Dopo la beffa, arriva il Complotto (IV)

Se è la prima volta che capitate su questo blog, andate al primo post della serie "Dopo la beffa, il Complotto".

Lettera aperta ad Arturo Diaconale,
Direttore dell’Opinione

Caro Arturo,

Credo che ci possiamo dare del tu, visto il nostro ormai pluriennale rapporto. Sono, infatti, il terrorista islamonazicomunista preferito del tuo giornale. Inoltre, io ho un semplice blog, mentre tu dirigi il San Marino dei quotidiani italiani, per cui tra piccoli ci capiamo.

So di non rubarti tempo, visto che il tuo giornale ha dedicato molte ore di lavoro dei suoi giornalisti a me, per spiegare ad esempio come io abbia progettato, nel lontano 2002, di mettere a ferro e fuoco Firenze, e adesso per spiegare che io sarei al centro di una campagna per unire l’ala estrema dei no global, il Campo Antimperialista, l’onorevole Dacia Valent, Indymedia, l’Ucoii e i neonazisti di tutto il mondo contro un simpatico signore romano che dispensa presunti titoli nobiliari somali. Ricordiamo che il signore in questione ha dispensato il titolo di Cavaliere dello Shekal anche a qualche tuo giornalista.

Mi dicono che il tuo giornale chiude alle quattro del pomeriggio, per cui hai sicuramente molto tempo per leggermi.

Inoltre, visto che tutti in questo periodo parlano di avvocati, preciso che non ho alcuna intenzione di denunciare il tuo giornale per l’ultimo articolo che hai fatto pubblicare sul mio conto.

Ti scrivo per un altro motivo.

Alcuni giorni fa, un tuo giornalista, Aldo Torchiaro, ha scritto, in base a conclusioni tratte da un giro di alcuni minuti su Internet, che un’associazione perfettamente legale in Italia avrebbe usato alcuni soldi per comprare "tritolo, kalashnikov e berette nostrane" per i "tagliagole di al-Zarqawi".

Con dieci ulteriori minuti spesi su Internet, Torchiaro avrebbe scoperto che l’associazione in questione è totalmente contraria alla politica di al-Zarqawi.

Ma anche se non lo fosse, non sarebbe facile fargli pervenire i soldi.

Infatti, nemmeno la CIA sa dove si trovi, o se esista, al-Zarqawi (hanno distrutto una città di 300.000 abitanti solo perché accusata di ospitarlo, e lui non c’era). I soldi in questione si trovano tutti su un conto in Italia, bloccati da un’inchiesta della magistratura. Solo dopo che Torchiaro aveva scritto quelle parole (e un analogo articolo sull’Opinione), la magistratura ha dissequestrato il conto, non avendovi trovato nulla di illegale.

Proprio ieri, invece, sull’Opinione Aldo Torchiaro ha collegato, come "coincidenze inquietanti", l’esplosione di una bomba-souvenir (gli stessi inquirenti escludono che sia stato un atto di terrorismo) nella caserma dei carabinieri di Latina, con il fatto che sempre a Latina dovrebbe tenere un comizio Gianfranco Fini, e questo con il fatto che fosse stato Fini a negare i visti per il convegno di Chianciano sulla resistenza irachena.

Preso dall’eccitazione, Torchiaro ha perso così di vista una "coincidenza" molto più preoccupante: Gianfranco Fini è stato l’unico uomo politico di destra a contraddire il cardinale Ruini sulla procreazione medicalmente assistita. Per un giornalista che pretende di essere "laico", è un’omissione gravissima.

aldo torchiaro vaticano

Inquietanti coincidenze. Perché Aldo Torchiaro cerca di insabbiare la pista clericale?

Mi sono chiesto perché un giornalista, certo dal carattere focoso e facile da ingannare, ma sicuramente non di animo malvagio, come si vede chiaramente dalla foto sul suo blog, possa prendere tali cantonate (voglio ritenerlo in buona fede, escludendo che egli cerchi deliberatamente di coprire manovre clericali).

Adesso credo di capire.

