L’amore segreto di Necip

Due anni e mezzo fa, si avvicinava l’attacco all’Iraq. I miei amici – in senso ampio – erano quella minoranza che sentiva che la guerra che stava per arrivare era qualcosa che ci riguardava tutti, e proprio per questo avrebbe tracciato un solco profondo tra gli uomini.

Esisteva un dichiarato progetto di impero universale americano, un’uranocrazia che avrebbe tenuto sotto il dominio implacabile dei suoi satelliti e dei suoi bombardieri, ogni essere vivente su questa terra.

Un disegno espresso con parole di feroce superbia e chiarezza dalla neo-connarderie (termine di cui ringrazio Dacia Valent). Ma dietro queste parole, c’era una lunga storia: dalle tonnellate di filo spinato con cui fu delimitato il West, dalla catena di montaggio generalizzato, in cui quasi tutti sono – direttamente o indirettamente – parte della più grande macchina militare di tutti i tempi, non poteva nascere altro.

Una forza affascinante e terribile, cui forse solo le parole dell’Apocalisse possono rendere il dovuto onore, perché le immagini religiose esprimono le intuizioni più profonde:

Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini.

Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.

Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.

Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte;

e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.

Molti marciavano contro la guerra in quei giorni. Dimostrando che non tutti portano sulla fronte il marchio della bestia.

Ma la guerra non è un’astrazione: c’è qualcuno che la fa. E quel qualcuno oggi è l’impero americano. Chi non lo coglie, può solo sfilare, sperare, generalizzare. E alla fine perdersi nella vacuità e nell’impotenza.

L’Impero non ha prestato la minima attenzione al movimento contro la guerra. Perché quelle persone non hanno ritardato di un giorno i suoi progetti. Le bandiere della pace sono rimaste per un anno appese sui davanzali, a diventare sempre di più dello stesso colore dei muri. Un giorno, ho tirato dentro anche la mia, l’ultima rimasta sulla piazza.

Chi ha cercato di fermare l’Impero, invece, sono stati i ragazzi dell’Iraq. Ragazzi molto lontani dai nostri, e che per questo ci fanno un po’ paura. Come si cresce dopo tredici anni di embargo, con la tessera del pane e senza sapere cosa sia un ospedale?

Forse, se nella sua infinita malvagità, l’Impero non li avesse fatti crescere così, quei ragazzi non avrebbero potuto fermare l’Impero, come non potrebbero mai farlo i nostri.

 

Quei ragazzi, nei quartieri senza lampioni, tra l’odore di fogna e quello di tabacco mu’assal che profuma di miele e di rosa, a giocare con i loro domino consunti, ridendo, litigando, sognando, si sono presi sulle spalle il mondo intero.

Senza saperne nulla dei campi di golf, dei lucidi tavoli dei consigli di amministrazione in cui si decidono i massacri, né del feroce, ribollente astio di ciò che oggi si sente Occidente.

Nel Signore degli anelli, J.R.R. Tolkien ebbe la splendida intuizione di affidare l’anello a una persona che è insieme profondamente normale, e rappresentativa di un angolo particolare del mondo. Tolkien è stato sfruttato politicamente a destra, ma Frodo Baggins è l’esatto contrario di ogni superomismo estetizzante, l’opposto di D’Annunzio, o del personaggio del mercenario, o del nichilista della creative destruction sognato dai neocon.

Certo, i Frodo dei nostri tempi non sono piccoli gentiluomini della campagna inglese.

In Neve, Orhan Pamuk – uno dei più grandi autori dei nostri tempi – ci racconta di Necip, giovane islamista della profonda e fredda Anatolia, che confida i propri desideri al triste poeta Ka, esule politico di sinistra, vissuto per anni nell’ancora più fredda Germania.

Necip è segretamente innamorato di Kadife, figlia di un tollerante ex-militante di sinistra. Kadife, religiosamente scettica, ha sfidato il terrore imperante, scegliendo di indossare pubblicamente il hijab.

"Voglio sposarmi con Kadife – dice Necip – vivere a Istanbul e diventare il primo scritto di fantascienza islamico nel mondo. So che tutto ciò è impossibile, ma lo voglio lo stesso."

I Necip sognano ancora, e possono ancora combattere, perché possiedono qualcosa che noi non abbiamo. Il nemico dell’umanità si ricorda bene di quando riuscì a strappare l’anima ai Sioux, e gli ultimi guerrieri andarono a vivere in carcasse di automobili, con una bottiglia di pessimo whisky per compagnia.

A forza di strappare il hijab a Kadife, potremo insegnare ai Necip di questo mondo a camminare a testa china, a riconoscere il proprio posto di sudditi. Perché l’Islam – mi perdonino i lettori musulmani – è un immenso calderone di cose, come un sogno pieno di immagini e storie, di cui ci ricordiamo appena al risveglio, ma che ci fa sentire partecipi di qualcos’altro.

