiorentino dei fan di Oriana Fallaci. Forse spendere e spandere meno soldi per il riscaldamento d’inverno della stazione di Santa Maria Novella, nella speranza che barboni e rom crepino dal freddo.

Quasi simpatica invece la consigliera forzitaliota, Bianca Maria Giocoli, che ci mette dentro anche i lavavetri, tappetini degli ambulanti abusivi e le "bancarelle con gli attributi del David in primo piano".

Testuale.  

Print Friendly
This entry was posted in Uncategorized and tagged , , , . Bookmark the permalink.

27 Responses to “Rivestire subito il David di Michelangelo!”

  1. bobregular says:

    parlare del centrodestra fiorentino è come sparare sulla croce rossa; nondimeno un problema di degrado ed ordine pubblico nella nostra città esiste e lo riconoscono anche molti elettori dell’attuale governo locale di centro sinistra, tra cui il sottoscritto.

    Sul caso in questione occorre attendere le risultanze processuali: i nefandi circhi mediatici, frutto amaro di questo inizio millennio, sono il corollario dell’abbassamento intenzionale di quantità e qualità dell’offerta culturale, di “brain food” al pubblico (e quindi della sua capacità critica).

    un saluto

  2. utente anonimo says:

    Ciao a tutti. Segnalo “Non persone. L’esclusione dei migranti in una società globale” di Alessandro Dal Lago, Feltrinelli, 1999. Miguel, non so se l’hai letto, ma penso ti piacerebbe. Un libro un po’ datato forse ma (sigh) sempre attualissimo, che si concentra molto sulle retoriche e sui repertori argomentativi utilizzati nella stampa, politica, scienza, tutti col risultato di rendere sistematicamente delle “non-persone” qualsiasi migrante, in una sorta di tautologia della paura.

    dorian

  3. utente anonimo says:

    Nota: Studio Aperto è il telegiornale di Italia 1, lo stesso telegiornale che, quando ci fu il caso di Lecco, intervistò la madre del bambino riprendendola di spalle e ponendole domande come “E quando ha capito che volevano rapire suo figlio, come ha reagito?” e “Ha paura che i complici possano farle del male?”. Risposta “Viviamo nel terrore, potrebbero tornare”, mentre scorrevano foto dell’allegra famigliuola (coi visi camuffati, anche quello del bambini) con in sottofondo una musichetta lacrimevole da carillon. Mica di solo Vespa vive l’informazione.

  4. 1) centrodestra fiorentino… per chi gli piace il prodotto, penso che ne offrano di qualità migliore in altre città.

    2) Grazie della segnalazione libraria e anche dell’anonimo, ma ottimo, riassunto dei delitti di Vespa.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Mamma mia, che schifezze.

    In Svezia si è adottato un sistema mirabile per quanto riguarda la cronaca nera: è assolutamente vietato (pena il licenziamento e l’espulsione dall’ordine del giornalista + le dimissioni del direttore) pubblicare sui giornali o diffondere in tv qualsiasi notizia sul nome, l’estrazione sociale e la provenienza etnica delle persone coinvolte nel fatto, almeno non prima di una condanna di primo grado. Possono essere divulgati soltanto sesso ed età. Niente male, eh? Tanto, tanto di cappello, cari amici scandinavi.

    W la democrazia!!

    Francesca31082

  6. errata corrige, commento n. 4. Non di Bruno Vespa, bensì di Italia Uno…

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    Sui giornali e giornalisti, brrr che robaccia, ci sarebbe molto da ridire, ma sorvoliamo. Invece è evidente che qui l’arresto, stando così i fatti, è sul puro nulla, cioè sul puro fatto razziale d’una appartenenza etnica. L’accusa in sé a una persona non è prova di nulla. Ma sarebbe invece testimonianza d’un reato in flagranza. Non sapevo che esistesse il reato di “tentativo di slegare le cinghie dei passeggini”. Questo, e nient’altro che questo, altro che dubbio d’innocenza, ma di quale reato?, è la testimonianza, pur data per vera e non messa in dubbio, della testimone oculare. p

  8. E’ tremendo, perchè è un fatto subdolo.

    Voglio dire, la manipolazione sistematica di alcune notizie. I giornalisti non si pongono domande: entrano automaticamente nel meccanismo che “quella” notizia si da in “quel” modo.

