“Come la moglie cinese bastonata…”

Chiusa la scuola islamica di Via Quaranta, a Milano, “per motivi igienico-sanitari“. Quali siano questi motivi di igiene, lo spiega senza giri di parole, Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, in un’intervista oggi a Repubblica:

“Perché la scuola di via Quaranta va chiusa?” “Perché promuove separatezza anziché integrazione“.

Sempre su La Repubblica di oggi, lo stesso ministro Pisanu spiega così perché il signor Bouriqui Bouchta è stato prelevato e deportato alle 4 di mattina:

“Bouchta è come la moglie cinese del proverbio che è stata bastonata e lei sola sa perché. Non è stato espulso per la sua biografia ma perché polizia e intelligence hanno circostanziato sospetti contro di lui. La marmellata nelle sue mani c’è anche se non si vede.”

Difficile spiegare in termini più chiari l’essenza dell’arbitrio totalitario e la fine della democrazia. Proprio per questo, non si riesce a immaginare parole più padronali, più spaventosamente umilianti nel confronto del loro oggetto.

Intanto, il Polo chiede l’immediata espulsione del direttore del Centro Islamico di Bologna, Nabil Bayoumi. Trattandosi di un cittadino italiano residente a Bologna, il termine corretto non è espulsione, bensì esilio.

Ecco, sempre da Repubblica, le frasi che Nabil Bayoumi, cittadino italiano, avrebbe detto, per meritare l’esilio. Frasi estrapolate da una lunga intervista, dove il cialtrone di turno evidentemente non ha trovato nulla di più “grave”:

“Un soldato che va a morire diventa un kamikaze, se succede ‘dall’altra parte’ è invece un eroe.

Terroristi? sono quelli che vogliono togliere diritti a un popolo, come gli americani, non quelli che lottano per difenderli. Ho il sacrosanto diritto alla mia autodifesa. Questa è una guerra, una guerra contro l’Islam”.

Nel caso di Bouchta, abbiamo una persona colpita “lui solo sa perché”. Nel caso di Nabil Bayoumi, la colpa consiste nel dare una diversa narrazione di eventi che avvengono in un altro paese. Cioè di aver tradito la rappresentazione ufficiale del conflitto iracheno, accanto alla quale nessun’altra è permessa.

Ma il divieto e la punizione arbitraria di narrazioni alternative è stata l’essenza stessa dell’Inquisizione e di tutte le forme di controllo sociale che in seguito ne hanno preso spunto.

Se esiste il rischio che qualcuno faccia saltare in aria la metropolitana di Roma, è bene tenerlo d’occhio in tutti i modi. E se viene colto a comprarsi esplosivi, gli si diano tutti gli anni previsti di carcere.

Ma con la scusa di fare questo, stanno facendo qualcos’altro, che non c’entra niente. Nessuna delle persone espulse o espellende o indagate o minacciate è accusata di mettere in alcun modo in pericolo la sicurezza degli italiani. Non sono nemmeno sospettate.

L’accusa è sempre e solo di avere espresso posizioni nette su ingiustizie commesse altrove, e di sostenere il diritto alla legittima difesa, cosa peraltro prevista, credo, in qualunque codice di legge.

Ora, se qualcuno sostiene una causa giusta, ma rischia di finire in galera in Italia, o torturato in Tunisia, per il fatto di esprimere il suo punto di vista, non è che smetterà di credere di avere ragione.

Semplicemente, se prima era cosciente che vi erano ingiustizie in Palestina o in Iraq, oggi aggiungerà che ci sono ingiustizie anche in Italia.

Parlare di “integrazione” in questo contesto è una falsificazione. Perché quello che conta di più è il ruolo sociale delle persone, e la nostra società diventa sempre più una società basata su caste etniche. E chi fa certi lavori, o guadagna solo certe somme, finirà necessariamente per vivere solo in certi quartieri.

Qualcuno ha detto una frase che suona più o meno così:

“Cercavamo braccia e sono arrivati uomini”.

E gli uomini sono una miscela complessa, che prima o poi reagisce sempre all’umiliazione, come fecero i contadini messicani che se ne stettero buoni buoni per trecento anni e poi agli inizi dell’Ottocento sgozzarono tutti i loro padroni. E ovviamente tra i cadaveri c’erano anche quelli degli indios che continuavano a formarsi nell’immagine che di loro avevano i loro padroni: i campesinos moderati, diremmo noi oggi, che dicevano sempre, si señor.

Questa generazione chinerà la testa, per fame e per paura.

Ma quella successiva, cresciuta in quei quartieri, con un sistema sociale che somiglierà sempre di più a quello in vigore a New Orleans, si legherà al dito tutte le ingiustizie subite.

Non sarà una grande consolazione, ma almeno sappiamo già adesso chi sono i colpevoli degli orrori che succederanno allora.

Print Friendly
This entry was posted in islamofobia, Terrorismo realtà e mistificazione and tagged , , . Bookmark the permalink.

52 Responses to “Come la moglie cinese bastonata…”

  1. GMariniello says:

    La conclusione puzza di minaccia. Sembrano parole già sentite… GM

  2. Per non dire di un’altra recentissima affermazione di Pisanu sui piani governativi per il controllo delle informazioni su Internet. “Il cittadino deve imparare a mettere sulla bilancia da un lato un pò della sua privacy dall’altro molta più sicurezza.

  3. utente anonimo says:

    Post straordinario Miguel. Fotografa esattamente quello che sta accadendo. Sottoscrivo.

    Si tratta di precedenti gravissimi e, d’ora in poi, temo che tutto sarà possibile.

    Alessandro

  4. utente anonimo says:

    Sempre più grave la situazione. Vedremo cosa succederà ora a Byoumi, cittadino italiano.

    Ma qualcuno non può pensare a fare ricorso alla Corte costituzionale contro la legge che prevede tali provvedimenti?

    Io credo che bisogna farlo.

    Magari un giudice che li denunciasse

    come anticostituzionali…

    E poi Internet è pieno di italiani autoctoni che criticano a tutto spiano l’ideologia neocon con lo stesso vigore di questo cittadino bolognese di religione musulmana.

    Dobbiamo aspettarci l’esilio?

    O, più probabilmente, prossime incrimazioni per incitazioni al terrorismo?

    Oppure, ipotesi ben più grave, la censura colpirà per anni solo le sottocaste “non etnicamente pure”?

    Rita.

  5. utente anonimo says:

    Concordo in pieno con Miguel. Aggiungerei solo un concetto: e’ evidente che, esattamente come per gli americani in Iraq, non si vuole ne’ pace sociale ne’ sicurezza. Vogliono il contrario. Esattamente il contrario. Questa non e’ lotta contro il terrorismo, questo e’ terrorismo, questa e’ politica repressiva per creare uno stato di polizia e scontro sociale. Vogliono una societa’ militarizzata, con scenari di guerra ovunque… cosi’ potranno cancellare le opposizioni nel paese, impedire resistenze sociali ad una selvaggia ristrutturazione economica per uscire dalla crisi, e cosi’ via… Qualsiasi troglodita capirebbe che l’unica via per la sicurezza dal “presunto terrorismo internazionale” e’ l’uscita dalle guerre imperialiste di aggressione e la difesa dei diritti delle minoranze…

    Chiunque puo’ essere deportato o esiliato solo per le opinioni espresse anche se queste opinioni non infrangono alcuna legge: sono parole loro… Direi che e’ agghiacciante. Con che faccia si puo’ ancora parlare di democrazia e di stato di diritto?

    Massimo

  6. Agghiacciante è la parola esatta. Ho vista l’altra sera il programma di Vespa e l’intervista stile “jene”(assolutamente fuori luogo) di Byoumi. Chiunque avrebbe potuto sentire il puzzo di strumentalizzazione..

  7. utente anonimo says:

    nessuno “importante” che si alzi per dire no, le persone trattate come oggetti (come un elettricista brasiliano), tutto ciò dovrebbe portare all’integrazione…

    poi parlano di chi predica l’odio… mentre l’odio lo producono (consapevolmente) loro con le loro azioni, per legittimare sempre più repressione come dice Massimo.

