“Quando faremo la rivoluzione”

Maurizio è un giovane, o forse non tanto più giovane, di una grande città del nord. Ha un’aria seria e tranquilla, ma è solito vestirsi secondo la moda che impera nei centri sociali.

Motivo per cui un gruppetto che chiameremo Piattaforma per il Comunismo (chiedo scusa se esiste veramente un gruppo con quel nome, ma il generatore automatico di nomi per scissioni di estrema sinistra ha elementi piuttosto ristretti) lo invita a venire alle loro riunioni.

Maurizio arriva con un suo amico, che chiameremo Franco. Una volta, due volte.

La terza volta, Franco arriva da solo. Il capetto del gruppo si avvicina e gli chiede:

"Ma il tuo amico non viene?"

"Quale amico?"

"Quello alto, con la barba…"

"Ah, ma quello non è un amico. Quello è il mio fidanzato".

 

Il Capo fa un salto all’indietro.

"Fidanzato… in che senso?"

"Stiamo insieme, siamo entrambi gay".

"Beh, allora c’è un problema".

"Perché?"

"Vedi, noi non abbiamo nulla contro gli omosessuali. Quando faremo la rivoluzione, voi avrete gli stessi diritti di tutti gli altri. Ma nel frattempo, non potrete più venire alle nostre riunioni, perché siete ricattabili dalle forze della borghesia". 

 

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35 Responses to “Quando faremo la rivoluzione”

  1. talib says:

    quando ero ragazzina e pensavo che la rivoluzione-sarebbe-stata e il mio babbo, metalmeccanico di cipputiana memoria, mi diceva: vedrai che ti passa..

    Mi è passata davvero, per scene come questa, anche.

  2. utente anonimo says:

    La mamma dei cretini è sempre incinta…

    Ingmar

  3. utente anonimo says:

    E’ una barzelletta, Miguel?:-). Molto carina. Ti racconto anch’io una che si raccontava sottovoce negli anni bui del regime albanese. Dunque, un giovane di “famiglia rivoluzionaria” chiede di entrare a far parte del Partito. Il segretario della sezione locale procede all’interrogatorio preliminare del candidato:

    -Compagno, tu fumi?

    -Sì, qualche sigaretta, ogni tanto..

    -Male, compagno, dovresti smettere del tutto se vuoi entrare nel Partito. Il Partito vuole solo gente sana, senza vizi. E dimmi, tu bevi?

    -Beh, qualche bicchiere, così, con gli amici…

    -Male. Il vero comunista è astemio. Fa bene alla salute e, inoltre, si evita di divulgare i segreti del Partito se ci si ubriaca. Ma con le donne, come andiamo?

    -Lo sai, compagno Segretario, io sono scapolo…eh, eh, se c’è l’occasione di inzuppare non mi tiro certo indietro…

    -Male, malissimo! La morale comunista lo vieta. E poi, dietro ogni ragazzotta facile ci si potrebbe nascondere un’agente della Borghesia Internazionale, intenzionata a carpire i segreti del Partito. Se entri nel Partito, dunque, niente corsa dietro le sottane! Prometti tu?

    -Sssss….sssi, compagno. Pppp…rometto.

    -Un’ultima domanda. Saresti pronto a dare anche la vita per il Partito.

    -Sì, senza alcuna esitazione.

    E mi dici anche il perché?

    -Percheeeeé? Mi chiedi anche il perché? Ma, compagno Segretario, una vita così, senza fumare, senza bere e senza trombare, mi dici a che mi serve?:-) :-) :-)

    Ciao

    Ritvan

  4. AndreaRusso says:

    Posso dire solo una cosa, senza pretese? Di solito non mi vanto, ma sapere di essere un comunistello diverso dalla quasi totalità dei miei “compagni” (anche di scuola) del mio liceo che per essere di sinistra han tutti certi abbigliamenti, modi, costumi e soprattutto ragionamenti (il monopolio sul giornale della scuola) anche peggio di quelli che si evincono dal testo mi da un grande senso di sollievo. Grazie a Miguel per il simpatico aneddoto!

    Andrea

  5. La storia è vera.

    Tenete ben presente che si riferisce a un preciso ambiente, non a tutta la sinistra.

    La quale sinistra, per la maggior parte ha altre colpe, molto diverse e forse peggiori :-)

    D’altra parte, il problema è antropologico, e riguarda la stessa maniera in cui si strutturano i gruppi umani. Le cose non sono mai “colpa del comunismo”, “della religione”, “del fascismo”, eccetera.

    Ma sarebbe un lungo discorso.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    L’aneddoto e’ sicuramente vero. Ma di aneddoti sulla stupidita’ umana e’ pieno il mondo, e ne esistono un’infinita’ in relazione a tutti gli ambiti culturali, politici, filosofici, sportivi e hobbystici.

