Contributi ematici

Oggi mi arriva la mail mensile:

Gentile Miguel Martinez,

la presente per confermarle la ricezione del pagamento per la fattura pro-forma #34812 creata il giorno 19/03/2015

Hosting LowCost – Personal 06 - kelebeklerblog.com (02/04/2015 – 01/05/2015) €8,00 EUR
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Quando l’ho raccontato un mese fa, qualcuno si era offerto anche di contribuire al salasso mensile, visto che qui c’è un vivace forum su cui ci si scambiano quotidianamente centinaia di messaggi, con un minimo contributo mio.

Forse però la cosa migliore sarebbe andare a cercare il pulsantino PayPal Donazione sul sito http://www.nidiaci.com. Da cui ovviamente io non ci ricavo niente, ma almeno mi conforterebbe pensare che i soldi che verso ogni mese per tenere in piedi questo sito servono poi anche alle cose per cui ci battiamo qui nel quartiere.

Ovviamente chi contribuisce potrà chiedere poi copia del bilancio dell’Associazione e ogni altra informazione utile per sapere come viene speso il suo contributo.

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La superpotenza con le scuole di cartone

Leggo che il signor Matteo Renzi ha tenuto ieri una predica agli “studenti del Master in School of Government” (sic!), in cui ha sostenuto tra l’altro:

“Questo è il luogo in cui ci giochiamo il futuro – ha esordito il premier  – Oggi abbiamo bisogno di fare una scommessa in questo settore: c’è bisogno di scuola, è la sfida culturale che dobbiamo vincere al tempo del terrorismo. L’Italia dei prossimi 50-100 anni dipenderà dal modello educativo e universitario. Su questo ci giochiamo una delle chance di essere superpotenza mondiale.

Si dà il caso che più o meno nelle stesse ore in cui venivano espressi questi concetti, il sottoscritto si trovava nel Salone de’ Dugento di Palazzo Signoria, dove si stava svolgendo una seduta del consiglio comunale di Firenze.

Cioè una città in cui gli amici e discepoli di Matteo Renzi detengono da sei anni il potere di fare icchè vogliano.

Noi eravamo lì perché la settimana prima, l’assessore all’urbanistica avrebbe dovuto rispondere a ben quattro interrogazioni sul nostro giardino. Appena prima che arrivasse il momento, la signora assessore si era alzata ed era uscita dall’aula. In privato, ci hanno poi spiegato che la signora era nervosa e che non le era piaciuto il tono con cui era stata scritta una delle interrogazioni.

Quindi, le interrogazioni sono state rimandate a ieri.

Questa volta la Signora non si è nemmeno fatta vedere in aula (anche se l’abbiamo incrociata nei corridoi dietro). In privato, ci hanno spiegato che la Signora è molto impegnata in questo periodo perché hanno deciso di promuoverla spostandola dal Comune alla Regione.

Mentre aspettiamo invano la Signora, irrompe una folla di donne molto arrabbiate, tra cui riconosciamo diverse maestre della scuola dell’infanzia (la “materna”) del quartiere.

Perché il Comune di Firenze si sta giocando il futuro, nel settore che permetterà all’Italia di diventare superpotenza, nella seguente maniera.

Molte maestre delle (ottime!) scuole dell’infanzia andranno in pensione quest’anno, e il Comune non intende assumerne di nuove.

Per cui le maestre sopravvissute faranno solo il turno della mattina, mentre i pomeriggi saranno affidati a cooperative private, che non potranno certo garantire servizi confrontabili con quelli offerti attualmente.

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Il tasso Guglia d’Ardiglione

E’ affascinante come i conflitti più profondi e sentiti ruotino sempre attorno a cose che sembrano piccole, ma sono vere.

A Firenze, ci sono tanti conflitti, e anche su temi importanti: migliaia di persone sono senza casa e chi occupa le case degli speculatori, viene buttato in mezzo alla strada dalla polizia.

Oppure, se preferite... ieri sono rimasto intrappolato in un ingorgo stradale accanto al terrificante aeroporto-dentro-la-città dove ogni cinque minuti un aereo minaccia di fare strage di case e automobili; ebbene, siccome il signore che ha prestato per un certo periodo casa sua gratuitamente all’attuale primo ministro d’Italia gli ha presentato il conto, questa polveriera dovrà diventare un mega-aeroporto internazionale. Eppure nessuno dei sacrosanti conflitti di Firenze ha raggiunto un radicamento nella comunità come quello attorno a un giardino in Oltrarno.

