La Regione Toscana interviene sul Caso Chianciano

L’articolo che segue è tratto dal quotidiano Libero, da qui il tono, come dire, pittoresco.

Ma il contenuto rimane interessante, perché qualcosa inizia a muoversi sul serio. Tra parentesi, è bello vedere che anche Libero, a differenza di Gianfranco Fini e Margherita Boniver, riconosce l’ovvio: che i visti sono stati negati "anche in seguito… all’appello firmato da 44 congressmen americani".

La Regione Toscana si schiera con i “resistenti”

ROMA – Il governatore rosso della Toscana Claudio Martini ha chiesto al governo di «motivare la mancata concessione dei visti» ai relatori iracheni della Conferenza in favore della resistenza dell’1 ottobre a Chianciano (Siena), per sgomberare il campo «da ipotesi di censura preventiva o di limitazione del diritto di discussione».

Per Martini «questo è il vero problema, poi ognuno si prenderà le proprie responsabilità». Ha aggiunto inoltre che «non tocca alle regioni autorizzare o non autorizzare eventi, la richiesta rivoltaci è del tutto impropria», rispondendo alla richiesta del consigliere regionale di Forza Italia Pollina di negare l’autorizzazione allo svolgimento del raduno internazionale organizzato dal Campo antimperialista.

Anche in seguito all’inchiesta di Libero, e all’appello firmato da 44 congressmen americani, il nostro ministero degli Esteri ha negato il visto per partecipare al raduno in qualità di testimonial a quattro “resistenti” invitati dal Campo antimperialista, definendoli «predicatori d’odio non ostili alla resistenza».

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38 Responses to La Regione Toscana interviene sul Caso Chianciano

  1. GMariniello says:

    Torchiaro no e i resistenti sì?

  2. Nel senso che Torchiaro può chiamare “relativisti del tritolo” chi gli pare, mentre gli altri non possono nemmeno raccontarci un’altra versione della guerra in cui il nostro paese è coinvolto?

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    A proposito del povero Bouchta, Miguel, non per ficcare il naso negli affari tuoi, ma la cittadinanza italica l’hai presa o no? Io non ancora, dunque sono perfettamente espulsabile (o si dice espellabile? Boh!) verso l’inospitale terra albanese. Pertanto, d’ora in poi se vedi che ogni tanto scrivo qualche spudorata lode (tipo Emilio Fede) a Fini, Berlusconi, Bush e Co, non credere che abbia la febbre gialla. Tento di pararmi il …permesso di soggiorno, ecco:-).

    Ciao

    Ritvan

    PS. Parlando seriamente, la cosa sta diventando inquietante e bisogna pesare bene le parole. Almeno per nosotros “permessodisoggiornisti”. Un conto è difendersi in tribunale dalle accuse di “seminatore d’odio islamico” o “fiancheggiatore dei terroristi” e un altro è veder comparire la coppia di poliziotti o carabinieri a casa che ti ammanettano senza dir parola, ti caricano sul primo volo in partenza per il paese di provenienza e buonanotte. Oh, si, poi, con comodo, puoi far ricorso al TAR del Lazio dal tuo paese, come no. Magari ti aiuta l’ambascita italiana in quel paese:-)

    P.S.2 Sto meditando seriamente di lasciar perdere il liberalismo e diventare marxista:-). Almeno così avranno una ragione valida per espellermi!

  4. utente anonimo says:

    Ritvan, per eludere ogni rischio d’espulsione puoi far leva sulla tua origine di musulmano albanese convertito al liberalismo :-). Con i tempi che corrono farti passare per un musulmano pentito può essere la tua carta migliore! Più bravo ancora di Magdi Allam, che ancora si dichiara “islamico”, ma ci pensi?

    Alessandro

  5. utente anonimo says:

    O Alessandro, – cittadino italico per nascita, suppongo – allora non hai capito bene come stanno le cose:-) Non è che il caro Pisanu ti chiama prima al Viminale, ti offre un caffé e poi fate quttro chiacchiere per stabilire quale sia la tua religione e le tue opinioni politiche. E nemmeno ti offre la possibilità di “abiurarle”, come qualcuno, in altri tempi non precisamente democratici, offrì ad un certo Galileo Galilei. Vengono i poliziotti/carabinieri con le manette e un foglio di carta firmato dal sullodato Pisanu e basta. Hai mai provato a discutere di teologia con due carabinieri?:-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Si ride perché non si può piangere.

