Biomasse in Toscana

Riporto per intero un bell’articolo apparso sul sito del Comitato Libertà Toscana.

Consiglio a tutti di guardare con attenzione il servizio di Spotlight citato nell’articolo, che è fatto veramente bene.

In breve: usare una vecchia sedia di legno per fare il fuoco, ha un impatto ambientale minore che mandarla in discarica. Questa ovvietà ha aperto un mondo a quelli che si arrampicano sugli specchi per mantenere la crescita e fingere che possa essere sostenibile: si dichiara che bruciare il legno sia a impatto zero. E che sia “rinnovabile”, nel senso che prima o poi, gli alberi ricrescono. Anzi, vengono fatti ricrescere tutti in serie alla massima velocità, al posto dei boschi con tutta la loro complessità.

E quindi si riversano enormi fondi europei per pagare chi taglia i nostri boschi, trasporta dalla Toscana in Calabria in nave a diesel il legname, per farne uno dei carburanti meno efficienti e più inquinanti del mondo, peggio del tanto vituperato carbone per capirci.

Solo che, miracolo contabile, ne esce che l’Europa sta transitando e azzerando la sua impronta ambientale. E quindi l’80% dei costi lo copriamo noi contribuenti.

LA RABBIA NECESSARIA

                                                               

Dobbiamo dire ora quello che è necessario. Dopo le alluvioni nelle Marche, si torna sommessamente a parlare di dissesto idrogeologico e di consumo di suolo. Si torna perché era calato un silenzio assoluto. E perché? Perché stiamo disboscando a ritmo forsennato. Il dissesto nasce dal disboscamento.

La Toscana è la regione più “forestata” d’Italia. Per questo è sotto attacco di seghe circolari e macchine che nel giro di qualche secondo trasformano un albero secolare in pellet.

Foto Roberto Russo

Le centrali a biomasse, finanziate dai soldi pubblici, hanno continua fame di materiale vegetale, che viaggia anche per migliaia di km per essere bruciato, produrre poca energia, inquinare più del carbone.

E’ questa la causa dei disboscamenti? Parrebbe di sì, visto che le tonnellate di legname vengono bruciate a ritmo velocissimo. Come saprete, il materiale vegetale trasformato in pellet deve essere reperito nel raggio di 50, massimo 70 km dalla centrale dove sarà bruciato, altrimenti in calcolo di energia e di costo ambientale, conviene bruciare il gasolio o la nafta utilizzata per trasportarlo. Invece il pellet prodotto in Toscana si brucia in Calabria, a 900 km di distanza, come testimonia questo servizio Rai https://www.rainews.it/rubriche/spotlight/video/2022/07/Spotlight-del-15072022-bbf497fe-1471-413f-a606-ad038289b15d.html

Ma torniamo al dissesto idrogeologico. Il disboscamento libera enormi quantità di terreno, che  altrimenti sarebbe stato trattenuto dalle radici degli alberi che formano vere e proprie reti di contenimento. Da qui il dissesto, aggravato dalla cementificazione che crea superfici non permeabili e quindi concentra le masse di acqua piovana altrove. Il disboscamento interessa anche i corsi d’acqua, che i consorzi hanno “ripulito” creando delle vere e proprie autostrade per le acque che prendono velocità diventando delle palle di cannone di varie tonnellate.

Foto Roberto Russo

Da notare che Regione Toscana ha approvato una legge per consentire il taglio di boschi e foreste dichiarati di “notevole interesse pubblico”. Tagli impossibili fino a dicembre 2021, quando proprio sotto Natale (come mai?) è stata appunto approvata la Legge che aggira la tutela. https://www.toscanachiantiambiente.it/taglio-dei-boschi-in-toscana-pareri-discordi-sulla-nuova-legge/

Ecco lo stato attuale delle cose. Ecco perché dobbiamo arrabbiarci ora per difendere il territorio da quelli che potranno essere dei veri e propri disastri ambientali, umani ed economici. Chiediamo SUBITO LO STOP AI TAGLI DEI BOSCHI! Lo stop agli incentivi pubblici alle centrali a biomasse!

Contatta https://www.comitatolibertatoscana.eu/contatti/ CLT per info e dare una mano attiva sul tuo territorio.

Vedi anche il ns articolo https://www.comitatolibertatoscana.eu/il-pallone-gonfiato-delle-biomasse/

e la ns. mozione contro gli incentivi pubblici https://www.comitatolibertatoscana.eu/mozione-di-clt-no-incentivi-alle-centrali-a-biomasse/

Pubblicato in ambiente, Collasso, Italia | Contrassegnato , , , , , | 1 commento

Cambiamento climatico, vero o falso, o non importa? (2)

Alla prima parte

Alcuni anni fa, i media mainstream – quelli che ci vendono i Suv e le Olimpiadi invernali che sbucaltano le montagne – hanno scoperto il “cambiamento climatico/riscaldamento globale” provocato dalle emissioni di CO2, a loro volta provocate, dicono, dall’utilizzo umano dei carburanti fossili.

In un mondo minoritario, si è diffusa per reazione una cultura scettica su tutta la questione dei cambiamenti climatici.

Gli scettici mettono in discussione tanti dettagli di quella che potremmo chiamare la “teoria ufficiale” del cambiamento climatico dovuto al CO2 antropogenico.

Quasi tutte le armi polemiche che usano, provengono da fonti statunitensi.

Ora qui posso testimoniare qualcosa che non molti italiani sanno.

Io seguo sin dalla lontana adolescenza un certo mondo americano, che leggevo su piccole riviste che mi arrivavano solo mesi dopo, destinate solo ai convinti (e a qualche appassionato collezionista come me). Costo di stampa e busta e francobollo, tutto a gratis perché chi le scriveva ci sacrificava la vita (piccolo segreto americano: se non dai tutto ciò che sei per ciò in cui credi, non esisti).

Le motivazioni di fondo di questo mondo sono aliene per gli europei, quanto quelle dei jihadisti pakistani, e fanno parte di un immaginario a cui abbiamo dedicato decine di articoli qui.

Un mondo meraviglioso di giustificazione luterana per sola fede, di volere è potere, di contadini astronauti, di venditori-truffatori, di fantasie apocalittiche, di spettacolo, di macchine capaci di guarire da ogni male, di attese salvifiche.

Un’America forse folle, ma alternativa a quella di Hollywood e della NATO e delle bombe atomiche, e che quindi gode di una certa simpatia da parte mia.

Anche se questo mondo di splendidi folli, è lo specchio di quell’altro infinitamente più potente, che manda i razzi sulla Luna e bombarda con le bombe atomiche le fasce di Van Allen appena dopo averle scoperte.

Da qualche parte devo averlo raccontato, avevo tredici anni e in Piazza Indipendenza a Roma, incontrai un americano che parlava solo inglese, ma predicava Gesù a tutti.

E quando gli chiesi come si manteneva, mi disse con la massima naturalezza, che ogni sera, senza che chiedesse nulla a nessuno, si trovava in tasca i soldi che gli servivano per campare.

Poi c’era invece un cattolico, tale Joseph De M., grezzissimo americano dalle molte parolacce, che sulla fronte aveva il segno del Pastore, e che ovunque era seguito da una nuvola che ne indicava il destino divino, e me la indicò pure, dalla finestra, e mi parlò di come fosse normale per i giovani maschi trombarsi tra di loro nel fienile.

E c’era un altro ancora più cattolico, che faceva il seminarista a Roma, era un fisico che mi diceva di aver trovato l’errore scientifico fondamentale di Teilhard de Chardin, e aveva scoperto che alla Basilica di San Giovanni, si distribuivano le reliquie dei santi. E lui se le prendeva e se le mangiava.

Poi c’era lo splendido seminarista gay del North Dakota, che credeva di essere un vescovo e si faceva baciare l’anello, e il seminarista dalla pelle nerissima che mi spiegava che il suo modello era Benito Mussolini, e che un giorno, mi dicono si dichiarò parroco senza alcun diritto e fu arrestato,

E Jack fumatore asmatico di pipa, seguace dell’omonimo Kerouac, che si era fatto tutta l’America in austostop, voleva andare in India per entrare in un monastero dei seguaci dell’apostolo Tommaso, e poi invece, capitato in Corea, si arruolò nella Marina americana, che anche quella è una vocazione…

E lei di cui non mi ricordo il nome, che era ufficiale nella base americana a Napoli, non sapeva una parola di italiano, ma leggeva qualunque iscrizione in latino con incredibile facilità, e Jack mi spiegò che in certi ambienti in America, il latino te lo insegnano parlando senza libri…

Per spiegarsi, questo mondo non usa la via europea delle chiacchiere teoriche, ma si racconta come fatti e cifre, con il ritmo dei telegiornali.

Poi arriva Internet, e in un istante questo surreale mondo americano si diffonde per tutto il pianeta, i fatti e le cifre con cui casualmente si giustifica, senza che arrivi nulla del messaggio americano fondamentale.

In Italia sento spesso parlare dei "terrapiattisti", che servono per far fare una figura di mòta a tutti quelli che non seguono le narrazioni "ufficiali".
I quattro gatti che in Italia sono effettivamente "terrapiattisti" hanno letto su Internet alcuni fatti e cifre che i veri terrapiattisti statunitensi hanno tirato fuori.
Ma gli italiani che se ne sono impossessati, non hanno idea del motivo assolutamente logico per cui alcuni americani hanno dedicato la vita ad arrampicarsi sugli specchi per tirar fuori tali fatti e cifre:
"Noi ci salveremo dall'Inferno dopo la morte, solo per fede, non certo per 'opere' nello stile dei satanisti idolatri che seguono il Papa della pagana Roma. Il nostro destino eterno dipende quindi dal credere a ogni virgola della Bibbia. La Bibbia dice che la Terra è piatta. La Fede deve essere più forte delle sensazioni. Siccome è così, dobbiamo solo trovarne le prove".

