Hasta luego, si Dios quiere…

chianciano resistenza irachena

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67 Responses to Hasta luego, si Dios quiere…

  1. psilo says:

    Deve essere interessante…

    Scusate l’ignoranza, ma si può entrare liberamente ?

  2. Certamente.

    Penso che un contributo di qualche euro per l’organizzazione sia sempre gradito, visti i costi che hanno dovuto affrontare gli organizzatori, ma non ci vuole il biglietto!

  3. GMariniello says:

    Questo manifesto mi fa senso… GM

  4. Il buon Mariniello ama farci partecipi delle sue emozioni.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    E’ un animo sensibile…

    Alessandro

  6. daciavalent says:

    a me fa senso mariniello… senti miguel, ma la cena in questione la organizzi in quel ristorantino stranissimo nello scantinato? sai, perché io il numero l’ho perso… sigh…

    baci, dacia

    p.s.: se non si fosse capito, dato che se magna, io ce sto….

  7. daciavalent says:

    ritvan, mi pare di aver capito che sei un veterinario. accidenti. sono innamorata di uno così, come faccio? ma siete tutti così strani? infilare braccia nei sederi dei cavalli fa quest’effetto?????

    loving dacia

  8. utente anonimo says:

    Beh, GM si potrebbe rifare la bocca con l’ultima “intervista” di Al Zawahiri che si assume la responsabilità dell’attacco di Londra oppure con la prossima intervista di Allam, in cui il capostipite dei “musulmani atei”:-) commenta a c..zo di cane un sondaggio fra i pakistani inglesi, sondaggio fatto, invece, a c..zo di verro. In questo mondo ce nìè per tutti i gusti…

    Ritvan

  9. utente anonimo says:

    Beh, pure tu che t’innamori di uno così “strano”, tanto “normale” non devi essere, Dacia mia:-).

    Comunque, quello delle cavalle (e anche delle bovine) in cui una volta s’infilava la mano per far diagnosi di gravidanza si chiama “retto” e non sedere. Però, questo metodo da tempo non s’usa più, sai, forse tu bazzici solo cavallari “tradizionalisti”, alla Baget Bozzo, ma forse sarebbe il caso di informarli che hanno inventato un aparecchietto che si chiama “ecografo”.

    Ciao

    Ritvan il Veterinario Moderno

  10. daciavalent says:

    ma io te l’avevo detto che era “strano” secondo te a cosa mi riferivo?

    dacia, lapalissina e lapalissiana

  11. utente anonimo says:

    Altro scoop del Montanelli del terzo millennio!

    Torchiare per credere!

    Andrea

  12. Peccato che non posso passare la vita a dedicarmi a Torchiaro. Comunque in sostanza dice che Iraq Libero ha invitato in Italia l’ayatollah al-Baghdadi.

    Ora, “un comunicato” di al-Zarqawi (quello che molti danno per morto da anni), apparso non si sa dove (su Indymedia? :-)) avrebbe detto di non uccidere i seguaci di vari gruppi sciiti, tra cui quello di al-Baghdadi.

    Ergo, “Il Campo Antimperialista è direttamente legato ad uno dei gruppi armati sciiti lodati oggi dal leader di Al Qaeda in Iraq, Abu Musab Al-Zarqawi”.

    Io lodo qui la genialità di Aldo Torchiaro. Potrà scrivere così nel suo prossimo articolo che lui stesso è stato lodato da qualcuno che riporta le attività di Iraq Libero, che avrebbe contatti con al-Baghdadi, che lo avrebbe picchiato il gatto, che se lo sarebbe bruciato il fuoco.

  13. Per Dacia,

    No, quello è chiuso il fine settimana. Pensavo a un posto da tutt’altra parte.

  14. utente anonimo says:

    la domanda mi nasce spontanea.. ma.. la protezione sarebbe estesa anche alla cena? sia che fosse di sabato che di domenica? no.. perchè.. in caso contrario.. potremmo evitare localini nei sottoscala? è che.. non lo so.. sarà condizionamento psicologico.. ma.. saltare in aria come un topo mi fa più impressione che farlo alla luce dei lampioni.. hai la sensazione di poterti salvare..

    p.s. ieri sera guardando borghenzio a blog mi è venuto in mente torchiaro.. e quello che benigni dice di bossi “è come sciogliere un cane dalla catena e dirgli “vah.. per un quarto d’ora dì quello che c***o ti pare e poi torna qua”

    fatma

  15. GMariniello says:

    Una bella notizia! Le insegnanti hanno sostenuto che e’ fondamentale poter vedere in viso chi, effettivamente, viene a prendere il piccolo all’asilo. Serve, sempre secondo le maestre, il riconoscimento diretto del volto. Le insegnanti hanno sostenuto che e’ fondamentale poter vedere in viso chi, effettivamente, viene a prendere il piccolo all’asilo. Serve, sempre secondo le maestre, il riconoscimento diretto del volto. GM

  16. GMariniello says:

    Errata corrige: Una bella notizia! Una donna islamica e’ stata costretta a levarsi il burqa dal viso dopo che le mamme di altri bambini che frequentano lo stesso asilo del figlio della musulmana, avevano chiesto l’intervento della polizia municipale. Teatro della vicenda l’asilo comunale ”Brigida Zucchi” di via Ruggero Manna, nel pieno centro di Cremona ad un centinaio di metri dal tribunale. Le insegnanti hanno sostenuto che e’ fondamentale poter vedere in viso chi, effettivamente, viene a prendere il piccolo all’asilo. Serve, sempre secondo le maestre, il riconoscimento diretto del volto. Le insegnanti hanno sostenuto che e’ fondamentale poter vedere in viso chi, effettivamente, viene a prendere il piccolo all’asilo. Serve, sempre secondo le maestre, il riconoscimento diretto del volto. GM

  17. utente anonimo says:

    Anche oggi a Mariniello non passa niente…

  18. utente anonimo says:

    Mariniello, il tuo umore non può che andare incontro a giurni sempre più felici, se continua così. Beato te, che ti accontenti di poco…

  19. utente anonimo says:

    Mariniello, vuoi far mettere in bacheca dell’atrio dell’asilo la foto segnaletica di tutte le mamme e parenti che vengono a prendere i bimbi ? Dubito che sin dal primo giorno le maestre sappiano riconoscere tutti, mentre col tempo dovrebbero essere in grado di individuare le persone anche dalla voce, dalle inflessioni, dalla sagoma, dalle movenze, da tutto quel complesso di elementi che permettono, a distanza, di riconoscere qualcuno di noto, e, da vicino, di distinguere due gemelli l’uno dall’altro.

    Se delle maestre sono incapaci di distinguere i tratti essenziali delle persone, non sono neanche in grado di svolgere una così delicata funzione. Tra l’altro trattano i bambini come dei cretini, pronti a seguire chiunque venga a prenderli.

    Quanto alle mamme che hanno chiamato la polizia municipale, penso che facciano parte di quei gruppi di maldicenti annoiate che si tingono i capelli da bruno in biondo o rosso, fanno ricorso al lifting, decidono di darsi una scossa improvvisandosi teen-agers in sale da ballo. Così mascherandosi e riciclandosi abituano i propri figli ad una donna in continua esteriore trasformazione, tutta protesa al piacere, sintomo di una interiore insoddisfazione, creando in loro confusione.

    Mi immagino queste maestre, queste mamme da anziane ricoverate in ospizio. Non potranno lamentarsi per la presenza di donne con burka. Le mamme col burka non ci saranno perchè avranno avuto dai propri figli ben altro riconoscimento, effetto dell’educazione e dell’affetto ricevuto.

    Aurora.

  20. utente anonimo says:

    Per Ritvan lo scettico (e visto che nel post si parla di Iraq): mi spieghi cosa ci facevano, secondo te, due soldati dei cosrpi speciali inglesi SAS vestiti da arabi in una macchina che sfrecciava a tutta velocità per le strade di Basra? E perché hanno sparato alla polizia irachena che ha intimato l’alt e che poi è riuscita a fermarli? E, secondo te, perché il comando inglese era talmente preoccupato da quello che avrebbero potuto dire a chi li interrogava da inviare i carrarmati per sfondare i muri della prigione dove erano detenuti e liberarli? Questo ti basta per sospettare che inglesi e maericani siano coinvolti nelle stragi di civili, o vuoi una dichiarazione scritta, firmata dagli agenti provocatori e controfirmata dal direttore della CIA? Hai cinque minuti per leggerti l’articolo sul Telegraph (http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2005/09/20/wirq20.xml&sSheet=/news/2005/09/20/ixnewstop.html) e dirci cosa ne pensi?

    Alessandro

  21. GMariniello says:

    C’è una legge dello Stato italiano (che in Italia è fonte sovraordinata al Corano) che dice che non si può andare in giro con il volto coperto. GM

  22. utente anonimo says:

    A Mariniello continua a non passare niente…

  23. utente anonimo says:

    >Questo ti basta per sospettare che inglesi e maericani siano coinvolti nelle stragi di civili, o vuoi una dichiarazione scritta, firmata dagli agenti provocatori e controfirmata dal direttore della CIA?<
    No, Ale, mi dispiace ma non mi basta, pertanto gradirei molto quella dichiarazione scritta:-). Sicuramente quelli non erano soldati semplici, bensì delle spie. Le quali potrebbero fare di tutto, come da che mondo è mondo fanno le spie. In linea puramente teorica, anche metter bombe. Ma da qui ad affermare che le abbiano messe loro ce ne corre.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. In alternativa alla confessione del capo della CIA e di quello del MI britannico, potrei accettare anche un paio di soldati inglesi travestiti, ma solo se beccati mentre mettono le bombe.

  24. utente anonimo says:

    GM (che non sta per General Motors:-) ), non ti viene il sospetto che quella Legge dello Stato valga anche per i motociclisti che vanno in giro col casco integrale dalla visiera “fumé”? Eppure nessun vigile ne ha mai multato uno. Che, per caso il Regolamento del Motoclub di Desenzano del Garda ti risulta essere altrettanto sovraordinato anche alla tua amatissima Legge dello Stato, peraltro risalente al periodo fascista?

    Ritvan

    P.S. Caro GM, qualcuno disse:”Con le baionette si possono fare tantissime cose, tranne che sedervisi sopra”. E io credo che la cosa valga anche per le multe, specie se per motivi tanto futili come quelli che ti fanno andare spesso e volentieri in brodo di giuggiole.