    Questo tuo aneddoto ha una particolarita’. Il suo “suono” e’ in piena sintonia con le forze della repressione, politica, poliziesca e d’informazione. Perche’ se non e’ chiaro questo e’ inutile parlare: il PRIMO nemico dell’imperialismo, del capitalismo, della proprieta’ finanziaria e latifondista, delle forze guerrafondaie e razziste, e’ proprio il “comunismo”, la cui definizione non e’ certo esauribile in poche righe e tantomeno “rappresentabile” con un minigruppetto di deficienti…

    Negli anni 30 in Germania c’erano sicuramenti anche ebrei bastardi e deficienti. Nel Sudafrica c’erano sicuramente uomini di colore bastardi e deficienti. In Palestina ci sono sicuramente bastardi e deficienti. E cosi’ via. Che senso avrebbe, in tutti questi casi, puntare i riflettori sui singoli deficienti per farne ricadere le ombre su interi popoli o movimenti movimenti politici?

    Il taglio che avresti dovuto dare, a mio avviso, era tutt’altro… Raccontare la storia e concludere scandalizzato che questi pensavano addirittura di essere comunisti… Perche’ se non erro (e non erro) e’ dentro l’orizzonte comunista che si e’ sviluppata la concezione dell’uomo piu’ egualitaria e libera…

    Saluti comunisti

    Massimo

  7. utente anonimo says:

    “Perche’ se non erro (e non erro) e’ dentro l’orizzonte comunista che si e’ sviluppata la concezione dell’uomo piu’ egualitaria e libera”

    per l’egalitario puoi chiedere a Ritvan ma per il libero basto io: erri.

    Saluti catto-conservatori (che vorrei sapere come si distinguono da quelli comunisti).

    Francesco

  8. Caro Massimo, rilassati.

    cito: “piena sintonia con le forze della repressione, politica, poliziesca e d’informazione” :-))

    Innanzitutto, tu non sai perché ho citato questo episodio, per il semplice motivo che l’ho riportato senza commentarlo.

    Quindi tutte le interpretazioni sono tue.

    Tu te la sei presa con il protagonista, non io, chiamandolo un “deficiente”, anzi “bastardo e deficiente”. Queste etichette sono tue, non mie.

    Se rileggi bene il mio pezzo, l’unica nota critica ai protagonisti riguarda la scarsa fantasia con cui si inventano nomi per certi gruppi.

    Come è tua l’idea melodrammatica, che io abbia voluto “puntare i riflettori sui singoli deficienti per farne ricadere le ombre su interi popoli o movimenti movimenti politici.”

    Trovo veramente triste la tua conclusione:

    “Il taglio che avresti dovuto dare, a mio avviso, era tutt’altro… Raccontare la storia e concludere scandalizzato che questi pensavano addirittura di essere comunisti…”

    Ma possibile che ogni storia che si racconta, si debba concludere con una morale per i cretini; e che quella morale debba essere “scandalizzata”?

    Tu compi diversi errori tutti insieme.

    Mi attribuisci intenti che non ho.

    E allo stesso tempo erri anche nel ritenere quell’episodio un caso individuale di deficienza. E se tu, come presumo, frequenti ambienti che si dicono comunisti, avrai capito perfettamente quello chevoglio dire. E pensare che il rischio che il “nemico ne approfitti” è spesso una comoda scusa per sfuggire a ogni riflessione su se stessi.

    Erri però anche nel ritenere che considerazioni antropologiche su certi ambienti (non considerazioni su “singoli deficienti” ma su “certi ambienti”) siano considerazioni di tipo moralistico, o che si estendano al concetto astratto di comunismo.

    Siccome tu segui il mio blog da tempo, posso solo immaginare due possibilità.

    O hai avuto una caduta clamorosa ma momentanea di attenzione; oppure non hai mai capito niente di quello che cerco di comunicare.

    Durezza e chiarezza per durezza e chiarezza.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    “Perche’ se non erro (e non erro) e’ dentro l’orizzonte comunista che si e’ sviluppata la concezione dell’uomo piu’ egualitaria e libera”

    Porca miseria, come il Borghese gentiluomo di Moliere che faceva prosa senza saperlo ogni volta che apriva bocca, anche i borghesissimi francesi che abbattevano la Bastiglia al grido di “Liberté, Egalité, Fraternité” erano degli inconsapevoli comunisti!:-) :-).

    Saluti liberali:-)

    Ritvan

  10. utente anonimo says:

    Mi dispiace, caro il mio komunista inkazzato Massimo, ma l’UNICO nemico delle forze “guerrafondaie” non è il comunismo, bensì LA DEMOCRAZIA o meglio la LIBERALDEMOCRAZIA. Come ho già avuto modo di dire in questo blog, non s’è mai visto un paese democratico attaccare militarmente un altro. Mentre fra vosotros bastano due nomi e due date: Ungheria 1956 e Cecoslovacchia 1968.

    Saluti pacifici (non pacifisti:-) )

    Ritvan

  11. utente anonimo says:

    Carissimo Miguel, leggo il tuo blog e continuero’ a leggerlo perche’ lo trovo interessante, per i suoi vari aspetti: dalla informazione alla riflessione, dalla denuncia alla satira. E continuero’ a leggerlo anche quando notero’ cadute di stile (rispetto al mio personale bagaglio culturale e politico ovviamente) come queste. Perche’ la lingua italiana non e’ neutra, ne’ fredda e arida. Tutt’altro.