Ora, i fatti e cifre con cui certi americani confutano la narrazione “ufficiale” sul CO2 antropogenico nascono in una logica, che il commentatore che qui si firma Mauricius Tarvisii ha descritto in modo molto preciso:

“Ci sono delle forze negli Stati Uniti che stanno cospirando contro gli Stati Uniti e che ne vogliono la dissoluzione con traslazione dell’Impero americano altrove (verosimilmente o in Europa o in Cina).

Queste forze stanno usando il potere finanziario, il controllo sui mezzi di comunicazione e la geoingegneria per riplasmare il mondo in un nuovo ordine mondiale, dove gli Stati Uniti staranno infinitamente peggio.

Per convincere gli americani ad accettare tutto questo, queste forze usano l’ideologia di sinistra (in senso lato: liberali, socialisti, Hitler e banchieri sono tutti di sinistra), l’ambientalismo e gli scienziati corrotti/ideologici.”

il poster è simpatico, poi come succede su Internet, è difficile trovare la fonte originale

Qualunque cosa si possa pensare di questa tesi, sospetto che molti scettici-CO2 italiani non le condividerebbero affatto.

Quando ero in Egitto, un pittore (che mi confidò in segreto, che per lui Dio era amor, ma non poteva dirlo in pubblico) mi raccontò di come il profeta Muhammad avrebbe detto,

اطلبوا العلم ولو في الصين

“Cercate la sapienza, fosse pure in Cina”

Solo un nazionalista tedesco che magari ce l’ha con gli ebrei vi dirà oggi, che i liberatori sovietici stuprarono centinaia di migliaia di donne tedesche, dai sette ai settant’anni… ma ciò che dice è vero

Solo un fanatico induista che magari immagina che gli indiani abbiano inventato anche la fisica quantistica, vi dirà che gli inglesi hanno fatto morire decine di milioni di indiani di fame nell’Ottocento… ma ciò che dice è vero

Solo un monarchico vi ricorderà la strage di Cefalonia, dove i nazisti uccisero qualcosa come 5000 soldati italiani unicamente perché fedeli a quell’imbecille del re Vittorio Emanuele (Fosse Ardeatine, Marzabotto, Stazzema, ma Cefalonia chi se la ricorda?)… ma ciò che dice è vero

Solo un comunista irrecuperabile, vi dirà che gli americani in Vietnam hanno ucciso milioni di persone… ma ciò che dice è vero.

Non dobbiamo quindi respingere le affermazioni scettiche sul CO2, semplicemente per la loro fonte e motivazione.

Però dobbiamo ricordarci che queste motivazioni esistono, non si tratta solo di fatti e cifre. Dobbiamo ringraziare chi – “fosse anche in Cina” – ci ha forniti di queste informazioni, ma capire che possono esistere anche altre informazioni.

Noi, scettici, siamo belli perché siamo saggi, imprevedibili, inafferrabili. E non ci stiamo al gioco, nemmeno quando ci impongono di fare gli anticonformisti.

La nostra splendida, saggia, antipatica e supponente maestra, Vernon Lee, ce lo spiegò oltre un secolo fa, in Satana il dilapidatore:

“Quando un minuto fa parlavo di Realtà, avrei dovuto aggiungere l’aggettivo, ‘altra’. Questa è la particolarità, spesso preoccupante, della Realtà: ha sempre altri lati; lati che non ti capita di vedere o a cui non ti capita di pensare; i lati che non ti interessano in quel momento; i lati che non sono, in qualche modo, parte di te”.

Bello, essere andato a trovarla, per caso nel giorno giusto.

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , | 53 commenti

Le Premesse

Ciascuno di noi, ha delle premesse.

Qualcosa che non raccontiamo magari chiaramente nemmeno a noi stessi, ma che condiziona tutte le nostre scelte.

Litighiamo furiosamente su cose che ci sembrano ovvie, e possiamo solo pensare con disprezzo a chi, per ignoranza o malafede, non ci arriva all’ovvio. Ma non ci rendiamo conto che i nostri avversari del momento vivono le stesse emozioni.

Sento sempre di più l’importanza di guardare queste premesse, prima ancora di discutere dei dettagli. Anche su questo blog, mi trovo a volte impelagato in discussioni che per me non hanno nemmeno senso, finché non si capiscono le premesse.

Quello delle premesse, però, è un mondo che abbiamo relegato al privato, ai “gusti personali”: a me piace il peperoncino, e non sopporto il tartufo, ma a voi che ve ne importa?

Invece, se capiamo la questione delle premesse, ci rendiamo conto che sono ancora più importanti delle opinioni.

Ora, chi coglie le premesse ma non i dettagli, sono filosofi, musici, giullari, visionari con gli occhi e visionari con le mani.

Per me, a parte Ovidio e Luca Giordano, sono quasi tutti britannici, non so bene perché: William Blake, Lewis Carroll, GK Chesterton, Kenneth Grahame, JRR Tolkien, Alan Watts, Darren Allen, Paul Cudenec, Jehanne Mehta...

E l’Incredible String Band, che sono scozzesi e non inglesi.

Non ne parlo qui per raccontare i miei personali gusti musicali.

Ne parlo per condividere con voi le premesse di tutto ciò di cui parlo qui, il motivo per cui vivo e agisco e scrivo.

Un secolo fa, nel 1968, fu girato un curioso film sull’Incredible String Band. Potete guardarlo qui:

https://yewtu.be/watch?v=IZx3zwZcTe0

E’ un po’ complesso e confuso, ma la parte per me importante sono le parole recitate/cantate nei primi 1.10 minuti, che vi traduco qui (ingargugliato me lo sono inventato io, per gargoyled):

Solo un palazzo con porte interne
Ben dipinto e ingargugliato dai molti piani
Due finestre lasciano libero questo proiettore
E il magico mondo qui appare sullo schermo
I miei servitori mi assistono con trucchi dei sensi
Il passato e il futuro e gli altri tempi grammaticali
E su vassoi d’aria mi trasmettono la mia misura
Sia per la gioia che per il dolore, non mi mancano i tesori

Garguglia di Rosslyn, Scozia

Il Signore e la sua Signora sono seduti all’interno
Nella corte della mente dove inizia la canzone
La canzone è così bella come è bella come è bella come segue
La canzone continua attraverso vuoti senza misura
che sprofondano dal livello dell’essere personale
Attraverso caverne di oscurità dove i draghi
dimorano

Le montagne sopra di loro si alzano al mio richiamo
Dove le mele sono mature o la pioggia sta scendendo

In navi dalla visione bianca navigo all’orizzonte
Dove tre filatrici stanno oltre l’orizzonte
orizzonte sotto l’albero delle mele della bellezza
Le guardo mentre organizzano i miei giorni e il mio domani
La canzone è bella è bella come segue

Come già raccontammo, inizia così, con le Tre Filatrici, il racconto che fa Luca Giordano della mia e della tua vita

Mi sono fermato sulla spiaggia dove la luna si stava arricciando
Ridevo sulle ali degli uccelli marini che chiamavano
Ho amato quando la dolce Venere mi ha portato un amante
Ho pianto quando i dolci Saturno e Giove ci hanno spostati
E tutti i miei servi combattevano contro i loro fratelli
E il Signore e la Signora si odiavano l’un l’altro
Finché le filatrici si alzarono con il loro lavoro sulle dita
comandando la presenza di cantori celesti
Che parlavano del silenzio che presto sarebbe arrivato
Quando tutto sarebbe stato immobile nel meraviglioso palazzo
La pace non è immobilità, ma un pacifico cambiamento
Questa speranza è la speranza dell’uomo sulla forca
La canzone va bene va bene va bene come segue

Il bambino che ero nel grembo di mia madre
Sperma bianco ero nei lombi di mio padre
Prima di allora ho nuotato negli oceani del nulla
Dove i pesci sono fini come il colore dei colori
Dove le onde sono il messaggio dei secoli che rotolano
Dove il vento è il respiro del Santo Creatore
Dove nessuna nave naviga, ma solo l’oceano
Dove tutti i fiumi crescono possenti con il mostrare
E coronati con i doni delle miriadi di valli
Ritornare con un sospiro al mare dell’avvento
Per sempre e per sempre e per sempre sii felice O sii
lieti, perché la canzone non ha fine.

Se rispondi a questo indovinello
Se rispondi a questo indovinello, non comincerai mai
Terra, acqua, fuoco e aria
si sono incontrati alla fiera in un giardino
Messi in un cesto legato con la pelle

Pubblicato in esperienze di Miguel Martinez, Il clan dei fiorentini, mundus imaginalis, Questo blog | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | 132 commenti

La guerra d’Oriente per negati

Siccome gli italiani fanno fatica a impegnarsi con sufficiente entusiasmo nella guerra in corso tra Russia e Ucraina, ho deciso di spiegargliela in modo semplice semplice.

Devo consegnare una traduzione e non ho tempo per cercare mappe aggiornate, ma va anche bene questa che ci fa vedere il mondo qualche anno fa:

Allora, a sinistra avete la Polonia/Lituania, con la provincia della Podolia. A destra avete, in verde, l’impero russo.

La guerra riguarda oggi le terre definite qui Nouvelle Russie e Crimée.

Contese tra la Russie che esiste ancora oggi, e quella che qui nella mappa si chiama Podolie, ma oggi ha un altro nome e ha una bandiera molto bella:

E qui arriva la parte importante: tutti i Paesi Liberi del Mondo sono d’accordo che su Nouvelle Russie e Crimée debba sventolare solo questa bandiera:

e non questa:

E chi ci abita deve avere il prefisso telefonico 00380 e non 007 (che sa pure di spie).

E’ semplice, si tratta della Legalità Internazionale, se non lo capite da soli e non siete disposti a dare la vita per lei, peggio per voi.

Allora, i russi hanno messo la bandiera sbagliata proprio su quelle due regioni, e noi li dobbiamo buttare fuori, perché siamo dalla parte della Legalità Internazionale.

Le nostre guide democraticamente elette hanno sviluppato un piano che richiede un po’ di pazienza, ma ci permetterà di vincere.

Noi dobbiamo smettere di comprare il gas e il petrolio dalla Russia.

La Russia poi cercherà di rivenderceli, a prezzo maggiorato, attraverso vari amici della Russia.