  6. utente anonimo says:

    Appunto. se tu PRIMA dissemini il web di dichiarazioni di abiura, sei a cavallo: Pisanu ne terrà sicuramente conto, prima di mandarti il carabiniere con le manette. Se te la cavi nella selva delle public relations come sai scrivere e reggere un contraddittorio, puoi anche diventare vicedirettore, non dico del Corriere, ma almeno del Riformista… :-).

    Comunque sì, è meglio che sorridiamo, finché possiamo :-(

    Alessandro

  7. utente anonimo says:

    Grazie del complimento, Ale!

    Infatti, la mia intenzione quando chiedevo a Miguel di perdonare mie eventuali e future emiliofedeate era quella:-)

    Ciao

    Ritvan

  8. Ritvan, con la solita gentile levità, ha colto il nocciolo del problema. E il motivo per cui bisogna reagire con grande decisione (sì, reagire legalmente, è ovvio).

    Il peso cade soprattutto di noi che la cittadinanza ce l’abbiamo :-))

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    A proposito di cittadianza: qualcuno è in grado di illustrarmi quanto sono fondate le voci intorno alle leggi d’emergenza recentemente approvate nel Regni unito che prevederebbero anche la “revoca della cittadianza”? Perché, nel caso, un precedente del genere potrebbe potenzialmente riguardare tutti.

    Alessandro

  10. utente anonimo says:

    Scusate, mi sono scordato di evidenziare il link all’articolo dove se ne parla:

    http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk_politics/4179044.stm

    Alessandro

  11. Ottima domanda quella di Alessandro, mi associo. Forse ne sa qualcosa la nostra giurista, Aurora

    Miguel Martinez

  12. utente anonimo says:

    Ah, la romantica Aurora è una giurista? Un’arida interpretatrice di polverose scartoffie da azzeccagarbugli?! Non l’avrei mai creduto!:-)

    Io, invece, sono “giurista” per hobby. Non conosco la legislazione inglese in materia, ma credo (da quel che ho letto) che in quel caso si tratti solo della cittadinanza cosiddetta “acquisita”, chiamata altrimenti “naturalizzazione” (concessa in genere in virtù di adozione, matrimonio o jus solis) e non di quella che dispone automaticamente dalla nascita il figlio di genitore cittadino (il cosiddetto “jus sanguinis”). Insomma, sarà, come al solito, una misura “a misura di straniero”.

    La legislazione italica, a presente,(legge n.91 del 1992) consente la revoca della cittadinanza solo qualora ottenuta con l’inganno o qualora si presti servizio ad uno Stato in guerra con l’Italia (ma l’Italia è in guerra con l’Iraq?:-) ) e non fa distinzione in questo secondo caso fra cittadinanza acquisita e quella per nascita.

    Io penso che anche qualora la GB venga presa ad esempio dall’Italia (cosa moooolto probabile, purtroppo), si farà la dovuta distinzione all’inglese, perciò tu Ale puoi dormire tranquillo (se ti riesce:-) ), mentre Miguel no.

    Ritvan

    P.S. x Alessandro

    Ritorno ad una tua precedente affermazione. Forse tu scherzavi, ma io non sono mai stato MUSULMANO e mi pare di averlo anche scritto qui. Pertanto non ho avuto nulla da “abiurare”. Cionondimeno, la china che sta prendendo la già poco liberale Italia mi spaventa.

    A questo proposito, dopo la nuova versione di “La difesa della razza” in chiave marcelloperiana, qualcuno potrebbe gentilmente comporre la nuova versione della famosa poesia del pastore tedesco, citato tempo fa da Miguel? Ecco, p.es. potrebbe cominciare così:

    “Quando vennero a prendere l’imam marocchino/io non parlai, poiché non ero imam e nemmeno marocchino….”. O forse è meglio aspettare che, al posto delle espulsioni, si costruiscano prima i lager?

