Cecilia Gatto Trocchi

Ieri sera ho saputo che l’antropologa Cecilia Gatto Trocchi si è uccisa.Lanciandosi dal quinto piano, con in mano la foto del figlio morto in un incidente un paio di anni fa.Su Paniscus, potete leggere alcune note e riflessioni sulla Cecilia Gatto Trocchi, che condivido in pieno.Non posso dire di aver conosciuta bene Cecilia.

Però l’ho incontrata più volte, visto il nostro comune interesse per l’argomento delle cosiddette “sette” e altre stranezze. Me la ricordo come una persona splendidamente frivola: i suoi vestiti, come i suoi racconti, erano sempre molto colorati. Ma con una curiosità e un amore per la vita e per il bello insaziabili, che si accompagnava a un ricco senso dell’umorismo, con un’incessante alternarsi di profondità e superficialità.

Nessuno al mondo saprà mai dire che cosa realmente volesse o pensasse, o – come amano dire gli ortodossi di ogni risma – “da che parte stesse”. Ma anche se ha sempre lasciato perplessi e confusi tutti, la cosa non mi dispiace affatto, perché nessuno sa davvero “da che parte stia” la vita.

Cecilia si era spenta irrimediabilmente dopo la morte del figlio. Ci siamo visti un’ultima volta, per puro caso, quasi due anni fa.

Mi chiese di telefonarle qualche volta.

Non l’ho mai fatto.

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18 Responses to Cecilia Gatto Trocchi

  1. Ho saputo stamattina del suicidio dell’antropologa, davvero mi dispiace tanto. Tanti anni fa fu ospite al mio liceo e tenne una lezione (avevamo organizzato un’assemblea d’istituto sul problema dell’occultismo). Da allora l’ho seguita un po’ in televisione. Visto il panorama attuale, fra gli intellettuali italiani mi sembrava occupasse un posto di interessante originalità. E mi pareva una brava persona.

    Tutto qui, volevo solo dire qualcosa di carino sul suo conto. Se stava tanto male, spero che adesso abbia trovato di sollievo.

  2. CricetoRosso says:

    Ci chiedevamo…non può essere stata qualche vendetta?

  3. utente anonimo says:

    Non si può essere vicini a tutti, al momento giusto. E’ già difficile riuscirci con i propri cari, figuriamoci con i conoscenti che ci hanno chiesto una telefonata due anni prima e ai quali, probabilmente, non abbiamo fatto promesse.

    La professoressa, che io ricordo tanto sicura, quasi arrogante ,alla trasmissione di Vespa,non tantissimo tempo fa, aveva dunque la sua fragilità nascosta.

    Chissà se mentre discuteva con l’esorcista, negando il diavolo, avrebbe potuto immaginarsi di essere lei stessa vittima, un domani, di un pensiero diabolico.

    E sia, a tutti quelli che nella solitudine e nell’infelicità sentono il richiamo suadente , la calamita che viene dalla finestra, dal balcone, dal vuoto, da quella strada dove la felicità sembra scorrere in stridente contrasto con il proprio stato d’animo, parola d’ordine : reagire, scappare, chiudere la finestra e la porta a quella tentazione che si infiltra nella crepa momentanea della nostra debolezza ,uscire.

    Bisogna realizzare che non siamo noi che vogliamo farla finita. Non è possibile che noi, forti e sempre pronti a non arrenderci, improvvisamente vogliamo mollare gli ormeggi, in modi anche così, come dire, poco onorevoli. E’ un pensiero estraneo, e dobbiamo riconoscerlo per poterlo vincere. Vi sembro pazza? Va be’.Forse avete ragione.

    Mi viene in mente anche ” Il brindisi ad Antonello”, e non solo.

    Del resto, p lo dice, il passato-il presente- il futuro non sono tre fasi diverse ma un’unico evolversi di un continuo essere. E poi, di fronte ai milioni di anni, cosa sono dieci , venti, trenta,anni in più o in meno ?

    ( sono,sono..).p dice anche che non c’è un aldilà, c’è la stessa realtà che si trasforma.

