Helena Velena replica a Maurizio Blondet

Un paio di giorni fa, il giornalista Maurizio Blondet, ormai emancipato da una certa sudditanza che gli creava scrivere per il tetro quotidiano L’Avvenire, ha scritto un articolo fortemente critico nei confronti della famiglia Agnelli. Un articolo ripreso da Dacia Valent sul suo blog, perché Blondet ha avuto il coraggio di attaccare direttamente – in parte con cose sensate, in parte con alcuni luoghi comuni non molto gradevoli – la famiglia più intoccabile d’Italia.

Pur provando profondo disgusto ogni volta che vedo il sorriso di Berlusconi, mi rendo conto che in questo paese è permesso insultare in tutti i modi e in tutte le salse il nano pelato, mentre nessuno – tranne appunto Maurizio Blondet – osa dire che gli Agnelli sono una famiglia "feudataria e fannullona".

Ma, come si dice, fools rush in where angels fear to tread. E Blondet, nel suo applaudibilissimo attacco, ha anche detto non poche sciocchezze.

Quindi riporto qui la replica di una delle persone più lucide (e anche ovviamente provocatorie, ma senza alcuna arroganza) che io abbia avuto la fortuna di conoscere, Helena Velena.

Come sapete, noi terroristi islamonazicomunisti (nonché traduttori di manuali tecnici) siamo pochissimo sensibili al politicamente corretto.

Ma la replica di Helena Velena è un’altra cosa, perché l’autrice è una persona totalmente emancipata dalla mistificatoria cultura dei luoghi comuni del perbenismo democratico: luoghi comuni diversi da quelli di Blondet, forse più soporiferi, ma ugualmente prefabbricati.

Unico appunto ad Helena Velena, forse non si rende conto di quanto Blondet sia lontano oggi da quotidiani ed editori importanti; e forse caratterialmente è un po’ meno represso e ambiguo del giornalista cattolico medio.

Segue un breve brano dell’articolo di Blondet, che Helena Velena commenta subito dopo:

Dissoluti & Arroganti
Maurizio Blondet
12/10/2005

Lapo Elkann
TORINO – Non è tanto la mistura di eroina, cocaina ed alcol; né tanto il fatto che Lapo Elkann, l’indecoroso rampollo, se ne sia riempito fino a ridursi in coma.

Il vero punto è che il giovane, ultimo dissoluto Agnelli, si è ridotto all’incoscienza nel losco quartierino di un travestito pugliese cinquantenne, con i labbroni e le tettone gonfiati di silicone, in compagnia di due altri transessuali: evidentemente il coktail di droghe gli serviva, al Lapo, per mantenere l’eccitazione sessuale oltre ogni sazietà, oltre ogni abisso di schifo.

Caro Maurizio,

devo dirti che mi sono molto goduta il leggere la tua tirade al vetriolo contro gli Agnelli. Molto veemente e rabbiosa, davvero hardcore punk, non c’e’ dubbio.

Pero’ poi mi sorge il dubbio che magari in ambienti cattolici gli Agnelli siano visti un po’ come la "monarchia torinese", e quindi li si equivalga e sovrapponga ai Savoia, che come sappiamo, imsieme ai Massoni sono il grande e odiato nemico di chi soffre ancora la Breccia di Porta Pia come una SUA immane tragedia.

E vabbeh, non mi scomodo tanto. facciamo finta che per una volta il tutto passi sotto al "i nemici dei miei nemici possono essere anche miei nemici". Una concordanza di nemici insomma.

Godo molto ma molto di meno, anzi potrei incazzarmi pure io, ma nei tuoi confronti, con altrettanto veemente passione, nel rileggere le prime righe del tuo pezzo.

Ma non lo faccio, perche’ sono una personda dolce e buona e voglio essere tua amica.

La prima emozione comunque sarebbe di rimandarti a scuola per ripetere la Prima Elementare, benche’ tu scriva su quotidiani a tiratura nazionale e pubblichi libri, anche di successo, per editori importanti.

No, non per un "corso di aggiornamento professionale", ma proprio per un problema di costruzione e struttura sintattica.

Sai, se io leggo "altri due transessuali", suppongo che tu intenda riferirti al fatto che nel periodo in questione si faccia menzione ad almeno "un altro transessuale". Oppure anche altri 27, che so. Ma che almeno un "altro transessuale" debba essere oggetto della tua frase. Invece tu menzioni un "travestito", per di piu’ pugliese e cinquantenne, e su questo ritorniamo dopo, ma nessun’altr*, e anche su questo torniamo poi, "transessuale".