    è irriconoscibile questo paese !

    il sottoculturame che sfocia nei media per non parlare di tv e giornali locali è sempre più desolante e funzionale a questi figuri , tra cui c’è pure il “legalitario” di sinistra (brrr…) penati.

    tra un po’ mi convincerò che anche hitler era per l'”integrazione” degli ebrei

  8. utente anonimo says:

    Mi sa che non era da Vespa, ma dalla Zanzara (ossia Chicco “Mitraglia”).

    Un’altra cosa che mi ha colpito è stata l’excusatio non petita (che poi come sapete è accusatio manifesta) dell’esperto ministeriale delle “purghe”, presente in studio, il quale, senza che nessuno gliel’avesse chiesto (non petita, appunto) si è affannato per alcuni minuti a ribadire che la gente non viene espulsa così, a cuor leggero, che ogni caso viene vagliato minuziosamente e solo se ci sono pericoli effettivi…e bla-bla-bla di questo genere. Probabilmente era una tiritera destinata a rassicurare “la lepre”.

    Ritvan

    P.S. Che c’entra la lepre? C’entra, c’entra. Un po’ per sdrammatizzare l’apocalittico post di Miguel (che ci sottopone a docce finlandesi, alternando satira e fosche visioni truculente:-) ) e un po’ perché temo d’ora in poi di dover usare solo linguaggio da Esopo, si racconta che un giorno la sora volpe incontra la lepre (maschio) che correva a perdifiato. “dove corri, così?” gli domanda.”Corro a nascondermi. Ma tu, non hai sentito l’ultimo editto del Re Leone, che ha deciso di castrare tutti gli asini. Che son diventati troppi secondo lui e danneggiano la vegetazione, ma a me qualcuno ha detto che la vera ragione sia che il Re va ghiotto per zebedei alla brace”. “Scusa tanto” replica comare volpe “ma l’editto riguarda gli asini, tu che c’entri?”. “che c’entro? Ma non mi vedi, sono grigio, ho le orecchie lunghe, prima che qualcuno si accorga che non sono un asino, i miei gioelli di famiglia saranno già sul barbecue del Re”.

    Per fortuna viviamo in una Repubblica!:-)

    Ritvan

  9. utente anonimo says:

    Concordo con l’Autore sulla natura aberrante dell’art. 3 DL 114/2005

    (1. Oltre a quanto previsto dagli articoli 9, comma 5, e 13, comma 2, del decreto legislativo n. 286 del 1998 il prefetto puo’ disporre, informando preventivamente il Ministro dell’interno, l’espulsione dello straniero appartenente ad una delle categorie di cui all’articolo 18 della legge 22 maggio 1975, n. 152, o nei cui confronti vi sono fondati motivi di ritenere che la sua permanenza nel territorio dello Stato possa in qualsiasi modo agevolare organizzazioni o attivita’ terroristiche, anche internazionali.)

    Così come è un triste invito al pentitismo la norma che consente la sospensione dell’espulsione nel caso in cui lo straniero espulso decida di collaborare con gli inquirenti. La delazione premiata ha sempre portato alla caccia alle streghe, come dimostrano molti processi per mafia finiti in bolle di sapone.

    Ciò posto, non condivido i toni da “ultimi giorni” di questo post.

    Non esiste alcun pericolo che il Sig. Nabil Bayoumi venga espulso; proprio perchè cittadino italiano.

    Deve fare riflettere il fatto che dei rappresentanti del popolo italiano abbiano chiesto l’espulsione di un cittadino?

    Sono ignoranti?

    Rappresentano veramente i propri elettori?

    In entrambi i casi ritengo che la risposta sia affermativa.

    Mi chedo, tuttavia: le colpe sono solo dalla parte degli italiani non mussulmani?

    Cosa hanno fatto gli immigrati ed i cittadini di fede islamica per entrare a far parte dell’attuale società italiana?

    A cosa sono disposti a rinunciare della loro cultura, se sono disposti a rinunciare a qualcosa?

    Non si può prendere in considerazione che l’eccessiva “alterità” con cui si presentano persone come il Signor Nabil Bayoumi abbia contribuito a spaccare il paese?

    La colpa del contrasto è tutta di Oriana Fallaci di Magdi Allam ? Oppure i suddetti si sono limitati ad una narrazione, seppur selettiva, di fatti realmente accaduti e di dichiarazioni effettivamente rese ?

    Se gli individui più “coloriti” dei mussulmani in italia sono un’esigua minoranza, perchè la maggioranza “normale” non interviene e non isola pubblicamente gli elementi estremisti?

    Gli italiani non mussulmani che si preoccupano per la propria sicurezza sono tutti cattivi ed i mussulmani in Italia sono tutti buoni?

    Giuseppe

  10. utente anonimo says:

    Forse quando sarà possibile per un musulmano parlare senza essere sospettato a priori di tutto il male possibile, senza dover dimostrare a ogni piè sospinto di non essere “un terrorista”, alloraa ce ne saranno di più che avranno voglia di parlare….

    (ammesso poi che ricevano tutti questi inviti dai media: non mi pare).

  11. GMariniello says:

    Un’altra buona notizia: Magdi Allam si schiera con Marcello Pera sul concetto di meticciato!!! L’intervista ad Allam su http://www.magna-carta.it

  12. paniscus says:

    Mariniello, non sto a chiederti dove stia la “buona” notizia, ma ti chiedo molto più banalmente quale sarebbe la notizia.

    Non lo si sapeva già perfettamente, su che posizioni stesse Allam?

    Ma dai…

    Lisa

  13. utente anonimo says:

    Fantastico! Un’altra delle ultime invenzioni della grande civiltà d’occidente! Dopo il detector di pistole fumanti invisibili, ora il rivelatore gaiger di marmellate che non lasciano appiccicose le mani. Nè ladri né assassini possono più sfuggire a questi nuovi potenti strumenti d’indagine. Ma in una cosa sbagli clamororosamente, miguel. La democrazia è esattamente questo, lo è sempre stato, ed è inutile volerla salvare, per poi lamentarsi dei personaggi che produce e riproduce. Se sei democratico, sei amico di pisanu. p

  14. utente anonimo says:

    Solo una riflessione generica… Dal mio angolino di mondo ancora relativamente pacato, io leggendo di questi fatti d’Italia tremo. E del resto anche i media svedesi, un tempo tanto pronti a denunciare le offese alla democrazia un po’ ovunque nel mondo, mi sembrano piuttosto muti in questi casi. Peccato. Forse stiamo tutti sulla medesima scala di follia, solo che noi abbiamo appena salito i primi gradini. Mentre l’Italia si arrampica veloce.

    Anna R-O

  15. Sei tu che sbagli P., la democrazia è una continua lotta contro quelli come Pisanu (rifiutandosi essa di epurarli..)

  16. utente anonimo says:

    Rifiutandosi? Ah sì? E come potresti epurarlo? Con le chiacchiere? La democrazia è il mantenimento di questo stato di cose, che intanto a epurare ci pensano le condizioni economiche, ma non certo i pisanu. Katrina non ha insegnato nulla? Ecco un bell’esempio di epurazione democratica. Per il resto possiamo continuare a chiacchierare. C’è o non c’è libertà d’espressione? Almeno fino a un certo punto. Francamente a me non interessa se uno come pisano restringe questo limite, e qualcun altro lo vorrebbe più largo. Alla fine tutta qui è la questione. Quanto sia possibile chiacchierare, purché non si faccia nulla, che allora i detentori della violenza più organizzata d’ogni tempo e società, tacciano gli altri come violenti. E in quel caso tutti a dire, di qualunque sfumatura democratica, che dovrà pur difendersi la democrazia dai suoi nemici. p

  17. Non lo epuri, lo attacchi con la forza della ragionevolezza. Governi come questo sono purtroppo rischi che non si possono eludere. Ripeto, non esisterà mai un sistema perfetto, questo è quello che abbiamo, e può oscillare dal ‘buono’ al ‘meno buono’. Io dico di tenercelo stretto. Pisanu è un frutto di questa democrazia, che è infatti particolarmente immatura. Non far finta di non vedere che esistono anche altri modelli rispetto a quello americano che funzionano molto meglio. E non mi venire a raccontare che tanto, avendo tutti delle falle, son anche tutti da buttare, perché la perfezione che sogni non esiste.