  25. utente anonimo says:

    Caro Ritvan, per la precisione non si trattava di spie, ma di membri del SAS, un po’ come dire il cosrpo scelto gli incursori della Marina italiani. La missione non l’avevano ancora compiuta, e non ho detto che abbiano messo alcuna bomba. Ma una missione era in corso, e i due si sono rifiutati di dire di che cosa si trattasse, che cosa ci facessero in una macchina civile vestiti da arabi e perché abbiano risposto all’alt sparando (probabilmente andavano a una festa in maschera, con al-Zarqawi :-)). “Chiedetelo ai nostri superiori”, hanno risposto alla polizia irachena; la quale lo ha fatto, e come risposta ha subito un attacco con mezzi blindati e artiglieria pesante, e l’evasione dei due. Ora, io immaginavo che non ti sarebbe bastato tutto questo e sono certo che se riuscissi a ottenere la confessione scritta e controfirmata me ne contesteresti l’autenticità :-).

    Alessandro

  26. utente anonimo says:

    >…sono certo che se riuscissi a ottenere la confessione scritta e controfirmata me ne contesteresti l’autenticità :-). < Ma come hai fatto ad indovinare, Ale???!!! Sei proprio un mago!:-) :-).
    Ciao

    Ritvan

    P.S. Così, per pura ipotesi, non è che i nostri due SAS-isti si recavano, chessò, da qualcuno dei nostri invitati a Chianciano per proporre loro un accordo non precisamente pulitissimo, alle spalle degli amerikani? Sai, il metodo italico brevettato da Gianni Letta potrebbe aver fatto proseliti:-).

  27. utente anonimo says:

    Per Ritvan il Cospirazionista part-time:

    > non è che i nostri due SAS-isti si recavano, chessò, da qualcuno dei nostri invitati a Chianciano per proporre loro un accordo non precisamente pulitissimo, alle spalle degli amerikani? < Cos’è, con questa teroia fantasiosa vuoi guadagnarti anche la fama del fantacomplottista per dimostrare l’inverosimiglianza delle posizioni dei complottisti :-)? Cioè, in altri termini, tenti di depistare per screditarmi :-))) Sei un genio dei complotti!!! Potresti avere un futuro, con le entrature giuste (poi magari mi passi le indiscrezioni e io le vendo al vicedirettore del Corsera, che ne dici;-)? A parte gli scherzi, non riesco a capire se lo pensi sul serio. A me il tuo ragionamento pare un po’ contorto. C’è un paradigma interpretativo che funziona benissimo in questi casi, tanto più che conferma i sospetti del popolo iracheno, e tu vai in cerca di improbabili “accordi” siglati dagli inglesi, cioè i più fedeli cani da compagnia degli USA, alle spalle dei loro padroni? Mi suona male… Alessandro

  28. utente anonimo says:

    Beh, se io fossi incaricato di mantenere il caos in Iraq dal duo di cattivoni Bush-Blair (i gemelli Tafazzi?), non credo che metterei di persone le bombe.

    Con tutti quei giovani, ingenui ed impetuosi volontari arabi che sono in giro per l’Iraq, mi troverei un fesso che lo faccia per me.

    Cosa ne pensate, complottisti?

    Francesco

  29. L’opinione delle libertà

    Quotidiano fondato da Cavour nel 1847

    diretto da Arturo Diaconale

    A. X, n.212 – Mercoledì 21 settembre 2005

    VINCE L’ITALIA DI NASSIRIYYA

    di Shaykh Abdul Hadi Palazzi

    Il preannunciato convegno a sostegno del terrorismo iracheno ­ previsto a Chianciano per il 1-2 ottobre ­ non avrà più luogo. Quella stramba accozzaglia di estremisti di destra, militanti marginali dell’area no global e wahhabiti dell’Ucoii che si era raccolta sotto la denominazione di “Campo Antimperialista” ha rinunciato al progetto velleitario …e provocatorio di riunire a Chianciano i rappresentanti di quei gruppi iracheni che rifiutano la democrazia e compiono atti di terrorismo contro i civili, contro il governo democraticamente eletto dal popolo iracheno e contro le forze della Coalizione che sono in Iraq a difesa dell’ordine democratico. Ben quarantaquattro parlamentari statunitensi hanno recentemente scritto al governo italiano, chiedendogli di non ammettere in Italia gli esponenti dei gruppi terroristici iracheni, richiesta più che legittima, se non altro in considerazione del fatto che l’Italia è parte integrante della Coalizione di stanza in Iraq e che le nostre truppe hanno pagato un costo non indifferente per l’impegno di liberare l’Iraq dal regime di Saddam Hussein e restituirlo al novero dei paesi civili. Il ministro degli Esteri Gianfranco Fini si è immediatamente dichiarato d’accordo nel ritenere che non si possano concedere visti di ingresso in Italia a chi rappresenta i terroristi filo-iraniani di Muqtada Sadr, o quelli saddamiti della sedicente “Alleanza Patriottica Irachena”, o all’ex ambasciatore di Saddam in India.

    A nulla è valso un appello alla concessione dei visti sottoscritto da una pittoresca accozzaglia di firmatari, fra i quali spiccano l’apologeta del terrorismo suicida e segretario dell’Ucoii Roberto “Hamza” Piccardo, Mara Malavenda dei Cobas Alfa Romeo di Pomigliano D’Arco, Moreno Pasquinelli in rappresentanza di “Legittima Difesa”, Susanne Scheidt come portavoce del gruppo antiebraico “Al-Awda Italia”, l’ex abate di S. Paolo Don Giovanni Franzoni, il segretario del Partito Comunista Svedese Erik Anderson, la sedicente esponente dell’inesistente “clero islamico Usa” Aisha Muhammad, il direttivo dell’associazione khomeinista “Imam Mahdi”, l’estremista di destra Maurizio Neri e il presidente dell’associazione di amicizia Italia-Cuba di Salerno Emilio Lambiase. Lo sciopero della fame da parte di quindici campeggiatori antimperialisti è risultato anch’esso inutile: Fini non ha ceduto alle pressioni, e ha ribadito che nemici della democrazia come Jawad al-Khalesi, Ahmed al-Baghdadi, Salah al-Mukhtar, Hassan al-Zargani, Mohamad Faris e Ibrahim al-Kubaysi non potranno mettere piede in Italia. A questo punto, i campeggiatori si sono resi conto che riunirsi senza i rappresentanti del terrorismo iracheno sarebbe stata un’inutile sceneggiata, e hanno rimpiazzato il “convegno internazionale di Chianciano” con una meno impegnativa cena in un ristorante romano.

    “L’opinione” è stata fra i primi a segnalare che il “Campo Antimperialista” che si riuniva ogni anno ad Assisi era qualcosa di diverso da un semplice bivacco di estremisti sfaccendati e in preda a deliri ideologici, di nullafacenti che si tengono compagnia per darsi man forte a vicenda nell’esprimere odio contro l’America, contro Israele e contro la democrazia. I collaboratori del nostro quotidiano hanno da subito compreso che quei campeggi coprivano un ben preciso disegno politico in base al quale antiamericanismo ed antisemitismo divenivano il nuovo collante ideologico per trasformare gli estremisti rossi e neri d’Italia in aperti fiancheggiatori del terrorismo arabo. Questa analisi è poi stata ripresa da Magdi Allam sul “Corriere della sera” e fatta conoscere negli Stati Uniti dal Vice Direttore dell’Investigative Project Lorenzo Vidino. Se il tentativo di portare in Italia i rappresentanti delle fazioni terroristiche irachene è oggi abortito lo si deve a quanti si sono impegnati a far conoscere la natura del “Campo antimperialista” e a denunciarla alle autorità, magari ricevendo anche insulti e minacce come conseguenza del loro impegno civile. Per questo oggi possiamo dire che la cancellazione del convegno di Chianciano è una vittoria di quanti condannano e combattono il terrorismo identificandone i fiancheggiatori, che è una vittoria dell’Italia di Nassiriyya contro le forze barbariche che minacciano la pace, la sicurezza e l’avvenire di tutti noi.

    Shaykh Abdul Hadi Palazzi

    Segretario dell’AMdI, Assemblea Musulmana d’Italia

    http://www.amislam.com

    mailto:maulana@amislam.com

    ————————

    SALTA LA RACCOLTA FONDI DEL CAMPO ANTIMPERIALISTA

    di Dimitri Buffa

    Niente Chianciano per il campo antimperialista. La due giorni del primo e del due ottobre è stata sospesa per impraticabilità del campo e perché i giocatori “stranieri” (cioè gli iracheni filo Saddam e filo al Zarqawi) non hanno ricevuto il visto d’ingresso e l’allenatore piuttosto che essere costretto a giocare con le riserve italiane ha preferito far saltare la partita e perdere due a zero a tavolino. Si riconsoleranno con un mini convegno il 2 ottobre ospitato dalla chiesa valdese nella propria aula magna universitaria in via Pietro Cossa 40 a Roma. Poi tutti insieme a cena come in una canzone di De Andrè, “una zampa qua una zampa là, gonfi di vino” a “stramaledir le donne, il tempo ed il governo”. A volte scriverne tutto il male possibile di questa gente serve a qualcosa. Se non altro a farli desistere dai loro ridicoli propositi di finanziare il terrorismo in Iraq con collette stile anni ’70. E infatti, anche se manca la comunicazione ufficiale del loro sito internet, il convegno di Chianciano previsto per l’1 e il 2 ottobre prossimi del cosiddetto Campo antimperialista sembra destinato a saltare. Per mancanza di ospiti della cosiddetta resistenza irachena cui il ministro degli esteri Gianfranco Fini ha tempestivamente negato i visti d’ingresso.

    L’unica persona che ha avuto tale visto è questo famosissimo Haji Ali, testimone diretto delle torture perpetrate da alcuni soldati americani idioti ad Abu Ghraib. Un simbolo di quella destra e di quella sinistra antagonista cui dell’islam importa un po’ meno di niente ma che è sempre disposta a cercare nuovi simboli del proprio ribellismo anti occidentale ovunque capiti. Ma se il campo antiimperialista non si terrà più a Chianciano per mancanza di antiimperialisti iracheni di repertorio, ci sarà comunque un meeting ospitato, forse con un pizzico di leggerezza, dalla chiesa valdese cui dovrebbe seguire una specie di cena sociale di reduci cui avrebbero confermato la propria partecipazione i seguenti lottatori antagonisti contro il sistema: Haj Ali, vittima delle torture di Abu Ghraib (sempre che il governo non ci ripensi), Awni al Kalemji, portavoce dell’Alleanza Patriottica Irachena, Kawthar al Kubaysi, moglie di Abduljabbar, segretario dell’Alleanza Patriottica Irachena, Abdulhaleem Kandil, rappresentante di Kifaya, Egitto, Roberto Gabriele, per i sette scioperanti della fame davanti alla Farnesina, Gianni Vattimo, filosofo , Giovanni Franzoni, Comunità Cristiana di Base di S. Paolo, Hamza Piccardo, Segretario nazionale dell’Unione delle Comunità Islamiche ­ UCOII, Domenico Losurdo, filosofo, Marina Biggero, Confederazione Cobas, Vainer Burani, Avvocato difensore di attivisti islamici, Aldo Bernardini, Professore di diritto internazionale, Georges Labica, filosofo, Francia Jan Myrdal, scrittore, Svezia. A questi va aggiunto Miguel Martinez, un no global che proviene da esperienze di estrema destra e che sul suo sito internet da tempo prende di mira i giornalisti che parlano male delle sue imprese, compresi quelli de L’opinione e chi scrive. E’ lui l’organizzatore della gnoccata post convegno ed è lui la fonte della decisione dei compari di Moreno Pasquinelli di soprassedere.