  13. utente anonimo says:

    Grazie dei chiarimenti, Ritvan, anche se ancora non ho capito esattamente cosa sia accaduto (o stia per accadere) in G.B. Da semi-ignorante in materia giuridica, non mi resta che applicare la logica: è possibile differenziare la cittadinanza sulla base dello jus sanguinis? A me sembra difficile, a meno di non forzare in qualche modo il diritto (cosa che fu fatta in Germania e in Italia, per cercare di stabilire chi fosse da considerare ebreo e chi no… troppe analogie…). Però, lo ripeto, vado a tentoni.

    No, avevo capito che non sei mai stato musulmano, la mia era pura fiction retorica, riferita semmai ai tuoi ascendenti (che mi pare di aver capito che musulmani lo erano). Ma, ti ripeto, potrebbe essere conveniente far apparire nel tuo curriculum una quantomai congrua abiura… :-)

    Alessandro

  14. utente anonimo says:

    Ehm, Alessandro, beato te che non hai bisogno di saper nulla in materia di cittadinanza!:-). A parlar di legislazione comparata in materia di cittadinanza verrebbe fuori un dottorato di ricerca coi fiocchi:-). Ma, per sommi capi, la distinzione fra cittadinanza per nascita e “naturalizzazione” è presente più o meno in tutte le legislazioni europee. Io non credo che tale distinzione possa essere considerata “razzista”, almeno allo stato attuale della coscienza civile della società. In futuro, forse, tale distinzione scomparirà ed entrambe saranno equiparate in tutto e per tutto. Ma ragionando a mente fredda ed imparziale, la “naturalizzazione” è un riconoscimento che ti concede lo Stato (infatti, l’atto è firmato dal Presidente della Repubblica) e, come tale, potrebbe essere revocato, ovviamente qualora presenti fatti gravi. Mentre la cittadinanza “per nascita”, ossia perché figlio di genitori cittadini è considerato alla stregua di un diritto “naturale” acquisito, ossia non te lo da materialmente lo Stato (e perciò non dovrebbe neanche essere “abilitato” a togliertelo) bensì i tuoi genitori. E’ la differenza che passa fra diritti cosiddetti nelle società liberaldemocratiche “naturali” (come la vita, la dignità, la libertà d’espressione, il habeas corpus, ecc.) e quelli gentilmente concessi e/o riconosciuti di volta in volta dallo Stato, come il diritto alle cure gratuite, all’istruzione gratuita, alla casa popolare, alla sanatoria edilizia e a quella per clandestini:-), ecc.

    Ciao

    Ritvan

  15. utente anonimo says:

    Mah… continuo a nutrire riserve (non, sulla tua spiegazione, che è estrememente chiara).

    Mi ricordo che già Hitler, nel Mein Kampf, si lamentava del fatto che un funzionario statale, con una firma, potesse fare “quello che nemmeno il Padreterno può fare”, cioè “far diventare tedesco”, ad esempio, un negro.

    V’ha comunque che è difficile considerare la cittadianza qualcosa di diverso da una convenzione a base puramente giuridica. La cittadianza “trasmessa” naturalis causa dai genitori mi suona male, esattamente come la sua revocabilità, che assomiglia molto a una scomunica laica. Rimango dubbioso e, da questo punto di vista, mi sembra più coerente il diritto statunitense, che concede la cittadinanza sans plus a chiunque nasca sul territorio di uno degli stati dell’Unione, anche se ciò si spiega in parte col fatto che, a parte qualche abitante delle riserve, nessun americano è un “nativo” in senso stretto.

    Ma continuo a sottolineare la mia ignoranza in merito alla legislazione vigente.

    Ciao

    Ale

  16. utente anonimo says:

    Difatti, la legislazione statunitense in materia, che non distingue fra jus sanguinis e jus soli, si fonda proprio su quel presupposto, ossia che son tutti “emigranti”. In Europa non è cosi, proprio per ragioni storiche che nulla hanno a che vedere – a mio avviso – col razzismo. Il figlio di due negri “naturalizzati” è cittadino per jus sanguinis, esattamente come un bianco discendente di decine di generazioni di cittadini bianchi. Poi, se un similHitler dovesse prendere in mano gli USA, non avrebbe alcun problema a cambiare la legge o a spedire i negri di laggiù nelle camere a gas. Stiamo parlando di persone civili, mica di mostri!:-).

