Divorare il mondo, facendo presto…

Prendetevi quindici minuti o quasi, tanto dura questo filmato.

Non importa se non conoscete le Alpi Apuane, perché in queste immagini, c’è l’intera storia del mondo moderno.

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Scoprire il territorio

Noi siamo soprattutto i luoghi, le persone, le pietre, gli animali con cui interagiamo.

Il risultato è profondo e complesso, quanto sono profondi e complessi i rapporti che riusciamo a stabilire: infatti, molti vivono nei luoghi come se non ci fossero, o come se fossero intercambiabili tra di loro.

Il primo gesto di libertà e di comunità consiste nel conoscere i propri luoghi.

Eccoci al lavoro!

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Tesi sull’Isis e l’Occidente

L’Isis è antioccidentale?

1) E’ un’affermazione autoreferenziale, vittimista, consolatoria ed esaltante solo per chi ha la sventura di sentirsi “occidentale”.

2) Cosa sia l’Islam, nessuno lo sa.

Cosa sia “l’islamismo” moderno, la cui forma più estrema è il califfato di Raqqah, è già più facile dirlo.

3) L’islamismo militante è universale. Affermare divisioni geografiche o razziali negherebbe alla radice il senso del loro impegno. Oriente e Occidente sono la stessa cosa, perché affermare la dualità sarebbe negare Dio stesso, sarebbe la bestemmia suprema. 

4) Il giudaismo parla degli dèi cananei, ma non del cristianesimo.

Il cristianesimo parla del giudaismo, ma non dell’Islam.

L’Islam parla di giudaismo e cristianesimo, ma non di quello che noi chiamiamo “Occidente moderno”.

Non esiste una casella per Voltaire nell’islamismo militante, non a caso parlano solo di “crociati” e di “ebrei”.

Esattamente come gli occidentali, che quando parlano di Isis, dicono “nazismo” o addirittura “medioevo”, perché non sono in grado di immaginare alcuna nuova categoria.

5) La preoccupazione dell’Isis è curare la malattia che indebolisce.

Il mondo islamico si indebolisce per mancanza di retto comportamento.

La forma suprema di comportamento deviante è il politeismo.

E quindi il male assoluto è il culto dei Dodici Imam da parte degli Sciiti, cosa infinitamente più pericolosa di qualunque cosa potrà mai uscire dal mondo insignificante dei non musulmani. La tomba di un santo del quindicesimo secolo è infinitamente più pericoloso di un grattacielo o di un MacDonalds.

6) L’aspetto giornalisticamente inafferrabile dell’islamismo: la sacralità del corpo umano.

Esiste Dio nella sua invisibilità unicamente dicibile.

Esiste il corpo umano, vivibile e tangibile.

Inserire in questo dialogo l’anima o lo spirito, gli eterni amici immaginari dei melodrammi occidentali sin dai tempi dei greci, sarebbe blasfemo. Quindi il corpo umano diventa il centro tangibile dell’universo. Non ci sono errori di pensiero, ma errori di postura.

Sorriso lieve, alimentazione corretta, contatti innocenti tra mani dello stesso genere, contatti pericolosi tra mani di genere diverso, stoffa che copre, segno di paglia sulla fronte, taglio giusto dei capelli, cura dei baffi, cosa beve la donna mestruata a Ramadan, equilibrio tra godimenti sessuali e godimenti alimentari, toni di voce, retta pronuncia… l’islamismo è insieme moderato e straordinariamente difficile.

7) I militanti islamisti sono giovani e se proprio volete essere fieri di avere generato una numerosa prole, sono profondamente occidentali. Sono i figli della postmodernità povera, quella che non legge libri difficili ma sa scorrere i profili su Facebook, produrre video, farsi i selfie, giocare a prodursi nuove identità, usare la tecnica come qualcosa di profondamente proprio.

Un clic li separa da ogni altra forma di modernità. Anzi, il tuo clic. Però a differenza di tanti altri luoghi dove puoi capitare, loro esistono davvero. Anche.

8) Moriranno ammazzati quasi tutti, perché le armi alla fine appartengono a chi sa fare meglio di conto. Moriranno giovani, e qualcuno ancora sorridente.

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Arrivi fatidici

E di nuovo, mi arriva l’avviso…

Gentile Miguel Martinez,

questa email le ricorda il pagamento della fattura proforma #33423 generata il 16/02/2015.

Fattura: 33423
Totale: €9,76 EUR
Pagabile sino a: 02/03/2015

Ora, €9,76 EUR non sono una cifra esorbitante.

E finora ho sempre pagato volentieri, anche perché il server almeno mi dà la certezza di non chiudere tutto appena arriva la minima protesta da parte da qualcuno: altri server puramente commerciali infatti non esitano a farlo.

Però è anche vero che è cambiato in questi anni il mio rapporto con il sito: oggi ho talmente tanti altri canali di comunicazione con le persone, dal contatto fisico quotidiano per strada a tutte le reti che abbiamo creato attorno al quartiere, che onestamente, al sito ci penso per ultimo.

Paradossalmente, però vedo che il sito si è trasformato in un forum molto vivace, che riesco a seguire solo in parte: confesso che non seguo tutti i link segnalati da Moi, tutte le incredibili notizie di storia minore rutena di Habsburgicus oppure… oppure…

Però le volte che lo faccio, trovo sempre cose interessanti e stimolanti.

Insomma, glieli pago questi €9,76 EUR?

Datemi un incoraggiamento, almeno!

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Omnia sunt communia, figli di cane!

