Aldo Torchiaro entra nella nostra famiglia

La buona notizia è che la piccola cena tra lettori di questo blog si è guadagnata ben tre articoli sulla stampa nazionale.

La brutta notizia è che tutti e tre gli articoli, come ci segnala un anonimo commentatore a questo blog, sono usciti lo stesso giorno, e tutti sul San Marino dei quotidiani, l’Opinione. E sono proprio un articolo a testa: uno del Cavaliere dello Shekal, Dimitri Buffa, uno del Pollo d’Oro, Aldo Torchiaro e uno di Massimo "Abdul Hadi" Palazzi, erogatore di titoli nobiliari della Repubblica Democratica Somala.

Non mi dispiace affatto, anche se avrei preferito qualche organo di stampa più importante, come ad esempio Il Sabato di Imola. Comunque, come avevo già scritto, tra piccoli ci capiamo.

Sostanzialmente, si tratta di una vendetta dei tre per la beffa che ha fatto di Aldo Torchiaro il Pollo d’Oro dell’anno.

Qualcuno potrebbe obiettare, che un quotidiano non va usato per piccole vendette personali, incomprensibili ai lettori. Se si trattasse del Sabato di Imola, sarei d’accordo. Ma i lettori dell’Opinione – cioè io, i redattori e qualche loro amico – seguono ormai più o meno tutti questo blog, e quindi sono perfettamente informati dei fatti.

La nostra cena viene citata (con un brano preso pari pari da questo blog) per un motivo che potremmo definire umoristico:

"Poi la proposta per compensare la mancata due giorni a Chianciano, paese noto per le terme e per trasformare il fegato da malato in sano, con una sana abboffata di estremisti in pizzeria, magari a spese degli ignari finanziatori del terrorismo iracheno: “Non mancate, in margine, potremmo anche organizzare una cena tra i commentatori più assidui di questo blog, che ne dite?”. Certo che se questa area antagonista dell’occidente è tutta messa così allora tutto sommato si capisce perché la polizia li sottovaluti e li lasci giocare ai tifosi del terrorismo e a bruciare bandiere statunitensi e israeliane: certi cani abbaiano, e lo fanno in modo disgustoso, ma non mordono niente. Insomma fanno stragi e fanno macelli ma solo col vino de li Castelli."

Se fosse così, a fare la figura dei polli, anche se meno dei quarantaquattro deputati americani, sarebbero proprio i giornalisti che hanno sparato titoli sconvolgenti sul "convegno dei terroristi". Per citare un giornale a caso, cioè L’Opinione: " Affondo di Pisanu contro il terrorismo. Campo Antimperialista legato ad Al Qaeda?", oppure "“E’ un network terrorista”. Antimperialisti nel mirino." O un blog a caso, cioè quello di Aldo Torchiaro, che parla della "madre di tutte le battaglie".

Lasciamo anche perdere il fatto che il convegno di Roma ha come scopo quello di rilanciare l’idea originaria: un convegno con i rappresentanti della resistenza irachena.

Nessuno ha pensato di invitare alla nostra cena gli organizzatori o i relatori del Convegno, i quali non ne sanno nulla. Ma L’Opinione, come Cronaca Vera (se ci è permesso confrontare il San Marino di Arturo Diaconale con una pubblicazione infinitamente più importante) non sarebbe se stesso, se badasse ai banali fatti.

Comunque credo sia importante lasciare a Buffa e Palazzi la loro battuta. Dà un senso di allegria, e i tre ne hanno certamente bisogno. A noi non costa niente.

Torchiaro invece non ci arriva a una simile battuta. L’ultima pista che sta inseguendo è quello di un messaggio apparso su qualche forum, presumibilmente in lingua araba, che reca la firma del principe dei troll telematici, Abu Musab al-Zarqawi. Per fare messaggi a firma di al-Zarqawi, basta una conoscenza superficiale della lingua araba (comune a oltre 200 milioni di persone) e una connessione modem. Non c’è bisogno dell’ADSL, né – ovviamente – di essere al-Zarqawi, che secondo molte fonti è morto, secondo altri non esiste.

