Fuoco amico

Anno 2011

libia_obama_sarkozy_cameroni bombardieri inglesi visitano la Libia:

libia1Anno 2017…

qualcuno ricambia:

libia2Toh, era un amico!

libia3

 

Print Friendly
Posted in Terrorismo realtà e mistificazione | Tagged , , , | 99 Comments

Donald Trump mantiene la promessa

Donald Trump ha promesso di mettere l’America al primo posto.

Dove per America si intende la particolare conformazione che gli Stati Uniti hanno assunto a partire dagli anni Venti: un sistema inscindibile dall’automobile e dalla crescita economica infinita.

sprawlQuesto sistema è diventato insostenibile, per una serie di motivi finanziari, energetici, tecnologici, climatici.

Il collasso inizia ai margini del mondo: nei ghiacci che si sciolgono, nelle lunghe file di migranti, nella grande siccità della Siria che ha scatenato la guerra civile.

Ma anche ai margini del centro del mondo, nelle città industriali che si svuotano, nel rapidissimo passaggio di quasi tutta la ricchezza del mondo in sempre meno mani, nelle famiglie sovraccariche di debiti o anche nell’esplosione di consumo di oppiacei legali e non tra l’immenso ceto dei bianchi poveri americani.

overdoseNel panico, ci si rivolge a due fondamentali soluzioni, secondo il noto meccanismo della mela e della formica.

La prima soluzione coincide con il problema stesso: ancora più globalizzazione per accelerare il calore economico, con immigrati a prezzi sempre più stracciati e merci al ribasso da tutto il pianeta, con l’intera specie umana messa in competizione contro se stessa per sopravvivere.

La seconda soluzione, sprezzantemente presentata come “populismo xenofobo” dai sostenitori della prima, consiste nell’isolarsi abbastanza da scaricare il proprio peso sul resto del mondo, nel tentativo di far sopravvivere il vecchio modello del progresso industriale novecentesco sostenuto dallo Stato.

Trump rappresenta i milioni di piccoli consumatori di oppiacei e di benzina che gli chiedono ancora quattro anni di vita normale, dove si possa fingere che i ghiacci non si stiano sciogliendo.

E bisogna dargli atto di aver fatto ciò che gli chiedevano.

Tagliando con la solita accetta un quadro decisamente più complesso, per arrivare all’essenziale:

L’automobilista ha bisogno di petrolio.

Il petrolio lo forniscono, in larga misura, i sauditi.

I sauditi quindi prendono i soldi agli automobilisti americani.

Trump dice, ridateci i soldi, comprando le nostre armi.

Così i sauditi comprano la più grande quantità di armi mai acquistata nella storia umana.

In questo modo migliaia di piccoli automobilisti potranno ancora andare a fare i turni di notte nelle fabbriche in cui si producono fantastici oggetti tecnologici in grado di accecare, mutilare, azzoppare, dissanguare, decapitare e bruciare corpi, umani e non.

Poi bisogna trovare un utilizzo per tutti questi gadget.

Military GadgetsPer fortuna, il Medio Oriente oggi offre opportunità pressoché illimitate.

Basta far durare, incancrenire, espandere ogni conflitto preesistente, in particolare quello tra sunniti e sciiti, senza mai permettere a nessuno di prevalere.

Così le commesse sono assicurate per il futuro prevedibile.

Le esternalità non saranno poche.

Vediamo ad esempio tutti i giorni come le ripercussioni della destabilizzazione dell’Iraq e della Libia rischino di portare al collasso l’Europa.

Ma Trump non ha mai promesso di occuparsi del bene del mondo: l’ha detto, America First.

Che in realtà vuol dire America will be the last to sink, l’America sarà l’ultima ad affondare.

fat-guy

Print Friendly
Posted in Europa, riflessioni sul dominio, USA | Tagged , , , , , | 85 Comments

Precisazioni sataniche

La Chiesa di Satana prende prudentemente le distanze dal curioso rito che ha visto l’altro giorno il dittatore dell’Egitto, il monarca saudita e lo speculatore immobiliare statunitense impossessarsi del globo terracqueo:

sisi-saudi-trumpLo speculatore a destra è il signore noto per essere stato eletto anche per aver detto, in campagna elettorale:

“L’Arabia saudita e tutti quei paesi che hanno dato vaste somme di denaro alla Clinton Foundation vogliono avere le donne come schiave e ammazzare i gay. Hillary deve restituire tutti i soldi presi da quei paesi!”

e anche:

“Dite all’Arabia saudita e altri che vogliamo (esigiamo!) petrolio gratis per i prossimi dieci anni altrimenti non proteggeremo i loro Boeing 747 privati. Pagare!”