Ora io non capisco perche’ un personaggio della tua intelligenza e cultura possa fare uno sbaglio tale. Mi fa specie pensare che tu non sappia apprezzare la bellezza e soprattutto la ricchezza della lingua italiana, che non prevede SINONIMI PURI, ma piuttosto che ogni termine, anche se appartenente, diciamo cosi’, alla stessa "area", abbia, piu’ che sfumature, significati decisamente e completamente diversi.

Invece il tuo uso "allegro" e spericolato" di alcuni termini mi fa pensare che per te "transessuale", "travestito" e magari pure "viado" e "transgender", visto che si riferiscono ad un’area in un certo qual modo omogenea o per lo meno affine, siano dei PERFETTI SINONIMI.

Non e’ cosi’.

Sai, se io mi permettessi di dire che "stalinista" e "trotzkysta" significano la stessa cosa, essendo "entrambi comunisti", mi prenderei da una sequela di improperi a magari pure una sprangata in testa, magari non piu’ da Mario Capanna, ma da qualche altra giovane testa calda si, visto che, tra l’altro Trotzky fu fatto ammazzare da Stalin.

Allo stesso modo, avvicinandoci magari ad un terreno a te piu’ famigliare, non credo che apprezzeresti che si scrivesse che la CARITAS, L’ OPUS DEI e MILITIA CHRISTI sono la stessa cosa, sinonimi interscambiabili, visto che tali organizzazioni appartengono tutte all’area cattolica.

Magari, in un altro senso, e forse anche a ragion veduta, qualche, sempre testa calda, ateo razionalista mangiapreti lo pensera’ pure, con fare sprezzantemente provocatorio, ma tu credo proprio di no.

Tu la differenza la conosci.

Capito l’esempio, sono stata chiara?

Quindi se per travestito si intende un uomo che occasionalmente, e non necessariamente a scopo economico né sessuale, si traveste con abiti femminili, ma mantiene un’identita’ maschile, se invece una persona, magari pure trentino, valdostano, sardo o addirittura pugliese, si fa chiamare PATRIZIA, e come dici tu e’ dotato di "tettone" seppur gonfiate di silicone" e’ evidente che vive un’identita’ femminile. E quindi NON E’ UN TRAVESTITO.

Non solo, ma proprio per questo motivo, cioe’ che si presenta, non solo a Te, a me o a Lapo, ma al mondo intero, con un nome femminile e con le tette, rifatte o no, mi risulta che nella lingua italiana sia corretto rivolgersi a tale persona al femminile.

Magari erro, sai sbaglio a volte anche io, ma in questo caso mi risulta sia cosi’.

Tu magari mi dirai: "ma non bastano le tette per fare una donna".

Beh, sai, probabilmente hai pure ragione….

Vedi, io sono una persona semplice, e quindi anche un po’ ingenua.

A me dicono tutti che Cicciobello, com’e’ che si chiama, ah, si, Francesco Rutelli, e’ gay, ed e’ stato per anni l’amante di Marco Pannella.

Ora, io non mi permetterei mai di dare per vera una tal infamante diceria nei confronti di un personaggio dalla limpidissima e soprattutto lineare vita politica, pero’ sai, se mai, puta caso, cosi’, in termini di fantapolitica, questa diceria fosse vera, allora io suppongo che si sarebbe autorizzati a parlare della Signora Palombelli, che in questo caso diventerebbe il marito del nostro caro amico Rutelli, al maschile.

E’ vero, la signora, anzi scusa, il Signor Palombelli ha le tette, ma come mi hai spiegato tu, le tette non fanno la donna. Chiaro? So che sei intelligente e avrai quindi capito.

Ma torniamo all’inizio del tuo pezzo.

Dicevamo, anzi scrivevi tu "travestito pugliese cinquantenne".

Io non so quanti anni hai, ne dove sei nato, ma immagino che tu possa essere non lontano da questa fatidica cinquantina….

Se qualche giornalista cattivello e invelenito ti definisse, vista la tua appartenenza cattolica, "chierichetto veneto cinquantenne", la frase farebbe tutto il suo bell’effetto, che ne pensi?