    Dipende poi da cosa ti sta a cuore.

  18. P. S. Non sottolvalutare il potere delle “chiacchere”

  19. utente anonimo says:

    >Dipende poi da cosa ti sta a cuore.

    francesca31082< Ah, ma alora non hai capito Francesca. A p. sta a cuore il marxiiiismoooo. Punto. Tutto il resto non conta, la democrazia è solo uno specchietto per le allodole e così via.
    Caro p., che tu tentassi di convertire anche Miguel, chiedendogli di ripudiare la democrazia e ponendogli il perentorio ultimatum da gioco della torre “o con me o con Pisanu” francamente non me l’aspettavo. E’ un colpo basso!:-). Sarebbe come se io ti dicessi: “O ripudia il marxismo o sei come Stalin” e tu – giustamente inkazzato – mi risponderesti:”Stalin non era marxista”. Appunto, ma i libri di Marx li teneva sotto il cuscino, proprio come te. E – specularmente – neanche Pisanu è un democratico. Tutto qui.

    Io, nella mia immensa immodestia:-) cito me stesso che paragono la democrazia ad una favolosa ricetta di cucina. La quale, per essere trasformata in un pranzo succulento da leccarti i baffi, ha però bisogno di una cucina decente, di un bravo cuoco e di molti ingriedienti piuttosto difficili da trovare sul mercato. Orbene, se uno dispone solo di uno sgabuzzino, come cuoco c’ha un extracomunitario che si finge chef francese arrotando le “rr” ad ogni piè sospinto, nei negozi non trova tutti gli ingredienti e alcuni sono solo dei surrogati rispetto alla ricetta originaria, che deve fare? Digiunare, (leggi: anarchia) tuffarsi a mangiare nel cassonetto dell’immondizia (leggi: usare i sistemi politici precedenti) o tentare di dar corso alla ricetta con quel che c’è? Ah, mbé, dimenticavo la Grande Rivoluzione Proletaria, ma se uno non vuol passare a fil di spada tutti i borghesi perché gli consegnino il malloppo? Anche cucinato da un falso chef francese, in uno sgabuzzino e con ingredienti raffazzonati, è l’unico “piatto” mangiabile per oggi. Non sarà l’ambrosia degli dei greci, ma sempre meglio delle succitate alternative.

    E se Pisanu ha ha essere, Pisanu sia. Una mosca nel piatto:-). Ma almeno ogni 5 anni c’è la possibilità – grazie a Dio – di dargli un calcio in c.lo a lui e a tutto il suo cucuzzaro da parte di chi vota. Così forse impara.

  20. utente anonimo says:

    Il post 19 è mio, se non s’era capito:-)

    Ritvan

  21. utente anonimo says:

    Come sei abile a deformare la realtà, meriteresti l’oscar del saltimbanco:

    - non si chiama deportazione, si chiama espulsione, si deportano le persone dalla loro patria, verso luoghi alieni, non il contrario.

    E la pletora di cani scodinzolanti che ti leccano il sedere è altrettanto mirabile:

    - criticare dei neocon non è certamente un reato, difendere e sostenere le ragioni di un terrorista SI

    - e poi le dichiarazioni di un islamico che non conosce la differenza che passa fra il sostenere un reato ed esprimere un pensiero è diventato di botto una strumentalizzazione?

    - il terrorismo adesso, secondo te e i tuoi amici, lo farebbero quelli che si lamentano dei kamikaze, mentre i kamikaze sono dei fanciulletti delicati,

    - e come non bastasse la sola vittima del 7 luglio nella metropolitana londinese è l’elettricista brasiliano…

    bravi… bravissimi…. stracomplimenti

    un blog che lascerà il segno nella storia del liberticidio

    Lisistrata

  22. utente anonimo says:

    Ma dai, ritvan, io ho solo detto a miguel che chi accetta la democrazia, accetta il capitalismo. Sarà mica un insulto. E se poi ritieni uno come pisanu, democristiano, quindi atlantista e a favore della democrazia formale, di lunga data, fai pure. Per me pisanu, e quelli come lui, non è cambiato affatto; semmai sono cambiati i tempi. Ma miguel, per questo mi piace, è un saltimbanco (grande lisistrata, non sai che complimento t’è uscito dalla bocca), nel senso che la letteratura e la poesia del novecento (come vedi qualche lettura “amarxista” la faccio anch’io) hanno dato alla parola. “Chi sono? Il saltimbanco dell’anima mia”.

    Smettila però, di ossessionarti con la rivoluzione, e poi dire che ne sono ossessionato io. Ma poi, sicuro che il marxismo sia una dottrina rivoluzionaria? Ancora una volta, sarà bene ripassare un punto importante della scuola di partito napoletana.

    “Il marxismo non è la dottrina delle rivoluzioni, ma quella delle controrivoluzioni: tutti sanno dirigersi quando si afferma la vittoria, ma pochi sanno farlo quando giunge, si complica e persiste la disfatta”.

    Gesù è risorto, e io non ho bisogno, come “l’immediatista” tommaso, di toccare le sue ferite per saperlo.

    Questo è il marxismo. p

  23. Per Lisistrata,

    Sorvolo sugli insulti ai frequentatori di questo blog.

    Tu parli di “deformare la realtà”…

    Quale sarebbe il “terrorista” di cui si sostengono le “ragioni”? Oppure commette reato chi pacificamente sostiene una persona che sostiene una causa che a te, Lisistrata, a tua volta non piace?

    Qualcuno qui ha mai scritto, “se ti lamenti dei kamikaze, sei un terrorista?”

    Se qualcuno lo ha scritto, tu hai ragione.

    Se nessuno lo ha scritto, accetterai che “sei abile a deformare la realtà, meriteresti l’oscar del saltimbanco”.

    >>- e come non bastasse la sola vittima del 7 luglio nella metropolitana londinese è l’elettricista brasiliano…

    Questa è un falso, cara Lisistrata.

    Non ho mai detto che è “l’unica vittima”.

    Mi attribuisci un clamoroso falso, che dovresti quindi dimostrare, altrimenti a mentire sei tu.

    Non ho mai detto che l’elettricista è morto il 7 luglio.

    Eventualmente, l’elettricista è l’unica vittima di un’organizzazione statale, mentre i londinesi uccisi nell’attentato precedente (certamente molti di più dell’unica vittima dello stato) sono vittime di un gruppo di cinque o sei giovani della periferia urbana.

    Ricordo infatti che la polizia, uccidendo a sangue freddo, con sette colpi di pistola, una persona già a terra, non hanno commesso un folle eccesso, ma hanno eseguito un ordine dato dallo stato.

    Siccome io non pago le tasse ai giovani delle periferie urbane, ma le pago allo stato; ritengo di avere un diritto di mettere in discussione quello che fa lo stato.

    Se fai una specie di gara dei morti innocenti ammazzati tra le bande della periferia e lo stato, finisci inevitabilmente per ragionare un po’ come quelli che dicono, “se un bambino imbratta di vernice la cattedra, perché io professore non posso tirare i barattoli di pomodoro addosso ai miei studenti?”

    No sto dicendo che tu abbia fatto così, perché mi sembra che nel tuo pensiero manchi la consequenzialità. Dico solo che se il tuo pensiero fosse consequenziale, arriverebbe lì.

    Detto questo, alla radice di quello che scrivi, c’è una falsificazione fondamentale.

    Nabil Bayoumi non ha mai, in alcun modo, difeso le folli azioni dei giovani delle periferie inglesi. Né mi sognerei di difenderle io, come non difenderei il signore che prende il mitra e spara a tutti i suoi vicini di casa perché infastidito dalla musica ad alto volume.

    Nabil Bayoumi ha difeso la legittima resistenza irachena contro l’illegittima invasione statunitense.