L’11 settembre si era rivolto a Twitter per dire che l’Arabia Saudita pagava l’Isis.

Poche ore prima che un wahhabita particolarmente determinato facesse saltare in aria tante ragazzine a Manchester, Trump era in Israele, a spiegare il nuovo fronte mondiale.

Ha infatti annunciato al presidente d’Israele,  con chiaro riferimento alla sua visita in Arabia Saudita, che esiste “un crescente riconoscimento tra i vostri vicini arabi che hanno una causa comune con voi a causa della minaccia posta dall’Iran.

21_95 21_96

[Agli abitanti] delle città che facemmo perire è vietato ritornare [al mondo]
fino al momento in cui si scateneranno Gog e Magog e dilagheranno da ogni altura.

Print Friendly
Posted in Medio Oriente, riflessioni sul dominio, Terrorismo realtà e mistificazione, USA | Tagged , , | 88 Comments

Il karma, il sudicio e il garbo

Ogni tanto ritorno su quel fenomeno unico che sono le Mamme No Inceneritore.

Le quali hanno toccato per prime il prodotto fondamentale dell’intera civiltà moderna, che è i ‘Sudicio. Sulle soluzioni, si può discutere; ma nessuno ha mai prima osato porre al centro il problema.

Se ne sono accorte portando i figlioli a scuola, le teorie se le sono andate ad approfondire dopo; e questo le distingue in modo netto da tutte le persone, magari bravissime, che si occupano di queste cose partendo dalla testa o dall’identità politica.

La Piana è ultimo pezzo libero della Città di Metropolitana, su cui si vuole costruire contemporaneamente un aeroporto gigantesco, una nuova corsia per l’autostrada e un inceneritore. E allora, le Mamme ci fanno un parco, ci piantano gli alberi e ci fanno una pista ciclabile.

Il tutto riassunto in questo video.

Garbare è un verbo usato, credo, solo in Toscana, che dovrebbe derivare dal panno di garbo, la migliore stoffa: lavorata a Firenze, proveniva in realtà dal gharb/maghrib, in arabo la “terra del tramonto” o l’Occidente.

E nel sudicio, c’è tutto l’Occidentalis karma.

Print Friendly
Posted in Il clan dei fiorentini, resistere sul territorio | Tagged , , , , | 49 Comments

due milioni di milioni di dollari

Leggo che per condurre la War on Terror, gli Stati Uniti, dal 2001 a oggi, avrebbero speso finora la cifra di two trillion dollars, cioè 2,000,000,000,000 o se preferite, 2⋅1012 dollari. Il calcolo si basa sui dati ufficiali, che per tanti motivi sono estremamente riduttivi, ma ci dà almeno un ordine di grandezza.

La prima domanda che viene in mente è, quanto avrà speso l’altra parte, i cattivi, nella misura in cui abbiano qualcosa in comune tutti coloro che gli Stati Uniti hanno bombardato e stanno bombardando da diciassette anni?

Un’idea ce la dà l’Arma del Delitto dell’11 settembre:

box cutterA cui gli Stati Uniti possono contrapporre, ad esempio, questo:

USS-Carl-Vinson-in-KoreaLa seconda riguarda i risultati.

Da ottocento basi sparse in tutto il pianeta, i due trilioni vengono lanciati senza posa addosso al Nemico.

Dopo diciassette anni ininterrotti di ammazzamenti (e dopo aver cambiato venti comandanti diversi), gli Stati Uniti manderanno, pare, migliaia di nuovi soldati per assicurare il vacillante fronte afghano (ah, e dopo aver buttato la bomba non nucleare più potente della storia umana addosso agli unici nemici seri dei Taliban).

Per quanto riguarda la Libia, ci limitiamo a una foto della signora Clinton durante la sua visita in Libia (ricordando le sue allegre parole sull’uccisione di Gheddafi, “We came, we saw, he died”):

clinton_libia

e a una mappa della situazione attuale nel paese liberato:

libya2017

Comunque, il risultato finale si riassume in questa “mappa del rischio”, dove in pratica solo nelle zone in verde chiaro, ti puoi sentire tranquillo:

RiskMap-2017_MAP-REGIONS_MENA

La terza cosa che viene in mente è, come sono fatti due trillion di dollari?

Troviamo questo interessante rendering, ricordando che dovete moltiplicare per due:

trillion

Print Friendly
Posted in Storia, imperi e domini, Terrorismo realtà e mistificazione | Tagged , , | 46 Comments

Me ne voglio andare!

