Il Firmatario e l’omertà

Due notizie a breve distanza di tempo.La prima è che la denuncia di Adel Smith, il famoso musulmano di Ofena in provincia dell’Aquila, per “vilipendio alla religione” contro Oriana Fallaci è stata accolta.

La seconda è la protesta della neonata Islamic Anti-Defamation League (IADL) italiana contro il giudice Michele Montingelli.

Sul primo caso, due commenti.

Uno, Adel Smith è il capo di un gruppo composto da lui, sua moglie, un’infermiera e un venditore di materassi romano (peraltro una brava persona),  si dichiara capo della “Unione Musulmani d’Italia”, ed è diventato famoso solo grazie alla provvidenziale mediazione di Bruno Vespa. E’ anche firmatario di un libro dal pittoresco titolo Iddio maledica l’America: ben 14 pagine di questo testo sono tratte di peso, virgole comprese, da un articolo mio e da uno di Roberto Giammanco, pubblicati sul mio sito.

Smith non solo non cita la fonte, non cita nemmeno gli autori. Per questo lo chiamo appunto firmatario e non autore di quel libro.

Due, in una democrazia non devono esistere i reati di opinione. Ognuno deve essere libero di scrivere le sciocchezze che vuole sui musulmani, sul Papa, sui gay, sugli eschimesi, sui calabresi o sui veneti. Ovviamente senza per questo andare a picchiare musulmani, papi o altri.

Sta alle persone intelligenti, e non ai giudici, rispondergli.

E lo stesso si potrebbe dire di quei reati d’opinione mascherati da “associazione sovversiva”, quelli che colpiscono l’essere “contigui” a chi si “propone” atti eversivi, o la legge 27/11/2001 n. 415 contro le “comunità politico/religiose” nemiche.

Però, finché esistono reati del genere, i musulmani hanno il diritto di rivolgersi ai tribunali come tutti gli altri. Adel Smith è stato a sua volta denunciato per vilipendio alla religione cattolica, per aver detto cose oggettivamente molto meno gravi di quelle dette da Oriana Fallaci (il denunciante, Arrigo Muscio, un simpatico signore sul cui sito web troviamo foto e testimonianze dirette dall’Inferno, abbandonò l’aula durante l’udienza perché mancava il crocifisso).

Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha dichiarato, a proposito del rinvio a giudizio di Oriana Fallaci: «ormai siamo di fronte alla coercizione del pensiero». Bene, che si dia da fare per abolire i reati d’opinione – tutti  – oppure incassi e taccia. Non mi ricordo di averlo sentito protestare quando, per lo stesso reato d’opinione, è stato colpito il server di Indymedia, reo di aver pubblicato un fotomontaggio (tecnicamente fatto male e decisamente imbecille) di Ratzinger vestito da nazista.

Il secondo caso è meno divertente, ma anche più chiaro. Un gruppo di musulmani (gente più seria anche se meno mediatica di Adel Smith) accusa il giudice Michele Montingelli, non per un’opinione scritta in un libro, ma per qualcosa di molto più grave: un parere discriminatorio espresso in una sentenza, in cui ci vanno di mezzo quindi persone che sono in balia di un magistrato.

Vi lascio all’ottimo riassunto che ne dà Sherif nel suo blog, comunque il punto è semplice.

Giudicando il caso di un immigrato marocchino, Montingelli ha scritto che eventuali testimoni a favore dell’immigrato (accusato di maltrattare una figlia un po’ ribelle) non si distinguerebbero “per inclinazione al rispetto delle leggi italiane,” in quanto musulmani. Il concetto viene espresso in maniera un po’ contorta nella sentenza, ma chiarissima nelle interviste da lui rilasciato in seguito.

Ora, è vero che ogni comunità di persone precarie, impaurite, timorose di venire espulse (e magari mandate nei lager in cui Gheddafi ospita nel deserto ciò che l’Italia espelle), tende a compattarsi di fronte a uomini in divisa e tribunali. Un italiano lo dovrebbe capire subito, visto che tutto il mondo usa la parola omertà per definire il concetto. Comunque, le considerazioni di Montingelli sono gratuite, visto che lui ha condannato i testimoni senza nemmeno averli sentiti (l’imputato non li aveva nemmeno citati).

Non solo. Montingelli trasforma una mezza verità sociologica sulle comunità marginali in una menzogna su una specifica religione. In un’intervista, dichiara infatti, “ho constatato che testi provenienti da aree musulmane tendono a fornire versioni non corrispondenti al vero. […] Pur di raggiungere gli scopi che la religione suggerisce loro, appaiono disposti a violare la legge.

Chi sa se era per “raggiungere gli scopi che la religione suggeriva loro”, che certi “testi provenienti da aree cattoliche” solevano pregare nei tribunali di mezzo mondo con queste antiche parole:

“Nun sacciu, nun vidi, nun ceru; e si ceru, dormivu”

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24 Responses to Il Firmatario e l’omertà

  1. “Coercizione del pensiero”? A quale “pensiero” si riferirà Castelli?