Tu e io conosciamo ormai bene le condizioni di Dimitri Buffa (il Cavaliere dello Shekal), e quindi ci possiamo capire al volo. Nel caso non ne fossi pienamente al corrente, puoi andare a vedere sul suo blog, che viene linkato direttamente dalla home page del quotidiano che tu dirigi.


dimitri buffa
Dimitri Buffa si presenta senza occhiali su un forum del Partito Radicale

Ora, su quel blog leggo una frase che mi ha fatto gelare il sangue. In un recente post, Dimitri Buffa sostiene l’esistenza di una "campagna di minacce di delegittimazione" contro certi giornalisti,

"a cominciare da Aldo Torchiaro, mio sottoposto a L’opinione, minacciato dalla figlia di Siad Barre per conto della Islamic anti defamation league"

Tu starai sicuramente ridendo, pensando alla beffa in cui è caduto Torchiaro, per mano dell’inesistente "figlia di Siad Barre".

  Io invece sono rimasto profondamente colpito dall’espressione, "Aldo Torchiaro, mio sottoposto".

Come sai – perché lo hai fatto pubblicare sull‘Opinioneio ho passato diversi anni in una setta.

Uno degli aspetti più profondamente negativi di ogni setta consiste proprio nel meccanismo gerarchico, che permette a persone limitate, o con disturbi psicologici, di sentirsi realizzate per il solo fatto che altre persone siano loro "sottoposte".

Questo innesca un meccanismo terribile, in cui il sottoposto può commettere anche follie pur di somigliare appunto a chi lo sottomette; mentre colui che sottomette vive nella perenne paura di venire superato da qualcuno più intelligente o meno turbato di lui.

E così, chi si trova in posizione dominante gareggia con il proprio sottoposto nel farsi notare: il risultato non può che essere una catastrofica gara di autodistruzione, tra dominante e dominato.

Nelle parole di Dimitri Buffa, ne riconosco tutti i sintomi. Credo che sia urgente, per la salute del tuo giornale, di Aldo e dello stesso Buffa risolvere il problema, prima che sia troppo tardi.

Senza giri di parole: devi liberare Aldo.

Non si può permettere che Aldo continui a passare gli anni migliori della sua vita inventandosi scoop che rendono ridicoli sia lui, che il tuo giornale, solo per imitare e compiacere il suo superiore, che si dedica nel contempo alle più folli invenzioni, pur di mantenere l’altro nella sua posizione di sottoposto.

Non sto dicendo che il vostro giornale non debba più occuparsi del mio blog, o il mio blog del vostro giornale: come dicevo, tra piccoli ci capiamo.

Suggerisco semplicemente di dividersi i compiti; vorrei che da ora in poi a occuparsi di me fosse esclusivamente Aldo Torchiaro. Mi sentirei più tranquillo in sua compagnia che in quella di Buffa, come – penso – chiunque.

E sarei anche disposto a raccontare a Torchiaro tutto della vita di un traduttore di manuali tecnici. Un traduttore di manuali tecnici che, per inquietante coincidenza, ha anche visitato New Orleans pochi decenni prima che Katrina la distruggesse.

In attesa delle tue decisioni, permettimi di esprimere tutta la mia

SOLIDARIETA’ AD ALDO TORCHIARO!
 
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28 Responses to Dopo la beffa, arriva il Complotto (IV)

  1. utente anonimo says:

    Bella soprattutto l’analisi psicologica del rapporto perverso Buffa-Torchiaro.

    Ritvan

  2. Delizioso! Il rapporto gerarchico nella setta dello Shekal è un tocco da maestro.

  3. utente anonimo says:

    non posso farcela :-)))

    miguel… in pillole anche sublinguali, in fiale anche endovena.. ma, tu che tutto puoi e tutto sei, ti prego.. cerca il modo di poter essere distribuito..

    fatma

  4. Sahishin says:

    Aderisco.

    ALDO TORCHIARO LIBERO!

    saluti ;o)

  5. M che schifo! E’ nudo!

    Penso che andrò a vomitare!

  6. fiordiblog says:

    Senti, Miguel, il pezzo è spettacolare come al solito, ma porca di una miseria, potevi almeno mettere un avviso in cima, che poi una scrolla la pagina e di colpo si ritrova dinanzi agli occhi la foto di Buffa nudo???? Per dire, persino Palazzi nudo sarebbe stato meglio.

