La proprietà si fa giustizia

Grazie a Rossana, scopro questa piccola storia di ciò che succede quando qualcuno dimentica di pagare l’affitto a un italiano di nome Alessio Alberici, appassionato di fumetti americani e al suo amico Luca Del Vasto.

Del Vasto merita, assieme ai Marò e a Charlie Hebdo, un posto d’onore nelle Cronache d’Occidente, per aver – a suo dire – subito minacce non si sa se vere, dal governo dello Sri Lanka, per aver intitolato il proprio locale, dedicato ad acrobazie erotiche, al Buddha (si invita a osservare attentamente tutta la sequenza fotografica).

Dopo aver difeso il secondo Valore Fondante dell’Occidente (il diritto mio di fare i soldi alle spalle di ciò che è caro a te e di farci pure la vittima), i due signori sono passati alla difesa dell’essenza stessa della nostra Civiltà: la Proprietà Privata, che – come ci ricordano sempre i funzionari del nostro benamato Comune – E’ SACRA. E quando ci vogliono le maiuscole in neretto, ci vogliono.

Chiedo a chi è più teledotato di me, se sia vero che questa esemplare storia sia rimasta confinata, nei media, alla cronaca locale.

Uno squadrone della morte nella provincia italiana: l’assassinio di Mohamed Habassi a Parma

   Annamaria Rivera

Nella notte fra il 9 e il 10 maggio scorsi, una sorta di squadrone della morte, capeggiato da due individui di mezz’età, fa irruzione nel modesto appartamento di un uomo sui trent’anni. I sei, a volto scoperto, indossano guanti di lattice e sono armati di una mazza da baseball, una spranga di ferro, un martello, un tirapugni, una pinza a pappagallo, perfino un guanto in maglia d’acciaio. Non v’è dubbio alcuno, dunque, che intendano dare una lezione assai dura alla loro vittima.

Colto di sorpresa e abbandonato dall’amico (o forse cugino) ch’era in casa – fuggito in preda al panico alla vista dello squadrone – lo sventurato dapprima tenta di difendersi, poi soccombe alla violenza dei suoi carnefici. Così che questi, in specie i due capibanda, potranno svolgere con tutta calma l’opera di sevizie, torture, mutilazioni. Nonostante siano imbottiti, si dice, di una miscela di cocaina e alcool, eseguiranno il lavoro con meticolosità quasi scientifica: gli recidono un orecchio, gli strappano parte del naso, gli fracassano il cranio col martello e con la pinza gli tranciano di netto un mignolo e un alluce, che poi gettano nel lavandino.

Nella notte silenziosa del borgo risuonano le urla strazianti della vittima. Eppure per circa un’ora nessuno interviene a fermare il massacro. Infine, qualcuno dà l’allarme. Ma quando le forze dell’ordine si risolveranno a fare irruzione nell’appartamento sarà troppo tardi: il poveruomo è ormai morto. Martoriato, mutilato, dissanguato da emorragie interne ed esterne, ha patito una lunga agonia.

Non siamo nel Cile di Pinochet o nell’Argentina di Videla, neppure nell’Egitto del generale al-Sīsī. Bensì, più modestamente, a Basilicagoiano, frazione di Montechiarugolo, a pochi chilometri dalla civilissima Parma, ove risiedono i due principali carnefici. Gli altri quattro della banda, operai romeni, sarebbero stati arruolati in funzione ausiliaria, per così dire. Anch’essi sono in carcere con l’imputazione di concorso in omicidio e le aggravanti della premeditazione e della crudeltà.