    Come sia possibile questa commistione tra ex baathisti, al zarqawisti sunniti, estremisti islamici vari, antagonisti di sinistra e di destra, solo Iddio e il Sismi lo sanno. Con ironia degna di miglior causa Martinez sul proprio sito blog prevede “una rumorosa campagna antivaldese nei prossimi giorni, almeno in certi media.. ma i valdesi hanno resistito per sette secoli a cose ben peggiori degli editoriali di Vittorio Feltri”. Poi la proposta per compensare la mancata due giorni a Chainciano, paese noto per le terme e per trasformare il fegato da malato in sano, con una sana abboffata di estremisti in pizzeria, magari a spese degli ignari finanziatori del terrorismo iracheno: “Non mancate, in margine, potremmo anche organizzare una cena tra i commentatori più assidui di questo blog, che ne dite?”. Certo che se questa area antagonista dell’occidente è tutta messa così allora tutto sommato si capisce perché la polizia li sottovaluti e li lasci giocare ai tifosi del terrorismo e a bruciare bandiere statunitensi e israeliane: certi cani abbaiano, e lo fanno in modo disgustoso, ma non mordono niente. Insomma fanno stragi e fanno macelli ma solo col vino de li Castelli.

    ————————

    I FIANCHEGGIATORI DELLA RESISTENZA IRACHENA RINUNCIANO AL RADUNO.

    A CHIANCIANO IL SINDACO VERDE TIRA “UN SOSPIRO DI SOLLIEVO”

    di Aldo Torchiaro

    Guido Bombagli, primo cittadino di Chianciano, in provincia di Siena, può ben tirare un sospiro di sollievo. L’accampamento degli antimperialisti non abita più qui: o meglio, se aveva minacciato di scendere con una calata barbarica verso la pacifica località termale, la rinuncia a marciare su Chianciano è la bella notizia che in molti aspettavano. “Siamo sollevati”, dice il giovane sindaco della località toscana, il verde Guido Bombagli. “Se ne sono andati così com’erano venuti”, ci dice. “Con una telefonata”. Sì, perché tutto il caso mediatico della due giorni organizzata a Chianciano si rivela essere, come nello stile di questi sedicenti “amici della resistenza irachena”, un bluff in piena regola. “Io questi signori non li conosco, per la verità non li ho neanche mai visti”, rivela Bombagli. “Non solo non ci siamo mai incontrati, ma io non ho mai ricevuto richieste scritte di nessun genere, né richieste di permessi, di autorizzazioni, di allacci. Tutta la vicenda mi è sempre sembrata molto strana, mi hanno telefonato una volta per preannunciarmi il loro arrivo, adesso una voce mi chiama per dirmi che non se ne fa più nulla”. Il respiro di sollievo però lo fa lo stesso. “Una città curata e ordinata come la nostra merita un rispetto e una cura particolari”, conclude. A cosa si deve il clamoroso dietro front della discussa sigla nazislamica? Il coacervo di ricercati internazionali, velleitari di diversa appartenenza estremistica pare essere stato messo ko da una azione congiunta tra servizi di sicurezza americani e italiani, a partire dall’Iraq da dove molti “amici” del Campo Antimperialista dovevano partire per raggiungere Chianciano. Sembra infatti essere stato stabilito senza ombra di dubbio il legame diretto fra l’Italia ed uno dei gruppi sciiti lodati oggi dal leader di Al Qaeda in Iraq, Abu Musab Al-Zarqawi: nel suo ultimo comunicato il terrorista giordano chiede infatti ai suoi miliziani di risparmiare da attentati la corrente del giovane imam ribelle Moqtada Al-Sadr, quella di Al-Khalisi e la corrente Al-Husseini, un piccolo gruppo sciita guidato dall’Imam Ahmad Al-Baghdadi. Un nome balzato di recente sulle cronache italiane per essere quello di uno dei quattro relatori invitati proprio all’incontro del Campo Antimperialista e ai quali era stato negato il visto di ingresso nel nostro paese. Lo scorso 27 agosto la Farnesina aveva reso noto di aver negato il visto ad alcuni esponenti invitati dai comitati “Iraq libero – per la resistenza del popolo iracheno” per una conferenza sull’Iraq da tenersi proprio a Chianciano all’inizio di ottobre. Gli organizzatori della conferenza avevano fortemente protestato contro la decisione di negare il visto ad Al-Baghdadi e agli altri relatori tanto da organizzare uno sciopero della fame ed annullare la conferenza stessa. Nei comunicati degli organizzatori di Chianciano Al-Baghdadi veniva definito Sceicco e Ayatollah nonché “una delle più importanti autorità religiose sciite. Oggi si apprende essere un uomo di Al Qaeda in piena regola ­ e con pieni poteri. La città di Chianciano si è risparmiata di ospitare, tra tanti turisti, l’ambasciatore di Bin Laden.

  30. utente anonimo says:

    Francesco,

    sono perfettamente d’accordo con te. E infatti è proprio quello che accade nella maggior parte dei casi. Nel gergo dei servizi, si chiamano “false flag operations”.

    Per intenderci io, che voglio uccidere Berlusconi perché mi ha rubato la fidanzata, non lo faccio mica di persona, no: faccio un giro su Indymedia, trovo un fesso col testosterone al punto giusto e gli faccio credere di essere un emissario della Grande Rivoluzione Comunista, alla cui realizzazione manca solo l’eliminazione di Sua Emittenza. Lui, soldato rivoluzionario, ovviamente non rifiuta e io ottengo due risultati: mi libero del rivale in amore e tolgo di mezzo un pirla, screditando tutta la sua area politica. E senza sporcarmi le mani.

    E’ che non tutte le ciambelle escono col buco, e anche i giovani impetuosi, dopo un po’, finiscono.

    Purtroppo non sapremo mai che cosa andavano a fare i due Lawrence d’Arabia, ma vista la violenza con cui in cui il comando inglese ha inviato i suoi di giovani impetuosi a liberarli, credo che non si accingessero a fare qualcosa di molto pulito.

    Alessandro

  31. utente anonimo says:

    Caro Ale, ti ricordo il memorabile detto di Churchill:”La Gran Bretagna non ha né amici eterni né nemici eterni, ha solo eterni interessi nazionali”. Interessi che, con tutto il rispetto per Bush, ha sempre preferito curare in prima persona. Pertanto, a parte gli scherzi, io direi di lasciare i “cani fedeli” alla zoologia. Se la mia ipotesi non ti convince (anche se la Storia è piena zeppa di casi di intrallazzi fra componenti di un’alleanza e “omologhi” dell’alleanza avversiaria, sempre continuando le parti a scannarsi in pubblico, ma sorvoliamo) che ne dici di quella di Francesco che modestamente faccio mia?

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    >Nel gergo dei servizi, si chiamano “false flag operations”.< Senti Ale, così, per curiosità, secondo te qual’era lo scopo del “false flag operation” organizzato dalla CIA tramite il suo braccio armato in italia, il sedicente “Brigate Rosse” e consistente nel rapimento del generale statunitense Dozier? Aveva forse il tapino sedotto e abbandonato la sorella del capo della CIA?:-).
    Ciao

    Ritvan

  33. utente anonimo says:

    Dai, su, non mi vorrai mica paragonare l’Inghilterra di Churchill con quella di Tony Blair? Quella aveva interessi coloniali e tentava di farli rispettare, questa è poco più di un tappetino di Washington. Più o meno dal golpe della CIA in Iran, cioè dal 1953, la Gran Bretagna è subordinata agli USA negli interessi mediorientali. Poi gli interessi nazionali sono una cosa complessa, riemergono dove meno te l’aspetti capita di tirare qualche schiaffo ai propri alleati nel loro nome (un caso emblematico fu Sigonella). Ma mi sembra che Blair sia stato il più attivo sostenitore degli interessi di una paese diverso dal suo, in questi ultimi anni. Comunque, io non escludo aprioristicamente che gli inglesi possano agire, a titolo episodico e non certo strategico, indipendentemente o anche contro interssi particolari USA in Iraq. Sostengo soltanto che la maggiore plausibilità dellamia tesi, che funziona paradigmaticamente nella stragrande maggioranza dei quotidiani casi di strage in Iraq. Insomma, a volere il caos è chi ha bisogno di una scusa per rimanere con i carrarmati.

    Poi magari hai ragione tu, e i sassini andavano da al-Khalesi o qualche suo omologo per fare qualche accordi di cui non si capisce bene l’utilità, alle spalle di Rumsfeld.

    Alla non-obiezione di Francesco ho risposto sotto.

    Ciao

    Ale

  34. utente anonimo says:

    Dozier non fu una FFO. Cioè, non trasformare la mia tesi in una caricatura. Per organizzare una campagna basata su delle FFOs è necessario che esistano organizzazioni che siano in grado di portarla, la bandiera. In questo caso le BR. Esistenti, rivoluzionariee e, diciamo così, antisistema, e cionondimeno utilizzate in seguito, secondo me, per delle FFO, attraverso l'”infiltrato” Moretti, – che infatti è un po’ di anni che se la spassa più o meno indisturbato – e, guarda caso fu il principale assertore della liquidazione di Moro, notoriamente inviso ai nostri alleati d’oltreatlantico.

    Alessandro

  35. utente anonimo says:

    Scusate i numerosi refusi dei miei post precedenti. Starò più attento.

