Terrore a Roma (I)

Due Natali fa, da qualche parte nevicava, e da qualche altra parte, non nevicava.

La CIA era impegnata a dare la caccia a un signore vestito di rosso e con la caratteristica barba del mujâhid, che eludeva i controlli agli aeroporti, volando via su una slitta.

Ma anche quel buffo personaggio che risponde al titolo di Presidente del Consiglio del nostro paese vegliava sulla sicurezza dei bambini.

La notte della vigilia, infatti, Silvio Berlusconi scrutava insonne i cieli:

“Che giornata terribile è stata questa. C’era una notizia precisa e verificata di un attentato su Roma il giorno di Natale. Un aereo dirottato sul Vaticano. Un attacco dal cielo. La minaccia del terrorismo è in questo istante altissima. Ho passato la vigilia a Roma per fronteggiare la situazione”.

Silvio Berlusconi era stato mosso da una “precisa e verificata” informativa dei servizi. A colpire il Santo Padre e la sua dimora, sarebbe stata una “setta musulmana“, capeggiata – particolare davvero curioso – da un

prete cattolico che frequenta spesso il Vaticano, corrispondente alla seguente descrizione: alto, magro, calvo, con un riporto di capelli grigi sul davanti. L’attentato potrebbe consumarsi con i seguenti modus operandi: un aereo che si scaglia contro il palazzo apostolico; un missile che esplode contro lo stesso palazzo.”

Non è stata la prima tenebrosa minaccia da parte di fanatici religiosi, provenienti da paesi dove il sole della civiltà non batte, e mossi da puro odio per la Città Santa e per i simboli della Nostra Civiltà.

Ma se abbiamo vinto la paura – come dice Magdi Allam – è stato anche grazie alla salda reazione delle istituzioni, che non si sono lasciate corrompere dal falso buonismo, come potete vedere in questa affascinante storia che racconta il bel sito Crimini e delitti di roma medievale curato dall’archeologo Fabio Giovannini:

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Nei difficili e sanguinosi anni che seguirono la riforma protestante e la reazione cattolica successe anche questo: alcuni attivisti anticattolici giunsero a Roma con il proposito di compiere azioni eclatanti contro oggetti e cerimonie sacre. In particolare, in occasione del giubileo dell’anno 1600, si diffuse il timore di qualche atto sacrilego da parte di questi fanatici. La risposta della polizia pontificia fu durissima, come fanno intendere le parole degli “Avvisi” di quell’anno:

“in Roma si dice per il volgo che il papa ha avuto avviso che sieno partiti molti heretici da li diversi luoghi per esser in Roma all’Anno Santo a far di burle simili, et farsi ammazzare, ma se sarà vero, quà gliene caveranno la voglia“.

Qualche anno prima, un inglese, che le cronache riportano con il nome di “Riccardo Arctinson” fu protagonista di un episodio simile, che qui si riporta dal “Dispaccio di Leonardo Donà”, ripreso a sua volta dall’Ademollo. 29 luglio 1581.

“Non voglio restar di dar notizia alla Serenità Nostra che Dominica in San Pietro uno Inglese eretico, mentre che un sacerdote, havendo consacrata la Santissima Ostia stava per elevarla, lo assalì per strappargliela dalle mani; et non havendolo potuto fare prese il calice, che anchora non era consecrato et lo sperse con vilipendio per terra. Costui fu subito con pugni et calci dal populo assistente ben battuto et finalmente condotto anchora alla carcere dell’Inquisitione, ove ha confessato d’esser venuto con una compagnia di alcuni altri in Italia per far alcun atto simile, desideroso per la sua pessima setta di morire. Questa setta pare che sia di persone che non tengono nessuna religione, et che riprendono tutti con grande bestialità; è stato condannato alla morte, che se li darà uno di questi giorni”

5 agosto 1581.

“Quell’eretico inglese, che fece quella scelerità che scrissi, nella Chiesa di san Pietro, è stato abbrugiato vivo con haverseli dati molti colpi di loco nel corpo con torce accese, mentre che lo conducevano al patibulo, nel quale è stato con tanta fermezza che ha dato da ragionare assai.”

Dal libro delle giustizie della Venerabile Arciconfraternita di San Giovanni decollato detta della Misericordia della nazione fiorentina in Roma

“Riccardo Arctinson, Piazza di San Pietro 2 agosto 1581. Stimulato con torce accese, gli fu mozza la mano destra e poi abruciato vivo, et la cennere fu lasciata al vento”

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7 Responses to Terrore a Roma (I)

  1. utente anonimo says:

    Mio caro Miguel, mi dispiace ma le tue informazioni sono inesatte. In un recente comunicato diffuso via Internet Al Qaeda ha escluso categoricamente di voler compiere attentati nella penisola italica, Vaticano compreso. Il motivo? Semplice: quando Bin Laden ha appreso che durante le esercitazioni antikamikaze a Napoli sono rimaste ferite 5 persone pare abbia esclamato:”Ma allora non c’è alcun bisogno di fare un attentato in Italia; gli italiani, con la scusa di esercitarsi a fronteggiare i nostri attentati, sono capacissimi di farsi male da soli”.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Allo scopo di evitare a qualcuno qualche rigurgito di allergia verso il “cinico e volgare” albanese che si fa perfidamente beffe dei poveri volontari antikamikaze napoletani, chiarisco che quanto sopra è stato spudoratamente copiato dal progressistissimo nonché antiberlusconissimo comico Gene Gnocchi. A lui, dunque, ogni eventuale reclamo!:-).

  2. calmansi says:

    :-D Ritvan.

    Forse c’erano protestanti che volevano far saltare il Vaticano, ma viceversa c’erano cattolici che volevano far saltare il parlamento di Westminster. Vedi Guy Fawkes e la congiura delle polveri nel 1604.

    Ancora oggi, il 5 novembre, i bimbi inglesi celebrano la sua punizione (hung, drawn and quartered) con allegri fuochi intorno ai quali ripetono:

    Please to remember

    the 5th of November

    gunpowder, treason and plot.

    I see no reason

    why Gunpower treason

    should ever be forgot.

  3. calmansi says:

    Ho ranzato il link, sorry: volevo farlo aprire in una nuova finestra. Eccolo lì di nuovo:

    Guy Fawkes. Se lo volete aprire in un’altra finestra, fate voi.

  4. Infatti, mi ricordo che da bambino leggevo un bel po’ di racconti sui fuochi che si accendevano per Guy Fawkes day, e come i ragazzini si divertivano…

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    ritvan.. sfotti poco, sai!!!

    ma come? ci tirano giù dal letto alle 8,30 del mattino per farci giocare ai soldatini!! a noi!! tsk tsk..

    noi abbiamo il gusto della sceneggiata.. volevano farci fare 26 morti, 54 feriti lievi, 80 feriti gravi.. e noi ne abbiamo fatti pure 5 veri… e ti sei perso la volontaria della protezione civile ricoverata per crisi di panico per il fumo nella metropolitana…

    pizza, spaghetti, poesie e mandolini.. questo devono farci fare a noi.. e non svegliarci presto al mattino..

    nessun attentatore serio verrebbe a napoli… finirebbe a tarallucci e vino ;o)

    fatma

  6. talib says:

    tutto cambia perchè non cambi nulla!

    Bella l’immagine del buffo omino che passa la nottata a scrutare le slitte kamikaze

  7. utente anonimo says:

    almeno allora aprezzavano il martirio:

    nel quale è stato con tanta fermezza che ha dato da ragionare assai

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