In ogni caso, è una balla che la faccenda sia "documentabile", come scrive Aldo Torchiaro. Se Torchiaro avesse l’IP di al-Zarqawi, avrebbe incassato la taglia del secolo e si sarebbe potuto permettere di mandare a quel paese una volta per tutte Dimitri Buffa .

Il Principe dei Troll (un po’ come i vari "spernacchiapanzoni" di Indymedia) avrebbe postato – non si sa dove o quando – un messaggio in cui direbbe ai propri lettori di non uccidere i seguaci dell’ayatollah al-Baghdadi. Basta questo post in uno sconosciuto forum, perché al-Baghdadi diventi, per una serie folle di proprietà transitive, "l’ambasciatore di Bin Laden", e anzi, "un uomo di Al Qaeda in piena regola ­ e con pieni poteri."

In sostanza, si tratta dell’approccio draculiano, cara ai complottisti di estrema destra e sinistra, oltre che ai Torchiari. Lalqaedicità, come il vampirismo, si trasmette per contatto: basta una piccola, quasi impercettibile puntura, e lungo tutta la catena che va dalla Transilvania a Roma, si mantiene con uguale forza, o "pieni poteri", in ogni contaminato.

abu musab al-zarqawi aldo torchiaro

Una recente foto segnaletica di Abu Musab al-Zarqawi, per una volta senza la sua mitica tastiera

Da buon terrorista islamonazicomunista, io ho un collo che sembra ormai una gruviera. Per cui concedetemi il piacere di far entrare nella nostra famiglia anche l’ottimo Aldo Torchiaro, il cui sguardo già sembra predisporlo bene.

Perciò, faccio il seguente comunicato pubblico: per favore, non fate più dispetti ad Aldo Torchiaro. Lo dice proprio Miguel Martinez, amico degli organizzatori del convegno di Chianciano, a cui avrebbe dovuto partecipare al-Baghdadi, che a sua volta…

Mentre Aldo inizia a sentire quello strano prurito sul collo che noi ben conosciamo, passiamo a un’ultima questione.

Il fatto che Buffa, Torchiaro e Palazzi finora non abbiano mai scritto nulla di divertente, e che quando lo hanno fatto, hanno detto tutti e due  la stessa battuta (quella sulla nostra modesta cena), ci obbliga a porci una domanda seria: quanti neocon ci vogliono per inventare una battuta?

La risposta è, almeno tre: Palazzi, Buffa e – dietro le quinte – il direttore dell’Opinione, Arturo Diaconale.  

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38 Responses to Aldo Torchiaro entra nella nostra famiglia

  1. utente anonimo says:

    Sweet but deadly si inserisce nel filone terror-shock 1) nudo di Buffa, 2) manifesto dell’incappucciato elettrizzato-sprofondo rosso-alta tensione, 3) larva femminile post-dissanguamento- integra all’obitorio di medicina legale con fiore ancora tra le labbra , ex Belladonna.

    Insomma, il concetto dovrebbe essere : datevi una scossa, correte in via cossa, lasciate in pace l’Iraq e pure la cena, in scantinato o sottoscala segreto, non siate capziosi sulla base conviviale, si mangia e si beve quel che c’è.

    Kel, a volte bisogna essere un poco nazi-fasci-filopasto-filoebbro.

    Aurora.

  2. Interessante la riflessione sul filone terror-shock, in effetti…

    Poi bello quel “filopasto-filoebbro”, con il suo significato immediato, e il curioso eco di “filopalestinese-filoebraico”, apparentemente contraddittorio, in realtà la chiave di volta della soluzione: democrazia e stato unico laico, tra il Giordano e il mare.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    A proposito di Irak, segnalo un magnifico articolo di Fulvio Grimaldi:

    http://www.uruknet.info/?p=16021&hd=0&size=1&l=x

    Rita.

  4. utente anonimo says:

    Miguel, e se tu invitassi anche Torchiaro alla famosa cena, così, tanto perché la vampirizzazione sia completa?:-).