    Ale

  36. utente anonimo says:

    Ora, che cavour abbia fondato un giornale con lo stesso nome di quello d’oggi, lo posso prendere per buono; e neppure voglio, almeno io, mettere in questione quanto questo giornale segue i dettami del liberalismo cavouriano, ché la querelle tra chi è più democratico di chi non mi riguarda: io sono antidemocratico, e fuori da questa mischia di purezza liberale. Ma che questo giornale sia addirittura la continuazione di quello di cavour, è pura buotade. Già solo questo dimostra chiaramente la fanfaroneria di quei signori. Gli articoli dimostrano invece come si possa vivere elucubrando, in nome della democrazia, sul nulla. Devo dire a favore nostro, che le “folli” elucubrazioni marxiste di molti degli opuscoli comunisti, quello del mio gruppo compreso, non danno pane agli elucubratori, e non sottraggono braccia né alla proverbiale agricoltura, né, come nel mio caso, all’industria. Ma questa forse è la prova provata che il marxismo è un’ideologia perdente. p

  37. daciavalent says:

    ritvan, scommetto che tu il rasoio di occam lo usi per lubriche depilazioni alle quali preferisco non pensare…

    dacia

  38. utente anonimo says:

    Dacia, bieca conservatrice mascherata da “progressista”:-), dai tempi di Occam i poi è stato inventato il rasoio elettrico, nonché quello quadrilama, la cui prima lama bussa delicatamente al follicolo pilifero, la seconda solleva il pelo, la terza lo distrae, raccontandogli tutte le malefatte della CIA in giro per il mondo, e la quarta, chiamata ormai affettuosamente da quelli della Gillette “Al Zarqavi”, zac, lo decapita. Aggiornati, Dacia, aggiornati, poiché se usi anche tu il rasoio di Occam per quel che sospetti l’usi io, uno di questi giorni Stefania Atzori ti denuncerà alla polizia per chissà quale rito tribale automutilante di stampo Coranico simile all’infibulazione:-).

    Ciao

    Ritvan

  39. utente anonimo says:

    >Dozier non fu una FFO.<
    Ah, sì, Ale? E come fai a dirlo, scusa? Che per caso, i biechi servizi segreti quando ne fanno una vanno in giro col cartello “Questa è una FFO”?:-).

    Guarda, non c’è nessuna voglia di caricaturare da parte mia. Solo che mi diverto un sacco con questa specie di giochi di ruolo, dove ognuno può far fare ai diversi servizi segreti o meno tutto quel che c..zo gli pare. E avere sempre ragione. Secondo lui.

    Ciao

    Ritvan

  40. utente anonimo says:

    >Insomma, a volere il caos è chi ha bisogno di una scusa per rimanere con i carrarmati.<
    Scusa, Ale, ma bisogna che vi mettiate d’accordo, fra chi dice che ai biechi imperialisti interessa ciucciare il petrolio (operazione bisognosa notoriamente di calma e assenza di bombaroli in giro, essendo materia altamente infiammabile) e chi dice che agli stessi interessa il caos che giustifichi la presenza dei loro carrarmati, anzi la produzione di nuovi carrarmati e nuove bombe, come manna per l’industria guerrafondaia amerikana. Insomma, pare che stiano litigando di brutto le 7 sorelle con la “Carrarmati&Bombe&Co” e intanto, Bush non sa a chi dei due dar ragione e intanto, come Tafazzi, continua a mandare all’opinione pubblica amerikana giovani in sacchi neri. Contenti voi…

    Ciao

    Ritvan

  41. utente anonimo says:

    Non so come faccio a dirlo, Ritvan, forse per intuito, maturato in anni di frequentazione (dilettantistica, d’accordo, legata cioè al “diletto”) dell’argomento. Cioè, delle FFO, mi pare di sentire la “puzza”. Certo, posso sbagliarmi, probabilmente spesso mi sbaglio, ma se liquidi gli argomenti che non ti piacciono definendoli “giochi di rulo”, fai peggio che caricaturare, manchi di rispetto a chi interloquisce con te.

    Non rispondo alla provocazione, nient’affatto divertente, nella speranza che si possa tornare a discutere senza essere accusati di essere dei paranoici alle prese con i fantasmi della propria mente.

    Se invece ti piace di più credere che due soldati inglesi, mentre andavano a una festa mascherata a casa di al-Sistani, sono stati ingiustamente arrestati per vilipendio alla jallabiyya, sei libero di farlo.

    Alessandro

  42. utente anonimo says:

    A Bush, per cancellare dalla testa degli americani l’immagine di sacchi neri, è sufficente un’altro autoattentato, niente di più facile.

    E poi l’esperienza dell’Algeria insegna: la condizione di perpetua emergenza non impedisce lo sfruttamento delle risorse naturali del paese, anzi, è funzionale a non sfiorarne le iniquità.

    Quanto all’Iraq, la calma è sufficente che ci sia intorno ai pozzi, lungo gli oleodotti nelle città portuali. Che gliene frega alle sette sorelle se a Baghdad ci sono centocinquanta morti al giorno?

    Ale

  43. daciavalent says:

    ritvan, truce conservatore travestito da progressita che finge di essere un conservatore, sto ancora ridendo. ma come cazzo fai????? naturalmente il rasoio non lo uso, lo faccio usare.

    anyway, è quanto meno sospetto che gli stessi che si sono inventati le armi di distruzione di massa, che tengono decine e decine di persone rinchiuse a Guantanamo senza processo, che continuano a fare affari con i bin laden o i malvagi wahabbiti (ma cosa saranno mai, ma dato che ne parlano tutti…), non si fermano all’alt, si fanno becare travestiti e spatrano alla polizia ammazzandone – en passant – uno.

    pensa, calipari l’hanno fatto fuori per molto meno…

    ossequi ridenti, dacia

  44. utente anonimo says:

    Ecco, ad esempio, nel caso di Calipari, io penso si sia trattato veramente di un incidente. Un po’ perché è difficile beccare il tuo bersaglio, e solo lui, in piena notte su una macchina in corsa; e in secondo luogo perché gli Americani non ne hanno tratto alcun vantaggio, solo qualche seccatura e, se avessero avuto di fronte un governo vero e non dei leccac**o, una crisi diplomatica con un alleato importante.

    Ecco un esempio di come si fa a capire che un’operazione non è una FFO.

    Che poi si siano comportanti in modo volgare e sprezzante con l’Italia, è un altro discorso e, soprattutto, non è una novità. Un militare americano non si tocca anche se ammazza venti persone tranciando con un caccia i cavi di una funivia, figuriamoci se ammazza per errore una spia italiana, perdipiù fisiognomicamente non rispondente all’idea del macho spaccatutto della CIA :-)

    Alessandro

  45. utente anonimo says:

    Ma poi, scusa Ritvan: va bene, comprendo i tuoi dubbi sugli attentati in Europa e Negli Stati Uniti. Capisco che ti riesce difficile pensare che membri di un governo decidano di sacrificare vite di cittadini innocenti per convincere l’opinione pubblica a sostenere una o più guerre.

    Ma, nel caso dell’Iraq, è la stessa resistenza a dire che con le stragi, le decapitazioni, i massacri di civili non c’entra niente e che al-Zarqawi è un burattino degli USA. Cioè, al-Zarqawi NON HA alcun tipo di sostegno popolare e non rappresenta nessuno. I soli che mettono al-Zarqawi nel calderone con i resistenti e ne fanno uscire un soggetto unico sono gli occupanti e il governo provvisorio (e, ovviamente per l’opinione pubblica occidentale, questa è una verità indiscutibile). Perché, secondo te?

    Ale

  46. utente anonimo says:

    Marinello, se sei ancora in onda, ecco la mia risposta veloce sul burka:

    è vietato il volto coperto in pubblico, salvo giusto motivo. Si tratta di interpretare la norma in relazione alla libertà d’espressione religiosa, garantita dalla costituzione ,e in base alla sua ratio, che è quella di tutelare l’ordine pubblico.

    Non credo che una mamma islamica, che va a prendere il suo bambino, all’asilo, come sempre coperta dal burka, possa essere considerata minacciosa o pericolosa per l’ordine pubblico.

    Se inoltre i fatti fossero andati come tu hai raccontato, ed il bambino fosse stato presente alla scena in cui si sarebbe esercitata ” costrizione “nei confronti della mamma, da parte di maestre, altre donne e polizia municipale, ravviserei una ipotesi di danno al minore per ” violenza assistita”, che altro non è che una recente interpretazione estensiva della violenza sui minori.

    Aurora.

  47. utente anonimo says:

    >Quanto all’Iraq, la calma è sufficente che ci sia intorno ai pozzi, lungo gli oleodotti nelle città portuali. Che gliene frega alle sette sorelle se a Baghdad ci sono centocinquanta morti al giorno?

    Ale< Senza mancare di rispetto a te e anche alla Gloriosa Resistenza Irachena, posso fare una domanda? Si? Eccola: ma allora che aspetta la sullodata GRI a far saltare in aria quei terminali petroliferi e impedire così alle famigerate 7 sorelle di cucciarsi il petrolio?
    Ciao

    Ritvan

  48. utente anonimo says:

    >ritvan, truce conservatore travestito da progressita che finge di essere un conservatore,..<
    Hai colto la mia essenza, Dacia. Io sono tutto questo. Cosa che mi permette di non adorare stupidamente e supinamente gli USA, come qualcun altro faceva a suo tempo con l’URSS. Ma non per questo rinuncio a stare al loro fianco (anche se sospetto che a loro di questo non importi un tubo:-) ), trovando che siano il male minore in questo porco mondo.

    Ciao

    Ritvan

  49. utente anonimo says:

    >Ecco, ad esempio, nel caso di Calipari, io penso si sia trattato veramente di un incidente. Un po’ perché è difficile beccare il tuo bersaglio, e solo lui, in piena notte su una macchina in corsa; e in secondo luogo perché gli Americani non ne hanno tratto alcun vantaggio,<
    Ah, si? Vallo a dirlo, però, alla Sgrena, al Pier, al Manifesto e compagni belli:-). E chi ha detto che gli amerikani volevano far secco solo ed esclusivamente Kalipari? E che, farli fuori tutti in quella macchina faceva loro senso? Tu dici che gli amerikani non ne hanno tratto alcun vantaggio? Ma come, “insegnare” agli italiani che se fanno trattative segrete coi “resistenti” almeno uno ci rimette la pelle dove la metti? Quello era un FFO bell’e buono, altro che “errore”!

    Ciao

    Ritvani il Bastiancontrario:-)

  50. utente anonimo says:

    >I soli che mettono al-Zarqawi nel calderone con i resistenti e ne fanno uscire un soggetto unico sono gli occupanti e il governo provvisorio (e, ovviamente per l’opinione pubblica occidentale, questa è una verità indiscutibile). Perché, secondo te?<
    Sarò un membro atipico dell’opinione pubblica occidentale, caro Ale, ma a me la differenza è perfettamente chiara. Se gli amerikani ci marciano, questo fa parte, purtroppo, della dezinformacija implicita in ogni guerra. Gli americani saranno anche democratici, ma mica fessi a dire:”Guardate cari Occidentali, che la Resistenza Irachena non c’entra nulla con il bandito sanguinario Al Zarqawi”. E che, gli amerikani c’hanno scritto in fronte “Giocondo”?:-).