I due aguzzini –persone “assolutamente insospettabili”, secondo le cronache locali – sono rei confessi ed è perciò che ci permettiamo di nominarli. L’uno, il 42enne Alessio Alberici, fermato la notte stessa del delitto, è un grafico e illustratore “ben noto a Parma”. In quanto fumettista di un “noir d’atmosfera”, lo ritroviamo, tramite la rete, tra gli ospiti illustri di una serata “dedicata al giallo e al mistero”: cosa che oggi suona come un terribile paradosso. L’altro, Luca Del Vasto, di 46 anni, l’ideatore della spedizione punitiva e il carnefice più spietato, è titolare di un’impresa di pulizie, ma anche gestore di un locale ben noto, il Buddha Bar di Sala Baganza: un dettaglio, anche questo, atrocemente beffardo, data l’inclinazione alla crudeltà e al sadismo di cui darà prova il barista “buddista”, che proprio all’interno di quel bar organizza il raid fatale, in cui si distinguerà per le mutilazioni inflitte alla vittima.

Nonostante questo caso non sia certo tra i più consueti e banali, è stato confinato nella cronaca locale. I maggiori quotidiani nazionali, che di solito non disdegnano la nera più truculenta, gli hanno dedicato solo alcuni pezzi nelle edizioni locali (parliamo delle versioni online). Eppure, non foss’altro che per l’efferatezza dell’assassinio, preceduto da sevizie e torture, esso presenta qualche analogia con l’omicidio di Luca Varani. E questo è stato oggetto non solo di lunghe serie di articoli di cronaca in giornali mainstream, ma anche di commenti e analisi.

Una delle ragioni di una tale sottovalutazione è facilmente intuibile. Gli ideatori e principali esecutori dell’atroce martirio avevano sì “piccoli precedenti per spaccio”, ma, italiani e per di più parmigiani doc, erano considerati cittadini rispettabili. La vittima, invece, non era che un “extracomunitario”: Mohamed Habassi, di trentatre anni e cittadinanza tunisina, oltre tutto disoccupato. Il rovesciamento dello schema privilegiato da buona parte dei media, che vuole le persone immigrate nel ruolo dei criminali, probabilmente non li ha incoraggiati a occuparsi di un tale delitto “anomalo”.

Quanto al movente, almeno quello confessato dai due aguzzini, non potrebbe essere più meschino: Mohamed non pagava la pigione dell’appartamento di proprietà della “convivente” di Del Vasto, a suo tempo preso in fitto dalla sua compagna, Giovanna Tranchida, morta lo scorso agosto in un terribile incidente d’auto. Ma si sospetta che vi siano anche altri moventi.

http://tlaxcala-int.org/upload/gal_13409.jpg

Mohamed con Samir e Giovanna

Nel 2014 il quotidiano britannico The Telegraph ha classificato Parma al quarto posto tra i luoghi migliori al mondo per qualità della vita, sorvolando sugli scandali e la corruzione.  Comunque sia, la città del parmigiano e del Parmigianino, con la sua provincia, non ha certo portato fortuna a Mohamed, né alla sua compagna, postina di professione, lei stessa immigrata, sia pur da Marsala. E ha sorriso poco anche al loro bambino, che oggi ha sei anni: sopravvissuto all’incidente che è costato la vita alla madre, quindi gravemente scioccato, ormai orfano anche del padre, che amava molto e dal quale era altrettanto riamato.

Dopo la prima disgrazia, per decisione del tribunale, il piccolo Samir era stato dato in custodia al padre. E Mohamed, a sua volta, lo aveva affidato alle cure della nonna paterna, anche per sottrarlo a conflitti familiari e probabilmente in attesa di tornare lui stesso in patria. Il bimbo, dunque, non abita più a pochi chilometri da Parma, bensì a El-Omrane Supérieur, nel governatorato di Tunisi. Se un giorno, divenuto adulto, fosse costretto a emigrare, chissà se aspirerebbe a tornare nella quarta città al mondo per qualità della vita.