All’inizio, sembrerà un sacrificio, a mano a mano che a milioni perdono casa e lavoro.

Però, se riusciamo a far maggiorare abbastanza il prezzo, dopo un po’ diventeremo talmente poveri, che non potremo nemmeno più comprare il gas e il petrolio dagli amici della Russia.

A quel punto anche le famiglie russe diventeranno poverissime e cominceranno ad abbattere i boschi per riscaldarsi, provocando disastri ambientali; non potendosi pagare le cure sanitarie, ritornerà la peste bubbonica, poi ci sarà una guerra civile e alla fine, non ci sarà più la Russia. Ci sarà solo democrazia, da oceano a ocenao.

Comunque se non dovesse andare tutto come previsto, c’è il Piano B, appena rivelato al mondo dalla nuova Prima Ministra inglese, Liz Truss.

Un signore, durante una riunione del suo stesso partito, le ha infatti chiesto se sarebbe disposta a schiacciare il pulsantino che fa esplodere la bomba atomica, anche se ciò dovesse significare l’annientamento globale.

La signora ha risposta che era prontissima.

So che dovete tirare la cinghia per adesso, ma non vi preoccupate: in un modo o nell’altro, vinceremo.

O almeno, loro perderanno di sicuro.

Nei nostri cuori una squadra giallo blu 
Che ci fa sognar 
Che ci fa sperar 
Che la vittoria arrivi prima o dopo per noi 

Vi sentiremo grandi e festa sarà 
Un grazie poi 
A tutta la gente 
Che in qualche modo ha aiutato 
I giallo blu 
Anche a lui andrà Tanta felicità 
Viva i tifosi e viva la città 
Oh. oh.oh. oh. oh. oh. oh
“Non ci fate caso a me, sto solo programmando le ferie per l’anno prossimo”

Pubblicato in Collasso, Guerra, monispo, mundus imaginalis | Contrassegnato , , , , , | 637 commenti

Cambiamento climatico, vero o falso, o non importa? (1)

L’altro ieri, guardavamo i Giottoli, gli incredibili sassi unici al mondo che ha scoperto quasi per caso un nostro amico… e abbiamo riflettuto su quante persone straordinarie conosciamo. Nel senso banale di fuori dall’ordinario.

Tra gli amici straordinari, c’è Silvia.

Silvia riflette e combatte, rigorosa come un cipresso, senza auto o patente, senza smarfo, anzi non ha nemmeno uno scemofono come me.

Silvia, che in questi giorni sta facendo la vendemmia assieme al suo compagno, e al mare guarda le razze (con la zeta sonora), mi chiede cosa penso della faccenda del cambiamento climatico.

Ma le posso rispondere solo per gradi: il clima è fatto, appunto, di gradi.

Eccomi.

Da quando ci ricordiamo di esistere, molto prima di ragionarci… noi (io, il platano, il gatto, il sole e Silvia) siamo innamorati delle forze che crescono vive, nell’humus e nell’aria e nell’acqua, invecchiano, muoiono e rinascono, fuori, attorno, dentro di noi, senza distinzioni e frontiere.

“Quando la vita arriva, non può essere rifiutata; quando se ne va, non può essere trattenuta.” (Chuang-zi).

Per questo, se un’etichetta ce la dovete affibbiare, siamo ecologisti. Difendiamo l’οἶκος, quella casetta-villaggio degli antichi indoeuropei, al margine del bosco.

Death is more mundane 
than we imagine.
It is implicit in the abundance
of my garden.

La morte è più banale
di quanto ci immaginiamo.
E' implicita nell'abbondanza
del mio giardino.

Jehanne Mehta

Tanti anni fa, un mio amico veronese, Franco Venturi, tenne una conferenza sul Messico precolombiano.

Durante la conferenza, fecero irruzione, in maniera lecita, ma molto sopra le righe, alcuni cattolici di estrema destra.

Gridavano (citando giustamente fonti e libri)…

Ve la prendete con gli spagnoli che hanno conquistato il Messico? Bene, sappiate che gli spagnoli hanno portato la civiltà in Messico, eliminando la piaga tremenda dei sacrifici umani!”

Franco, che non se l’era mai presa con gli spagnoli, cercò di aprire una discussione proprio sulle fonti storiche, dando per certi versi anche ragione ai cattolici, ma per altri no.

Però più lui cercava di ragionarci, più quelli si arrabbiavano.

Ora, perché un gruppo di giovani veronesi si agitava fino a questo punto per un dettaglio di storia mesoamericana di secoli prima?

E’ lì che ho capito come tante volte, i discorsi che facciamo ne nascondono altri, che in realtà sono molto più importanti per noi.

Dietro i discorsi sulla storia mesoamericana, i giovani veronesi stavano facendo un altro discorso impronunciabile, che diceva, all’incirca, questo:

Se gli spagnoli cattolici hanno fermato i sacrifici umani dei pagani idolatri,

allora è l’ennesima prova che la religione cattolica è l’unica giusta.

e quindi bisogna andare a Messa tutte le domeniche e Dio è trinitario e non solitario, come dicono i musulmani, e quando che moro io, andrò in cielo”.

Noterete subito che c’è un certo salto logico.

Ma non è un difetto dei cattolici veronesi: per quasi tutti, gli esempi storici e scientifici sono solo delle immagini che illustrano qualche racconto interiore molto più importante.

Noi umani contastorie (come diceva il Pitrè) siamo fatti così: basta rendercene conto.

Conti, racconti e contastorie: I suoceri mi parlano della loro infanzia, con le notti davanti al fuoco.

C'era quello che sapeva la Divina Commedia a memoria, e quello che sapeva invece le storie del Boccaccio. 

E le donne con la corolla in testa per reggere l'orciòlo con cui si recavano alla fonte per prendere l'acqua, salivano le scale reggendo due secchi in mano, e dall'orciolo non cadeva una goccia.

E' passato poco tempo, in fondo.

Allora, anche la questione del “cambiamento climatico” avrà due livelli: i fatti in sé, e i motivi per cui alcuni esseri umani insistono a parlarne.

Non tocchiamo per ora il livello tecnico (“quanti sacrifici umani ci furono in Messico? E’ vero che il caldo a Firenze nel 2022 è colpa del CO2 antropogenico, o no?”).

Andiamo subito e solo al livello profondo.

Pochi anni fa, da un giorno all’altro, i media hanno improvvisamente scoperto anche loro qualcosa che chiamavano ecologia.

Una prima sensazione: meno male che se ne parla

Poi un senso di disgusto, perché l’Ecomòda aveva tutti i tratti di ciò che ci fa più profondamente orrore.

Siamo ecologisti perché siamo incantati dagli infiniti intrichi delle radici; e questi ecomodisti invece ci andavano giù con la brutale violenza del rullo compressore.

Il racconto ufficiale (non quello scientifico, parlo solo di quello che ci arriva dai media) è che il mondo si sta riscaldando in modo potenzialmente catastrofico.

E questo riscaldamento è dovuto a un unico fattore, a cui nessuno ci aveva pensato prima (in realtà se ne parla da cent’anni, ma prendiamo in considerazione la percezione delle persone normali): l’emissione di una roba specifica, chiamata CO2, nota finora solo a chi studiava chimica.

Emissione dovuta a sua volta a certe attività industriali umane.

Siamo passati così di colpo dalla beata ignoranza di ieri, all’imminente sterminio di tutta la specie umana, anzi di quell’orrendo coso dalla testa tonda e pelata che chiamano “il Pianeta“:

Guardate la faccia del signor Pianeta: tutta rigata dai solchi che ci hanno disegnato i conquistatori umani, i geometri, i cacciatori di minerali. L’esatto contrario del nostro mondo di erranti rizomi di funghi, di lucertole ferme sulle pareti estive, di pesci guizzanti dagli occhi neri.

I promotori di questa profezia sono miliardari, influencer, predicatori ben retribuiti, giornalistici scandalistici e innumerevoli aziende con la soluzione pronta a pagamento.

Insomma, quanto di peggio la specie umana abbia prodotto.

Tutto è stato posto come un problema, che richiede una urgente soluzione.

Il Climate Clock, Union Square, New York. Largo 24 metri, alto quattro piani, conta perfino i secondi che mancano al momento di non ritorno.

Quando le persone subiscono una cosa del genere, si dividono sempre in una maggioranza di credenti e una minoranza di scettici.

Innanzitutto, abbiamo quella che sembra una informazione. Qualcosa di vero ci potrebbe pure essere, ma dovrebbe essere evidente che è impossibile che sia corretto il calcolo pure dei secondi.

Insomma, fingono scienza per suscitare emozioni nel credente.

La prima emozione è di fiducia.

Dietro l’orologio c’è gente che ha i soldi per mettere un cartellone grosso così; e poi ci sono di mezzo numeri, che sono per definizione le basi stesse della scienza, dell’economia e perfino del sistema elettorale. Chi possiede i numeri ha ragione, il povero imbecille che non li ha, si attacca.

La seconda emozione è di panico. Abbiamo poco tempo per salvarci! La catastrofe avverrà nella mia stessa generazione!

Però ti offrono una via di salvezza.

Da solo, posso appena ricordarmi di buttare gli scontrini della spesa nel misto e non nella carta, ma per il resto, sono ignorante e non saprei dove cominciare. No, qui c’è da salvare il pianeta, e chi lo può fare se non le grandi organizzazioni, con i loro tecnici?

Devono fare qualcosa in fretta, senza lacci e lacciuoli… In pratica, mi salvo se invoco la dittatura per salvarci. La dittatura di quelli che hanno già il potere, se ci riflettessi trentadue secondi, capirei che quelli che hanno il potere, sono proprio quelli che ci hanno ridotti così.

Suonano alla porta.

Apro.

Mi trovo davanti un tizio in giacca e cravatta, che mi annuncia.

“C’è stata una fuga di una misteriosa sostanza chimica… Creperai tra un quarto d’ora, ma se compri subito il mio antidoto e fai esattamente come dico io, ti salverai!”

Ora, se c’è una catastrofe ambientale è dovuta proprio alla tendenza dell’essere umano a controllare, dominare, organizzare e uccidere tutto ciò che gli fa paura. E questa volta, per salvare l’umanità dagli esiti della sua organizzazione, invocano la super-organizzazione.

