Zingari heavy metal e link errati

 

Ho appena finito di mettere sul sito Kelebek tutto quello che non ci potrebbe mai stare su un blog. Una fatica non da poco, visto che si tratta di decine e decine di pagine, tutte linkate tra di loro e con altre pagine del sito, potenzialmente piene quindi di link errati ed errori di ogni genere – se ne notate, vi prego di segnalarmeli.

L’articolo principale – La Leggenda della Zingara Rapitrice – è un’analisi e un commento su un fatto che ha eccitato parecchio gli animi, il presunto rapimento di una bambina a Lecco, da parte di due romnijà o "zingare". Riflessioni sulla cultura Rom e su quella italiana, sull’interazione tra arcaici timori e moderni interessi politici, su come i media ci presentano il mondo, e parecchio altro: il primo che mi dice che ho toccato troppi argomenti, gli do ragione.

Se vi interessa l’argomento, potete leggere anche un mio vecchio scritto su come ho incontrato i Rom o "zingari", ai tempi delle bombe umanitarie sul Kosovo.

Di mio ho messo su anche una recensione al libro, politicamente scorrettissimo, Seppellisci il mio cuore alla radura dei cervi, dell’amica Piera Graffer.

Ho messo in rete anche diversi articoli non miei, introdotti però da commenti miei più o meno lunghi.

La CIA rapisce in pieno giorno a Milano, Hiroshima, Italia: le nostre armi di distruzione di massa e Da idraulico a Torino a prigioniero a Guantánamo presenta tre notizie terrificanti, che riguardano direttamente il paese in cui viviamo.

Seguono due articoli che riguardano il tema dei cristianisti, cioè quel mondo cattolico che ritiene che Gesù fosse un imprenditore americano attivo nell’industria degli armamenti. La deriva neoconservatrice della destra cattolica e Gianni Baget Bozzo, l’Americano sono i primi segni di una reazione in ambiente cattolico a questa corrente. La mia visione e quella degli autori sono assai distanti, ma si tratta di testi ben scritti e ben ragionati.

Su un piano più leggero, abbiamo "We Are Fungito!" A caccia di Illuminati con Dan Brown, un giro nei bassifondi della cultura contemporanea (di Elisabetta Vernier) e un articolo scritto appositamente per questo sito, Iron Maiden e libertà di pensiero, una replica alle accuse di satanismo rivolte alla musica heavy metal, di Devid "Raziel" Penguti.

Quindi dai Rom al heavy metal, passando per le bombe atomiche. Ma non solo: ci sono gli articoli di Costanzo Preve. Però quelli meritano un post a parte.

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7 Responses to Zingari heavy metal e link errati

  1. E’ il guaio di aver aperto il tuo blog da una settimana: ti sei perso a febbraio il bello della diretta ;)

    Comunque, appena ho linkato le tue 12 puntate, è iniziato il “passaparola”. (quando serve, posso prestarti l’elmetto) ;)

    Fabrizio

  2. Anche Stephen king , in uno dei suoi libri , fece parlare in italiano uno dei suoi personaggi , ovviamente un mafioso e ne venne fuori un incredibile misto di latino e spagnolo. L’unico caso nel quale dei dialoghi italiani erano scritti in italiano appunto, era un fumetto della serie Sandman ma penso che lo sceneggiatore , in quel caso, fosse inglese.

  3. Ciao, mi piace molto tutto, veramente.

    Ho trovato un problema nel tuo sito, vedi un po` nella seconda pagina del racconto delle Rom: il collegamento “Auschwitz” non funziona.

    Grazie di tutto,

    flavio

  4. utente anonimo says:

    Grazie per gli articoli sui Rom.

    Era già da qualche giorno che riflettevo sul fatto scandaloso degli zingfari fermati in quanto presunti “rapitori di Denise” e adirittura sottoposti a prelievo forzato di saliva…

    Un fatto gravissimo, e anche illogico, perchè qualunque persona razionale (e anche le forze dell’ordine, credo) saprà che l’ipotesi più plausibile è che la bimba sia stata fatta sparire per una vendetta mafiosa (o per una faida familiare), oppure che sia stata rapita da un pedofilo (italiano). E dunque, fai bene a segnalare questi fatti gravissimi, razzisti e nazisti, che tutta la stampa fa finta di non vedere oppure aizza direttamente.

