“Fuori uno!”

Siamo tutti sicuramente al corrente dell’omicidio di Jean Charles de Menezes, elettricista brasiliano immobilizzato, steso a terra e liquidato con ben otto proiettili da un gruppo di poliziotto in borghese nella metropolitana di Londra.

Jean Charles de Menezes
“Fuori uno!” – il gioioso titolo di un quotidiano popolare londinese celebra l’omicidio di quello che si pensava fosse un “terrorista islamico”

Ma forse troviamo ancora difficile ragionare nei termini del dominio post-democratico in cui viviamo.Non si è trattato di qualche forma di eccesso di “legittima difesa”, a cui siamo abituati anche dalla storia italiana.

Non è la storia del sordo che non si ferma al posto di blocco perché non ha sentito intimare l’alt; non è nemmeno la storia di Carlo Giuliani.

No, perché qui hanno cambiato il principio stesso. Finché i principi restano, c’è qualche speranza. Perché puoi protestare, puoi dire che loro non rispettano le loro stesse regole.

Qui invece hanno cambiato le stesse regole. In sostanza la nuova regola è questa:

“Previously, firearms officers were trained to shoot someone who “posed a threat to life” in the body, usually twice, to disable and overwhelm them. But with the threat of suicide attacks, that was altered to allow officers to shoot a suspect – who was thought to be carrying explosives – in the head. The firearms officers are told to shoot the suspect several times so that they cannot activate a bomb, and not to shoot the body in case the bullets detonate any explosives.” (Jason Bennetto, “Met chief defends ‘shoot-to-kill’ policy for his officers”, The Independent, 25 luglio 2005).

“The only way to deal with this is to shoot to the head,” spiega ai giornalisti il capo della polizia.

A modo suo, è un discorso logico.

Io, poliziotto, vedo qualcuno che ha l’aria da uomo-bomba.

Se si sapesse che lo è davvero, si presume, sarebbe stato già fermato da tempo.

Quindi posso solo ipotizzare, in base a una serie di indizi.

La pelle più scura della media (a giudicare dalle foto di de Menezes, nemmeno tanto).

Un abbigliamento un po’ insolito, che so, un maglione in più.

Uno zaino o qualche altro contenitore.

Aggiungo un tocco di intuito: appare nervoso? Si guarda intorno troppo?

Bene, in questo caso il mio dovere è di non chiedergli la carta d’identità. Nemmeno di sparargli alle gambe.

Il mio dovere è di buttarlo a terra prima che lui capisca quello che sta succedendo e sparargli alla testa sette volte, più una alla schiena.

Poi lo devo perquisire e vedere se era effettivamente un uomo-bomba, o un uomo-elettricista.

Questa è la regola.

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5 Responses to “Fuori uno!”

  1. utente anonimo says:

    Notare che i poliziotti lo hanno seguito fin da casa e ucciso in metropolitana. Ma allora, se credevano davvero che fosse un uomo bomba perché aspettare che entri nella metro piena di gente e non fermarlo prima? Ma poi, le policy di lavoro della polizia, si possono cambiare a prescindere da quello che dice la legge? Evidentemente non era solo nei film di james bond che i poliziotti avevano la licenza di uccidere.

  2. In più è una regola stupida.

  3. Penso che anche l’ordinamento inglese, come il nostro, preveda in situazioni di grave pericolo per la comunità la promulgazione di provvedimenti eccezionali, che sospendono l’efficacia della legge ordinaria. Stavolta però si solleva una conflittualità d’interessi: quello della gente comune a venire protetta da attacchi terroristici “saltuari” (perchè 50 morti l’anno, anche se mi piange il cuore dirlo, sono un numero di decessi più “saltuario” di quello dovuto all’influenza), che si scontra con quello della stessa gente comune a non diventare vittima di varie esecuzioni preventive da parte degli agenti di polizia. Senza star troppo a ricordare che è praticamente impossibile tenere al sicuro tutta la comunità da chiunque voglia farsi saltare in aria, (e dunque inutile inasprire in questo modo le misure di sicurezza), penso che il governo inglese non abbia azzeccato, nel bilanciamento d’interessi che il legislatore (o chi per lui) ha il compito di effettuare, quello maggiormente meritevole di tutela.

    Come quello, ad esempio, di un ragazzo scuro di pelle, di professione elettricista, con un visto d’immigrazione scaduto da poco, che comprensibilmente si è dato alla fuga di fronte all’inseguimento da parte di tizi in borghese che brandivano pistole.

  4. utente anonimo says:

    Comunque il “Sun” merita il premio “Civiltà Superiore” di quest’anno, anche se la lizza contro Calderoli sembra ardua…

  5. tarzasai says:

    La risposta all’anonimo mi pare ovvia: hanno deciso di fermarlo quando è entrato nella metro perchè secondo loro poteva volerci entrare solo per fare un attentato. Se si fosse limitato a passeggiare per strada non gli avrebbero sparato, forse.

    …e se è così la cosa è ancora più preoccupante di prima, secondo me: vuol dire che qualunque tipo vagamente sospetto (il che significa, ormai, con la pelle leggermente più scura di quelli che gli stanno intorno) è passibile di esecuzione nel momento in cui accede a un qualsiasi luogo affollato / possibile scenario di attentati (metro, autobus, boh).

    E allora torniamo al brasiliano: quante probabilità ci sono che non sarebbe mai entrato in un posto affollato? Per come si erano messe le cose credo che prima o poi l’avrebbero fatto fuori lo stesso: su un autobus, in un macdonald, allo zoo, in un museo…

    Ora, quante volte ancora chiederanno scusa prima di capire che lo shot to kill è una “strategia perdente” (per usare un eufemismo)? Oppure dalla prossima volta cercheranno di fabbricare a posteriori le prove che il pericolo era reale?

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