Dal 1914 (grazie anche a Vernon Lee), sappiamo cosa significa la cultura dell’emergenza, del nemico, della guerra.

Il minatore inglese o il contadino bavarese arruolato che caspita ne sapeva del diritto internazionale, dell’invadibilità del Belgio, dei trattati internazionali? C’era solo da affidarsi agli esperti, che avrebbero deciso se il diciottenne doveva crepare gassato a Verdun, accecato sull’Isonzo, congelato in Lituania.

Grazie agli dei, esistono persone sane che provano una diffidenza istintiva di fronte a gente potente e perversa che cerca di convincere loro di qualcosa.

E capisco la rabbia che gli scettici provano di fronte al disprezzo supponente dei credenti: quelli che danno sempre del complottista agli altri, e poi farneticano sul Grande Complotto di quelli pagati dai servizi segreti russi per farci diffidare del Cinqueggì o delle mascherine.

Però noi siamo un altro mondo, più simile ai rami velenosi del tasso che ai sondaggi di opinione…

Non dobbiamo credere a nulla, né per fede, né per infidenza…

La verità che sfugge a ogni discorso umano, potrebbe trovarsi altrove.

Il tasso di Crowhurst

Considerate che io sono un laureato in lingue orientali, non in climatologia.

La prima cosa che mi viene in mente, è che tutti quelli che ci fanno le prediche, o ci vendono le soluzioni, hanno il potere che hanno, perché hanno saccheggiato il pianeta. Molto più di noi poveri cristi che dovremmo sentirci in colpa perché non ricicliamo sempre perfettamente i rifiuti.

Sempre che il CO2 sia il male assoluto, l’hanno generato proprio loro.

Secondo, ripenso agli esagitati cattolici veronesi.

Avremmo potuto discutere per anni sui dettagli storiografici e archeologici, per sapere se e quali e quanti sacrifici umani si facevano nel Messico antico (in molti cimiteri, la maggior parte delle ossa riporta delicati morsetti umani).

A forza di cercare dettagli, potremmo trovare infinite scuse per darci a vicenda dei bugiardi.

Sui dettagli si può discutere, in maniera affascinante, all'infinito, perché la realtà è infinitamente complessa. 
Da ragazzo, ho conosciuto per caso solo due reduci delle mitiche SS. 
Entrambi erano dichiaratamente di origine ebraica. 
E' un fatto storico vero, che può portare a qualunque conclusione ideologica ci pare, ma anche alla semplice constatazione che la vita è bella perché è varia.

Ma alla fine, la verità storica è diversa dalla verità ideologica: Gesù non ci salva se i messicani facevano i sacrifici umani; Gesù non cessa di salvarci, se non li facevano.

Allo stesso modo, un conto è se è vero che il clima sta cambiando, per opera dell’industria umana; e un altro conto, totalmente diverso, se dobbiamo accettare le soluzioni che chi ha il potere, costruito proprio sull’industria umana, cerca di venderci.

Ora, io come ecologista nel senso primordiale, so che l’umanità di cui faccio parte ha preso prima a pugni, poi a cannonate, il piccolo mondo in cui viviamo.

Non trovo per niente strano sospettare che questa violenza paurosa abbia qualche effetto sul mondo.

Quale sia esattamente questo effetto, non saprei: la mia ipotesi, da laureato in lingue orientali, è che possa anche influire sul clima, ma sospetto che vada molto oltre.

Mi basta guardare i pesci che muoiono nel mare, sotto la scia delle navi che ci portano il salmone dell’Alaska, disossato da manine umane in Cina e portato infine ai ristoranti italiani.

Sospetto anche che sia molto riduttivo dire che si tratti solo di una faccenda di “emissioni di CO2”. Mi sembra un trucco, per dirci che basta ancora più controllo per risolvere un piccolo inghippo di un sistema altrimenti meraviglioso.

Però ritengo che la storia del CO2 sia anche vero, se non altro perché del meccanismo di fondo, ne parlano da oltre cent’anni persone che a quei tempi non avevano nulla da venderci.

Conosco gente cui voglio bene, che ha segnalato, uno dopo l’altro, una gran quantità di errori nelle affermazioni fatte dai sostenitori del cambiamento climatico.

Pensiamo però alle previsioni del tempo.

Mi è capitato decine di volte di cogliere in fallo i meteorologi, con conseguenze pratiche importanti per me: rimandiamo la cena all’aperto, perché leggiamo che pioverà, e invece la serata è bellissima.

Ma prima di dire che la meteorologia va buttata al mare, due cose.

Uno, in linea di massima, in media, i meteorologi ci azzeccano: a febbraio mi devo mettere il maglione, a luglio no.

Due, a parte segnalare tutti gli errori che i meteorologi indubbiamente fanno, che a criticare siamo bravi tutti, posso dire di avere sviluppato una teoria alternativa, tipo, “le temperature sono uguali tutto l’anno”?

Insomma, credo che sia altamente probabile che l’attività industriale umana stia provocando cambiamenti climatici di enorme importanza.

Credo che sia altamente probabile che c’entrino anche le emissioni di CO2, assieme a molti altri fattori che agli imprenditori non conviene citare.

Non credo assolutamente che per questo motivo, dobbiamo dare ragione alle soluzioni proposte dalle stesse realtà politiche/imprenditoriali che ci hanno trascinati sull’orlo della catastrofe.

E credo – a differenza degli amici di Extinction Rebellion – che sia un errore gridare:

“voi che ci avete portati in questa situazione, assumete poteri dittatoriali per risolvere a modo vostro la catastrofe che voi avete creato!”

White as the snow her body lies,
More beautiful than any,
White as the snow her body lies,
More beautiful than any.
Does she live still, does she breathe?
Can she still awake to love?
My hert bleeds when I'm thinking of
The raping of the lily.

Candido come la neve giace il suo corpo,
più bello di ogni altro.
Candido come la neve giace il suo corpo,
più bello di ogni altro.
Vive ancora, respira ancora?
Può ancora risvegliarsi all'amore?
Il mio cuore sanguina, quando penso
allo stupro del giglio.

Jehanne Mehta

Alla prossima parte…

Pubblicato in ambiente, esperienze di Miguel Martinez, imprenditori, mundus imaginalis | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 63 commenti

Perché degooglizzarsi

Probabilmente avrete letto tutti la notizia, uscita qualche giorno fa, della famiglia statunitense con il bimbo che aveva un problema, riassunto così da Repubblica:

“Il piccolo ha il pene arrossato e dolorante: preoccupata, la madre consulta un’infermiera per fissare un consulto di emergenza la mattina successiva. L’operatrice sanitaria le chiede di inviare delle foto in modo che il medico potesse esaminarle in anticipo. La madre scatta le foto e le invia attraverso il sistema di messaggistica del medico.”

Poco dopo, Google blocca l’accesso del padre alla posta gmail, ai suoi contatti e foto su Google, e persino al suo numero di telefono – Google, negli Stati Uniti, è anche un fornitore di servizi telefonici. E Google chiama anche la polizia che apre un’indagine sul presunto pedofilo. Anche quando gli investigatori riconoscono l’evidente innocenza del signore, Google si rifiuta di ridargli l’accesso ai suoi “servizi Google”.

Solo alcuni dei “Servizi Google”

Il caso non è isolato, ma sistematico: solo nel 2021, Google ha chiuso 270.000 account per motivi analoghi, facendo 600.000 denunce.

Ragioniamo su questi dati.

1. La vittima/cliente di Google è un cittadino statunitense che vive negli Stati Uniti. 

2. Google è una ditta statunitense

3. Il sistema amministrativo statunitense impone a Google di applicare una legge statunitense

4. La ditta statunitense passa automaticamente al vaglio tutto ciò che passa per le sue mani, per fare ciò che le impone il sistema amministrativo statunitense.

Ma attenzione: a me, nessuno ha chiesto il passaporto quando anch’io – allora giovane e ingenuo – ho aperto un account su gmail. Potevo essere statunitense oppure qualunque altra cosa.

Ma immagino che Google controlli i messaggi che mando io, esattamente come controlla i messaggi che mandano cittadini statunitensi.

Riscriviamo quindi solo la prima riga:

1. La  vittima/cliente di Google può essere un cittadino di qualunque paese. 

E lasciamo tutte le righe successive immutate:

2. Google è una ditta statunitense 

3. Il sistema amministrativo statunitense impone a Google di applicare una legge statunitense 

4. La ditta statunitense passa automaticamente al vaglio tutto ciò che passa per le sue mani, per fare ciò che le impone il sistema amministrativo statunitense. 

Io ho scritto genericamente “sistema amministrativo statunitense”, perché da questo episodio, emerge che è intervenuta la polizia, quindi presumiamo la magistratura. Ma non è certo l’unica autorità in grado di intervenire, nel paese dei Presidential Emergency Action Documents.

Google controlla sistematicamente tutto ciò che le passa per le mani, alla ricerca di materiale pedopornografico.

Quindi mi posso sentire tranquillo?

No, aspettate un attimo.

Noi sappiamo solo che Google controlla sistematicamente tutto ciò che le passa per le mani.

E grazie a un caso di cronaca, sappiamo che tra le infinite cose che il sistema amministrativo statunitense le può chiedere/imporre di controllare, c’è il materiale pedopornografico.

Lo veniamo a sapere perché la presunzione di pedofilia porta subito alla chiusura degli account e a un’indagine di polizia.

Ma possiamo immaginare mille altre situazioni, in cui si potrebbe preferire non chiudere un account. E in cui non ti trovi la polizia che ti bussa alla porta di casa con un mandato, se non altro perché non abiti negli Stati Uniti.

Ecco perché è bene degooglizzarsi.

Cominciamo proprio dal sito degooglisons-internet.org.

Pubblicato in Censura e controllo globale, ciberdominio, Nanomondo | Contrassegnato , , , , , | 30 commenti

Archetipi intramontabili

Oggi trovo questa favolosa immagine su Repubblica.

Diamole il suo contesto.