    Ritvan

  17. utente anonimo says:

    Per Kel :

    grazie di avermi dato della giurista ma, per non argomentare di ciò che non conosco bene, rinvio alla schiera di avvocati di cui pare avvalersi la IADL. I numerosi Colleghi saranno sicuramente aggiornati su tutta la normativa, nazionale ed internazionale,in vigore ed in procinto di esserlo, che può pregiudicare i diritti dei soggetti deboli extracomunitari e saranno solleciti e ed esaurienti nel rispondere a tutti i quesiti in merito. Anzi, manda on line la risposta, si sa mai che mi possa servire.

    Se invece hai bisogno tu di un consiglio specifico, sono sempre disponibile per un contatto e-mail.

    Sappi però che per dare una consulenza spesso è necessario conoscere bene tutti gli atti, fatti , antefatti e fatti successivi, far presente i possibili sviluppi anche negativi, riconoscere gli altrui punti di forza.

    Non basta, insomma, estrapolare una frase o un episodio, omettendo il contesto in cui si innestano.

    Al tuo posto eviterei il continuo ricorso all’aggettivo “cialtrone”, ma ho visto che di recente anche tu hai aggiustato il tiro. Bravo.

    Quanto all’invito a bere qualcosa o a trascorrere una vacanza ai Caraibi, sempre che sia esteso anche a me, aspetterò a ringraziarti quando la proposta sarà attuale, concreta, seria e ristretta a un gruppo selezionato di mio gradimento.

    Se poi ti rispedissero improvvisamente più all’ovest dell’occidente, causa trombe d’aria di ordine pubblico, a loro volta causate da trombonate di soggetti iperreattivi, ivi compresi quelli un po’ meno a sud- est dell’ estremo sud-oriente, ricordati di mandarmi una comunicazione, affinchè ti sia possibile mantenere, onorevolmente, la promessa.

    Aurora.

  18. utente anonimo says:

    Per Ritvan : arido sarai tu e aridini tutti i tuoi bambini e discendenti.

    Aurora.

  19. utente anonimo says:

    Che bello stile, Aurora! Complimenti! Quella di “criminalizzare” anche i discendenti è davvero molto concorde con i principi giuridici dei paesi civili. Bene, eviterò in futuro di scherzare con te.

    Ritvan

  20. utente anonimo says:

    Ah, Ritvan,fai bene a non scherzare se non sai scherzare. Non avrei mai potuto immaginare che per te dare dell”arida” equivalesse a “criminalizzare”. Dunque tu, definendomi arida, mi hai voluta offendere e quando io ti ho risposto per le rime, con l’aggiunta benevola di frutti ed interessi, ti sei sentito criminalizzato con tutta la tua stirpe futura.

    Hai dato una interpretazione molto soggettiva, singolare, alle tue stesse parole . Non c’è vocabolario che possa sostenerla, solo la tua mente.

    Un rio negro, non cambia la lingua.

    Se hai un vocabolario di spagnolo vai a vedere come si traduce ” nero”.

    Aurora.

  21. utente anonimo says:

    In Mugello la risposta a chi ti da di, ad es., “cretino”, è: “cretini sarai tu e tutti i tu’ bambini”. Ma è ironica, non offensiva. Sarà che è in toscana..

  22. utente anonimo says:

    Oho..? Posso intromettermi in una lite in cui non c’entro? Ritvan è persona sicuramente intelligente, ma latore di un ego talmente suscettibile da fargli vedere tutto rosso in un attimo, non appena gli sembra che qualcuni gli manchi di rispetto… Ritvan, Aurora non voleva offenderti, ha usato un modo di dire che io definirei addirittura affettuoso! E tu, Aurora, non avvitarti nell’equivoco, su, cerca invece di chiarire la tua intenzione, su! Sembrate due ubriachi che vogliono litigare a tutti i costi… fate la pace, da bravi, che siete tra i commentatori più simpatici del blog, OK ?

    Ale

  23. utente anonimo says:

    E’ così utente anonimo, non solo in Toscana. Ma tu sei Made in Italy e mi capisci al volo.

    Aurora.

  24. utente anonimo says:

    Caro Ale, non c’è niente da chiarire oltre quanto ho chiarito. Non credo di sembrare ubriaca, nè mi sembra ubriaco Ritvan. In ogni caso l’alcol non mi renderebbe acida quanto lo è stato Ritvan da sobrio.

