Notevole

Giusto per capire di chi stiamo parlando:
"Ferdinando Imposimato, giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo (caso Moro, attentato al Papa, omicidio del Presidente del Csm Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione), si è occupato di processi contro Mafia e Camorra e di sequestri di persona. Eletto al Senato della Repubblica (1987 e 1994) e alla Camera dei Deputati (1992), per tre legislature è stato membro della Commissione Antimafia. E’ stato, inoltre, Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione."

Insomma, non è un terrorista islamonazicomunista qualunque.

Ora, a quanto ci raccontano, Ferdinando Imposimato ha partecipato alcuni giorni fa, come relatore, a un convegno del SIULP (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia) a Livorno.

E durante la sua relazione, avrebbe detto due cose importanti.

Innanzitutto, che è ora di smetterla di dare del terrorista a chi combatte per la libertà del proprio paese.

Secondo, che i più grandi fomentatori di terrorismo in Italia si chiamano Oriana Fallaci e Magdi Allam.

Notevole, no? 

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65 Responses to Notevole

  1. talib says:

    notevole sì. mi rimette in pari con quell’altra notizia sotto, notevole per l’altro verso.

    (però mi preparo alla sua “ginostradazione”, se mi passi il termine)

  2. rubimasco says:

    secondo me il discorso è questo: chi ha la competenza in un certo campo, l’ esperienza, e quindi sa le regole del gioco (in questo caso la legge) a volte fa dichiarazioni che possono sembrare impopolari o di controtendenza. Ma questo semplicemente per il fatto che chi da notizie in pasto al grande pubblico e quindi CREA la tendenza, lo fa in modo sicuramente superficiale (un giornalista spesso non è dentro la materia) e tende a comunicare LA SUA versione dei fatti. Per dare ragione al giudice Imposimato (perdoniamogli l’ exploit di FORUM) bisogna ESSERE DENTRO LA MATERIA E FREGARSENE DELLE OPINIONI DI PARTE. E’ quello che succede con le sentenze dei giudici molto criticate. Tutti criticano la sentenza ma nessuno si va a leggere LA MOTIVAZIONE della sentenza, che in Italia viene emessa per legge un paio di mesi dopo la sentenza formale e che spiega punto per punto gli argomenti che hanno portato alla conclusione. Solo che spesso la motivazione non fa notizia perchè la gente dopo due mesi si è già scordata la sentenza.

    saluti

  3. Assolutamente d’accordo con Rubimasco.

    Miguel

  4. utente anonimo says:

    Io non sono un tecnico giuridico.

    Però il mio conto di atti terroristici fomentati da Fallaci e Allam rimane inchiodato a ZERO (chiedo scusa per l’enfasi).

    A differenza di quelli commessi dall’altra parte (e qui evito un lungo e penoso elenco).

    Forse il Nostro intende che le dichiarazioni del Dinamico Duo offendono talmente da portare per reazione ad atti di terrorismo?

    La prima parte della dichiarazione del Tizio è poi ambigua: se metto una bomba all’ingresso di Aviano per lui sono o no un terrorista? E a che condizioni?

    Vedo un link, darò un’occhiata.

    Saluti

    Francesco

  5. utente anonimo says:

    Però non sono nemmeno pirla:

  6. utente anonimo says:

    Però non sono nemmeno pirla: questo tizio è passato alla politica, casualmente con la sinistra però nei DS (cioè dove c’è del potere) e recita nelle ignobili sceneggiate “a difesa della Costituzione”.

    Gino Strada al 100%.

    Passiamo ad altri, per favore.

    Francesco

    PS Miguel, non è corretta una biografia così censurata allo scopo di renderlo più credibile, tu non devi vendere il libro come il sito da cui l’hai presa!

    Ciao

  7. talib says:

    ecco. me la sono chiamata io. mea culpa.

  8. Se ti riferisci alla molotov per cui una persona si è fatta, se ben ricordo, già quindici anni di galera (e in condizioni spesso drammatiche), è veramente meglio cambiare discorso.

    Altri attentati dalle parti di Aviano non ne conosco.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    Mica è colpa mai se quello che dicono è sufficientemente chiaro per essere giudicato.

    E io non implico che anche la loro attività debba essere (o essere stata) indegna come le loro dichiarazioni.

    Mi è solo difficile pensare che, se le idee che li ispirano quando agiscono sono le stesse che li ispirano quando parlano, possano mai aver fatto qualcosa di buono. Ma non pongo limiti alla divina Provvidenza.

    Francesco

    PS qualcuno mi fornisce la definizione di terrorismo del nostro? o almeno un link al discorso tenuto al SIULP? Grazie

  10. utente anonimo says:

    Miguel, parlavo di un caso di resistenza italiana contro l’occupazione USA, ipotetico ma non impossibile.

    Quello per te sarebbe terrorismo o resistenza? Dipende dalle modalità dell’attentato o da altro?

    Per ora io la bomba non ce l’ho messa …

    Francesco

  11. utente anonimo says:

    amina salina era ora.Ce l’hai i passi dove dice questo cosi’ li pubblichiamo?? ciao

  12. “Si racconta” vuol dire che una persona che c’è stata ci ha raccontato in dettaglio il discorso di Imposimato.

    Il problema è che quando si tratta di cose raccontate da altri, non me la sento di dire altro che i concetti fondamentali espressi, che sono quelli. Non posso virgolettare espressioni precise.

    Forse si può chiedere il testo del discorso di Imposimato alla SIULP.

    Miguel Martinez

  13. rubimasco says:

    la distinzione tra terrorismo e resistenza è sottile nella pratica, enorme concettualmente. Il terrorista vuole sfruttare la paura e la violenza per guadagnarci. Uno che fa la resistenza vuol difendere il suo paese da un’ invasore, in accordo con la maggioranza della popolazione del territorio ed in risposta ad un’ azione violenta DI ALTRI verso il suo paese . ATTENZIONE, perchè il confine pratico diventa ancora più sottil, nella mente della gente, quando il resistente ha a disposizione mezzi minimi per la sua causa, e quindi usa armi più o meno improvvisate che sono classiche del terrorismo. Diventa poi DIFFICILISSIMO distinguere quando organizzazioni i cui capi vogliono liberarsi degli invasori per guadagnarci, sfruttano chi vuole semplicemente liberarsi degli invasori. Per quanto riguarda la resistenza beh, è quello che facevamo noi nella seconda guerra mondiale contro i tedeschi, cercavamo di cacciarli dall’ italia. E’ ovvio che dall’ altra parte della barricata eravamo considerati terroristi. Il problema è che ora ci siamo noi dall’ altra parte della barricata. Per quanto riguarda i “capi” tutta questa ondata di violenza, secondo me, è solo una delle fasi di un’ accordo tra chi ci vuol guadagnare come ci ha sempre guadagnato e chi ci vuol guadagnare perchè ha deciso di svegliarsi. Avete presente la mafia e le lotte tra famiglie? Rifletteteci bene, non è molto diverso.

    Quanto al Giudice che dice queste cose, io credo che abbia ponderato bene la situazione. E’ certo che fomentando la paura nostra verso il quella parte violenta di un certo islam, si fomenta anche la reazione di quel certo islam contro di noi. Siccome lo si fa per guadagnarci questo è terrorismo.

    via, oggi ho commentato anche troppo, scusate lo spazio occupato, ma come ho già detto oggi ho pagato le tasse per cui sono un pò sconvolto:-)

  14. utente anonimo says:

    Rubi, io scherzavo.

    Veramente si può scrivere che “si fomenta la REAZIONE di quel certo Islam contro di noi”?

    Io davo per palese che si trattasse di una conclusione assurda di premesse che così si rivelavano fallaci (!) ma qui qualcuno me le propina come possibili spiegazioni.

    Miguel, conosci mica uno psichiatra? Perchè qualcuno, forse io, è impazzito.