Lo possiamo capire solo se pensiamo a cerchi concentrici.

C’è Firenze, che è il prototipo di tutte le città moderne, nel bene e nel male.

C’è quanto resta di ancora vivo di Firenze, che è l’Oltrarno, se la vita si misura in persone che si conoscono e sanno dove stanno, e non nel senso, c’è vita!

L’Oltrarno ruota attorno a un grande isolato che ha due aspetti speculari.

Davanti, c’è la chiesa del Carmine – il lato costruito e visibile – e dietro c’è il giardino detto de I’ Nidiaci o l’Ardiglione, il lato verde e invisibile, dalla cui vita dipende in qualche modo la sopravvivenza di tutto il resto.

Ma anche quel giardino ha un angolo molto particolare, dove si trovano cinque alberi, e che prima che arrivasse il Privante, era la parte di gran lunga più bella di tutto il giardino.

E tra i cinque alberi, ce n’è uno che è unico in tutto il quartiere, e si chiama la Guglia d’Ardiglione.

La gente non conosce, in genere, le specie degli alberi; eppure questo albero se lo ricordano tutti, perché è l’unico veramente indimenticabile e insostituibile di tutto il giardino.

E’ un tasso, taxus baccata, una delle specie più antiche d’Europa.

E il tasso è davvero qualcosa di così meraviglioso, da segnare per sempre anche chi non sa assolutamente come si chiami.

taxus-smallNasce come arbusto, dal legno bruno rossiccio, e cresce molto lentamente.

Sempre verde e sempre oscuro, a un certo punto, sollevandosi da terra, allarga i rami in tutte le direzioni, creando una specie di tetto che copre una vasta area e che nei caldi pomeriggi della tarda primavera fiorentina offre un fresco straordinario.

Qualcuno ha anche calcolato anche in improbabili impianti di aria condizionata, l’enorme lavoro che svolge ogni albero – figuriamoci un tasso come questo.

Poi il tronco del tasso crea nuovi tronchi attorno a sé e il tronco originale marcisce; e il tasso getta radici dentro se stesso, cosa che rende impossibile datare i tassi con il solito sistema degli anelli – si possono solo fare confronti con alberi di età nota. Per il resto, sappiamo soltanto che si tratta di alcuni degli alberi più longevi del mondo. Decine, centinaia, migliaia di anni.

tasso-tronco-smallIl tronco morente racchiuso dentro i tronchi nascenti

La Guglia d’Ardiglione, che ha una circonferenza di un po’ meno di due metri e un’altezza di circa quindici, dovrebbe avere quasi due secoli d’età.

Quindi ha dato la sua ombra non solo al suocero della Fernanda, morto due settimane fa, che da bambino giocava sotto i suoi immensi rami, ma allo scultore Emilio Santarelli, alla saggia Vernon Lee che lo veniva a visitare, e indietro ancora.

cosa vuol dire appartenere, cosa sono le radici… a guardare la Guglia d’Ardiglione, c’è una donna de’ Bianchi che in questa via ci è nata, come ci sono nati tutti i suoi antenati

c’è una giornalista inglese che mi dice, “I feel as if I were in the land of Oz!”

c’è un bambino egiziano alla cui madre velata stiamo tutti insegnando l’italiano…

Come sapete, alcuni anni fa un’impresa immobiliare si impossessò degli edifici e di buona parte del giardino e alzò una rete per tener fuori le famiglie di San Frediano.

Poi, visto che i titoli di proprietà dell’impresa erano a dir poco discutibili, l’impresa fece una proposta all’Amministrazione Comunale: l’Amministrazione avrebbe abbandonato ogni rivendicazione su ciò che per cento anni era stato un bene pubblico e avrebbe anche cambiato i propri regolamenti in modo da permettere al privato di costruire un parcheggio nel giardino.

In cambio, il privato avrebbe restituito un angolo di giardino e avrebbe pagato se stesso 275 mila euro per costruirci una ludoteca, che poi avrebbe ceduto al Comune.

Non solo quindi avrebbe costruito un palazzo nuovo (che nessuno vuole) in un giardino storico, ma lo avrebbe costruito proprio nell’angolo in cui cresce il tasso.

L’Amministrazione Comunale ha annunciato che vuole accettare la proposta della proprietà.

E’ in momenti come questo che ti rendi conto di tante cose. Non solo del rapporto tra speculazione e istituzioni, ma anche della natura sottile e difficile da spiegare di tante cose che ci riguardano da vicino.