    Ciao

    Ritvan

  51. utente anonimo says:

    >che aspetta la sullodata GRI a far saltare in aria quei terminali petroliferi e impedire così alle famigerate 7 sorelle di cucciarsi il petrolio?<
    Ritvan, non conosco il dispiegamento di forze militari attorno ai punti strategici dell’approvvigionamento del petrolio, ma sospetto che sia simile a quello che c’è attorno alla base di Aviano, che conosco bene, visto che ci passo quasi ogni giorno davanti da quando ho sei anni. E far scoppiare anche solo un raudo da quelle parti è un’impresa difficile per qualsiasi esercito al mondo, figuriamoci per dei partigiani…

    Ale

  52. utente anonimo says:

    Ritvan, il post su Calipari è talmente farraginoso e contraddittorio che è impossibile rispondere, anche con tutta la buona volontà.

    Ale

  53. utente anonimo says:

    Ah, al massimo l’uccisione di Calipari potrebbe essere una R(ifght)FO, perché non è stato “usato” nessun aborigeno, ma un candido Marine. Omicidio selettivo, al massimo, ma continuo a trovarlo inverosimile.

    Ale

  54. utente anonimo says:

    Su al-Zarqawi e la resistenza, Ritvan: è proprio quel piccolo verbo, che tu usi con leggerezza, a cambiare tutto. Gli Americani non “ci marciano”, perchè non è che si siano trovati Zarqawi tra i piedi e abbiano deciso di utilizzarlo per screditare la resistenza. Lo hanno proprio inventato loro, e precisamente per scagliarlo mediaticamente contro la resistenza.

    C’è una bella differenza, non ti sembra, caro atipico opinionista pubblico? :-)

    Ale

  55. utente anonimo says:

    Va bene, Palazzi e Torchiaro parlano tanto e dicono poco, ma Buffa ha fornito, con uno stile assai originale di radiocronista sportpolitico, tutte le informazioni per chi volesse partecipare al convegno, mettendo in luce la presenza dell’uomo invisibile, un testimone in diretta delle torture americane, pezzo forte tra gli interveniendi, e , dulcis in fundo, intonando un ritornello, ha fatto capire che la sera si conclude con cena e vini dei castelli, senza pericolo di interferenze da parte della Forza pubblica.

    Aurora.

  56. utente anonimo says:

    X Alessandro

    Il mio commento sulla vicenda Calipari non mi pare farraginoso, né contraddittorio. E’ ironico, cosa ben diversa. Riformulo il commento in linguaggio serioso, Vostro Onore:-).

    Secondo il mio personale paradigma delle vicende irakene, i servizi segreti americani hanno fatto in modo (interrompendo la “catena” delle informazioni e facendo in modo che una certa pattuglia di gente inesperta protraesse il suo stazionamento in un certo punto) che l’auto con Sgrena, Calipari e altri a bordo subisse un prevedibile attacco di “fuoco amico”. Non necessariamente per uccidere Calipari – come insisti tu -, poiché se lo volevano morto con 100 dollari trovavano un tagliagole irakeno che lo facesse fuori , ma solo per dare un “avvertimento” di un certo tipo a degli infidi alleati che coi terroristi non si tratta e soprattutto non si danno loro soldi, neanche per salvare le vispe Terese italiche sequestrate. Tutto qui

    Ovviamente, una tale ricostruzione non può essere accettata dal TUO paradigma irakeno, secondo cui TUTTI i brutti ceffi esistenti in Iraq – a cominciare da Al Zarqawi e altri tagliatori di teste e finire ai sequestratori delle vispe Terese – sono regolarmente stipendiati dalla CIA, anzi sono stati “inventati” dalla stessa, mentre i bravi “resistenti”, uomini d’onore, senza macchia e senza paura non rapiscono vispe Terese. Allora, – immagino ragioni tu – se a rapire le sullodate sono i prezzolati dalla CIA, che cosa gliene deve fregare alla CIA stessa se quelli “arrotondano” con qualche euro del Berlusca? Niente, pertanto la CIA non aveva alcun interesse a far sì che quella macchina subisse un attacco armato. Chiaro, limpido e cristallino. Con buona pace della Sgrena, di Pier e del Manifesto che continuano a sgolarsi che quell’attaco non fu casuale e che le forti discrepanze fra i rapporti delle commissioni (quella americana e quella italiana) pare dia ragione a loro e non a te. Come vedi, Ale, ad essere contraddittorio in questo caso sei tu, perché ignori fatti e testimonianze di gente della “tua” parte, presente sul luogo dell’accaduto, solo perché tale ricostruzione cozza contro il tuo paradigma fatto a tavolino che vuole i brutti ceffi dell’Iraq al soldo della CIA.

    A me non risulta che le 7 sorelle si stiano abbuffando di petrolio irakeno in questo momento. Ma anche se fosse, anche se i terminali petroliferi fossero sorvegliati come Fort Knox (cosa di cui dubito fortemente) il petrolio, per arrivare a quei terminali da qualche parte deve essere estratto e da qualche parte deve passare per gli oleodotti. A meno che gli americani non abbiano un esercito di milioni di uomini in quel paese, non credo che potrebbero presidiare efficacemente tutti quei punti. Nemmeno 1 attacco ad un misero oleodotto, nemmeno uno! Tu dici che i “partigiani” non hanno i mezzi? Cribbio, ma un paio di razzi Qassam dai confratelli di Hamas non potrebbero prenderli in prestito? Dai Ale, siamo seri. Nessuno attacca gli impianti petroliferi perché nessuno sta ciucciando petrolio. E per gli americani prima si inizia a ciucciare, meglio è, pertanto non hanno alcun interesse a fomentare disordini e “resistenze” nel paese. Ma ovviamente anche questo contrasta col tuo paradigma sui “kattivi americani seminazizzania”. Pazienza, sopravviverò:-).

    Ciao

    Ritvan

  57. utente anonimo says:

    > TUTTI i brutti ceffi esistenti in Iraq – a cominciare da Al Zarqawi e altri tagliatori di teste e finire ai sequestratori delle vispe Terese – sono regolarmente stipendiati dalla CIA <
    No Ritvan, non la penso cosi’. Penso che i molto brutti ceffi che oggi sono liberi di girare per l’Iraq – grazie anche all’apertura indiscriminata delle frontiere – siano un meraviglioso terreno di reclutamento per chi cerca gente pronta a fare qualsiasi cosa.

    Poi (telegraficamente, perdonami la fretta): Quali sono le “numerose testimonianze e, sopratutto, chi sarebbe “della mia parte”?

    Trovo invece la tua riscortruzione plausibile, a dispetto dei pregiudizi che mi attribuisci e che invece non coltivo. Solamente, la credo “meno” probabile di un mero incidente.

    In questo caso, sei d’accordo con il pontifex maximus dei complottisti Blondet, che – vedendo complotti dappertutto – ritiene che Calipari sia stato ucciso per privare l’Italia di una competenza cosi’ importante per la raccolta di informazioni.

    Quindi, non sono contraddittorio, in questo caso; lo sarei se prendessi per oro colato fantomatiche testimonianze di gente che, chissa’ perche’, tu immagini essere “dalla mia parte”. E poi continuo a trovare nei tuoi raginamenti una sgradevole determinazione a “ottenere la ragione”, dovessi pur cambiare posizione ogni volta che scrivi un nuovo post. Ma questo e’ un altro discorso, che abbiamo gia’ affrontato qualche settimana fa.

    >A me non risulta che le 7 sorelle si stiano abbuffando di petrolio irakeno in questo momento. Ma anche se fosse, anche se i terminali petroliferi fossero sorvegliati come Fort Knox (cosa di cui dubito fortemente) il petrolio, per arrivare a quei terminali da qualche parte deve essere estratto e da qualche parte deve passare per gli oleodotti< Io non ho mai detto ne’ pensato che la situazione per gli americani sia semplice, o che stia andando esattamente secondo i loro piani. Quello che so per certo – e non capisco davvero dove tu prenda le informazioni – e’ che i distretti petroliferi sono molto ben sorvegliati e al di fuori della portata della guerriglia, per il momento. Quello che invece e’ reale, e’ la debolezza della rete di distribuzione, piu’ vulnerabile e – quella sì – oggetto delle “attenzioni” della resistenza. >Nessuno attacca gli impianti petroliferi perché nessuno sta ciucciando petrolio<
    E a te chi l’ha detto, Magdi Allam, forse?

    >E per gli americani prima si inizia a ciucciare, meglio è, pertanto non hanno alcun interesse a fomentare disordini e “resistenze” nel paese<
    Ancora una volta, caro Ritvan, confondi duo ordini diversi, con il solo scopo di prevalere sull’interlocutore. Cercherò di spiegarti meglio come la vedo io: I “disordini nel paese” come li chiami tu, cioè i massacri indiscriminati di iracheni, come li chiamo io, in fila per trovare un lavoro sfigato o al mercato per sbarcare il lunario, NON C’ENTRANO NIENTE (apologie per la maiuscolosità) con i giacimenti di petrolio. Cioè, per farti un esempio, se io faccio saltare in aria la stazione di Bologna, ciò non pregiudica l’estrazione di marmo a Carrara, ma mi dà il pretesto di far ingiare la militarizzazione del Paese.

    Mutatis mutandis, se ammazzo trecento sciiti, posso giustificare la presenza dei Marines (e ci faccio anche la figura di quello che si preoccupa che l’Iraq non sprofondi nel caos), la repressione della vera resistenza e la mia ipoteca sulle risorse del paese. Che poi ci sia anche chi, invece di ammazzare civili, mi impedisce di riparare gli oleodotti e vuole caccarmi dal suo paese, beh, questo sì che è un problema.

    E’ chiaro, adesso?

  58. utente anonimo says:

    Il messaggio precedente era mio (Alessandro). Perdonami l’apparente rudezza Ritvan, non volevo essere maleducat, è solo che sono maledettamente a corto di tempo.

    Ale

  59. utente anonimo says:

    Ti perdono volentieri la tua “apparente rudezza” Ale (anche se io la chiamerei piuttosto “brutale franchezza”) ma come penitenza, fratello, ti commino la lettura di due articoli di Magdi Allam, a tua scelta:-) :-).