    Ciao

    Francesco

  15. rubimasco says:

    Dunque, Francesco, forse mi sono spiegato male io, o forse ho capito male io;

    secondo me c’è sicuramente gente che pensa che la Fallaci abbia ragione, come c’è sicuramente gente qui in italia che pensa che la violenza sia una soluzione accettabile. GLi imbecilli sono dovunque, è un dato di fatto. Quello che dico io è che semplicemente i rapporti tra la gente comune rischiano magari di incrinarsi perchè da una parte o dall’ altra c’è l’ imbecille di turno, e chi vuol farer del casino coi libri della Fallaci ci va a nozze. Il problema non si pone nella mia cittadina con 20.000 abitanti, perchè l’ arabo, il senegalese, il marocchino vicino di casa spesso e volentieri lo giudichi da come ci parli alla riunioni dei genitori a scuola o quando lo incontri per la strada; però magari nelle grandi città la cosa è diversa perchè le comunità sono più numerose e la gente si conosce di meno. “una certa parte dell’ islam” io lo intendevo come “quelle persone che ritengono la violenza una soluzione e si giustificano con l’ islam”, se avessi parlato dell’ Irlanda io avrei detto “una certa parte dei cattolici”.

    insomma, licenza poetica, giù….

  16. utente anonimo says:

    Tutto vero ma da qui a parlare di fomentare il terrorismo ce ne corre.

    Come facevo notare, ad oggi di attacchi a moschee o librerie o macellerie islamiche in Italia non ce ne sono stati (DEO GRATIA).

    Tutto qui.

    Francesco

  17. rubimasco says:

    ah, allora non avevo capito io. Sì, effettivamente forse è una cosa esagerata.

    certo sai una cosa, secondo me tra il lusco e il brusco noi italiani la sfanghiamo quasi sempre, non saremo intelligenti, però secondo me sotto sotto non la stiamo gestendo proprio male questa cosa……

    lo so che ci vuol del coraggio a dire questo, però…..

  18. Veramente ci sono stati diversi attentati contro moschee (non saprei di librerie o macellerie).

    Mi ricordo così su due piedi di una molotov contro la moschea di Imperia, e di ben due attentati contro la piccola moschea della tranquilla Imola.

    Miguel Martinez

  19. AndreaRusso says:

    Questo mi schiarisce le idee su Imposimato, già pezzo grosso del P.C.I., che in passato ha anche coraggiosamente attaccato Prodi su questioni affaristiche.

    Andrea

  20. PLAYAGIRON says:

    Trovo questo blog veramente interessante. Cazzuto direi…

  21. Al che vado a vedere il blog di Playagiron. Unico neo, che i post compaiono (almeno per il mio browser Mozilla) talmente in basso, che mi sembrava vuoto.

    Già mi piacciono il titolo e il sottotitolo.

    E poi mi piace moltissimo l’idea di intestare qualcosa, per una volta, non a qualche catastrofe, ma a una nostra vittoria. Di quelle sacrosante, toste e armate.

    Miguel Martinez

    P.S. Non dovevo dire armate?

  22. utente anonimo says:

    Io credo che per il popolo cubano non sia stata una “vittoria”; se lo fosse stata ci doveva essere poi una lunga processione di zattere e gommoni da Miami a Cuba e non viceversa. E non ci doveva essere una lunga fila di pedofili intenzionati a sbarcare a Cuba. Che poi “vosotros” la consideriate una vittoria, tanto peggio per…i cubani.

    Ciao

    Ritvan

  23. PLAYAGIRON says:

    Banalità, banalità… Non credo di avere il tempo di spiegare perchè i cubani scappino, e perchè lo facciano con il gommone e non con un visto regolare, come permesso…

    La “fila di pedofili” poi… Ma dde che? A Cuba, se ti trovano con una minorenne ti sbattono al fresco e buttano via la chiave. Per inciso, la maggiore età a Cuba si raggiunge a 16 anni!

    Poi, vogliamo continuare con altre banalità: Le cubane sono tutte puttane, i cubani muoiono di fame, negli ospedali ci sono le piattole, chi non è d’accordo con Fidel va in galera, i cubani non possono andare in certi posti…

    Avanti, c’è posto, per le minchiate. Free thoughts non fa altro che riportare notizie di catastrofi a Cuba. Peccato che prendere spunto ad esempio dal Miami Herald, non sia il massimo dell’obiettività…

    Purtroppo, non so perchè, la pagina mi è scorsa in basso, ma sono in perenne contrasto con la tecnologia…

  24. kelebek says:

    Caro Ritvan,

    io non accetto di parlare di Cuba se non si fa un confronto con paesi con simili condizioni storiche, come Haiti o la Repubblica Dominicana.

    Accetto anche confronti, ovviamente, con paesi con risorse economiche infinitamente maggiori, come la Bolivia, la Colombia o il Messico.

    Ah, quando ero in Messico, lo stato di Guerrero aveva chiamato un gruppo di esperti cubani per alfabetizzare la popolazione.

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    Eh, sì, nosotros neo-con-islamo-nazi-massoni samo molto banali. Vuoi mettre coi kompagni che vivono nutrendosi solo di rugiada, come le esili farfalle, e passano il tempo a disquisire solo su Nobili Ideali, Valori Fondanti a altri componenti dei Massimi Sistemi…:-):-).

    Perché i cubani scappano sulle zattere e non chiedono il visto, gentilmente messo a loro disposizione da quel Benefattore del Genere Umano che è el Lider Maximo? Ma è chiaro, sono degli autolesionisti, al massimo degli sportivi, tipo Reinhold Messner, per loro non c’è gusto ad espatriare col visto, non c’è adrenalina. Che diamine!:-)

    Ciao e Hasta la victoria, siempre!

    Ritvan

    P.S. Anche in Thailandia si va in galera se si fa sesso con una minorenne. Anche in Thailandia la maggiore età comincia a 16 anni. Ecco perché tutte le baby-mignotte intervistate dalle “Iene” in quel paese dichiaravano di aver compiuto 16 anni da poco. E i poliziotti venivano tenuti alla larga a suon di euro. Peccato che le “Iene” non abbiano fatto lo stesso servizio anche a Cuba. Probabilmente non lo hanno fatto perché lì i poliziotti incaricati di controllare i documenti delle baby-mignotte non sono biechi mercenari al servizio degli arcibiechi kapitalisti tailandesi. No, a Cuba i poliziotti della buoncostume sono degli idealisti, molto attenti ai Valori e agli Ideali, come insegna loro il kompagno Fidel. E se provi a rifilar loro una banconota ti rispondono sdegnati:”Vade retro, sporko kapitalista e turista sessuale!”:-) :-).

  26. utente anonimo says:

    Nel regno dei ciechi l’orbo è naturalmente il Re. Però, nel nostro caso, prima bisognerebbe intendersi su cosa considerare “occhi”. Io non contesto il diritto di Fidel o di qualsiasi altro dittatore o dittatorello del pianeta di fare come c..zo gli pare nel disgraziato paese che ha avuto l’ulteriore disgrazia di averlo come capo (anche se gli amerikani, ultimamente, pare non siano molto d’accordo con me:-) ). A patto, però, che i disgraziati abitanti di quei paesi abbiano la possibilità di abbandonarlo senza che nessuno spari loro alla schiena o li schiaffi in galera per questo. Altrimenti, un individuo che non è padrone della propria libertà di muoversi, è tecnicamente definito “schiavo”, per quanto istruito, curato, coccolato, nutrito, catechizzato che sia. E, se permetti, Miguel, a parità di miseria – ma ti concedo anche una miseria maggiore, come sono generoso:-) – gli abitanti degli altri paesi latinoamericani da te citati sono da considerarsi “orbi” rispetto agli schiavi “ciechi” di Fidel.

    Ciao

    Ritvan

  27. PLAYAGIRON says:

    Ne sapete tante, vedo… Peccato che a Cuba, anche se ti accompagni con una jinetera, i poliziotti lo sanno, e te lo dicono. Poi sei liberissimo si scegliere. Intanto ti hanno avvertito. E quando TU abbordi una, chiedigli il carnè d’identità… Guardane il colore, chiedi se è disposta a consegnarlo al padrone di casa per passare la notte… Se bastasse pagare, non ci sarebbero problemi.

    Il visto non è concesso, per grazia divina, da Fidel ma in base a precisi accordi con l’America, che sotto l’amministrazione Clinton concedeva 20.000 visti all’anno per i cubani, pur aumentando le restrizioni per l’Isola caraibica. Poi Bush ha magnificamente ridotto il numero a 2.000. Continuando a garantire però ad ogni cubano che arrivi in America CON QUALSIASI MEZZO, di restare nel paese della democrazia(?), con lavoro e diritti garantiti, coccolato dalla potente lobby di Miami (Miami-Florida-elezioni… vi dice niente?). In pratica l’America è l’unico paese al mondo che FAVORISCE l’immigrazione clandestina. Per i cubani, beninteso, che per i messicani al confine, o le zattere di haitiani c’è solo il piombo!