    Avete capito che io interpreto il marxismo come più mi piace ?

    Aurora.

  4. utente anonimo says:

    A me sembrava una signora cordiale e di grande competenza (qualità che spesso viene scambiata per “arroganza”), e magari a conoscerla bene si sarebbe pure potuta rivelare una persona dalla fragilità molto “esposta”, che ne sappiamo. Chi si dimostra sicuro dei propri argomenti in un dibattito televisivo mica dev’esser a tutti i costi il classico spaccone che tiene dentro di sè le proprie angosce. L’antropologa era una scienziata forte delle sue idee, stava dalla parte della ragione e del buonsenso, e cercava di mettere in guardia la gente da facili e pericolose superstizioni. Di questo ne aveva fatto un mestiere, un analisi della realtà votata all’obbiettività, elemento che scarseggia assai nell’attuale panorama culturale italiano (soprattutto televisivo..) Nella puntata di Porta a Porta (almeno quella che ho visto io) la Gatto Trocchi si limitava ad esporre il parere professionale che le era stato richiesto, e lo faceva di fronte ad una banda di deficienti matricolati e fenomeni da baraccone (Parietti in prima linea), come accade sovente di trovare ospiti nel salotto di Vespa. Chiunque avesse avuto un minimo di materia grigia funzionante, di fronte a tanta vaquità cranica sarebbe sembrato per forza “arrogante”.

    Al di là di ogni possibile sospetto, il suicidio della studiosa trova un sensato collegamento alla fortissima depressione in cui era caduta dopo la morte del figlio, e che era andata sempre peggiorando. Sono convinta che certe tragedie possano distruggere chiunque, anche il più fervido credente (N.B. Lei affermò di credere in Dio, smentendo quella grande mente di Alba Parietti che le aveva appena dato di scettica). Ricordiamo poi che la “depressione” non è un semplice stato d’animo, ma una malattia psichiatrica specifica che purtroppo porta ad uccidersi milioni di persone, e che colpisce i caratteri fragili, quelli forti, gli spiritualisti e i razionalisti.

    Secondo me qui c’entrano ben poco le idee diaboliche, ma solo quella della morte del figlio e l’impossibilità di conviverci.

    Francesca31082

  5. utente anonimo says:

    Ognuno ha il suo destino, non sappiamo come moriremo. Conoscevo cecilia gatto trocchi solo per qualche datata ormai trasmissione televisiva. A pelle m’era simpatica. Un’intellettuale che non si dava arie da intellettuale. Un fare leggero e quasi distratto. Ma appunto lì era presentata solo come “esperta di”, la divisione del lavoro nella sfera intellettuale. È micidiale che “esperto di” si sia appiattito a significare “specializzato in”. S’è separata la parte dal tutto. Ecco un buon motivo per spiegare le sette, a dispetto dei tanti ciarlatani. Ma vale quel che vale detto da un settario. È stupido il suicidio? Probabile. Ma la stupidità non ci dà tregua, e le armi intellettuali non sono le migliori a combatterlo. Ad essa si cede in tanti modi. E forse il suicidio non è il peggiore. La vita non sta da nessuna parte e trabocca da tutte. p

    p.s. A., un suicidio non è il giudizio finale d’un’anima (mi va d’usare questa parola). Ti lascio la poesia d’una poetessa suicida, amelia rosselli. Sono testi affascinanti i suoi, e che lasciano un senso di sgomento. A parte questo, ti confesso di non capirci molto. Forse la tua sensibilità femminile penetrerà meglio questi versi. Di certo è grande poesia.

    La passione mi divorò giustamente

    la passione mi divise fortemente

    la passione mi ricondusse saggiamente

    io saggiamente mi ricondussi

    alla passione saggistica, principiante

    nell’oscuro bosco d’un noioso

    dovere, e la passione che bruciava

    nel sedere a tavola con i grandi

    senza passione o volendola dimenticare

    io che bruciavo di passione

    estinta la passione nel bruciare

    io che bruciavo di dolore nel

    vedere la passione così estinta.

    Estinguere la passione bramosa!

