“Gli Arya seggono ancora al picco dell’avvoltoio” (VII)

Questa a lunga divagazione ha ricevuto diversi commenti, qui e altrove.

Il più sensato consiste nell’obiezione all’uso del termine "esoterico". Tra alcune persone che ricercano, da sole o in compagnia molto libera, il senso profondo delle cose, e la valanga di follia e di manipolazione di cui vogliamo parlare, esiste una reale differenza.

Però, nella pratica, non è facile tracciare un chiaro confine. Comunque da ora in poi userò il termine "neospiritualismo", coniato a suo tempo da René Guénon, per definire i milieux di cui stiamo parlando.

Per capire cosa avviene in quel mondo, dobbiamo partire dal declino della New Age. La New Age ha combinato i sottoprodotti della cultura ermetica ed esoterica con la mentalità del Sessantotto: quando le persone un pò studiate ma non troppo iniziavano a sentirsi addosso il fastidio di istituzioni arcaiche, e contro il parroco e il carabiniere, volevano godersi la vita. Il Sessantotto è stato sia ribellione, sia adeguamento massiccio alla modernità consumista.

Fa uno strano effetto leggere oggi certi testi che circolavano alla fine degli anni Settanta, quando New Age voleva dire proprio una "nuova era". Marilyn Ferguson, nella Cospirazione dell’Aquario, citava Nikos Kazantzakis:

"Creiamo per la terra un cervello e un cuore, diamo un senso umano a questa lotta sovrumana".

Certamente, la New Age ha portato alcune cose buone, tra cui un atteggiamento meno ossequioso di fronte a qualunque ritrovato della tecnologia, oppure un interesse, sebbene assai ambiguo, per altre culture. Ma, con tutto il dovuto rispetto per gli individui, nulla è cambiato, né poteva cambiare, nei comportamenti fondamentali del nostro mondo.

Segno di quella "nuova era" ormai antica era il viaggio in India: scrivendo nel 1979, Gita Mehta (Karma cola. Marketing the Mystic East) racconta come un diplomatico le disse che all’epoca vi erano duecentocinquantamila cittadini francesi in India, quasi tutti alla ricerca di guru, di fuochi fatui e – ovviamente – di stupefacenti a buon mercato. L’imperialismo non è solo il furto delle cose, ma anche il furto dell’anima di un popolo, come hanno potuto amaramente constatare anche i nativi americani.

Gita Mehta parla anche di un piccolo villaggio al confine tra India e Pakistan, dove gli stranieri dagli occhi azzurri venivano accolti con grande ospitalità; un’ospitalità che gli aspiranti illuminati ricambiavano offrendo l’uso delle proprie donne e delle proprie siringhe. Trasformati così in tossicodipendenti, i contadini facevano di tutto per aiutare l’immigrazione clandestina di occidentali.

Di questo spirito, se di spirito possiamo parlare, restano solo le file dei turisti che vanno alla Grande Piramide, seguendo ordinatamente la loro guida che sorregge – invece del classico ombrello – un grosso ankh (la "croce della vita" degli antichi egizi) fatto di cartone dorato.

Lorenzo Licalzi, nel suo spettacolare romanzo, Il privilegio di essere un guru (Fazi editore, 2004), descrive la reazione di una tipica niueigina dei nostri tempi, quando le viene regalato quel compendio dell’insipido che è La profezia di Celestino:

"Devi sapere che una mia carissima amica che faceva la shampista anche grazie alla lettura di questo libro si è messa in proprio e ora ha un negozio di parrucchiere tutto suo".

Il desiderio profondo di autenticità, e lo spirito per certi versi criminale ma comunque piuttosto eroico degli inizi della New Age, si è trasformato in una sua caricatura igienizzata. E’ sempre Lorenzo Licalzi a raccontarci l’esito finale:

"Abbiamo trascorso ore interminabili sotto una piramide di rame acquistata per novantanove euro e novantanove centesimi (quindi molto meno che cento euro) a una televendita nottura con in regalo allegata una piccola mummia di plastica di Ramses II e due orologi e due pentole e una radio ma solo alle prime dieci telefonate".


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Il "Pendolo Armanetti Cucciolone", costruito completamente in ottone ricoperto d’oro 24K, prezzo 18,08 Euro.