In Italia si sta per votare.

Il vincitore, chiunque sia, potrà assegnare molti appalti ai propri amici, prendersi raffiche di insulti su Facebook e Twitter e resterà con il cerino in mano quando tornerà il Covid e anche la peste bubbonica, nonché finirà il gas.

A prima vista, il manifesto sembra suggerire una cosa semplice: se abbastanza gente scrive Putin sulla scheda, il signore che compare sull’estrema destra dell’immagine sarà costretto a inventarsi un nuovo mestiere, lontano da Palazzo Chigi.

Non ci cascate: se voi scrivete Putin sulla scheda, ve l’annullano.

Un’altra lettura possibile è che il signore a destra consideri i suoi avversari politici agenti segreti di Putin, che appena vinceranno le elezioni, porteranno i cosacchi ad abbeverare i loro cavalli nella fontana di San Pietro.

La gara fondamentale, al momento, è tra tre partiti che fino a poche settimane fa hanno fatto parte dello stesso governo ( PD, Forza Italia e Lega), votando giorno dopo giorno le stesse leggi, e in particolare le stesse misure belliche, con qualche scambio reciproco di sbuffamenti di tanto in tanto.

Due di questi partiti si sono alleati adesso con un quarto partito, i Fratelli d’Italia, che però non può essere quello “di Putin”, per il semplice motivo che è ancora più militarista del PD.

Ora,ogni volta che mi gioco la Hitler Card, mi scappa un po’ da ridere.

Ma siccome mi scappa da ridere anche a guardare il manifesto di Letta, butto sul tavolo questo manifesto con cui i nazisti durante la Seconda guerra mondiale facevano appello all’idealismo dei giovani norvegesi:

Ma l’archetipo della Difesa dell’Occidente contro le Orde d’Oriente mica l’hanno inventato i nazisti.

Bastano i democristiani del 1948:

Oppure gli inglesi nel 1901:

O i promotori di una “difesa unita” che nel 1952 proponevano un muro in Germania… prima che ci fosse il Muro:

Comunque mi sono divertito. Grazie, Letta!

Pubblicato in Cialtroni e gente strana, Europa, Italia, mundus imaginalis, Sinistre e comunisti | Contrassegnato , , , , , , , , , | 740 commenti

“Piombino? Questa roba deve finire!”

Piombino in questi mesi è al centro del conflitto più importante d’Italia.

Mi hanno invitato a vedere cosa sta succedendo.

Al ritorno, ho deciso di scrivere ciò che ho visto e sentito. Alla maniera in cui si vive, non alla maniera in cui si studia. A rischio di qualche dettaglio mancato e magari pure sbagliato.

Il rigassificatore: la questione fondamentale

Iniziamo con la conclusione.

La narrazione mainstream parla – come fa sempre – di una piccola comunità egoista, colpevole di cercare di sabotare il riscaldamento degli italiani nel prossimo inverno, in un’emergenza del tutto inattesa. I Nimby!

I piombinesi mi spiegano quello che, secondo loro, c’è veramente in ballo con il rigassificatore.

Hanno buoni motivi per temere un mostro con una potenza energetica pari a cinquanta bombe di Hiroshima, nel loro piccolo porto. Ma incrociamo le dita, magari non farà il botto.

Il vero problema è un altro.

Probabilmente avrete sentito parlare del Decreto Legge del 9 agosto 2022 (“Misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali”), venduto sotto il titolo di Aiuti Bis perché prevede varie cose tènere come sconti sulla bolletta del gas per i disabili.

Poi giù giù in fondo dove i titolisti non vanno a leggere, il Decreto Legge stabilisce la creazione di

aree di interesse strategico nazionale per la realizzazione di piani o programmi comunque denominati che prevedano investimenti pubblici o privati anche cumulativamente pari a un importo non inferiore ad euro 400.000.000,00 relativi ai settori di rilevanza strategica.”

Una volta che chi ha vinto le elezioni ha deciso che un certo luogo è una “area di interesse strategico nazionale” dove ci sono appalti pubblici o semplicemente traffici privati per un valore cumulativo superiore ai 400 milioni di euro, il governo regionale può rilasciare un “provvedimento unico autorizzativo“, che permette di fare a meno di tutti i permessi ambientali e non richiesti dalla legge italiana.

In particolare, si buttano a mare la Via (Valutazione di impatto ambientale) e i vincoli della cosiddetta direttiva Seveso II (Direttiva 96/82/CE, recepita dalla legge italiana) e successive modifiche, che regolamenta l’utilizzo delle sostanze

• Tossiche e molto tossiche
• Comburenti
• Esplosive
• Infiammabili, facilmente infiammabili ed estremamente infiammabili
• Pericolose per l’ambiente

Gli amici piombinesi mi spiegano che adesso funzionerà così:

Il promotore (un Gianobifronte che è statale, e quindi ti può mandare i carabinieri, ed è privato e quindi ha da guadagnare un sacco di soldi) presenta il suo progetto.

C’è una breve finestra di tempo in cui tutti possono presentare, a scopo puramente consultivo, delle critiche.

Ma dopo la scadenza di questa finestra, il promotore ha cinque giorni ancora per presentare la versione definitiva del suo progetto, e contro questa non è più possibile presentare alcuna obiezione.

E’ potenzialmente la fine di tutto ciò che di positivo si è costruito negli ultimi decenni a difesa dell’ambiente, e la consacrazione del potere di politici e imprenditori di fare ciò che vogliono del territorio.

Piombino è il primo luogo dove questa misura sarà sperimentata, ma può riguardare qualunque parte d’Italia, per qualunque cosa un politico o un imprenditore possa ritenere sia una emergenza.

La salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio e della salute di tutta Italia si trova adesso in mano ai piombinesi, che citano ripetutamente le parole del pastore Martin Niemöller:

“Prima vennero per i piombinesi…”

In viaggio

I rode out on a bright May morning like a hero in a song,
Looking for a place called England, trying to find where I belong.
Couldn’t find the old flood meadow or the house that I once knew;
No trace of the little river or the garden where I grew.

I saw town and I saw country, motorway and sink estate;
Rich man in his rolling acres, poor man still outside the gate;
Retail park and burger kingdom, prairie field and factory farm,
Run by men who think that England’s only a place to park their car.”

Ogni volta che attraverso la Toscana, penso a queste straordinarie parole di Maggie Holland, che ho già tradotto qui. e che potete ascoltare in questo video.

I treni per Piombino sono pochissimi – scoprirò poi anche che la città ha una sola stradina di accesso a due corsie.

Treno da Firenze alle 5.35 di mattina, due ore e venti minuti per attraversare la Toscana. In tempi di crisi energetica, presti attenzione a queste cose: l’aria condizionata è sparata a una temperatura talmente bassa, che il 17 agosto rimpiango di non essermi portato un maglione.

Una Toscana che è meraviglie e cipressi, e vigneti per miliardari di Hong Kong, ed è anche, ovunque, questo:

La stazioncina di Piombino è un guscio vuoto, ben rappresentato dalla sua fontana:

L’amico che mi viene a prendere alla stazione mi aiuta a orientarmi.

C’è un piccolo e splendido centro storico circondato dalle mura, che scende giù al porticciolo che fu dei pescatori.

Mi racconta di Élisa (con l'accento) Bonaparte, principessa di Lucca e Piombino, sorella di Napoleone, e del castello da cui avrebbe gettato in mare gli amanti una volta usata. E penso ai legami della povera donna calunniata con i luoghi di Firenze che conosco, e a quello che ha fatto per gli artisti di qui, e alla sua sorella Carolina, e alla tomba nascosta di quest'ultima nella chiesa di Ognissanti, appena dietro quella di Botticelli ("la rosa una volta bianca e una volta rossa").

Poi c’è l’immenso spazio dell’acciaieria.

C’è il porto per le isole dove passano 120 traghetti al giorno.

Segue la discarica, altre acciaierie, l’impianto abbandonato dell’Enel dove incrociamo due fagianelle, e un’inattesa palude-oasi della WWF.

Alle spalle una catena di siti etruschi tra cui Populonia, e qualche luogo di singolare bellezza.

Le acciaierie

In una città che ha avuto al suo massimo splendore 40.000 abitanti, 15.000 lavoravano nel mondo delle acciaierie di Stato dell’IRI.

Mi indicano le villette dei fantozziani dirigenti di allora.

Poi le prime fatiscenti case operaie direttamente a ridosso dell’acciaieria, dove oggi c’è gente che entra e esce di carcere.

Dietro, un nuovo quartiere operaio, qualche centinaio di metri più lontano dalle fabbriche.

E infine, a distanza di auto, un (allora) novissimo quartiere modello dove gli appartamenti venivano costruiti in modo che gli operai che tornavano dal turno di notte – il cuore di tutto, l’altoforno, non si doveva spegnere mai – potessero rientrare senza disturbare il resto della famiglia, e i ricordi delle colonie estive per i figlioli, organizzate dal dispositivo statale/imprenditoriale.

Tutti e tre i quartieri sono chiaramente frutto di un piano, dove piccoli ingranaggi umani di geometri e ragionieri hanno ideato per conto di altri strutture identiche per regolare il flusso umano.

Insomma, tutto il progresso d’Italia, attorno a un’illusione molto fisica: voi ci date Lavoro e Sicurezza, noi vi diamo polmoni e sangue.

A gestire le acciaierie, un apparato di raccomandati e raccomandanti democristiani, come controparte il Partito Comunista e il suo sindacato: a tavola, mentre mangiamo un’ottima pasta al pesto, mi raccontano di una trattativa interrotta per il fine settimana, dove il sindacalista che il venerdì si sedeva di qua al tavolo dalla parte dei lavoratori, il martedì successivo si sedeva dall’altra parte, essendo stato assunto come consulente dalla proprietà.

“A quei tempi c’erano i politici che comandavano e si facevano dare le tangenti dagli imprenditori. Ma oggi è peggio, sono gli imprenditori che ordinano e i politici che obbediscono.”

Oggi tutto questo è un’immensa distesa di enormi oggetti abbandonati, ruggine e fanghiglia velenosa, sostanze esplosive e piante che crescono. Uno dei mille Groningen del mondo, insomma.