    Distinguere la passione dal

    vero bramare la passione estinta

    estinguere tutto quel che è

    estinguere tutto ciò che rima

    con è: estinguere me, la passione

    la passione fortemente bruciante

    che si estinse da sé:

    estinguere la passione del sé!

    estinguere il verso che rima

    da sé: estinguere perfino me

    estinguere tutte le rime in

    “e”: forse vinse la passione

    estinguendo la rima in “e”.

  6. utente anonimo says:

    p, non ho mai detto che il suicidio sia stupido, penso solo che sia l’estremo gesto di una sofferenza insopportabile- di una totale disperazione, oppure di un momento di squilibrio, di fragilità, determinato magari da una delusione d’amore. Ho conosciuto una volta una ragazza che si era buttata dalla finestra per questo motivo. Per fortuna è sopravvissuta, anche se è rimasta invalida ad una gamba. Ho conosciuto anche genitori cui sono morti i figli, leggo di figli uccisi in maniera orribile, di figli di cui non si ha più notizia.

    Se io non mi confondo con altra persona, la prof. C. G.Trocchi, alla tramissione di Vespa, aveva rimproverato ai genitori della ragazza uccisa dalle ” Bestie di Satana” di non essersi interessati di che cosa facesse la loro figlia nelle notti in cui tardava a rientrare a casa. Anche loro avevano però perso una figlia, e in che modo.

    Un conto è morire in un incidente, altro è morire ammazzati, altro è morire buttandosi dalla finestra, altro ancora è morire nel tentativo di salvare qualcuno. Certo, sempre si muore, ma io non posso fare a meno di distinguere i diversi modi, le diverse sofferenze che possono produrre in chi sopravvive.

    Prima che io vada a cercare informazioni sull’autrice , ti dico che le poesie che tu riporti sono per me una più bella dell’altra.

    Mi pare che la poetessa si sia nutrita e si sia bruciata di passione e della passione passata senta continua e grande nostalgia : la passione è così tanto musa di poesia, ispiratrice di versi. Io non sopporto chi si suicida per amore, mi pare che ci siano troppi migliori motivi per lasciarsi sconvolgere fino a morire, però riconosco che le batoste sentimentali possono insinuare quel pensiero diabolico di cui ho accennato e farti vedere una finestra come una via d’uscita. Per questo invito a stare lontano dai piani superiori ed a scendere , coi piedi per terra, sulla strada, non appena si abbozza nella mente l’attrattiva del vuoto.

    Ora p, tornando alla poesia, ti dico che pur se non t’importa cosa sia migliore o superiore, chi sia perdente e chi vincitore , io ti auguro che il tuo tempo sia scandito dalle più belle rime delle ..ore.

    Aurora.

  7. L’antropologa Gatto Trocchi era innanzi tutto una donna in carne ed ossa.

  8. zonasedna says:

    Era una bella persona, Cecilia, frivola ed intellettuale come andava qualche anno fa. Spero che abbia trovato la soluzione a tanti quesiti che lei, e molti di noi, si sono posti in questa vita…

    ZS

  9. utente anonimo says:

    Che depressione, mi sento una donna pancarrè e gelatina, assai poco in voga, perchè non so che voga c’è. Non vorrei che fossero andati tutti a meditare come farla finita, anche i paraventi si tolgono dopo qualche ora. Del resto Goran Bregovic canta e suona all’impazzata con la sua orchestra di matrimoni e funerali.

    Aurora.

  10. utente anonimo says:

    Lapsus : paramenti non paraventi.

    Aurora.

  11. utente anonimo says:

    Paraventi/paramenti, marxista/fascista: la poesia ci assedia come questo caldo, l’autonomia del “significante”, per dirla pomposamente; i poeti sanno usare con più grazia questo deragliamento delle parole, noi ci lasciamo facilmente sorprendere. Il mio dubbio amletico è se se la sono squagliata, o se si sono addirittura squagliati. Ma come si fa a non battere la fiacca? Io, ad esempio, per il gruppetto di scalzacani marxisti a cui appartengo, dovrei scrivere una relazioncina sugli economisti classici trattati in un denso capitoletto d’uno scritto di marx. E dire che ho già tutti gli appunti pronti. Ma mi sa che finirò per farla sotto l’ombrellone, nelle ore di stanca della spiaggia. Già mi immagino di scrivere, cullato dalla brezza marina, della concezione del lavoro e della ricchezza (notata la rima?) di petty e boisguillebert, i due primi grandi economisti borghesi del tardo diciottesimo secolo. Sarà uno spasso. Certo che se fossimo democratici, e avessimo regole condivise, rischierei un declassamento per “condotta irresponsabile” o peggio, in ambito aziendale, un richiamo per “scarsa produzione”. Ma per fortuna siamo ferocemente antidemocratici, nessuna regola ci tiene assieme, ma si lavora (quando si lavora, ehem) in sintonia , si spera, con un programma storico che ci travalica da tutte le parti. Così ogni tanto posso deragliare anch’io come le parole. Certo, bisognerebbe essere poeti per saperlo fare con classe, invece di essere semplicemente succubi del caldo. Ma tant’è. p

  12. utente anonimo says:

    p,non so come fare con te. Non capisco come ti accettino nel circolo scalzacani marxisti. Lo sanno che tu usi termini da aristocratico (brezza, grazia, classe ) con la nonchalance di chi guarda la massa dall’alto ( di che vi affannate ? La storia andrà come deve andare/se avete fede in un Dio, dubitate forse di lui ? la vita è dappertutto e da nessuna parte/ ,il suicidio non è il giudizio finale di un’anima/ ecc.ecc.). Non è che ti fraitendono ? A volte, grazie al fraintendimento, si va molto d’accordo. Ognuno si illude che l’altro dica quel che vuole sentire.

    Io penso di fraintenderti in continuazione e infatti son sempre d’accordo con te , specie sul sunto ” tutto andrà come deve andare, sarà quel che deve essere”. E sia.

    Sei stato l’unico- come al solito- a dare una successione alla mia enunciazione di depressione in incubazione, causa post a lutto continuato, improvviso sospetto di poter non essere in carne ed ossa, recente realizzazione di essere parte del proletariato anzichè del fronte dei capitalisti. Ottenebrante illuminazione.

    Guarda, se scrivi anche tu che sei depresso perchè relazioni sulla schiavitù del lavoro mentre stai sdraiato all’ombra su una spiaggia di un bel mare,con pagnotta pugliese, pomodorini, mozzarella, olive, acciughe,vinello rosato di corato, tutto a portata di mano, ti rispondo subito. Ti dirò quanto è bella la metropoli popolata da emarginati, squilibrati, semidelinquenti, anziani abbandonati , la vista del viale stile tangenziale, l’happy hour, la zuppa di pesce di pinne di pescecane, la portata a dodici scodelline di lenticchine passate, cetriolini sottaceti spezzettati, olio di palma intriso di insalatina, ecc.ecc. degli Hare-Krishna. No, non devi invidiarmi, non devi neppure teorizzare lo stile anteneopost ” retrofuturista” di uno degli scrittori sul comodino di Kel. Devi solo apprezzare quello che hai.

    Ciuf-ciuf a tutti i treni che vanno ancora a carbone.

    Aurora.

  13. utente anonimo says:

    Ma c’è qualcuno che non sia un nostalgico marxista in questo blog?

    Aurora, io discorrerei con te tanto volentieri, è solo che non capisco mezza parola di quello che scrivi! Sorry, I’m very very stupid!

    G.

  14. utente anonimo says:

    G. ( Giovanni ?), io non sapevo nulla del marxismo, quindi non posso averne nostalgia. E’ stato p ad introdurmi nel pensiero di Bordiga, il fondatore del partito comunista italiano : lo ha fatto con modalità non da cattedratico o da invasato ma da vero colto, cioè da persona che dimostra di sapere senza farne eclatante sfoggio, semplicemente inserendo spunti nei discorsi. Non credo sia nostalgico neppure lui, giacchè, secondo quel che ho capito, il marxismo ha ancora da venire, è il futuro. Posso dire che incidentalmente si è discusso di marxismo con me. Se sei Giovanni, sai bene che il centro di tutti i miei discorsi sono sempre io, che mi confronto con gli altri quasi per specchiarmi e vedermi con più realismo, attraverso differenze e somiglianze. Marxista o no, p va bene come persona .Non si autopresenta con le fanfare di titoli e premi conquistati dall’infanzia ad oggi, così come un vero ricco signore non fa propaganda dei conti correnti e delle proprietà di cui gode, tipico degli arrivisti che sgomitano senza ritegno.