Chiaramente, sono cambiati anche i tempi. Chi mi potrebbe mai accompagnare nel ribellarmi contro questo mondo? le grandi fabbriche sono state frazionate, quasi tutti si sentono o sperano di essere ceto medio; il modo normale di ritrovarsi per i giovani consiste, di giorno, nel guardare i prodotti nei centri commerciali, la sera nel pagare un biglietto per ascoltare musica prodotta industrialmente a un volume che impedisce ogni comunicazione.

Le grandi fantasie della prima New Age, sulla trasformazione del futuro e sull’unità del mondo, vanno in frantumi rispetto ai fatti che la storia stessa crea: l’angosciante incertezza sul domani che pone fine a ogni sogno di progresso; e la nascita di un mondo diviso in caste e non più in classi. Dove si vive nel grande terrore metropolitano, circondati dai barbari e arabi.

Eppure rimane una grande area di orfani della New Age. E ci sono diverse forze che si danno da fare per cercare di prenderne il controllo.  

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12 Responses to “Gli Arya seggono ancora al picco dell’avvoltoio” (VII)

  1. utente anonimo says:

    Gentile Kel, i tuoi ultimi post, che spaziano dal pendolo di Foucault al pendolo cucciolone, mi piacciono un fracco. Ti rendo questa mia testimonianza perchè vedo che i commenti sono diminuiti, dal che si potrebbe dedurre un disinteresse. Invece, secondo me, si sono dati quasi tutti a pratiche di addormentamento della coscienza, i dormiglioni, per verificare se al risveglio ci sia la sensazione della rinascita.

    Non vorrei che , tra una pratica e l’altra, si autoipnotizzassero, si fossilizzassero in un sonno catartico, si vedessero in cima alla torre dei Tarocchi a decidere chi buttare giù, si immergessero in una estasi mistica, si convincessero che stanno captando benefiche energie cosmiche con cui guarire dal raffreddore. Basta con le piste visionarie stupefacenti. Troverei comunque interessante se ognuno raccontasse proprie esperienze col mondo che tu descrivi.

    Aurora.

  2. Grazie Aurora… in effetti, mi sono accorto che c’era un certo silenzio, anche se le visite non sembrano diminuire.

    E’ che per me, i compartimenti stagno (tipo, politica di qua, immaginario di là) non esistono.

    So che a molti sembrerà strano, ma a me non sembra di aver cambiato argomento rispetto a quando parlavo della Fallaci o della resistenza irachena.

    Miguel Martinez

  3. rubimasco says:

    io sul mio blog mi stupisco quando me li commentano, i post, figurarsi…..ma d’ altronde l’ argomento è anche un’ altro…..

    Ora quello che mi incuriosisce è questo pendolo di cucciolone; è mica quello che si mangia in dieci morsi dieci?

    Scusate se sono confuso, è che oggi è una giornata drammatica: devo pagare le tasse.

  4. utente anonimo says:

    Mah, sai,

    il fatto che la gente non lasci tanti commenti, pur continuando a seguire assiduamente questi articoli, penso che si spieghi semplicemente col fatto che

    a) Non ci capisce più di tanto, e di conseguenza ritiene di non avere niente di particolarmente interessante da aggiungere all’argomento, pur trovandolo coinvolgente e ben raccontato;

    b) non ci capisce proprio nulla, ma rimane affezionata a questo blog;

    c) non è abbastanza preparata sull’argomento e non vuol fare figure caprine, che sia d’accordo o non d’accordo (“d’accordo”, :-)) ) con le tesi del redattore;

    personalmente mi inserisco nel primo gruppo per quanto riguarda la capacità di connettere, e nel terzo per la paura di figura caprina! (Anche se l’ho fatta una ricerchina per documentarmi un po’). Io qualcosa ce l’avrei da dire su una delle riflessioni di Miguel Martinez, ma esulerebbe un po’ dalla questione propriamente dottrinale “falso”esoterica/neo spiritualista.