Persone, alberi, sassi, nella misura in cui sono veri, sono anche insostituibili.

In questo semplice concetto, che non ha nulla di complicato, nulla di radicalchic, nulla di antagonista per partito preso, c’è il motivo per cui ci sarà sempre guerra con chi ritiene che tutto si equivalga, perché tutto si può comprare, e che di sacro al mondo, vi sia solo la fantasia della proprietà privata.

E questo è il motivo profondo per cui questa vicenda di un giardino, una ludoteca e qualche albero è diventata un incubo per l’amministrazione di una delle principali città d’Italia.

Solo se sappiamo ascoltare il silenzio del tasso, capiremo l’essenza dei cento altri conflitti di questa città.

Leggiamo molto, molto lentamente le parole che seguono, prima in inglese per la loro bellezza – ditemi se non ci sia da voler per sempre bene a Jehanne Mehta per aver inventato il verbo to hymn - poi nella mia penosa traduzione italiana, per il significato (magus è il magio come in “re magio”).

Quando un mondo passa, anche grazie a un tasso, da  un apparente sonno di familiarità ad attraversare le crepe delle porte della percezione…

Hooded by the silence of centuries,
in the sombre needle dusk, unheeded,
the presence of yew,
beads of shadowed green
braided into the hill folded fabric of the land,
has slept a seeming sleep of familiarity;
magus in waiting,
saluted only by regiments of staggering moss clad gravestones,
(but never taking death for an answer),
and hymned in high frequencies at sunfall by the silkwinged bats.
But the moment is at hand:
the surface is eroding and
the old road, a freshet rising,
runs away under your feet.
You are stepping through the cracks
of your opening perception.
The wound under your heart gapes
and what you could be, but evaded,
is bleeding through
unstaunched.

Incappucciata dal silenzio di secoli
nell’oscuro crepuscolo di aghi, inascoltata,
la presenza del tasso,
perle di verde ombroso
intrecciate nel tessuto collinoso della terra,
ha dormito un apparente sonno di familiarità;
magio in attesa,
salutato solo da reggimenti di pietre tombali barcollanti e ricoperte di muschio,
(ma che non accettano mai la morte come risposta),
cantato negli inni ad alta frequenza dei pipistrelli dalle ali di seta al tramonto.
Ma il momento è arrivato:
la superficie si erode e
il vecchio sentiero, un ruscello di neve che si scioglie,
scorre via sotto i tuoi piedi.
Stai attraversando le crepe
della tua percezione che si apre.
La ferita sotto il tuo cuore si spalanca
e ciò che avresti potuto essere, ma a cui sei sfuggito,
sanguina inarrestabile.”

Jehanne Mehta, Heart of Yew, Cygnus Publications, 2012.

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“Sui rami secchi, appendono lampioni colorati”

La questione più importante

Al divorare la terra i loro occhi non si saziano
vogliono guadagnare molto denaro;
dobbiamo uccidere e morire
per far guadagnare molto denaro a loro.

Sui rami secchi appendono lampioni colorati
le loro menzogne e infamie sulle strade,
le code tutte ricoperte di fronzoli e addobbi

Sulla piazza del mercato, battono i tamburi
sotto i tendoni l’uomo tigre, la donna sirena, l’uomo decapitato,
l’acrobata con i mutandoni rosa sul filo
tutti con i visi pesantemente dipinti.

Venire raggirati o non venire raggirati
questa è tutta la questione.
Se non veniamo raggirati: esistiamo!
Se veniamo raggirati: no!

En Mühim Mesele

Toprak doyurası gözleri doymuyor
Çok para kazanmak istiyorlar;
öldürmemiz, ölmemiz lazım geliyor
çok para kazanmaları için.

Elbet de aşikare yapmıyorlar bunu :
renk renk fener asmışlar kuru dallara,
yalanları salmışlar yollara,
hepsinin de kuyruğu telli pullu.

Davullar dövülüyor pazar yerinde
çadırlarda kaplan adam, deniz kızı, kesik bas,
pembe donlu cambazlar tellerin üzerinde
hepsinindi yüzü gözü boyalı.

Aldanıp aldanmamak,
İste butun mesele.
Aldanmazsak : varız!
Aldanırsak : yok!

Nâzım Hikmet-Ran

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Le nostre donne

Spesso nella grafica contemporanea, compare una figura femminile insieme combattiva e seducente, con l’occhio assassino e le curve perfettamente proporzionate, o esagerate.