    Di ciechi ne vedo molti, anche nella nostra civiltà industrializzata…

  28. talib says:

    Io comprendo l’aspirazione dei cubani che scappano con il canotto, Cuba non è il paradiso in senso assoluto, ma come dice Miguel non ha senso parlare di Cuba senza confrontarla con il resto del centro e sud america, senza scordarci l’embargo di decenni.

    Mi domando però come sia possibile per una democrazia come quella americana accogliere a braccia aperte gli esuli cubani e viceversa ammazzare gli esuli messicani che si frangono contro le barriere dell’impero (e parlo di messicani perchè sono confinanti, potrei dire peruviani, equadoregni, boliviani, che di problemi di sopravvivenza ne hanno parecchi di più dei cubani, o è in dubbio anche questo?)

  29. talib says:

    orpo Playa, t’ho fatto l’eco.

  30. PLAYAGIRON says:

    Se i cubani non arrivassero su zattere… come poter sbrodolare insulti sull’esperienza castrista? Se non rischiassero la vita, come mettere in risalto che per approdare nel paese della Libertà, i cubani che scappano dal comunismo sono disposti anche a farsi mangiare dagli squali?

    Mentre i messicani o gli haitiani scappano dalla povertà… Vuoi mettere Talib? Non è spendibile elettoralmente quest’ultima affermazione…

  31. talib says:

    Insomma Playa.. farà mica parte di quel grande disegno di esportazione della demokrazia nell’intero globo terracqueo che prevede la destabilizzare di stati sovrani appoggiando i movimenti dissidenti ovunque nel mondo?!

    Ma sei malizioso, vah!

  32. PLAYAGIRON says:

    Veramente… riguardo a Cuba, l’ha detto espressamente Bush, in campagna elettorale mi sembra… Non per niente, la manifestazione di “presunti” dissidenti svoltasi il 20 maggio scorso e pomposamente magnificata dai blog neo-con… (oltre che un fiasco dal punto di vista delle presenze), si è aperta con un messaggio di Georgedabliù… E la Roque Cabello che la presiedeva, non ha ricevuto appoggio dalla maggior parti di veri critici del regime, come Osvaldo Paya o Elizardo Sanchez, perchè è a libro paga americano. Tutto scritto su carta, non illazioni.

    E se vuoi parlare di “cambio” a Cuba, e ti presenti prendendo dollari e ascoltando Bush… mi sa che Fidel comanda vita natural durante…

    La transizione arriverà, lo speriamo un po’ tutti, ma non nei modi e nei tempi di coloro che vorrebbero fare di Cuba una S.Domingo qualsiasi.

  33. utente anonimo says:

    Sarebbe davvero interessante poter leggere l’intervento di Imposimato… grazie per la segnalazione, Miguel.

    P.S.: ritvan, non so come fai a parlare di “baby-mignotte”. Chi usa simili appellattivi dimostra di essere insensibile al dramma di quelle donne o bambine che siano. Mi vergogno per il tuo commento …

    Rita.

  34. utente anonimo says:

    O esimia cultrice dell’eufemismo, basta che tu mi dica quale termine politically correct preferisci: “baby-prostitute”, “operatrici sessuali minorenni” “dispensatrici di gioie sessuali in erba” “minischiave sessuali”o che altro? Come disse Shakespeare in “Romeo e Giulietta”: “Se la rosa la chiami con un altro nome, forse profumerà diversamente”. In questo caso non è profumo, bensì puzza, ma il concetto è lo stesso. Buon vergognamento, dunque!

    Ritvan

    P.S. Io non ho nulla di cui vergognarmi, non avendo ridotto in schiavitù sessuale alcuno in vita mia, né usufruito dei servizi sessuali a pagamento di chicchessia. Sei sicura che TUTTI quelli che hai intorno possono dire altrettanto senza tema di smentita? Sai, le 100 000 e passa mignotte che girano per l’Italia (senza contare quelle che si spacciano per massaggiatrici e il turismo sessulale) non è che possono avere come solo ed unico cliente Berlusconi:-).

  35. utente anonimo says:

    Il tuo commento fa vergognare per il maschilismo che ne traspare, e anche per il razzismo…: Insomma, il tuo uso di quel termine la dice lunga sui concetti che sono alla base della tua considerazione delle donne dei paesi poveri in particolare, e delle donne in generale.

    Avresti dovuto usare un termine neutro, come “prostitute minorenni”. Oppure,

    per te è normale chiamarle così?

    Rita.

    P:S: per me a “puzzare”, come dici tu, sono i loro clienti, non certo quelle ragazze sfruttate.

  36. Il fatto che Ritvan non sia stato politically correct come ti sarebbe piaciuto non significa tutte le cose brutte che gli stai scagliando addosso. Chi ne legge i commenti difficilmente lo definirebbe razzista e maschilista, quindi, il problema non si pone.

  37. Ritvan ha a mio avviso un difetto – l’irruenza – e un problema (scusate, non mi viene un termine migliore) – il fatto di sostenere tesi spesso diverse dagli altri su questo blog, me compreso.

    Chiaramente il difetto e il problema non sono la stessa cosa, anche se gli scontri che inevitabilmente nascono possono provocare a volte scintille.

    Allo stesso tempo, Ritvan ha un grandissimo merito: quello d credere veramente a ciò che dice, perché si tratta di riflessioni proprie. Se guardate oltre il linguaggio, vedrete che non sono mai le polemicucce di parte che caratterizzano tanta produzione internettare.

    Insomma, litigateci pure, ma non lo sottovalutate :-)

    Miguel Martinez

  38. utente anonimo says:

    Ok, prendo atto che per qualcuno il termine “baby mignotte” non è né maschilista nè razzista. Come minimo, però, può urtare qualcun altro per la sua volgarità – oppure ormai si ritiene normale parlare così, in Italia?

    Mi sembra se non altro un fatto di cattivo gusto, ecco.

    P.S.: Miguel, anche i leghisti credono in ciò che dicono, e allora?! :)

    E qui chiudo.

  39. utente anonimo says:

    (la firma prima era la mia.

    Rita.)

  40. utente anonimo says:

    Ritornando all’argomento del post, Miguel, se riesci in qualche modo a ottenere il testo della relazione, faccelo sapere!..

    Rita.

  41. utente anonimo says:

    Da ” MIGNON” di Goethe :

    ” Was hat man dir, du, armes Kind getan ?” ( Cosa ti hanno fatto, povera bimba ?)

    Aurora.

  42. utente anonimo says:

    Eh, mia cara Rita, vedo che il mio proditorio attacco al Santissimo Dogma del Coinvolgimento dalla CIA nell’Attentato alle TT ha lasciato indelebili cicatrici nel tuo animo sensibile. Per lenire almeno in parte il tuo fiero dolore ti comunico che il prof Tullio de Mauro, progressista DOC (anche se non so se egli creda al sullodato Dogma della CIA ecc.:-) ) non considera affatto il termine “mignotta” diverso da “prostituta”. Infatti, nell’altrovelodato De Mauro-Paravia, egli così scrive:

    “mignotta: s.f. CO:prostituta”

    (se non hai molta familiarità con i vocabolari, s.f=sostantivo femminile e CO=(forma)colloquiale). Nessun accenno a eventuali accenti dispregiativi o peggiorativi. Insomma, per l’illustre prof progressista (ed ex ministro della Pubblica Istruzione nel governo ulivista) sono sinonimi. Anche lui sarà un bieco razzista, maschilista (ovviamente fallocrate:-) ), volgare e di cattivo gusto? Mah….

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ah, se l’oggetto del tuo furioso sdegno era costituito dall’americanismo “baby”, allora hai ragione, quello lo ritiro. Effettivamente è stato un gesto di cattivo gusto usare una parola “amerikana” in un sito da te bazzicato:-):-).