    Francesca

  5. utente anonimo says:

    Sì, interessanti i post di miguel sull’esoterismo e sulle sette. Oggi la parola setta sembra avere solo connotazioni negative, oscillando tra gruppo di fuori di testa “plagiati” da qualche “guru” furbastro o, peggio, delirante, o gruppo di persone potenti e complottarde, che in segreto (più o meno) riuscirebbero a decidere dei destini dei molti. E non discuto di queste due accezioni, che, al di là delle tante gonfiature favolistiche, hanno un chiaro fondo di realtà. Ma esiste anche un altro modo di essere setta, ed è la “setta aperta”. Cioè, il gruppo che è chiuso alle dottrine dominanti (professandone una propria, diciamo pure esoterica), ma che è aperto al mondo senza confondersi in esso. Per così dire, se ne lascia occupare invece di volersene occupare (stupidissima pretesa degli attivisti/immediatisti d’ogni genere e sorta), pur restandone paradossalmente al di fuori, proprio grazie alla sua dottrina. Ed in questa distanza che si crea, può cercare di agire più coscientemente. Non so bene quanto l’immagine aiuti a capire, ma meglio non mi riesce di spiegarmi. Il rischio reale è che, per non confondersi, è facile all’opposto diventare una “setta chiusa”. Sapere di correrlo è il solo modo di approntare una difesa che possa essere efficace. Il mio gruppo, per dire, cerca di essere una “setta aperta”. Però Aurora voleva un’esperienza anche “personale”, e le racconto la mia. Non conosco di prima mano quello che di solito s’intende per esoterismo, ma ho letto parecchio, soprattutto dopo essermi immerso quasi senza prendere fiato in molti scritti di jung e di alcuni tra i migliori junghiani. Tra l’altro, anche in questo campo viene fuori l’importanza della tradizione araba, per gli ignoranti come me, e come chi, peggio, trasforma la sua ignoranza in ignoranza altrui. Perché quest’interesse di jung (passati i trenta) così esploso? Beh, in un periodo di crisi “personale”, riusiamo pure questo aggettivo che poco mi piace, avevo iniziato a sognare, o meglio a ricordare violentemente i sogni, ed alcuni mi avevano molto impressionato. Oggi convivo bene coi miei sogni, e più volte ne ho un vivido ricordo, che in qualche modo mi aiuta. Mai andato in “analisi” però. Non credevo e non credo a salvezze personali o personalizzate. Ma nel mondo apertomi da jung ho trovato un tesoro anche “intellettuale”. La concezione monistica del mondo, l'”unus mundus” per dirla con le filosofie alchemiche, che è alla base anche, sotto la valanga di incrostazioni della storia, della dottrina marxista. p

  6. utente anonimo says:

    Francesca, io vorrei sapere cosa volevi dire su una riflessione di Kel, anche se esula dal tema principale. Riguarda sempre il post.

    Aurora.

  7. Bello l’accostamento tra marxismo ed esoterismo, fatto da “p”, e anche la riflessione sulla “setta aperta”.

    Grazie

    Miguel

  8. utente anonimo says:

    p, era tanto che non ti leggevo, iniziavo a preoccuparmi.

    Mi fai da psicoterapeuta involontario con il tuo istinto, sogno e poesia. Finchè posso anche io evito gli psicologi,gli psichiatri, ecc.ecc. Quei pochi che mi è capitato di incontrare mi sembravano più bisognosi di cure di me.

    Una volta su Salve ho visto la pubblicità di una visita gratuita presso un medico che si era specializzato mi sembra in bioenergia, seguace di Alexander Lowen, il quale aveva detto che dalla postura e dalla muscolatura di una persona era possibile rilevare malattie e squilibri corporali e mentali. Agendo sul corporeo, con manovre e ginnastica era possibile guarire o perfezionarsi. Ho raggruppato delle amiche e siamo andate tutte. Quando ho visto il dottore, ho rifiutato di rispondere a gran parte delle sue domande sulla mia vita personale ( non so che altro termine usare) e in più mi son trattenuta dal dirgli che la sua schiena curva all’altezza delle scapole , la sua mega pancia, il suo bacino in avanti, erano ancora da sistemare. Per non parlare della faccia. Insomma, stavo visibilmente molto meglio di lui e non ci sono più tornata.

    Quello della setta aperta era un tema che avevi già trattato, se non fossi così contraria a far parte di gruppi e movimenti andrei a curiosare sul tuo nucleo di esoteristi, anche se penso che difficilmente troverei un alchimista come te e il tuo maestro di caffè napoletano.

    Cosa sogni ? ( Sì, lo so, è una domanda troppo ” personale”..) Pazienza, ci ho provato.

    Aurora.