    Ti ritengo personalmente responsabile della desertificazione istantanea di ogni mia mucosa.

  7. AndreaRusso says:

    Bel post, spedisciglielo a Diaconale!

    Andrea

  8. Diaconale? L’incipit si trova già tra gli ultimi commenti sul suo blog

    http://www.diaconale.blogspot.com/

  9. daciavalent says:

    vabbé fiordi, ma pesna anche al lato positivo: con siffatta minima dotazione e con l’attuale legge sulla fecondazione artificiale, possiamo essere quasi sicure che non si riprodurrà. think pink, sis, think pink

    dacia

  10. utente anonimo says:

    Kel, se anche Buffa ha la fissa del “sottoposto”, comprensivo di quell’intimo che è” posto sotto”, tu perchè vuoi sottolineare ed esibire il suo vezzo anche qui ? Non sta bene.

    Aurora.

  11. utente anonimo says:

    Interrompo momentaneamente la serie di post sulla virilità di Buffa (Dacia dice che non è un gran che, ma a guardar bene nella foro non si vede proprio niente, solo un’ombra… :-)), per segnalare una notizia che dovrebbe imporre un ragionamento in più sulla resistenza irachena a coloro che ancora credono alla leggenda dell’esercito liberatore. Il fatto non è nuovo, ma lo scopro ora: un decreto del governo provvisorio vieta ai contadini iracheni di conservare parte del raccolto per la semina dell’anno successivo. Devono distruggere le sementi e acquistarle ogni anno da “fornitori autorizzati”. Il primo fornitore autorizzato è la multinazionale Monsanto (cfr. http://www.effedieffe.com/fdf/giornale/rx.php?id=627%20&chiave=blondet, che si riferisce a un articolo apparso su Globalresearch).

    Alessandro

  12. utente anonimo says:

    Scusate l’OT, ma ho fatto un veloce salto ad uno dei siti che spettegolano sulle TT (ormai, come Ale ben sa, un mio chiodo fisso:-) ) gentilmente consigliatimi da Rita. Già il nome del sito “luogocomune” mi pareva poco rassicurante in quanto a serietà storica:-), ma quando ho letto che nell’attaco a Pearl Harbour i giapponesi avrebbero impiegato piloti kamikaze, i miei attributi si sono ridotti pressapoco come quelli di Buffa nella foto!:-). Beh, non basta bere tutta la botte per sapere che vino contiene. Mi è bastato quell’assaggio e non ho avuto il coraggio di proseguire oltre!

    Saluti bipartizan

    Ritvan

  13. utente anonimo says:

    E magari quelle sementi Monsanto saranno pure OGM, in cui è stato inserito un gene (isolato da perfidi scienziati israeliani) che produce una proteina in grado di far trasformare un “resistente” in un docile “collaborazionista”:-) :-) :-).

    Vade retro OGM!

    Ritvan

  14. Credo invece che ci sia del vero nella questione della legge sui sementi; poi bisogna vedere se le cose stanno proprio in quei termini.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    Vediamo, Miguel, vediamo, non ho detto di no. Ci sarà sicuramente la denuncia di “Manifesto”, “Liberazione” e simili, risponderanno a bordate “Libero”, “Il Giornale” e altri alleati minori (tu tieni d’occhio il foglietto del tuo amico Diaconale:-) ) e credo ne saremo informati dettagliatamente. Però, quel sassolino sugli OGM me lo dovevo pur togliere, no?:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ale, non te la prendere:-). Ho letto il tuo post sui link di Wikipedia. Io non me la son presa per il tuo “vilipendio all’Auricchio”:-). Ma come hai potuto vedere anche tu, i sospetti rimangono solo sospetti. Nessuna sentenza definitiva ha mai condannato agenti della CIA o di 2servizi segreti deviati” per le stragi in Italia. I giudici non saranno tutti “toghe rosse”, come dice Berlusconi, ma non credo nemmeno che siano “toghe nere deviate”.