    E quando dico “legittimo” e “illegittimo”, parlo usando esclusivamente i criteri liberali dello stato di diritto.

    Chi demolisce i criteri liberali dello stato di diritto, è un liberticida. E in questo momento, in cui un ministro degli interni puo’ decidere sulla vita delle persone in base al principio della “moglie del cinese”, stiamo andando incontro alla morte della democrazia e della libertà.

    Non ti invito affatto a cambiare idea. Ma ti invito a migliorare i metodi di ragionare prima di offendere i frequentatori di questo blog. Sono dispostissimo a dialogare anche con te.

    Miguel Martinez

  24. utente anonimo says:

    Tra questi “criteri” non c’è l’uso delle armi contro civili indifesi; soprattuto se tale uso viene giustificato con il pretesto di creare pressioni sul governo attualmente in carica per indurlo a sciogliersi ed abbandonare il paese ad una guerra di bande.

    Supponiamo che la “resistenza” ottenga il suo risultato (allo stato è improbabile, ma sognare non costa nulla). Cosa si avrebbe in Iraq? L’anarchia più totale, la divisione in piccole città stato in guerra permanente l’una con l’altra per il controllo delle risorse del paese (l’acqua, in primis: il petrolio non è molto buono da bere).

    Non mi sembra che fosse questo l’insegnamento dell’olandese Grozio; che -detto per inciso- non è fonte di diritto e costituice oggetto di studio solo tra quella casta di iniziati che si chiamamo “docenti di diritto internazionale”.

    Quanto all’osservazione di Lisistrata.

    Concordo con Lei che, in questo caso, gli appunti mossiLe sono stati ingenerosi.

    Non posso esimermi, però, dal criticare alcuni suoi metodi di esposizione. Ad esempio:

    1) copiare il commento di un esaltato intervenuto in un forum o in blog filoamericano e farlo assurgere a paradigma di coloro che non la pensano come Lei.

    2) estrapolare da un articolo una o due frasi, per poi sostenere che il giornalista è un bugiardo, senza dare la possibilità ai suoi lettori di leggere l’intero articolo.

    Giuseppe

  25. utente anonimo says:

    A Giuseppe, guarda che hai sbagliato persona, non ho fatto nessun copia e incolla, non è nei miei costumi, ho solo espresso opinioni diverse dall’articolista

    Lisistrata

  26. utente anonimo says:

    A Miguel Martinez

    Non ero entrata per risponderti, ma perché avevo avuto una “visione mistica” che dopo ti preciserò.

    1 – quante parole per poche precisazioni, cos’è il solito fumo con poco arrosto?

    2 – i cani scodinzolanti sono i miei migliori amici i tuoi no?

    3 – Qualcuno qui ha mai scritto, “se ti lamenti dei kamikaze, sei un terrorista?” nemmeno io, forse dovresti mettere un po’ di sequenzialità nei tuoi di neuroni

    4 – non avevo capito che eri inglese

    5 – per i barattoli vale quanto scritto al punto 3

    6 – Al-Zarqawi e i suoi accoliti hanno massacrato migliaia di civili iracheni, e secondo Nabil Bayoumi sarebbero resistenti? La resistenza italiana ringrazia sputando in faccia a chi si permette di chiamare resistenti dei massacratori assassini, che fra l’altro non sono nemmeno iracheni ma occupanti, ma terroristi della peggior specie, anche se tu e Bayoumi non concordate. I fatti sono inalterabili le fantasie potete risparmiarcele.

    7 – di quale stato di diritto parli di quello iracheno? Di Saddam che ha massacrato per anni la sua popolazione oltre che aver invaso due stati vicini? Ma per piacere…..

    8 – Il principio della moglie del cinese lo conosci solo tu, in che film l’hai visto?

    9 – Grazie per la magnanimità del dialogo, ma io sono perfettamente consapevole che non sono all’altezza della tua sofisticata eloquenza, io sono molto più popolana di te, vengo da una periferia urbana di cui si capisce bene che non fanno parte del tuo livello culturale, decisamente superiore al mio. Lisistrata

  27. utente anonimo says:

    Rieccomi con il vero motivo della visita:

    Sento uno strano bisogno di chiamarti Paolo, tu permetti? Se non permetti l’ho già fatto, mi ricordo infatti di un certo Paolo, che abitava in un quartiere della Milano centro, figlio di gente ricca e proprietaria di parte o di tutto il palazzo in cui viveva, che dall’alto della sua ricchezza voleva condividere i destini delle classi meno abbienti, ma senza sapere che cosa loro veramente volessero. Ma lui era intelligente e quindi pensava di poter decidere per sé e per gli altri, proprio come Miguel Martinez oggi.

    Bel ragazzo, piacevole alla vista, aveva da poco risolto qualche problema conflittuale con il terrorismo nostrano, e così aveva scelto una strada alternativa, che gli permetteva di trarre il massimo godimento dall’eloquio e dal rimbambimento che produceva negli altri con l’uso ipnotico delle sue parole. Aveva al suo seguito un’altra canèa scodinzolante di persone fisiche, non virtuali e odiava, ferocemente odiava: Enzo Tortora condannandolo aprioristicamente senza se e senza ma, sulla base di uno schifoso mentitore, come la storia ha poi dimostrato.

    Leggendo qui nel tuo sito le tue mirabili gesta e la minuziosa ed insistente descrizione sulla paranoia altrui, mi si chiarisce inequivocabilmente una verità: conosci bene e profondamente il problema, tant’è che lo lo affronti meglio fuori di te, lo estraneizzi, lo snaturi, lo privi di valenze e lo combatti negli altri.

    Quel Paolo si ispirava politicamente da gruppi terroristici di matrice italiana e aveva il sacro fuoco delle arti magiche esoteriche, così andava alla ricerca del numero magico per avere accesso alle guide spirituali. Fra i suoi vezzi: far credere alle persone che poteva catturare le loro anime e chiuderle in una bottiglia (in fondo la lampada di Aladino è un po’ la stessa cosa o sbaglio?) riuscendo anche a terrorizzare qualcuno.

    Da prima linea alla “resistenza irachena” il passo è lungo, gli anni tanti, ma non impossibile il raggiungimento di altri porti sicuri con cui condividere sogni e aspirazioni.

    Oggi lo ritrovo tutto nelle tue parole e ancora ritrovo l’uso beffardo della delegittimazione di chi si ritiene avversario utilizzando il ridicolo. Per usare un tuo modo di spiegare, come dire: se ti vendo due volte il Colosseo tu sei un cretino doppio.

    La realtà è che tu sei un truffatore doppio non che una persona ingenua è una cretina, ma il mascalzone sei tu.

    E come allora caro Paolo la verità per te è un eufemismo, nulla di più comodo da usare per stravolgerla, proprio come fanno ora i nuovi amici integralisti di Miguerl, come ieri Paolo eri amico degli integralisti della politica italiana, dura e pura, come questi integralisti della revisione dell’islam storico di oggi.

    Se sei Paolo: Miguel Martinez lo sai di cosa parlo, se non sei Paolo mi scuso di averti scambiato per una persona che ti assomiglia così tanto.

    Se cancellerai questo post, è nel tuo diritto io ne trarrò le mie conclusioni.

    Se poi mi vorrai perseguitare come hai fatto con il Signor Torchiaro, accomodati cosa vuoi che sia un’ imbecille in più o in meno nel tuo già fornito carniere?

    Lisistrata

  28. utente anonimo says:

    L’imbecille sarai tu. Ma come ti permetti di offenderci così?

    Non so se sei cieca, ma questo blog ospita persone che la pensano in modo molto diverso, rispetto al bloggista, rispetto alla società e rispetto alla situazione irachena.

    Nessuno però scade nel vituperio.

  29. utente anonimo says:

    (n.28 Francesca)

  30. Cara Lisistrata,

    La frase di Pisanu sulla “moglie cinese” la conoscono tutti i lettori di Repubblica, e non solo io.

    Per quanto riguarda al-Zarqawi, tutti i movimenti della resistenza irachena concordano nel vedere in lui un nemico della resistenza irachena.