    La sola premessa che un tizio che veste alla moda dei centri sociali viene PER QUESTO normalmente invitato da uno dei tanti gruppi di estrema sinistra…. Beh Miguel, questa non e’ cronaca “superpartes”… E’ un miscuglio tra satira, pettegolezzo e provocazione. E’ dagli anni 70 che io sono nella “estrema sinistra”… e non ho mai avuto a che fare con l’abbordaggio per il look ne’ con pregiudizi morali o sociali fondati per di piu’ su una fesseria riverniciata di “politica”. Ho messo estrema tra virgolette, perche’ per la verita’ ho ritenuto molto piu’ “normali” le formazioni comuniste extraparlamentari piuttosto che PCI & C.. Quest’ultime le vedevo veramente estreme; tanto estreme da difendere interessi altri rispetti a quelli di chi ha da vendere solo la propria forza-lavoro o nemmeno quella…

    “Quando faremo la rivoluzione…”

    Certo si puo’ anche prendere in burla l’idea della rivoluzione… Ma guardando il mondo oggi non vedo proprio gli elementi per definire questo il miglior modo di produzione possibile. E siccome qualche tentativo di rivoluzione (serio) c’e’ stato direi che si possono prendere per i fondelli ben altre “utopie” e “metafisiche” prive di qualsiasi riscontro storico…

    Il grosso difetto dei movimenti comunisti e’ in sostanza uno solo: sono stati sconfitti. Trasformare la sconfitta in base teorica per liquidare il comunismo significa pero’ proclamare un evidente imperativo morale: “schierarsi con i vincitori”…

    Ma naturalmente non e’ questo che intendevi tu… Come spero non fosse il bollare i gruppetti rivoluzionari come deficienti e per di piu’ reazionari…

    Per il resto ti comunico che sono rilassatissimo. E che non ho commesso errori. Rileggi quanto hai scritto e vedrai che non stai parlando di una persona singola ben delineata… Hai pennellato una “figura tipo”… Se non intendevi fare questo hai solamente sbagliato a scrivere. Comunque sia non e’ un problema: uno in piu’ o in meno che denigra “il punto di vista comunista” non credo che influisca piu’ di tanto sulla situazione concreta.

    Saluti comunisti estremi

    Massimo

  12. utente anonimo says:

    Ritvan, ti prego… non liquidare con battute da bar questioni molto complesse…

    1) La democrazia, come la chiami tu, e’ l’involucro politico delle formazioni economico-sociali che hanno prodotto due guerre mondiali e che stanno creando i presupposti per la terza… in sostanza la forma politica ideale per la dittatura del capitale

    2) E’ l’abc dell’analisi storica non valutare qualsivoglia societa’ sulla base delle idee che ha di se stessa… cristo, ma qualche passo dell’Ideologia tedesca l’avrai pur letto… La Cina si definisce comunista e questo e’ motivo sufficiente per definirla stato comunista??? la rivoluzione d’ottobre fu sconfitta in pochi anni… e tu mi parli della primavera di Praga???

    Comunque e’ normale che le idee sul comunismo storico siano un po’ confuse… magari ascolti troppo Silvio :P

    Massimo

  13. utente anonimo says:

    “la rivoluzione d’ottobre fu sconfitta in pochi anni… ”

    Cazzo, e a Berlinguer non l’hanno detto? Che ancora negli anni ’70 discettava della spinta propulsiva della stessa e la vedeva in fase di esaurimento!

    Miguel, per par condicio dopo i cristian-sionisti-neoconi e gli esoterici-asburgici, una serie di post sul triste fenomeno della incomprensione del Comunismo nella Storia, che quelli che si sono chiamati comunisti in verità erano sempre altro? Hai tutti gli elementi, i gruppuscoli, le sfumature, il lessico involontariamente tragico e comico, dacci un altro saggio delle tue capacità.

    Francesco

    PS una volta ho conosciuto un comunista, eravamo a Vienna a studiare tedesco, non siamo entrati al Sacher a mangiare la torta perchè il cameriere era vestito meglio di noi due, ne ho un bel ricordo.

  14. utente anonimo says:

    Mi associo entusiasticamente alla richiesta di Francesco!!! Dai Miguel, mettiti de buzzo bbono! Mi raccomando, non dimenticarti di Walter Veltroni che in un’intervista di qualche anno fa confessava di essere iscritto alla FIGC perché era visceralmente anticomunista:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Miguel, ‘sta storia del comunista che dice: “Il Comunista verace, quello DOC, certificato da Marx in persona dall’aldilà:-) sono solo io (e il mio microscopico gruppuscolo, ovviamente), mentre il Comunista di Arcella è solo un impostore, un falso comunista, diffidate delle imitazioni!” ti ricorda – seppur vagamente – qualcosa della tua recente produzione letteraria?:-) :-)

  15. utente anonimo says:

    Concordo anch’io miguel, se vuoi sbizzarrirti sarà interessante. E sono d’accordo con francesco e ritvan, per una volta. I comunisti siamo bizantini e disputiamo del sesso degli angeli, è parte del suo bello, e gli altri dal loro canto hanno ragione a riderci dietro per questa caratteristica. Ma la storia comunista è storia di dispute bizantine, senza di quelle non ci sarebbe neppure movimento marxista. Sull’aneddotto, massimo, sei stato inutilmente duro. Il rischio di quegli atteggiamenti non è la stupidità, che tanto amava erasmo da rotterdam, la sua meravigliosa “stultitia”, ma l’impulso a chiudersi d’una simile reazione. Quello è il pericolo che noi corriamo, piccoli o grandi gruppi che siamo. Nel gruppo un comunista è un comunista, e lavora assecondando un processo storico che crede in atto. Punto. Cosa sia e cosa faccia d’altro, non può fregare di meno. Quando non crede più, se ne va. Se crede che il gruppo prenda una cattiva piega, e non sa fermarla, se ne va lo stesso. Come è bizantino nelle discussioni, così un comunista lo è anche nelle scissioni, a rischio del ridicolo. Questa è l’unica garanzia, ritvan, non di questo o quel gruppo, ma del movimento storico tutto nel suo arco storico di vita, che qualche comunista con la bussola in ordine da qualche parte ci sia ancora. Viva bisanzio. p

  16. utente anonimo says:

    Evviva la sincerità di p. !!

    Ciao

    Ritvan

  17. utente anonimo says:

    In diversi commenti ho notato le tipiche scorrettezze e i tipici luoghi comuni di chi non ama discutere, ma predilige trincerarsi dietro un mare di fesserie.

    Evidentemente l’intelligenza di costoro appartiene alla categoria “Marx e’ un criminale! la prova e’ Pol Pot”.

    Beh se questo e’ il vostro terreno di confronto ve lo lascio tutto… a me la palude non piace…

    Per inciso “l’oggetto del contendere” era tutt’altro.

    Massimo

    P.S. A chi conosce poco la storia ci tengo a dire che all’interno del movimento comunista mondiale moltissime componenti datarono la sconfitta della rivoluzione sovietica ben prima del 1989… da Bordiga a Mao per fare due esempi…

  18. utente anonimo says:

    Caro Massimo,

    potresti fare qualche esempio per il popolo bue e borghese (cioè io) di quando sarebbe stata sconfitta la Rivoluzione sovietica?

    E da chi? Già, ora che lo scrivo questo punto mi pare ancora più interessante del quando.

    Saluti

    Francesco

  19. utente anonimo says:

    Francesco, il concetto di fondo e’ che il modo di produzione capitalistico si rivoluzione incessantemente, e come la storia dimostra, ha piegato a se’ tutti gli altri modi di produzione e tutte le varie forme culturali, religiose e politiche… Il capitale non ha una SUA cultura o una SUA religione… Sull’URSS la tesi ricorrente e’ che il Capitalismo Monopolistico di Stato ha alla fine “imposto” i propri interessi alla “sovrastruttura” politica… (tra gli altri vedi Charles Bettelheim).

    Ci terrei a ricordare che la tesi di Lenin e del gruppo dirigente bolscevico era piu’ o meno questa: “gestiamo” lo sviluppo capitalistico dell’arretrata Russia e lavoriamo per la rivoluzione europea; perche’ senza questa c’e’ la sconfitta…

    L’italiano Bordiga (primo segretario del PCI se non erro) dato’ nel 1926 tale sconfitta (in effetti la politica staliniana rappresenta una rottura a tutto campo con quella precedente, oltreche’ una sorta di rottura antropologica visto che anniento’ l’intero gruppo dirigente dell’Ottobre). Mao posticipa di qualche anno la sconfitta perche’ lui salva anche Stalin (cosa su cui non concordo).

    Insomma, non e’ accettabile a mio avviso la tesi dell’URSS come oggettivazione del comunismo fino al tonfo gorbacioviano… La situazione e’ molto piu’ complessa. E ripeto i tratti distintivi del “comunismo” vanno presi dalle esperienze storiche di “punta”… lasciando perdere “patentini” e “autodefinizioni”…

    Saluti

    Massimo

  20. utente anonimo says:

    Massimo, non puoi pretendere che non comunisti abbiano una lettura storica della rivoluzione russa come la nostra, congresso pcd’i di lione gennaio ’26, scontro gramsci/bordiga (che non era “segretario”, carica che nel partito guidato dalla sinistra comunista non esisteva (primo segretario gramsci), vii esecutivo allargato dell’internazionale, marzo ’26 scontro stalin, spalleggiato da ercoli alias togliatti/bordiga. Se persino gente in buona fede comunista non si rende conto di cosa sia successo. Quella è storia nostra e la nostra bussola, va bene riperterla, non potremmo fare altrimenti, siamo costretti dal demone comunista a essere così, ma senza alcuna illusione di fare proseliti o essere capiti. Si convince chi è già convinto. p

  21. utente anonimo says:

    Bravo Miguel, finalmente hai toccato anche tu un argomento a cui tengo in particolar modo, assai scottante in questi tempi di recessione catto-conservatrice… Personalmente ritengo che la discriminazione sociale e giuridica degli omosessuali (in cui al momento l’Italia si sta distinguendo mirabilmente), sia l’ultima frontiera della discriminazione delle minoranze in generale.