  16. utente anonimo says:

    Non conosco il sito Luogocomune Ritvan, ma mi sembra un po’ poco per desistere dal tuo intento. Per quello che ne so io, la sintesi più completa e recente di tutta la letteratura “cospirazionista” si trova nel libro “The New Pearl Harbor. Disturbing Questions about the Bush Administration and

    9/11″ di David R. Griffin. A suo tempo era scaricabile da qualche parte su internet; ora mi sembra di no, ma se vuoi te lo posso inviare personalmente.

    Pui trovare dei link una serie di documenti che, a un primo esame, sembrerebbero seri, all’indirizzo:

    http://www.serendipity.li/wtc_other_sites.htm.

    Cambiando discorso, ma rimanendo nel topi di questo post, prima di reimmergermi nel lavoro, sto facendo il pieno di informazioni varie, raccolte un po’ a casaccio da internet. Ho battutto a tappeto Indymedia, inserendo come parola chiave un po’ tutto quello che mi passava per la mente. Miguel, Mi spiegheresti perché uno degli sport preferiti in quel sottobosco è darti del nazista che tenta di “infiltrare fasci” (nel loro piuttosto antipatico gergo) nel “movimento”?

    Ciao

    Alessandro

  17. utente anonimo says:

    No, ti prego Ritvan, non riapriamo il fascicolo…:-). Una sola osservazione: “Nessuna sentenza definitiva ha mai condannato agenti della CIA o di servizi segreti deviati” per le stragi in Italia”. Saranno pur “segreti” per qualcosa? Spero ti renderai conto anche tu del fatto che la massa degli indizi che riconducono al ruolo servizi segreti è talmente imponente da suscitare più di qualche sospetto, e che chi indaga in quella direzione si trova di fronte a un magma indistinto di segreti di stato, omissis, depistaggi e bugia in grado di scoraggiare anche i più accaniti “complottisti”? Ti rendi anche conto che arrivare a una condanna di un ufficiale della CIA per fatti talmente scandalosi significa arrivare dritti dritti nientemeno che a Washington, e che arrivare colà implicherebbe anche la messa in discussione di tutto l’assetto delle alleanze che hanno mantenuto in piedi l’equilibrio atlantico (magari anche fortunatamente, chissà…) per mezzo secolo? Mettere anche solo sotto processo, non dico condannare, un papavero dei servizi non ha esattamente le stesse implicazioni che ha

    chiedere un risarcimento da Torchiaro o perquisire la casa di Casarini. Non sono in grado di entrare nei dettagli (e, francamente, non ne avrei nemmeno voglia, tanto con te è tempo perso :-)… sarebbe come tentare di convincere Magdi Allam che nessuni lo vuole uccidere :-))), ma credo che anche tu ti renda conto del volume e dell’entità dell’ostruzionismo dispiegato.

    Alessandro

  18. Caro Alessandro,

    1) per quanto riguarda la mia storia, la racconto sul mio sito:

    http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/migit.htm

    A sedici anni, ero sicuramente più di “destra” che di “sinistra”, sia per motivi ambientali, sia perché la sinistra andava molto di moda all’epoca.

    Poi sono entrato in Nuova Acropoli, che era un movimento decisamente mistico-autoritario ma nella pratica totalmente apolitico; proprio rompendo in modo radicale con questo movimento, ho potuto riflettere a lungo sull’orrore del settarismo e dell’autoritarismo.

    Chi usa la mia esperienza in Nuova Acropoli per darmi addosso, dovrebbe almeno ringraziarmi, perché è solo perché ne ho parlato io, che ne sanno qualcosa.

    L’esperienza dell’Egitto è stata per me il momento decisivo della presa di coscienza su quello che possiamo chiamare – scusatemi il linguaggio gergale che non piace nemmeno a me – “capitalismo”, “razzismo” e “imperialismo”.

    Delle etichette non me ne importa proprio niente, ma non mi si può certamente collocare a “destra”.

    Non dico di essere “di sinistra” perché non voglio per questo essere costretto a identificarmi con nessuna comunità umana, ma probabilmente, a un’analisi oggettiva, lo sono.

    2) Il concetto di “infiltrazioni” maschera il concetto di “purezza della razza”.