  43. utente anonimo says:

    Di norma è sempre preferibile consultare più fonti, Ritvan. Così, avresti scoperto che il Sabatini-Coletti, riporta invece:

    mignotta [mi-gnòt-ta] sostantivo f. region.

    volg. Prostituta, sgualdrina, spec. in improperi, insulti

    • voce roman., fr. mignote “favorita” deriv. di mignon “grazioso” • sec. XVIII

    Come vedi, in fatto di lingua italiana, non basta citare il primo vocabolario che viene in mente, magari quello attualmente più alla moda… o l’unico che si conosce… ciao.

    Rita.

  44. utente anonimo says:

    P.S.: ma si sa che tu sei un po’ allergico alle fonti “parallele”: preferisci le versioni uniche, come nel caso a cui alludi della CIA e delle tt (wtc?) :)… :)

    Rita.

  45. utente anonimo says:

    No, non preferisco le 2versioni uniche”, cara Rita, preferisco quelle che ho sottomano quando scrivo al PC e- siccome non vado in giro con un’intera biblioteca ambulante – logicamente mi fido di un buon vocabolario online come il Paravia. Se sono per questo un razzista-maschilista-sciovinista-fallocrate almeno mi trovo nella molto onorevole compagnia del compagno Tullio de Mauro, secondo l’inappellabile sentenza del duo Sabatini-Coletti. Pazienza, sopravviverò. Beata te che – spalleggiata adeguatamente dal sullodato duo -trovi “mignotta” un termine tanto riprovevole ed insultante. Ovviamente, per la vostra Trimurti, invece, dar della “prostituta” è tutt’altra cosa, diventa quasi un complimento:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Come ti ho già scritto, se la tua “fonte parallela” scrive castronerie del genere “attacco di piloti kamikaze giapponesi a Pearl Harbor”, ho un conato di vomito storico-indotto e lascio perdere.

  46. utente anonimo says:

    Ah, dimenticavo, come diceva il mio vecchio prof di francese “I dizionari sono come gli orologi: il migliore di essi non è mai perfetto, ma anche il peggiore è meglio di niente”, l’etimologia suggerita dal Sabatini-Coletti non è l’unica (anche loro cultori della Verità Unica?:-) ). Infatti, altri autori suggeriscono che l’appellativo derivi dall’abitudine antica di scrivere sui registri dei trovatelli “figlio di madre ignota”, abbreviato sucessivamente in “figlio di m.ignota” da cui “mignotta”.

    Ritvan

  47. utente anonimo says:

    Non è una questione di dizionari (quanto a de mauro, se per ritvan è comunista, ognuno ha i comunisti che si merita) o etimologie. Nell’uso “mignotta” è “volgare” e sinonimo di “puttana”, mentre “prostituta” è termine neutro e sinonimo di “meretrice”. Ma al di là della disputa linguistica (il sito dell’accademaia della crusca ha un bellissimo forum per chi voglia sentire pareri sulla lingua italiana di persone molto competenti), io non sono per il “politically correct”, e va bene anche usare “mignotta”. Ma la differenza con “prostituta” è un fatto d’uso che non si può negare. p

  48. utente anonimo says:

    Eh, p. leggi bene non ho detto che De Mauro sia “comunista”. Non mi giocare anche tu troppo coi sinonimi:-). Lo so che gli unici e veri comunisti siete vosotros “antidemocratici”, mentre De Mauro è democratico da far schifo!:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Che ne dici di “donnina allegra” o “donna dai facili costumi”, invece, sono abbastanza compatibili coi tuoi gusti?:-)

    P.S.2 Nel “paradiso dei lavoratori”, invece, le “donne dai facili costumi”, secondo te, esisteranno ancora?:-)

  49. utente anonimo says:

    Lascia stare i paradisi. Il comunismo è un fatto di banalissima fisica. Hai presente il semplice concetto di rendimento (il rapporto tra energia in entrata e in uscita)? il capitalismo è una macchina dal rendimento schifosamente basso, e sarà sostituito da una macchina di rendimento assai migliore. Molto semplicemente. Se i comunisti albanesi non ti insegnavano questi semplici concetti comunisti, l’energia di cui si parla è quella che ci viene dal sole: “risolto razionalmente il rapporto uomo-natura, la specie non avrà bisogno di scindere il lavoro dell’uomo da quello del Sole”. Roba scritta nel ’53, altro che “verdi”.

    Si possono usare tutti i termini e le locuzioni che si vogliono, basta sapere che c’è differenza di tono tra l’una e l’altra. Nessuno insulterebbe, ti pare, con un “figlio di prostituta”. Ci sarà pure un motivo.

    Spariti tutti i mestieri sparirà anche quello “più antico del mondo”, ecco un altro modo per definire la prostituzione, o se preferisci la mignottaggine. Ma soprattutto sparirà quella forma di proprietà sull’amore e sul sesso che è la famiglia e il matrimonio. Questo interessa ai comunisti. p

  50. talib says:

    ma io quasi quasi.. me lo salvo ‘sto post con sti popo’ di commenti!

    Siamo partiti da Imposimato e passando per Cuba siamo finiti a zoccole, ma che storia!

    :D

  51. utente anonimo says:

    Ciao Ritvan e massimo rispetto a te (così mi faccio passare per uno da centro sociale okkupato).

    Trovo un bel pò deludente che il problema della prostituzione minorile a Cuba venga ignorato a favore di una dotta disputa sul portato metasemantico della definizione baby-mignotte … coda di paglia progressista?

    Francesco

    PS da un sondaggio realizzato per le Forze Armata britanniche, pare che ben l’82% degli iracheni non voglia gli occupanti stranieri. Direi che potremmo andarcene :) e che al prossimo petardo che esplode in metrò :( useremo le bombe ai neutroni, invece dei marine.

    Francesco

  52. utente anonimo says:

    Difatti, caro p., lo Zingarelli (pare chiamato così – e giù un’altra scarica di “razzista” dai benpensanti:-) – perché venduto ai semafori da piccoli rom) definisce “mignotta” forma “volgare” e non “colloquiale” come fa il De Mauro. Si attendono ulteriori definizioni tratte dal Devoto-Oli:-)

    Sarò volgare per i comunisti ormai con la puzza sotto il naso, la barca a vela, il cashemere, le merchant bank, la “erre” moscia, le case di enti ad affitto ridicolo al centro di Roma (alla faccia del proletariato!) ma “mignotta” è il vocabolo popolare romano che significa esattamente “prostituta”, né più e né meno. I termini “insultanti”, applicati alle “non professioniste”, sonoappunto “zoccola”, “bagascia”, “sgualdrina”” e “troia”. Se nessuno insulta con “figlio di prostituta” questo non vuole affatto dire che “figlio di prostituta” sia un complimento. Prova un po’ a dirlo a qualcuno e vedrai un piccolo saggio di quello che succederà il giorno fatidico della Grande Rivoluzione Proletaria:-). La ragione per cui nel linguaggio di tutti i giorni (almeno qui a Roma) non si usi “prostituta” è la stessa per cui nessuno usa “obliterare” il biglietto, bensì lo si “timbra”, oppure nessuno paga una “contravvenzione”, bensì una “multa”. Senza che per questo nessun compagno/a di passaggio accusi il malcapitato “volgare” di razzismo nei confronti del biglietto o della sanzione amministrativa. Comunque, se i compagni lo preferiscono, in futuro userò il neologismo castrista “jinetera”, così siamo tutti felici e contenti.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. I “comunisti” albanesi mi hanno insegnato questo: che la prostituzione si può svolgere anche in assenza di denaro. Anzi, iniziare da zero proprio in queste condizioni. Infatti, prima del regime di Hoxha in Albania non c’erano mai state prostitute (a parte il breve periodo d’occupazione italiana, quando il Regio Esercito aprì dei casini militari, ma con “personale” rigorosamente italico). Dopo, sono proliferate. Specie nelle “cooperative agricole” (così venivano chiamati i kolkhos albanesi), dove il “brigadiere”- caporione di un’unità produttiva agricola – poteva assegnare ad una donna – in omaggio alla parità dei sessi, tanto decantata dal regime – un lavoro da uomo forzuto. E se non era capace di portarlo a termine, non mangiava. Ergo, l’unica soluzione per mangiare era di “dargliela” al brigadiere. Tanto diffuso divenne il fenomeno che da noi, negli ultimi anni agonizzanti del regime e anche dopo, il termine “figlio di brigadiere” sostitui quello di “figlio di puttana”. Ovviamente, finito il “brigadierato” con la caduta del regime, i brigadieri si riciclarono in papponi e molti di loro li vedi oggi in Italia a bordo delle BMV e Mercedes fiammanti a sorvegliare le loro ex operaie agricole passeggiare per le tangenziali italiche.