    Seconda questione: per caso, DUE stati più o meno laici e altrettanto democratici fra il Mediterraneo e il Giordano, ti farebbero proprio schifo? Sai, specie dopo quel che è successo ad innocenti edifici vuoti a Gaza, il tuo auspicio mi pare un po’..ehm..come dire…utopico.

    Ciao

    Ritvan

  5. utente anonimo says:

    Fulvio Grimaldi…Fulvio Grimaldi..chi era costui? Ah, sì, adesso ricordo, era un kompagno che andò a Belgrado con “Un ponte per ..Belgrado” a dar manforte alle menzogne di Milosevic, dipingendo lo scempio fatto in Kosovo dai militari e paramilitari serbi (Arkan &Co) come solo “uno scontro fra Polizia Yugoslava e milizie separatiste dell’UCK”. UCK ovviamente creata apposta ed aizzata dai kattivi amerikani per rompere le scatole all’innocente kompagno Milosevic.

    Si, Grimaldi, buono quello. Lo adoro…Sicuramente anche sull’Iraq dice la pura e cristallina verità.

    Ritvan L”Albanese.

  6. utente anonimo says:

    Miguel, sarà presente arcoiris tv per riprendere il convegno?

    Rita.

  7. utente anonimo says:

    Fulvio Grimaldi ha lavorato nella Rai fino al 1999. é stato inviato di guerra per vari decenni. Di più non ne so, ma mi sembra un professionista molto serio e coraggioso.

    Ma Ritvan, sei nato in Italia o cosa? Com’è che conosci sempre tutti questi nomi, che ancora un po’ nemmeno un italiano conosce? a volte, francamente, sembri più uno della Digos che un albanese…; anche per il tuo uso dell’appellativo “compagno”, da te pronunciato con evidente fastidio!

    Fra l’altro, mi sa che sei uno dei pochi, in Italia, a usare ancora quella parola…:) ormai desueta…

  8. utente anonimo says:

    P.S.: poco fa era Rita.

  9. utente anonimo says:

    A me l’articolo di Grimaldi non dispiace. Ha due difetti: vede complotti anche dove non ci sono e, soprattutto, è scarsetto nel citare le fonti: “numerosi testimoni dicono…” “tutti sanno…” ecc., valgono quasi quanto “una fonte riservata dei servizi riferisce…” fonti dell’intelligence assicurano…”.

    Comunque, nella sostanza, condivido il nucleo dentrale dell’articolo.

    Alessandro

  10. utente anonimo says:

    Miguel, per caso negli anni sessanta leggevi “programma comunista”? Ancora oggi, quella dello stato unico democratico (noi usiamo il sinonimo “borghese”, perché sottolinea anche il tipo di economia) è la migliore soluzione che quella terra possa avere. L’aver scelto la strada del secondo stato è stato un tragico errore da parte della classe dirigente palestinese. p

  11. L’alternativa a un unico stato democratico non sono “due stati per due popoli”, perché comunque esiste già uno stato unico, nel senso che un unico stato decide, da 40 anni, della vita e della morte di chiunque viva tra il Giordano e il mare.

    Quello che i “liberal” propugnano sarebbe, contemporaneamente:

    1) Quattro stati per due popoli (visto che Gaza è staccata dal West Bank, e la West Bank è divisa in due da Maale Adumim e dintorni, mentre Israele si terrà anche la valle del Giordano).

    2) Uno stato per un solo popolo, perché Israele, che occuperebbe comunque circa il 90% della Palestina storica, non concederebbe al rimanente 10% alcun normale diritto di cui godono gli stati del mondo.

    Quindi l’alternativa è una sola:

    - uno stato unico senza democrazia, oppure

    - uno stato unico con democrazia

    Miguel Martinez

  12. Vi prego di evitare affermazioni, anche se scherzose, tipo “uno della Digos”. Uno della Digos farebbe di tutto per sembrare “uno di noi”, se no lo licenzierebbero :-))

    Ritvan è una persona libera, con idee forti e tutto il diritto di esprimerle.