Da qualche post, quasi per caso, si parla spesso delle Migrazioni dei nostri tempi.

Mi sembra che sia un tema di cui si parli, partendo sempre da un inesistente noi.

Noi li dobbiamo respingere? Hanno valori come i nostri? Li dobbiamo sbattere fuori, perché la nostra civiltà è la più bella mai esistita? Li dobbiamo accogliere, perché facciamo parte della civiltà più bella mai esistita?

In realtà, di Noi non ne vedo molti.

Le persone sono persone, e tante vanno benissimo; ma se dovessi definire quelle che si considerano Occidentali

Vedo individui ferocemente attaccati ai loro presunti diritti, chiusi in scatole di metallo tra nuvole di CO2 e polveri sottili, mentre pendolano da soli tra villette a schiera, uffici e centri commerciali, buttando cicche dal finestrino e digitando insulti sul telefonino mentre guidano, prima di andare a fare brutti sogni la notte.

occidentale

Diciamocelo, il punto di vista dell’Occidente non merita particolare interesse.

Interessante invece è capire cosa succede nel mondo, e perché innumerevoli milioni di persone vogliono scappare da dove si trovano, fosse pure al prezzo di incontrare degli Occidentali (immagino che gente occidentale nell’animo si trovi pure nei villaggi più remoti del Burkina Faso, ma non ho mai detto che basti la pelle nere per essere superiori).

Io conosco un solo paese africano, che è l’Egitto.

Ci ho vissuto ormai parecchi anni fa, e mi ricordo che all’epoca il sogno di quasi tutte le persone che incontravo -salvo alcuni musulmani molto pii e quelle che erano talmente ricche da poter prendersi l’aereo per Londra quando volevano –  era di andare altrove.

Un altrove che erano soprattutto altri paesi arabi, tra cui l’Arabia Saudita, dove si potevano fare soldi senza passare per l’umiliante trafila di sudditanza al potere militare; ma ancora meglio l’Iraq.

In Iraq, i  lavoratori stranieri prendevano il posto dell’intera generazione di giovani mandati a morire nella guerra di Saddam Hussein contro l’Iran. Ma gli egiziani sapevano che era l’unico paese arabo in cui venivano trattati con equità e in maniera onesta.

Mi raccontavano alcuni giordani che quando l’Egitto partecipò al primo attacco americano contro l’Iraq,  i lavoratori egiziani furono deportati e fecero scalo in Giordania, dove i giordani li massacrarono di botte, accusandoli di aver tradito l’unico paese che li aveva accolti bene.

Tra i più desiderosi di emigrare, c’erano i cristiani, che si sentivano ogni giorno il fiato addosso la tensione: il sogno era mettere da parte le 75.000 sterline che l’Inghilterra allora chiedeva che gli aspiranti immigrati potessero dimostrare di possedere. E quindi innumerevoli cristiani si dedicavano al mercato nero di valuta, di alcolici, di qualunque cosa potesse mettere nelle loro mani i preziosi pounds.

Tutto ciò si riasssume in un solo concetto, semplice semplice:

ما فيش مستقبل

Non c’è futuro”

La mia esperienza è aneddotica, e anche datata.

Però ho trovato in rete un interessante studio, di pochi anni fa, che si riferisce all’Egitto.

Era il 2013, e l’Egitto aveva vissuto in rapida successione la chimera democratica, il governo dei Fratelli Musulmani e il colpo di stato di al-Sisi – il 15% di chi aveva lavoro prima, l’ha perso nel frattempo.

Partiamo dal primo dato: ogni anno l’Egitto produce 750.000 nuovi laureati. Con alle spalle una selezioni durissima e inimmaginabile in Italia. E’ proprio questo immenso numero di persone preparate, che non hanno alcuna speranza per il proprio futuro, che è la base dell’emigrazione; e che perciò lascia il paese privo di persone preparate.

Bene, il 61,4% dei giovani egiziani (non solo laureati) sono pronti a emigrare, a causa della disoccupazione.

Il 30,5% dei giovani egiziani ha già viaggiato in precedenza senza visto; l’80,9%  non aveva contratti e il 68,7% ha viaggiato senza permesso di lavoro.

Certo, esistono anche i non emigranti: il 26,4% dei giovani maschi non ha mai viaggiato e non ha alcuna intenzione di emigrare né per lavoro né per studio.

L’Egitto è un paese sicuramente particolare: non ha la stabilità del Marocco o del Botswana, ad esempio; ma sta molto meno peggio del resto dell’Africa.