    E non per ragioni umanitarie, ma semplicemente perché i suoi attentati dividono gli iracheni; e l’unica speranza di battere gli invasori consiste nell’unità degli iracheni. Mentre la speranza degli invasori, come sempre nella storia, sta nel concetto di divide et impera. Mi sembra una cosa talmente ovvia, da non avere bisogno di spiegazione.

    Vedo che sei amica di Paolo F., come lo è il mio storico avversario Massimo Introvigne.

    Intanto ti dico che apprezzo il tuo intervento, perché, mentre certi tuoi amici sono stati trasformati in polli a causa del loro rifiuto di “parlare con il nemico”, tu vieni qui.

    E anche se lo fai con rabbia, e confondendo molte cose, ti dirò che apprezzo questo fatto; se apprezzi o no il mio apprezzamento, la cosa non mi interessa: è comunque un punto oggettivo a tuo favore.

    Mi hanno raccontato molti dettagli della strana vita di Paolo F., ma credo di essere sostanzialmente diverso. Intanto, perché ho passato anni di stenti, ho vissuto nei posti peggiori, ho dormito qualche inverno sui cartoni per assoluta mancanza di soldi e mi sono potuto laureare solo a quarant’anni, mentre lavoravo. Appartengo ai bassifondi, se vuoi.

    Come Paolo F., ho avuto interessi esoterici, ma – basandomi su quello che mi raccontano – a differenza di lui, non mi ha mai interessato minimamente l’illusione di potere che l’esoterismo dà.

    Non sono inglese, poi, ma per metà statunitense e per metà messicano.

    Miguel Martinez

  31. utente anonimo says:

    >Ma dai, ritvan, io ho solo detto a miguel che chi accetta la democrazia, accetta il capitalismo.<
    Eh, no caro p., io credo che anche secondo la scuola napoletana “carta canta” e – per analogia – anche i bit “cantano” sul blog. Tu hai scritto esattamente a Miguel: “Chi è democratico è amico di Pisanu”, che invertito specularmente e con i debiti distinguo (fra cui il più importante è che Pisanu non ha mai commesso alcun delitto passabile di tribunale, cio detto sempre a scopo paraculo:-) ) è esattamente quel che i vari antiislamici si stanno sgolando di latrare:”Se sei un musulmano, sei amico di Bin Laden, pertanto nostro nemico”.

    >Sarà mica un insulto. <
    E’ tutto relativo, come diceva Einstein. Non so come la considera Miguel e non me ne frega un tubo, ma a me, se mi dai dell’ “amico di Pisanu”, un bel “amico di Stalin” come risposta non te lo leva nessuno. Con tutto il rispetto per la sullodata scuola napoletana.

    >E se poi ritieni uno come pisanu, democristiano, quindi atlantista e a favore della democrazia formale, di lunga data, fai pure. Per me pisanu, e quelli come lui, non è cambiato affatto; semmai sono cambiati i tempi.<
    E chi ha mai sostenuto il contrario? Anche per la “scuola albanese”:-) è l’occasione che fa l’uomo ladro, ossia che “rivela” il ladro che “dorme” in quell’uomo. Ma ciò non toglie che esistono uomini che con tutte le facilissime occasioni che capitano loro per rubare non ruberanno mai. Pisanu si è solo “rivelato” appena gli si è presentata l’occasione, son d’accordo con te.

    Ma poi, scusa, che t’insegnano in quella scuola napoletana di marxismo:-) che ogni uomo che si dichiara “atlantista” e che si cuce lo scudocrociato sulla giacca diventa automaticamente un “liberaldemocratico a 24 carati”? Ma quando mai! A differenza del marxismo che aspetta il Messia:-) per compiersi, (non ho nominato la frase “innominabile”, per non essere tacciato di “ossessione”:-) ) la liberaldemocrazia la si costruisce e la si difende giorno per giorno e giorno per giorno si presentano “banchi di prova” pratici (non elucubrazioni teoriche sul sesso degli angeli) che discriminano – per chi ha occhi e orecchie – fra chi è veramente liberaldemocratico e chi ne è solo una brutta copia . A mio modesto avviso, essa va difesa – sottolineando bene SOLO CON METODI DEMOCRATICI, sempre per le sulladate ragioni legate al mio permesso disoggiorno:-) – anche da gente come Pisanu che parla impropriamente in suo nome.

    >Ma miguel, per questo mi piace, è un saltimbanco (grande lisistrata, non sai che complimento t’è uscito dalla bocca), nel senso che la letteratura e la poesia del novecento (come vedi qualche lettura “amarxista” la faccio anch’io) hanno dato alla parola. “Chi sono? Il saltimbanco dell’anima mia”.<
    Io non ritengo Miguel un saltinbanco, ma una persona intelligente e spiritosa che fa dei lucidi ragionamenti storicamente basati, con i quali non sempre sono d’accordo, ma cui riconosco sempre la coerenza con la visione che ho io della democrazia.

    Dei “complimenti” del personaggio scurrile di Aristofane io ne farei volentieri a meno. E anche dei suoi funambolici e sofistici giochetti di parolacce, con cui prima ci definisce “cani scodinzolanti che leccano il c..lo di Miguel” e poi lo vuole spacciare per un complimento, poiché per lei i cani scodinzolanti sarebbero “i suoi migliori amici”. Ecco, tento di mettermi al suo stesso livello e le consiglio di stare attenta alle amicizie che frequenta, poiché i cani, quelli veri a quattro zampe, sanno fare anche altre cose, oltre a scodinzolare. E le racconterei, da medico veterinario quale sono, questo dialogo fra un chihuaua e un grosso pastore napoletano che ho sentito con le mie orecchie (sai, a scuola a noi veterinari c’insegnano a decifrare il linguaggio degli animali)svolgersi nella sala d’aspetto del mio ambulatorio:

    - Chihuahua: O Dio, cosa ho fatto di male, perché mi condanni così !(piange).

    -P.N. : Houé, guaglio’ perché ti disperi così?(continuo in italiano, poiché il napoletano non è il mio forte).

    - C. : Vorrei vedere te al mio posto! La padrona mi ha portato qui per farmi castrare, capisci, castrare. Oh, misero me!

    - P.N: E che hai fatto per meritare simile punizione?

    - C. : Ma nulla, una cosa che noi cani maschi facciamo per natura, è il nostro istinto. Ieri al parco ho visto una bellissima pechinese, molto sexy e le son zompato addosso e..ehm, mi capisci vero? Hanno potuto separarci solo dopo 1 ora.

    - P.N. : Capisco, capisco…Del resto anch’io ieri non ho potuto frenare il nostro istinto, proprio come te. Sono entrato in bagno dove la mia bella padrona single stava facendo la doccia. In quel momento le è caduto il sapone e lei si è chinata a raccoglielo, ma siccome teneva gli occhi chiusi, tardava a trovarlo. E io, fratello, sono di carne e sangue come te, alla vista provocante di tanto bendiddio, non c’ho visto più, le son zompato addosso, lho stretta forte tra le mie zampe e..ehm.. tu mi capisci vero?

    - C. : Oh, si ,ti capisco. Povero te, anche tu qui per essere castrato, dunque?

    - P.N. Castrato chi? Ma neanche per sogno! La padrona ha deciso che era ora che mi dessero giusto una limatina alle unghie!

    >Smettila però, di ossessionarti con la rivoluzione, e poi dire che ne sono ossessionato io.<
    Ho già smesso. Vedi sopra:-).

    >Ma poi, sicuro che il marxismo sia una dottrina rivoluzionaria? Ancora una volta, sarà bene ripassare un punto importante della scuola di partito napoletana.

    “Il marxismo non è la dottrina delle rivoluzioni, ma quella delle controrivoluzioni: tutti sanno dirigersi quando si afferma la vittoria, ma pochi sanno farlo quando giunge, si complica e persiste la disfatta”.<
    Eh, si, è vero. I morti per “controrivoluzione” ci tengono mooooltisssssimo ad essere distinti da quelli per “rivoluzione”.