    Invece che ragionare per idee, certa gente si basa sul sentimento, che se non sei nato nel gruppo, o comunque non ci sei entrato al massimo quando avevi quattordici anni, appartieni a una specie nemica.

    Questo concetto razziale permette, invece, di perdonare praticamente tutto ai “compagni che sbagliano”.

    Viceversa, permette di considerare chi cambia idea un “traditore”: non perché le sue nuove idee sono errate, ma perché “uno dei nostri” se la fa con “il nemico”.

    La gente di sinistra che frequento io agisce sempre e solo alla luce del sole e non ha niente da nascondere. Per cui è perfettamente al riparo da qualunque “infiltrazione”.

    3) Penso che la vita sia troppo breve per perdere tempo appresso al pantano della parte della sinistra che è isterica, identitaria, paranoica e destinata a non lasciare alcun segno nella storia, dove devi continuamente dare segnali di riconoscimento, nei gesti e nel linguaggio, per essere considerato dei “nostri”.

    Quindi stiano tranquilli, non ho nessuna intenzione di “infiltrarli”. E nemmeno di essere considerato uno dei “loro”.

    Ma questo non è un problema dei “valori” della sinistra, è un problema di leggi sociologiche che riguardano la degenerazione dei gruppi umani.

    Tali leggi valgono in maniera rigorosamente uguali per comunisti, fascisti, cattolici, ebrei, musulmani e tifosi dell’Inter.

    E poi, scusate, per un traduttore di manuali tecnici è un po’ divertente essere considerato da un sacco di gente come una specie di pericoloso addestratore di bande paramilitari, infiltrato del Grande Complotto e quant’altro.

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    Non è stato carino da parte tua, Ale, paragonare il mio scetticismo sulle teorie complittiste del 11/9 con la “convinzione” di Allam di essere nel mirino della Spectre Islamica. Lui ha delle ottime ragioni di ordine pratico per essere irremovibile nella sua convinzione: con tutti i rapinatori che ci sono in giro come farebbe lui a ritirare incolume il suo faraonico stipendio il 27 di ogni mese, se non viene protetto da “gorilla” pagati coi soldi delle nostre tasse?:-). E come li potrebbe spendere altrettanto impunemente?:-)

    Ciao

    Ritvan

  20. utente anonimo says:

    Eh Miguel, si vede che non ci sono più i “compagni” di una volta. Su certi libri di storia non falsificata si legge che dopo la fine della II guerra mondiale in Italia molti fascisti chiesero ed ottennero la tessera del PCI di Togliatti. Il quale fu ben lieto di accoglierli, anche se loro avevano un po’ più di 14 anni. Non è che per caso il problema sta piuttosto nel fatto che per essere ben accolti in quei posti e non essere accusati di “infiltrazionismo”:-) prima dovresti consegnare il cervello all’ammasso e farti crescere la terza narice di guareschiana memoria?:-)

    Ciao

    Ritvan

  21. daciavalent says:

    e allora????????

    dov’é la puntata di oggi? azz… sono in crisi d’astinenza.

    comunque, anche se hai un “piccolo” blog, hai più lettori de l’opinione, credimi

    baci, dacia

  22. Non ho messo il “continua” in fondo a questo articolo. Un’eventuale prossima puntata dipende da loro (è una minaccia?).

    Miguel

  23. fiordiblog says:

    Spero solo che Buffa non ti mandi, per rappresaglia, l’intero album fotografico della sua permanenza nel campo nudisti “Al bigolo d’oro” >_

  24. utente anonimo says:

    Kel,

    Dimitri Buffa, se ben ricordo, era tuo amico. In fondo, mi pare che con te non sia stato perfido, ti ha affibbiato un ruolo da superspecializzato, addestratore paramilitare in sudamerica (?), così assurdo da non poter essere in alcun modo credibile per chi legge il tuo sito e/o blog.

    Se avesse voluto davvero nuocerti avrebbe inventato qualcosa di più verosimile. In compenso ti ha fatto un poco di pubblicità ( meglio parlar male, che non parlarne affatto) presso chi non ti ha mai letto, stuzzicando l’interesse di chi già ti immaginava in Colombia a sventare l’insidia del serpente settepassi mentre allenavi altri superspecializzandi in tuta mimetica . Tutti a chiedersi chi fosse Miguel M.