    Ordunque, caro p., sei proprio sicuro che gli autorevoli membri (in senso sociale, non anatomico, beninteso:-) ) della Commissione incaricata ad assegnare il lavoro giornaliero ai felici sudditi della Post Rivoluzione, non saranno tentati dalle curve prosperose della bonazza disinibita a cui non va tanto a genio scopare (nel senso professionale d’uso del termine da parte di un “operatore ecologico”), ma sarebbe dispostissima a scopare (nell’altro senso), dicevo, sei proprio sicuro che la sullodata bonazza non sarà eternamente deputata a lavori “intellettuali” e saremmo nosotros a scopare – con la ramazza in mano, eh – anche per lei? Mah, francamente preferisco la situazione di oggi, quando la stragrande maggioranza delle suddette signore si può accontentare solo di guadagnare – rigorosamente in nero – in una notte quello che io guadagno in un mese. Almeno quelle, però, non pretendono di insegnarmi di giorno la “morale del Partito”, come facevano certe mantenute dei gerarchi del partito che fu.

  53. utente anonimo says:

    Eh, Francesco mio, se si potessero mettere insieme le code di paglia di tutti i cosiddetti “progressisti”, ci si potrebbe nutrire in eterno tutte le mandrie delle scheletriche vacche africane, risolvendo così – una volta per tutte-il problema della fame nel continente nero!:-).

    Tornando a bomba, ossia a Cuba, ecco cosa dichiarava qualche anno fa il vescovo cattolico cubano Masvidal:”Un terzo delle giovani fra i 15 e i 19 anni ha fatto almeno un aborto”. Dunque, escludendo un massiccio intervento dello Spirito Santo:-) e anche una particolare forma di “razzismo” da parte delle giovani cubane che le spinga ad accoppiarsi esclusivamente con connazionali, il fatto che ci sia la prostituzione minorile esercitata con mandrilloni e fetentoni stranieri mi pare proprio assodato. E che un poliziotto della “buoncostume castrista”, con salario da fame, faccia lo schizzinoso davanti al bigliettone da 100 euri lo potrebbe credere solo chi ha consegnato il cervello all’ammasso.

    Il fatto è che a Cuba – a parte i problemi dei diritti umani – la stragrande parte della popolazione è nella miseria più nera, esattamente come nei paesi del sudest asiatico, america latina ecc. dove imperversa la piaga della prostituzione minorile.

    E’ fin troppo facile per i “compagni” dare l’esclusiva della colpa ai fetenti occidentali che si accoppiano con minorenni a pagamento. Una sorta di “razzismo alla rovescia”. Sono spregevoli i “turisti sessuali” in cerca di baby-mignotte, chi lo nega, ma vogliamo dire qualcosa anche nei riguardi delle classi dirigenti di quei paesi, Cuba inclusa of course, che non creano le condizioni perché ogni cittadino possa sfamarsi in modo meno schifoso di quanto facciano quei genitori che vendono il sesso dei loro figli minorenni? E siamo proprio sicuri che TUTTI, ma proprio TUTTI quei genitori snaturati non abbiano altra possibilità per sfamarsi? Io qualche dubbio in proposito ce l’avrei. Anche perché ho letto di recente qualcosa su una particolare forma di “prostituzione minorile” nel ricco Giappone, dove pare molte minorenni (anche di buona famiglia!) si prostituiscono per avere l’ultimo ritrovato tecnologico (i-pod o come cavolo si chiama) e i vestitini firmati. Pertanto, io penso che anche una certa rilassatezza dei costumi, una certa concezione diciamo così “amorale” della vita c’entri in qualche caso. Ma dirlo ai compagni è perfettamente inutile: per loro è sempre e comunque colpa degli americani:-). Ma tanto, è inutile preoccuparsi, appena arriva la Grande Rivoluzione – come ci ha già anticipato il nostro p., – la famiglia sparirà e così tutti saranno liberi di fare sesso con tutti, senza andare in Thailandia o a Cuba:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Non conosco quel sondaggio che citi, ma ti consiglio di stare attento ai sondaggi. Come disse uno statista britannico:”Ci sono bugie, maledette bugie e ..statistiche”. Bisogna vedere che domanda è stata posta agli intervistati e in quale modo. P.es., se la domanda fosse:”Vuoi tu che il tuo paese sia occupato da eserciti stranieri, si o no?”, ovviamente ogni persona con un minimo di dignità (e gli irakeni credo lo siano, nella stragrande maggioranza) ti risponderà un secco NO. Ma se la domanda fosse formulata in questo modo:”Se la presenza TEMPORANEA di truppe straniere in Iraq fosse l’unico modo per garantire una transizione la più incruenta possibile dalla dittatura di Saddam alla democrazia, saresti disposto a tollerarla?” io credo che la percentuale si rovescerebbe.

    Per “par condicio” ti cito anche un altro sondaggio con sotterfugio, sbandierato a suo tempo dall’ineffabile Magdi Allam per bollare l’infingardaggine dei sudditi musulmani di Sua maestà britannica. A 1000 britannici di origine pachistana e fede islamica è stato chiesto al telefono (a bruciapelo, naturalmente:-) ) di fare una graduatoria fra questi “valori”: “fede”, “nazionalità”, “famiglia” e altri..Personalmente, se qualcuno mi telefonasse per questo, non avrei alcun problema a mandarlo a quel paese, dicendogli che quelli sono c…zi miei e minacciandolo di denuncia per molestie telefoniche in caso ci riprovasse. Ma siccome quelli erano gente semplice ed ingenua, ci son cascati e la maggior parte di essi hanno messo al primo posto la fede o la famiglia. Apriti cielo! Son diventati tutti candidati kamikaze! E Allam, “il musulmano” gongolava!

  54. utente anonimo says:

    Meglio abbondare:-)

    La qualifica di Presidente onorario della Corte di Cassazione conferita al dott. Imposimato, illustre esponente del PCI, mi spiega come mai l’eufemismo e il processo alle intenzioni nascoste dietro le parole (in puro stile Enver Hoxha) ha ricevuto anche “consacrazione” giuridica in Italia. E mi spiego:

    Recentemente un indigeno è stato condannato con sentenza definitiiva dalla Suprema Corte per ingiurie, poiché si rivolgeva ad un suo dipendente proveniente dal Marocco con l’appellativo “marocchino”. Giuro che è vero! Questo perché, secondo gli ermellini, la parola “marocchino” ha acquisito in Italia col tempo un non so che di “spregiativo”!!! Altro che “mignotte”!:-) :-)

    Ritvan

    P.S. A chi d’ora in poi mi chiamerà “albanese” giuro che gli faccio causa, forte della giurisprudenza “marocchina”! Bloggisti avvisati…:-) :-)

  55. utente anonimo says:

    Sul comunismo, e non può essere diversamente, parliamo due lingue diverse. Invece di rispondere alla definizione di comunismo, anche solo per dire che è folle (ma semplicemente tu non l’hai mai neppure immaginata), mi parli di colcos, cioè di istituzioni che dimostravano che in agricoltura all’est c’era capitalismo, e cattivo (molto inefficiente dal punto di vista economico) capitalismo (testi vecchi come il cucco). Ma tant’è. Poi non capisco che c’entri il comunismo con la disputa linguistica. Mignotta è volgare, e si può usare senza intenzioni d’insulto. È una questione di tono. “Me ne frego” è volgare rispetto a “non m’importa”, e potremmo continuare all’infinito. E nel parlare quotidiano si usi una lingua spesso volgare, lo sappiamo bene noi che lavoriamo in fabbrica. Mica abbiamo bisogno di consultare vocabolari per capire la differenza tra i termini usati conversando tra colleghi e quelli dei documenti aziendali o dei sindacati. p

  56. utente anonimo says:

    Allora forse non mi sono spiegato bene, caro p. Come ti ho già detto infinite altre volte, io quando parlo di “comunisti” e “comunismo” non intendo quello tuo, che non ho mai visto, bensì quello targato “falce e martello” che ho visto anche troppo da vicino. Tu dici che faccio male, ma i simboli sulle schede elettorali e ben DUE partiti che hanno nella loro ragione sociale il vocabolo “comunista” danno ragione a me, almeno dal punto di vista formale, così come tu hai ragione dallo stesso punto di vista – come ammettevo anch’io – di trovare “mignotta” un vocabolo “volgare”. Che poi, quelli per te non siano comunisti, come per me le “baby-mignotte” non sono degli esseri spregevoli, bensì dei poveri esseri infelici, plagiati in modo ignobile e sfruttati, degni di compassione e non di derisione “razzismo” e c..te varie, ai suddetti frega una mazza. A loro basta cambiar nome al cieco in “diversamente vedente”:-) e si sentono a posto con la coscienza, si sentono di una “razza” superiore, “divina”, tanto diversi da noi poveri esseri “volgari” che continuano ad “insultare” il cieco dicendo che è appunto “cieco”. Che poi il cieco abiti in una catapecchia, perché le case dell’INPS ad affitto sociale sono state okkupate da tempo dai boiardi comunisti miliardari ai sullodati frega ancora meno (onore a Massimo d’Alema, l’unico che se ne andò dopo che scoppiò lo scandalo; gli altri nemmeno a cannonate li schiodi!).Ecco cosa c’entra il “comunismo”.