    >Gesù è risorto, e io non ho bisogno, come “l’immediatista” tommaso, di toccare le sue ferite per saperlo.

    Questo è il marxismo. p <
    Appunto, è quello che dicevo anch’io. Fede cieca ed irrazionale. Evviva, dunque, san Tommaso l’Apostolo!

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    A Francesca: a parte la coda di paglia e l’aggressività che vedo proprio non ti manca, sei in totale mala fede o non sai leggere. Il riferimento era chiarissimo e il padrone del blog, a cui l’intelligenza non fa certo difetto, ha capito bene che mi riferivo a chi lui ha preso di mira, Aldo Torchiaro – Stefania e non ricordo il cognome and company, di cui ho letto in un post molto vergognoso pubblicato qui, in cui dopo la persecuzione lo sfottimento.

    Ora invece ti dico di provare a far funzionare i neuroni, sempre che tu ne abbia ancora qualcuno sano, prima di dar fiato alle tonsille.

    Lisistrata

  33. utente anonimo says:

    Ottimo per me il tuo ultimo intervento, perché mi dimostra che almeno qualche neurone sano mi è rimasto, ma mi conferma che l’imprimatur non è facile da cancellare ed è un vero peccato che tu l’abbia preso da lui.

    Hai certamente un’intelligenza superiore alla norma, ma a mio parere la usi male, perché denigrare, sfottere, sminuire, distruggere, quando potresti valutare, considerare, crescere e costruire?

    Comunque checché tu ne dica viviamo in democrazia e proprio grazie a questa, stiamo qui a disquisire, come in un salotto privilegiato, quello che in quasi tutti i paesi in cui vige la dittatura non è possibile fare, per i motivi che tu conosci bene: povertà egemonia culturale dei dittatori, di destra, di sinistra e teocrati.

    Sono figlia del popolo, ho fatto la fame e sofferto la povertà anch’io , per mia fortuna senza dormire nei cartoni, eppure la penso diversamente da te.

    Bontà della democrazia che ce lo permette.

    Buon proseguimento Lisistrata

  34. utente anonimo says:

    Senti Miguel, vabbé il dialogo con gli avvocati benefattori con la puzza sotto il naso che ti servono per “ravvivare” il blog e tenere in piedi il “tavolo di concertazione”:-), ma certe burine isteriche e visionarie di periferia che sembra facciano uscire le parole dal buco del … invece che dalla bocca, ce le potresti risparmiare, per favore? Non è un invito alla censura, per carità. Basta non risponderle, non dando altro spago al loro ego malato. Abbi pietà di noi!:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Sono d’accordo con le tue ultime risposte in questo post, specie mi è piacuto il liberale: “Siccome io non pago le tasse ai giovani delle periferie urbane, ma le pago allo stato; ritengo di avere un diritto di mettere in discussione quello che fa lo stato”. (anche se le ritengo un “lavar la testa all’asino”, poiché pretendere p.es. che i burini rifatti facciano i dovuti distinguo fra Al Zarqawi e Al Sadr sarebbe come pretendere da loro di distinguere, senza leggere l’etichetta della bottiglia, un Veuve Cliquot da un Dom Perignon:-) ) tranne che in un caso. Quello dove definisci “illegittima” la guerra degli USA contro l’Iraq di Saddam. Se vuoi, ne possiamo discutere in dettaglio.Prendilo questo mio unico appunto come una dimostrazione del fatto che ci tengo a non passare né per tuo “cane scodinzolante e leccante” (definizione burinesca), né per tuo “sodale” (definizione avvocatesca-intellettualoide). Con tutto il rispetto che ho per te.

  35. Per Ritvan,

    Lisistrata è una persona molto aggressiva, ma è anche la prima dei critici che abbia detto qualcosa di importante.

    Non parlo delle sue considerazioni politiche, che sono facili da smontare, ma del discorso che ha fatto su Paolo F.

    Io mi sono sentito obbligato a riflettere sul senso dell’espressione riguardante la “vendita del Colosseo”.

    Dico questo, ma sono disposto a sottopormi ad altre critiche: io sono semplicemente un traduttore di manuali tecnici, e non mi vanto di possedere alcun potere di alcun tipo, punto e basta.

    Io ho approfittato dell’evidente stupidità di Aldo Torchiaro unicamente perché questo signore ha scritto, con l’arroganza tipica di chi crede che nessuno possa replicare alla carta stampata, che alcune persone erano solite comprare “tritolo, kalashnikov e berette nostrane”. Ha scritto questa frase pazzesca, senza alcuna provocazione, e molto prima che qualcuno lo avesse criticato.

    Per il resto, abbiamo solo lasciato una lunga corda alla sua arroganza: se in qualunque momento avesse agito mettendosi alla pari, umanamente, degli altri, la beffa si sarebbe sgonfiata.

    Ma come dicevo, Lisistrata ha toccato dei punti importanti, e non ho alcuna intenzione di censurarla, anzi intendo risponderle.

    Il fatto che lei dell’Iraq o dell’Islam non sappia molto, non vuol dire che non siano valide e intelligenti altre sue considerazioni.

    Miguel Martinez

  36. utente anonimo says:

    Vabbé, Miguel, fai un po’ come ti pare, il blog è tuo e te lo gestisci tu, no?:-). Vorrà dire che risponderò alle sue stupide e gratuite offese a norma del Kanun albanese:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Chi sospettasse che il bieco Kanun di quei selvaggi albanesi preveda in questi casi chissà quali truculenti e granguignolesche ritorsioni, temo che andrà deluso. Ma la citazione del Kanun non la farò mai. qui. Semmai, solo davanti al giudice:-)

  37. groucho says:

    Scusate se mi inserisco in mezzo a queste varie diatribe, ma vorrei focalizzare una questione che Miguel ha posto ma di cui nessuno parla: le cosiddette scuole islamiche.

    Mi chiedo e vi chiedo: ma cosa sono? Sono scuole legalmente riconosciute? Sono scuole private, come le varie scuole Germanica, Francese, Ebraica, presenti in tutt’Italia? Prevedono un curriculum scolastico compatibile con quello delle altre scuole italiane e non in Italia? Se a tutte queste domande la risposta è sempre sì, non vedo perché dovrebbero chiuderle. Ma, se solo una di queste domande non ha una risposta positiva, vorrei allora capirci di più, sulla loro presenza, sui loro scopi, sul loro corpo docenti e sulle loro finalità ultime. Solo allora potrò pronunciarmi in merito alla loro chiusura. Mi sembra che voi siate più informati di me, e lo dico senza ironia.

  38. Per Groucho,

    Non sono sicuro della natura delle “scuole islamiche”. Ci sono parecchi luoghi in cui si fa *dopo*scuola, con lezioni parecchio nozionistiche di lingua araba classica e un po’ di religione.

    Credo che la scuola di via Quaranta non fosse una cosa ad altissimo livello, comunque so che stavano facendo tutte le pratiche per diventare una scuola in regola, secondo i criteri che dici tu.