Qualcuno, certo in perfetta buona fede, dice che sosterrebbe gli iracheni, se solo fossero come noi. Certo che sono come noi, lo sono profondamente. In questo senso tutto il castello dello scontro di civiltà è una menzogna.

Eppure, c’è anche del vero nella menzogna.

Perché senza anima, non c’è resistenza. Ecco perché assistiamo adesso allo straordinario tentativo di uccidere una religione, dell’islamicidio.

Prima di morire assassinato da ex-militanti di sinistra diventati sanguinari sostenitori del regime militare, Necip dirà a Ka:

"Ho guardato su un’enciclopedia, la parola ateo deriva dal greco átheos. E quella parola indica non la persona che non crede in Dio, ma la persona sola, abbandonata dagli dèi. E questo significa che l’uomo, qui, non può mai essere ateo. Perché Allah, anche se lo vogliamo, non ci abbandonerebbe mai qui. Per diventare ateo, la persona deve prima diventare occidentale".

 

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39 Responses to L’amore segreto di Necip

  1. utente anonimo says:

    Bella prosa, Miguel. A proposito dei numeri del “marchio dell’Apocalisse”, ho letto da qualche parte che i codici a barre delle carte di credito hanno tre 6, uno all’inizio, uno in mezzo e uno alla fine. 666, il numero della Bestia. Sarà vero, o è una bufala?

    Ciao

    Ritvan

  2. utente anonimo says:

    Si, mi è piaciuto il post, perchè parla dei capi chini, delle riserve in cui si ripara l’anima: il simbolo, il sogno, la visione, la religione.

    Non è vero che non facciamo niente perchè gli irakeni non sono come noi, o perchè, a differenza di loro, noi occidentali non abbiamo il senso del sacro, o ci siamo svenduti l’anima. Non facciamo niente perchè c’è troppo da fare anche qui, e non conosciamo la situazione e i retroscena irakeni.

    Se c’è un impero che sta conquistando il mondo ingiustamente, se i microchip che oggi si devono mettere alle bestie domani verranno impiantati sulle mani o fronti degli umani, se il futuro ci riserva prevedibili ed imprevedibili sviluppi non saremo noi a fermare tutto questo.

    Come crolla il mio impero, crollerà anche quello.

    Aurora.

  3. utente anonimo says:

    Sì aurora, un bel post, perché mette in primo piano il sogno, la religione, tu aggiungi l’anima, io aggiungerei l’istinto. Qui è il punto. Decide l’istinto (o il sogno, la religione, l’anima) la direzione del viaggio; la ragione viene dopo ad analizzare ciò che incontriamo; qualcuno crede che questa analisi lo abbia convinto razionalmente a scegliere; ma è esattamente l’opposto: quelle analisi dipendono da una scelta già fatta, prima dell’intervento razionale.

    Ma l’america non sta costruendo nessun impero. È l’idea fasulla dei suoi ideologi più fanfaroni, ma le difficoltà della “palude” irachena sono lì evidenti a dimostrarlo. E la “palude” di new orleans ha dimostrato con altrettanta evidenza la fragilità economica e sociale del paese più ricco del mondo.

    Però è vero che certe grossolane mistificazioni come la “guerra di civiltà” possono convincere ampi strati sociali perché qui siamo “atei”. È il grande lascito della caduta del comunismo. Sì è visto in quel muro, più o meno in buona fede, la caduta d’ogni (ecco un altro termine da affiancare agli altri) utopia. Straordinari questi versi di de André che hanno registrato nel 90’ questo stato d’animo diffuso:

    La domenica delle salme / gli addetti alla nostalgia / accompagnarono tra i flauti / il cadavere d’utopia / La domenica delle salme / fu una domenica come tante / il giorno dopo c’erano i segni / d’una pace terrificante.

    La “pace terrificante” d’occidente è guerra aperta in altri paesi. Ma chi non era ed è nostalgico, perché in quel muro non ha mai visto nulla da difendere, sogno, religione, anima, istinto, utopia, comunismo da quegli avvenimenti (e quanto ne sta seguendo) hanno assunto la chiarezza che si fa, quando si sgombra un ostacolo. p

  4. utente anonimo says:

    p, vorrei avere la tua chiarezza, in tutti i sensi.

    Se tu non ti chiamassi con il bel nome Pietro, ti soprannominerei punto. Non punto interrogativo o esclamativo, semplicemente punto ( questo è il punto- punto e basta). Il tuo punto non dà adito ad incertezze.

    Sì, c’è anche l’istinto, ma per me fa tutto parte di quell’unicum attraverso cui si esprime l’anima e che costituisce la bussola , il radar, il sonar interiore, che ci spinge a seguire, come da cani da caccia o come la farfalla monarca , senza esitazioni e con un richiamo naturale, una traccia, un sentiero, una rotta. L’istinto ti ha tenuto lontano da certi gruppi politici, la ragione, a posteriori, ti ha dato ragione. Bene.