Nonostante la vicenda di questa famiglia sia così coerentemente tragica da apparire letteraria, così struggente da non poter sollecitare altro se non commozione e pietas, e il delitto così mostruoso da lasciare attoniti, vi è chi non ha resistito alla tentazione di diffamare la vittima. L’autrice del primo articolo che Parma.repubblica.it ha dedicato al caso, invece d’interrogarsi sull’identità dei carnefici, scrive che “alcune risposte” sui “punti oscuri di questa vicenda […] possono essere cercate nell’identità della vittima”. Mohamed Habassi, infatti, “non era per nulla amato nel vicinato”, cui “arrecava disturbo”, tra l’altro ascoltando “musica ad alto volume”. http://parma.repubblica.it/cronaca/2016/05/10/news/omicidio_a_basilicagoiano_ucciso_un_nordafricano-139476184/

C’è da trasecolare. Se per Del Vasto è normale che non pagare la pigione possa essere punito con un tale martirio, le allusioni della giornalista rivelano nient’altro che pregiudizio verso la vittima e indulgenza verso i carnefici: Habassi se l’è cercata, in definitiva. Gli “extracomunitari” stiano attenti quando ascoltano musica: la loro vita vale così poco che rischiano d’essere suppliziati dai vicini.

In Italia, nessuna protesta pubblica è intervenuta finora a bucare un così spesso muro di orrore, ma anche di pregiudizio e cinismo, neppure da parte del movimento antirazzista e della sinistra più “radicale” di Parma: forse imbarazza la partecipazione dei romeni alla spedizione punitiva? Nondimeno, qualche piccolo barlume di solidarietà riesce a trapelare. Per esempio, alcune educatrici e altre persone che hanno conosciuto Samir in tempi migliori e lo hanno curato, protetto, amato, hanno pubblicato un appello su un giornale locale online per sapere in che modo possano aiutare il bambino: “Caro piccolo, non ti dimentichiamo, ci stringiamo a te e combatteremo per un mondo in cui il denaro non valga più della vita, dell’amore, della cura verso i più deboli e i più piccoli”. http://www.parmatoday.it/cronaca/omicidio-basilicagoiano-appello-figlio-mohamed-habassi.html

Versione leggermente modificata dell’articolo pubblicato dal manifesto il 25 maggio 2016.

Print Friendly
Posted in giornalisti cialtroni, islamofobia, società dello spettacolo | Tagged , , , , | 94 Comments

Non si può mai prevedere tutto

E così stanotte l’acqua ha lavorato e lavorato, come sempre fa, si è scavata una piccola buchetta in qualche minuscola imperfezione della Grande Rete, nonostante tutti i sorveglianti, i computer, le norme, le leggi, i regolamenti, le assicurazioni e le tabelline che mostrano che tutto fila liscia.

sprofonda.E ci siamo svegliati in una città senza acqua e poi senza scuole e poi con i negozi svuotati e le strade intasate fino all’inverosimile, e così hanno vietato l’ingresso ai camion per cui non possono portare nemmeno l’acqua in bottiglia a rifornire i negozi.

Poi se si guasta un tubo d’acqua, pazienza. Immaginatevi, che so, un inceneritore che si guasta.

Print Friendly
Posted in esperienze di Miguel Martinez, Il clan dei fiorentini, urbanistica | Tagged , | 58 Comments

Divertimento, giro di soldi e posti di lavoro, in un vortice di emozioni

Uno.

Un bell’articolo su The Guardian a proposito di Harmony of the Seas, la più grande nave crociera del mondo: ricordiamo che il settore delle crociere cresce dell‘8,5% l’anno da oltre vent’anni, e impiega a tempo pieno quasi un milione di persone. Insomma unisce tutto ciò che il Luogo Comune vuole: divertimento, giro di soldi e posti di lavoro.

Harmony of the Seas si autodescrive in questa maniera:

“UN VORTICE DI EMOZIONI

sarà in assoluto la nave più grande al mondo. Con […] l’introduzione di sensazionali elementi di classe Quantum:

Il Bionic Bar, il primo bar gestito da barman-robot,
Le camere con balcone virtuale,
La connessione wi fi più veloce mai esistita su una nave da crociera

Tre scivoli multipiano, con curve e avvitamenti mozzafiato a tutta velocità;
Ultimate Abyss;lo scivolo più alto che esista su una nave da crociera, coi suoi 45 metri di altezza dal livello del mare, che vi farà vivere un adrenalinico avvitamento alto 10 ponti!
Grease; il musical di Broadway più amato dagli italiani sbarca a bordo di Harmony!