Certo, tu magari sei un uomo di Spirito (Santo) e ci farai sopra una bella risata, ma in tal caso permettimi di riscriverlo, in pubblico, magari su di un quotidiano nazionale, senza che poi ti pigli lo schiribizzo di denunciarmi per diffamazione, eh?

Risata per risata, vero amico mio?

Poi ancora, parli del "losco quartierino", che sarebbe l’abitazione della nostra Patrizia, che da quanto scritto da altri giornali (vado spesso a Torino, ma non vivendoci non la conosco a menadito) non mi sembra proprio essere a Porta Palazzo, né, scusami l’involontario gioco di parole, un palazzo fatiscente, anzi…..

Quindi mi sovviene un giusto e logico sospetto…..

Non e’ che magari, per poter descrivere il suo appartamento, visto che di questo e non della zona si tratta, con siffatta precisione, non e’ che ci sei stato pure tu, amico mio, a casa di Patrizia?

E se mi permetti, visto che siamo ormai in intimita’, a fare cosa?

Le, oooh scusami, "gli" (al travestito pugliese cinquantenne, ovviamente) hai fatto il regalino, poi, sul suo conto corrente? Ti sei divertito? Torni a trovarLO spesso?

Suvvia Maurizio, possibile che mi caschi ancora in questa frusta storia della "turpe spirale del vizio"?

Vedi, come tu sai, questa espressione una volta era utilizzata per parlare degli "omosessuali".

Poi da omosessuali sono diventati "gay", e da gay distruttori di famiglia stanno diventando un succulento target pubblicitario, i trend setters di grido, l’audience massa delle discoteche e perfino un appetitoso bocconcino elettorale per chi, a sinistra, scaricato dalla scena no-global, si e’ fatto due conti su come fare a rimpiazzare i voti persi, per non scomparire.

Vedi, tu sai benissimo che Silvio dopo questi suoi stessi due conti ha deciso in quattro e quattr’otto di tornare al proporzionale che aveva rinnegato e abbandonato alcune legislazioni fa, e Fausto fa la stessa cosa. In quattro e quattr’otto corteggia quelli che, molti suoi compagni di partito anni fa chiamavano culattoni, froci, busoni, buchi, e, ovviamente anche coll’appellativo piu’ coltamente pasolinianamente riferito di "debosciati dediti ad un vizio borghese".

Vedi, son daccordo tutti.

Nessuno, anche chi taccia i gay (io invece, sai, caro Maurizio, rivendico la parola FROCI, pero’ io lo faccio dall’interno, quindi ho i miei "privilegi" nella sfiga.. infatti sono frocia anch’io) di essere dei rovinafamiglie, ormai non parla piu’, quando si riferisce a loro, di "debosciato vizio borghese", e neppure di "turpe spirale del vizio".

E di conseguenza, per usare le tue parole, neppure di "losco quartierino" o di "oltre ogni abisso di schifo".

Sicuramente non lo dice piu’ dei gay, neppure l‘amico repubblichino Mirko Tremaglia, che sinceramente stimo, e non e’ una battuta (pensa che in questione di immigrazione ha idee molto piu’ a sinistra, e non ne fa mistero, di Fassino stesso, figuriamoci rispetto a Bossi o al suo capo Fini).

Ebbene, il nostro caro Mirko ha recentemente dichiarato che "ormai i culattoni sono la maggioranza". Troppo buono Mirko, troppo buono. Siamo tanti, si, ma magari fossimo la maggioranza…

Pero’ Mirko nostro non si e’ mai permesso di parlar di loschi quartierini o di gente che e’ oltre ogni abisso di schifo.

Aaaah, ma che ingenua che sono….

Certo, Maurizio, e’ vero, tu mica lo dici ai gay, tu lo dici ai travestiti e ai "transessuali"…

Sai, amico mio, a parte che "I" transessuali sono le "femmine che transitano a uomo", mentre "LE" transessuali sono i "maschi che transitano a donna" e io ho il vago sentore che tu invece, parlando di "UN" transessuale ti riferisca invece ad "UNA" transessuale, visto che Patrizia ha le tette e le labbrone e non il petto piatto e villosissimo e la vociona mascolina (si parlava di una voce femminile che ha chiesto aiuto telefonicamente, ricordi?), a parte questo piccolo forse per te insignificante particolare, che pero’ mi fa venir voglia di parlarti al femminile, dato che anche tu, quando eri in condizione di feto, ti sei TROVATA, CARA MAURIZIO, CHIERICHETTO VENETO CINQUANTENNE, in una fase in cui la tua realta’ fisiologica era di gender femminile, prima che gli inibitori ormonali cominciassero a fare il loro lavoro,
beh, cara la mia Maurizio,
forse hai pensato che se magari la comunita’ gay reagisce subito a certe frasi a mezzo stampa o televisione con querele, comunicati stampa e un gran polverone che tutto sommato conviene evitare, soprattutto se ne si e’ protagonisti, invece insultare o ridicolizzare le persone trans si puo’ fare impunemente.