    A me l’istinto ha condotto a questo sito e a questo blog, mi ha tenuto lontano da altri, non saprei dire perchè. Forse perchè,come dice Alessandro, qui non c’è un’ identità precisa, però, in compenso, si respira aria di persone , pur con un pizzico di follia,con diversità di storie personali e di opinioni, più equilibrate ed eclettiche che altrove. E poi ci sei tu, politico e poeta, su una linea di confine tra il pragmatico e il prometeico .

    Te lo dico, non mi sembri un marxista e neanche un comunista, mi sembri un aristocratico esoterico, che prevede un mondo in cui ognuno ricopre il suo ruolo, come in un organismo umano, chi è cervello, chi cuore, chi polmone, chi falange, in perfetto connubio con la natura.

    Ma tu sai accendere il fuoco ?

    Aurora.

  5. utente anonimo says:

    Di certo il paragone con il numero della bestia e le carte di credito calza non poco. Ne abbiamo praticamente tutti bisogno, delle cc e dei soldi, soprattutto se una persona è attiva e viaggia si sposta compra investe ecc.

    Via internet a volte è l’unico modo per comprare qualche libro non facilmente reperibile, e quindi infomarsi meglio.

    In questo senso TUTTI hanno già il marchio della bestia, schiavi e non, come da scritture. Quindi siamo prossimi all’apocalisse?

    Penso anche che gli USA siano già un impero, e invece di conquisare direttamente lasciano basi e uomini di fiducia per ogni dove. Fanno praticamente quello che vogliono, creano la loro realtà imponendo agli altri, e non c’è attivista o altra singola nazione che possa fermare questa immensa macchina da guerra. Può solo cadere grazie ad un suo stesso errore…può l’apocalisse prendere forma dai danni inferti da uno sconvolgimento climatico, per esempio?

    E poi per andare avanti a detonare bombe si avrebbe bisogno di uno “stato di polizia” per ovviare gli effetti di un paralizzante tracollo economico (che debito da spavento…). Preoccupante.

    giovanni

  6. utente anonimo says:

    Il fuoco, A? Temo di no. Ma lo ruberemo agli dei, naturalmente. Siamo tutti macchiati dalla bestia, è vero, ma è stupida. Non si accorge che più ci schiavizza, meno abbiamo bisogno di lei. Verrà il giorno che ci stupiremo di aver aspettato tanto per darle il benservito. Non so come, ma ciò che resterà di me proverà un brivido di piacere. p

    Dimenticavo, la bestia non è affatto l’america o il suo “impero”.

  7. utente anonimo says:

    Naturalmente p., la bestiaccia immonda è “Das Kapital”.

    Ciao

    Ritvan

  8. utente anonimo says:

    Quanti enigmi .

    Ho letto che alcuni astronomi hanno intercettato e visto nello spazio un’esplosione risalente a 45 miliardi di anni fa. Tali dimensioni dovrebbero rendermi irrilevante la questione della bestia ( la vile moneta ?), il copricapo senza più piume dell’ex guerriero Sioux, il burqua, il velo, la bandiera della pace polverosa e scolorita ritirata, per ultima, dal davanzale. Invece no. Vorrei che quella bandiera, ravvivata, non più stesa come un lenzuolo qualunque, fosse apposta sulla sua asta, in alto, lasciata libera di sventolare.

    Vorrei poi sapere cosa dà certezze agli astronomi di aver visto un avvenimento del passato anzichè del futuro.

    Per quel che ne so, ora, fra 45 miliardi di anni, qualcuno potrebbe vedere la bandiera della pace di Kel ancora in orbita.

    Aurora.

  9. utente anonimo says:

    Non essere così ovvio, ritvan. Da un link di questo blog, sono passato a leggermi un mucchio di blog comunisti, spesso di giovani di belle speranze; e tutti se la prendono con questo capitalismo a fattezze “americane” come il grande male. E finiscono per essere nostalgici del fu capitalismo a fattezze “europee”, che non è affatto meglio. E molti, naturalmente, sono orgogliosamente atei, o cristiani “critici”. Bisogna avere una fede pazzesca per credere alla fine della bestia. p

  10. utente anonimo says:

    Bah, ritvan, la fede è decisiva anche per un comunista. Una piccola citazione dalla scuola di napoli per te, e, magari, per qualche comunista “ateo e razionale” o “cristiano ma critico” di passaggio.

    Nella parte decisiva della sua dinamica la conoscenza prende le sue mosse sotto forma di una intuizione, di una conoscenza affettiva, non dimostrativa; verrà dopo l’intelligenza coi suoi calcoli, le sue contabilità, le sue dimostrazioni, le sue prove. Ma la novità, la nuova conquista, la nuova conoscenza non ha bisogno di prove, ha bisogno di fede! non ha bisogno di dubbio, ha bisogno di lotta! non ha bisogno di ragione, ha bisogno di forza! il suo contenuto non si chiama Arte o Scienza, si chiama Rivoluzione!