Un tempo c’era sicurezza. Come operai, ci si sentiva forti.

Forse tutta la politica italiana di oggi si gioca, in fondo, sulla nostalgia di quei tempi.

Ma in quelle fonderie, la vita se ne andava, come anche la salute: quando ti sedevi a mangiare, mi dicono, se tracciavi una riga con il dito sul tavolo anche pulito da poco, lasciavi un segno, tanta era la roba sporca che calava continuamente dal cielo.

E ogni notte vedevi eruttare fiammate e fumo nero.

Oggi, il cielo è chiaro, e i tavoli restano puliti, e anche questo me lo ripetono i piombinesi. Potremmo essere altro, e fantasticano di turismo, di agricoltura, di itticoltura.

Ma tutti percepiscono che sono sull’orlo del precipizio, e del domani, davvero, non c’è certezza.

Montepuzzo

Noi che viviamo nel regno dell’entropia, sappiamo che a ogni trasformazione, si perde qualcosa; e che alla fine, anche le cose trasformate, diventano rifiuti.

Un amico mi fa vedere l’immagine dall’alto della costa un po’ a nord di Piombino: siamo a Rosignano Solvay – la poco toscana ypsilon nel nome del paese è dovuta a una ditta belga, che prima del 1914 era la più grande multinazionale di tutto il mondo (esiste e fattura ancora!). Gli scarti della secolare fabbrica sono così potenti da aver sbiancato le spiagge e rese chiare le acque del mare antistante.

A Piombino, c’è tutta una zona di fanghi e veleni, poi ci sono intere colline di scarti industriali oggi ricoperte di piante, che trasudano poi nelle paludi circostanti.

Infine, c’è il Montepuzzo.

Sembra molto largo, ma a guardarlo, la sua geometria ti fa perdere l’enormità della sua altezza: 36 metri, pari a un palazzo di dodici piani. Una piramide tronca. Il motivo per cui i piombinesi lo chiamano Montepuzzo mi diventa subito chiaro, anche se mi assicurano che non è nulla in confronto a quello che era qualche anno fa.

“Le sensazioni brutte durano molto di più di quelle belle, è un meccanismo difensivo che abbiamo: per questo i sommeillier annusano solo per un attimo il vino buono, dopo perdono la sensibilità, mentre per le cose brutte…”

Un’amica racconta delle notti che ha passato a filmare i camion che approfittavano del buio per sversarci i liquami più strani (uno mi parla anche di duecento barili di mercurio); della commistione inscindibile tra i gestori della discarica e i dirigenti del Partito Unico che a Piombino pensavano di essere intoccabili; del rifiuto di permettere carotaggi per capire cosa contenesse la discarica (“non c’è bisogno, i documenti sono tutti in regola!“).

A un certo punto, volevano persino portare qui i rifiuti delle acciaierie di Bagnoli. E quando la mia amica ha ottenuto un noto premio antimafia per i suoi sforzi, i politici locali le hanno fatto la guerra anche per questo.

Eppure sul Montepuzzo, alla fine, tra ditte fallite, indagini e arresti, è crollato di colpo il Partito Unico: una delle città più “rosse” d’Italia, ha eletto un sindaco di Fratelli d’Italia.

Adesso la ditta che ha rilevato la ditta dalla ditta fallita che l’ha rilevata dalla ditta finta, ci ha messo l’eco-fiorellino:

L’opposizione dei piombinesi – e degli abitanti di tutti i comuni vicini, anche quelli elbani – al rigassificatore sembra quasi unanime e trasversale, per cui è normale che il sindaco di destra si sia schierato con la protesta.

Ma dopo tre anni di governo di un politico eletto per fare dispetto al Partito Unico, mi aspetterei una diffusa delusione. E invece più o meno tutti mi dicono qualcosa di più sfumato, nelle parole di un amico “di sinistra”:

“questo nuovo sindaco almeno conosce i suoi limiti, fa le piccole cose che deve fare, non è come quelli di prima che credevano di poter disporre di noi come volevano, scaricavano qui i loro raccomandati da tutta la regione, e ci facevano promesse che non avevano alcuna intenzione di mantenere”.

Mi viene in mente un fantasioso parallelo: una cittadina cattolica da secoli e secoli, in qualche parte della Germania del nord, anno 1525.

Che a un certo momento, si rende conto che il venditore di indulgenze non sta risparmiando loro anni di purgatorio; piuttosto, sta mandando i loro soldi a Roma per arricchire il Papa. E in un attimo, crolla una fede che sembrava inossidabile, e la devozione si trasforma in disprezzo.

"All power tends to corrupt; absolute power corrupts absolutely." 
                                 Lord Acton

Questa sensazione di liberazione e di presa di coscienza, la sento in tutti, in particolare da parte gente che è stata tutta la vita “a sinistra”, per ciò che possono valere gli identogrammi.

Il discorso piombinese oscilla tra il complottismo – “adesso hanno deciso di punire la gente di Piombino perché ha alzato la testa” – al buon senso – “contro Piombino possono fare quello che vogliono, perché qui non hanno più niente da perdere”. E a dire queste cose, sono anche persone che hanno ancora la tessera del PD.

Ci tengono però a precisare che sanno che se le destre vinceranno le elezioni, faranno esattamente come il PD, nonostante qualche ammiccamento rimangiabile sul fatto che si potrebbero cercare “alternative”, giusto per non sputare in faccia al sindaco del proprio partito.

Non esiste alcun partito di cui ci si possa fidare. E magari anche il buon sindaco, che ha infranto gli idoli, sa che i primi ad accoltellarlo alle spalle saranno i suoi superiori di partito.

In giro per il porto

Il porto di Piombino è uno spazio molto piccolo, con un movimento verso le isole però enorme – 1,7 milioni di persone nei primi sette mesi di quest’anno.

Blu: futuro sito del Rigassificatore
Arancione: approdo turistico
Magenta: approdo dell’Hagios Nikolaos (posizione approssimativa)

Mi raccontano che il giorno di Ferragosto, tutta la città ha sentito il botto: qualcosa era esploso a bordo della nave Agios Nikolaos – nome greco, bandiera liberiana, equipaggio filippino, appena arrivato da Suez, carico ignoto – provocando una gran fiammata.

E così, per aggiustarla, l’hanno spostata proprio sul molo dove arriverà il rigassificatore, e qui la fotografo:

"Poco prima di mezzanotte, il 29 giugno del 2009 nella stazione di Viareggio deraglia ed esplode un carro cisterna con 58 metri cubi di gas liquefatto. In pochi secondi è l’inferno: 32 persone morte bruciate vive all’interno delle proprie abitazioni, case sventrate, auto in fiamme, l’apocalisse… questo per “soli” 58 metri cubi di GPL."

da precisare che il GPL ha caratteristiche molto più pericolose del metano, che si disperde subito nell'aria. 

Come vedete, a poche centinaia di metri, c’è un traghetto carico di passeggeri che si appresta a partire per l’Elba o la Sardegna. Anzi, le navi sono tante, e si incrociano continuamente. Qui vedete ben tre, a destra che si incrociano all’aperto, mentre una quarta si appresta a partire (e la Agios Nikolaos si lecca le ferite):

Passano tre giorni, e proprio mentre sono a Piombino, due di questi traghetti si scontrano. Nulla di grave, non era certo il disastro del Moby Prince. Solo una botta e una piccola nuvola di scintille. Roba che non compare nemmeno sulla stampa locale, proprio perché succede tutti i giorni.

Uno che ha passato la vita a lavorare al porto racconta della morte di un suo amico sub, scomparso in mare fuggendo a uno squalo mentre controllava le condotte che portano acqua potabile e corrente elettrica all’Elba, condotte che passano anch’essi proprio da quelle parti.

Mi dice che il fondo del porto è insondabile, perché è costituito da una melma agitata incessantemente dalle eliche delle navi. E mi racconta di cosa c’è in quella melma:

“C’erano due che ci hanno rimesso le mani! Li pagavano per far saltare gli ordigni tedeschi di cui sono piene le acque, ma hanno voluto fare i furbi: legavano le bombe con dei cavi, in modo da far esplodere solo l’involucro, ma non il contenuto, poi vendevano l’esplosivo che c’era dentro ai pescatori di frodo.”

Al porto delle barche, l’amica che ci doveva portare in mare e che si è esposta fin troppo, fa notare che le hanno spaccato la leva del comando. Qualcuno ha molto di cui vendicarsi.

E allora un cuoco dagli orecchini d’oro con una pancia che sembra il Buddha, uno dei mille alleati volenterosi, ci carica sulla sua barca, e salpiamo.

Conosco così poco il mare, e sulla barchetta che corre sulle onde, ascolto storie su storie, raccontate con un accento che mi sembra livornese, ma guai a pensarlo…

Ci sono storie brutte, come quella delle ecoballe…

Nel 2015, il comandante turco della nave Ivy battente bandiera delle Isole Cook (di proprietà di una società con sede nelle Isole Marshall), vedendo che rischiava di affondare, alleggerì il carico facendo scivolare nelle acque piombinesi cinquantasei enormi pacchi di rifiuti, noti chissà perché come ecoballe.

ma anche storie di delfini e di cetacei, che incredibilmente ravvivano ancora queste acque…

… e storie di persone, e di amici e di parentele, di vite e di morti, di isole e di scogli, di piccole sottigliezze linguistiche, di volgarità innocenti.

E per un istante, mentre immergo le mani nell’acqua, penso alla piccola barca del Vento tra i salici.

Mi sento quasi in colpa: mica sono qui per stare bene, sto qui per ascoltare una causa. E poi mi rendo conto che ho pensato una sciocchezza. La causa non è un insieme di dati e di informazioni colte con la testa, è semplicemente vita vissuta. E anche goduta.

E nella canzone di Jehanne Mehta, mi rivengono le parole che Re Artù rivolge ai suoi cavalieri dalla tomba:

“There are times when the fog is so thick on the hills/Fell enchantments have settled on the river and lake/And the poisons have sunk so far into the earth/That we ask: “Is there anything left there to wake?”