    Quello albanese (e dell’Est in genere)non era kapitalismo, poiché non c’era alcun kapitale da accumulare, essendo solo “soldi virtuali” che andavano tutti allo Stato, bensì una sorta di “feudalesimo rosso”. E io temo che la stessa cosa possa riproporsi dopo la Grande Rivoluzione Proletaria Mondiale. E tu non mi rassicuri affatto che non sarà così:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Per rimarcare ancora – se ce ne fosse bisogno – la differenza che passa fra un “comunista” come Cofferati e un bieco “razzista” liberale par mio, ti dirò che io potrei dare “volgarmente”del “vulavà” ai pulitori di vetri nei semafori (ovviamente discorrendo con amici, non interpellando direttamente il poveraccio) ma mai e poi mai manderei – se fossi sindaco – i vigili ad allontanare i poveracci dai semafori dove si guadagnano – in un certo senso “onestamente” – la pagnotta, solo perché qualche fetente fra essi ha insultato un automobilista. Questo, ossia colpevolizzare un’intera categoria di persone solo perché alcuni membri di essa si sono comportati male, è razzismo. Ma siccome è “razzismo rosso” tutti fanno pippa e gridano:”Evviva Cofferati, campione della legalità!”. Che schifo!

  57. PLAYAGIRON says:

    Non volevo più intervenire, perchè l’argomento non era inerente al post, ma a leggere le parole qualunquiste di Ritvan…

    Dove hai visto la miseria più nera a Cuba? Perchè confondere la situazione di Cuba con quella del resto del continente sfruttato? Perchè la statistiche su Cuba parlano di indici di mortalità infantile e prospettiva di vita a livelli europei?

    Certa che la corruzione fra le forze dell’ordine è una realtà. Un po’ più che da noi.

    Certo che esiste la prostituzione, un po’ più che da noi.

    Certo che il livello di vita non è eccelso, ma è migliore della media dell’area caraibica. Di cosa pensi che possa campare Cuba? Ha ricchezze nel sottosuolo? Ha materie prime? E’ un paese di 12 milioni di persone, non può fare neanche del numero la sua forza.

    Detto ciò, ogni giorno c’è un piatto di cibo per tutti. E nessun bambino dorme sotto un ponte.

    Quando si parla di Cuba, occorrerebbe informarsi prima…

  58. utente anonimo says:

    Lasciamo stare. Se neppure sai la differenza tra feudalesimo capitalismo e comunismo e spari la parola feudalesimo solo perché avrebbe un’accezione negativa, allora fai pura chiacchiera. E mi spieghi un paese “feudale” come avrebbe fatto per cinquant’anni a essere la seconda potenza militare al mondo e ancor oggi a essere temibilissima da quel punto di vista? Con le corvée dei contadini ai signori locali e le isole chiuse di produzione e consumo? Ma sai di cosa parli? Io non discuto che per orientarsi sul futuro occorra un salto che i marxisti non esitano a definire intuizione e, perché no, fede, e qualcun altro potrebbe definire traveggole, ma il passato può essere letto con molto minore difficoltà, e non si possono scambiare, se si conoscono, i rapporti economici del feudalesimo e del capitalismo. Poi parlare a vanvera possiamo tutti.

    Ma poi, che c’entra il razzismo con l’uso d’un registro piuttosto che un altro della lingua? “Volgare” significa “del volgo”, quindi “basso”, umile”, e per estensione può voler dire “becero”, “insolente”, “villano” ecc. Qualcuno può avere orecchie più delicate d’un altro. Il razzismo, rosso o nero o non so che altro strampalato colore tu gli voglia dare, si misura in altro modo. Ma comunque non siamo noi operai quelli d’orecchie delicate, che, quando il solito volantino sindacale riporta “sconfitta dei lavoratori” “traduciamo” volgarmente con “l’abbiamo presa in culo un’altra volta”. p

  59. utente anonimo says:

    Caro p., comuncio dal fondo, ossia dalla concordanza:-). Se leggi bene il mio precedente papiro, ti accorgi che io non mi riferivo ai “comunisti” come te e come gli operai traduttori al “volgare” , bensì a quelli “con la puzza sotto er naso”. Quelli che credono che cambiando il nome alle cose possa cambiare anche la sostanza. E non mi dirai che non ci sono, anzi, che non sono la maggioranza, almeno nel mondo politico-salottiero, vero? Pertanto, se non ti riconosci in questa descrizione, è perfettamente inutile che arruffi il pelo, non ti pare?

    In quanto al “feudalesimo rosso” di stampo moscovita, ne parla in questi termini anche un certo Luciano Lanza, giornalista anarchico, pertanto “rosso”, anche se non “marxista”, che credo conoscerai almeno di fama. Vabbè, non è un granché come argomento da usare con te, essendo noto che marxisti ed anarchici si amano come cani e gatti:-). Comunque, se usi cum grano salis il modo di analisi storico-economico-politica del tuo immortale maestro Marx, ti accorgerai da solo che “il paradiso sovietico” somigliava molto di più ad uno stato feudale che ad uno capitalista. Infatti:

    Dal punto di vista politico: In entrambi i sistemi feudali, dominio assoluto del “capo” (sovrano assoluto o Primo Segretario), mentre nel sistema “capitalistico” anche nel caso del monarca questo non può essere che costituzionale.

    Nel feudalesimi, la casta dirigente era legata al sangue e alla fedeltà al monarca. Idem nel “paradiso dei lavoratori”. Se nascevi in una famiglia “nemica del popolo” eri bollato per la vita, tu e tuoi discendenti. Invece, i figli della “nobiltà comunista” erano destinati, fin dalla nascita, a fulgida carriera. Nel capitalismo, invece, oggi sei milionario, domani ti ritrovi barbone e viceversa.

    Tu mi tiri fuori i contadini e le corvée. Appunto! La terra non era del contadino, bensì del Re, pardon del Primo Segretario, il quale la faceva amministrare dal valvassore, pardon, dal gerarca locale. Il quale PRETENDEVA dai servi della gleba, pardon, dai kolkhosiani quello che era stato stabilito dal Glorioso Piano Quinquennale. Tu dici la corvè? Ma si chiamava “sabato comunista” di leniniana memoria mio caro! Ossia, lavoro NON PAGATO! Lo chiamavano “lavoro volontario” (anche loro, cogli eufemismi non scherzavano mica:-) ). C’è una graziosa battuta delle mie parti: Uno chiede alla vecchietta del villaggio dov’è suo figlio. E quella risponde:”Mah, sono venuti due poliziotti a prenderlo per portarlo a fare lavoro volontario”:-). Non contenti del “sabato leninista” i cari feudali albanesi si inventarono – dopo crepò il dittatore Enver Hoxha- anche “la domenica di Enver”, ossia lavoro non pagato, di domenica (unica giornata di riposo) per tutti in opere “pubbliche”. Lo metto virgolettato, poiché nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di manutenzione delle fortificazioni militari. Proprio come le corvée da te nominate a beneficio del castello feudale, rifugio dei sudditti in caso di attacco nemico. Più feudali di così si muore, no?::-).