    Scusa, ritvan se ho aprofittato biecamente del tuo post per fare propaganda ideologica. p

  11. utente anonimo says:

    Come forse direbbe C. Preve (ma non ne sono certo, mi limito a dirlo io) l’ultimo post potrebbe essere uno dei dogmi della “utopia sociologica monoclassista ploretaria” miseramente crollata, diametralmente opposta all’analisi aporetica di Marx. Appunto: il comunismo ha bisogno di fede, forse il marxismo non ne avrebbe avuto così bisogno…

    dorian

  12. utente anonimo says:

    Senti, p., io ti scuso volentieri, a patto che tu non mi confonda coi giovinastri pseudomarxisti che fanno distinzioni bizantine fra kapitalismo europeo “buono” e kapitalismo amerikano “kattivo”. Io sono “marxista” duro e puro di scuola albanese:-), mica postsessantot-tardo dalle idee politiche simili al caput medusae:-). Vabbé, il marxismo l’ho dovuto imparare per forza – sennò niente laurea e piccone in mano per il resto della vita – ma è stata sempre un’ esperienza.

    Certo che ci vuole fede per credere nelle “profezie” marxiste, ci mancherebbe altro. Come si farebbe – diversamente – a credere che il lupo e l’agnello vivranno d’amore e d’accordo anche in assenza di uno Stato che li sorvegli?

    Ciao

    Ritvan

  13. utente anonimo says:

    Perfettamente d’accordo con Ritvan: ci vuole fede per credere nelle profezie, un po’ meno per le analisi che si limitano ad analizzare il presente (appunto: aporetiche e non dogmatiche, concordo con Preve) senza profetizzare alcunché.

    dorian

  14. utente anonimo says:

    Lo sapevo che eri uno sporco rosso, Ritvan ;)

    Bella anche l’idea del neo-comunista nietzschiano che parte dalla Forza, dalla Lotta, dalla Fede e usa la ragione in modo del tutto sovrastrutturale (giusto?).

    Ma la mia domanda è: aporetico non è un aggettivo con una connotazione negativa?

    Ciao

    Francesco

    PS Ritvan, non mi hai risposto nell’altro post, ti aspetto

  15. utente anonimo says:

    Non è che son rosso, Francesco (tranne che di pelo:-) ), ma per poter combattere efficacemente “il nemico” bisogna conoscerlo bene, sennò che ci faresti tu in un blogcovo di “terroristi islamici e non”?:-) :-)

    Per quanto riguarda l’aporia, non credo che abbia esclusivamente connotazione negativa. L’altrovelodato De Mauro-Paravia online così la definisce:”aporia= filos.. difficoltà logica di un’argomentazione filosofica che è o sembra insolubile; estens., incertezza di fronte a due opinioni contrapposte”, mentre “aporetico=agg., relativo ad aporia; estens., problematico, contraddittorio”.

    Il tutto sta in quel “è o sembra insolubile”. Se “è”, “aporetico” è senza dubbio dalla connotazione negativa, se solo “sembra”, no. Io dico che il marxismo non lo è in senso negativo (ossia “insolubile”)quando analizza il presente (a prescindere dal fatto che non serve esser marxisti per capire che questo non è il migliore dei mondi possibili), ma lo diventa quando pretende di “costruire” o solo “preconizzare” il futuro. Allora, per superare l’ “aporia negativa/insolubile” legata al pessimo carattere di nosotros Homo sapiens sapiens – e a prescindere dalla proprietà privata e dalla moneta,- diventa dogmatico e dice: “Così sarà, punto e basta. E rassegnatevi!”.

    All’altro post non ti ho risposto (certo, però, che hai la tenacia di un bulldog:-) e detto da un veterinario è da considerarsi un complimento) perché la risposta non mi pare facile.

    Tu chiedevi: “Vale la pena attendere l’esaurimento naturale delle dittature – in quanto contrarie alla natura umana – piuttosto che fargli guerra, con il corollario di violenze efferate che ogni guerra comporta?”

    Intanto, secondo me, gli americani non avevano come OBIETTIVO PRIORITARIO rimuovere “la dittatura” dall’Iraq, bensì rimuovere QUELLA dittatura, che stava rappresentando un pericolo per loro. Poi, una volta rimossa quella, piuttosto che sostituire semplicemente Saddam con chessò, Tarek Aziz e buonanotte, hanno preferito dare all’Iraq regole democratiche.

    Io non credo che le dittature siano “contrarie alla natura umana”. Altrimenti non ce ne sarebbero state tantissime nel corso della storia, alcune delle quali (come quella faraonica, p.es.) protrattesi per millenni. E anche i dittatori sono esseri umani, come quelli che li servono fedelmente.