    Bentornato.

    Emanuelito

  2. utente anonimo says:

    Andava tutto bene nel post, finchè non ho letto il nome del Giudice, dott. Montingelli, accusato di pregiudizio. Ah, no, non lo lascio passare ed alzo subito lo scudo in sua difesa.

    E’ grazie a lui e ai componenti del collegio, se oggi un arabo, sedicente, senza fissa dimora, già condannato per stupefacenti, uno di quelli che cambia spesso nome, nazionalità, data di nascita, è stato assolto dall’accusa di quella che una volta era chiamata violenza carnale.

    La sentenza di assoluzione è stata redatta dal Giudice Montingelli, uno di quelli che ha CERCATO la Verità, ha applicato la Giustizia, ha realizzato il Bene. Parole romboanti ?

    Per voi, non per me.

    Sul giudizio espresso dal Giudice circa certe “inclinazioni “, sono poi, per esperienza professionale, decisamente d’accordo : menzogne a iosa, con atteggiamenti drammatici, la negazione anche dell’evidenza, una presa in giro continuata, spavalda, arrogante.

    Vorrei dire alla stragrande maggioranza dei marocchini, tunisini, algerini onesti di non cercare esempi sbagliati per perorare le loro giuste cause.

    Il condannato potrà fare appello, spiegando come mai non abbia citato i testi a suo favore e non abbia indicato il cattivo soggetto che la figlia avrebbe frequentato.

    Ma che dia motivazioni credibili.

    Infine, per concludere, vorrei segnalare che nel post precedente si citava Gurdjeff, il quale sarà stato anche un cialtrone, ma ha detto una cosa giusta : giudicate da soli e non sbaglierete.

    Chi ha conosciuto professionalmente il Giudice Montingelli non darà il minimo credito all’insinuazione che le sue sentenze siano inficiate da pregiudizi.

    Aurora.

  3. utente anonimo says:

    Per Aurora:

    secondo me cadi nella stessa “trappola Taormina”, difendendo Montigelli.

    Il punto qui si inizia ad intravedere considerando il fenomeno disinformazione. L’articolo di M. su Smith (http://www.kelebekler.com/occ/smith.htm) ci dice molto di più su come operano quelli come Vespa, che sul musulmano di cartapesta stesso.

    Certa gente, come il Montigelli, può aver fatto tutte le opere buone di questo mondo, ma poi lo scoviamo risucchiato nella macchina della disinformazione, e di punto in bianco eccolo spuntare dalla parte opposta, senza che lui nemmeno se ne sia accorto (considerando il tutto nel migliore dei casi ovviamente…).

    Intenzionale o no che sia l’accaduto, prima o poi bisogna fare i conti con tutto questo schifo. Bisogna fare i conti col fatto che ci sono persone in giro completamente folli che indossano l’abito da persona perbene. Bisogna fare i conti con il fatto che esiste un sistema mediatico -tanto per fare un esempio- che è capace di manipolare certi eventi come più gli aggrada, e senza lasciare tracce, perlomeno agli occhi degli ingenui come noi.

    Si *deve* giudicare la dinamica nel suo complesso, non la singola “opera buona” una tantum…altrimenti non c’è speranza di riuscire a vedere alcunché, e soprattutto senza l’aiuto di chi sa vedere meglio, che a sua volta si appoggia al parere di altri. Da soli non si arriva a fare un bel niente.

    Il “giudicare da soli” Gurdjieffiano è posto male in queso contesto. Anche M., in un certo senso, “giudica da solo”, ma guarda ai fatti il più possibile a 360°, il che implica un lavoro fatto con altre persone e per altre persone.

    Non c’è tempo per farsi degli idoli se vogliamo cavare il ragno dalla buca.

    Montigelli, in tutta la sua onestà, ha detto quel che ha detto, senza considerare i falchi predatori che lo circondano, e lo sfruttano, magari. Se Montigelli non ha considerato bene, ha comunque “fallito”, e il suo sbaglio va constatato.

    Spero di essermi spiegato bene e di aver capito bene la situazione.

    Giovanni

  4. utente anonimo says:

    Giudicare da soli non vuol dire non ascoltare le altrui opinioni o non valutarle, vuol dire, sentito tutto e valutato tutto, ragionare infine con la propria testa e soprattutto con quello che si è visto e sentito PERSONALMENTE.

    Mi è capitato di udire il giudizio “pazzo” riferito a qualcuno che semplicemente era dotato di un pensiero più veloce e acuto della gente che lo giudicava : se mi fossi uniformata avrei sbagliato. E’ solo ascoltando ” il pazzo” e coloro che non riuscivano a capirlo che ho potuto constatare di persona, con delusione, quanta gente ci sia in giro inconsapevole dei propri limiti e pronta a giustificarsi attribuendo all’altro la colpa.. Diciamo che “il matto” comunque sbagliava pretendendo da menti torpide la sua stessa velocità, dando sfogo a veemente intolleranza nel vano tentativo di scuoterle.

