Chianciano va a Roma

Credo che a tutti interessino le ultime novità sul Caso Chianciano, cioè sull’incontro internazionale "Lasciamo in pace l’Iraq" che si sarebbe dovuto svolgere a Chianciano il 1-2 ottobre.

La grande differenza tra questa e tutte le altre manifestazioni contro la guerra era che dovevano parlare agli italiani, e tra di loro, le principali forze della resistenza irachena: sciiti, sunniti, laici, comunisti. Si tratta di movimenti e persone che operano alla luce del sole in Iraq, ma che si oppongono pubblicamente all’occupazione, allo smembramento del paese e al saccheggio delle risorse nazionali. Se non si trovano ad Abu Ghraib, è semplicemente perché sono troppo rappresentativi e forti.

Quando gli americani si ritireranno nelle loro basi, saranno certamente queste forze, e non il cosiddetto "governo" iracheno, a rappresentare il paese. Loro hanno accettato di aprire un dialogo, in Italia, sia tra di loro (nonostante tremende divergenze passate), sia con l’Italia.

Quarantaquattro deputati americani hanno impedito che questo dialogo si aprisse, ingiungendo al governo italiano di bloccare l’incontro di Chianciano.

Il governo italiano ha fatto una scelta astuta: non ha vietato l’incontro di Chianciano, ma lo ha svuotato di significato, impedendo che venissero gli ospiti chiave.

A questo punto, è nata l’iniziativa di uno sciopero della fame davanti alla Farnesina. Mi raccontano che il problema principale di questa iniziativa non era la fame, a cui ci si abituava presto, ma le condizioni di estremo disagio, di giorno sotto la pioggia, la notte a dormire in macchina.

Lo sciopero è continuato per oltre quindici giorni, fino a quando il governo ha lasciato capire che avrebbe concesso il visto a Hajj Ali, l’uomo-fantasma di Abu Ghraib. Con questa specie di pareggio, si è deciso di sospendere lo sciopero della fame. Anche perché era diventato inutile: lo sciopero della fame era stato deciso anche per attirare l’attenzione sul convegno, ma ci hanno pensato giornali e TV a rendere noto il Caso Chianciano proprio mentre lo sciopero stava per cominciare. E questa volta la solidarietà, come si dice nel gergo politico, è stata davvero molto ampia.

Qualcuno dirà che uno sciopero della fame si conduce fino in fondo, o niente. Per me, è meglio che sia finito, l’iniziativa non aveva mai riscosso il mio entusiasmo e ci sono cose più importanti da fare.

Ma se è possibile interrompere lo sciopero della fame, non è possibile fare la conferenza di Chianciano senza gli iracheni, che ne costituivano l’elemento centrale. A parlare dell’Iraq sono buoni tutti…

Quindi, la conferenza "Lasciamo in pace l’Iraq" è rimandata. Si farà più avanti, e si farà, in shâ Allâh con gli iracheni.

E proprio per promuovere quel convegno, si farà un incontro a Roma domenica 2 ottobre alle 10, con i seguenti temi:

"Verso la Conferenza Internazionale – Per i visti ai fratelli iracheni – Per il ritiro delle truppe d’occupazione – Con la Resistenza popolare -Per una pace giusta nel rispetto della sovranità nazionale"

La sede sarà l’Aula magna dell’università valdese, in via Pietro Cossa 40 (zona P.zza Cavour).

Hanno confermato la loro partecipazione:

Haj ALI, vittima delle torture di Abu Ghraib (sempre che il governo mantenga la parola)
Awni al KALEMJI, portavoce dell’Alleanza Patriottica Irachena
Kawthar al KUBAYSI, moglie di Abduljabbar, segretario dell’Alleanza Patriottica Irachena, sequestrato dall’esercito USA il 4 settembre 2004
Abdulhaleem KANDIL, rappresentante di Kifaya, Egitto
Roberto GABRIELE, per i sette scioperanti della fame
Gianni VATTIMO, Filosofo
Giovanni FRANZONI, Comunità Cristiana di Base di S. Paolo
Hamza PICCARDO, Segretario nazionale dell’Unione delle Comunità Islamiche – UCOII
Domenico LOSURDO, Filosofo
Marina BIGGERO, Confederazione Cobas
Vainer BURANI, Avvocato difensore di attivisti islamici
Aldo BERNARDINI, Professore di diritto internazionale
Georges LABICA, Filosofo, Francia
Jan MYRDAL, Scrittore, Svezia.