Visto ieri, in Via Santo Spirito, che già il nome ci sta bene, il marciapiede largo una spanna, sopra le nostre teste i tetti che sporgono fin quasi a toccarsi, e hai sempre paura che con una raffica di vento, ti cada in testa un’imposta.

Non so chi sia l’autore/autrice, e anche se lo sapessi non ve lo direi.

Questa volta, abbinando Thomas Müntzer (ma magari poteva anche essere l’Aquinate) a quel che dican le genti di Santo Spirito e San Frediano, ha colto davvero tutto.

Il resto è fiato sprecato.

15-02-20omnia-sunt-communia

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“E’ Dio che dovrebbero crocifiggere”

Sydney Carter, morto nel 2004, fu un grande spirito inglese. Obiettore di coscienza in piena guerra mondiale, poeta, musicista, mistico dotato di un grande senso dell’umorismo, con una capacità tutta protestante di vedere insieme le cose più piccole della natura e il dramma del sacrificio divino.

Fu un venerdì mattina quando mi portarono fuori dalla cella
e vidi che dovevano crocifiggere anche un falegname
Puoi dare la colpa a Pilato
puoi dare la colpa ai giudei
puoi dare la colpa al diavolo
Ma io accuso Dio
è Dio che dovrebbero crocifiggere invece di me o di te
lo dissi al falegname, appeso all’albero

Puoi dare la colpa ad Adamo
puoi dare la colpa a Eva
puoi dare la colpa alla mela,
ma a quello non ci credo

Fu Dio a fare il diavolo
e la donna e l’uomo
e non ci sarebbe stata una mela
se non avesse fatto parte del piano
è Dio che dovrebbero crocifiggere invece di me o di te
lo dissi al falegname, appeso all’albero

Ora Barabba era un assassino
e lasciarono andare Barabba
ma sei tu che mettono in croce
per nulla che io sappia
e il tuo Dio è su in cielo
e non fa nulla
con un milione di angeli che stanno a guardare
e non muoveranno mai un’ala
è Dio che dovrebbero crocifiggere invece di me o di te
lo dissi al falegname, appeso all’albero

All’inferno con Geova
dissi al falegname
vorrei che invece fosse stato
un falegname a fare il mondo
Addio e buona fortuna a te
le nostre vie presto si separeranno
ricordati di me domani
l’uomo appeso accanto a te
è Dio che dovrebbero crocifiggere invece di me o di te
lo dissi al falegname, appeso all’albero

It was on a Friday morning that they took me from the cell
and I saw they had a carpenter to crucify as well
You can blame it on to Pilate
You can blame it on the Jews
You can blame it on the Devil
Its God I accuse
It’s God they ought to crucify instead of you and me
I said to the carpenter, a-hanging on the tree

You can blame it on to Adam
You can blame it on to Eve
You can blame it on the apple,
but that I can’t believe

It was God that made the Devil
And the woman and the man
And there wouldn’t be an apple
If it wasn’t in the plan
It’s God they ought to crucify instead of you and me
I said to the carpenter, a-hanging on the tree

Now Barabbas was a killer
And they let Barabbas go
But you are being crucified
For nothing that I know
And your God is up in Heaven
and He doesn’t do a thing
With a million angels watching
and they never move a wing
It’s God they ought to crucify instead of you and me
I said to the carpenter, a-hanging on the tree

To hell with Jehovah
To the carpenter I said
I wish that a carpenter
had made the world instead
Goodbye and good luck to you
our ways will soon divide
Remember me tomorrow
The man you hung beside
It’s God they ought to crucify instead of you and me
I said to the carpenter, a-hanging on the tree

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Il nostro piccolo mondo entra nel Gran Pallone

Ieri, alla partita Fiorentina-Torino, gli ultrà viola hanno tirato fuori questo striscione…

 

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Con un metro di Tav!

Gli amici che si oppongono al progetto di sbucheltare mezza Firenze per far guadagnare qualche minuto di velocità ai trasporti di lusso, mi girano questa riflessione.

I Sindaci della Val di Susa interpellati sul tema:

E tu cosa faresti con un metro di Tav?

C’è chi con in mano 158.712 euro si comprerebbe una casa o per lo meno partirebbe per un bel viaggio intorno al mondo. Chi proporrebbe di investirli per migliorare la sanità e l’istruzione del nostro Paese. E chi per costruire la Tav. Non tutta, si badi bene. Ma solo un metro di quella Linea ferroviaria che dovrebbe unire Lione a Torino, due città che distano 300 chilometri.

Fanno pensare i dati e le cifre diffuse dal movimento No Tav sui costi dell’opera. Ancora di più se si pensa che «non più tardi di tre mesi fa -annunciano gli attivisti in una nota – il presidente di FS Marcello Messori ha ammesso, con onestà e trasparenza, che il costo è “incerto” e “non determinabile con precision”. Mentre nel 2012 la Corte dei Conti francese stimava la spesa totale pari a 26 miliardi di euro.

Una cifra così grossa che, come spiegano i No Tav, è difficile riuscire anche a immaginare cosa voglia dire. Per questo vale la pena calcolarla su porzioni più piccole. E dividendo il totale si viene a scoprire che un solo centimetro di Tav costa 1,500 euro, ovvero più di quanto molti guadagnano in un mese. «Fate un passo, la lunghezza che avete percorso vale per il Tav 160.000€! Ogni euro speso per il Tav è un euro sottratto a qualcosa di utile per tutte e tutti: scuola, sanità , cura del territorio, edilizia popolare… Bisogni e diritti ben più importanti e “strategici” della seconda ferrovia e del secondo tunnel in Val di Susa».

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