Hanif Kureishi e le bombe di Londra

Questo commento è tratto da Repubblica di oggi. E’ di Hanif Kureishi, un noto autore inglese che si definisce “liberale individualista, qualunque cosa questo significhi”, cresciuto in “un ambiente musulmano, ma non nel senso della religione”. Un autore tutt’altro che tenero verso i cosiddetti “fondamentalisti islamici”.

Kureishi dice più o meno tutto quello che c’è da dire sugli attentati di Londra.

Il mito della “guerra virtuale” si è infranto. Blair, come Bush, aveva finora coltivato l’illusione della possibilità di guerre moderne, virtuali, guerre senza vittime, almeno senza vittime visibili. Coloro che morivano erano molto lontano da noi, erano iracheni. Inoltre Blair, come Bush, è stato sempre molto discreto riguardo ai soldati britannici morti in azione: i funerali dei soldati non sono mai stati pubblici. Con le bombe del 7 luglio è anche esploso questo mito di una guerra senza vittime e senza cadaveri: la guerra è arrivata a Londra.

Blair ha invaso l’Afghanistan e successivamente l’Iraq – ha davvero creduto che ciò sarebbe rimasto senza conseguenze? Dopo aver vinto nuovamente le elezioni, e poi anche i Giochi olimpici, Blair ha probabilmente pensato in un certo senso di aver finito con la guerra dell’Iraq, convincendosi di aver ritrovato la propria immagine. Queste esplosioni sono qui per ricordargli che tutte le guerre sono un affare sporco. Ecco la lezione sulla quale deve ancora riflettere.

In questi ultimi giorni, c’è stata la tendenza a stigmatizzare la comunità musulmana con l’espressione “Londonistan”, ma sono convinto che la grande maggioranza dei cittadini britannici non abbia sentimenti negativi nei confronti dei musulmani, che sia ben consapevole invece che si tratta di azioni perpetrate dagli estremisti che la guerra in Iraq ha prodotto.

Non si può invadere impunemente un paese e uccidere 200.000 suoi abitanti senza provocare la minima conseguenza. Tutti coloro con cui ho parlato in questi giorni a Londra condividono questo assunto logico. Ho vissuto gli anni ’70 e ’80 durante i quali l’Ira faceva saltare tutto per aria: lo stesso nesso logico sussisteva tra le bombe in Inghilterra e la guerra in corso in Irlanda.

Sarebbe stupido considerare questi attentati dei semplici atti insensati o l’opera di pazzi, si tratta di una risposta alla guerra in Iraq, una guerra alla quale la stragrande maggioranza della popolazione britannica si è opposta e Tony Blair deve riconoscerlo.

Subito dopo gli attentati, è stato espresso un sentimento di solidarietà nazionale che corrisponde a ciò che ciascun cittadino ha provato, è normale, ma con il passare del tempo, le persone cominceranno a riflettere su cosa ha provocato l’irrompere della guerra nel nostro paese.

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9 Responses to Hanif Kureishi e le bombe di Londra

  1. utente anonimo says:

    E qui, non c’è Sartori che tenga.

  2. utente anonimo says:

    Che piacevole sorpresa! Sono un lettore del sito kelebeker. Sono capitato qui leggendo comedonchisciotte.org. Non sono daccordo con tutto quanto c’è scritto, anzi. Ma mi piace la tua vivacità e il modo di polemizzare, e spesso anche le idee. Sono molto preoccupato per quanto sta succedendo, per la perdita delle conquiste di libertà, per la perdita di una civiltà. Sono contento di aver scoperto questo blog.

    Mario

  3. utente anonimo says:

    Immagino che l’autore del blog sia MM. Altrimenti ho fatto una gaffe. Ma mi pare di riconoscere stile e argomenti polemici. ;.)

    Ancora Mario

  4. utente anonimo says:

    “E qui, non c’è Sartori che tenga.”

    Ehi ehi ehi, perche’ citate il fiero alleaten Galeazzo Musolesi che al grido “Armiamoci e partite” sta galvanizzando tutti nuovi crociati?