Ti sbagli, e di grosso, mio caro amico, non solo perche’ anche le associazioni T* sanno ben reagire, ma anche perche’ quello che tu e molti altri chiamate errando GAY PRIDE, si chiama in realta’ GLBT (etc) PRIDE, e fa riferimento non al movimento GAY, ma al movimento GLBT(etc).

Quindi le palle, lamentele, querele, comunicati stampa etc, te li puoi ricevere altrettanto, dall’Arci Gay Nazionale come da un collettivo GLBT(etc) di Sassari.

O pure pugliese.

Oltre al fatto che tu continui, eh, ri-tiratina d’orecchi ulteriore, amichetto mio ignorantello, a mettere questa gran confusione di persone travestite, transessuali (compreso gli uomini dai petti piatti e villosissimi), Opus Christi o Militia Dei corrispondente che sia, nel calderone della prostituzione.

Allora sai che ti dico? che ci sono dei "viados" alti un metro e novanta con "due spalle cosi’", che di notte si chiamano VANESSA ma di giorno JOAO, che sia al maschile che al femminile sono molto brav* a manneggiare coltelli e tagliare la gola ai clienti che non si comportano in modo proprio corretto.

A volte per questioni di soldi, ma anche magari perche’ non si sentono TRATTATE CON RISPETTO.

Capito, Maurizietto mio?

Poi sai, putroppo tocca di dirti che non sono sicura se ci siamo gia’ conosciuti, anzi scusa, conosciute, un di’ a Milano in un "club privee" chiamato "Naturalia".

Quel pomeriggio non si faceva sesso, in quel privee, ma piuttosto la presentazione di un libro di una certa HELENA VELENA, che all’epoca Repubblica definiva "la sacerdotessa pagana del cybersex", e che era, ed e’ ancora, guarda caso, una donna transgender con un percorso transessuale.

E il libro non trattava "raccontini piccanti o porno", e neppure "esperienze col clienti famosi e cocainomani". Ma era piuttosto un saggio sul rapporto tra le tecnologie di comunicazione e l’identita’ di genere.

Dicevo, non si fece sesso quel pomeriggio, ma la sera si, e i due giornalisti dell’AVVENIRE che mi furono presentati, mi furono qualificati pure come "clienti abituali".

Chissa’ se uno dei due eri tu. Se cosi’ fosse sarebbe molto bello, ne sarei molto felice, perche’ significherebbe che la nostra tenera e gaia (me la permetti questa parola gioiosa, vero?) amicizia dura gia’ da molti anni.

E se non fosse cosi’, peccato, significa che e’ nata solo oggi.

Ma e’ destinata a sbocciare magnificamente, senza schifosi abissi.

Un bacio tenero e morbido dove vuoi tu,

dalla tua cara e dolce amica

HELENA VELENA  

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23 Responses to Helena Velena replica a Maurizio Blondet

  1. utente anonimo says:

    Entrate nella Borsa di Londra […] Lì l’ebreo, il maomettano e il cristiano si trattano reciprocamente come se fossero della stessa religione, e chiamano infedeli solo quelli che fanno bancarotta (Voltaire, Lettere filosofiche, 1734).

    Intanto basta andare nei cortei operai e leggersi i volantini dei gruppuscoli per vedere trattati gli agnelli con nessun rispetto e soggezione. Non è colpa loro se quelle parole sono liquidate come “deliri” da chi tratta la famiglia in tutt’altro modo con tutt’altra visibilità. Ma che c’entra dire che gli agnelli sono “feudatari e fannulloni”? Sono un tipico fenomeno capitalistico, così calorosamente lodato da voltaire nel brano di cui sopra, altro che famiglia medievale. E a questo brano di alata lode del capitalismo che vive di rendita, riportato in un sito di ateismo militante, sono giunto attraverso siti di comunisti, pensate un po’. Se un certo alone “regale” da ancien régime circonda la famiglia, la sua sostanza è volterriana, altro che storie.