    Inoltre, in tutto questo pollaio, ci è saltata anche la bevuta promessa da Kel.

    Sei stato molto carino a confermare ulteriormente quello che già aveva segnalato l’utente anonimo/a.

    Adorabili toscani/e.

    Non sono in guerra, caso mai in una pace- fredda- con chi, trasversalmente, offende.

    Aurora.

  25. utente anonimo says:

    L’anonima ero io, ho dimenticato di firmarmi, Francesca. (l’ho dovuto specificare, come potevo resistere a tutti questi bei complimenti!;-))

  26. utente anonimo says:

    Non è questione di suscettibilità personale. Personalmente so difendermi benissimo, ma ritengo che ogni scherzo deve avere un limite imposto dal buongusto, pertanto considero di cattivo gusto (per usare un eufemismo) chiunque coinvolga in una disputa i familiari dell’altro. Con tutto il rispetto per i detti toscani (che qualcuno chiama “toscanacci” proprio per questo) e dell’Italia intera. Specie se quel chiunque non capisce (o finge di non capire) quando si parla scherzosamente, con tanto di faccine ridens e quando si fa sul serio.

    Ciao a tutti

    Ritvan

    P.S. Anch’io sono abbastanza tollerante e posso dialogare tranquillamente con qualsiasi sorta di estremisti, ma non con persone di cattivo gusto e senza il minimo senso dell’umorismo.

  27. utente anonimo says:

    Per Aurora e Ritvan: vabbè, ci ho provato :-(.

    Ale

  28. utente anonimo says:

    Tienti le tue faccette mascherine, che io mi tengo stretto quello che tu chiami il mio cattivo gusto.

    Anzi, siccome il mio gusto è pessimo, ti saluto sperando di non vedere mai la tua faccia e di non rivedere mai più le tue faccine.

    Aurora.

  29. utente anonimo says:

    Chi vive sperando….

    Non ci sperare, Aurora, a meno che Martinez non faccia come Allam:-), non credo che abbandonerò questo blog. Solo eviterò la gente che prima ride e scherza e poi ti spara una livorosa castroneria sulla tua famiglia. Liberissima di non leggere i miei post.

    Ritvan

  30. utente anonimo says:

    -poi ti spara una livorosa castroneria sulla tua famiglia-

    è qui che sbagli, Ritvan. Non c’era niente di livoroso. E’ solo un modo di dire. Come quando ti dicono “te possino cecà”, nessuno ce l’ha davvero con i tuoi occhi.

    Ale

  31. utente anonimo says:

    Vedi, Ale, per far da paciere con buone probabilità di successo, bisognerebbe capire a fondo i motivi REALI che stanno alla base di una lite. Probabilmente, la chiave di lettura sta nella frase di Aurora: “l’alcol non mi renderebbe acida quanto lo è stato Ritvan da sobrio”. Un’ “acidità” non improvvisa, bensì quasi sicuramente accumulata giorno dopo giorno nei confronti del mio tono scherzoso che usavo nel ribattere i suoi argomenti. E la parola “arida”, brutalmente estrapolata dal contesto scherzoso (che era, riportato per intero: “Ah, la romantica Aurora è una giurista? Un’arida interpretatrice di polverose scartoffie da azzeccagarbugli?! Non l’avrei mai creduto!:-) )

    è stato il pretesto per fare una batuttaccia di pessimo gusto sulla mia famiglia, sicura di provocare la reazione desiderata. Che così è stata. Non so se Aurora lo sa, ma gli albanesi (parlo di quelli come me, quelli che fanno i papponi o rapinatori di ville, non saprei, non usando frequentarli) non mischiano mai il nome della famiglia, dei figli, della madre, della sorella in facezie. Sono sacri, come il Corano per il musulmano o il Vangelo per il cristiano. Ecco, sarebbe un po’ come se io – supponendo che io sia un musulmano – dicessi a te, – anche seriamente, figuriamoci se stessimo scherzando – “non ci capisci una mazza” oppure “sei cocciuto” “sei arido” o qualcosa del genere e tu – supponendo che tu fossi un ateo e adducendo come scusa che fra atei s’usa così:-) – mi rispondessi a brutto muso:” Ma cocciutò sarà stato Maometto e del Corano non ci si capisce una mazza per quanto è arido”. Ecco, fatte le debite proporzioni, per un albanese è una cosa simile. Come vedi, c’è stata la deliberata volontà di troncare ogni conversazione. Siccome non ho alcuna intenzione di parlare in tono serioso, avrei preferito che l’idiosincrasia crescente della signora fosse stata espressa ugualmente, ma senza mettere in mezzo la mia famiglia. Avrei capito lo stesso e il risultato sarebbe stato lo stesso, ossia non le avrei più rivolto la parola. Così non è stato, ma quel che è detto è detto. Pace e amen.