    Per il discorso comunisti sì, comunisti no, mi strabilia pensarci, ma sono nella parte in cui sta pure Francesco.. Bah! Roba da pazzi!

    Francesca31082

  22. utente anonimo says:

    Internazionale riformista….interno giorno:

    oratore:

    compagni..se voi aveste due aziende cosa ne fareste?

    platea:

    ne daremmo una al partito!!!

    oratore:

    compagni..se voi aveste due palazzi cosa ne fareste

    platea:ne daremmo uno al partito!!!

    oratore:compagni..se voi aveste due automobili cosa ne fareste

    platea:ne daremmo una al partito!!!

    oratore:compagni..se voi aveste due biciclette cosa ne fareste

    platea:………..(due bici ce le avevano tutti)…………..!!!!!

  23. utente anonimo says:

    Massimo,

    vediamo se ho capito la tesi ricorrente.

    I bolscevichi fanno la rivoluzione in un paese “feudale”, poi si rileggono Marx e scoprono che per le “inesorabili leggi del divenire storico” devono ancora passare per la fase “capitalista” prima di arrivare a quella “comunista”. Allora inventano il “capitalismo monopolistico di Stato”, in cui la proprietà dei mezzi di produzione non è in mano ai capitalisti (!).

    Ma questo non basta e il Capitalismo (entità ormai metafisica perchè manca di capitalisti) sconfigge il Partito Comunista perchè rifiuta di essere una fase transitoria verso il Comunismo e corrode dall’interno il sistema politico fino all’implosione del 1989-91.

    Detta così non sembra una gran tesi, scusami la franchezza.

    Francesco

  24. utente anonimo says:

    Senti Francesco, è inutile che tu ti arrovelli il cervello per capire le misteriose leggi del Vangelo secondo…Marx. Il nostro p. – che mi pare il marxista più serio fra quanti bazzicano il blog – te lo ha detto senza perifrasi:”E’ UNA QUESTIONE DI FEDE”. chi ce l’ha ce l’ha, chi non ce l’ha cerca di farsela venire…oppure si mette l’animo in pace. Un po come la transustanziazione: potresti spiegare a Francesca tutta la cascata di reazioni chimiche che si susseguono quando la farina si trasforma in carne e il vino in sangue?:-). Ecco, appunto!

    Ciao

    Ritvan

  25. utente anonimo says:

    Beh, non esagerare, ritvan, massimo ha detto cose condivisibili da questa parte della bisanzio marxista, e la fede vale per la società futura, non per tutto il marxismo, che è socialismo scientifico, nel che i marxisti bizantini come me non vedono imcompatibilità. A francesco dico una sola cosa. Precisamente, per marx e i marxisti il capitale è qualcosa di impersonale (chiamalo metafisico se vuoi) e non ha bisogno di uomini o classi particolari per espandersi. p

  26. utente anonimo says:

    >Ritvan, ti prego… non liquidare con battute da bar questioni molto complesse…<
    Eh, Massimo, che per caso avresti dei pregiudizi “razziali” verso i frequentatori di quei templi della democrazia diretta che sono i bar?:-). Guarda che spesso c’è più logica, buonsenso e saggezza in un bar che in un Palazzo di Congressi. Specie se trattasi di Congressi del Partito Comunista Sovietico.

    Ecco, per questa ragione mi è simpatico un comunista, un certo Nanni Moretti, che mise la celebre battutta in uno dei suoi film:”Noooo, il dibattito noooo!”:-)

    >1) La democrazia, come la chiami tu,<
    Beh, a me veramente risulta che un po’ tutti la chiamino così. Gli ultimi due che provarono a ribattezzarla “demo-plutocrazia” (di matrice “masson-giudaica”, ovviamente) non fecero una bella fine.

    >.. e’ l’involucro politico delle formazioni economico-sociali che hanno prodotto due guerre mondiali<
    Ah, si? La Germania del Kaizer, l’Austria di Cecco Beppe, la Germania di Hitler, la URSS di Stalin (che, gli ultimi due, un giorni di settembre del 1939 attaccarono la Polonia, scatenando la guerra) erano paesi “democratici”? Ma va!

    >…e che stanno creando i presupposti per la terza… <
    La quarta, vorrai dire. La terza, seppur “fredda” è finita con la demolizione del Muro della Vergogna di Berlino. Non ti sembra un po’ prematuro giudicare una guerra che non è ancora cominciata? Sarebbe un po’ come se io dicessi che tu, Massimo, sei un criminale, poiché quando ti metterai a capo della Gloriosa Rivoluzione Proletaria qui in Italia sterminerai milioni di italiani e ne deporterai altrettanti in Antartide:-).

    >in sostanza la forma politica ideale per la dittatura del capitale<
    Eh, già, “ideale”. Poiché permette a comunisti, marxisti e rivoluzionari vari di predicare indisturbati la Gloriosa Rivoluzione Proletaria, invece di schiaffarli in galera o metterli semplicemente al muro e liquidare il problema una volta per tutte. ma che imbecilli questi “pluto-democratici”, vi riforniscono la corda con cui li impiccherete!