    Miguel Martinez

  13. Fulvio Grimaldi è una persona che spesso scrive cose condivisibili (da me, almeno), solo che lo fa con una tale carica di isterismo, di complottismo, di primadonnismo e di pregiudizi personali, da darsi la zappa sul piede da solo. A se stesso e al bassotto Nando.

    Peccato.

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    Kel, hai colto perfettamente le mie assonanze, anche se io volevo dire che bisogna essere decisi e flessibili ( saltimbanchi ?) nell’aggregare in unità le diversità, specie quando, tra un discorso su Sharon e l’altro su Hammas , si sceglieranno le pietanze per la comunione della cena.

    So che nessuno mi chiede consiglio e la faccenda non mi deve interessare, ma io voglio che mi ricordiate anche quando sono assente e quindi vi raccomando di non far impazzire cameriere, cuoco e compagni, stando un quarto d’ora a decidere il piatto, , o, dopo avere richiesto ed ottenuto una descrizione dettagliata di tutti gli ingredienti di tutte le portate, optare per una ma con una serie di modifiche.

    Se siete in 27, non scegliete 27

  15. utente anonimo says:

    Fosse piena, la Digos, di gente come Ritvan! Per me potrebbe anche essere del Mossad, santo cielo, mica stiamo pianificando niente di illegale. Stiamo solo discutendo, né mi pare si possa dire che “facciamo parte” di questo o quello (motivo per cui sarebbe difficile per chiunque sembrare “uno di noi” :-)) Sarebbe curioso che emergessero le storie personali di ciascuno dei frequentatori di questo blog, mi sembra di intuire, tra le righe, storie personali e approdi attuali assai diversi fra loro.

    Alessandro

  16. utente anonimo says:

    continua :

    piatti diversi. Vino della casa.

    Bè, mi spiace un poco di non esserci, per poter fare la comandina.

    Aurora.

  17. utente anonimo says:

    Mi chiedevo se è previsto che l’incontro di Roma sia registrato (anche solo l’audio) e poi ritrasmesso… magari sul sito di Arcoiris; qualcuno ne sa qualcosa di più?

    Rita.

  18. utente anonimo says:

    ebbasta con Torchiaro!! è un poveretto, come il nudista e il panzone… che si fottano tutti e tre.

    scrivessero sul corriere capirei, ma di San Marino, si sa, non frega niente a nessuno: blog è piccolo ma non meschino.

    aridateci Rosarita Amalfitanu (e una nuova operazione Chonkin).

    raz

  19. Caro Raz, non sai quante volte mi sono detto la stess cosa.

    La mattina mi sveglio che fa ancora buio, e mi immagino davanti una radiosa giornata senza Torchiaro.

    Poi lui ne combina una delle sue, e non riesco a controllarmi, perché mi fa ridere troppo.

    Comunque adesso faccio un voto: non parlerò più di Torchiaro, Buffa o Palazzi.

    Vediamo quanto resisto.

    Miguel Martinez

  20. Per Rita: non so se sia previsto l’intervento di Arcoiris. Considera comunque che questo non è il vero convegno, ma una riunione preparatoria per il vero convegno, che dovrà avere la presenza degli iracheni.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    >P.S.: poco fa era Rita.<
    E adesso chi è, di nuovo Katrina?:-) :-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  22. utente anonimo says:

    Dai, Rita, che scherzavo poco fa! Certo che chi ti ha messo il nome dell’uragano che in questi giorni sta sconquassando gli USA qualche potere extrasensoriale lo deve aver avuto:-).

    >Fulvio Grimaldi ha lavorato nella Rai fino al 1999. <
    Pare se ne sia andato sbattendo la porta perché quelli della RAI non gli lasciavano spiegare fino in fondo com’era buono Milosevic:-).

    >é stato inviato di guerra per vari decenni.<
    Sicuramente alla verità aveva giurato guerra senza quartiere:-).

    >Di più non ne so, ma mi sembra un professionista molto serio e coraggioso.<
    Sono d’accordo. Ci vuole molta serietà per dire certe cose senza scoppiare in un’omerica risata e tanto coraggio per non vergognarsene.

    >Ma Ritvan, sei nato in Italia o cosa?<
    No, sono nato e cresciuto a Valona (Albania).