  9. utente anonimo says:

    Beh, dai, arianna, qualche commento l’ho fatto di recente, anche se sono un po’ meno assiduo di qualche tempo fa.

    Che vuoi farci, psicologi, psichiatri e chi ne fa le veci… abusivamente (i maghi ciarlatani) sono fatti così: vogliono “guarire” l’individuo per restituirlo “sano” all’ambiente sociale. Brrr. Mi ricordano quei giudici che caritatevolmente vogliono sia curato il condannato a morte per consegnarlo in buoni condizioni nelle mani del boia. Molto meglio morire di morte naturale.

    Guarda che il mio gruppo è molto ortodosso. Non mischia mantra mistici e slogan politici. Il fatto è che siamo (dobbiamo essere)iconoclasti. Evitiamo ogni simbologia passata. Non scambiamo la memoria delle lotte con l’intuizione del futuro. La nuova rivoluzione avrà nuovi simboli. Chi oggi si veste da rivoluzionario del ’17 fa la fine di chi si veste da templare: sa di vecchio, e incorre nel monito di marx: “Le mort saisit le vif”! Se ci si maschera di vecchie cose, si commettono vecchi errori. Con i simboli, hanno ragione gli esperti di magia, non si scherza.

    Già, i sogni. Sono vortici d’immagini, e quando ti ci abitui senza che ti giri la testa, il senso di vertigine si tramuta in percezione della loro profondità. Ma è proprio ciò che manca a un pensiero sciattamente scientista il senso della profondità. “Io credo solo a ciò che vedo” si rovescia dialetticamente in “io vedo solo ciò in cui credo”. Niente di più piatto. p

  10. utente anonimo says:

    Lo vedo e ci credo :p scrive Arianna anzichè Aurora, Kel ha scritto “stramunitari” anzichè extracomunitari. Forse si son fumati un cubano, o forse un buon ruspante sigaro toscano e, non abituati, è girata loro un poco la testa.

    Prendo atto che non riesco ad estirpare nessun sogno, e non posso chiedere di inoltrarsi nelle voragini agli altri quando anche io mi ritraggo per vertigini.

    Aurora.

  11. utente anonimo says:

    Quest’e Bacco e Arianna,

    belli, e l’un dell’altro ardenti:

    perche ‘l tempo fugge e ‘nganna,

    sempre insieme stan contenti.

    Questi ninfe e altre genti

    sono allegre tuttavia.

    Chi vuol esser lieto, sia:

    Di doman non c’e certezza.

    Ma io non sono bacco e tu non sei arianna. Che peccato. E che bestia. Ma ho smesso di voler controllare queste mie distrazioni abissali. Anche se alle volte giocano proprio brutti scherzi. Può bastare un ninnolo prezioso di quel grande orafo del tasso (e testa matta, per restare in tema)? p

    Ecco mormorar l’onde

    e tremolar le fronde

    a l’aura mattutina e gli arboscelli,

    e sovra i verdi rami i vaghi augelli

    cantar soavemente

    e rider l’orїente;

    ecco già l’alba appare

    e si specchia nel mare,

    e rasserena il cielo

    e le campagne imperla il dolce gelo,

    e gli alti monti indora.

    O bella e vaga Aurora,

    l’aura è tua messaggera, e tu de l’aura

    c’ogni arso cor ristaura.

  12. utente anonimo says:

    p,tremendo, mi hai messo a capo di un filo da dipanare, mentre tu ti distrai, io bevo per ricordare . Per ridimenticare mando i pensieri in fumo, con le sigarette.

    Le tue distrazioni abissali mi potrebbero fare l’ effetto di dosi non modiche d’alcol ed io non vorrei diventare tremula e fioca o, peggio, ridanciana.

    Già il tuo ninnolo mi tintinna la buonanotte, mi ci voleva proprio, avevo le onde anomale di tensione in ebollizione, e tu, amarissimo con me dolcissimo, spero sognerai bene.

    Non ti angustiare per l’incertezza del domani, sei un sempreverde, come l’edera della corona che cinge la testa di Bacco.

    Poi non ti dimenticare di Arianna, che ha sempre un filo sottile che fa la differenza.

    Infine il mondo è pieno di crocerossine, vestite di bianco, che aspettano di trovare il templare, anche lui vestito di bianco, con la croce rossa. ( scusa, dovevo dare almeno un accenno ai post di Kel).

    Aurora.

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