    >2) E’ l’abc dell’analisi storica non valutare qualsivoglia societa’ sulla base delle idee che ha di se stessa… <
    Mah, non lo so, anche nell’Albania di Hoxha i regimi occidentali venivano definiti “democrazie”, ovviamente facendo seguire l’aggettivo “borghesi” e specificando che quelle erano “democrazie formali”, mentre il regime del caro hoxha era “democrazia sostanziale, anzi genuina”. C’è un delizioso opuscoletto scritto dai ghostwriters di Hoxha e firmato da lui (peccato che sia rigorosamente in albanese, sennò potresti apprendere qualcosa:-) ) che s’intitola “La Democrazia Proletaria è Democrazia genuina”:-) :-).

    >cristo,

    Semmai “Marx!”:-)

    > ma qualche passo dell’Ideologia tedesca l’avrai pur letto… <
    Anche. Ma ho letto pure un sacco di altri libri. Fa un gran bene al cervello variare il suo “nutrimento”, di tanto in tanto, sai…

    >La Cina si definisce comunista e questo e’ motivo sufficiente per definirla stato comunista???<
    Assolutamente no. Infatti, la Cina, somiglia mooolto ad uno stato “fascista”. Dittatura+economia di mercato (seppur sotto l’occhiuta vigilanza del Uartito Unico) = Fascismo. Lo capirebbe anche un bambino delle elementari, senza scomodare Marx.

    >la rivoluzione d’ottobre fu sconfitta in pochi anni… <
    Ah, si, adesso la naturale e “fisiologica” degenerazione di un regime golpista a Partito Unico in un regime criminale e sterminatore della propria popolazione tu la chiami “sconfitta”? Porca miseria, se al posto di Stalin “eleggevano” Trotsky, Zinoviev o Kameniev, sai che pacchia! E per uno che crede nelle “ineluttabili leggi della Storia” questo mi pare il massimo!

    >e tu mi parli della primavera di Praga???<
    Veramente io parlavo della brutale aggressione dei carrarmati sovietici nei confronti di un paese “amico” e “fratello”. Un po’ come se l’Italia mandasse oggi i parà a occupare manu militari San Marino:-)

    >Comunque e’ normale che le idee sul comunismo storico siano un po’ confuse… <
    Io le ho chiarissime, – almeno per quanto riguarda il comunismo AL POTERE -poiché a differenza di te, sono nato e ho vissuto per circa 30 anni in un paese governato dal “comunismo storico”, pertanto so di che parlo quando parlo del comunismo AL POTERE ASSOLUTO. Ah, se tu volessi parlare del comunismo ALL’OPPOSIZIONE in paesi democratici e non, ti ascolterei volentieri e forse avrei anche da imparare qualcosa.

    >magari ascolti troppo Silvio :P <
    Veramente è Silvio che “ascolta” nosotros che l’abbiamo vissuto sulla pelle il regime dei “comunisti” al potere assoluto. Con la differenza che in Italia i comunisti che teme Silvio non sono affatto comunisti, anzi sono più “kapitalisti” di lui e a loro non passa neanche per l’anticamera del cervello l’idea balzana di istaurare la “Dittatura del Proletariato” in Italia. Solo di soffiare la poltrona al Berlusca e farsi gli affari loro. Ma, siccome sono geneticamente selezionati per essere incapaci di fare affari come Mammona comanda, combineranno solo disastri economici. La libertà e la democrazia non sarà mai in pericolo. Almeno credo e spero. Altrimenti non mi rimane che rigonfiare il gommone e far vela verso la Francia per chiedere asilo politico:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Scusa le “tipiche scorrettezze”, “le fesserie”, “la palude” che imbevono il mio discorso, ma non capisco come mai un comunista si scagli anche contro i “tipici luoghi comuni”; e che, tutto dev’essere in comune, tranne i luoghi?:-)

  27. utente anonimo says:

    Emilia, anni 50, 60, 70, prima metà degli 80….Fate vobis !

    Il “cinno” del Compagno di turno:



    Babbo, babbo …. lo sai che i coccodrilli volano ? …. L’ ho imparato oggi a scuola ! ”

    Il Compagno di turno:

    “Tsé, le solite balle delle maestrine democristiane serve della borghesia ! ”

    Il “cinno”:

    ” Ma, babbo…. Guarda che giura d’ averlo letto su “L’ Unità” ! ”

    Il Compagno di turno:

    “Be’ ecco vedi, non è proprio vero che i coccodrilli volano……..svolazzano !”

    Davide,

    l’ Ultimo Eroe contro un manipolo intero di Golia !!!

  28. utente anonimo says:

    Stalin non era un vero comunista

    Torquemada non era un vero cristiano

    Binladen non è un vero mussulmano

    Chi è un vero che cosa, allora ?

    …Perché ?

    …. Illuminatemi !

    Davide

    PS

    Compagno Massimo,

    io essere povero deficiente imborghesito

    e chiedere te di aiutare me capire perché se Compagno PolPot avere applicato insegnamenti di Compagno Marx allora Compagno PoltPot

    non essere cattivo…Forse che centinaia di milioni che esssere stati uccisi da Compagno PolPot essere stati centinaia di milioni di tutti cattivi ?