    Con riguardo al Giudice,dott. Montingelli, persona schiva e riservata, io ho giudicato secondo la mia esperienza concreta , arrivando alla conclusione che è una delle persone più equilibrate e giuste che mi sia capitato di incontrare.

    Ritengo, ma è solo una ipotesi, che, nel “trasbordare”, con le riserve espresse , sui testi non citati, abbia solo voluto dire che gli elementi contro l’imputato erano tali da poter difficilmente essere smentiti da eventuali altri testimoni.

    In ogni caso c’è da dire , nel caso, che pare non vi sia stato nessuno, nella comunità musulmana, disposto a venire a testimoniare nè il vero nè il falso a favore dell’imputato.

    Aurora.

  5. utente anonimo says:

    Vecchia storia. Visto che non vi piace marx, vi cito quel trombone di cicerone.

    “An, si homines ipsos spectare convenit (id quod in teste profecto valere plurimum debet), non modo cum summis civitatis nostrae viris, sed cum infimo cive romano quisquam amplissimus Gallie comparandum est? Scit Induciomarus quid sit testimonium dicere? Movetur eo timore quo nostrum unusquisque, cum in eum locum productum est? Recordamini, judices, quanto opere laborare soleatis, non modo quid dicatis pro testimonio, sed etiam quibus verbis utamini, ne quod minus moderate positum, ne quod ab aliqua cupiditate prolapsum verbum esse videatur. Vultu denique laboratis, ne qua significari possit suspicio cupiditatis, ut et cum proditis, existimatio sit quaedam tacita de vobis pudoris ac religionis, et cum disceditis, ea diligenter conservata ac retenta videatur”. Pro Fonteio oratio IX. 18

    Vabbe’, quel campione della civiltà occidentale a nome Fonteio non sarà stato uno stinco di santo, ma come permettere a dei barbari (che “insitas inimicitias et habeant et gerant cum populi romani nomine”, sembra la fallaci tradotta in latino da uno studente burlone) di testimoniargli contro, se neppure si rendono conto di cosa sia? E vi risparmio il resto sui galli e induziomaro, che quel grande avvocato striglia da par suo. E del resto, se non si mette in discussione la buona fede d’un giudice di oggi, si può metterla nel massimo rappresentante del foro di roma classica, che il termine ha insegnato a tutto il mondo? Decisamente quell’altro bel trombone di croce avrebbe commentato che non possiamo non dirci ciceroniani. Credete di farvi un’opinione personale nuova di zecca, e ripetete meccanicamente vecchissimi pregiudizi. Almeno i marxisti sono consapevoli di ripetere una “vecchia” dottrina. p

  6. utente anonimo says:

    A p.

    Caspita,che bel commento!

    La musica di quel trombone di Cicerone (hai fatto rima) risuona nei secoli, sempre attuale e gradevole.

    Però, saresti tanto cortese da tradurre letteralmente il brano ?

    Non per me, che avevo quattro nella materia, ma per i lettori che potrebbero faticare a reperirlo al punto IX.18.

    Altrimenti mi costringi a comprarmi il libro.

    Aurora.

  7. utente anonimo says:

    Bene, vuoi una traduzione? Eccotela, fatta sul momento alla buona, ma il senso è quello. Mi scuso d’un errore di trascrizione scovato traducendo (in eum locum productus est). E ti regalo anche un pezzo d’un grande, questo sì, conservatore, su cicerone. È solo un piccolo assaggio. Tutto lo puoi trovare in “S. Giorgio in casa Brocchi”. Lui è il massimo Gadda. I tromboni e le trombonesse si riconoscono subito, non è questione di teorie contrapposte. Quello che lascia perplessi è che sempre più scegliate a vostri rappresentanti personaggi così. P

    Ma, se dobbiamo considerare costoro quali sono (ciò che è criterio di giudizio massimo in un teste), non solo con gli ottimi della nostra citta, ma forse si può paragonare qualunque pezzo grosso della Gallia col biù basso dei nostri cittadini? Sa Induziomaro cosa sia dare testimonianza? Sente quella soggezione che prende ciascuno di noi, quando è portato a testimoniare? Tenete a mente, giudici, con quanto travaglio siete soliti scegliere non solo ciò che dite in testimonianza, ma anche con quali parole, affinchè non sembri che nulla che suoni meno moderato sia detto, che nulla sia sfuggito per desiderio di parte. Persino nel volto vi sforzate che non trapelino indizi di interesse personale, affinche sembri che, testimoniando, sia come tacitamente in giudizio l’onore e la coscienza vostra, e che, avendo testimoniato, essi ricevano piena conferma.