    Vale la pena attendere….Hmmm…dipende da chi se la deve dare quella “pena” e perché. Se una dittatura si rinchiude nel suo guscio e non rompe nel contesto internazionale, magari è meglio che venga lasciata “in pace” (si fa per direJ ), anche se i sudditi magari preferirebbero esser liberati, anche a suon di bombe, ma siccome non si può fare un referendum fra i sudditi, sorvoliamo….Io, p.es. auspicavo un intervento della NATO per liberare l’Albania dalla folle dittatura rossa che l’opprimeva ed ero disposto – sempre personalmente parlando – a correre il rischio di essere ammazzato dalle bombe, in accordo col detto:”Meglio una fine orribile che un orrore senza fine”. Ma altri la potevano pensare diversamente, anche perché molti di loro erano convinti di vivere nel “paradiso dei lavoratori” e che vosotros dell’altra parte morivate letteralmente di fameJ.

    Viceversa, se una dittatura comincia a dotarsi di armi di sterminio di massa, finanzia e promuove il terrorismo internazionale, ecc. ogni stato che si sentisse minacciato HA IL DIRITTO DI ATTACCARLA, senza attendere che si 2esaurisca” per autosfinimento. Così la penso io.

    Ciao

    Ritvan

  16. utente anonimo says:

    Non ti confondo, ritvan, ho solo fatto risaltare che era troppo ovvia e scontata la tua osservazione; e non è mai così. Comunque quei bravi ragazzi sono tutt’altro che giovinastri.

    Neocomunismo nicciano? Profezie? Temo abbiate paura delle parole. “Fede” è una parola, e non è stata superata dalla parola “ragione”, tanto più in senso illuministico. Marx era comunista, altrimenti avrebbe fatto altro che scrivere ciò che ha scritto, non è vero il contrario. Il filosofo ozioso è per altre indoli.

    “A differenza di altri architetti, la scienza non soltanto disegna castelli in aria, ma costruisce qualche piano abitabile dell’edificio prima di gettarne le fondamenta.”

    Una scienza non “fondata”? Appunto, questo è marx. p

  17. utente anonimo says:

    Caro compagno Rit,

    grazie.

    La mia domanda non era il frutto di sterile curiosità intellettuale ma nasceva da un mio dramma interiore (ce li abbiamo pure noi neoconnards).

    Il Papa, cioè il Vicario di Dio in terra, tanto per la cronaca, è stato inesorabilmente contrario a questa guerra in Iraq, e pure a quella prima. Non ho mai capito perchè. E da allora cerco col lanternino di Diogene. Che non ci tengo ad uscire dalla Chiesa Cattolica.

    A presto

    Francesco

    PS certo che hai dato una bella risposta democristiana …

  18. utente anonimo says:

    Egegio p.

    essendo cattolico, uno dei punti di forza della mia comunità religiosa è la capacità di far seguire alla Fede l’analisi razionale, ancorchè sempre parziale e in divenire, dell’oggetto della mia affezione.

    E’ verissimo che solo partendo da un moto dell’anima si inizia a conoscere (condivido il disdegno per i filosofi oziosi). Ma se tale moto non viene corroborato o sostenuto dalla ragione, potremmo benissimo essere finiti nelle mani di una maga o di un cialtrone.

    Che in soldoni è proprio quellio che capita ai marxisti, sempre ripresi dalla fascinazione del Manifesto del 1848 ogni volta che la realtà svela la fallacia delle sue premesse.

    Omaggi

    Francesco

  19. utente anonimo says:

    La prossima volta che qualcuno mi insulta banalmente gli rifilo ” aporetico”. Se la veda lui cosa vuol dire. Al limite pensa che faccio parte di una setta dal linguaggio ermetico.

    Quanto agli architetti, senza essere massoni, è evidente che prima progettano nella mente, tanto che il palazzo per loro è addirittura .. reale.

    Certo ci vuole fiducia e speranza di poterlo materialmente costruire, ma nel mondo delle idee è gia compiuto.

    La fede è un’altra cosa, ma solo chi l’ha sa cos’è : non io. Intuisco che chi ha fede attraversa il labirinto più serenamente e non importa se ancora all’uscita fatale non ha avuto prove e riscontri, non ne ha bisogno. Meglio che vivere in perenne stato di disorientamento.

    Del resto solo i grandi sognatori, quelli che credono nell’incredibile, quelli con forte volontà ed energia di pensiero, compiono le missioni impossibili o le prevedono realizzate nel futuro. Tutto questo non ha nulla a che fare con i ciarlatani, ma potrebbe averne con una madre Teresa, con un Leonardo da Vinci, con un Giulio Verne, con chi ha fatto scaturire il fuoco.