    Miguel Martinez

  39. utente anonimo says:

    Anch’io, sulla scuola islamica di Milano so esattamente quello che scrive Miguel. E mi pare che sia Miguel che Groucho trascurano un “piccolissimo” particolare. Ossia che la scuola è stata chiusa per non meglio precisate “carenze igienico-sanitarie” e non perché fosse un “covo di indottrinamento di futuri kamikaze” oppure perché i suoi programmi non fossero “compatibili con l’attuale società italica”. Noooo, per carità, quando mai! Solo ed esclusivamente premura e carità cristiana per lo stato di salute dei poveri piccoli islamici che potrebbe soffrirne delle non meglio precisate “carenze igieniche” E la cosa mi fa venire in mente una storia vera capitata a un mio amico. Lui e sua moglie (non avevano figli) fecero – secondo la legge italica – tutti i documenti neccessari per fare il ricongiungimento familiare con gli anziani genitori di lui. Fra le varie operazioni burocratiche (non persecuzioni, per carità, solo normalissime operazioni burocratiche, nell’interesse stesso degli egstragomunitari, chi lo nega!) è prevista anche una cortese visita domiciliare dei vigili urbani che dovranno accertare se la casa ha tutti i requisiti per ospitare i familiari candidati al ricongiungimento. Bene, arrivano i pizzardoni, passano al setaccio la casa (che poteva ospitare tranquillamente una dozzina di persone:-) ) e siccome non trovano alcun appiglio per negare il pezzo di carta timbrato, ci provano col: “Ma, non ci sono i requisiti, poiché il bagno è uno solo”. (Ovviamente, la legge parla di “requisiti minimi, assimilati a quelli per la concessione delle case popolari”. Qualcuno di voi ha mai visto una casa popolare coi doppi servizi?). Il mio amico, che non conosceva la legge, ma aveva un po’ di buonsenso e non era affetto da quel servilismo che QUALCUNO CHE SO IO giudica indispensabile per “l’integrazione”, replicò a muso duro:”Senta, caro il mio vigile, come potrà constatare dai nostri documenti, sia io che mia moglie lavoriamo e stiamo fuori casa dalle 6 del mattino alle 7 di sera. Nel frattempo, non crede che i miei genitori si possono fare tutte le cagate e tutte le docce di cui avranno voglia?”. I vigili, che probabilmente, se non ignoranti della legge, erano un po’ xenofobini ma non scemi, abbozzarono e rilasciarono il permesso senza profferir altre str..te. Magari immaginandosi (giustamente) che un individuo che osava parlare così a Sua Maestà il Vigile, avrebbe potuto avere anche la faccia tosta di trascinarli in tribunale.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. La suddetta storia è stata trascritta fedelmente dal “Manuale del KGB per il perfetto egstragomunitario lamentoso” gentilmente fornitomi da Giuseppe. L’ho fotocopiato e glel’ho restituito subito, poiché gli serve per lavoro, come auterevole fonte di diritto, insieme a un altro manuale della CIA:-) :-).

  40. groucho says:

    Ritvan, non mi è sfuggita la xenofobia di fondo che sta alla basa del decreto, né tantomeno ho mai parlato di “attuale società italica”.

    Volevo solo capire di più su scuole che, sinceramente, da fervente laico e paladino dello Stato aconfessionale, mi pare vadano un po’ oltre il normale “rispetto della cultura altrui” (che deve essere sempre reciproco, giova dirlo). Personalmente, non mi ero scagliato sull’allora decreto spacciato per morattiano (ma la Moratti non c’entrava, una volta tanto) che imponeva a dei ragazzi egiziani di frequentare le scuole italiane e non la loro scuola “islamica” in cui comunque non si insegnava nemmeno la lingua italiana (non dico la cultura o la civiltà italiche, ma la lingua almeno. Ben venga l’interculturalismo e il dialogo, ma questo deve essere reciproco. Se io, che vivo in Siria, impongo ai miei figli di andare in una scuola italiana (per di più gestita da religiosi) e parlare solo italiano e non imparare l’arabo, che ci sono venuto a fare? Sto cercando un dialogo con la cultura del Paese che mi ospita?

    Insomma, non vorrei che la sacrosanta e doverosa battaglia contro gli islamofobi di casa, non venga affrontata con le stesse loro armi, ma speculari (tutti sono bravi, cerchiamo il dialogo con tutti). Non semplifichiamo anche noi una realtà che è estremamente complessa e articolata, e non sempre edificante. Come tutte le realtà, del resto.

  41. utente anonimo says:

    Lo so Groucho che non hai parlato tu di “attuale società italica”, così virgolettato, ma mi pare che il concetto da te espresso anche in questo messaggio sia suppergiù lo stesso.

    Io non credo, però, che il sig. Bashir al Assad, se gli saltasse il ghiribizzo di farti “integrare” per forza nella società siriana e farti assaporare meglio il “dialogo culturale” con quel paese, chiuderebbe le scuole italiche di laggiù col ridicolo e vergognoso pretesto che in quelle scuole non si lavano mani e piedi 5 volte al giorno, non ti pare? Io non conosco il sig. Assad, di lui si dice tutto e il contrario di tutto, ma francamente in questo (de)grado d’ipocrisia proprio non lo vedo.

    La realtà sarà anche complicata, ma a mio modesto avviso l’ipocrisia – sia quella suddetta “igienico-cattivista”, che un’altra di matrice “ecumenico-buonista” che spinge certe maestre decerebrate a cambiare nelle canzoni natalizie “Gesù” con “virtù” o abolire il presepe”-non aiuti a risolvere nulla. Anzi.

    Ciao

    Ritvan

  42. utente anonimo says:

    molti musulmani sono convinti che verrà un momento in cui saranno costretti

    ad andare via dall’Italia. Credo che molti di loro ‘pregano’ che non succeda

    nessun attentato in Italia!

    Per nessuno è facile fare progetti per il futuro figuriamoci

    per un musulmano in Italia!!!

    So di alcuni ragazzi che studiano nella scuola italiana e poi seguono corsi privati di arabo,

    inglese, ecc per andare poi a fare l’esame al consolato del loro paese, ma è molto impegnativo e

    non tutti possono farlo.

    Poi ci sarebbe da considerare che la maggior parte degli studenti di via Quaranta sono egiziani

    e, da quello che ho potuto capire, gli egiziani accettano poco il fatto di essere un popolo

    costretto ad emigrare (e probabilmente sperano in cuor loro che le cose in Egitto possano migliorare).

    E comunque, a me fa sorridere l’idea di vedere scaraventati insieme ragazzi e ragazze con i pantaloni

    da sotto le mutande e la pancia scoperta fino al pube con ragazze con il velo e le magliette lunghe.

    Un bell’esperimento davvero!!

  43. utente anonimo says:

    salve!

    pasciah: utente anonimo del numero 42

  44. groucho says:

    Eheh, Ritvan, quella della canzoncina cambiata non la sapevo… ;)

    Mi spiace che persista l’equivoco che io sia un sostenitore della civiltà italica, evidentemente ho usato toni e termini sbagliati.

    Concordo con l’ipocrisia usata, qui come molte altre volte, e sono come te sicuro che Assad (che credo sarebbe un bell’esempio di “tiranno illuminato”, per gli amanti del genere) non girerebbe troppo intorno alla questione. Ci caccerebbe e basta. Ma non lo farà mai, almeno questo è sicuro, perché lui stesso è rappresentante di una minoranza in seno alla Siria, e se non per rispetto (che comunque ritengo ci sia) almeno per calcolo politico non farà mai qualcosa del genere.

  45. Condivido i dubbi di Groucho su tutte le forme di scuola non statale in Italia.

    Però credo che tu costituisca un’eccezione assoluta. Il 99% degli stranieri nati nel “primo” mondo che conosco io, che vivono in paesi del “terzo” mondo, mandano i figli rigorosamente a scuole private con curriculum non locali.

    Non riesco a immaginarmi il tecnico petrolifero statunitense in Messico, costretto a scegliere tra la American Catholic School e la scuola elementare di stato messicano, scelga la seconda.

    Premessi tutti i dubbi sulla qualità della scuola di Via Quaranta, trovo terrificante come nessuno si renda conto anche di questo aspetto.

    Miguel Martinez

  46. utente anonimo says:

    e no, penso che in tanti ce ne rendiamo conto anche di questo aspetto,

    ma il fatto è che siamo molto più a valle.

    Per me è chiaro che un cittadino del ‘primo mondo’ che si trasferisce in un paese del ‘terzo mondo’ non

    è un emigrante, nel senso dato da Troisi alla parola emigrante in Ricomincio da tre.