    Ma helena velena è straordinaria. Solo le cellule mutanti (i matti, in parole povere) possono lasciarsi alle spalle e vedere con occhio lucidissimo tutta la fuffa di questa putrefatta società. Del resto è il vecchio duo comico tedesco che disse la battuta, in opposizione all’immutabilità della natura umana, dei suoi pregi e difetti, sui quali il capitalismo, secondo i suoi apologeti, fonderebbe i suoi eterni meccanismi economici, che invece la natura umana è la storia delle sue trasformazioni. Helena velena è un’affascinante prova sperimentale di quella vecchia e “superata” barzelletta. p

  2. utente anonimo says:

    Mi permetto di osservare che l'”affaire Lapo” si è manifestato proprio quando politici, economisti e giornalisti cominciavano ad interrogarsi sulla liceità penale del rastrellamento di azioni compiuto dagli Agnelli in concomitanza con la scadenza del “convertendo” concordato con le banche loro creditrici. L’uomo immagine dell’azienda/famiglia ha concentrato su di sè l’attenzione proprio nel momento opportuno: Tacete, infami maneggiatori di pallottolieri e codici, rispettate il dolore della famiglia. Perchè, sapete, il tempo aggiusta tutto.

    Di fronte a questo quadro, che un algoritmo complottardo individuerebbe all’istante, parlare di articoli e di aggettivi correlati mi sembra secondario e capzioso.

    Giuseppe

  3. utente anonimo says:

    Dopo il grottesco di Bruegel e Bosch, ” L’ urlo” di Munch. Non l’ orrore della guerra, ma quello di chi si risveglia dal coma e si trova nell’incubo di essere stato esposto al pubblico in un quadro di perversione e squallore. Ecco Blondet cosa ha colto, giustamente secondo la mia opinione di borghesuccia : perversione e squallore.

    Altro che milioni di scale, altro che bel ragazzaccio su un tavolaccio: neppure un braccio che ti accompagna, neppure un confuso gattino che ti guarda.

    La poesia è solo nella rima di Helena Velena, il resto è prosa, anzi grammatica. A me, alle elementari, alle medie, al liceo, all’università non hanno spiegato la differenza tra i trans e le trans, ma con questi transiti ecco dove si arriva.

    Aurora.

  4. utente anonimo says:

    Il Blondy continua a andarci giù duro, leggete qua:

    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=691&parametro=cultura

    C.

  5. kelebek says:

    Per Castruccio, di cui ho appena cancellato un commento…

    questo blog è un po’ casa mia, e – come dite voi – a casa mia lascio entrare chi mi pare.

    Il problema non riguarda le idee politiche, che qui sono assai varie.

    E’ che non ho proprio nulla da discutere con l’autore del seguente commento apparso sul blog di Aldo Torchiaro:

    *******

    commento di castruccio il 8/9/2005, h 19:56 81.208.83. xxx

    scusi maria jose

    per far parlare miguel martinez non bisogna essere democratici ma semplicemente stupidi.

    ma mi rendo conto che bisogna essere fortunati anche nella scelta degli interlocutori…per trovarne di validi, intelligenti e preparati— ed io sono stato molto, molto, molto sfortunato

    insomma cosa dovrebbe mai dirmi di interessante uno che ha speso 20 e pass anni 8come lui stesso ci tiene a raccontare) al seguito di una MEDIUM VISIONARIA????

    ma siamo seri!

    **********

    Spero di essere stato chiaro.

    Quindi, come dicono in arabo, barra.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Kel, dare dello stupido a te equivale a dare della stupida anche a me e a tutti i tuoi interlocutori.

    Tutto può essere, anche che qui si sia un covo di cretini.

    Quello che mi pare sicuro è il senso di vittimismo di Castruccio, che dichiara di essere stato molto sfortunato nella scelta degli interlocutori. I vittimisti scaricano sempre le proprie responsabilità all’esterno invece di riconoscere, per esempio in questo caso, che sono stati i loro errori di giudizio a determinare le loro scelte sbagliate .

    Castruccio però non sarà così sciocco dal continuare a perseverare, avrà espresso un giudizio perentorio di getto, e magari si sarà anche già pentito. E’ passato tanto tempo.

    Aurora.