Ci sono tempi in cui la nebbia è così spessa sulle colline/incantesimi oscuri si sono posati su fiume e lago/ e i veleni sono entrati così profondamente nella terra/ che ci chiediamo, “esiste ancora qualcosa da risvegliare?”

E poi Artù risponde a se stesso:

“But bring in the morris, the sword dance and the step dance/the music is there and you know how to sing./For the quest it begins with the song from the heart/Won’t you join in the chorus,”, said King Arthur.

“Ma portate il ballo del morris, la danza della spada e la danza dei passi/la musica è lì e sapete come cantare./Perché la ricerca inizia con la canzone del cuore/venite nel coro”, disse Re Artù.

Io, dei piombinesi, sono un ospite, le loro storie non saranno mai le mie, ma la nostra causa è quella di tutte le storie, di tutti quegli intrecci strani tra paesaggi, memorie, immaginari e buoni sapori.

Così, sulla barca ondeggiante, faccio un’eccezione al mio scarso amore per i selfie:

Con la presente, autorizzo tutti i giornali, qualora dovesse succedermi qualcosa di notizievole, a pubblicare questa foto di Miguel Martinez, di mestiere traduttore di manuali tecnici

Entriamo per lo stretto ingresso del porto, e osserviamo il molo dove il Rigassificatore, dall’orrido nome di Golar Tundra, sarà parcheggiato, fisso, mentre accoglie un flusso incessante di navi più piccole cariche di gas liquefatto in un 615esimo del proprio volume.

Piombino e il mondo

Mentre assaggiamo il liquore di bergamotto, la Valeria dice,

“Finora, con il Montepuzzo, abbiamo dovuto combattere contro i delinquenti del posto…

Adesso ci troviamo contro la geopolitica mondiale!”

Qualcuno cita Daphne Caruana Galizia, la combattiva giornalista maltese che dedicò tante energie a combattere l’approdo di un rigassificatore sulla sua isola, prima di saltare per aria.

La Golar Tundra “naviga attualmente sotto bandiera della Marshall Island”.

Siccome non sapevo nemmeno che esistesse uno stato con quel nome, scopro che la Repubblica delle Isole Marshall ha la bellezza di 62.000 abitanti e possiede la seconda flotta di navi del mondo, dopo il Panama.

Fa parte della Repubblica la mitica isola di Bikini, dove gli americani hanno fatto esplodere ben 67 ordigni nucleari (gli abitanti attendono ancora pazientemente due miliardi di dollari di compensazioni).

La prima bomba atomica buttata sull’isola si chiamava Gilda, in onore di un film in cui aveva recitato Rita Hayworth. La figura della diva fu attaccata proprio sulla bomba, prima che esplodesse:

A ognuno il suo. Siccome Rita Hayworth in realtà era mezza ispanozingara, un quarto inglese e un quarto irlandese e quindi la sento parente, voglio dire che lei si infuriò quando venne a sapere di come avevano usato il suo nome. 

Scopro che l’altro bikini che tutti conosciamo fu lanciato quattro giorni dopo il test, da un certo Louis Réard, ingegnere automobilistico, che vediamo qui accanto alla sua esplosiva creatura:

Ho l’impressione frustrante che questa foto spieghi l’intero Ventesimo Secolo, senza saper dire meglio perché.

E qualche anno dopo, eccovi Miss Atomic Bomb 1957 in persona con il costumino a fungo:

Il primo maggio del 1958, lo scienziato James Van Allen annuncia la scoperta di una straordinaria fascia di radiazioni che protegge il nostro pianetino.

Ventiquattr’ore dopo, si scoprirà dalle carte, il signor Van Allen si incontrò con i militari per vedere come buttare una bomba atomica addosso alla fascia appena scoperta. Per vedere l’effetto che poteva fare.

Infatti, il 9 luglio 1962, gli Stati Uniti, nella fascia, ci buttarono la bomba a idrogeno Starfish Prime che illuminò il cielo dall’Hawaii alla Nuova Zelanda.

Giusto per ricordare con chi abbiamo a che fare.

Ma torniamo a Piombino.

Dietro tutta la storia del Rigassificatore, c’è la Snam, una ditta privata che ci viene presentata come praticamente coincidente con lo Stato italiano e quindi con tutti noi.

Fondata in piena guerra sotto il fascismo, la Snam ha come principale azionista oggi la Cassa e Depositi Reti SpA, il cui principale azionista a sua volta è il Ministero dell’economia e delle finanze.

Io di queste cose ho imparato a diffidare anni fa, quando nelle strette stradine del centro storico di Firenze giravano dei pullman turistici alti due piani, con i turisti che scattavano foto alle finestre aperte dei residenti. E il Comune ci diceva che non poteva farci niente, perché i proprietari erano una ditta privata. Poi abbiamo scoperto che il principale, se non unico, azionista di quella ditta privata era proprio il Comune di Firenze. 

La fregatura è  questa: una ditta privata ha come unico dovere fare l'interesse economico dei suoi azionisti. Quando il pubblico diventa azionista di una ditta privata, può succedere la qualunque.

Ora, leggo che la Snam – ditta privata – si vanta di avere esattamente gli stessi obiettivi del governo italiano. Sospetto che sia il contrario, nel senso che sarà stata la Snam a dire al governo italiano quali obiettivi proporsi:

“Gli orientamenti del Piano nazionale e le progettualità incluse sono perfettamente in linea con il piano di Snam”

E siccome la ditta privata e lo Stato italiano sono perfettamente allineati, ecco che

“Il Recovery deve essere inteso come il primo pezzo di un puzzle da accompagnare con altri programmi europei e con l’Ipcei varato sotto il coordinamento tedesco ci sarà un contributo importante allo sviluppo dell’idrogeno. L’importante è che ci sia un iter di permessistica legato alle progettualità molto accelerato perché le deadline e le regole strette di impegno di spesa si giocheranno gran parte della riuscita del piano”, lo ha affermato Domenico Maggi, head of European and Italian Government Affairs di Snam.”

Trovo molto italiano questo insieme di gergo anglobale e veteroburocratese permessistica. Ma il succo è che la Snam, un anno prima della guerra in Ucraina e in un contesto appena diverso, chiedeva un “iter di permissisticamolto accelerato.

Un iter fondato sul ragionamento che la Snam è, in fondo, lo Stato, l’interesse nazionale. E siamo tutti Stato, no? Io e la cara zia Florinda che quest’inverno se non ha il riscaldamento, come farà? La Patria non si tradisce!

Poi scopro che la Snam ha nel suo direttivo il signor Qinjing Shen, che non è un abile immigrato che ha fatto meritata fortuna come neo-italiano, ma rappresenta la China State Grid.

Qinjing Shen

State, come avete indovinato, vuol dire Stato, e Grid vuol dire rete energetica. La China State Grid, di proprietà dello Stato cinese, è la seconda azienda del mondo per dimensioni.

La faccenda mi incuriosisce, perché mi dicono che i cinesi sono mezzi amici della cattiva Russia e che sono un paese in cui vige uno spaventoso sistema di “credito sociale”. E comunque non ho capito cosa c’entrino con gli “interessi nazionali” italiani.

Bene, scopro che lo Stato cinese è proprietario di un terzo della Snam, grazie a Matteo Renzi, che non è solo amico dei sauditi.

Però il compare di Matteo Renzi, Carlo Calenda, condannando in maniera ducesca le manifestazioni trasversali dei piombinesi contro il rigassificatore, proclama testualmente:

Questa roba deve finire! Rigassificatori, termovalorizzatori ce ne servono undici in Italia, due rigassificatori vanno fatti, se necessario quelle aree vanno poste sotto controllo come se fossero aree militari, perché è una questione di sicurezza nazionale“.

I piombinesi tirano fuori anche un'altra questione: 

"Questi bastardi dell'ENI hanno appena esportato gas per due miliardi di euro all'estero, e dicono che c'è l'emergenza!

Non trovo la conferma immediata, ma certamente è stato un anno di profitti senza precedenti per l'ENI.

Cingolani ha spiegato così il sacrificio (non richiesto) dei piombinesi:

“Piombino può dire di aver fatto un’operazione per l’Italia che non ha fatto nessun altro e per questo dovrà avere compensazioni adeguate […].

Senza questa soluzione dovevo staccare la luce e chiudere le fabbriche all’Italia.”

Falso, mi dicono, innanzitutto perché l’arrivo del Golar Tundra a Piombino è previsto non prima della fine del prossimo aprile: nel frattempo funziona infatti come normale mezzo di trasporto di gas, in continui viaggi tra India, Cina e Francia.

Se c'è una parola che manda in bestia i piombinesi, è "compensazioni": si tratta semplicemente delle stesse cose (fondi per la bonifica ambientale e l'ampliamento della strada di accesso alla città) che i politici promettono da anni e non hanno mai mantenuto.

Falso ancora, si accalorano a dirmi:

“Dicono che il rigassificatore potrà fornire cinque miliardi di metri cubi di gas all’anno. Ma lo sai che se si attivassero le trivelle sulle coste italiane, potremmo ottenere dieci miliardi di metri cubi all’anno, a un decimo del prezzo, senza dare soldi agli americani?

No, hanno bloccato praticamente tutto, proprio un paio di giorni prima dell’inizio della guerra!

Hanno fermato i pozzi nell’Alto Adriatico per salvare Venezia, dicono, e così li stanno sfruttando i croati“.

Poi, mi raccontano i piombinesi:

“Abbiamo scoperto che un anno fa, molto prima dell’attacco russo all’Ucraina, quando non c’era alcuna “emergenza”, la Snam ha creato una Srl, che se finisce male ha appunto una “responsabilità limitata”, con un capitale di appena 10.000 euro; ed è quella che ha comprato il rigassificatore.

Avevano già progettato tutto, la guerra è stata solo la scusa che glielo ha permesso.”

In effetti, vedo che già nei cinque anni prima dell’attacco russo (2016-2021), gli Stati Uniti avevano decuplicato l’esportazione di gas liquido verso l’Italia. Certo con la guerra, è aumentata molto di più – un anno fa esportavano il 20% del proprio gas liquido verso l’Europa, oggi il 60%.