Presiederanno:

Leonardo MAZZEI, portavoce dei Comitati Iraq Libero
John CATALINOTTO, International Action Centre, USA
Manolis ARKOLAKIS, Lega Internazionale dei Popoli in Lotta ILPS
Wilhelm LANGTHALER, Campo Antimperialista

Prevedo una rumorosa campagna antivaldese nei prossimi giorni, almeno in certi media.

Ma i valdesi hanno resistito per sette secoli a cose ben peggiori degli editoriali di Vittorio Feltri.

Non mancate. In margine, potremmo anche organizzare una cena tra i commentatori più assidui di questo blog, che ne dite? 

Print Friendly
This entry was posted in Sinistre e comunisti and tagged , , . Bookmark the permalink.

14 Responses to Chianciano va a Roma

  1. utente anonimo says:

    Ottima idea la cena, a patto che siano invitati, honoris causa, anche Buffa e Torchiaro. E, mi raccomando: al vino ci pensa Mawlana Palazzi :-)

    Alessandro

  2. utente anonimo says:

    Ai valdesi va il mio 8 per mille… mi sembravano i meno peggio e ora ne sono proprio contenta.

    Rita

  3. utente anonimo says:

    Che ci ha pensato anche la TV a rendere noto il Caso Chianciano era ironico, vero?

    Francesca

  4. Sahishin says:

    tante volte un pareggio è più che onorevole…

    ;o)

  5. bioro76 says:

    Ecco, oggi rientro dalle ferie e almeno la notizia di questo convegno mi alleggerisce un po’ la giornata. Partecipazione sicura.

  6. utente anonimo says:

    Ci vorrei essere anch’io, dopo che il comitato organizzatore si sia ben accertato che non sono un agente della CIA inviato per sabotare il convegno:-).

    Ritvan

    P.S.Non credo che “Libero” attaccherà i valdesi. A meno che Feltri – il quale, da miscredente qual’è, recentemente ha attaccato duramente il cattolicissimo Socci e tutta la dottrina cattolica – non dia licenza a Farina di “vendicarsi” azzannando i valdes col pretesto della Conferenzai:-). In qual caso, ipotizzando un’alleanza valdese-islamo-comunista faranno ridere i polli, come qualche giorno fa quando attribuirono l’esplosione alla caserma dei carabinieri di Latina all’alleanza anarco-islamista:-).

  7. groucho says:

    Come dice Francesca, vorrei sapere come, dove, quando e quanto la televisione (e i medi in generale) hanno mai parlato di questo sciopero della fame e in generale del caso Chianciano.

    Forse è mi sfuggito qualcosa, o forse non ti rendi conto cosa l’italiano medio abbia saputo realmente di tutto questo (cioè niente).

  8. Dello sciopero della fame, ha parlato solo il Manifesto. All’inizio di settembre, invece, sia i TG che i principali quotidiani hanno parlato della “Lettera dei 44″ e quindi della manifestazione di Chianciano, per due o tre giorni.

    Repubblica ha parlato dell’Uomo-Fantasma di Abu Ghraib.