    >Com’è che conosci sempre tutti questi nomi, che ancora un po’ nemmeno un italiano conosce?<
    Merito di mio padre, laureatosi a Padova prima della guerra e della RAI TV che seguivo assiduamente fin dal lontano 1971.

    >a volte, francamente, sembri più uno della Digos che un albanese…;<
    Si, ma il kalashnikov e le “ragazze” che “lavorano” per me è un po’ difficile farli entrare nel blog. Ti rinnovo, comunque, l’invito a venir vedere i miei documenti. Fidati, quelli son stati fatti nel 1998, quando c’erano ancora i turchinapolitani che non sospetterai mica di collusione con la Digos! Anzi, facciamo così, se vieni alla famosa cena dimmelo che me li porto appresso. Se non ti fidi neanche dei turchinapoletani, non ti rimane che trovare un autentico albanese di Valona, portartelo appresso e metterlo a confronto con me. Così l’agente della Digos sarà finalmente smascherato:-).

    E non ascoltare quelli che con aria di sufficienza :-) ti dicono che un infiltrato della Digos si fingerebbe più a sinistra di Marx e più antiamerikano di Bin Laden. I tempi sono cambiati e le strategie della Digos pure. Quella dell’infiltrato un po’ “contestatore” viene direttamente dalla CIA ed è stata studiata proprio per questo: infatti, chi oserebbe infiltrare un filoamerikano in un’organizzazione dichiaratamente antiamerikana?:-).

    >anche per il tuo uso dell’appellativo “compagno”, da te pronunciato con evidente fastidio!<
    Come fai a vedere il mio fastidio? Non è che mi spii con una webcam?:-)

    >Fra l’altro, mi sa che sei uno dei pochi, in Italia, a usare ancora quella parola…:) ormai desueta…<
    Pochi ma buoni, mia cara! Non per confermare le tue affermazioni sulla mia diabolica conoscenza di cose italiche, ma giusto una settimana fa un certo Romano Prodi (do you know?), dal palco della Festa dell’Unità di Milano ha esordito con “Compagni e compagne” e – come riferisce “La Repubblica” – “ha strappato subito un fragoroso applauso alla platea”. Che Il Mortadella abbia voluto prenderli per il cu…latello?:-)

    Ciao

    Ritvan il Compagno di Merende:-)

  23. utente anonimo says:

    >Ritvan è una persona libera, con idee forti e tutto il diritto di esprimerle.<
    Grazie Miguel, tu sì che sei un intenditore:-) (come recitava un celebre slogan pubblicitario). E ricambio la costatazione.

    E, tanto per abusare della libertà che mi concedi:-), continuo a non essere d’accordo con te (nonché con p.) sul SUD (ossia Stato Unico Democratico) in Palestina.

    Chi siamo noi per arrogarci il diritto di dire a quei due popoli “questo o quello è meglio”? Che fine ha fatto il famoso principio dell’ “autoderminazione dei popoli?”. Io credo bene che ai palestinesi convenga e molto, ci mancherebbe altro, basti guardare il rapporto demografico arabi/ebrei ed è tutto chiaro nell’ambito del principio democratico “un uomo un voto”:-). Ma non credo che i palestinesi abbiano avuto scelta, come sostiene p. La divisione era ormai fatto compiuto. Ma, ammesso e non concesso che p. convincesse i palestinesi a mutar parere, siamo sicuri che un referendum fra gli israeliani non darebbe un esito “bulgaro” a favore dello stato separato?

    In conclusione, riproporre oggi il SUD mi sembra pura fantapolitica.

    Quella della divisione dei territori mi pare una semplice questione tecnica, risolvibile con mezzi tecnici. Una sopraelevata, un tunnel o cose simili. Ti ricordo che la capitale della Danimarca si trova su un’isola, che Berlino Ovest stava come stava benissimo per 45 anni, che Giappone ed Indonesia sono arcipelaghi ed infine – lupus in fabula:-) che il Canada taglia in due gli USA, e dunque, non sta scritto da nessuna parte che la continuità territoriale sia conditio sine qua non per l’esistenza ed in buon andamento di uno Stato.