    La fretta è cattiva consigliera. Se leggi con la dovuta calma, ti accorgerai che io non ho mai scritto “numerose testimonianze”, bensì “testimonianze”. Anche due testimonianze (Sgrena ed autista) sono sempre plurale, anche se non “numerose”, non ti pare?

    Che Sgrena, Pier e compagnia siano dalla “tua” parte – ovviamente si parla della valutazione del comportamento e della presenza degli amerikani in Iraq, non del discorso sui massimi sistemi:-) – non c’è il minimo dubbio; è un dato di fatto che non mi pare abbia bisogno di dimostrazioni. Che anche tu sia dalla “loro”, ossia che tu sia un comunista, non l’ho mai detto, né pensato. E, del resto, anche se tu lo fossi, esser comunisti mica è illegale, no:-). Chiaro?

    Tu scrivi, a proposito della vicenda Calipari:” Trovo invece la tua ricostruzione plausibile, a dispetto dei pregiudizi che mi attribuisci e che invece non coltivo”. Io ti attribuisco pregiudizi??!! Ma se tu stesso, in un post precedente (del 22/09, per la precisione) scrivi: “Omicidio selettivo, al massimo, ma continuo a trovarlo inverosimile.”. Hai scritto proprio INVEROSIMILE, mio caro. Allora, deciditi, è plausibile o inverosimile?:-). Come vedi, non sono io a “cambiare posizione ogniqualvolta scrivo un nuovo post”. Ma poi, mio caro Ale, rifletti, se io volessi ad ogni costo “ottenere ragione”, non sarebbe molto più facile per me trovare qualche blog “allamita” in cui scrivere? E, come ti ho già detto “l’altra volta”, Miguel non ha mica messo in palio premi per chi “ottiene ragione”:-).

    Tu scrivi che la rete di distribuzione petrolifera è oggetto di “attenzioni” della resistenza. Buon per essa. Ma certo che – qualora sia vero – lo nasconde molto bene:-). Sulla stampa e in TV non ho visto alcun accenno. Censura dei biechi americani, eh?:-).

    Si, Ale, sarò anche un bieco individuo il cui unico scopo nella vita è “prevalere sull’interlocutore”, ma che gli americani vogliano aggiungere alle invisibili bombe della “resistenza” anche quelle ben visibili di certi sunniti del c..zo (o alqaedisti o altro) che fanno scempio di sciiti, considerandoli eretici e collaborazionisti dei crociati, è questo che io trovo altamente INVEROSIMILE. Le bombe, caro Ale, spaventano gli affari, a prescindere se cadono sulle attrezzature petrolifere o sui civili in fila per il reclutamento. Ma scusa, poi che per caso gli americani hanno messo in piedi in Iraq un teatro dell’assurdo di Ionesko? Prima si danno da fare per reclutare gente locale (in polizia, nei pozzi, ecc.) e poi la CIA paga dei brutti ceffi perché vadano a decimarli a suon di bombe, mentre stanno in fila per arruolarsi! Ma dai, siamo seri, per favore! Ecco, a scanso di equivoci, ti metto anche una frase scritta da una certa Sabina Moranti su “Liberazione” (il che è tutto dire:-) ): “Certo che l’Iraq dilaniato dalla guerra civile non assomiglia affatto al paradiso dei capitalisti che avrebbe dovuto attirare fiumi di capitali, ma questo non significa che i padroni di bagdad abbiano rinunciato ai propri progetti”. Progetti che, come si spiega, consistono nella privatizzazione dell’industria petrolifera irakena. Gli Usa hanno bisogno di rientrare delle spese sostenute, caro Ale, e le bombe sono quanto di meno indicato per i loro scopi. Ah, se tu mi dicessi che forse sono le 7 sorelle che pagano brutti ceffi per metter bombe, a scopo di comprare per due soldi gli impianti petroliferi irakeni, “svalutati” a causa dell’insicurezza, se ne potrebbe discutere. Ma che lo faccia la CIA, ossia lo stato americano, nel quadro della strategia USA, mi sembra – come dici tu e per le ragioni di cui sopra – INVEROSIMILE.

    Ciao

    Ritvan

  60. utente anonimo says:

    >Che Sgrena, Pier e compagnia siano dalla “tua” parte – ovviamente si parla della valutazione del comportamento e della presenza degli amerikani in Iraq< Gradirei degli esempi, Ritvan; a me non risulta proprio.
    E io parlavo proprio di quello, mica di “ideologia”.

    “Trovare inverosimile qualcosa”, caro Ritvan è diverso da dire che una cosè “è inverosimile”. Una cosa può essere inverosimile, eppure contemporaneamente “plausibile”. Cioè, io trovo che sia “inverosimile” pensare che il mio amico Omar sia un pedofilo. Ma potrei trovare plausibile (e non per questo cessare di trovarlo inverosimile) una ricostruzione che lo veda impegnato in attività pedofile. La tua ricostruzione del caso Calipari, secondo me, è plausibile, cioè, ha una coerenza, ma secondo me rimane inverosimile, improbabile, bizzarra. Cioè: “può anche essere, ma trovo più semplice l’ipotesi dell’incidente”.

    E’ più chiaro ora?

    Ale

  61. utente anonimo says:

    >Ma poi, mio caro Ale, rifletti, se io volessi ad ogni costo “ottenere ragione”, non sarebbe molto più facile per me trovare qualche blog “allamita” in cui scrivere? E, come ti ho già detto “l’altra volta”, Miguel non ha mica messo in palio premi per chi “ottiene ragione”:-). < Dai, Ritvan, su! Io credo che tu sia un cultore della tua propria intelligenza, e che ti piaccia esercitarla e metterla alla prova anche a sacrificio del rigore logico e della coerenza. Non ho mai pensato che tu sia un deficiente che bazzica Internet per sparare sulla croce rossa. Penso, viceversa, che gli interlocutori che incroci su Kelebek ti offrano buone opportunità per alimentare la tua albagìa dialogica. Avrai pure molti altri pregi, ma non riesci a nascondere nemmeno per un momento il piacere che provi nel leggerti.
    Qui trovi persone che ti rispondono, sui siti neocon, credo, un po’ meno.

    Ale

  62. utente anonimo says:

    >Tu scrivi che la rete di distribuzione petrolifera è oggetto di “attenzioni” della resistenza. Buon per essa. Ma certo che – qualora sia vero – lo nasconde molto bene:-). Sulla stampa e in TV non ho visto alcun accenno. Censura dei biechi americani, eh?:-). <
    Può essere. Inverosimile, ma plausibile :-)

    Ale

  63. utente anonimo says:

    Quanto all’ultima parte del tuo post, Ritvan: io non mai detto che la strategia degli Americani sia perfetta (per loro). La resistenza, perl’appunto, rompe le uova nel paniere. Prima di procedere (semplifico, beninteso, sempre per la sopracitata fretta) agli “affari”, e alle “privatizzazioni”, è necessario “normalizzare” il quadro politico. Cioè annientare la Resistenza. Quale migliore occasione del casini generalizzato. Come giustificare la tabula rasa di città come Falluja, se non c’è il re degli imboscati, che si sposta dovunque ci sia una citta da radere al suolo, lasciandosi dietro una scia di teste mozzate, stragi di sciiti e di poveracci? E’ vero che per gli affari ci vuole la tranquillità. Ma la tranquillità in Iraq non c’è perché la resistenza rompe le palle. Bisogna schiacciarla. Per schiacciarla bisogna che se lo meriti. Perché se lo meriti deve ammazzare innocenti a randello. E il cerchio è chiuso.

    Ale

  64. utente anonimo says:

    Scusa, Ale, ma la moltiplicazione degli oggetti, p.es. dei post, non era “appannaggio” di un’altra religione?:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Tenterò al più presto di “prevalere sull’interlocutore”. Anche se “multiplo”:-).

  65. utente anonimo says:

    Ale, ho riunito quello che tu avevi osato:-) separare. In quoting.

    >..io non mai detto che la strategia degli Americani sia perfetta (per loro). La resistenza, per l’appunto, rompe le uova nel paniere. Prima di procedere (semplifico, beninteso, sempre per la sopracitata fretta) agli “affari”, e alle “privatizzazioni”, è necessario “normalizzare” il quadro politico. Cioè annientare la Resistenza. Quale migliore occasione del casini generalizzato.<
    Ma allora, ‘sta benedetta strategia degli americani, è perfetta o non lo è? Se creare “casini generalizzati” è per loro la “migliore occasione”, allora è strategia “perfetta” la loro, o no?:-).

    >Come giustificare la tabula rasa di città come Falluja, se non c’è il re degli imboscati, che si sposta dovunque ci sia una citta da radere al suolo, lasciandosi dietro una scia di teste mozzate, stragi di sciiti e di poveracci?

    Sì, a Falluja c’era solo il Re degli Imboscati, pagato ovviamente dagli americani, i quali, per rendere più credibile la cosa avevano infiltrato in città alcune centinaia di marines travestiti da miliziani di Moqtada al Sadr, i quali sparavano (ma solo a salve, per carità, mica erano fessi:-) ) sui loro colleghi che cingevano d’assedio la città:-).

    >E’ vero che per gli affari ci vuole la tranquillità. Ma la tranquillità in Iraq non c’è perché la resistenza rompe le palle. Bisogna schiacciarla. Per schiacciarla bisogna che se lo meriti. Perché se lo meriti deve ammazzare innocenti a randello. E il cerchio è chiuso. <
    Ah, ecco, adesso ho capito. Cioè, se la “resistenza” ammazza Nick Berg, Quattrocchi, sgozza un sacco di altri civili giapponesi, turchi, giornalisti italici come Baldoni (per non parlare degli irakeni “collaborazionisti”), non è abbastanza “demonizzata”, poiché quei morti sono sempre e comunque “colpevoli”, anche se sono civili. E agli americani e all’opinione pubblica occidentale non basta l’orrore delle teste mozzate in diretta TV (anche qui, i macellai sono sempre al soldo della CIA, ovviamente :-)), no, meglio abbondare. Colpo di genio della famigerata CIA: cosa c’è di meglio di una bella strage (o più belle stragi) di sciiti in una moschea? Si sa che l’opinione pubblica occidentale se ne frega dei tecnici e dei civili occidentali sgozzati, ma va in brodo di giuggiole per l’indignazione quando le tocchi i poveri sciiti:-). Tutto, ma gli sciiti in moschea no, non si toccano!:-). Non c’è niente di meglio che ammazzare sciiti in moschea per giustificare l’okkupazione:-).

    Brillante strategia, non c’è che dire!:-). Peccato però, che gli americani non abbiano bisogno di alcuna scusante per rimanere in Iraq. Possono restare quanto vogliono, come possono andarsene quando gli aggrada. Sciiti in preghiera ammazzati a suon di attentati o meno.

