Artemisa ad Abu Ghraib

Paniscus ci regala un articolo introduttivo e una serie di testi di estremo interesse, che riguardano l’organizzazione irachena Women Charges.

Fatima Salih Osman è una vera ottomana: è nata in Turchia, di famiglia curda. Durante la grande repressione dei primi anni novanta, è fuggita nel Kurdistan iracheno. Oggi, come tutte le persone nella sua condizione, è priva di documenti. Lei e le sue compagne hanno creato l’associazione Women Charges, e hanno molto da raccontarci.

Si battono per alcune cose fondamentali: il rispetto del diritto delle donne, l’unità dell’Iraq e la fine dell’occupazione americana. Iin una società condizionata da una mentalità che noi mediterranei conosciamo bene, lavorano anche su un tema molto delicato: quello delle violenze sessuali commesse sulle donne, sia dai soldati americani che dai collaborazionisti iracheni.

Non è facile parlare di unità degli iracheni mentre gli occupanti stanno realizzando lo storico piano di frammentare il paese in cantoni etnici in lotta tra di loro.

Gli occupanti, poi, hanno finanziato numerose ONG locali, per risolvere privatisticamente i problemi che la stessa occupazione crea, e per garantirsi un’area di collaborazione attorno all’invasione. Come spiega Fatima Osman Salih, più queste ONG appoggiano l’occupazione, meno la popolazione le sostiene.

Le ONG straniere, infine, soffrono spesso di un antislamismo pregiudiziale, e comunque non vogliono alienarsi il benvolere degli occupanti. Ecco che diventa impossibile toccare argomenti come le violenze compiute dagli americani e dai collaborazionisti.

Women Charges mi sembra un’iniziativa veramente meritevole.

Blogghisti e soprattutto blogghiste, cosa possiamo fare per sostenerla?

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7 Responses to Artemisa ad Abu Ghraib

  1. utente anonimo says:

    Scusami, vediamo se ho capito. Questa tizia è una turca, perseguitata in quanto curda, che ha deciso di impegnarsi perchè il futuro Irak possa trattare i curdi come fannno i turchi e come faceva Saddam?

    Un genio, in sintesi. Speriamo abbia successo (scherzo, io non sono un cinico kissingeriano).

    Francesco

  2. Evidentemente non hai capito. E’ esattamente il contrario.

    Comunque, è proprio per questo suo rifiuto dello stato etnico-nazionalista che ho detto che lei è una vera ottomana.

    Miguel Martinez

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    Una vera ottomana? Nel senso che somiglia fisicamente alla dea Kalì?:-).

    Dai, scherzo, prima che dica anche a me di non aver capito un tubo:-). Comunque, Miguel, da discendente di sudditi dell’Impero Ottomano per almeno 5 secoli, io sarei più cauto nell’ attribuire (come credo di capire) connotati positivi al trattamento riservato ai diversi popoli in quell’Impero. Per dirtene una, gli albanesi musulmani erano considerati sic et simpliciter “turchi”, quelli ortodossi “greci” e quelli cattolici “latini” (quest’ultima, come ben saprai, un’etnia inventata di sana pianta, almeno per gente che viveva nel XVI secolo). Cosa che ci ha creato innumerevoli e sanguinosi strascichi dopo l’inevitabile crollo dell’Impero (gli imperi crollano prima o poi, tutti, almeno fino adesso). Soprattutto problemi coi greci che si trascinano a tutt’oggi.

    Ciao

    Ritvan

  4. utente anonimo says:

    Beh, Ritvan, non puoi incolpare l’impero ottomano per ciò che è accaduto dopo la sua caduta. In modo realistico, quell’impero ha tentato di comporre nel modo più saggio possibilie le tessere del mosaico etno-religioso che si trovava di fronte.

    Nessuno è perfetto, tantomeno l’impero ottomano, ma è difficile trasferirgli retroattivamente responsabilità che sono invece tutte legate alla necessità di fornire una base etno-ideologica omogenea ai nascenti stati nazionali. Le pulizie etniche, in quell’area, hanno radici antiche, e sono state pratichate un po’ da tutti. Mi vengono in mente quei (non pochi) funzionari turchi che, ancora impregnati di ottomanismo e non del tutto acculturati al nazionalismo giovaneturchista e memori del sistema dei millet che garantiva uno spazio identitario semiautonomo per l’ebraismo, l’ortodossia, le chiese d’Oriente, i cattolici e gli Armeni, cercarono di arginare la battaglia nazional-religiosa (cioè di una religiosità ormai degenerata in “nazionale”) contro i “cristiani” nelle provincie orientali dell’Anatolia, riuscendo pure a salvarne molti.