Sei pronto ad essere nuovamente stupito?

PARTI DALL’ITALIA CON HARMONY E PREPARATI A UN’ESPERIENZA SENZA EGUALI!”

Ora, i mari e i cieli sono stati esclusi dagli obiettivi di Kyoto del 1997, e quindi per offrire questo vortice di emozioni, Harmony of the Seas brucia quasi 35.000 litri al giorno di gasolio, e del tipo più inquinante; con effetti – in termini di emissioni di zolfo, NO2 e particelle sottili – paragonabili a quelli di alcuni milioni di automobili. E poiché l’aria si muove, in particolare verso i porti, l’Armonia dei Mari e le sue sempre più numerose sorelle si stanno lasciando dietro una scia di malattie respiratorie e tumori.

VENEZIA, DEGRADO DA TURISMODue.

L’asse terrestre si sposta leggermente ogni anno. Recentemente, ha cambiato verso, e alla NASA hanno scoperto che la causa sta nel prosciugamento massiccio delle falde acquifere tra il Mar Caspio e l’India, causato a sua volta dall’intenso utilizzo agricolo industriale e dalla rete di dighe.

Tre.

Ai tempi degli accordi di Kyoto, nel 1997, a ogni paese fu lasciata libera scelta riguardo alla modalità con cui ridurre le proprie emissioni di gas serra.

I politici europei si accorsero che il gasolio brucia in maniera più efficiente della benzina; risparmiando quindi sulla quantità, riduce le emissioni di CO2. Perciò, l’UE incentivò in tutti i modi l’acquisto di auto con motori diesel: in Italia salirono da meno del 10% dei veicoli in circolazione nel 1995 a oltre il 50% nel 2009.

E’ un processo piuttosto familiare.

Sorge un problema (creato dall’uomo), arrivano i tecnici che ne sanno più di noi, e con la forza dello Stato e dell’interesse privato, riescono a trovare una soluzione che permette anche all’economia di continuare a crescere.

Suona perfetto, come l’orgia a tre tra divertimento, crescita economica e posti di lavoro offerta dall’industria delle crociere.

Solo che il gasolio produce grandi quantità di inquinanti. Sommate alle emissioni di altre fonti (come l’industria meccanica o l’agricoltura industriale), le tre componenti principali dell’inquinamento da gasolio – PM2.5, O3 e NO2 – causano rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature ogni anni in Italia, come numero, più o meno gli abitanti di Treviso. Non lo dice qualche gruppo di vegane arrabbiate, ma l’Agenzia Europea per l’Ambiente.

Facciamo gli scongiuri, ma c’è da temere che le istituzioni faranno qualcosa che permetterà di ridurre l’inquinamento e promuovere la crescita sostenibile. A volte è meglio quando le istituzioni non se ne accorgono (e infatti negli Stati Uniti, almeno il problema gasolio è quasi inesistente).

Quattro.

Torniamo a Firenze, alla Piana dove centinaia di migliaia di persone vive incastonate tra l’autostrada più puzzolente d’Italia, un inceneritore e un aeroporto internazionale.

La notizia, quasi noiosa nella sua ovvietà, è questa:

piana-tumoriChi sa cosa dovranno scrivere tra un po’ visto che l’area è attualmente oggetto di tre Grandi Opere:

Il primo consiste nell’allargare l’autostrada, per farci correre più traffico

Il secondo consiste nel sostituire l’inceneritore attuale con un altro, molto ma molto più grande

Il terzo consiste nel trasformare l’aeroporto internazionale in un aeroporto intercontinentale, definito dai suoi fan

“precondizione per costruire la competitività del territorio, la capacità attrattiva per l’insediamento e lo sviluppo di ogni tipo di attività e di evento (economico, culturale, sportivo, ecc.), supporto strategico per il sistema produttivo e l’occupazione.”