    Così d’attorno il “De officiis” ferveva in que’ mesi, e trapestava tutto il formicolante cantiere dell’anima. Ma la vita ribolle ancora inesausta, dentro le pentole dell’indescrivibile arsenale. Così, fra le dialettizzazioni stoicizzanti circa il “cathécon téleion” e il “cathécon méson”, cioè circa l’officio perfetto e l’officio medio (è il tradurre di un cruschevole), fra Poseidonio e Panezio, fra Peripatetici e Accademici, e nel bel mezzo dell’onesto e dell’utile, della Giustizia e della Temperanza, della Prudenza e della Fortezza, salta fuori tutt’a un tratto una rabbia pazza, da padron di casa con la museruola, contro i decreti-legge del 707 che rimettevano agli inquilini… non i loro peccati, ma i fitti arretrati. Con repentini morsi di vipera il risentimento del moralista-padron di casa azzanna da morto colui, “qui omnia iura divina et humana pervertit”.

    La stizza dell’aver dovuto condonare quei fitti mescolata con quella del prestito forzoso imposto dal dittatore a tutta la gente per bene, gli fa esclamare che quegli non era un uomo, ma un mostro, un sadico folle, assetato di voluttà malvagia: “Tanta in eo peccandi libido fuit, ut hoc ipsum eum delectaret peccare, etiamsi causa non esset”.

  8. utente anonimo says:

    Ave, p. e grazie.

    Anche se mi hai dato- obliquamente- della trombonessa, non mi sono offesa, perchè tu continui a farmi “regali”, prima il segreto ed ora la traduzione di Cicero e l’assaggio di Gadda.

    Non mi son dimenticata del tuo breve sussurro flautesco su Marxus seguace di Taorus, e per quel che mi riguarda sono interessata ad ulteriore ascolto, purchè tu rinunci a quel linguaggio sinistrense che non so da dove e quando sia saltato fuori, e per il quale mi ci vorrebbe un dizionario tecnico specifico.

    Quanto a Cicerone ,più che un trombone, lo definirei un ottone.

    Aurora.

  9. utente anonimo says:

    per a

    ma dai, trombonessa non era rivolta a te; nella fanfara delle stupidaggini borghesi squillate, sai bene qual è l’ottone “femmina” più fracassone. E poi, lascia stare le categorie politiche borghesi: con me non attacca. Un comunista come non è di destra, così non è neanche di sinistra (in generale), e per corollario, come non è fascista, così non è neanche antifascista (in particolare). Ma va’, quelli che conosco io si dicono l’uno e l’altro, dirai tu. Benissimo. Una gran signora borghese molto intelligente, gertrude stein (casomai avessi pensato un altro nome), finissima intenditrice di arte e letteratura, ha detto una frase memorabile: “A rose is a rose, is a rose, is a rose…”. Bene. Parafrasando: “Un comunista è un comunista, è un comunista, è un comunista…”. Chi è rimasto fedele al “marxismo” “rivoluzionario” (termini molto dubbi, se marx dovette precisare che lui non era marxista, e se c’è persino la rivoluzione “sessuale”, ma tant’è) ha un sistema di riferimento che connota il termine marxismo in modo ben diverso da come tu (e i più dei “comunisti”) immagini. A bruciapelo. Il marxismo è il sistema di riferimento centrato sulla società futura. Il capitalismo è già morto, però la pratica di decesso, come la burocrazia ci insegna, è lunga e tortuosa. Ma in fondo neppure questo è vero, a una visione di specie e non individuale della vita. Einstein, viaggiando in treno, disse un giorno scherzando sulla relatività, :”chissà se la stazione si ferma a questo treno”. Qualcuno non si fa nessuna domanda. Qualcun’altro si chiede se la stazione della rivoluzione si fermerà al treno della storia. Noi siamo oltre: noi ci siamo già scesi. Matti, eh? Del resto sui comunisti dice cose meno insensate berlusconi di bertinotti. Buon proseguimento di viaggio e buona lettura di Gurdjeff, io preferisco il maestro di caffè napoletano. p

  10. utente anonimo says:

    A p.

    “E’ il tempo che hai dedicato alla tua rosa, che ha reso la tua rosa così preziosa” ( Saint-Exupery). Quanto pensiero( prezioso) hai dedicato a Marx per arrivare alla conclusione che neanche tanti comunisti sanno qual’è il bulbo del comunismo ? Inoltre

    tu dai per scontato che gli altri viaggino sul tuo binario mentale e che le stazioni incontrate( non importa se siano loro ad arrivare al treno o viceversa ) siano le stesse tue. Io non ho capito qual’è il sistema del futuro, il contenuto della teoria. Ad ogni modo, c’è del Tao, non fosse altro che per le contraddizioni che sembrano coesistere in ogni concetto che esprimi. Non ho neanche capito chi è l’ottona cui ti riferisci, non trovo personaggi in grado di suonare nell’ouvertoure del Tannhauser di Wagner.

    Non sto leggendo Gurdjeff, che io non avevo mai sentito nominare prima che lo citasse Giovanni, e al quale ho dato una breve scorsata. Mi sono comprata invece ieri un libro di Cicerone : ” Pro- Archia”, ma la traduzione fa schifo, perchè la traduttrice anzichè tradurre letteralmente vuole fare l’arrangiatrice e ci mette del suo. Anche tu, anzichè lasciare ” il più infimo”, che rende benissimo, hai tradotto “il più basso”. E sorvolo sul resto. Spero tu non abbia spudoratamente scopiazzato qualche parte del brano , come ha fatto Adel Smith con MM, e che tu non voglia più cambiare lo stile di Cicerone, rendendolo grezzo.