    Per una volta che evita di propinarci la sua versione dei versetti satanici, lo evocate?

    L’agnostico vittimista Stefano

  5. utente anonimo says:

    Stiamo già riflettendo su cosa ha portato a questa guerra. Più aumenta il pericolo di lasciarci la pelle più ci pensiamo. Vediamo : com’è iniziato tutto ? La armi atomiche in Iraq ? Boh. Bin Laden nemico numero uno in Afghanistan, mandante dell’attentato alle torri gemelle ? Mah. Bush aveva detto : Lo cercheremo, lo troveremo, lo cattureremo, lo imprigioneremo, lo processeremo, lo condanneremo… ma quanti futuri erano ?

    Ha iniziato Bush, poi dopo siamo arrivati noi , per portare democrazia e pace, ci han fatto vedere Saddam tirato fuori da un buco di terra e spulciato in continuazione ( che stile ) , dopo questa immagine di vittoria non ricordo che funerali e sequestri , lo scandalo dei torturatori e il nostro agente ucciso per sbaglio. Siamo forse complici di quella semianalfabeta che teneva al guinzaglio un prigioniero ? Siamo andati a mettere un piede nel petrolio? Siamo andati a fare i solidali , uniti fino all’inferno con gli Stati Uniti ? Mi viene un sospetto : fino a che i grandi capi non decidono che la democrazia sta andando a gonfie vele in Iraq,grazie a loro, ci tocca di fare la nostra parte. Quindi, molto presto, si dovranno inventare che lì si è ristabilito l’ordine e che si può tornare tutti a casa propria.

    Detto molto semplicemente.

    Aurora.

  6. utente anonimo says:

    …serve qualcuno che gli faccia notare che ‘finiranno i dollari’ e non potranno continuare per ragioni strutturali, anzi, meglio, che accumuleranno(!?) un debito incolmabile…tra poco ci vorrà un live8 anche per l’America, paradossalmente.

    Intanto hanno già messo in piedi un altro losco ufficio, l’NSS, una sorta di mediatore tra CIA e FBI, che servirà a sorvegliare meglio quelle compagnie sospettate di favorire la vendita armi di distruzione di massa! (sic!).

    Insomma, altro acronimo facile da ricordare, basta tenere a mente un svastica, associare il tutto alle SS, e poi aggiungere una N davanti.

    Se ne andranno, un giorno, si ritireranno, chiuderanno i…ma una palla di vetro…?

    giovanni

  7. >Non si può invadere >impunemente un paese e >uccidere 200.000 suoi abitanti >senza provocare la minima

    >conseguenza. Tutti coloro con cui >ho parlato in questi giorni a >Londra condividono questo >assunto logico.

    Spero proprio che Kureishi abbia ragione!

    La mia sensazione è che la reazione dell’occidentale medio di fronte a fatti di morte cambi a seconda della provenienza ‘emisferica’ delle vittime. Adopero questo aggettivo impropriamente, come si usa dire “Nord” e “Sud” del mondo distinguendo tra benessere e povertà. Istintivamente anch’io rischio di reagire così, ma mi correggo. Se si porge un po’ più attentamente l’orecchio alle stesse dichiarazioni ufficiali del governo USA, ne vien fuori una vecchia storia: 1 dei nostri = 100 dei vostri.

    Penso che Blair abbia scommesso sull’inapacità dell’occidentale medio di ‘correggersi’ da questa reazione istintiva. E speriamo che abbia sbagliato!

  8. talib says:

    sarò pessimista ma l’italiano medio lo vedo ancora molto lontano da questo assunto logico. Serva da esempio il Mario e gli “Argomenti polemici”.

  9. utente anonimo says:

    Erri completamente Talib. Perfettamente daccordo con quanto ho letto nel post. Le mie parole non avevano intenti denigratori.

    Oltretutto non mi conosci e non puoi sapere se puoi inserirmi nella categoria “polemica” dell’italiano medio”. Dovrei pensare io di inserirti in quella dellalgerino medio” o del “tunisino medio”?

    Mario

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