    • Marco says:

      Mi sembra difficile sterminare centinaia di milioni di cambogiani, forse perché la Cabogia è ed era un Paese di pochi milioni di abitanti. Per finire voglio aggiungere che il Partito Rivoluzionario del Popolo Kmer non era affatto un partito comunista se non nella fase conclusiva della sua parabola politica.
      Saluti Comunisti (molto diversi da quelli borghesi e quelli fascisti)
      Marco

  29. utente anonimo says:

    Torquemada era un vero cristiano, che cavolo. Con i limiti dell’idea di giustuzia terrena del suo tempo ma solo qualche pirla buonista ed ignorante potrebbe mettere in discussione la sua appartenenza alla Chiesa.

    Poi magari era cattivo ed è finito all’inferno, ma questo è sempre possibile.

    Francesco

  30. Qui si pone una domanda interessante, quando si chiede se Torquemada, Stalin, Bin Laden sono “veri” quello che dicono di essere.

    Quello che non mi piace di questo genere di discorso è che si parte sempre da un presunto “cattivo”.

    Cioè è sottinteso che il “vero” cristiano sarebbe Francesco d’Assisi.

    O viceversa, se si vuole dimostrare che l’idea in sé è cattiva, allora solo Torquemada è il “vero” cristiano.

    E su questo non sono affatto d’accordo: secondo me, sia Torquemada che San Francesco sono il prodotto della propria cultura, con una giustificazione di tipo cristiano, perché una giustificazione ci vuole sempre.

    Allo stesso tempo, Pol Pot non è il prodotto di Marx (anche perché Marx non dice mai come dovrebbe essere organizzato lo stato, quindi non può avere colpe e meriti in materia), ma il prodotto della situazione della Cambogia dei suoi tempi.

    Con una giustificazione di tipo marxista, perfettamente incomprensibile al 99% dei Khmer rouge, che – ricordiamo – erano tutti contadini incolti.

    I giochi sulle definizioni ideologiche sono, in questi casi, estremamente infantili., da qualunque parte provengano.

    Miguel Martinez

  31. utente anonimo says:

    Non sono d’accordo, Miguel (e ti pareva!:-) ). A parte i capitale “metafisico” di p. che come lo Spirito Santo (scusa la blasfemia, Francesco, ma è per fare un azzardato paragone) svolazza sulla terra senza avere bisogno degli uomini e le centinaia di milioni di morti ammazzati da Pol Pot (e siamo alla moltiplicazione dei…morti) non vedo altri “infantilismi”.

    Io penso che OGNI religione, quando pretende di esercitare il POTERE TEMPORALE diventa ipso facto “cattiva”. L’esempio che ho messo sul blog di Dacia a proposito di San Francesco (in risposta alla solita litania di Sartori sul Santo buono e pacifista), il quale giustificava lo sterminio dei musulmani, basandosi sul passo evangelico di Matteo che riferisce le parole di Gesù sull’occhio da cavare e l’arto da tagliare quando “danno scandalo”, né è una prova. Per non parlare del passo evangelico sulla pace e la spada. Insomma, ogni religioso che voglia dominare con le baionette il prossimo potrebbe trovare giustificazione in qualsiasi testo sacro.

    Diverso è il caso di Marx. Non è un testo più o meno “divino” da interpretare, bensì viene spacciato dal proprio autore come un’ opera “scientifica”. I Khmer rossi saranno stati anche contadini ignoranti (e non mi aspettavo da te la solita scusa un po’ razzistoide, secondo cui il marxismo venne applicato male da popoli “barbari”, mentre se fosse stato applicato in America, Francia, Gran Bretagna, nazioni “civili”…oh, che meraviglia, che goduria!:-) ) ma il loro capo che dava gli ordini, Pol Pot aveva studiato alla Sorbona, mi pare.

    Appunto, Marx non dice come dev’essere organizzato lo Stato, dice solo di abbattere quello “borghese” e poi fare la non meglio precisata “dittatura del proletariato”. Ed è quello che ha fatto Pol Pot e gli altri satrapi rossi. Il resto viene da se, una volta che hai ammazzato come cani esseri innocenti solo perché “sporchi borghesi” oppure perché avevano da obiettare verso la “socializzazione dei mezzi di produzione” che avevano messo su col sudore della fronte per generazioni, dicevo, una volta assaporato il “sangue borghese”, come la tigre quando assapora il sangue umano, non si può pretendere che i kompagni diventino improvvisamente degli agnellini, tutto “pace e bene”. La mattanza continuerà, sangue chiama sangue e terrore terrore. Non ci vuole un Marx per capirlo. E forse per questo il caro Marx, vigliaccamente ha taciuto. Ma io sono certo che sapesse – era troppo intelligente per non saperlo – cosa stava proponendo all’umanità.

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    “Convertendo denaro in merci che servono come elementi costitutivi materiali di un nuovo prodotto, come fattori del processo lavorativo; incorporando nella loro morta oggettività la forza lavoro viva, il capitalista trasforma valore, cioè lavoro morto, passato, oggettivato, in capitale, in valore che si valorizza, in mostro animato che comincia a “lavorare” come se gli fosse entrato amore in corpo”.