    Ritvan

    P.S. Il multiculturalismo e il multietnicismo – per quelli come me che ci credono – dovrebbe tener conto anche di situazioni simili. Ho letto da qualche parte – anche se non fosse vera, è sicuramente ben congegnata:-) – che Bush ha salutato in un paese asiatico col pollice alzato, (OK in amerikano), ma disgraziatamente in quel paese il gesto era equivalente al “nostro” dito medio alzato!

  32. utente anonimo says:

    >Come quando ti dicono “te possino cecà”<
    Ale, pacifista che non sei altro:-)vedi anche il mio altro post. Lo so, vivo a Roma!:-). Ma dipende come lo si dice e in quale contesto. E se lo dici a uno che si sta recando dall’oculista, perché ha seri problemi alla vista è sicuramente di pessimo gusto. E se te lo dice uno vestito tutto di nero, con gli occhiali neri e la faccia scarna e lugubre:-) c’è poco da scherzare; si afferra il corno, si tocca ferro o si stringono i cosiddetti.

    Ritvan

  33. utente anonimo says:

    Ale, sei molto gentile ed anche paziente : tu spieghi tutto, io son troppo pigra e insofferente.

    Se non si capisce neanche l’ovvio, se addirittura si pensa che io voglia estromettere qualcuno dal blog,anzichè semplicemente invitare a non interloquire più con me, io non ci posso fare nulla.

    Ognuno riflette nelle sue interpretazioni il proprio modo di pensare ,il livore che mi viene attribuito è nell’interprete.

    Avrà i suoi motivi. Non li voglio neppure sapere. E non voglio neppure ridurmi a fare la gallina che becchetta col gallo fino a mattina..

    Ciao, moderatore.

    Aurora.

  34. utente anonimo says:

    Bene, Ale, parlando a nuora perché suocera intenda (o viceversa?:-)) e a proposito di significato di certe espressioni, a te questa:”sperando di non vedere mai la tua faccia e di non rivedere mai più le tue faccine.”, riferitasi ad un blog pubblico e non alla porta di casa propria, a te sembra più un gentile invito a “non interloquire”, oppure piuttosto un auspicio di “epurazione”? Ho frainteso ancora? O piuttosto qualcuno non sa esprimersi bene in italiano? A te l’ardua sentenza!:-)

    Ritvan

  35. utente anonimo says:

    Ah, Ritvan, vivi a Roma?

    Io mi ci devo trasferire, non è che hai dritte per un’appartamento?

    Ale

  36. utente anonimo says:

    Siete stanchi, domani vi capirete meglio… insisto solo perché siete simpatici. Poi a te, Ritvan, rispondo sulle incomprensioni interculturali, che è uno spunto per una bella discussione. Buonanotte

    Ale

    Ah, non sono pacifista.

  37. utente anonimo says:

    Ciao Ale, in quoting:

    >Siete stanchi, domani vi capirete meglio… <
    Beh, in effetti il “domani” è oggi, la notte, come si dice “porta consiglio”. Ho capito meglio ma più capisco e più mi prende lo sconforto. La natura umana (me compreso, ovviamente, sono – fino a prova contraria-un umano anch’io) è davvero come dice Kant. E quella femminile – lo dico da bieco maschilista quale sono:-) a costo di alienarmi qualche altra improbabile simpatia del gentil sesso – è ancora peggio – se fosse possibile:-) – di quella maschile, essendo sottoposta a periodici, ancorché fisiologici, sbalzi d’umore di derivanza ormonale.