Perché provo un’istintiva distanza da una simile immagine, per quanto ben costruita? Credo che sia per la sua evidente assenza di vita. Per quanto la jeune fille sembri padrona di se stessa, non è altro che il prodotto della fantasia maschile che essa vampirizza. E per questo, la sua esistenza è parassitaria, anche quando esce dall’immagine ed entra nella vita reale.

Fantasy Woman WarriorPenso al contrario alle donne reali che conosco e che combattono assieme a noi.

Per questo, torno a Terry Pratchett, che ha incontrato l’altro ieri la morte with his cat sleeping on his bed surrounded by his family, e alla sua creazione, Tiffany Aching. Che pochi altri autori maschi hanno saputo raccontare così bene un mondo di donne.

Tiffany, con la sua padella da combattimento, i suoi vecchi stivaloni fuori misura, il suo dizionario consunto per non dire mai cose approssimative, la sua bravura a far formaggio, con i piedi saldamente piantati sulla sua terra, tra la primavera e l’inverno.

Che quando la terra è davvero nostra, e la amiamo e la conosciamo così tanto, diventa di tutti, perché non ha padroni.

Senza parlare dei piccoli calcianti dai capelli rossi che le sbucano tra i piedi…

Tiffany fa il percorso esattamente inverso della jeune fille, perché è la realizzazione, nella letteratura, della vita reale. E’ viva persino quando si trova solo sulla carta.

“Tutte le streghe sono egoiste, aveva detto la Regina. Ma i Terzi Pensieri di Tiffany dissero: allora, trasforma il tuo egoismo in un’arma! Fa sì che tutte le cose siano tue! Trasforma le vite e i sogni e le speranza degli altri nei tuoi! Proteggili! Salvali! Portali dentro il recinto delle pecore! Sfida il temporale per loro! Tieni lontano il lupo! I miei sogni! Mio fratello! La mia famiglia! La mia terra! Il mio mondo! Come osate provare a portare via queste cose, perché sono mie!”

(l’immagine si vede meglio, facendoci clic sopra)

Tiffany-Aching

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I Shall Wear Midnight

“I dedicate this book to Mr Evans, a wonderful man who helped many of us to learn about the depths of history over which we float. It is important that we know where we come from, because if you do not know where you come from, then you don’t know where you are, and if you don’t know where you are, then you don’t know where you’re going. And if you don’t know where you’re going, you’re probably going wrong.”

Terry Pratchett
Wiltshire
27 May 2010

Le ultime parole di I Shall Wear Midnight.

terry-pratchett

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L’Atlante dei conflitti ambientali

Un’iniziativa stupenda… era da tempo che speravo che qualcuno finalmente mettesse in piedi una cosa del genere. L’enfasi è comprensibilmente su “ambiente” in termini di risorse, salute, “natura”; ma anche i nostri conflitti che riguardano i territori urbani c’entrano a pieno titolo.

COMUNICATO STAMPA

Una mappa nazionale della (in)giustizia ambientale

 Il Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, aperto a Roma nel 2007, è lieto di invitarvi all’evento pubblico di presentazione della prima piattaforma web italiana geo referenziata, di consultazione gratuita, costruita assieme a dipartimenti universitari, ricercatori, giornalisti, attivisti e comitati territoriali, che raccoglie le schede descrittive delle più emblematiche vertenze ambientali italiane. Dal Vajont a Casal Monferrato, da Taranto a Brescia, dalla Terra dei Fuochi alla Val di Susa, dalle zone di sfruttamento petrolifero alle centrali a carbone, dai poli industriali all’agroindustria, dalle megainfrastrutture alle discariche, un atlante delle emergenze ambientali italiane e delle esperienze di cittadinanza attiva in difesa del territorio e del diritto alla salute.

 L’archivio, che al momento del lancio conterrà oltre 100 schede di conflitto, in continua espansione ma di rapida consultazione attraverso un sistema di filtri progressivi ed è pensato per essere utilizzato da ricercatori, giornalisti, docenti, studenti, cittadini, enti locali ed istituzioni pubbliche aventi come mission la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

Mappatura partecipata

Una volta on-line, il portale diventerà strumento di mappatura partecipata: registrandosi come utenti, comitati territoriali, ricercatori, e società civile in qualunque forma organizzata potranno caricare direttamente sul portale, seguendo le semplici istruzioni e compilando il formulario predisposto, schede monografiche inerenti specifici conflitti ambientali che, previa validazione da parte dell’equipe di ricerca del CDCA, entreranno a far parte della mappatura visibile sulla home page dell’Altante.