    E le persone non sono sempre lì a domandarsi se la notizia è costruita oppure no: che senso ha un giornale, se gli devo fare il terzo grado anche quando raccontano un fatto di cronaca, semplice semplice ?

  9. utente anonimo says:

    Tutti possono guardare il mio cane, coccolarlo e accarezzarlo, cosa che succede di frequente, ma se un estraneo tentasse di sganciargli il guinzaglio o il collare, eccome se urlerei, eccome se penserei che sta compiendo “atti idonei diretti in modo non equivoco” a “spossessarmi ” del cane.

    Mettetevi nei panni di una madre che vede un’estranea tentare di slacciare le cinture del passeggino dove si trova il suo bambino.

    Son d’accordo però con chi ha scritto che è inutile parlarne se non si conoscono le risultanze processuali.

    Aurora.

  10. utente anonimo says:

    aurora, io non discuto l’atteggiamento istintivo della madre, ma l’ipotesi di reato, così come conosco i fatti. Come si fa a voler sequestrare un bambino? con la destrezza? C’erano presenti i due genitori, e un’intera via affollata. Come pensavano di poter non farsi vedere e fuggire? Con la violenza? Da nessuna parte è detto che abbiano minacciato alcuno e che avessero qualcosa per poter minacciare. Questi i fatti. Che la madre abbia immediatamente reagito a un atteggiamento sospetto, mettendo in fuga quelle di cui sospettava, si può capirlo, ma non per questo cambiano. p

  11. utente anonimo says:

    p, l’esperienza, soprattutto ,ma non solo , in Tribù mi ha insegnato che a volte la gente è furba ma manca di intelligenza : quello che a una persona di media intelligenza sembra assurdo che si verifichi , uno che si crede furbo tenta di farlo verificare. Sono d’accordo con te che quanto riferito dai giornali rende poco plausibile un tentativo di sequestro ( all’epoca il caso analogo venne configurato come tentativo di sottrazione di minore, che assurdità), ma non lo si può escludere se fosse provata la circostanza che le romni hanno tentato di armeggiare, approfittando della distrazione dei genitori, sulle cinture del passeggino. Su questo particolare verte il tutto, al limite le nomadi potrebbero dire che stavano cercando di liberarsi di un portafoglio appena svuotato.

    Se fossi il difensore chiederei una perizia sul passeggino per accertare la presenza delle impronte digitali.

    Mi potrebbero rispondere che è impossibile trovarne. Non importa, mi va bene lo stesso : che mi si dica che è impossibile trovarle o, meglio, che non ci sono quelle delle signore nomadi. Il resto può essere sensazione, suggestione, impressione.

    Aurora.

    p.s. : mi è arrivata una bolletta di casa Telecom di 183, e rotti euro. Tu dici che se mi metto il passamontagna coi colori della pace mi accolgono nel centro sociale che so occupato in zona centrale della città ?

  12. utente anonimo says:

    aurora, si può armeggiare sulle cinghie, più o meno, come in una tasca. Se va bene nascondi il portafogli e te la svigni. Anche in una strada affollata. Ma un bambino, una volta slacciate non visto le cinghie? Non avrebbe pianto, tolto dal passeggino? E dove l’avrebbero nascosto fuggendo a tutta quella folla? È l’ipotesi di fuga che è del tutto improponibile. C’è un salto logico da quelle donne armeggianti sul passeggino a rapitrici che vogliono mettere al sicuro il bambino, che l’ipotesi sembra non considerare affatto. Cosa volessero fare, sarà anche da accertare, ma non si può dare per scontato che in prima ipotesi, visto le condizioni in cui il tentativo del (qualunque fosse) reato s’è svolto, fosse volontà di sequestro.