    Non fa neppure il disinformatore , quello di cui ho iniziato a parlare tempo fa. Se dicessi che il disinformatore, nella storia di Pinocchio, può essere equiparato al gatto che fa coppia con la volpe, non mi capiresti, perchè bisogna aver seguito un poco le vicende anche di altri blog ed essere entrati nella mia testa, dove si corre il rischio di essere tranciati virtualmente.

    p non è nè gatto nè volpe, non usa ventisette nomi diversi,non si diverte a prendere in giro per il gusto di fregare l’interlocutore, non è un simpaticissimo truffatore, di quelli che ti intrigano e poi ti silurano. Trova tutti,in fondo in fondo, simpatici ed io , dal fronte opposto, dove faccio considerazioni drastiche e insofferenti sul fatto che la disgregazione è sinonimo di dissociazione, imparo.

    Puoi discorrere di quello che vuoi con me,tenendo presente che io non mi reputo un’esperta di politica nazionale ed internazionale, e non mi pare sia il caso di partecipare a summit dove tutti, tra una risata ed un insulto, sembrano ricoprire il ruolo di illustri statisti, attenti osservatori politici, storici di fama che attorno al tavolo discutono delle sorti di fette del mondo.

    Ora per esempio sto diventando intollerante a questo post listato a lutto, immoto come la morte, fermo come le lancette di un orologio rotto.

    Se mi dici chi sei riesco forse a far srotolare il gomitolo che non ti è chiaro.

    Aurora.

  15. utente anonimo says:

    CON CECILIA SE NE ANDATA UNA AMICA CHE MI HA INSEGNATO A TRATTARE ANCHE I TEMI PIU’ DURI CON QUELL’ AUREA MEDIOCRITAS CHE LEI TANTO AMAVA.

    UN ABBRACCIO FORTE CECI!

  16. Non la conoscevo se non attraverso i suoi scritti. Mi dispiace per lei come persona. Come studiosa mi è sempre parsa approssimativa, e in alcuni casi proprio scorretta; per quello che ho visto e letto io nei suoi “show” televisivi e nei suoi libri non c’ era per niente, in lei, propensione al dialogo. Certo, magari la mettevano a confronto con dei “cialtroni”, però sinceramente alcune cose se le poteva risparmiare. Non c’ era nessun altro “laico” a giudicare tutti questi gruppi e gruppuscoli pseudospirituali? Vero. Ma per lo meno avrei desiderato che l’ unico “laico” avesse voluto trattare il fenomeno nella giusta maniera. Così viene solo il sospetto che volesse guadagnare della sua “esclusiva” senza impegnarsi troppo. Possibile che si facciano degli errori nel riportare nomi, situazioni etc. ma non così tanti e a quella maniera. Quindi, per quello che la conoscevo, rispetto alla persona, forti dubbi sulla studiosa.

    Scusate, ma io non sono per le riabilitazioni postume, anche se poco posso dire perchè non l’ ho conosciuta di persona.

    Saluti

    Nicola

  17. Benvenuto Nicola!

    Sull’approssimazione della Gatto Trocchi sono abbastanza d’accordo. La definirei una romanziera più che una studiosa. Il che non toglie che i romanzieri spesso ci permettano di cogliere cose che agli studiosi sfuggono.

    Miguel Martinez

  18. Vengo un pò in ritardo su questo sito a commentare,e devo dire che,a differenza di molti che hanno perseguitato persone oneste come i Bambini di Satana che se tutti in Italia fossero come loro saremmo un paese migliore,almeno la Gatto Trocchi ha avuto la gentilezza di togliere il disturbo e in questo è da ammirare.

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