  7. Il problema non è se mi dà o no dello stupido, potrebbe anche avere ragione.

    Il problema è che pretende spazio da qualcuno a cui ha pubblicamente negato il diritto di parola, e pretende di discutere con qualcuno che, a suo parere, non ha nulla di interessante da dire.

    Per questo gli è precluso questo forum.

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    “Il problema è che pretende spazio da qualcuno a cui ha pubblicamente negato il diritto di parola, e pretende di discutere con qualcuno che, a suo parere, non ha nulla di interessante da dire.

    Per questo gli è precluso questo forum.”

    Sono totalmente d’accordo. Uno che vuole entrare in casa tua per sporcarti il tappeto – perche’ non mi sembra che facesse molto di piu’, non ho mai trovato molto costruttivi i suoi commenti – e contemporaneamente suggerisce ad altri di tenerti fuori dalla porta non merita una considerazione maggiore.

    E il pezzo di HelenaVelena e’ un capolavoro di lucidita’ e perfidia creativa.

    Grazie per averlo postato.

    Upuaut

  9. utente anonimo says:

    Se la questione è limitata al messagio di Castruccio a Maria Jose, non mi sembra esatto affermare che Castruccio Ti abbia negato il diritto di parola. Ti ha semplicemente offeso. Con tutte le possibili conseguenze del caso. Mi pare che Tu sia in grado di individuare la provenienza dei commenti e risalire al loro autore. Potresti quindi segnalare il fatto a chi di competenza. Ritengo che sia un peccato negare a Castruccio l’accesso questo sito. Il soggetto ha dimostrato conoscenze, competenze e proprietà di linguaggio fuori dal comune ed ha più volte messo fuori fase i megafoni delle idee altrui. Il suo profilo mal si accorda con quello del “neocon” zoticone e credulone che si trova ritratto spesso in questo blog.

    In ogni caso, ognuno è padrone in casa propria e la mia era solo una considerazione di opportunità e non certo di “giustizia”.

    Complimenti per la serie sui cavalierati. Forse sarebbe stato opportuno precisare che ci sono anche ordini di cui fanno parte magistrati, politici, “immobiliaristi”, dirigenti pubblici e privati e politici. Questi ordini sono meno folkloristici e ben più inquietanti.

    Giuseppe

  10. daciavalent says:

    Spettacolare il pezzo di Helena, cattivissimo anche se un po’ “accartocciato” su se stesso in alcuni punti (cazzo, è riuscita ad essere più barocca di me…).

    Dalle mie parti anche J e Marcello hanno rilevato più o meno le stesse cose, ma senza tutto questo sfoggio di “velena”.

    Chapeau, Dacia

  11. daciavalent says:

    Giuseppe,

    diciamo che Castruccio mio non si è limitato solo a quello durante “La Passione di Torchiaro”.

    è sempre un dispiacere veder qualcuno che si stima rimanere fuori, ma à la guerre comme à la guerre: non si può spalare letame sulle persone e poi pensare che il rapporto possa continuare come prima o iniziare tranquillamente.

    insomma, se mi presento dalle parti della Stefanioccola oso supporre che non mi riceverà con la banda, a meno che non si tratti di una banda di tagliagole esperti in tortura…

    dacia

  12. utente anonimo says:

    Finita la mia volontaria “clausura mediatica” in omaggio ad Ale:-) ariecchime qua!

    Io sono d’accordo con Giuseppe. Castruccio è un provocatore,sì, ma un provocatore intelligente. E poi, Miguel, dai, che cosa avrà detto mai perche tu ti senta “ferito nell’onore”? Che bisogna essere stupidi per lasciarti parlare? Semmai è un’offesa a chi ti lascia parlare, non credi? Che non dovresti avere niente d’interessante da dire, poiché sei stato per 20 anni a seguito di una medium? La seconda parte è una semplice verità, la prima solo un’ipotesi, a mio modesto avviso destituita di ogni fondamento, come a volte capita al nostro Castruccio. Se non altro, perché conoscendo tu quel mondo hai potuto scrivere quegli interessantissimi ultimi post. Dai, Miguel, sii superiore a queste meschine vendette! A meno che tu non abbia stretto un “patto d’acciaio” con Sherif per relegare il grafomane Castruccio esclusivamente sul blog di Dacia:-)

    Ciao

    Ritvan

  13. utente anonimo says:

    Ah, dimenticavo, Miguel, in un post successivo sul blog di Dacia il caro Castruccio ti ha definito “intelligente”. Non ti basta?:-).