    Tu scrivi che la rete di distribuzione petrolifera è oggetto di “attenzioni” della resistenza. Buon per essa. Ma certo che – qualora sia vero – lo nasconde molto bene:-). Sulla stampa e in TV non ho visto alcun accenno. Censura dei biechi americani, eh?:-).

    >Può essere. Inverosimile, ma plausibile :-) <
    Si, prendi per i fondelli un bovero egstragomunitario, giocherellando con i vocaboli italici:-). Per fortuna ci sono i dizionari. L’altrovelodato Paravia cosi definisce “plausibile”: “che può essere accettato come vero, possibile o logico”, mentre “verosimile” è “che ha l’aspetto del vero, che può essere vero o considerato, ritenuto tale”. In pratica, due sinonimi. Pertanto, dire “inverosimile ma plausibile” è un bell’ossimoro, mio caro:-).

    La censura sugli attentati “petroliferi” è più che plausibile/verosimile; meno si nomina il petrolio, meglio è per gli amerikani. E anche l’enfatizzazione mediatica delle altre schifezze “resistenti” lo è altrettanto. Ma da qui a dire che i “resistenti” attaccano solo soldati e impianti petroliferi, mentre chi attacca civili o viene da Marte o è un mercenario degli americani mi pare illogica e giustificata solo dall’ideologia che vuole tutti gli antiamerikani in Iraq degli angioletti senza alucce ed aureola. Ecco, per rifarmi anch’io agli esempi storici italici, ti consiglio di dare un’occhiata alle recensioni del libro di Giampaolo Pansa (un “sinistro”, dunque al disopra di ogni sospetto) in uscita la prossima settimana, sugli orrori perpetrati dai “resistenti”, democratici nonché antifascisti sulla popolazione civile italica nel 1945. E ti risparmio quello che hanno fatto i “resistenti” partigiani in Albania, poiché non posso fornirti le prove. E a meno che tu non sostenga che gli irakeni siano per decreto divino una razza superiore agli italiani o agli albanesi:-), l’ipotesi che i morti per bombe nelle moschee sciite siano frutto di una faida interna interirachena, senza alcun “contributo” CIA di ordinanza ideologica, non dovrebbe apparirti tanto peregrina.

    Ma poi, mio caro Ale, rifletti, se io volessi ad ogni costo “ottenere ragione”, non sarebbe molto più facile per me trovare qualche blog “allamita” in cui scrivere? E, come ti ho già detto “l’altra volta”, Miguel non ha mica messo in palio premi per chi “ottiene ragione”:-). < >Dai, Ritvan, su! Io credo che tu sia un cultore della tua propria intelligenza, e che ti piaccia esercitarla e metterla alla prova<
    Beh, questo l’ho detto prima io, se permetti, tempo fa e su questo blog. Non si vive di solo pane e le discussioni servono anche ad esercitare l’intelligenza (è stato scientificamente provato). Un po’ come il gioco degli scacchi.

    >anche a sacrificio del rigore logico e della coerenza.<
    Questo, sempre se permetti, lo dici tu.

    >Non ho mai pensato che tu sia un deficiente che bazzica Internet per sparare sulla croce rossa. Penso, viceversa, che gli interlocutori che incroci su Kelebek ti offrano buone opportunità per alimentare la tua albagìa dialogica.<
    Traduciamo per i non intellettualoidi: albagia=alterigia= atteggiamento superbo e sprezzante; sussiego, superbia.

    Grazie dei complimenti, Ale, li ho graditi moltissimo e cercherò di contraccambiare alla prima occasione:-).

    P.S. So che per i cattolici la superbia sia uno dei sette peccati capitali, roba da giocarsi il Paradiso, insomma. Meno male che non son cattolico. Ma dimmi Ale, tu che sei tanto bravo a fare diagnosi psicanalitiche telematiche, se mi convertissi all’Islam, cosa rischierei per la mia superbia? Non dirmi che mi toccherebbe come hurì un clone di Rosy Bindi, per favore!:-).

    >Avrai pure molti altri pregi, ma non riesci a nascondere nemmeno per un momento il piacere che provi nel leggerti.<
    Ovviamente, siccome credo di non scrivere castronerie, non mi dispiace di sicuro leggere quello che scrivo. Però, Ale mio, o tu hai dei poteri paranormali equiparabili a quelli della signora che trovò recentemente l’auto con la ragazza in quel lago (con la differenza che tu ti metti in contatto con la mente dei vivi, piuttosto che con le anime dei morti) oppure mi hai spedito telematicamente un virus capace di spiare l’espressione della mia faccia quando scrivo:-). Nel primo caso, ti consiglio di andare al CICAP: c’è in palio un bel milioncino di euri che ti aspetta (altro che le cene di Kelebek:-) ), ma nel secondo, ti consiglio di ritirare subito il tuo virus indiscreto, sennò ti denuncio!

    >Qui trovi persone che ti rispondono, sui siti neocon, credo, un po’ meno. <
    Sinceramente non c’ho mai provato a scrivere su un sito neocon. A meno di non considerare tale quello di Allam che mi ha subito sbattuto fuori. Ma quello lo capisco poveretto, cosa ne può sapere di democrazia, tolleranza, dialogo, dibattito aperto uno che proviene da un paese in cui queste cose sono state storicamente degli UFO, uno che non nomina mai il proprio padre, il quale lo ha mandato in una scuola gestita da preti, noti propugnatori del libero pensiero:-).

    Che Sgrena, Pier e compagnia siano dalla “tua” parte – ovviamente si parla della valutazione del comportamento e della presenza degli amerikani in Iraq

    >Gradirei degli esempi, Ritvan; a me non risulta proprio.

    E io parlavo proprio di quello, mica di “ideologia”. <
    Esempi? Quali esempi? E perché li vorresti da me, poi? Ma comprati “Il Manifesto”, benedetto amico, giornale dove scrive la Sgrena e leggiti quello che scrive sull’Iraq. E, se quello che scrive la Sgrena&Co (dove Co sta per “compagni”, ovviamente:-) ) non ti manderà in visibilio, puoi venire a sputarmi in faccia:-).

    >”Trovare inverosimile qualcosa”, caro Ritvan è diverso da dire che una cosa “è inverosimile”. <
    Veramente la differenza mi sfugge:-). Dalle parti mie se una cosa la “trovi” di un certo qual modo (lasciando da parte l’altro significato del verbo “trovare”, ovviamente:-) ) vuol dire che PER TE quella cosa “è” di quel certo qual modo. Dalle parti tue, non saprei….

    >Una cosa può essere inverosimile, eppure contemporaneamente “plausibile”.<
    Come no, basta inventarsi un dogma apposito:-).

    >Cioè, io trovo che sia “inverosimile” pensare che il mio amico Omar sia un pedofilo. Ma potrei trovare plausibile (e non per questo cessare di trovarlo inverosimile) una ricostruzione che lo veda impegnato in attività pedofile. <
    Vedi sopra quanto il sullodato Paravia scrive sui due vocaboli “incriminati”. Quando avrai pubblicato anche tu il tuo vocabolario “personalizzato”, – magari con l’esempio di “Omar il pedofilo” incorporato – casomai ne riparliamo:-). Certo che a te sia i sofisti che i reverendi padri casuisti gesuiti ti fanno un baffo!:-).

    >La tua ricostruzione del caso Calipari, secondo me, è plausibile, cioè, ha una coerenza, ma secondo me rimane inverosimile, improbabile, bizzarra. Cioè: “può anche essere, ma trovo più semplice l’ipotesi dell’incidente”.

    E’ più chiaro ora?<
    Ah, ‘mbè, se è solo questione di “semplicità”, allora lasciamo perdere. Ma le cose della vita, Ale, non sono mai così semplici come le vorremmo. E allora ci inventiamo le “semplificazioni”: “CIA-kattivo”, “irakeno-buono”, “comunista-mangia bambini”, “fascisti-carogne-tornate-nelle-fogne”, “l’utero è mio e me lo gestisco io” e così via. No, Ale, non te la puoi “cavare” così, facendolo passare per un “incidente” o per una “tragica fatalità” (e tralascio per un senso di carità aconfessionale:-) l’ipotesi imbecille di Blondet secondo cui volevano far fuori proprio Calipari, nientepopodimenoché per impoverire l’intelligence italicain Iraq!) perché rimane un “nodo” irrisolto: Sgrena e autista sostengono di aver sentito Calipari parlare al telefono con l’ufficiale di collegamento americano fra i due servizi per segnalargli il percorso dell’auto, ovviamente, perche l’amerikano avvisasse le autorità militari amerikane. D’altra parte, dalle indagini congiunte presso le autorità militari americane (responsabili del check-point assassino) risulta chiaramente che NESSUNO le aveva avvertite di alcunché di simile. Il telefono di Calipari non s’è più trovato (l’avrà rubato Al Zarqawi?), mentre dell’ufficiale CIA “contatto” di Calipari si son perse le tracce. Allora, scartando la mia ipotesi dello “scherzo da prete” combinato dalla CIA al servizio alleato che pagava milioni di dollari al nemico, rimangono solo altre due opzioni “plausibili” o “verosimili” che dir si voglia: o quell’ufficiale , subito dopo aver parlato con Calipari è stato colpito da un attacco fulminante di Alzheimer oppure Calipari stesso se n’è fregato delle regole di sicurezza e non ha fatto nessuna telefonata (e allora ben gli sta, cosi un’altra volta impara!), mentre sia la Sgrena che l’autista mentono per il piacere di mentire o perché vogliono incolpare i kattivi americani o hanno paura che alla vedova di Calipari tolgano la pensione e al morto la medaglia. Altro che “tragica fatalita”! Scegli tu quello che ti piace, adesso, fra le due ipotesi “plausibili” o “verosimili” che dir si voglia (ammesso e non concesso, eh!:-) ).

    Ciao

    Ritvan

  66. utente anonimo says:

    Caro Ritvan,

    non è più estate e io non ho più il tempo che avevo prima. Quindi mi riservo di non rispondere sistematicamente alle tue “non risposte” :-); anche se può essere divertente, è un giochetto ozioso.

    Qualcosa, però permettimi di dire:

    >Ma allora, ‘sta benedetta strategia degli americani, è perfetta o non lo è? Se creare “casini generalizzati” è per loro la “migliore occasione”, allora è strategia “perfetta” la loro, o no?:-). <
    Questo è un esempio “perfetto” :-) dei tuoi sofismi: che cosa vuol dire? Ti rendi conto che non ha senso quello che hai scritto?