    Io credo che nel fondo, Buffa, con il suo scrivere di te, voglia ricordarti ancora, perchè gli amici dell’adolescenza e dei vent’anni sono indimenticabili. Lui stesso ha mantenuto i caratteri adolescenziali, aggiungendo ai suoi scritti sempre un poco di quella polvere pirica, di quel linguaggio colorito, di quegli abbinamenti irreali , grazie ai quali ci si lascia andare ad una risata schietta.

    Tra un manuale tecnico e l’altro.

    Aurora.

  25. No, Dimitri Buffa non mi sembra di averlo mai incontrato.

    E’ Palazzi quello che conoscevo.

  26. utente anonimo says:

    Be’, sei nei pensieri anche di chi non ti ha conosciuto…per interposta persona.

    Aurora.

  27. utente anonimo says:

    Aurora, ormai sono un comunista incallito, e non chiederò mai scusa per le mostruosità di questa mostruosa ideologia. Ma, a mia discolpa dei trascorsi giovanili, quando frequentavo io il partito radicale, uno come dimitri buffa non c’era proprio. A compenso della foto, davvero inguardabile, ti mando una poesia del grande poeta omosessuale sandro penna. Ricordo che l’associazione omosessuale dei radicali (il F.U.O.R.I.), a torino, era intitolata a lui.

    Interno

    Dal portiere non c’era nessuno.

    C’era la luce sui poveri letti

    disfatti. E sopra un tavolaccio

    dormiva un ragazzaccio

    bellissimo.

    Uscì dalle sue braccia

    annuvolate, esitando, un gattino.

    Spero d’aver salvato l’estetica dei bei corpi maschili, e, in parte, l’onore di quel partito, che è stato per qualche tempo il mio. p

  28. utente anonimo says:

    p, tu sei Pietro, un tetragono, una roccia, che scuse devi chiedere ? Nè per l’ideologia marxista, nè per il passato radicale, nè per la foto di Buffa.

    Sei frastagliato, a tratti spigoloso, con i tuoi anfratti. Così sei e così va bene.

    Io poi nelle tue poesie, o diletto, mi sono compiaciuta (copio, copio, dai libri che ti piacciono) e anche quest’ultima ha la finezza e la sensibilità che m’aggradano, con quelle braccia annuvolate ( a ciambella?) dalle quali emerge un soffuso gattino. Mi ha ricordato una canzone ( io lavoro al bar di un albergo ad ore, porto su il caffè..) e mi ha ricordato quegli dei di Mykonos, che ho visto credendo di essere nell’Olimpo. Per fortuna ho resistito alla tentazione dell’Adone.

    Credevo di essere emancipata, ma il viso mi si è trascolorato, il sangue pure, e ho preso la via della fuga.

    Il concetto non è chiaro, ma in sintesi ti posso dire che c’è una differenza tra il credere di essere emancipati e l’esserlo davvero, un poco come nel film” Mimì metallurgico…”.

    Per il resto, in teoria, le predisposizioni pubbliche o private delle persone non mi interessano, purchè ci siano intelligenza e bontà.

    Quanto a te, e alle asserite mostruosità, sai meglio di me che il significato di monstrum e ” mostrare, additare una meraviglia” e quindi tu, nell’esser ipoteticamente mostro potresti essere per me una reale meraviglia, un qualcuno che si distingue stupendomi.

    Anche io, in passato, ho avuto simpatie per Pannella e , addirittura, ho inviato al movimento-partito modestissimi contributi ( ti mandavano continuamente giornale e bollettino di pagamento).

    A Roma non posso venire, troppo in capo al mondo per affrontare un viaggio col mio cane, altrimenti avrei fatto volentieri la tua conoscenza e a te e a tutti gli appassionati di fisiognomica avrei fatto verificare che non sempre la toga si abbina ai parrucconi , accettando il sistema anche i capelli sciolti e un poco trasandati, stampo rom.

    Aurora.

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