    Last but not least, se due etnie slave che negli ultimi secoli hanno litigato al massimo per stabilire chi dei due era miglior bevitore di birra – e parlo di cechi e slovacchi – hanno deciso di “divorziare”, non vedo la ragione per costringere – anche se fosse possibile farlo – due etnie come ebrei e palestinesi a convivere sotto lo stesso “tetto” in Palestina. Democraticamente o meno che fosse.

    Ciao

    Ritvan

  24. utente anonimo says:

    Non ho tempo per essere troppo analitico, magari torno più tardi sull’argomento. In linea di principio, lo vedrebbe anche il ragionier Filini che il SUD sarebbe una soluzione ideale per risolvere il problema della Palestina.

    Credo che né Miguel né P. siano però così ingenui da “proporlo” o immaginare che si possa realizzare nel prossimo mezzo secolo. E questo perché Israele è Israele e non la Serbia. Se fosse la Serbia, stai sicuro, Ritvan, che non ci si metterebbe molto a fare ingoiare agli israeliani una presenza internazionale in grado di garantire la costruzione dello stato unico, dal Giordano al mare, e mettere fina alla tragica anomalia della Padania del Medioriente, con Borghezio primo ministro.

    Alessandro

  25. Credo, anzi sono sicuro che ci sarà lo stato unico tra il Giordano e il mare. E che sarà, come è già adesso, uno stato unico non democratico.

    Lo stato unico avrà tre minuscole riserve per i nativi palestinesi, costituite all’unico scopo di privarli del diritto di voto.

    E’ il progetto di “due stati per due popoli” che non ha mai avuto la minima base nella realtà, e quindi non merita nemmeno di essere preso in considerazione.

    Miguel Martinez

  26. utente anonimo says:

    …eh, Miguel, però non trovo giusto che tu possa usare grassetto e corsivo e noi no… propongo una carta dei diritti fondamentali dei commentatori di Kelebek :-)

    Alessandro

  27. utente anonimo says:

    Non è che due stati/due popoli non abbia una base reale. Ma l’esito è quello che spieghi tu benissimo, miguel, e più ancora la deriva sia dei palestinesi, sia degli israeliani come popoli. Ma bisogna dire che israeliani e palestinesi sono stati fagogitati dallo sconto russo-americano, e quella terra, per sua sfortuna, è stato lo specchio più fedele della bruttura del mondo bipolare. Si può vedere come il fumo negli occhi l’attuale monopolio (ma solo politico-militare) americano, ma guardare nostalgicamente indietro, come molti contestatori lo status quo fanno, è sbagliatissimo. Il nuovo verrà solo attraversando questa nuova fase, che, con tutte le sue indegnità, c’ha liberato d’un periodo di cui non c’è niente da rimpiangere. p

  28. utente anonimo says:

    Da quanto so, non sono pochissimi gli arabi che inizialmente non erano ostili ai nuovi arrivati. Molto interessante è a tale proposito un vecchio documentario di Amos Gitai, del quale non ricordo ora il titolo, che intervistava dei vecchissimi sopravvisuti alla creazione dello Stato di Israele, sia arabi che immigrati ebrei, realizzato più di dieci anni fa (forse anche venti).

    E anche ora, diciamolo, molti arabi vorrebbero semplicemente godere della nazionalità piena, di pieni diritti in quanto cittadini israeliani, in un Israele veramente democratico (ossia non confessionale come è ora, cioè tutt’altro che democratico). Mi sembra che anche Edward Said guardasse con favore a questa soluzione.

    Però ormai, quello che vogliono, è semplicemente uno stato Bantustan per i palestinesi, se va bene, oppure il genocidio per sfinimento.

    Molto interessante anche un documentario du dvd, pubblicato in Italia da Boringhieri: Eyal Sivan e Michel Khleifi,

    “Route 181″

    Frammenti di un viaggio in Palestina-Israele,

    (film documentario di 4h 30).

    Mostra tutti i luoghi cancellati dall’invasione israeliana del 1948 o quel che ne resta.