    Qual’è il maestro di caffè napoletano ? Non potresti, seppur ciò comporti un sacrificio , completare il mosaico, senza lasciare ogni volta da parte qualche tassello ?

    Ti regalo, in via estemporanea, un altro segreto :forse fonderò una lega ANTIdiFAMEtion con il mio cane, legati vicendevolmente dal guinzaglio, pochi ma buoni. Non voglio pubblicità, le mie azioni saranno mirate e silenti. Solo che, alla prima denuncia, chiederò subito ai vari blog di darne notizia, in primis al nascituro Al-Khovah di El-Ranger.

    Saluti e buon caffè.

    Aurora.

  11. utente anonimo says:

    Per A. e p.

    Convengo con p. che spesso Aurora se la prende un po’ troppo, come se il mondo le girasse “tutto intorno a sé” ;-)

    Sono in disaccordo con p. quando profetizza:

    > Il marxismo è il sistema di >riferimento centrato sulla società >futura. Il capitalismo è già morto, >però la pratica di decesso, come la >burocrazia ci insegna, è lunga e >tortuosa.

    Il capitalismo è morto o morirà non per dare spazio al “marxismo del futuro”, ma per accogliere, in un futuro molto prossimo, una società di straccioni governati da un manipolo di opulenti dittatori e capitalisti più che mai.

    In sostanza, se muore il capitalismo, è perché i conti sono tutti in rosso, e ci sarà miseria per molti dopo, altro che le paranoie di Marx! E magari anche qualche “Stato di polizia” visto come stanno andando le cose negli USA…a suon di Taser e terroristi fantasma…

    Ci può essere monarchia, democrazia, fascismo, comunismo, capitalismo, liberismo, marxismo, quello che vuoi, ma alla fine ci sarà sempre chi comanda e *vuole* rimanere a comandare quanto e come gli pare.

    Il marxismo, che tu te ne sia accorto o meno, è già stato “applicato” ed è già stato sepolto. L’elite può prendere e “applicare” tutte le belle teorie che si meglio adattano al gregge di passaggio, ma il risultato non cambia, tanto che non ti accorgi nemmeno quando e dove questo è avvenuto, perché di fatto sarà sempre una farsa.

    E quanto governano bene questi signori finché ci sono tutte queste belle teorie in giro che non fanno altro che creare disaccordi – divide et impera – ecco un po’ di latino che vale la pena di tenere a mente, lingua fasulla inventata da burocrati dell’Impero.

    Mi chiedo come ancora qualcuno possa chiamare quello schifo impronunciabile “lingua”, viste le basi artificiali su cui poggia; semmai è un interessante giochino cervellotico e imposto da chi aveva bisogno di distinguersi da quella massa di pezzenti che sfruttava. Un gran bel lavorone, non c’è che dire.

    Giovanni

  12. utente anonimo says:

    per a e g

    nessun pensiero, m’hai preso per un filosofo? io non penso e non voglio niente (ricorda il tao), sono un pezzo di ferro che sente un campo di forza, tutto qui. Inutile parlarti del maestro di caffè napoletano. Devi incontrarlo, se sei orientata nella direzione, il resto non conta. E poi è paleontologia. togliatti, e il termine gli si attaglia alla perfezione, una volta lo definì l'”iguanodonte”. Chi non conosce il futuro lo scambia per il passato. togliatti diceva, una delle tante, una stronzata. Ma chi conosce il futuro sa proiettarsi nel passato. Senza saperlo togliatti diceva una grande verità. cicerone ha un bello stile che io non so imitare? Va bene, chi ha mai detto il contrario. E poi il latino è intraducile lettera per lettera. Come tradurresti due termini conservati in apparenza alla lettera in italiano come “pudor” e “religio” nel passo riportato?