    Aurora

  20. utente anonimo says:

    francesco, fede e ragione sono la stessa cosa. E prendi questa cosa come più ti pare. Tanto io seguo un cialtrone di centocinquant’anni fa. p

  21. utente anonimo says:

    >..certo che hai dato una bella risposta democristiana … <
    E’ il mondo ad essere “democristiano”, caro francesco, ossia non semplicemente bianco-e-nero (come dicevano i manichei). A me pare di aver risposto esaurientemente. Gli americani si sentivano minacciati e hanno attaccato. Punto. Quel che ne pensi tu, poi, è affar tuo e quel che ne pensa il Papa è – con tutto il rispetto – affar suo; ti ricordo, però che il Papa è infallibile solo quando parla ex cathedra in materia di fede o di morale, non quando esterna in materia di politica internazionale. Lo so che poi si alzerà il coro indignato a dire “ma le armi di sterminio di massa Saddam non le aveva!”. E’ un po come se tu incontrassi in un vicolo buio un brutto ceffo che ti punta qualcosa addosso e ti grida “O la borsa o la vita”. Siccome sei armato, gli spari e lo fai secco. Dopo, si scopre che quello con cui ti minacciava era solo un bastone. E allora? Vabbè, da buon cristiano potevi dargli la borsa (così facevi contento anche p., dato che la proprietà privata è sempre un furto:-) ), ma chi ti dice che quello dopo averti preso la borsa non ti prende anche la vita? Sarò un bieco reazionario ma la penso così.

    Ciao

    Ritvan

  22. utente anonimo says:

    x p.

    affermare l’dentità di Fede e Ragione è semplicemente improponibile e senza senso. Sono come la mano destra e quella sinistra, diverse benchè complementari.

    Ritvan, il rapporto tra un cattolico e il Papa non può essere freddo e distaccato, sennò il cattolico ha dei grossi problemi.

    Se non sei affezionato al Papa, chiunque sia Papa in quel momento, allora non vivi la Chiesa e sei un cattolico all’1% e non da molta soddisfazione. Direi nessuna, ti riduci a fondare un circolo di teologia progressista per segaioli mentali.

    Epperò sul punto (e anche sulla rapina) non mi convinci. Troppo sottilmente gesuitico e poco netto nei principi … sarò mica un cripto-domenicano?

    Ciao

  23. utente anonimo says:

    Già, unite nell’uomo. I comunisti sono “monisti”. Dunque, a più alto livello, sono proprio la stessa cosa. p

  24. utente anonimo says:

    A proposito di comunisti e di “convivenza” fra fede e ragione. Battuta circolante in Albania poco prima della demolizione del Muro di Berlino: “Chi non è comunista a 20 anni è senza cuore, ma chi lo rimane anche a 40 anni è senza cervello”:-) :-).

    Ritvan

  25. utente anonimo says:

    >Se non sei affezionato al Papa, chiunque sia Papa in quel momento, allora non vivi la Chiesa e sei un cattolico all’1% e non da molta soddisfazione<
    Ecco perché prolifera tanto la specie “cattocomunista”. Li unisce il culto del Capo, della Guida Illuminata, del Grande Timoniere:-). Scusa Francesco (suppongo che sei tu, vero?:-) ) ma se il 99% delle tue idee ti devono venire per forza dal Papa, a che ti serve la ragione? Allora basta la Fede (nel Papa) e buonanotte!:-).

    Ammiro lo spirito d’indipendenza dei gesuiti dal potere temporale del Papa (cosa che spesso hanno pagato caro nella Storia). La Chiesa non dovrebbe essere del Papa, bensì di Gesù e il Papa stesso ne dovrebbe essere solo un buon amministratore. Opinione personale e credo premessa indispensabile per realizzare la riunione ecumenica dei cristiani (se il Papa ci tiene veramente).

    Battutina finale: Dopo il fermo pronunciamento del Papa contro la guerra in Iraq, Bush riunisce il Comitato di Sicurezza Nazionale e comunica:”Ho scoperto un altro Stato canaglia facente parte dell’Asse del Male. Non è uno stato democratico poiché le elezioni le tengono una volta ogni morte di Papa, a votare è solo un’esigua oligarchia di gente che a me sembra siano tutti comunisti poiché vestono di rosso. L’unico problema è che se lo bombardiamo, rischiamo di danneggiare il Colosseo”:-) :-)

    Ciao

    Ritvan

  26. utente anonimo says:

    Caro Ritvan (sì ero io), il Papa è un pochino di più di un amministratore.

    E’ l’uomo a cui Dio affida il compito di custodire l’unità del Suo popolo (mammamia quante maiscole) e a cui ha promesso il proprio aiuto in tale compito.

    L’unità della Chiesa è addirittura la via scelta da Dio per rendersi presente agli uomini (che vogliano guardars intorno) da un par di millenni.

    Capisci che l’uomo che è il garante di cotanta roba non è come l’amministratore del mio condominio.

    E trovo difficile sostenere che posso spegnere il cervello per il 99% del tempo se sono un cattolico che ama la Chiesa, anzi la mia maggiore difficoltà è proprio la troppa libertà/responsabilità che mi impone lo status di cristiano adulto (se rinasco mi faccio musulmano o comunista).