    Uhm, aurora, non frequento e non sono esperto di centri sociali, giusto qualche conoscenza, “tangente”, per così dire, al gruppo. Una donna fascinosa come te avrà comunque, credo, facile accesso. E più facile, ne sono sicuro, se si presenterà a viso aperto, che col passamontagna coi colori della pace. Io poi sono guerrafondaio, e ti preferirei senz’altro così. p

  13. utente anonimo says:

    p, il bambino ha pochi mesi, è quasi un neonato,magari dorme, lo avvolgi repentinamente in un panno, gli fai annusare un panno imbevuto d’etere, lo passi di braccia in braccia.. però ho un’ idea : taciamo fino a che non ne sappiamo molto di più.

    E’ gradito un consiglio su qual’è il miglior abbonamento per internet, dato che tra le 300 promozioni non capisco un accidente e i consultati hanno tribolato per installare Alice o Fastweb o non so che altro.

    Grazie per il fascinosa,forse lo sono meno di Arianna, ma ora che mi hai chiamato due volte per nome mi sento più sicura, e questa è la base per una donna fatale.

    Aurora.

  14. rubimasco says:

    Per l’ anonimo: oh, che ingenuità! non potevano scappare perchè c’ era la folla!:-)

    Io dico che proprio perchè c’ era folla potevano scappare. La folla non ha occhi. Bisogna aspettare i risultati delle indagini prima di parlare, son daccordo. E son daccordo anche col sistema svedese di gestire le notizie. Bello, proprio bello.

    Comunque io dico anche una cosa: se avessi un figlio sarei sul chi vive già quando un estraneo gli si avvicina, figuriamoci se allunga le mani anche solo per fargli una carezza…..no, per la strada, senza chiedermi niente a me o alla madre (neanche un “gli posso fare una carezza” o qualche cosa del genere) manco se è il presidente Ciampi…..Scusate la banalità eh, ma i bimbi sono piccoli, sapete?

  15. utente anonimo says:

    Mi riservo ogni ulteriore commento. Intanto mi permetto di segnalare un libro curato dal docente con cui collaboro: Alessandro Simoni, “Stato di diritto e identità rom”, L’Harmattan Italia, Torino, 2005. Il volume affronta i problemi incontrati dal diritto quando è costretto a confrontarsi con la “questione zingara”. Lo consiglio caldamente.

    Filippo Valguarnera

  16. safaviddoors says:

    Per Rubimasco.

    Curioso che i membri della Civiltà Superiore siano tanto diffidenti tra di loro da reagire con orrore di fronte al gesto istitntivo e universale di avvicinarsi ai bimbi altrui per vezzeggiarli. Sarà perché sono tonti, oltreché incivili, quindi incapaci di riconoscere il “business del furto dei pupi”, che i membri della Barbarie non si pongono di questi problemi? Io ho vissuto, con figlio di tre anni a seguito, per qualche anno in mezzo agli incivili (addirittura in due – e sottolineo DUE – stati canaglia) e ti assicuro che mio figlio passava, felicemente, di braccio in braccio di perfetti sconosciuti barbudos e baffutos, e perfette sconosciute avvolte in vestiti più esotici di quelli delle donne rom, e non ho mai temuto per la sua incolumità, anzi, visto il mestiere con cui lo intrattenevano, ho pure imparato molto. E anche lui, credo. E oggi mi domanda perché le mamme dei suoi compagni, quando questi si allontanano di due-tre metri più del dovuto per la strada, per richiamarli li spaventano dicendo “guarda che ci sono gli zingari”.