Print Friendly
Posted in migrazioni | Tagged , | 205 Comments

Coltelli e cinguettii

A Milano, un ragazzo nato, cresciuto e degenerato in Italia, con precedenti per droga, ha accoltellato un militare dell’Esercito e un agente della polizia ferroviaria.

Quest’ultimo, immagino sia uno dei più disgraziati mestieri del mondo, in cui un giorno ti becchi l’accusa di essere un lavativo che non fa niente, quello dopo di essere complice delle ladre zingare, poi di essere un malvagio persecutore di innocenti immigrati e il quarto giorno ti prendi la coltellata.

Il ragazzo nato, cresciuto e degenerato in Italia comunque è di famiglia marocchina.

Da questo irrilevante particolare, la notizia del giorno, che ci spiega molte cose sul mondo dei media.

Dovete sapere che a Milano è previsto un rito di magia deambulatoria, una sorta di vudù un po’ insipido, che consiste in una passeggiata per Milano “contro il razzismo e la paura”.

Nel mio breve ma intenso periodo siciliano, ho spesso e volentieri ascoltato gente che mi spiegava eccellenti rimedi contro u scantu, la condizione improvvisa che ci prende e ci fa temere.

Non credo che mi abbiabno mai suggerito di camminare per qualche chilometro reggendo in mano cartelli con frasi infantili e chiacchierando con gli amici, ma a Milano non sono siciliani, e non conoscono la vera magia.

Da Repubblica, apprendiamo che al rito di magia deambulatoria potrebbero partecipare ben diecimila camminanti, roba da concertino di provincia.

Poi il mondo resterà uguale, ma loro si saranno divertiti e avranno bruciato un po’ di calorie.

Ma Repubblica ci informa anche di un’altra grave notizia.

Un  esorcista di nome Roberto Maroni è ricorso a Twitter per fermare il rito deambulatorio.

Ricapitoliamo la sequenza, che ci dà tutta l’idea della politica spettacolare:

1) un piccolo gruppo di persone decide di camminare per qualche chilometro a Milano, liberando concretamente la città da qualche ora di emissioni di polveri sottili e contemporaneamente lanciando mantra che dovrebbero far sparire la Paura

2) un ragazzo degenerato in Italia, casualmente marocchino ma immigrato – al massimo – da Quarto Oggiaro, cerca di scappare dalla polizia nella maniera più cretina

3) un esorcista scrive questo (uno di qualche milione di cinguettii fatti da chi frequenta Twitter):

maroniEsattamente a chi si sta rivolgendo, tra le scaramantiche crocette?

1) Egregio Signor Questore, le ricordo che la legge XXX234 ordina di vietare ogni rito magico per quaranta giorni successivi a un versamento di sangue

2) O Mago Deambulatore, con la mia sacra potenza ti ordino, che le tue marcianti gambe si paralizzino!

3) Visto che sabato potrebbe piovere, la invitiamo ad annullare l’iniziativa, o quantomeno di ricordare ai partecipanti di munirsi di ombrelli

Ma ovviamente la figura da peracottaro, non la fanno né maghi né esorcisti, che fanno entrambi i loro mestieri.

La fanno i giornalisti che li considerano entrambi una notizia.

Print Friendly
Posted in giornalisti cialtroni, migrazioni, società dello spettacolo | Tagged , , , | 11 Comments

L’immenso viaggio e il miliardo di euro da dare

Come sapete, di Repubblica parlo spesso, volentieri e male.

Ma questa volta c’è un articolo straordinario su una delle questioni fondamentali dei nostri tempi: le centinaia e centinaia di migliaia di giovani maschi africani che rischiano la vita, e spessissimo la perdono, per arrivare in Europa.

Quando un giornalista d’Occidente cerca di raccontare storie d’altri, sappiamo che di mezzo c’è una marea di storie, un’infinità di mondi orali che esulano da ogni comprensione dell’idiota medio iperletteralizzato delle parti nostre, con  i suoi Principi, le sue Certezze e tutto il resto.

Però qualcosa, in mezzo alle storie, passa:

Seny e Demba spiegano però qualcosa di decisivo per capire la disperazione che sale dall’Africa: “Quando un anno fa abbiamo deciso di partire abbiamo mobilitato le famiglie, abbiamo chiesto soldi, abbiamo venduto animali, abbiamo dato una speranza ai nostri cari, abbiamo detto loro che avremmo mandato indietro soldi dall’Europa. Ecco, adesso tornare indietro è ammettere il fallimento, è confessare che i soldi richiesti sono stati perduti. Bruciati! Noi non si sa come siamo riusciti a fuggire dopo quello che abbiamo visto. Tanti non ci provano neppure, perché morire in Libia o in mare è meno grave di tornare indietro. Morire in Libia per tanti è meglio che rivedere una famiglia che non ti perdonerà di avere fallito”.