    Rita.

  29. utente anonimo says:

    A proposito di Israele, non so se avete letto la periodica requisitoria di Allam contro Piccardo sul Corsera del 22/09. Allam riporta la risposta data su Panorama da Piccardo alla domanda se Israele ha il diritto di esistere. Un secco “No”. Se le cose stanno veramente così, con tutta la disistima che ho per Allam come persona, non posso dargli torto quando dice che Piccardo non è un musulmano moderato.

    Ritvan

  30. utente anonimo says:

    Si, Rita, gli israeliani sono sporki, kattivi, antidemocratici, konfessionali e – cosa che non guasta – servi degli amerikani (o gli amerikani sono servi delle lobbies ebraiche, non si capisce bene). Mentre i palestinesi arabi sono angioletti, a cui mancano solo aureola, alucce e arpa:-). Massì, freghiamocene delle decisoni ONU che dividono quella terra in due, facciamone un solo Stato, a maggioranza araba, il quale – ovviamente – sarà mooooolto democratico, anzi, un faro della democrazia sulle sponde del Mediterraneo e tratterà la minoranza ebraica al suo interno con guanti di velluto. Peccato che il democraticissimo Arafat sia morto e non si possa mettere a capo di tale meraviglioso Stato:-).

    Ciao

    Ritvan

  31. utente anonimo says:

    Per Ritvan: questo lo dici tu. Amos Gitai, se tu non lo sapessi, è ebreo. Non so perchè devi sempre “fanatizzare”…

    Rita.

  32. utente anonimo says:

    >In linea di principio, lo vedrebbe anche il ragionier Filini che il SUD sarebbe una soluzione ideale per risolvere il problema della Palestina.<
    Io sarò Fantozzi, Ale, ma dopo quello che ho visto recentemente a Gaza ho paura che quella “soluzione ideale” si potrebbe trasformare in una seconda edizione della “soluzione finale”. Coi bulldozer che spianerebbero tutto ciò che è stato costruito nello stato di Israele.

    >Credo che né Miguel né P. siano però così ingenui da “proporlo” o immaginare che si possa realizzare nel prossimo mezzo secolo. E questo perché Israele è Israele e non la Serbia. Se fosse la Serbia, stai sicuro, Ritvan, che non ci si metterebbe molto a fare ingoiare agli israeliani una presenza internazionale in grado di garantire la costruzione dello stato unico, dal Giordano al mare, e mettere fina alla tragica anomalia della Padania del Medioriente, con Borghezio primo ministro.<
    Infatti, Israele non è la Serbia (per fortuna sua, Israele ha l’alleato “giusto”). Ma il paragone zoppica. Io non saprò bene quel che vogliono i palestinesi (o meglio, quel che vogliono gli “amici dei palestinesi” per loro), ma so benissimo quel che vogliono i kosovari: vogliono l’indipendenza del Kosovo dalla Serbia e non lo Stato Unico Democratico Serbo. Perché mica son fessi, i kosovari, lo sanno che in quello Stato – a differenza dei palestinesi nell’utopico SUD fra Giordano e Mediterraneo- sarebbero una minoranza e il Mondo mica avrà sempre tempo per ascoltare le loro lagnanze sulle angherie perpetrate dai “freschi democratici” serbi nei loro confronti. Ognuno a “casa” sua, dunque e una robusta staccionata fa, col tempo, buoni vicini (come dicono gli inglesi).

    Ciao

    Ritvan

    P.S.L’Unità d’Italia mi risulta esser stata fatta proprio dagli antenati di Borghezio, mentre ai “terun” nessuno chiese il parere. Anzi, per essere precisi, glielo chiesero, in un referendum-truffa (descritto magistralmente nel “Gattopardo”) ma solo dopo che quel galantuomo di Bixio aveva fatto piazza pulita dei “resistenti”, allora chiamati “briganti”. Perciò, il caro Borghezio è causa del suo mal e non gli rimane che pianger sé stesso.