Divertimento, giro di soldi e posti di lavoro, insoma.

P.S. Il commentatore Andrea Di Vita, da buon genovese, aggiunge alcune interessanti precisazioni:

La nave citata da Martinez consuma 35000 litri di carburante al giorno, il che fa un poco meno di 35 tonnellate al giorno. Una portacontainer arriva di solito a 200 tonnellate al giorno, ossia 73000 tonnellate l’anno. Un’automobile che fa un pieno di 50 litri alla settimana in un anno totalizza un poco meno di 2 tonnellate, per cui una nave CONSUMEREBBE quanto 36500 automobili circ SE la combustione avvenisse nelle stesse condizioni di un’auto. Ma allora non sarebbe così convenente mandar le merci per nave, i motori della quale bruciano QUALSIASI COSA in qualsiasi temperatura (non si dovrebbe, ma ci si buttano pure gli stracci sporchi per avere lavato la sentina, piena di topi morti ecc.). In tali condizioni l’inquinamento navale somiglia a quello automobilistico di tanti anni fa, cioè un centnao di volte superiore in termini di CO2, NOx ecc. a parità di potenza prodotta. Ecco che da 36500 si arriva a cinque milioni. Navi pulite sarebbero poco concorrenziali.

Print Friendly
Posted in riflessioni sul dominio, urbanistica | Tagged , , | 137 Comments

Lo Spirito Santo nostro amico, la Luna e il cucciolo di cane

Un momento fa, con il binocolo, ho visto la Luna piena che sorgeva esattamente dietro il campanile della chiesa di Santo Spirito, illuminandone la palla in cima.

E appena in là, Marte, che dicono che brilli straordinariamente in questi giorni.

Molto, molto più in basso qui sulla terra e tra i vicoli di San Frediano, un gruppo di giovanissimi – alcuni di loro stanno appena per dare l’esame di maturità in questi giorni – hanno organizzato un’assemblea per denunciare tutto ciò che il Comune sta svendendo a’ privati nel nostro quartiere.

Hanno pagato un centinaio di euro per ottenere una sala comunale per dire la loro, poi un funzionario ha scoperto chi erano questi giovinastri sovversivi, e il Comune ha tolto loro la sala e si è tenuto i soldi.

Allora i Padri Agostiniani, che sono nati secoli e secoli prima del Partito Unico e gli sopravviveranno altrettanto, hanno concesso ai ragazzi la Sala Capitolare della Chiesa di Santo Spirito, dove mercoledì prossimo potranno parlare in libertà.

Proprio a Santo Spirito, oggi si benedicevano le bandiere.

calcianti4L’ex-guardiacaccia che vive nella casupola che per legge non esiste e parla di notte con le civette e di mestiere ripara organi di chiesa, mi ha detto che oggi avrebbero benedetto non solo la bandiera dei Bianchi, ma anche quelle del Drago Verde, del Nicchio (che son le conchiglie di chi peregrina sulla via di San Giacomo di Compostela), della Scala e della Sferza, e quindi la benedizione sarebbe scesa in qualche modo su tutti noi.

calcianti1La nostra feroce amica nordica, un po’ finlandese e un po’ inglese e un po’ gallese, osserva e commenta, “vedi, io credo alla società tribale, la globalizzazione ci ha portato solo dei danni, però io che discendo dagli sciamani della Carelia, vorrei essere io la capostrega della tribù”.

