Due post da meditare

Il primo, su Talib

Il secondo, su Mirumir.

Bello, che c’è gente intelligente in giro.

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5 Responses to Due post da meditare

  1. utente anonimo says:

    Si, Miguel, ce n’è di gente intelligente in giro, ma il problema è che molte volte non si trova al posto giusto al momento giusto. Se le cose in quel dibattito su SKY sono andate veramente come si racconta in quel blog, (a parte la miserabile faziosità del conduttore, a cui non si può rimediare, ma ognuno ha il Santoro che si merita:-) ) io credo che se tu parlassi anche come scrivi saresti riuscito a far andar via Teodori e gli altri che straparlavano di “assassini” senza lo straccio di una prova.

    Ciao

    Ritvan

  2. Secondo me non è che con la tv si ha davvero la possibilità di approfondire un granchè.. a me mi si rivolta sempre lo stomaco.. per informarmi ci metto parecchio più tempo, ma almeno prendo le distanze per processo naturale delle cose (non li vedo non ne sono minimamente influenzata) dalla demenzialità predominante dell’informazione spicciola e faziosa di essa…

    Libera

  3. utente anonimo says:

    Beh, ovviamente non si può pretendere di approfondire alcunché se il “moderatore” è fazioso come un Santoro:-) o se lo studio è riempito di claquers vocianti e applaudenti a comando (per non parlare di quando sussistono entrambe le suddette situazioni). Però, ripeto, ci puoi fare la tua discreta figura se insisti e fai il diavolo a quattro per inviare in studio gente ben preparata allo scontro dialettico e dalla battuta pronta, tagliente e sintetica. Sempre, però, che il conduttore non pretenda di scegliersi lui anche gli interlocutori!!! A proposito di quest’ultima cervellotica abitudine,

    al tempo della guerra in Kosovo mi colpì sgradevolmente il fatto che in TUTTI i dibattiti televisivi in materia imperversava una coppia di personaggi composta dall’ambasciatore dell’ex-Jugoslavia in Italia (montenegrino, non serbo) e da un direttore di istituto di studi strategici (o politici, non ricordo bene) di Belgrado. Entrambi cinguettanti in un italiano perfetto e dalle capacità dialettiche tali che quasi-quasi riuscivano a convincere perfino me che Milosevic avesse ragione!:-). Dall’altra parte, a “rappresentare” la voce dei kosovari un’accozzaglia (detto con tutto il rispetto e l’affetto possibile) di muratori, badanti, metalmeccanici et similia, gente perbene, per carità, ma totalmente incapace (anche per scarsa conoscenza del dolce idioma italico) di contrapporsi a qualsiasi discorso dei due ex-jugoslavi. Una vera indecenza!

    Ho telefonato all’addetto stampa dell’ambasciata albanese a Roma (mio buon conoscente) e gli ho segnalato la cosa, chiedendogli se a lui risultasse che l’intera popolazione albanese-kosovara emigrata in Italia fosse composta esclusivamente di gente simile e – se cosi fosse – se non era il caso di impegnarsi lui e gli altri imbrattacarte dell’ambasciata pagati anche per questo o – qualora non se la sentissero – se non fosse il caso che qualche pezzo grosso italofono dell’intellighentsia albanese muovesse il culo e venisse a parlare nella TV italica.

    Mi rispose che la cosa faceva schifo anche a loro, che l’Ambasciata si era offerta a TUTTE le trasmissioni TV italiche (a cominciare da quella di Costanzo, il più faziosamente filoserbo in quell’occasione) di mandare gente preparata a confrontarsi su un piede di parità con la dialettica serba, compreso il grande scrittore Kadaré che aveva dato disponibilità di venire gratis dalla Francia dove risiede, ma che i gentili anchormen delle TV italiche avevano declinato l’offerta. TUTTI. Ho visto coi miei occhi la lettera di Kadaré che si offriva di intervenire nei dibattiti TV in Italia, dopo aver fatto senza problemi la stessa cosa nella ben più filoserba Francia.

    Se fossi un “complottista” sospetterei che Milosevic avesse usato una parte dei soldi in contanti gentilmente fornitigli dal governo italico (in cambio di quel rottame di Telekom Serbia) per foraggiare un po’ di anchormen italici. Ma si sa che io non sono un “complottista”:-).