    Ciao

    Francesco

    PS bella la barza sulla stato canaglia ma a noi cattolici il Vaticano ci piace così.

    PPS non ci sono più i Gesuiti di una volta, Ignazio era un gigante.

  27. utente anonimo says:

    E chi lo diventa a quasi quarant’anni comunista? Non ha né l’uno né l’altro. Non sapete che alleggerimento. p

  28. utente anonimo says:

    No, p., chi lo diventa a 40 anni probabilmente ha un’improvvisa ipertrofia cardiaca. Dovrebbe farsi vedere da un cardiologo:-).

    Ciao

    Ritvan

  29. utente anonimo says:

    Si, Francesco, tu abbondi in maiuscole, ma quando si riferiscono a Dio non c’è da preoccuparsene. Quando si riferiscono a Miguel, invece – come fa Giuseppe – magari sì:-) :-).

    Beh, che ti devo dire, se Dio ci teneva all’unità della sua Chiesa, forse avrebbe dovuto mandare la bianca colomba a parlare a chi di dovere per non fare tutti quegli scismi. Forse Dio è più “pluralista” e ci tiene – come Mao – a far fiorire 100 fiori:-).

    Guarda, sul comunista non so che dirti,(per l’aldilà, intendo, poiché per l’aldiqua un bel posticino in una coop rossa o in un sindacato a fa’ ‘n c..zo non te lo negherà nessuno, di sicuro:-) ) ma se diventi musulmano scommetto la salute della mia animaccia che tribolerai molto di più, poiché non c’avrai un Papa infallibile a guidarti e dovrai interpretare il Corano tutto da solo. E se sbagli interpretazione, mio caro, mica c’è l’imam che ti perdona con due “Gloria ad Allah”, ne, ne. Ti ritrovi nell’aldilà senza una hurì che sia una, nemmeno guercia e butterata, e ti dovrai consumare il polso per l’eternità:-) :-). Come sicuramente capiterà a quel galantuomo di Bin Laden:-).

    Ciao

    Ritvan

  30. utente anonimo says:

    Affezionato al Papa. Deve essere una spiritosata. Non ci credo di avere a che fare con un cattolico, non è possibile. Il Vangelo parla di amore a 360 gradi, illimitato, nei confronti di tutto e di tutti, e qui leggo ” affezionato al Papa”.

    E’ più cristiano, più uomo, Forrest Gump, che seguendo il suo istinto si lancia a salvare i compagni, senza ragionamenti precedenti e senza alcun accenno a pensieri di catechismo o disquisizioni dottrinali.

    Mi meraviglia poi che si discuta così tanto di comunismo come fantascienza , quando si potrebbe dire che Gesù è egli stesso un precursore della pratica uguaglianza e condivisione. Anche riguardo alla moneta , O Dio O Mammona, O Dio o il denaro.

    Non ci sono compromessi o giustificazioni da addurre per chi tergiversa, è tutto, forse comunista, tranne che cristiano.

    Aurora.

  31. utente anonimo says:

    Questo premesso che prima di essere cattolici si è cristiani.

    Aurora.

  32. utente anonimo says:

    Aurora, hai ragione, sono esistiti, esistono ed esisteranno gruppi più o meno estesi di uomini che vivono secondo regole comuniste, anche, come i puffi, nei cartoni animati. Ma il comunismo di marx è una precisa predizione, che nasce dagli elementi che il capitalismo stesso crea. Qui ha ragione, dal suo punto di vista, un anticomunista a dire che il suddetto (e i suoi seguaci, naturalmente) abbia preso un grosso granchio, al di là del fatto che molte prime comunità cristiane, ed alcune anche oggi, avevano caratteristiche, a pieno significato di termine, comuniste.

    Però, ritvan, non mandarmi da un cardiologo, non posso permettermelo. E poi da quando sono comunista uso la sensibilità dei piedi, per questo faccio a meno di cuore e testa. p

  33. utente anonimo says:

    >Però, ritvan, non mandarmi da un cardiologo, non posso permettermelo.<
    Guarda, p., che Berlusconi non ha ancora soppresso le visite specialistiche a cura dell’ASL, perciò te lo puoi permettere, per poco ancora:-), ma te lo puoi permettere.

    Ciao

    Ritvan

  34. utente anonimo says:

    Ah, dimenticavo, p., le antiche comunità tribali, quelle monastiche, ecc. si differenziavano da quelle comuniste (e anche da quella dei puffi:-) ) per un trascurabilissimo particolare: il Capo veniva in genere eletto dalla maggioranza e non si insediava su un trono attorniato da un Politburo dopo aver trucidato il predecessore. Vabbè, non ho prove che il Grande Puffo abbia trucidato il suo predecessore:-), ma in quanto ai comunisti ne ho a iosa.