E io le dico, osserva bene questo miracolo, mentre ogni cosa al mondo viene falsificata, il Calcio Storico è una finzione che è diventata autentica.

calcianti6Così partono in corteo, dalla corte, con trombe e tamburi, per cercare la cosa più importante del mondo,

la benedizione,

البركة

penetrano come un cuneo tra i turisti meravigliati

calcianti5i suonatori di tromba e di tamburo, la gioiosa teppa tatuata dei Calcianti con i loro bambini, i ruffiani che cercano di non dispiacere mai al Sindaco e quelli che invece non hanno paura di dire sempre il vero, il ragazzo nero che per allenarsi attraversa mezza Italia e quelli che inveiscono contro i migranti, la Compagnia dei Bianchi che ogni giorno cucina un pasto caldo per gli embriaconi di Santo Spirito, i mueratori e gli artigiani e gli osti, la plebe che entra ed esce di galera ma quando esce, vuole suonare ancora per la sua gente, i rovinati dall’alcol e dal gioco e quelli che stanno meglio di me e di te…

calcianti2entrano trionfanti a tamburo battente nella chiesa che quel pazzo tenebroso del Brunelleschi volle creare e che – per fortuna – tradì i suoi sogni, e i tamburi echeggiano tra le vòlte (e io guardo per un attimo ansioso per vedere se la Madonna della Pala Nerli di cui mi sono innamorato sta ancora bene)…

e il Priore fa una predica tutta strana in cui ci assicura che Sant’Agostino dall’alto è di Parte Bianca e che la Trinità somiglia un pochino ai Bianchi perché ha tanti aspetti, e recita..

In nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo

e in quel preciso istante, e ci ho fatto un video che lo testimonia, un bellissimo cucciolo di cane, per la prima e unica volta, caccia un ululato, che in Santo Spirito, i cani sono felici di giocarci,

calcianti7e tutti quelli vestiti da medioevali con i loro telefoni lanciano uno strepitoso urlo che lo sente anche la Veronica addolorata che all’ingresso accoglie il Gesù morente

per i Bianchi Hip-hip-hurrà!

Bauuu!

Print Friendly
Posted in esperienze di Miguel Martinez, Il clan dei fiorentini | Tagged , , , , , | 41 Comments

Pitti Immagine Bimbo, sempre più vicino!

La fabbrica dei mostri, sempre più vicina!

Ma l’Oltrarno vi osserva…

IMG_0017

 

Print Friendly
Posted in Il clan dei fiorentini, società dello spettacolo | Tagged , , , | 67 Comments

Pitti Immagine Bimbo, aspettateci!

Tra un po’ sarà Pitti Immagine Bimbo, che è tutto un programma, come si vede:

roberto-cavalli-juniorQuesta volta però mi sa che anche le Genti di San Frediano e Santo Spirito avranno qualcosa da dire.

Print Friendly
Posted in Il clan dei fiorentini, imprenditori, società dello spettacolo | Tagged , , , , , | 25 Comments

Arroganza, Ignoranza, Avidità

Ancora gli Show of Hands:

Volevo soltanto una casa
e un tetto sopra le nostre teste
Un posto che potessimo dire nostro
sentirci più sicuri nei nostri letti
C’era una tempesta di denaro che pioveva
toccò terra soltanto
con un prestito che non posso ripagare
e il vaso d’oro che avete trovato

A ogni trogolo dove vi siete fermati a mangiare
con la vostra Arroganza, la vostra Ignoranza e la vostra Avidità.

Non sono mai stato un uomo giudizioso
spendo più di quel che vengo pagato
ma quelli che avevano messo da parte qualcosa
sono quelli che avete tradito

con i vostri extra dividendi e i rimborsi spesa
di cui vi siete ingozzati
adesso avete morso la mano che vi dava da mangiare
Per Dio, spero che vi strozziate

Voi siete sui vostri yacht, e noi sulle ginocchia
grazie alla vostra Arroganza, la vostra Ignoranza e la vostra Avidità.

Le sorgenti tossiche a cui avete attinto e che avete rivenduto
avvelenando ogni pozzo
la vostra onestà l’avete scambiata per l’oro

Il lavoratore fa la coda
il mercato stabilisce il suo prezzo
niente piumone, niente uovo d’oro
nessuno lo paga due volte

E allora dov’è la vostra parsimonia e la vostra cautela,
il vostro saggio consiglio?
Sapete come servirvi le carte vincenti
e avete truccato tutti i dadi

Io prego perché presto possiamo liberarci
dalla vostra assoluta indifferenza
dalla vostra avarizia, incompetenza,
la vostra Arroganza, la vostra Ignoranza e la vostra Avidità.