    Alessandro

  17. Hanno appena detto al TG3 che il rapporto della polizia municipale nega la volontà di rapire il bambino. Ma naturalmente non si stava limitando a guardarlo.. ENNO, sennò che zingari sarebbero… Gli volevano rubare la catenina d’oro! Ecco il motivo. Figuriamoci che la madre ha cambiato la denuncia in tentato di furto… Beh, almeno la situazione della Romnì dal punto di vista giudiziario è migliorata..

    Andrea

  18. utente anonimo says:

    @ Rubimasco

    …se la folla fosse un “mezzo omogeneo” allora le nostre Rom avrebbero una qualche speranza in virtù delle leggi dei fluidi ma essendo le donne Rom poco omogenee almezzo e peggio mimetizzate di un prete nella neve….non farebbero due passi senza rischiare il linciaggio. Ovviamente anch’io tengo un atteggiamento polically correct e mi riservo di giudicare dopo che le indagini ecc. ecc. nel frattempo mi limito ad osservare che normalmente i malandrini rom conoscono le leggi italiane spesso molto bene e quindi dubito che rischierebbero un reato come il sequestro di persona, per giunta un minore, quando si trovano bambini in vendita per due soldi senza il minimo rischio al mercato nero.

    Non ho gli strumenti per giudicare quanto di storicamente provato ci possa essere nella diceria degli zingari ladri di bambini, razionalmente nel 2005 mi sembra una fola.

    @Aurora

    tu dici:

    “il bambino ha pochi mesi, è quasi un neonato,magari dorme, lo avvolgi repentinamente in un panno, gli fai annusare un panno imbevuto d’etere, lo passi di braccia in braccia..”

    beh per farla franca di braccia ce ne vorrebbero un bel pò e per di più i nostri rom dovrebbero travestirsi da preti svedesi per avere una certa incolumità/credibilità.

    Ammettendo che si possa trafugare “con destrezza” il fagotto e poscia occultarlo a là Sylvan, se la madre non ha bevuto l’acqua dell’oppio, come si dice da noi, tempo un baleno griderebbe come un’aquila e indovina verso chi andrebbero le attenzioni della folla furente.

    Insomma secondo me resterebbe una sola possibiltà, o meglio due, le due rom sono due mentecatte, le due rom hanno paura del marito scelgono il carcere come male minore :-)

    Harduro

  19. utente anonimo says:

    La folla (ma c’erano anche molti delegati alla sorveglianza dato il posto, e le presunte rapitrici lo sapevano) è cieca se non viene avvertita, cosa che non ti aspetti da due genitori che si accorgono che il bambino è sparito. E due zingare sono come in quei documentari di natura quelle specie (perché gli uomini si credono sempre così stupidamente superiori alla loro base animale?) in cui le livree invece di essere mimetiche, affermano con la loro vistosità, “siamo qui”. Alla folla ti nascondi confondendoti in essa, proprio come in un ambiente naturale. Io poi non farei un’inutile processo alle intenzioni né della madre, né delle zingare. Si sono comportate secondo percezioni momentanee, inutile cercare la “qualità” morale dei soggetti per venire a capo della questione. Io ribadisco solo che c’è un salto logico tra il comportamento accertato dalla testimone e l’accusa a carico delle zingare. E nulla finora, se non ipotesi per suffragare altre ipotesi ha colmato quel vuoto. Naturalmente è buon senso aspettare che le indagini possano far luce sui fatti, ma trovo pregiudiziale che in prima istanza si sia fatta un’ipotesi di reato pochissimo plausibile, date le circostanze dell’accaduto. p

  20. rubimasco says:

    per Alessandro;

    i membri della civiltà superiore non so, io che superiore non sono a nessuno darò mio figlio in braccio a gente che conosco, o che per lo meno mi ispira fiducia. Per me che una persona sia bionda e vestita armani o che sia nera come il carbone vestita di stracci non fa differenza, e sicuramente se continuo ad abitare nel mio quartiere il mio futuro figlio sarà preso in braccio da cinesi, arabi, senegalesi e gente di dubbia fama (MOLTO dubbia fama), però se mio figlio è nel passeggino con me lì accanto uno sconosciuto potrebbe per lo meno farmi un salutino per attirare l’ attenzione….visto che io lo faccio con gli altri non vedo perchè gli altri non lo debbano fare con me. Non ti parlo di gesti eclatanti, sono cose minime, forse mi sono spiegato male io.