    Rita.

  5. utente anonimo says:

    Come avvocato trovo qualcosa di incoerente nell’esposizione dei fatti che apre l’articolo e nelle conseguenti considerazioni.

    Non è chiaro quale sia la fonte della versione dei fatti riportata nell’articolo. Proseguendo nella lettura sembrerebbe che la versione dei fatti riportata sarebbe quella della madre, unica persona presente ai fatti.

    Tuttavia, se così fosse, non si comprenderebbero le considerazioni dell’avvocato d’ufficio circa il differente valore delle parole delle parti in causa.

    Se, infatti, la versione riportata nell’articolo riflettesse quanto riferito dalla madre, mancherebbero gli elementi costitutivi del reato: tre persone che passeggiano in strada e rivolgono un sorriso ad una bambina, senza neanche toccarla, mai e poi mai potrebbero essere condannate per tentato sequestro o per sottrazione di incapace (e non di minore, art.574 c.p.).

    Inoltre non risponde al vero affermare l'”impotenza” del giudice di fronte alla richiesta di patteggiamento. Il giudice del dibattimento deve comunque verificare la congruità dell’imputazione rispetto al fatto contestato..

    Giuseppe

  6. Ringrazio Giuseppe dei suoi commenti, che sono certamente utili. Non ho avuto accesso a fonti diverse da quelle che abbiamo tutti.

    Le fonti giornalistiche sono quelle visibili anche in rete; per quanto riguarda la televisione, si tratta dei vari TG della Rai e ovviamente di Porta a Porta.

    Tutte queste fonti convergono nel dire che (1) unica testimone è la madre stessa, (2) la bambina non è mai stata toccata, (3) le prove contro le romnijà sono la presunta frase “prendi bimbo” e il fatto che non hanno toccato la borsa, (4) le imputate hanno patteggiato la pena.

    A questo punto ci vorrebbe un salto di qualità nell’analisi: lei, come avvocato, ha la possibilità di dirci di più sui fatti, o sulla maniera in cui è stata stabilita la sentenza?

    Sarebbe utile per tutti.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    Effettivamente, in rete, non si trova -nè potrebbe torvarsi- il verbale delle dichiarazioni rese dalla madre alla polizia giudiziaria.

    Considerato che le due imputate sono state arrestate “in flagranza di reato” e rinviate a giudizio per direttissima, le dichiarazioni dovevano essere (o almeno, avrebbero dovuto essere) fortemente incriminanti. Presumo, quindi, che nella descrizione dei fatti resa dalla madre, la condotta delle imputate sia stata descritta come più aggressiva di quella riportata.

    Solo così, ritengo, si potrebbe spiegare la scelta dell’avvocato di procedere al patteggiamento.

    Peraltro, un esame prevenitvo dei fatti risulta essere stato effettuato dai magistrati. L’imputazione originaria -quella per cui era stato chiesto il processo- era “sequestro di persona”. Solo innanzi al giudice l’imputazione è stata derubricata a tentativo di sottrazione. Riterrei, quindi, che il giudice abbia effettivamente operato una disamina degli atti a sua disposizione e che abbia comunque ritenuta congrua la decisione delle parti di concordare la pena. Il giudice, infatti, anche di fronte ad una richiesta di patteggiamento deve preventivamente accertare che non vi siano i presupposti per il proscioglimento immediato dell’imputato.

    Indipendentemente da come siano andati i fatti è comunque preoccupante la reazione di quei politici (Castelli in testa) che hanno criticato la sentenza, perchè non conforme al comune sentire popolare.

    Non condivido molte delle sue idee, ma è comunque è un piacere leggere il modo in cui le esprime. Piccola manifestazione di invidia.

    Giuseppe

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