    Boh. Pochi uomini cattivi (tutti gli altri sono scemi) rovinano tutto. Scusa ma preferisco le paranoie di marx a questa banalità. Vorrei ricordare che roma con tutto il suo “divide et impera” e le sue invicibili legioni è crollata. Andarglielo a dire a un cicerone che avrebbe fatto quella fine! Ti prendeva per matto. Per fortuna i barbari ci hanno pensato loro. E i successori di pilato hanno preso a sentenziare in nome del sentenziato gesù di nazareth. Acqua passata, dirai, ma di recente, mentre facevate teoria, in russia il comunismo lo applicavano coi bei risultati che si sanno. Tu sei liberissimo di credere a tutto ciò che vuoi. Il marxismo invece è dogmatico, e sulla russia il dogma in tempi non sospetti ha già detto quanto c’era da dire. Non conosci i sacri testi? Beh, mica è colpa loro. L’urss è morta e con lui il comunismo? Benissimo, siamo stati e siamo stracontenti che l’urss e il comunismo siano morti. E non c’è nessun timore del nuovo spauracchio del potere o strapotere americano che ci faccia rimpiangere il mondo “bipolare”. Non lo era che in apparenza, dicevano i folli “fedeli” del dogma già da subito il dopoguerra. E anche sull’america i sacri testi hanno parlato in tempi non sospetti. A noi l’america mostra un volto che già conoscevamo. Mica siamo antifascisti. È così, siamo illusi, se vuoi. Siamo così stupidamente illusi da accettare un dogma del futuro, ma proprio per questo, siamo tetragoni a qualunque lusinga o atto di forza del presente e anche tetragoni ai muscoli o le moine dei suoi cialtroni più potenti. Te lo ripeto spudoratamente, sono già morti. Tu disprezzi il gregge, preferisci essere “egregio” (ciò che è “ex gregem”, fuori dal gregge). Noi sappiamo che il gregge, la totalità degli uomini è terribilmente più intelligente della loro somma presi singolarmente, fossero anche tutti dei geni. E la totalità comprende (non uno in meno) tutti gli uomini passati presenti e futuri. p

  13. utente anonimo says:

    “Avvegna ch’io mi senta

    Ben tetragono ai colpi di sventura”

    (Dante,Parad.XXVII,24)

    Bentornato, Giovanni,si sentiva la tua mancanza, qui siamo sempre noi a dire pane al pane, vino al vino, rose alle rose.

    Che importa se non siamo d’accordo ?

    Per fare un tavolo ci vuole la sega mordace, il martello insistente, il chiodo pungente.(C’è del ferro, va bene ?) E poi, soprattutto, il legno e il falegname.

    Il nostro tavolino è già pronto, chi vuole si può accomodare.

    (Al limite, mi alzo io, il ricettacolo di pregiudizi).

    Aurora.

  14. utente anonimo says:

    Per p.

    > Chi non conosce il futuro lo >scambia per il passato…Ma chi >conosce il futuro sa proiettarsi nel >passato.

    Forse non ho capito bene il nesso. Il futuro si può conoscere prima del passato? E senza…saperlo? Semmai è conoscendo il passato che si può perlomeno intuire cosa avverrà in futuro [se la conoscenza del passato è giusta; e chi ce l’ha veramente?], visto che la storia è ciclica, anche se non in senso stretto del termine.

    >Vorrei ricordare che roma con tutto >il suo “divide et impera” e le sue >invicibili legioni è crollata.

    Il mio punto è che tutti gli “Imperi” crollano prima o poi, ma il “divide et impera” rimane.

    >Tu disprezzi il gregge…Noi >sappiamo che il gregge, la totalità >degli uomini è terribilmente più >intelligente della loro somma presi >singolarmente

    Io non “disprezzo” nessuno, semmai osservo come sono andate le cose, e mi considero una pecora anch’io tanto per non lasciare niente al caso.

    E poi non penso che l’intelligenza si possa sommare così facilmente…anzi, secondo me è sempre stato vero l’esatto contrario nella stragrande maggioranza dei casi e soprattutto parlando di grandi numeri.

    inoltre il tuo iniziale:

    >nessun pensiero, m’hai preso per un >filosofo? io non penso e non voglio >niente (ricorda il tao), sono un >pezzo di ferro che sente un campo >di forza, tutto qui.

    …mi fa pensare che ti sei incastrato in un sistema di pensiero d’occasione senza alcun senso critico, visto che non pensi e non vuoi niente.

    Mi spiace, non posso “ricordare il tao” come fai tu, ma in questo caso forse è un mio problema. Puoi darmi la tua definizione di “ricordare il tao” o di “tao”, o incollare qualche sua descrizione a tua disposizione in un commento, per chiarire meglio l’incomprensione?

    Giovanni

  15. utente anonimo says:

    La nuova conoscenza è sempre conoscenza del futuro, altrimenti si rimescola sempre la stessa conoscenza e non si fa un passo avanti. Il passato ci aiuta a capire il futuro? Dipende. Se lo guardiamo come passato, al massimo possiamo essere o spregiatori (ma com’erano barbari) o laudatori (come’era bello!)temporis acti, come dicevano i latini. Cambia la prospettiva se si capisce che il presente ha profondissime radici nel passato, è, trasformato, questo stesso passato. Allora si comprende che ciò che importa è la transizione, il passaggio dall’uno all’altro che conta, non l’uno contrapposto all’altro come separati. Allo stesso modo il presente di domani agisce sul futuro di oggi. I segni di domani oggi c’è qualche strumento che possa coglierli? Qui è il nocciolo duro della questione, al di là di ogni mio o tuo “sistema di pensiero”, senso critico o volontà che si abbia o meno come individui. Questa è la risposta che ci diamo, in un senso o nell’altro. O forse sarebbe meglio dire che prima di rispondere siamo già risposti. p

    … I’ mi son un, che quando

    Amor mi spira, noto, e a quel modo

    ch’e’ ditta dentro vo significando.