    E ti parlo di bambini non abbastanza grandi da camminare da soli. La mia cultura è questa, abbiam fatto così per generazioni , che vuoi farci, sicuramente io non appartengo a quella civiltà superiore.

    Ne riparleremo quando avrò un figlio. Son felice per la romnì (quasi) scagionata.

  21. utente anonimo says:

    La catenina d’oro ha sciolto il dilemma. Era, pare, tutta questione di un altro prezioso filo sottile. Io stavo arrivando alle impronte digitali, e facevo discorsi generici su come i bambini possano sparire, tra la folla dei mercati o delle vie costellate di vetrine, mentre i genitori sono assorti a guardare la merce , come sulle spiagge ogni anno gli altoparlanti cerchino i genitori di piccoli che si sono smarriti, su come sia successo che qualche bambina sia scomparsa in pieno pic-nic montano o a pochi metri da casa propria, senza che nessuno si avvedesse dei loro ultimi movimenti.

    Non mi si parli della folla, perchè a Locri, in pieno giorno, tra i passanti della via, mentre chiacchierava con un amico, è stato ucciso un cittadino assai noto con ben cinque colpi di pistola, sparati in tutta tranquillità da uno che si è avvicinato ed allontanato a piedi. Nessuno ha visto nulla.

    Comunque alle signori romni passerà la voglia di derubare i neonati, e potranno abbracciarsi quanto vogliono i loro bei pargoletti.

    Aurora

  22. utente anonimo says:

    I Rom sono l’ultima etnia su cui chiunque può coltivare pregiudizi senza vergogna. Ho sentito con queste orecchie un professore universitario dire ad un collega che “i Rom proprio non li sopporto”. Poche persone, soprattutto se di buona cultura, oserebbero esprimere apertamente simili giudizi sugli Ebrei o sulle persone di colore, perchè saprebbero di urtare la comune sensibilità e di esporsi alla pubblica disapprovazione. Per i Rom simili freni sociali e culturali non esistono. Dei Rom si parla come di animali nocivi, una particolare specie di ratti, detestabile per definizione. L’idea, comunemente acquisita tra le persone istruite, per cui un uomo non può essere discriminato o disprezzato per la sua origine etnica trova nei Rom una macroscopica eccezione. I Rom dai più non sono considerati un’etnia, ma una vera e propria specie di parassiti solo vagamente somiglianti agli esseri umani. I Rom sono l’oggetto di ogni bizzarra superstizione e di una nutrita collezione di leggende metropolitane. La più clamorosa riguarda proprio il rapimento di minori. Chiunque studi seriamente la loro cultura sa benissimo che i Rom non rapiscono bambini e che, di fatto, non esistono casi in cui un simile comportamento sia stato accertato. Statisticamente è molto più probabile che il vostro vicino italiano, piuttosto che un rom, sia un rapitore di bambini. Senonché, appena un bambino sparisce tutti pensano agli “zingari”. Si pensi al caso della bambina siciliana rapita. Subito sono stati fermati dei rom… che ovviamente non avevano niente a che vedere col delitto. Un tempo pregiudizi analoghi si coltivavano sugli Ebrei, accusati di rapire bambini per berne il sangue. Oggi ci sono rimasti solo i Rom, gli uomini neri del terzo millennio, gli ultimi capri espiatori rimasti.