    Dal punto di vista economico, come ti ho già detto, non vi può essere “capitalismo” senza il ruolo preminente del Kapitale – come Marx c’insegna. Che c’entra il kapitale con lo Stato sovietico? C’era forse la Borsa, la rendita, la concorrenza e altre innumerevoli cose che contraddistinguono il capitalismo così acutamente vivisezionato da Marx? Ma manco pe’ la capa! Dire “kapitalismo di Stato” è una castroneria, buona giusto per non ammettere che il sistema sovietico era una fotocopia riveduta e corrotta (sic) del feudalesimo medievale.

    Tu mi chiedi come mai l’URSS fosse una superpotenza pur essendo feudale? Tecnologia, risorse naturali illimitate e terrore, tanto terrore, che costringeva i sudditi a lavorare come dannati. Sì, il terrore non è tanto efficace come la brama di guadagno per far andare avanti una società e si è visto dopo 70 anni, quando l’URSS è implosa come un atleta dopato nella corsa contro gli USA. Ma fino ad un certo punto funziona. Caro p., da buon marxista quale sei, saprai meglio di me che non sono le tecnologie meccaniche che qualificano un sistema sociale, bensì i rapporti sociali (quelli di produzione inclusi). E quelli sovietici erano tipicamente feudali.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Che il feudalesimo io l’abbia detto con “accezione negativa” mi pare faccia il paio con quella, secondo cui io disprezzerei le “baby mignotte”, poiché le chiamo “mignotte”. Il feudalesiomo è quello che è, come la mignotta è quella che è. Io constato semplicemente dei fatti. Il moralismo un tanto al chilo lo lascio ad altri. E che il kapitalismo sia “superiore” al feudalesimo, se permetti, non l’ho detto io, bensì Marx. E se permetti ancora, qui tutti facciamo “pure chiacchiere”. Non mi pare che tu stia producendo “merci” o “beni di consumo socialista” in questo blog:-).

  60. utente anonimo says:

    Avere la puzza al naso e essere razzista sono due cose diverse. I salotti tutti li possono frequentare, capita ogni tanto anche a me.

    Quanto al “feudalesimo”, te lo spiego io, visto che svicoli i dati di fatto. Sai come costruivano e costruiscono i russi (ma tutti) le armi e l’equipaggiamento necessario al loro esercito? Socializzano il lavoro, concentrando i mezzi di produzione (si chiama “fabbrica” questo sistema, non solo in russia), e chi vi entra a lavorare vende la forza-lavoro, non essendo provvisto di mezzi di produzione propri (si chiamano “salariati” questi lavoratori, anche in russia). Questo, non so a casa del marxismo di hoxha, ma a casa di marx si chiama capitalismo. Con tutta ‘sta storia il feudalesimo di qualunque colore c’entra un fico secco. Che anzi è stato soppiantato proprio da questo modo di produzione e dai suoi rapporti. Capisci adesso perché un paese “feudale” non poteva diventare la seconda potenza militare del mondo? In che modo? Con il puffo fabbro che costruiva artigianalmente pezzo per pezzo tutti gli immensi arsenali d’armi necessari a una superpotenza? Sì, così super da battere persino gargamella e birba. Sarebbe una descrizione dei paesi dell’est da cartone animato. Di fatto, guerra ed economia sono strettamente connesse. E pazienza se mi tocca ridire un’altra ovvietà per chi appena conosce l’abicì del marxismo. Ma siamo rimasti ormai pochi adepti a saperci orientare in quei testi polverosi. “L’ésoterismo dí/engéls e márx”, parafrasando il verso d’una vecchia canzone del grande battiato (“L’ésoterismo dí/rené guenón”; magic shop). p

  61. utente anonimo says:

    Caro p., è vero che “avere la puzza sotto il naso” ed “essere razzisti” non sempre coincidono, ma la maggior parte delle volte si. E quella da me evocata è una di queste. E anche i camerieri frequentano i salotti, ma non per questo possono essere accusati di avere la puzza sotto il naso:-). Pertanto, non facciamo giochini di parole, per favore.

    Porca miseria, quei fannulloni di prof albanesi di marxismo non mi hanno insegnato proprio niente! Allora, vediamo se ho capito bene: secondo la scuola marxista napoletana basta che per produrre le armi si debba “socializzare il lavoro”, “concentrare i mezzi di produzione”, chiamare “fabbrica” il luogo dove si concentrano tali delizie e dove chi vi entra “vende la forza lavoro” e viene chiamato “salariato”. Giusto? Giusto, dici tu. Ma allora, porca la mignotta, perché a me hanno detto che l’Impero Ottomano di Maometto II era uno Stato Feudale? Imbroglioni! Era uno stato capitalista, CAPITALISTA PURO invece! Eh, si, perché i cronisti turchi dell’epoca (Evlia Celeri e altri) ci hanno lasciato minuziose descrizioni su come quel guerrafondaio di Sultano preparava le sue terrificanti armi da usare contro i “ribelli” albanesi. Infatti, prima di tutto si trovava uno specialista, in genere tetesco di Cermania (già da allora quelli per le armi erano maestri:-)) e gli si offriva un “salario” favoloso se fosse disposto a trasferirsi in Anatolia e abbracciare l’Islam. E quello diventava il primo “salariato” della catena. Poi, si costruivano enormi capannoni (non so se in turco antico venivano anche chiamate “fabbriche”, ma ne converrai con me che questo è un dettaglio semantico secondario per nosotros marxisti veraci, vero?:-) ) in cui venivano “concentrati” mezzi di produzione e operai “salariati”, i quali lavoravano giorno e notte per costruire le armi da fuoco del Sultano. Ovviamente, non c’erano torni, fresatrici, rettifiche e altre diavolerie del genere, ma non credo che Marx avrebbe cavillato anche su questo:-).

    Mannaggia, Scanderbeg ha combattuto contro uno stato capitalista per difendere il suo miserabile paese squisitamente feudale, dove le armi venivano forgiate dal “puffo fabro”, una ad una e a mano! E – incredibile ma vero – per 25 anni, finché visse glielo mise sempre in quel posto al Sultano conquistatore di Constantinopoli, malgrado quest’ultimo avesse “socializzato il lavoro” e avesse ricorso massicciamente al “lavoro salariato” per fabbricare le sue armi. Ma allora Scanderbeg era solo uno sporco reazionario che si opponeva alla vittoria del capitalismo ottomano sull’ormai superato feudalesimo! E noi che lo teniamo come eroe nazionale e pure quei babbioni di italici gli hanno collocato una grande statua equestre in una piazza centrale di Roma! Per fortuna, quando la Grande Rivoluzione Proletaria arriverà, si correrà ai ripari: una bella carica di tritolo e il monumento di quel bieco reazionario sparirà! Giustizia marxista sarà fatta!

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Tanto per vantarmi un po’:-) oggi sul “Corriere della Sera”, nella pagina delle lettere, Sergio Romano ha pubblicato una mia lettera sul tema. Su Scanderbeg, ovviamente, non sulla “socializzazione del lavoro” sultanesco:-).

  62. utente anonimo says:

    Chi ha detto capitalista puro? Capitalista pura non è neppure l’america d’oggi, e non lo sarà neppure il capitalismo che creperà per necessità storica. Davvero ti pigliavano per il culo i marxisti albanesi, se non conosci questi minimi concetti. Mi parli degli ottomani? Venezia era capitalista, ma l’hai letto un tantinello marx?, già da fine duecento. p

  63. utente anonimo says:

    Caro p., come ho già avuto modo di constatare, vosotros marxisti “duri e puri” difettate di senso dell’umorismo. Ho detto “capitalismo puro” come dico “marxista duro e puro”. Un’iperbole sarcastica per sottolineare il fatto che non basta la “socializzazione del lavoro” nel produrre cannoni per poter definire un sistema socio-politico come “capitalista” o “borghese”, altrimenti anche il feudalissimo regime di Maometto II potrebbe esser definito “capitalista”:-). E lascia perdere i poveri prof di marxismo albanesi, quasi tutti convertiti al “capitalismo selvaggio” dopo la caduta del regime (non so, però, se si son “convertiti”, oppure non ci hanno mai creduto al marxismo) i quali semmai è Marx che hanno preso per il culo. Che risate mi facevo fra me e me (non sono un cinico, ma si ride anche quando non si può piangere) quando sentivo cianciare di “dittatura del proletariato” e “il potere alla classe lavoratrice” e vedevo la “classe lavoratrice” nell’azienda in cui lavoravo pranzare con una fetta di pane nero con un sottile velo di zucchero sopra spruzzato d’acqua perché non volasse via. E quando, alla mensa aziendale, le lavoratrici-mamme, dopo aver mangiato la suddetta fetta di pane, avvolgevano con cura la magra porzione di gallina decrepita (circa 80 grammi!) a cui rinunciavano per portarla ai figli a casa. I maiali dell’azienda mangiavano farina di grano (una bestemmia dal punto di vista zootecnico), mentre i contadini del vicinato pane (si fa per dire, pagnotte da dividere con l’accetta) di granturco, poiché il compagno fallocefalo del Ministero (probabilmente di professione originaria ciabattino – con tutto il rispetto per chi si prende cura dei nostri calzari) aveva deciso così! Evidentemente Marx non gli aveva insegnato nulla sull’alimentazione dei maiali:-).