    Pasciah

  47. utente anonimo says:

    No, caro Groucho, non credo di aver equivocato quello che scrivevi e , del resto, era chiarissimo che tu parlavi da “fervente laico”, ma anche se tu fossi un sostenitore della civiltà italica non ci vedrei nulla di male, ci mancherebbe! E’ una splendida civiltà e ne dovreste andare fieri dei vostri antenati che l’hanno costruita giorno dopo giorno, nonché – a mio modesto avviso – delle vostre radici cristiane. Solo che trovo esagerato (per usare un eufemismo:-) ) che qualcuno pretenda di inculcarglela forzosamente quella civiltà e solo quella a poveri ragazzi egiziani, marocchini, albanesi e chi più ne ha più ne metta e pretenda anche che quei ragazzi rinuncino “a un pezzo” (pietoso eufemismo bugiardo per dire “a tutta”) della cultura del loro paese d’origine . Da liberale quale sono (e non mi reputo fervente:-), anzi, non mi piace il “fervore” in alcuna ideologia, laicità compresa; porta solo guai, a mio avviso) sono contrario a qualsiasi imposizione di questo genere. Specie se fatta – lo ripeto – con mezzi subdoli, ipocriti ed indegni di uno stato di diritto come giudico i pretestuosi e cavillosi “requisiti igienico-sanitari”. Anch’io sono laico e non vorrei che quelle scuole diventassero tutte delle “madrasse”, dove s’insegni solo ed esclusivamente il Corano. Ma se ci sono in Italia scuole francesi, tedesche, inglesi, ecc. e altre gestite da suore e preti, se attualmente anche nelle scuole statali si insegna SOLO ED ESCLUSIVAMENTE LA SANTA ED APOSTOLICA RELIGIONE CATTOLICA ROMANA che male fanno quelle scuole islamiche, se rispettano i programmi ministeriali e mettono come seconda (o prima, non importa) lingua l’arabo e come religione quella islamica invece di quella cattolica? Francamente non ci vedo nulla di male.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. La canzoncina cambiata è autenticissima. E’ successa lo scorso Natale. A dimostrazione di quanto possa far scadere nel ridicolo chi affronta questi aspetti della vita “alla carlona”. E’ stato seguito da tutto un coro di musulmani indignati per lo scempio, i quali tapini si affaticavano a spiegare alle “maestrine dalla penna rossa” che Gesù-Isa era tenuto in gran Considerazione dal Corano, quasi come lo stesso Profeta Maometto-Muhammad! Come lo stesso coro unanime dei musulmani italici si erse in difesa del crocifisso vilipeso da quel…mmm (mi tappo la bocca, a scanso di querele, mica c’ho i soldi della fallaci, io:-) di Adel Smith. Francamente non capisco che c..zo di altre prove di “buonafede” vuole certa gente dai musulmani italici. Vabbé, transeamus….

    Concordo con te anche sulla definizione voltaireiana di Assad “tiranno illuminato”. Magari sottolineando l’ “illuminato”:-).

  48. “E la pletora di cani scodinzolanti che ti leccano il sedere è altrettanto mirabile”

    Forse ho davvero i neuroni non funzionanti, forse questo non era rivolto ai commentatori del post.

    La tua lucida analisi mi spiazza: ho la coda di paglia, sono aggressivissima e la mia testa fa cilecca. Per quest’ultima cosa, non è che me ne faccia un problema, se essere intelligente significa ragionare nel modo che intendi tu.. penso che dovrò rassegnarmi, non ti raggiungerò mai. Per quanto riguarda l’aggressività, potrei prendere delle lezioni di “moderazione” da te.

  49. (ovviamente, dedicato a lisistrata)

  50. Caro Pasciah,

    credo che le cose siano abbastanza semplici.

    Se io sono un laureato in chimica in Egitto, posso sperare di guadagnare 50 Euro al mese a casa mia, oppure 1000 Euro andando a lavorare in una fabbrica in Italia, che ha bisogno del mio lavoro.

    Se io sono un laureato in chimica in Italia, posso sperare di guadagnare 1500 Euro al mese a casa mia, oppure 5000 Euro al mese andando a lavorare in qualche paese del “terzo mondo” che ha bisogno del mio lavoro.

    Certo, a me – egiziano o italiano che sia – emigrare conviene; ma la mia migrazione conviene ancora di più a chi mi dà lavoro.

    E allora non vedo perché i tecnici occidentali in Sudan debbano avere il campo di golf, la scuola privata, non debbano imparare nemmeno una parola della lingua locale, e possano bere alcolici in pubblico a Ramadan; mentre l’operaio sudanese in Italia si deve “integrare” a tutti i costi.

    Non sto dicendo che l’integrazione sia un male; sto parlando solo della disparità del trattamento.

    Miguel Martinez

  51. Quello che fa pensare è come a distanza di giorni non sia ancora chiara la maggior parte dei particolari dell’accaduto, e questo fra persone che tutto sommato dell’argomento s’interessano quotidianamente e in modo approfondito, pur avendo tutte le fonti d’informazione riportato la notizia. Che bel lavoro i nostri giornalisti! (Ma potrei sempre sbagliarmi..)

  52. utente anonimo says:

    Caro Miguel, neanch’io penso che l’integrazione tout court sia un male, ma “l’integrazione forzata” – come del resto ogni cosa forzata – sì. Obbligare qualcuno a “tagliarsi le proprie radici” è una violenza. Oh, molto subdola e perfettamente incruenta, ma sempre violenza è. Non mi sembra il caso di fare paragoni fra il vuccumprà in Italia e il megaspecialista occidentale in Suda. Senza essere io un marxista:-) capisco benissimo che le classi non sono un’invenzione di Marx e i privilegi di classe sono al disopra di certe regole, “integrazione” compresa. Per capirci, se l’avvocato Agnelli buonanima metteva l’orologio sopra il polsino, erano gli altri ad imitarlo supinamente, se lo avesse messo per prima il rag. Fantozzi Ugo lo avrebbero unanimemente spernacchiato. E su quello che succede a povericrist(ian)i che si permettono di mangiare e bere (anche solo acqua minerale!) in pubblico in certi paesi islamici e meglio sorvolare (sai, non vorrei perdere l’immeritata fama di “defensor islamii” che mi sono faticosamente conquistato:-)). L’argomento della neccesità di una sorta di “par condicio” fra Italia e paesi islamici più o meno teocratici viene sempre – da quel che ho potuto constatare – sollevato dalla destra più ottusa e reazionaria italica. E francamente l’ho trovato un paragone che – scusa la volgarità – fa cagare! Mi facciano capire bene i cari signori Baget Bozzo, Socci, Borghezio et similia, se nello Stato antropofago dello Magnacristianaland hanno la deprecabile abitudine, sancita per “legge” di cucinare allo spiedo ogni missionario cristiano che capiti da quelle parti, questo ci autorizza forse a fare anche noi il barbecue, usando come materia prima ogni singolo cittadino di quello Stato, – che è magari rigorosamente vegetariano, il tapino – che capiti per disgrazia o in cerca di lavoro in Italia? Altra domanda:visto che la Cina, colosso fasciocomunista, fa dell’integrazione forzosa (Tibet docet) e della repressione religiosa (idem come sopra, più Falun Gong e cattolici costretti a “rinnegare” il Vaticano) due capisaldi della sua politica interna, perché i nostri cari parrucconi non si prodigano altrettanto (eufemismo per dire che se ne fregano altamente) di “integrare i cinesi presenti in Italia? Perché almeno non tentano di convincerli che non morire mai (leggi: riciclarsi i documenti dei morti), trasformare i negozi al dettaglio dell’Esquilino a Roma in magazzini all’ingrosso – in spregio alle leggi italiche- o far lavorare in condizioni di similschiavitù i propri connazionali in capannoni malsani, costretti a cagare, mangiare, dormire e lavorare in un paio di metri cubi a testa, non è il massimo dell’ “integrazione”. Ah, si le regole dell’ “integrazione” e quelle igienico-sanitarie valgono solo per le scuole egiziane! Non passa loro per la mente che la Cina potrebbe vendere qualcuna delle sue bombette atomiche a Bin Laden e – qualora questi fosse a corto di uomini – fornirgli pure qualche italica “cellula dormiente” di cinesi “kamikaze” (tanto, son della stessa “razza” dei giapponesi”:-) ) per piazzarla? Ah, sì, ho capito, i cinesi non sono “pittoreschi” e “coloriti” come certi islamici! Ma mi facciano il piacere, mi facciano, direbbe Totò!

    Ciao

    Ritvan

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>