“Gli Arya seggono ancora al picco dell’avvoltoio” (IV)

Si dice che tra nemmeno tanti anni, cinque miliardi di esseri umani si accalcheranno nelle grandi metropoli. Un miliardo di questi vivranno in modo decente, e un miliardo e mezzo di persone lavoreranno per loro. I rimanenti due miliardi e mezzo saranno perfettamente inutili e non avranno alcuna speranza, all’infuori della più cieca violenza.

Occorre quindi che una gran parte di quel miliardo e mezzo di lavoratori sia impiegata ad alzare il filo spinato e a sparare sulle ombre nella notte.

Che cosa, se non una pioggia di immaginari titoli cavallereschi, può nobilitare un mestiere come quello di mercenario dei nostri tempi?

Ne sono coscienti le grandi organizzazioni che raccolgono il privato combattente, come l’IBSSA (International Bodyguard and Security Services Organization). Rita Pennarola, in un’inchiesta interessante sui rapporti tra i quattro mercenari iracheni rapiti a suo tempo in Iraq e l’IBSSA, scrive "Dove c’è guerra c’è IBSSA." Insomma, secondo i metri un po’ duri dei nostri tempi, l’IBSSA è una cosa seria.

Ma qui ci interessa il rapporto tra dominio e immaginario. E quindi la prima cosa che ci ha colpito è il fatto che il presidente dell’IBSSA, l’ungherese George Popper, che si definisce diplomato dell’Israeli College for Security and Investigations, esibisca nel proprio curriculum anche titoli apparentemente di tutt’altro genere.

Si presenta, infatti, tra l’altro, come membro accademico di una strana organizzazione russa denominata International Informatization Academy, che si occupa di "scoperte e ricerche di civiltà’ cosmiche ed extraterrestri".

L’IBSSA definisce "organizzazione associata" una struttura che a prima vista non c’entra molto con le tecniche per buttare a terra in cinque secondi un sospetto. Questa "organizzazione associata" si chiama "Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Federazione di Priorati Autonomi, Cavalieri di Malta”. La parolina "autonomi" serve ovviamente per evitare denunce da parte del vero Ordine dei Cavalieri di Malta.

Per chi non ricorda la storia, i cavalieri veri di Malta vissero per alcuni secoli di pirateria, governando un’isola che fino al 1798 aveva tra le sua attrattive un fiorente mercato di schiavi.

Nulla di insolito. Se Oriana Fallaci fosse passata per Livorno nel 1601, si sarebbe chiesta già allora se non stavamo per diventare Eurabia: il 20% della popolazione di quella città, infatti, era composta, secondo i cronisti, da schiavi genericamente detti "turchi". Insomma, la manodopera straniera ci ha sempre fatto comodo (dati tratti da Stefano Allievi, Islam italiano. Viaggio nella seconda religione del paese, Einaudi, 2003).

Ma torniamo all’IBSSA. La grande federazione di guardie del corpo del terzo millennio ha scelto come presidente onorario un belga di nome Michel Lafosse, che preferisce però passare sotto il nome di Sua Altezza Reale Michael James Alexander Stewart of Albany, re di Scozia. Un signore che, a giudicare dalle foto, riesce a fingere una splendida aria da aristocratico annoiato, per non dire addormentato:

Sua Altezza Reale Michael Stewart a sinistra, con l’italiano Giuseppe Morabito, "Ministro degli interni" dei Cavalieri "autonomi"

Le cerimonie dell’IBSSA vengono tutte benedette ecumenicamente da un pittoresco signore, sembra di New York, che si fa chiamare "Sua beatitudine Dom Lorenzo O.S.B.", reggente dell’ordine dei maltesi autonomi, nonché patriarca di qualcosa che si chiama "American Orthodox Catholic Church" e rettore della "Università Pro Deo". Questa presunta università, senza nemmeno un sito web, ha per indirizzo un’anonima strada del quartiere industriale di Bologna; ma il nome riprende quello vecchio e molto noto che usava un tempo l’università romana che oggi si chiama LUISS.

Ma forse la vera aristocrazia e i veri ordini cavallereschi nacquero tutti più o meno allo stesso modo…

Dom Lorenzo con i suoi autonomi ammiratori-cavalieri dell’IBSSA

 
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3 Responses to “Gli Arya seggono ancora al picco dell’avvoltoio” (IV)

  1. utente anonimo says:

    Purtroppo tra i cd.mercenari ci sono anche persone che di titoli nobiliari non ne possono vantare neanche mezzo, nè vero, nè fasullo. Sono le Guardie giurate particolari, che per un misero stipendio, rischiano la vita. Poi ci sono le body-guards, palestrati anch’essi privi di qualsivoglia titolo.

    Tra gli addetti alla sicurezza, in breve, non noto questo proliferare di cavalieri, ma, al massimo, dei fuoriusciti dai corpi delle Forze Armate che, stanchi di lavorare per lo Stato, trovano una sistemazione, a livello più o meno alto di responsabilità, in aziende private.

    Chi invece seriamente pratica le arti marziali, non solo la tecnica ma anche la “filosofia”, con grandi e continui sacrifici personali, per me è già un “cavaliere”, senza bisogno di decorazioni e titoli.

    Infine, ci sono aristocratici che hanno avuto la fortuna di crescere in ambienti che hanno sviluppato le loro doti innate, che li hanno abituati alla bellezza , alla ricchezza, alla cultura, ad un pensiero “alto” senza ostentazione, che sono per nascita e per educazione veramente nobili. Io li preferisco di gran lunga agli arrivisti ed arrivati, in cui faccio rientrare anche i patetici descritti nei post.

    Aurora.

  2. utente anonimo says:

    Non sta bene iniziare un post con “Si dice”, mica è un articolo di giornale!

    Carino lo scenario cyber-punk che descrivi, purtroppo sono refrattario ai titoli nobiliari (letto troppo Fantozzi da piccolo) e non ti seguo oltre.

    Ciao

    Francesco

    PS più oltre Ritvan riesce a far scherzare Dacia: incredibile albanese!

  3. utente anonimo says:

    Ma questo pseudo ordine di malta centra qualcosa con l’originale? da dove hai tratto quella foto del ministro degli interni con sua maestà?

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