Il progetto viene da lontano, ma – ragionano i piombinesi – è anche a lungo termine:

“Hanno speso 330 milioni di euro dei contribuenti per comprare la Golar Tundra. C’era l’occasione invece di spendere molto meno, affittando un’altra nave, pure più capiente, per il solo periodo dell’emergenza guerra. Hanno scelto invece di acquistare questa, per tenersela negli anni, altroché emergenza!”.

Le emergenze arrivano in fretta, ma non finiscono mai: penso alla Legge Reale, varata mezzo secolo fa per l’emergenza giovani-in-piazza-che-tirano-le-molotov, e ancora sostanzialmente in vigore oggi che gli ultimi di quei giovani stanno andando in pensione.

So vagamente che quella delle trivellazioni in Adriatico, auspicata dai piombinesi, è una questione assai controversa, per motivi ambientali.

Però è anche vero che pensando ai possibili costi ambientali della trivellazione in Adriatico, dimentichiamo i costi ambientali certi e catastrofici che l’estrazione di gas ha sul continente americano.

Ganzo, possiamo dire che i rigassificatòfili sono dei Nimby, che pur di avere l'aria condizionata in Italia, se ne fregano dell'impatto della loro scelta sull'ambiente americano?

Il pianeta è pieno di gas e petrolio, ma quello di facile accesso è già stato preso.

Quindi per estrarlo, ci vogliono sistemi sempre più costosi e sempre più devastanti.

Se si possono fare molti soldi spacciando gas agli europei, occorre trivellare per tirarlo fuori dal suolo statunitense:

Oggi, i due terzi del gas statunitense vengono estratti oggi utilizzando la fratturazione idraulica, il fracking: si spaccano le rocce profonde che custodiscono il gas con un violentissimo getto d’acqua contenente 1084 diverse sostanze chimiche; poi per tenere aperti i buchi, ci si infila un’enorme quantità di sabbia molto particolare, che deve essere insieme robusta e sferica, in modo da permettere al gas di fluirvi attorno.

Paesaggio estrattivo dell’Alberta, Canada

Questo implica innanzitutto l’avvelenamento ogni anno di circa 3400 miliardi di litri di acqua, adoperati direttamente nel procedimento, senza contare l’impatto sulle falde acquifere:

Ma non c’è problema – nel 2005, il vicepresidente Dick Cheney fece passare l’Energy Policy Act che esonera l’industria estrattiva dalle norme che salvaguardano l’acqua.

La sabbia sferica che serve per il fracking si trova soprattutto nelle zone agricole del Midwest. Dove le aziende comprano i campi e li denudano del loro strato di humus per tirar fuori la sabbia sottostante. In tre settimane, si ripagano l’acquisto, e lasciano dietro un deserto senza nemmeno la sabbia.

Circa il 3,7% del gas metano estratto si disperde nell’atmosfera durante il fracking: gli statunitensi stimano che i costi medici conseguenti (per tumori, asma e altro) ammonteranno, nel 2025, a “13-29 miliardi di dollari“.

Appena due anni fa, gli scienziati hanno scoperto che era stato enormemente sottostimato l'impatto che l'estrazione di carburanti fossili, e in particolare di gas naturale, ha sulla diffusione nell'atmosfera di metano, sostanza con un potenziale per assorbire il calore novanta volte maggiore della tanto temuta anidride carbonica.

Un processo così distruttivo e costoso quindi, che in pochi anni ha portato all’esaurimento dei depositi più accessibili.

Gli speculatori vi avevano investito miliardi, cosa che ha permesso una grande produttività iniziale; ma poi hanno scoperto spesso che i costi superavano i profitti, anzi ci hanno rimesso 300 miliardi di dollari.

Poi arriva il miracolo dell’embargo europeo alla Russia, che non solo salva gli speculatori, ma permette loro di cercare nuovi pozzi.

WASHINGTON – Nuovi dati federali mostrano che l’amministrazione Biden ha approvato 3.557 permessi per la trivellazione di petrolio e gas nelle terre pubbliche nel suo primo anno di attività, superando di gran lunga il totale di 2.658 dell’amministrazione Trump.”

Attualmente, negli Stati Uniti, gli investitori riempiono una nave con 60 milioni di dollari di gas, e rivendono il contenuto in Europa per 275 milioni: i profitti vanno soprattutto ai trader, come la Gunvor, che sulla stessa pagina del proprio sito riesce a vantare i profitti record ottenuti spacciando energie fossili, e il suo impegno per l’ambiente.

Lunghi tubi portano così il gas ai porti, dove viene trasformato in un liquido che occupa 615 volte meno volume che nel suo stato naturale: per arrivarci, occorre raffreddarlo però alla temperatura di -162°C, come nell’impianto di Freeport nel Texas, dove passa circa un quinto del gas esportato: l’impianto è attualmente chiuso dopo il quarto incendio in tre anni.

Gente piombinese

Se Firenze è un villaggio, Piombino lo è molto di più. Questo significa che ci sono ovunque relazioni umane.

I resistenti si incontrano, anche quelli che hanno passato anni lontani dalla città:

“Ma al telefono non avevo capito che eri tu! Tu mi passavi i compiti a scuola e ti sono ancora grata! Ma sei cugina di Alessandro allora, e lui come sta?”

Ora, le relazioni vere, profonde, pre-ideologiche, tra esseri umani reali, costituiscono una rete molto potente. Il Partito Unico, a Piombino, sarà sicuramente nato nella rete reale dei rapporti tra lavoratori. Ma con il tempo è diventato un’altra rete:

“Venivamo a sapere da un comunicato che avevano nominato uno dei loro, che veniva da Firenze o da Livorno, per far un pezzo di carriera gestendo qualche ente qui, di cui se ne fregava, perché tanto poi l’avrebbero promosso a fare qualcos’altro da un’altra parte”.

Ora, rinasce improvvisamente una nuova rete, unicamente umana.

“Non abbiamo a che fare con nessun partito, nessuno di noi è portavoce, siamo semplici cittadini, che dicono ciascuno ciò che sente”.

Ovunque, l’insegna, No Rigassificatore:

sui negozi di cibo per animali

alla gelateria

alla pizzeria

C’è persino una commistione di messaggi che non mi sarei aspettato di vedere:

E così mangiamo al ristorante, e non ci fanno pagare, ce lo dicono con un sussurro, uno di quei gesti che significano, “non lo devi mettere nella colonna dell’avere, perché siamo tutti sulla stessa barca”.

Al campeggio mi ospitano in una tenda senza chiedere niente solo perché qualcuno ha garantito per me.

All'alba ascolto un delicato, quasi erotico, richiamarsi malinconico tra due uccelli /ʍadɯ˨˩ɱfu/ /ʍadɯ˨˩ɱfu/

Il giorno del giudizio

Al risveglio mi offrono una colazione particolare:

“sono cocomeri nostri, che abbiamo cresciuto qui, il nostro chilometro zero è proprio zero… e dopo un po’ ti passa la voglia di caffè e brioche, senti quanto è dolce!”

Poi qualcuno mi racconterà del vigneto, dove invece di spargere pesticidi, hanno diffuso feromoni maschili che hanno attirato le parassitesse, i feromoni femminili che hanno attirato i parassiti maschili. E così i parassiti se ne sono andati nei campi adiacenti, i cui proprietari allora hanno chiesto a quelli virtuosi come fare, e hanno smesso così anche loro di usare pesticidi... e anche questo è Toscana.

Alle 9.30 del 18 agosto, siamo sotto i portici futuristicamente decisi e fascisti di Via Petrarca.

Improvvisamente, esplode il mondo, il giorno diventa notte.

Nel buio, spaventose colonne di acqua ci si scagliano addosso, in vortici che girano su se stessi, e una ragazza che lavora in un negozio di cosmetici ci invita a rifugiarsi da loro.

L’acqua, vietata dai sindaci, è violentemente ovunque, dentro pelle, abiti e borse.

Quando il temporale si acquieta, usciamo.

Ci aggiriamo per il centro, e scopriamo i resti di un bar.

Appena ieri sera, avevamo bevuto una birra sotto una squallida ruota panoramica, in Piazza Bovio.

I pezzi della ruota adesso sono ammucchiati in piazza. Il vento ha rotto i freni, i pezzi delle cabine hanno scoperto per un attimo la libertà, e son volati per il cielo.

Guardo giù, al ristorante dove ieri ci avevano offerto da mangiare, e vedo altri pezzi della ruota panoramica.

Frammenti volanti di tutte le illusioni spettacolari dei nostri tempi, ma a infrangersi, sono piccoli follie toscane, sciocchezze da giostrai, contro il muro della Distruzione Finale.

La conclusione la traggono subito i piombinesi:

“Hai visto, lo dicono gli esperti che le acque si stanno riscaldando ancora più della terra! Non solo si stanno estinguendo i pesci, si sta scombussolando tutto il ciclo del clima. E questi invece di investire in energie alternative, stanno investendo in gas!”

Eppure, ci sono spigoli di vita

La cagnetta che mi morde affettuosamente la mano, so che per quanto lo provochi, non mi farà mai male davvero.

La gatta grigia dalle improbabili dita bianche.

Guardo negli occhi un funzionario, poi imprenditore, poi pensionato, che sembra giovanissimo per entusiasmo.

La specie a cui appartengo, è profondamente ambigua, e spesso e volentieri, dà il peggio di sé. Però ci sono situazioni come questa, in cui emergono la fiducia, l’inventiva, la solidarietà.

Molti, molti secoli fa, Pindaro ebbe questo da dire di noi:

“Creature di un giorno! Cosa siamo?
Cosa non siamo? Sogno di un’ombra
è la nostra mortale essenza. Ma quando agli uomini arriva
una scintilla dello splendore concesso dai cieli,
allora rimane su di loro una luce di gloria,
e benedetti sono i loro giorni”.

Pubblicato in ambiente, Collasso, esperienze di Miguel Martinez, giornalisti cialtroni, mundus imaginalis, resistere sul territorio | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 87 commenti