    >Sì, a Falluja c’era solo il Re degli Imboscati, pagato ovviamente dagli americani, i quali, per rendere più credibile la cosa avevano infiltrato in città alcune centinaia di marines travestiti da miliziani di Moqtada al Sadr, i quali sparavano (ma solo a salve, per carità, mica erano fessi:-) ) sui loro colleghi che cingevano d’assedio la città:-). < Qui continui a far finta di non capire. Però devo ammettere che sei abile a dissimulare con l’ironia la mancanza di argomenti. >Brillante strategia, non c’è che dire!:-). Peccato però, che gli americani non abbiano bisogno di alcuna scusante per rimanere in Iraq. Possono restare quanto vogliono, come possono andarsene quando gli aggrada. Sciiti in preghiera ammazzati a suon di attentati o meno. <
    Qui, è colpa mia. Non mi sono spiegato bene, anche se sono quasi sicuro che tu abbia capito benissimo quello che in realtà intendevo. Comunque, cambia poco: qunado mi spiego bene, fai finta di non capire.

    Su plausibile/verosimile, mi dispiace, ma ho ragione io. Due quasi sinonimi non sono perlappunto due sinonimi. Si somigliano, d’accordo, ma – in una serie di ipotesi, diciamo tre – ce ne possono essere di “solo” plausibili e di verosimili, cioè plausibili ma più probabili.

    >l’ipotesi che i morti per bombe nelle moschee sciite siano frutto di una faida interna interirachena, senza alcun “contributo” CIA di ordinanza ideologica, non dovrebbe apparirti tanto peregrina< Conosco bene la religiosità irachena contemporanea, e posso quasi garantirti che una mano esterna è quasi l’unica spiegazione. I SAS vestiti da arabi che sfrecciano per Basra corroborano la mia sensazione.
    Poi, per l’amor di Dio, sono CERTO che tra i resistenti ci siano anche dei banditi (poiché sono un seguace dell’eccelso professor Cipolla…). Ma sono anche sicuro che essi abbiano ben chiaro ciò che li danneggia, e si guardino bene dall’evitarlo.

    Ma dimmi Ale, tu che sei tanto bravo a fare diagnosi psicanalitiche telematiche, se mi convertissi all’Islam, cosa rischierei per la mia superbia? Non dirmi che mi toccherebbe come hurì un clone di Rosy Bindi, per favore!:-).

    Esattamente. Ti sei solo dimenticato Wanna Marchi ;-), che Rosy non ha molta esperienza e ha bisogno di supporto.

    >E, se quello che scrive la Sgrena&Co (dove Co sta per “compagni”, ovviamente:-) ) non ti manderà in visibilio, puoi venire a sputarmi in faccia:-)< Considerati già sputazzato :-)… Ciao, e scusa ancora la fretta Ale

  67. utente anonimo says:

    >Caro Ritvan, non è più estate e io non ho più il tempo che avevo prima. Quindi mi riservo di non rispondere sistematicamente alle tue “non risposte” :-); anche se può essere divertente, è un giochetto ozioso. <
    Eh, lo so Ale che per te (come per il tuo esatto “contrario ideologico”, l’avv. Giuseppe) è solo un giochetto, non ho mai creduto alla tua affermazione secondo cui ti piacerebbe cambiare idea:-).

    >Qualcosa, però permettimi di dire: <
    Permesso accordato:-).

    Ma allora, ‘sta benedetta strategia degli americani, è perfetta o non lo è? Se creare “casini generalizzati” è per loro la “migliore occasione”, allora è strategia “perfetta” la loro, o no?:-).

    >Questo è un esempio “perfetto” :-) dei tuoi sofismi: che cosa vuol dire? Ti rendi conto che non ha senso quello che hai scritto?<
    Il senso c’è, anche se probabilmente non ti piace. Non puoi, allo stesso tempo accusare gli americani di mettere bombe nelle moschee sciite per “creare casino”, poiché tale casino – sempre secondo te fa loro comodo – e poi dire (frase che hai opportunamente omesso dal citare:-) ) che “io non ho mai detto che la strategia degli americani sia perfetta (per loro)”. Ecco, la tua contraddizione sta in questo: ‘sta benedetta mania degli americani di metter bombe sotto mentite spoglie nelle moschee sciite gli conviene o non gli conviene?:-).

    Sì, a Falluja c’era solo il Re degli Imboscati, pagato ovviamente dagli americani, i quali, per rendere più credibile la cosa avevano infiltrato in città alcune centinaia di marines travestiti da miliziani di Moqtada al Sadr, i quali sparavano (ma solo a salve, per carità, mica erano fessi:-) ) sui loro colleghi che cingevano d’assedio la città:-). <
    >Qui continui a far finta di non capire. Però devo ammettere che sei abile a dissimulare con l’ironia la mancanza di argomenti. <
    Beh, siccome la mia ironia continua a non garbarti, riformulo la risposta in tono serioso, Vostro Onore: Falluja fu bombardata dagli americani non perché in essa ci fosse stata strage dinamitarda di sciiti o teste mozzate di ostaggi occidentali imputabili ad Al Zarqawi, come lasci intendere tu nel tuo paragrafo che – tanto per cambiare:-) ometti di citare, ma che puoi sempre rileggere con comodo, impegni di lavoro permettendo- bensì perché i marines che circondavano la città furono bersagliati da colpi di arma da fuoco, dovuti molto probabilmente ai miliziani di Al Sadr e non ai tagliateste bombaroli di Al Zarqawi. Dunque, quest’ultimo almeno nel caso da te citato non c’entrava una mazza. Il fatto che non fosse Al Zarqawi ma Al Sadr è supportato anche dalla mediazione condotta con successo da Al Sistani (e probabilmente anche l’Iran sciita ci avrà messo becco), di cui Al Zarqawi se ne sarebbe fatto un baffo. Cuntent dell’argomentazione non dissimulata da ironia?:-).

    Brillante strategia, non c’è che dire!:-). Peccato però, che gli americani non abbiano bisogno di alcuna scusante per rimanere in Iraq. Possono restare quanto vogliono, come possono andarsene quando gli aggrada. Sciiti in preghiera ammazzati a suon di attentati o meno.

    >Qui, è colpa mia. Non mi sono spiegato bene, anche se sono quasi sicuro che tu abbia capito benissimo quello che in realtà intendevo. Comunque, cambia poco: qunado mi spiego bene, fai finta di non capire.<
    Ovviamente, sia che tu ti spieghi bene, sia che ti spieghi male, io equivoco sempre. Così dice anche Berlusconi dei giornalisti “penne rosse”:-). Brillante strategia, di nuovo!:-).

    Parlando seriamente, provo a indovinare cosa volevi dire: che la CIA mette le bombe agli sciiti non per demonizzare la “resistenza” (poiché per questo bastano e avanzano le teste tagliate e altri orrori, anche se noi sappiamo che Al Zarqawi non fa parte della resistenza, ma l’opinione pubblica occidentale non lo sa), ma per suscitare una reazione vendicativa degli scitti nei confronti dei sanniti e scatenare così una guerra civile. Possibile ma poco plausibile, secondo me. Allo stesso modo si potrebbe dire che le bombe le mettono i sanniti per incolpare la CIA e far insorgere gli sciiti moderati contro l’invasore. O le mette qualche servizio segreto di paesi arabi vicini, a cui interessa che il caos in Iraq continui indefinitamente. Oppure le mette Israele, per gli stessi motivi (e qui sento il tuo applauso!:-) ). Insomma, come dice lo slogan della RAI “Di tutto, di più”, ma io li americani – a rigor di logica – li escluderei, poiché quella “patata bollente” la stanno gestendo loro in prima persona e non hanno alcun interesse a trascinare quel paese in una spirale infinita di faide bombarole. Gli affari – come hai ammeso anche tu – ne risentirebbero.

    >Su plausibile/verosimile, mi dispiace, ma ho ragione io. <
    Sì, ti dispiace, vedo il tuo cuore sanguinare:-).

    >Due quasi sinonimi non sono perlappunto due sinonimi. Si somigliano, d’accordo, ma – in una serie di ipotesi, diciamo tre – ce ne possono essere di “solo” plausibili e di verosimili, cioè plausibili ma più probabili. <
    Veramente entrambi i termini vengono equiparati a “vero”. E, per una di quelle regole matematiche che si insegnano alle elementari, se A=B e C=B anche A=C. Ossia, plausibile=verosimile.

    …l’ipotesi che i morti per bombe nelle moschee sciite siano frutto di una faida interna interirachena, senza alcun “contributo” CIA di ordinanza ideologica, non dovrebbe apparirti tanto peregrina

    >Conosco bene la religiosità irachena contemporanea, e posso quasi garantirti che una mano esterna è quasi l’unica spiegazione. I SAS vestiti da arabi che sfrecciano per Basra corroborano la mia sensazione. <
    Ecco, il “dogma della fratellanza irakena”! Tu credi che bastino 20 anni di regime “laico” (nonché sanguinario) di Saddam per cancellare secoli di dissidi fra sciiti e sunniti? Non credo che tu conosca uno per uno tutti gli sciiti e tutti i sunniti iracheni tanto da metter la mano sul fuoco al riguardo dell’amore fraterno che ognuno di essi nutrirebbe per l’altra parte.

    >Poi, per l’amor di Dio, sono CERTO che tra i resistenti ci siano anche dei banditi (poiché sono un seguace dell’eccelso professor Cipolla…). Ma sono anche sicuro che essi abbiano ben chiaro ciò che li danneggia, e si guardino bene dall’evitarlo. <
    Non sono sicuro che i banditi – se sono veramente tali – evitino alcunché. Massacri di donne e bambini compresi. Ma le stragi delle moschee sciite secondo me non sono opera di banditi o di “cani sciolti”. A meno che essi non siano stati pagati da qualcuno.

    E, se quello che scrive la Sgrena&Co (dove Co sta per “compagni”, ovviamente:-) ) non ti manderà in visibilio, puoi venire a sputarmi in faccia:-)

    >Considerati già sputazzato :-)… <
    Eh, no mio caro, frena l’esuberanza delle tue ghiandole salivarie, troppo comodo così. Mi devi citare le affermazioni della Sgrena e dei compagni del “Manifesto” sull’Iraq che ti fanno schifo, poi, casomai, se ne riparla!

    >Ciao, e scusa ancora la fretta <
    Ti ho già detto che non devi chiedere scusa a me, la fretta è, semmai, una TUA cattiva consigliera. Io non ho fretta, so aspettare e ti consiglio di fare altrettanto, magari scrivendo poco alla volta nei ritagli di tempo e spedire quando pronto. Magari ci si capisce anche meglio.

    Ciao

    Ritvan

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