    Per sapere che la Repubblica di Venezia fosse PREVALENTEMENTE capitalista non c’è bisogno di leggere Marx, basta conoscere la Storia. Era una repubblica prevalentemente mercantile e si sa che il mercante, in ogni sistema, è un elemento capitalista. E anche la “sovrastruttura” rifletteva la natura della “base”: era una repubblica oligarchica, ma l’oligarchia si basava più sulla ricchezza acumulata in modo capitalistico che sul “diritto di sangue”. Lo stesso si potrebbe dire di altri paesi come l’Olanda, mentre in Inghilterra c’era – fino alla rivoluzione industriale – sostanziale equilibrio fra elementi feudali e capitalisti.

    Del resto, in ogni epoca storica si trovano realtà che non coincidono pienamente con la “denominazione generica” che ne danno gli storici. L’Antico Egitto, p.es. (ignorato da Marx, poiché non rientrava nei suoi “schemini”) era un paese più simile a quello feudale medievale che agli imperi schiavistici contemporanei.. Non c’erano schiavi, NON C’ERA MONETA (proprio come nel tuo amato “paradiso dei lavoratori”:-) ), tutti i salari erano pagati in natura, divisione territoriale di tipo feudale, i cui capi rispondevano solo al Sovrano assoluto, il Faraone, economia sostanzialmente autarchica, con scambi commerciali ridottissimi. E c’era pure la “socializzazione del lavoro salariato” nella costruzione delle opere faraoniche. Il nostro grande scrittore Kadaré (perennemente candidato al Nobel e perennemente trombato dagli pseudomarxisti dell’Accademia di Stoccolma) nel suo romanzo “La Piramide” (che tu, ovviamente ti sei guardato bene dal leggere:-) ) fa un chiaro parallelismo fra il regime dei faraoni e quello del “socialismo reale”.

    D’altro canto, in alcune regioni della capitalistica USA del XIX secolo, c’era ancora lo schiavismo, come nell’antica Roma o Atene, ma ciononostante quel paese – che non conobbe mai il feudalesimo – oggi è un paese CAPITALISTA PURO, anzi è – come dice il tuo beneamato Lenin – “nella fase dell’imperialismo, la fase finale del capitalismo in decomposizione”:-). Aspetto che tu mi trovi elementi feudali e/o schiavistici negli USA di oggi….Intanto mi pare che sia Lenin a cominciare a decomporsi, per mancanza dei fondi necessari alla manutenzione della sua mummia:-).

    Insomma, mio caro p., se Marx vi ha detto che la società umana ha le sue leggi – che ritengo inutile ricordare ad un marxista come te – forse si è scordato di dirvi che solo le leggi della fisica meccanica sono quasi sempre senza eccezioni, mentre quelle della biologia – mondo più complesso di quello della meccanica – ne hanno tante, e quelle della società umana – mondo ancora più complesso di quello biologico – ne dovrebbe avere, a rigor di logica, ancora di più. Se vosotros continuate ad applicare rigidamente e in modo meccanico alla società umana “leggi” come l’inevitabile concordanza dei rapporti sociali nella produzione alla sovrastruttura (ossia che quest’ultima deve per forza, presto o tardi, adeguarsi ai primi) e con acrobazie dialettiche fate azzardati paragoni fra la borghesia che scalzò i feudali e proletariato immancabilmente “predestinato” a scalzare la borghesia, beh, mi sa che andrete incontro ad altre cocenti delusioni, come quelle targate Lenin, Stalin, Mao, Pol Pot e Fidel Castro. La società occidentale (o borghese o capitalistica, come vuoi) è stabile e non in “decomposizione” PERCHE’ SI BASA SUL CONSENSO VOLONTARIO DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI SUOI MEMBRI, a prescindere da ogni elucubrazione teorica o considerazione economica, nonché su UN REALE ED EFFETTIVO BILANCIAMENTO E RINNOVAMENTO DEI POTERI COSTITUITI. Il giorno che qualcuno convincerà quella “maggioranza bulgara” che questo bieco sistema sfruttatore, sporco e puzzolente:-) dev’essere sostituito con uno basato sulla “dittatura del proletariato”, allora potete accomodarvi alla stanza dei bottoni. Ma mi sa che – anche se Lenin lo prevedeva come possibilità teorica, ma molto remota – sarete destinati ad aspettare un bel pezzo. E sai perché? Perche il “popolo bue” non si fida dei modelli teorici, ancor più se molto fumosi e interpretati in modo diverso dalle innumerevoli correnti marxiste in circolazione. Il popolo si fida di un modello reale, di un modello che funziona. Per farti un esempio, quelli che affrontarono i cannoni di Luigi XVI per abbattere la Bastiglia sognavano un sistema come quello della piccola e florida borghese Olanda, dove venivano pubblicati i libelli degli illuministi che quella Rivoluzione prepararono. Modello in cui lo Stato aveva il Potere, ma i cittadini, titolari della proprietà privata, ne detenevano la Ricchezza e dove giudicavano giudici non asserviti allo Stato, in un bilanciamento tale dei poteri per cui la prevaricazione era l’eccezione piuttosto che la regola. Tu quale modello reale e realizzato hai da proporre? Nessuno, credo. Allora non vi resta che il colpo di mano, alla Lenin. Potrebbe anche riuscire, non dico di no, potrebbe perfino essere quasi incruento (quello di Lenin lo fu) ma di una cosa sono arcisicuro: o verrai trucidato da un tuo “compagno” che la pensa diversamente su un piccolissimo dettaglio concernente il funzionamento della sullodata “dittatura del proletariato”, oppure sarai tu a trucidare lui. Tertium non datur. E ci sarà sempre qualcuno che vorrà diventare “più uguale degli altri” (come nell’arcinota “Fattoria degli animali” di Orwell) e alla fine di una sanguinosa faida fra compagni riuscirà a trasformare la “dittatura del proletariato” in dittatura SUA e basta. Con tutto ciò che ne conseguirà. Alla fine sarà abbattuto e si ritornerà al sistema di “prima”. E ci sarà probabilmente un nuovo p. che dirà che quel regime dispotico e sanguinario non era stato quello predetto da Marx, no, il pensiero marxista era stato frainteso….e si ricomincerà daccapo….Beh, speriamo che sia solo un incubo destinato a non avverarsi mai.

    Ciao

    Ritvan

  64. utente anonimo says:

    Sul marxismo dici un mucchio di fregnacce, e quando ti becco con le mani nel sacco dici che scherzavi. Se negli stati uniti non vedi forme non capitalistiche, è perché non le sai vedere, non conoscendo marx (e lenin). Molto semplicemente. Comunque per marx il capitalismo è questa cosa qua: da una parte concentrati i mezzi di produzione, dall’altra la forza-lavoro. Una stronzata? Puo essere. Ma questa, non un’altra è la stronzata. Le altre stronzate sono tutte tue. p

  65. utente anonimo says:

    Beh, non c’era bisogno di confermarmi la totale assenza di senso dell’umorismo, aggiungendovi pure un saggio di maleducazione degna del tuo maestro Marx. Ma, tutto sommato, preferisco che un marxista (o pseudotale) mi accusi a vanvera di dire stronzate, fregnacce, corbellerie, castronerie, quisquilie e pinzallacchere (e chi più ne ha più ne metta), piuttosto che minacciarmi di sbattermi in galera come “nemico del proletariato”. Per fortuna.

    Ritvan

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