    Del “giacobinismo” etno-ideologico legato necessariamente alla nascita dello stato nazionale nei territori dell’ex impero ottomano parla approfonditamente un notevole articolo al quale ti rimando: A. Riccardi, Pace e guerra nello spazio di Abramo. Convivenza e conflittualità tra le religioni monoteistiche, in “Pace e guerra nella Bibbia e nel Corano”, a. c. di P. Stefani e G. Monastra, Brescia, 2002.

    Alessandro

  5. utente anonimo says:

    No, Ale, io non incolpo l’Impero Ottomano per quello che è successo “dopo” la sua caduta, bensì per quello che é successo “prima”. Molto prima.

    Il suo modo di comporre le “tessere del mosaico etnico-religioso” che aveva all’interno era – a mio modesto avviso e senza tante perifrasi – un modo del c..zo! Ossia, il solito modo arrogante e supponente (che tu giustamente credo rimproveri all’Impero amerikano di oggi e che io sicuramente rimprovero anche all’Impero sovietico di ieri) di tentare di piegare forzosamente la realtà umana ai propri voleri.

    Ma, Ale, Cristo santo, gli albanesi, con la loro lingua, tradizione, usi, costumi e quant’altro, esistevano nei Balcani quando i turchi ancora pascolavano le loro pecore in un’indefinita zona vicino all’odierna Mongolia, come si fa ad arrivare un bel giorno e sopprimere per decreto l’esistenza dell’etnia albanese, dividendola in “greci”, “turchi” e “latini”? Anche l’arroganza umana deve avere un limite, imposto dall’evidenza dei fatti. Va bene (si fa per dire) fare di cristiani ed ebrei cittadini di serie B (anche perché negli stati cristiani della civile Europa dell’epoca era peggio:verso mori ed ebrei non si andava per il sottile, Isabella la cattolica docet), va bene angariare tutti di balzelli vari, ma proibire loro l’uso della lingua, del nome, della memoria storica, no, perdio, non lo accetto. Altro che “modo saggio”, “modo infame” era! Gli albanesi, caro mio, non volevano “lo stato nazionale”, a loro stava bene così. Volevano solo potersi chiamare albanesi, così come i rom vogliono essere chiamati rom, senza pretendere (almeno così mi risulta) di avere uno Stato tutto loro. Gli albanesi volevano solo avere le scuole nella loro lingua e non finire in galera se qualche sbirro li sentiva parlare albanese. Tutto qui. E invece nulla. Appena gli albanesi di religione ortodossa aprivano una scuola privata in albanese, prima partiva fulminea la scomunica del Patriarcato Ortodosso in mano ai greci, subito dopo arrivava la ASL col turbante in testa:-) e chiudeva la scuola per “carenze igieniche”:-). Se lo facevano gli albanesi “turchi”, la cosa era ancora più grave: alto tradimento e si finiva in galera. Se lo facevano gli albanesi “latini” (ossia cattolici), TUTTI gli insegnamenti dovevano esser fatti in latino o al massimo in italiano. Se tu questo continui a trovarlo “saggio”, non so che dire…

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Per “ammorbidire” un po’ questa mia “filippica”, e a proposito di turchi e armeni ti racconto una storiella di Nasreddin, il Bertoldo dei turchi.

    Dunque, Nasreddin era un mullah e un giorno, viaggiando a piedi, vede sul ciglio della strada un prete armeno che stava pranzando con tutto il ben di dio. Mullah Nasreddin si ferma, lo saluta e gli augura buon appetito. Il prete contraccambia, invitandolo a favorire. Nasreddin, affamato e assetato come un lupo non si fa pregare due volte e si siede subito. A quel punto, il prete gli chiede:”Nasreddin effendi, per la vostra religione noi siamo pagani e, di conseguenza, impuri, come può mangiare lei insieme a me?”. E Nasreddin rispose:”Anche noi musulmani per voialtri siamo pagani ed impuri. Allora, se due pagani impuri mangiano insieme, che problema c’è?”:-) :-)

  6. utente anonimo says:

    LA UNICA MIA CONSOLAZIONE QUANDO LEGGO CIO’ CHE E’ SCRITTO IN QUESTO SITO E’ CHE QUANDO CI SARA’ UN ATTENTATO, OLTRE A CENTINAIA DI INNOCENTI CHE NON HANNO COLPE, ANCHE QUALCUNO DI VOI, PER LA LEGGE DELLE PROBABILITA’, CI FINIRA’ DENTRO… AL MONDO UN PO DI GIUSTIZIA C’E’ ANCORA…

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