Tempo fa, vi abbiamo presentato una canzone di Ewan MacColl, cantautore angloscozzese di straordinaria ricchezza. Narratore di miniere, di resistenze, di viandanti e di montagne.
Un giorno, Ewan MacColl ci racconta, voleva salire sulla cima del monte Suilven in Scozia.
Aveva settantadue anni, e si trovava assieme alla moglie e alla figlia quattordicenne.
Improvvisamente, si accorse per la prima volta di non farcela, e si mise a sedere, sapendo che non avrebbe mai più camminato per le sue montagne.
Ne nacque questa canzone.
Due anni dopo, morì.
“Addio voi colline del nord, addio a voi montagne tutte
brughiera e dorsali pietrosi, balze e picchi, addio
Addio Glyder Fach, Cul Beag, Scafell, Suilven carico di nuvole
roccia riscaldata dal sole e il freddo del mare ghiacciato di Bleaklow
la neve e il vento e la pioggia di colline e montagne
giorni al sole e nel vento temperato e l’aria come vino
ne bevi e ne bevi fino a ubriacarti
della gioia di vivere
Addio a te amore, il mio tempo è quasi scaduto
riposa tra le mie braccia ancora finché non arriva il buio
tu hai riempito le mio giornate, hai tenuto a bada la notte, carissima compagna
gli anni passano e sono andati via veloci come uccelli in volo
la nostra vita come il verso di una canzone udita tra le montagne
dammi la mano allora amore, e unisci la tua voce alla mia
canteremo della ferita e del dolore
e della gioia di vivere
Addio a voi, pulcini miei, tra breve dovrete volare soli
carne della mia carne, mia vita futura, ossa delle mie ossa
siano forti le vostre ali, i vostri giorni siano lunghi, sicuro il vostro viaggio
ciascuno di voi porta dentro di sé il dono dell’amore
vi dia la luce e il calore e il piacere di dare
sentite con forza l’intenso sapore di ogni giorno in bocca
non perdete mai l’entusiasmo
e la gioia di vivere
Portatemi in un alto luogo di erica, roccia e calluna
disperdete la mia polvere e le mie ceneri, datemi in pasto al vento
perché io sia parte di tutto ciò che vedete, dell’aria che respirate
sarò parte del grido del chiurlo e del falco che si innalza in volo
l’azzurra poligala e la drosera ricoperta di diamanti
cavalcherò il vento gentile che soffia tra i tuoi capelli
ricordati come abbiamo condiviso
la gioia di vivere”
Farewell you northern hills, you mountains all goodbye
Moorland and stony ridges, crags and peaks goodbye
Glyder Fach farewell, Cul Beag, Scafell, cloud-bearing Suilven
Sun warmed rock and the cold of Bleaklow’s frozen sea
The snow and the wind and the rain of hills and mountains
Days in the sun and the tempered wind and the air like wine
And you drink and you drink till you’re drunk
On the joy of living
Farewell to you my love, my time is almost done
Lie in my arms once more until the darkness comes
You filled all my days, held the night at bay, dearest companion
Years pass by and they’re gone with the speed of birds in flight
Our life like the verse of a song heard in the mountains
Give me your hand then love and join your voice with mine
We’ll sing of the hurt and pain
And the joy of living
Farewell to you my chicks, soon you must fly alone
Flesh of my flesh, my future life, bone of my bone
May your wings be strong, may your days be long, safe be your journey
Each of you bears inside of you the gift of love
May it bring you light and warmth and the pleasure of giving
Eagerly savour each new day and the taste of it’s mouth
Never lose sight of the thrill
And the joy of living
Take me to some high place of heather, rock and ling
Scatter my dust and ashes, feed me to the wind
So that I will be part of all you see, the air you are breathing
I’ll be part of the curlew’s cry and the soaring hawk
The blue milkwort and the sundew hung with diamonds
I’ll be riding the gentle wind that blows through your hair
Reminding you how we shared
In the joy of living





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