All I wanted was a home
And a roof over our heads
Somewhere we could call our own
Feel safer in our beds
There was a storm of money raining down
It only touched the ground
With a loan I took
I can’t repay
And the crock of gold you found

At every trough you stop to feed
With your arrogance, your ignorance and greed

I never was a cautious man
I spend more than I’m paid
But those with something put aside
Are the ones that you betrayed
With your bonuses and expenses
You shovelled down your throats
Now you’ve bit the hand that fed you
Dear God, I hope you choke

At every trough you stop to feed
With your arrogance, your ignorance and greed

You’re on your yacht, we’re on our knees
For your arrogance, your ignorance and greed

Toxic springs you tapped and sold
Poisoned every watering hole
Your probity, you exchanged for gold

Working man stands in line
The market sets his price
No feather bed, no golden egg
No one pays him twice

So where’s your thrift, and your caution
Your honest sound advice?
You know you dealt yourself a winning hand
And loaded every dice

At every trough you stopped to feed
With your arrogance, your ignorance and greed
I pray one day we’ll soon be free
From your absolute indifference
Your avarice, incompetence Your arrogance, your ignorance Your greed.

 

Print Friendly
Posted in mundus imaginalis | Tagged , | 418 Comments

“Senza la gente non si decide niente!”

bambineOggi c’è stata una delle più affollate manifestazioni della storia recente fiorentina.

Migliaia e migliaia di persone sono partite dai quartieri dove nessuno va, fino in Piazza della Repubblica.

asinoOrganizzata da un gruppo incredibilmente abile di mamme del Quartiere Cinque, senza nessun appoggio.

Sono riuscite a percorrere tutta la città, a trovare una schiera di medici e di docenti universitari, per contestare il super-inceneritore che l’Amministrazione Comunale sta per costruire quest’estate.

capreE’ interessante la sequenza che porta persone che hanno comprensibilmente paura per la salute dei loro figli a iniziare a riflettere. E quindi a non chiedersi di spostare semplicemente il problema da un’altra parte, ma di andare alla radice del problema.

E la radice del problema è un intero sistema basato su un livello insopportabile di rifiuti, di tutto ciò che dobbiamo eliminare per far posto a nuovi prodotti; nonché un livello insopportabile di inquinamento per mantenere in movimento il motore.

Che poi è esattamente la questione fondamentale del pianeta ai nostri tempi.

Io ovviamente non so quale sia la risposta giusta, anche perché le variabili coinvolte sono ancora più numerose degli interessi in ballo.

So che nel nostro giardino, l’Amministrazione che ha i soldi per costruire inceneritori, non ha i soldi per introdurre una raccolta minimamente differenziata dei rifiuti (in realtà, hanno smesso anche di fare la raccolta, per fortuna, per cui ci organizzeremo da soli anche per questo).

E so che mentre l’inquinamento dovuto a particelle sottili si rivela in tutto il mondo una delle principali cause di decesso, il sindaco di Firenze si vanta di aggiungere 7.000 nuovi posti macchina (un’ottantina in più per non residenti da subito anche nel nostro quartiere) a quelli di cui dispone attualmente la città, per promuovere l’economia.

Le Mamme No Inceneritore rispondono con l’autocostruzione di centraline per misurare la qualità dell’aria e  preparandosi a impedire fisicamente la costruzione  dell’inceneritore. Adesso dobbiamo pensare a cose buone da regalare a loro.

inceneritore-nidiaciMamme No Inceneritore al nostro giardino

Print Friendly
Posted in esperienze di Miguel Martinez, Il clan dei fiorentini, resistere sul territorio | Tagged , , | 210 Comments