 

In tal senso il portale mira ad essere non solo un archivio in continua crescita, ma strumento di produzione diffusa di documentazione, di partecipazione cittadina e di messa in rete di realtà territoriali oltre che strumento di visibilità e denuncia dei fattori di rischio ambientale presenti da nord a sud del paese.

 Contributors

Le schede contenute nell’Atlante sono state realizzate da ricercatori universitari, giornalisti esperti di tematiche ambientali ed attivisti, a stretto contatto con le realtà territoriali attive sui singoli casi. Contengono inoltre una nutrita bibliografia utile ad approfondire ogni aspetto tematico o specifico del singolo conflitto.

 L’Atlante Globale dei conflitti: EjAtlas

 L’Atlante italiano è stato realizzato nell’ambito del progetto europeo di ricerca Ejolt, finanziato dalla Commissione europea (7° Programma Quadro, DG Ricerca) che ha coinvolto per 5 anni di lavoro su conflitti e giustizia ambientale oltre 20 partner internazionali tra università e centri studi indipendenti. Il progetto (www.ejolt.org) ha elaborato report e raccomandazioni per la commissione europea sulle normativa ambientali e la gestione delle risorse e costruito l’Atlante Globale della Giustizia Ambientale, contenente circa 1.400 casi di conflitto in tutto il mondo, alla cui elaborazione il CDCA ha partecipato attivamente. L’atlante globale è consultabile alla pagina www.ejatlas.org.

 L’Atlante italiano si configura come corposo focus paese della mappatura globale, coordinato dall’equipe di ricerca del CDCA e realizzato in lingua italiana per permetterne la fruizione all’interno del territorio nazionale.

 Per informazioni e contatti stampa:

maricadipierri@asud.net

+39.348.6861204

www.cdca.it

www.ejatlas.org

www.ejolt.org

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“Di questa feccia adunque Matatia purgò il mondo”

La predica di oggi è tratta da

Lezioni storicomorali sopra la Sacra Scrittura

dell’abate Antonio Cesari
veronese
Volume V

Il Daniele e le Tre Sante Donne
ESTER SUSANNA GIUDITTA

Milano, dalla Società Tipografica de’ Classici Italiani MDCCCXXII

pagine 115-117

La prima cosa adunque che Matatia, col nerbo dell’esercito che aveva ordinato, si mise a fare, fu di dare addosso agli apostati rinnegati del suo popolo, che co’ nemici di lui e di Dio s’erano collegati. Questi erano i nemici da sterminare prima degli altri, perchè peggiori, più accaniti e peggio animati di tutti: non potendo essere uomo peggiore di colui che dal vero Dio e dalla religione si smembra e ribellasi da sè medesimo, e collegato cogli empi, alla religione medesima fa la guerra, ma, senza questo, aperto era il comandamento di Dio che questa razza d’uomini fosse levata dal mondo.

Di questa feccia adunque Matatia purgò il mondo, uccidendone gran parte, e il rimanente ricacciando e costringendoli di cercar lo scampo fin tra’ gentili medesimi, a’ quali s’erano venduti.

Matatia intanto co’ suoi prodi uscendo attorno, col furor di leoni affamati, contra gli oppressori del popolo, da tutte parti gli sbaragliò. Corse il paese contaminato dall’idolatria, e quanti altari trovò, gittò a terra, e levò ogni vestigio d’idolatria: i fanciulli tutti circoncise che non s’erano potuti o voluti circoncidere fino ad ora; ristabilì l’osservanza della legge di Dio e la religione, abbassando e reprimendo in continue vittorie l’orgoglio e la potenza degli avversari, non lasciando loro levar più le corna, di che il popolo cominciò a scuotere il giogo della tirannica servitù de’ Greci; e ‘l culto del vero Dio tornò in istato ed in qualche splendore, con tanto fortunati principj prosperò Iddio questa sacra guerra tolta a fare per lui, quasi per dar a que’ campioni un’arra della protezione sua per innanzi, e di quelle vittorie colle quali egli medesimo avrebbe fornito di metter il suo popolo in libertà, e restituire la religione.

Voi dovete aver conosciuto se contra gli apostati della fede, che turbano la pace e mettono a risico la fede de’ buoni, sia da procedere benignamente: il che essi vorrebbono, menando ingiuste querele della Chiesa, che non vuol, come non dee tollerarli.

Udiste come la costor pena, da Dio medesimo ordinata, era la morte: e nessuno, credo io, oserebbe accusar Dio d’ingiustizia e di crudeltà.

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