    Miguel Martinez

  9. Non avendo ancora corsi da seguire, è tutta l’estate che sono a casa (salvo vacanze) e mi guardo quasi sempre il tg3 all’ora di pranzo e cena. Vi dovessi dire di aver sentito più di un commento al caso Chianciano…

    Comunque, come a me sono sfuggite le notizie, così è capitato anche al resto della gente, pure fra quella che s’interessa del mondo un pochino di più della media. Ma non mi stupisce: ho saputo dallo scorso numero di Espresso (e dunque un giornale di “approfondimento” che sarà letto sì e no dall’un percento della pop.) di uno scandalosissimo caso di corruzione di giudici, una notizia che in qualsiasi altro paese civile avrebbe occupato per giorni le prime pagine. Disinformazione, o, semplicemente, ce ne abbiamo troppe? Io dico tutte e due.

    P.S. Beati voi che andate a Roma! Divertitevi!

    Francesca

  10. utente anonimo says:

    Mmmmh… temo che mediamente il livello di conoscenza dell’argomento, nonostante i giornali che ne hanno parlato (anzi, forse proprio perché ne hanno parlato) sia che “dei terroristi volevano venire in Italia a fare propaganda, Fini ha negato loro il visto, dei comunisti hanno fatto lo sciopero della fame e alla fine il visto lo hanno dato solo a qualcuno”… non credo si vada molto più in là…

    Alessandro

  11. Non essere così pessimista. Ora come ora la maggior parte degli Italiani è contraria alla permanenza delle truppe occidentali (soprattutto le nostre!) in Iraq, e questo nonostante la campagna di terrorismo psicologico fatta dal nostro governo per metterci in guardia dai pericolosi infedeli.. Da’ retta, se chiedi “Ma, hai visto lì a Chianciano?” con molte probabilità ti sentirai rispondere “Ah, sì eh.. icché ci fanno, una sagra questo mese?”

  12. utente anonimo says:

    Mi risulta che Jawad al-Khalesi sia a Parigi. Non c’è un modo per farlo venire a Roma comunque, visto che è in giro? Tra l’altro (visto che ormai avete capito che sono un complottista impenitente :-)) ha rilasciato un’intervista, pubblicata da Le Monde, in cui sostiene che Zarqawi sia stato ucciso all’inizio della guerra (secondo al-Khalesi la sua famiglia in Giordania gli avrebbe anche fatto il funerale) e che non sia che un altro “marchio” utilizzato per contiunuare l’occupazione.

    Tra le altre cose interessanti (ma vi invito a leggere l’articolo, del solito cattoreazionariofascioantisemita – ecc. ecc. per accontentare i suoi detrattori – Blondet che riassume l’intervista:http://www.effedieffe.com/fdf/giornale/rx.php?id=632%20&chiave=blondet) Al-Khalesi suggerisce una via percorribile per uscire dall’occupazione e dal tranello della guerra civile, via differente dal “via le truppe d’occupazione e buonanotte”. L’equilibrio di al-Khalesi – sostenitore della resistenza – è probabilmente una delle ragioni per cui i nostri amministratori coloniali non vogliono che l’opposizione irachena venga in Italia a parlare.

    Alessandro

  13. utente anonimo says:

    Ecco il link all’articolo di Le Monde:

    http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0,36-689730,0.html

    Ale

  14. utente anonimo says:

    Al Zarqawi sara anche stato sepolto, ma al Zawahiri mi risulta sia vivo e vegeto e abbia mandato in onda un messaggio dove si assume la responsabilità dell’attacco alla metropolitana di Londra. E anche Moana Pozzi pare sia viva:-).

    L’umiliazione dei sunniti, come se dovessero pagare loro per i misfatti di Saddam, la trovo una delle cose imbecilli che fanno gli amerikani in giro per il mondo. Dividere la gente dell’Iraq in modo manicheo in “amici” (curdi e, in misura minore, sciiti) e “nemici” è stupido. Vabbè, ci sarà sempre qualcuno che dirà che questo gli amerikani lo fanno perché cosi comanda loro Israele, (i soliti ebrei che vogliono dominare il mondo, come disse giorni fa il responsabile credito del Berlusca:-) ) pazienza. Io continuerò a pensare che la diplomazia amerikana sia piuttosto rozza e pasticciona e mettere a capo di essa una donna come Condy non migliori di certo la sua elasticità.

    Ritvan

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>