    Ritvan

  4. Il post di Talib, visto che Splinder è in crisi, lo riprendo integralmente qui:

    Nel 1939 la rivista Omnibus, diretta da Longanesi, venne chiusa per “disfattismo pacifista”.
    Io non so né che rivista fosse Omnibus, né che tipo di persona fosse Longanesi. L’accusa, però, di “disfattismo pacifista”, mi pare onesta, nel suo nitore.
    Se non altro, usando per una accusa la parola “pacifista”, le da una connotazione negativa, ed è un buon punto di partenza per contrastare la guerra.
    I pacifisti di oggi non vengono zittiti con una formula di quel genere, l’atmosfera è nettamente Orwelliana (ve la ricordate la formula di inversione di 1984? Odio è amore, Pace è guerra) e nessun governo ammette di cercare e volere la guerra. Però chi cerca la pace (e gli organizzatori della conferenza di chianciano io li chiamo pacifisti, come chiamo pacifisti tutti coloro che vogliono utilizzare la parola, la testimonianza diretta per cercare di risolvere un conflitto) è criminalizzato. Ma c’è forse un mandato di cattura internazionale sugli invitati a Chianciano? No.
    Fiancheggiatori del nemico. Terroristi siamo anche noi, che abbiamo voglia di ascoltare il punto di vista del nemico.
    Solo questo (non lasciare alle persone il compito di discernere tra le notizie, ma filtrarle alla fonte) dovrebbe far imbufalire qualsiasi essere umano (e mi sento di dire, anche qualche Neanderthaliano)
    Le conclusioni che ne traggo io sono poche e semplici: siamo in guerra. Siamo in guerra e siamo alleati degli USA. Sentire cosa ha da dire “il nemico” è contropropaganda. Disfattismo pacifista, come 75 anni fa.
    Tutto questo, non scordiamocelo mai, succede in Italia, paese democratico con velleità di esportare questa democrazia. Ma che democrazia è, quella che ha paura del punto di vista degli altri?
    Ridicolizzare, diffamare, far percepire “il nemico” come essere inferiore (propaganda di guerra?) non mi paiono i presupposti per imporre l’uguaglianza democratica, come se imporre la democrazia con le armi non fosse già di per se una contraddizione in termini.
    Così ora noi italiani ci ritroviamo così, ignari. Sempre più poveri ma in fondo sempre convinti di farcela, a diventare ricchi e famosi. Una manovalanza variegata di stranieri che pulisce il culo ai nostri vecchi e si ammazza dalle impalcature edili ci fa sentire potenti, quando gridiamo nei nostri videofonini 3 presi a rate.
    E intanto i propagandisti di regime berciano, anche se effettivamente ci sono modi migliori di passare alla storia, no Orianona?

    p.s. mi è capitato di nuovo di litigare con un “testimone di Oriana”, sono pronti allo scontro, per niente interessati al dialogo, sono dogmatici, hanno la verità in tasca. Mi fanno veramente paura.

  5. Idem per quanto riguarda Mirumir:

    mercoledì, agosto 31, 2005
    Terroristi assassini
    La puntata di Controcorrente di ieri sera su SkyTg24 avrebbe dovuto essere dedicata al Convegno di Chianciano. In realtà del convegno non si è parlato moltissimo, e la colpa non è stata di Leonardo Mazzei, portavoce del Comitato Iraq Libero, né di Franco Cardini: il livello di approfondimento è stato zero. Il conduttore ha esordito ponendo il problema morale di fronte allo sgozzamento dei civili. Conosco modi migliori per cominciare a parlare del Convegno sull’Iraq, del mancato rilascio dei visti, delle pressioni americane e della sudditanza italiana. Insomma, argomenti ce ne sarebbero stati, per un’ora di trasmissione compreso il Tg.

    Ma non voglio parlare di questo. Voglio parlare di Massimo Teodori, ospite in studio.
    Ebbene, Teodori è riuscito a nominare:
    “terrorismo assassino”/”terroristi assassini”: 10 volte.
    “terrorismo”/”terroristi”: 9 volte.
    Nel tempo rimanente a sua disposizione:
    ha finto di voler abbandonare lo studio: 1 volta
    si è rivolto a Franco Cardini ricordandogli le sue posizioni di “estrema destra” (“più a destra dell’MSI”), senza che vi fosse alcun collegamento con il contesto: 2 volte.
    E non è neanche facile, in una trasmissione di un’ora. Non escludo che si sia lasciato scappare qualche balbettio sul “terror.. assass..”; in tal caso il mio calcolo andrebbe rivisto.

    Mentre scorrevano i titoli di coda, lettura di e-mail da casa (“I resistenti iracheni sono come i repubblichini?”), risposta secca di Cardini, tazza di cappuccino offerta dal conduttore a Mazzei che poche ore dopo avrebbe cominciato lo sciopero della fame.

    Non voglio deprimermi.
    Voglio solo espatriare.

    Etichette: media, terrorismo

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