    Ritvan

  14. daciavalent says:

    Spettate ‘nu momento !!!!!!

    Stai insinuando, anzi, sancendo che io sarei la “dacia” in Siberia di Castruccio??????

    Cioé, fammi un po’ capire… dovrei essere una specie di punizione???

    Secondo me se la gode molto di più dalle mie parti che qui, costringendoti a fare su e giù per confrontarti con lui, tipo don Corleone nel suo villone ricevere tutti i “picciotti”.

    Credo comunque che Castruccio soffra di una specie di mimesi spastica: quando si avvicina a dei neo-con non riesce a fare a meno di scivolare nel loro mondo un po’ da fessacchiotti…

    Pollice in su per me, dopo un’adeguato salto carpiato con triplo avvitamento nel quale Castruccio riuscirà a far credere a tutti che non intendeva dire quello che ha detto e che mentre il nostro pensiero è desolatamente newtoniano, il suo è gloriosamente quantistico, Dacia

    (p.s.: questa del gulag me la paghi ritvan)

  15. utente anonimo says:

    In Siberia? Ma Dacia mia, tu non hai l’aspetto di una babushka, che diamine! Al massimo, per Castruccio sarà un tukul!:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  16. utente anonimo says:

    Nella lettera riportata c’è scritto “daccordo”

  17. utente anonimo says:

    Mah, io quel “daccordo” lo considererei un banale refuso, dunque per dirla nel linguaggio del giornale di Blondet “peccato veniale”:-). Datemi pure dell’invidioso:-), ma piuttosto io vedo solo un cuccuzzaro di prosa prolissa solo per rinfacciare a Blondet che lui non sa la differenza che passa fra un travestito e un transessuale. E francamente, per un baciapile come il Blondet l’ignoranza di tali sottili distinzioni dovrebbe costituire un titolo di merito, piuttosto che di biasimo:-). E infine, pretendere che uno come Blondet, giornalista dell’Avvenire scriva in termini affettuosi di gay, lesbiche, trans ecc., sarebbe un po’ come pretendere che un giornalista di Al Jazeera si metta a fare il testimonial del Prosciutto di Parma:-) :-).

    Ritvan

  18. utente anonimo says:

    e se vi dico che, non avendo mai sentito parlare di helena velena (mi faccio i miei bravi 10 minuti nell’angolino della vergogna), leggendola mi è venuto un atroce pensiero “ma fosse castruccio sotto mentite spoglie”?

    altro che barocco… una spirale…

    che poi.. di quartieraccio hanno parlato in uno dei mille servizi mandati su canale5.. idem che patrizia fosse un travestito e non un trans.. e, se li avessi, mi giocherei anche gli attributi che è stato intervistato di spalle per cui la vocina vi garantisco che non era assolutamente quella di una dolce signora.. trans o meno..

    (alla fine non so più se devo usare il maschile o il femminile.. avevo le idee molto più chiare prima!)

    oh.. a me l’articolo di blondet è piaciuto un sacco.. e non sono mai stata a casa di patrizia, giuro!!

    fatma

    (e vi risparmio la barzellettina sulla liposuzione e la laposuzione che mi è stata mandata via sms.. però era tanto carina ^_^)

  19. calmansi says:

    Castruccio ha un blog suo?

    Claude

  20. utente anonimo says:

    Non credo che Castruccio abbia un sito. Però scrive sul blog di Dacia Valent (come ben saprai:-) ) e lì non ha mai scritto di avere un sito.

    Ciao

    Ritvan

  21. utente anonimo says:

    La barzelletta su liposuzione e “laposuzione” è arrivata anche a me, con l’aggiunta di altri tre allegati di medesimo contenuto… come resistere alle risate? Sono fantastici! (Scusate la divagazione, buon continuo di discorrimento su Blondet&Helena Velena)

    Francesca Giusti (ovvero Francesca31082)

    P.S. Ero io ad aver notato, antipaticamente, lo ammetto, il “daccordo”.

  22. utente anonimo says:

    Francesca, c’era per caso anche quella barzelletta che annuncia il nuovo modello FIAT: dopo “Topolino” e “Mini” arriva “pippo”, disegnata personalmente da Lapo Elkan?:-)

    Ciao

    Ritvan

  23. Sìììììììì!!!!:-)))

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