    Filippo

  23. utente anonimo says:

    Filippo, puoi aggiungere al tuo commento che non solo c’è da preoccuparsi più degli italiani che dei rom, ma anche che la gran parte delle violenze ai minori viene perpetrata in ambito FAMILIARE.

    Aurora.

  24. utente anonimo says:

    >Io ho vissuto, con figlio di tre anni a seguito, per qualche anno in mezzo agli incivili (addirittura in due – e sottolineo DUE – stati canaglia) e ti assicuro che mio figlio passava, felicemente, di braccio in braccio di perfetti sconosciuti barbudos e baffutos, e perfette sconosciute avvolte in vestiti più esotici di quelli delle donne rom, e non ho mai temuto per la sua incolumità<
    Ehi, caro Ale, non sarà stato forse perché il perfido Bush e i bushisti vari, fra tante ignominie e schifezze varie appioppate agli Stati canaglia, non hanno mai accusato la popolazione di quegli stati di mangiarsi a colazione un bambino bianco?:-). Sai, anche qualora uno odiasse Bush e tutto il cucuzzaro, a volte certe menzogne, se ripetute spesso entrano nel cervello in modo direi subliminale.

    Ciao

    Ritvan

  25. utente anonimo says:

    >I Rom dai più non sono considerati un’etnia, ma una vera e propria specie di parassiti solo vagamente somiglianti agli esseri umani.<
    Eh, caro Filippo, come facciamo presto a sollevare dalla polvere agli altari (e viceversa) o dalle stalle alle stelle (e viceversa).

    Io credo, invece, che la maggior parte della gente li consideri – non molto a torto, a mio avviso – “un’ etnia composta da esseri umani …ma PARASSITI”, per i quali è perfettamente lecito e morale vivere di furti ai danni dei “gagi” (ossia di nosotros non-rom). E se fai un giretto in metropolitana o nelle principali piazze di Roma una definizione simile potrebbe aprire una piccola breccia anche nelle tue granitiche certezze agiografiche nei confronti dei rom.

    Ciao

    Ritvan

    Ovviamente, come ho già detto diverse volte qui, non credo alla leggenda metropolitana dei “furto di bambini”, poiché non esiste alcuna prova al riguardo.

  26. utente anonimo says:

    Caro Ritvan, di “granitiche certezze” non ne ho. Figuriamoci “granitiche certezze agiografiche”. Sono però piuttosto convinto, e i fatti di Firenze mi confortano, che sui Rom, come sugli Ebrei in tempi non lontani, siano state alimentate leggende che oltrepassano la soglia del ridicolo. In passato era diffusa addirittura l’idea che i Rom praticassero il cannibalismo! Anche la supposta abitudine di rubare andrebbe studiata con un po’ di criterio, verificando se effettivamente i Rom commettano più furti di altri gruppi sociali in condizioni economiche equiparabili. Si tratta di un lavoro da antropologo ed è, al momento, non vicinissimo ai miei interessi di ricerca. Ad ogni modo, più che sui Rom sarebbe interessante discutere sulla nostra scarsa apertura culturale. Ti racconto un episodio paradigmatico. Sono un dottorando di ricerca in diritto comparato nell’Università di Firenze e qualche giorno fa ho raccontato ad un avvocato di avere appena iniziato a studiare l’albanese a tempo perso, con l’intenzione di approfondire la mia conoscenza del diritto tradizionale kosovaro. Magari con la lontana prospettiva di trascorrere qualche tempo nell’Università di Prishtina. Il buon legale mi ha riso in faccia. Ai suoi occhi la cultura kosovara era poco più di una barzelletta. E’ preoccupante. Questo paese è un’enorme fucina di pregiudizi e luoghi comuni che ci impediscono di pensare ed evolverci. Basti pensare al ritardo colpevole con cui stiamo affrontando la questione dei “gay rights”.

  27. utente anonimo says:

    Ovviamente l’ultimo commento era mio.

    Filippo

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>