    (Purgatorio, XXIV, 52-54)

  16. utente anonimo says:

    Bene, avevo tutt’altra idea dei marxisti, ora son sorpresa da queste citazioni (la non-azione del tao, Cicerone, Gadda, Dante, le profondissime radici del presente nel passato). Mi pare una rivoluzione !

    Il futuro si può leggere anche in un fondo..di caffè napoletano ?

    Galileo fu galeotto, ma io combino un altro quarant’otto : scrutando la grande sfera, mi giunse ispirazione vera, sicchè vi dico in gran certezza, non la terra, bensì il sole, intorno a me fa rotazione. Che bellezza.

    Aurora.

  17. utente anonimo says:

    Ecco p., è la seconda volta che sventolo bandiera bianca dopo aver commentato, non c’è proprio niente da aggiungere quando ad una constatazione si risponde con dei poetici sogni dal girone dei golosi…

    …uff!

    Vabbé, evidentemente seguiamo ritmi diversi, e la diversità è cosa buona…di certo c’è che mi sei simpatico, e parlando del Purgatorio mi viene sempre in mente il temp-erante (OK!) “Angelo della Cancellazione del p.” !

    Non, vale! Sei un burlone! Non posso smettere di ridere! …lo fai apposta, eh?

    ;-)

    Giov.ahah nni

  18. utente anonimo says:

    Bene, Ognuno è rimasto sulle sue posizioni. Sue? Non si possiede nulla. Almeno io lo credo fermissimamente. Che marxista sarei, altrimenti. E poi le parole vanno e vengono. Non possiedono un’oncia di verità. Sono solo strumenti. Può capitare che qualcono capisca qualche parola a cosa serva, e la usi con qualche risultato. Io poi non mi illudo proprio. Altro che senso critico. Sarebbe già tanto buttare giù quell’indispensabile “piano di sottoproduzione di fesserie” (un “koan” napoletano), che è roba “da far tremar le vene e i polsi”. Devo un’ultima risposta ad Aurora. Una sua curiosità da caffè, più che altro. E allora, eccola con un’ultima citazione “curiosa”.

    Come i fantasmi dei cavalieri medievali si vendicano della rivoluzione di Cromwell infestando i castelli inglesi, borghesemente ceduti ai “landlords”, così dunque il folletto-feticcio della merce corre irrefrenabile per le sale del Kremlino, e ghigna dai diffusori dei milioni di parole del XIX congresso.

    a. bordiga, dialogato con stalin, 1953

    Vi saluto. p

  19. utente anonimo says:

    Giovanni, cosa trovi di tanto divertente nelle frasi di p. ?

    P., le tue citazioni sono più belle di intere dissertazioni sul marxismo. Non capisco mai come inserirle nel contesto, ma bastano a sè stesse. Ora, se ho intuito bene, il feticcio della merce che aleggia tra milioni di parole nelle sale del Kremlino, aspetta la sua vendetta, consapevole che tutto tornerà ad essere, con forme diverse, come prima. E’ ironico, sardonico,sicuro di sè, questo folletto.

    Mi piace tirare le fila, a fine discorso : della IADL pare non importi nulla a nessuno e anche la mia costituenda lega con il cane non ha trovato adesioni nonostante pubblicità, ergo accantono il progetto.

    Ho fatto degli strafalcioni, nei miei scritti, ma voi pare non ve ne siate accorti, devo dedurre o che siete indulgenti o che non leggete attentamente e non controllate le fonti. Per me passi, ma quando date fede agli altri, abbiate cautela : conquistare la fiducia è il primo passo per tradirla.

    Giovanni, che fine ha fatto il Cristianesimo esoterico ? Hai scoperto che anche Gurdjeff è un copione ?

    Saluti.

    Aurora.

  20. utente anonimo says:

    Per Aurora

    >Giovanni, cosa trovi di tanto >divertente nelle frasi di p. ?

    Proprio niente, anzi le trovo interessanti, ho molto da imparare ragionandoci su. Mi ha solo fatto ridere la terzina tratta dal girone dei golosi che si conclude con l’ “Angelo della Cancellazione del p.” (come in ogni girone del Purg., ma non in tutti i canti)… Il p. come p. appunto, capito? Tutti qui. Era per smorzare il ritmo, ma evidentemente ho combinato un altro pasticcio! Forse sono io il burlone, e maldestro, che ne dici? …Ma perché ce la prendiamo tutti per un nonnulla?

    >Hai scoperto che anche Gurdjeff è un >copione ?

    ? …provo a risponderti

    Io cito e quoto quando me ne si presenta l’occasione, qui non l’ho trovata…sono curioso, non so se Gurdjieff copiasse o meno. Lo dovrei sapere io o lo sai tu? Da chi ha copiato? E in che senso ha “copiato”? Battiato per esempio ha copiato di sicuro, e male secondo il mio modesto parere…è una vera barba!