    Ciao

    Ritvan

  35. utente anonimo says:

    L’omicidio politico non è prerogativa dei comunisti traviati dal marxismo; il mio gruppo non l’ha mai praticato, per esempio, e dunque, mi spiace per te, ma non distingue i cattivi (faccio a meno della k) come noi, dagli altri, comunisti o no, buoni e mai assassini. Sarò ormai indottrinato fino al midollo, ma alle favolette è da tempo (prima di diventare comunista) che non credo più. Io rido alle stupidaggini degli imperi del male. Figurati che neanche il nazismo per me era (a maggior ragiore ora, da marxista) un impero del male. Sai quel trombone di cicerone come giustificava l’impero romano, tra l’altro? “Fines bellorum miti aut necessarii”. Sempre buoni coi nemici vinti, solo per necessità, e sempre con la legge dalla loro, va da sè, massacravano peggio dei “barbari”. Mi vuoi rifilare duemila anni dopo questa farsa di dottrina? Ma mi faccia il piacere! p

  36. utente anonimo says:

    p, se la tua sensibilità è nei piedi, e tralascio la riflessologia plantare e tutto quel che un buon medico dovrebbe diagnosticare da tale sensibiltà, altri l’hanno lasciata in qualche scarpa dismessa.

    Nella mia umile presunzione, anche il mio piede è un capolavoro e non ne ripudio nessuna nessuna parte. In questo tripudio di specialisti, si è perso però il senso dell’unità, quella stessa che hai segnalato in qualche tuo commento, con riferimento alla mano destra e sinistra. Non c’è sensibilità nel piede, se il cervello non gli manda gli impulsi nervosi, se il cuore non pompa l’ossigeno.

    Ma la sensibilità cui mi riferisco io tu l’hai sicuramente e se anche non credi nelle favolette, potresti essere un tipo da favola. Infatti mi viene difficile credere che tu sia, in realtà, un operaio e laureato in lettere, con tanta capacità di associazione di poesia, politica e canzone.

    Cos’hai, la forma del piede di quello che deve essere stato il modello del Satiro di Mazara del Vallo?

    Aurora.

  37. utente anonimo says:

    Aurora, se sembro strano, è che solo gli strani possono essere fuori del loro tempo. Ma questo sono, un operaio laureato (non specialista, però) in lettere. Mi sono travestito anche da “svizzero”, e allora ti mando questa deliziosa poesia di giorgio orelli, svizzero del canton ticino, cioè, lombardo al quadrato, altro che bossi.

    Frammento della martora



    A quest’ora la martora chi sa

    dove fugge con la sua gola d’arancia.

    Tra i lampi forse s’arrampica, sta

    col muso aguzzo in giù sul pino e spia,

    mentre riscoppia la fucileria.

    Lasciamo che quelli che si credono forti contro i privi di ragione sprechino le loro cartucce. p

  38. utente anonimo says:

    Puoi apparire fuori del tempo ad altri, non a me. Anzi, tutti quelli che hanno una passione vivono più intensamente il loro tempo. Tu hai un miscuglio di passione politica, e passione per le ” lettere”, smorzata e riequilibrata da un realistico disincanto, ma non per questo meno rinvigorente. Il tuo mestiere di operaio ti aiuta sicuramente a conciliare l’astratto con il concreto, le origini del sud e il senso della poesia a mantenere il sole anche in fabbrica.

    Ogni persona “strana” attira curiosità, ma bisogna distinguere lo “strano” ridicolo da quello che invece non si adatta all’andazzo di moda, distinguendosi per l’originalità del pensiero e del linguaggio.

    Spero di non averti disturbato con la mia analisi poco psicologica e poco logica, è solo quello che ho tratto dal leggerti.

    Di politica, come ho detto, non m’intendo e non ho capito cosa voglia dire travestirsi da svizzero.

    La poesia era carina, io di cartucce ne ho viste comunque poche, e mi parevano più di carta, tipo bussolotti, che di metallo.

    Ora son tutti alla conferenza, poi alla pizza ( vuoi vedere che il pizzaiolo è un egiziano) siamo rimasti come sempre solo noi a riempire questi spazi, mentre fuori piove, e nella città non sento il suono degli ” anfibrachi penosi”.

    A presto, Aurora.

  39. utente anonimo says:

    >L’omicidio politico non è prerogativa dei comunisti traviati dal marxismo; il mio gruppo non l’ha mai praticato, per esempio, e dunque, mi spiace per te, ma non distingue i cattivi (faccio a meno della k) come noi, dagli altri, comunisti o no, buoni e mai assassini.<
    Non lo metto in dubbio, caro p., che vosotros del molto onorabile gruppuscolo marxista non abbiate mai ammazzato nessuno. E spero vivamente che non veniate mai messi in condizione per farlo. Ossia, che non conquistiate mai il Potere. Il quale, del resto, mi par di aver capito nemmeno vi interessa tanto.

    Ciao

    Ritvan

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