    >insisto solo perché siete simpatici <
    Per conto mio anche nel più sublime accesso di autocompiacimeto:-) mi definisco di tutto, tranne che simpatico. Degli altri, non saprei.

    >Poi a te, Ritvan, rispondo sulle incomprensioni interculturali, che è uno spunto per una bella discussione.<
    In effetti è così, ma, spostando l’oggetto, ogni individuo è una “cultura” a se. Figuriamoci un gruppo etnico, culturale, politico, ecc. A mio modesto avviso, non è indispensabile che dialoghino amabilmente, si frequentino o si sposino fra di loro (gruppi). L’importante è che non si prendano a sassate o a fucilate:-). Per fortuna, quest’ultima opzione telematicamente non è possibile.

    >Ah, non sono pacifista.<
    Non voleva essere un’offesa:-).

    >Ah, Ritvan, vivi a Roma?<
    Per la verità a Roma-Roma ci lavoro. Vivo in una ridente cittadina dei Castelli Romani. Non voglio essere più preciso, sai mala tempora currunt:-). No, non è per Pisanu, quello il mio indirizzo completo ce l’ha già e ha anche le mie impronte digitali (no, non sono schedato come pregiudicato, ma ormai s’usa così con nosotros), è che gira strana gente per i blog e non vorrei che cominciasse l’era dell “olio di ricino” per chi “fraternizza” coi biechi musulmani. Sai, sono un po’ debole di stomaco.

    >Io mi ci devo trasferire, non è che hai dritte per un’appartamento?<
    Roma è molto cara, sia per affitti che per prezzi di vendita. Ai Castelli Romani si trova ancora qualche appartamento a buon prezzo o ad affitto ragionevole. Ma trovo inutile parlarne cos, senza che io conosca le tue esigenze (che magari ancora non le sai neanche tu:-) ). Comunque, il modo migliore per trovar casa a Roma è comprarsi il giornale di annunci “Porta Portese”. Mi sa che ha anche un paio di siti web (se vuoi, te li trovo).

    Te lo segnalo in linea di principio, come fu segnalato a me a suo tempo, poiché non trovai casa grazie ad esso. Infatti, armatomi di carta e penna, scartai subito quelli sopra una certa cifra e quelli che riportavano l’ignobile dicitura “non si affitta a stranieri”. Cominciai da quelli che scrivevano esplicitamente “anche a stranieri, purché referenziati” e io – modestamente – di referenze ne avevo a iosa. Se non che, alla 15-esima telefonata inconcludente – sono un po’ tardo di comprendonio, lo ammetto – una cosa m’insospettì vagamente. TUTTI, appena mi presentavo al telefono, mi chiedevano: “Ma lei è italiano, o straniero?” e appena io pronunciavo la parola “straniero” la voce dall’altra parte farfugliava: “No, mi dispiace, l’appartamento è già stato affittato”. Alla fine, anche i cretini come me ogni tanto hanno un lampo d’imbecillità (come diceva Prezzolini) e al 16-esimo solito “rituale” sbottai urlando:”Senti, pezzo di m.., razzista del c..zo, sarò anche un extracomunitario appena sceso dal gommone, ma prima mica stavo appeso su un ramo per la coda, perciò capisco che se uno l’appartamento l’ha già affittato – a meno di essere un decerebrato – non perde tempo a chiedere a degli sconosciuti se sono stranieri o meno. E non far perdere tempo a noialtri scrivendo caz..te tipo “stranieri referenziati” “.Brum! (attacco della cornetta in faccia). Buttai carta e penna e chiamai al telefono tutti i connazionali e amici che conoscevo. Uno di essi si fece garante presso il proprio padrone (proprietario di un appartamento sfittio) che io ero la sua copia sputata, in pratica un angelo sceso dal celo in vesti albanesi, noi due eravamo gli unici esseri umani degni di questo nome che quella terra aveva prodotto:-). E così trovai casa.

    Ecco, tutta sta tiritera, per dirti che – pur essendo tu italianissimo – forse è meglio cambiar discorso se il candidato locatore ti chiedesse di che religione sei:-). Altrimenti potresti essere costretto ad essere ospitato caritatevolmente in una macelleria halal:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  38. utente anonimo says:

    Per Ritvan:

    Grazie, grafomane :-)!

    Ale

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