    Naturalmente è marx, che tu hai mai letto né studiato. Il capitale è un mostro animato, e messo in moto va avanti da sé, per “amorosi sensi”, marx dixit. Tralascio di commentare la faziosità iperbolica del resto. p

  33. kelebek says:

    A parte che Marx non ha mai parlato, mi sembra, di “dittatura del proletariato”…

    Cito:

    “I Khmer rossi saranno stati anche contadini ignoranti (e non mi aspettavo da te la solita scusa un po’ razzistoide, secondo cui il marxismo venne applicato male da popoli “barbari”, mentre se fosse stato applicato in America, Francia, Gran Bretagna, nazioni “civili”…oh, che meraviglia, che goduria!:-) )”

    Caro Ritvan, francamente non mi piace quando i concetti che voglio esprimere vengono fraintesi.

    Io dico che non si possono accusare i Khmer rouge di essere spietati applicatori delle istruzioni contenute in libri che non hanno mai letto. E mi sembra che la grande accusa contro i Khmer rouge fosse proprio quella di aver colpito e represso chiunque avesse studiato.

    Quindi la tua accusa è semplicemente falsa. Oltre tutto il concetto di “incolto” si riferiva specificamente ai Khmer rouge e non alla Cambogia in generale.

    In secondo luogo, non ho mai affermato che le nazioni che tu (non io) chiami “civili” avrebbero “applicato” più fedelmente Marx.

    Prima di tutto perché Marx non si “applica” e secondo, perché Marx sarebbe stato riletto in modo da giustificare altre situazioni.

    E infatti, il marxismo in Inghilterra ha creato il partito laburista, uno dei più spietati complici dell’imperialismo, mentre in Cambogia ha creato Pol Pot. E allora vuol dire che in entrambi i casi, il marxismo ha giustificato a posteriori una situazione reale.

    Ti prego, Ritvan, di stare più attento a non falsare le idee delle persone con cui stai discutendo.

    Miguel Martinez

  34. utente anonimo says:

    Oh, Miguel, Marx non avrà PARLATO di “dittatura del proletariato”, ma ha SCRITTO eccome:

    Mehring pubblicava nel 1907 nella Neue Zeit ( XXV, 2, 164 ) alcuni estratti di una lettera di Marx a Weydemeyer, del 5 marzo 1852. Questa lettera contiene fra l’altro il seguente importantissimo passo:

    “Per quello che mi riguarda, a me non appartiene né il merito di aver scoperto l’esistenza delle classi nella società moderna né quello di aver scoperto la lotta tra di esse. Già molto tempo prima di me degli storici borghesi avevano esposto la evoluzione storica di questa lotta delle classi, e degli economisti borghesi avevano esposto l’anatomia economica delle classi. Quel che io ho fatto di nuovo è stato di dimostrare: l. che l’esistenza delle classi è soltanto legata a determinate fasi di sviluppo storico della produzione [historische Entwicklungsphasen der Produktion]; 2. che la lotta di classe necessariamente conduce alla dittatura del proletariato; 3. che questa dittatura stessa costituisce soltanto il passaggio alla soppressione di tutte le classi e a una società senza classi…”.

    Non vorrei che anche a te capitasse fra capo e collo la terribile accusa di p. di non aver mai letto Marx o peggio, di essertelo fatto spiegare da un prof di marxismo affiliato al subcomandante Marcos:-).

    Prendo atto della tua totale assenza di intenzione di offendere il valoroso popolo khmer. Però la “giustificazione” degli orrori del socialismo reale con la barbarie e l’ignoranza dei popoli in cui venne applicato (e dei loro capi) è comune negli ambienti sinistrorsi. Bene, facciamo conto che tu non ne abbia mai sentito parlare negli ambienmti che frequenti e che ti riferivi a tutt’altra cosa non meglio precisata. Ma non mi rispondi sul fatto che il capo dei khmer rossi Pol Pot aveva studiato alla Sorbona, noto covo di marxisti e marxistoidi:-) e, di conseguenza, aveva indubbiamente letto Marx in francese e, dunque, sapeva quel che faceva. Avrà avuto un deficit di comunicazione coi suoi scherani semianalfabeti o possiamo accusarlo solo di “omesso controllo”?:-).

    A me risulta che “laburismo inglese” sia sinonimo di “socialdemocrazia”, cosa aborrita da Marx (come il nostro p. che – diversamente da noi due – Marx l’ha letto, ti potrebbe confermare) e non abbia niente in comune col marxismo. Non credo, viceversa, che Pol Pot possa esser definito “socialdemocratico” o “imperialista”:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ho elaborato il tuo bonario avvertimento. Hai per caso deciso di aggiungere al CPK (Codice Penale Kelebek) il reato di “falsificazione di idee altrui”, punibile con l’unica pena prevista, ossia l’epurazione?

    P.S.2 Se Marx non si applica, allora ne discende che anche Lenin che diceva di applicare il marxismo era un impostore. E adesso chi lo dice a p. e ad altri più o meno marxisti-leninisti vari? Ti rendi conto di aver distrutto un mito:-(

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