Da questo articolo, ricaviamo alcune certezze terrificanti, comunque la mettiamo.

La prima è questa.

Nel nostro quartiere, ogni negozio o bar si trova davanti un ragazzo nero, maschio, tutto intabarrato per resistere al freddo europeo, con un cappellino in mano, che chiede soldi con una vocina tenue, e con straordinaria gentilezza.

Ognuno di loro ha alle spalle una storia da eroe, se ce l’ha fatta ad arrivare fin qui: verrebbe voglia di sentire da ognuno di loro l’0rrore che lo ha segnato, abbracciarlo, essergli vicino, ammirarlo pensando alla coccolata feccia nostrana.

Non per farne una questione di superiorità razziale, ma nella mia vita, quasi tutti i neri che ho conosciuto erano gente straordinaria. Sarà un caso, poi ho scritto quasi per metterci anche dei neri che si comportavano da italiani qualunque.

Però rimane il fatto di fondo: tutti quelli che mi hanno dato addosso, erano sempre affetti da melaninodeficienza.

La seconda è che se l’intero continente africano non è ancora arrivato qui, è perché il filtro di assassini, sfruttatori, criminali tra il Niger e Lampedusa è talmente mostruoso, che ferma ancora la maggior parte (niente di strano, studiatevi la storia del Limes romano).

Se non ci fosse un filtro di questa mostruosa entità, tutta l’Africa diventerebbe come i paesini dell’Aspromonte, i meravigliosi ruderi vuoti su cui fischia il vento.

La terza considerazione è che l’abbandono dell’Aspromonte, del Molise (che nel 1860 era più popolato di oggi), di tutti gli infiniti luoghi del Sud, e la creazione dei mostri urbani dove si può arrivare soltanto in macchina, ecco, è stata la stessa cosa. Oggi non si arriva da Agnone, si arriva da Dakar.

Eppure la gente che è arrivata da Agnone, è stata il male che ci sta portando all’annientamento possibile del pianeta, se vogliamo dare retta ai climatologi…

ma almeno la fuga da Agnone è avvenuta in tempi in cui le nostre mostruose città erano tronfie di ottimismo, sovraccariche di godimenti futuristicoprogressiste, socialiste, fasciste, liberiste,  keynesiane poco importa.

Invece un intero continente ci si sta buttando addosso, come falene attorno a un fuoco fatuo, esattamente mentre il fuoco fatuo dell’Occidente inizia a mostrare tutta la sua criminale vanità.

Esco dal negozio, e mi trovo davanti il ragazzo nero, che poi somiglia tanto ai ragazzi neri che poi sono diventati babbi – magari con mamme italiane – che fanno parte come tutti della nostra comunità, che sono noi come lo siamo noi stessi. Però sono quattro, cinque, dieci, i neri nostri, ci puoi parlare con ciascuno e condividere con ciascuno.

Mica son mica un miliardo.

Guardo il ragazzo nero, incappucciato, con il cappellino, che un pezzo di plastica non si nega a nessuno.

Sto sicuramente meglio di lui.

E allo stesso  tempo, mi rendo conto che dargli un euro, che gli potrei dare benissimo (e penso a centinaia e migliaia di euro che ho dato a zingari che erano messi come loro, e di cui non mi pento)… mi rendo conto che di fronte all’infinita distesa della miseria africana, non serve a nulla.

Se dovessi spartire i pochi euro che ho con un continente intero

Ma perché, se io non riesco a dare un miliardo di euro all’Africa, non posso dare un euro a lui, che mi trovo davanti? Ma anche se dessi un miliardo di euro, sarebbero un euro a testa, manco da comprarsi un panino per oggi…

E qui nasce il quarto punto, che è difficile davvero da comunicare ai nostri tempi.

Che l’Occidente (scusate la parola cretina) non è superiore a nessuno. Ha soltanto distrutto il pianeta intero, magari tra qualche decennio sterminerà ogni essere vivente tra cui gli esseri umani…

ma l’Occidente non è superiore proprio a nessuno, nemmeno ai tagliatori di testa della Papua Niugini.

E chi ha mai chiesto ai tagliatori di teste del Papua Niugini di farsi carico del mondo?

Print Friendly
Posted in migrazioni | Tagged | 123 Comments