  33. utente anonimo says:

    >Per Ritvan: questo lo dici tu. Amos Gitai, se tu non lo sapessi, è ebreo. Non so perchè devi sempre “fanatizzare”…

    Rita.<
    Figurati, cara Rita, se non so che Amos Gitai è ebreo. Ma so altrettanto bene che – per par condicio – Magdi Allam e “musulmano”. Come la mettiamo?:-)

    Ciao

    Ritvan

  34. utente anonimo says:

    Scusa ritvan, ma alla fine un liberale come te sembra proporre come soluzione migliore, per il kossovo e la questione israelo-palestinese, la formazione di stati etnici. Ciò che tu dici mi fa essere “pragmatico” nella visione irachena, è proprio questo rischio, che si dovrebbe assolutamente evitare, inutile a una soluzione democratica del dopo saddam, ma anche, in prospettiva, alla possibile rivoluzione mondiale (gratta, gratta, il pragmatico scopre il dogmatico). Cioè, che la minoranza sunnita divenga una specie di disperata enclave di tipo palestinese in un territorio diviso per etnie. Coltivare il proprio orticello indisturbati, quand’anche difeso da palizzate, è sempre meno possibile in questa fase storica, e comporta più danni che vantaggi. p

  35. utente anonimo says:

    Ma Maghdi Allam non era copto?:)

    Maria Josè

  36. Magdi Allam copto: c’è molta gente che lo ha conosciuto personalmente, che sostiene che lo sarebbe. Un motivo per *non* crederci è che il primo a scriverlo è stato… Dimitri Buffa.

    Io credo che sia di “etnia” musulmana.

    Miguel Martinez

  37. utente anonimo says:

    Allam sarà pure copto o Testimone di Geova:-), ma – a parte il fatto che lui si autodefinisce “musulmano” e sfido chiunque a dimostrare il contrario – ci potrei mettere anche lo shekalo Palazzi sul piatto della bilancia:-). I due messi insieme bilanceranno un Amos Gitai qualsiasi, no?:-). E poi, digiamocela tutta (come dice La Russa) se il caro Gitai, ebreo fino a prova contraria, freme dalla voglia di vivere in uno stato democratico a maggioranza musulmana, che diamine, non ha che da scegliere fra Turchia ed Albania! Che vuole di più dalla vita?:-) :-).

    Ritvan

  38. utente anonimo says:

    Caro p., non ho detto che quella fosse “la soluzione migliore”, ho detto che era l’unica voluta dalla minoranza kosovara. In Iraq mi pare che le cose siano messe leggermente in modo diverso: è la minoranza sunnita che non vuole la devoluscion in salsa araba:-), poiché rimarrebbe con una mano davanti e l’altra dietro, essendo i pozzi in territorio curdo e sciita. E, con tutto il disprezzo per il sunnita Saddam e per il baath dominato dai sunniti, una tale devoluscion del cavolo mi pare ingiusta nei confronti dei sunniti. Tutto qui. Al limite, se “divorzio” ha da essere, che la parte più “forte” paghi gli alimenti, che diamine!

    Ancora diversa è la questione israelo-palestinese. Lì, uno Stato già c’è e, da 50 e passa anni. Il problema, semmai, sarebbe fargli fare una “cura dimagrante”, essendosi “allargato” troppo in seguito a vittorie militari.

    Ho letto recentemente su “Repubblica” (giornale certamente non neocon) che un analista politico israeliano diceva che Israele poteva scegliere solo due fra queste tre opzioni:Grande, Democratico, Ebraico. Pare che abbia scelto le ultime due. E penso che anche gli ebrei abbiano diritto di fare le loro scelte. E aggiungo che – con tutto il rispetto per il sullodato analista – uno Stato Grande (ossia che comprenda tutta la Palestina) attualmente io non lo vedrei per niente favorito a diventare democratico. Uno Stato palestinese, invece, sì. Magari non subito, con Hamas, Jihad e miseria e corruzione fra i piedi, ma col passare del tempo, sì. E a quel punto, se vorranno federarsi con Israele (cosa di cui dubiterò fino in fondo) e se Israele accetta, chi sono io per impedirglielo?:-).

    Ciao

    Ritvan, Albanese Etnico:-)

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