    Io continuo a rispondere, è molto automatica la cosa, ma ce la facciamo a parlare un po’ di più sul tema del post?

    Per esempio, Oriana Fallaci (tanto per cambiare, ah!), qualcuno ha visto lo speciale su di lei del TG5 (o su Canale5 comunque), andato in onda un mese fa? La vogliono fare Martire? Qualcuno sa come rivedere quel “gioiello propagandistico” di puntata, o se è stata registrata da qualcuno?

    Ciao

    Giovanni

  21. utente anonimo says:

    Per A.

    Scusa, sta dicendo che “la mia costituenda lega con il cane” ha un sito, dove? O dov’era? E come si poneva in relazione alla IADL?

    giov.

  22. utente anonimo says:

    Giovanni, grazie di avermi tolto la curiosità per il tuo divertimento.

    Quanto alla mia lega , si trattava di una banale provocazione, cui sono stata indotta dopo aver letto,sul sito Sherif, i diversi comunicati della IADL. Comunque non sono arrivati commenti di adesione nè contributi (pecunia).

    Quanto alle altre domande, sei stato tu a collegare Gurdjeff con il cristianesimo esoterico, quindi credevo tu fossi andato a cercare e, gira e scava, fossi arrivato all’antico Origene.

    Come scriveva Bordiga nel suo dialogato con Stalin, inutile parlare del dopo se non si conosce “il prima”.

    Come vedi sono andata a scovare, con la traccia lasciatami gentilmente da p., chi fosse il napoletano e ne ho letto i tre giorni di resoconto. Primo, non sapevo che fosse il fondatore del partito comunista italiano, secondo non sapevo che ci fosse qualcuno che aveva scritto di politica e di economia con uno stile così arguto, completo e chiaro. A conferma che quando uno ha le idee chiare scrive anche chiaramente, armonicamente, seguendo un filo logico. A differenza dei seguaci o commentatori stracopioni che hanno bisogno di parafrasare con vocaboli astrusi e infarcimenti di superfluità per nascondere il vuoto di sostanza.

    Comunque se vai a leggerlo in rete ti accorgi che in fondo non hai commentato male : In Russia il capitalismo non è mai stato eliminato, e il comunismo non è ancora stato realizzato. Inoltre, tramite un’analisi della situazione, Bordiga ha fatto anche una previsione sul futuro, pienamente in fase di realizzazione.

    Oriana Fallaci non mi interessa, dà scritto a voci e pensieri comuni, specie del ceto basso-medio-alto fiorentino, snobbino e chiuso. Meglio l’aristocrazia.

    Ho visto lo speciale cui ti riferisci e mi ricordo solo che la Fallaci ha detto di non avere paura di morire. Mi è sembrata sincera.

    A presto.

    Saluti.

  23. utente anonimo says:

    Per Aurora

    Origene rifiutò il millenarismo e lo gnosticismo per quel che ne so io, niente di più lontano da Gurdjieff. Orig. si era pure evirato…mi domando che diavolo leggesse e chi fosse il suo maestro…il suo inoltre era cristianesimo alternativo semmai, il seme teologico della più sincera propaganda religiosa, e G. parlava di “cristianesimo”, tra virgolette, solo per fornire una traccia…su cosa di preciso non si sa, ed infatti ci aggiungeva “esoterico”, ancora fra virgolette, tanto per suscitare un po’ di curiosità ;-)

    Invece una traccia sulle “origini” di G. si trova sicuramente nei libri di Boris Mouravieff. Cerca la parola “mouravieff gnosis” su amazon.com…e se per caso non leggi in inglese la tua ricerca del prima si fermerà proprio qui.

    Non ho ulteriori commenti da fare per il momento su comunismo, caffè, il prodotto fallaci e su fraintendimenti vari tra passato, presente, futuro e previsioni di contorno, e ammetto he è ignoranza la mia. Grazie per la dettagliata risposta comunque!

    Giovanni

  24. utente anonimo says:

    Qui sotto il link ad un articolo di un Bruto, che parla di Magdi Allam, Adel Smith, Massimo Introvigne, Ratzinger e tanti altri, dove il nero diventa bianco e il bianco viene ricandeggiato. Il punto di vista è strettamente “kattoliko”:

    http://www.kattoliko.it/leggendanera/attualita/segni_tempo.htm

    …purtroppo capita sempre più spesso di leggere una montagna sì grande di fesserie, superate soltanto da ________ riempite lo spazio a vostro piacimento.

    C’è anche un articolo sull’11 Sett. in questo sito, di cui riporto il finale con fuochi d’artificio:

    “Ricorda

    “Difendere il bene comune della società esige che si ponga l’aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, l’insegnamento tradizionale della Chiesa ha riconosciuto fondato il diritto e il dovere delta legittima autorità pubblica di infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto, senza escludere, in casi di estrema gravità, la pena di morte. Per analoghi motivi, i detentori dell’autorità hanno il diritto di usare le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità…

    (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2266).”

    *Missione* compiuta! …!

    Giovanni

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